"Biografilm" di Andrea Parodi

 

 

I primi fotogrammi del film che vi sto per raccontare, sono in bianco e nero, dai contorni un po' segnati dal tempo, un po' incerti nel loro passo lento e sincopato. I titoli di testa scorrono mentre sullo sfondo l'Italia "guarda con meraviglia al miracolo economico", e sta per nascere il decennio dei grandi cambiamenti sociali, dei Beatles, dell'esplosione su scala mondiale del Rock 'n Roll, di miti intramontabili come Bob Dylan, Ernesto Che Guevara, Martin Luther King., della tv presa a rate e delle minigonne. Ecco le prime immagini: sulle strade assolate di Savona le prime Fiat 500 iniziano a mescolarsi agli "sciami" di Vespe Piaggio,

e sui banchi delle latterie e dei bar cittadini si "aggira" un bimbetto di pochissimi anni, esile e con la voce da usignolo, che per il modico compenso di una caramella o di un gelato, inizia ad esibirsi su quegli improvvisati mini-palcoscenici.

Il piccolo "scricciolo canterino" si chiama Andrea, ed e' nato in un'altra citta' , anch'essa spazzata dal maestrale ed intrisa di salsedine, dall'altra parte di quell'orizzonte: a Porto Torres, il 18 luglio del 1955. . Coprotagonisti in questo straordinario "cast", un papà savonese e una mamma turritana. Liguria e Sardegna, 2 lati opposti dello stesso mare, 2 facce della stessa..."medaglia" : il rumore del mare ed il canto di Andrea saranno la colonna sonora costante di questo entusiasmante film intitolato "Vita".

Tutti questi preamboli ci fanno intuire in quale contesto verranno girate le prossime ed importanti scene della vita di Andrea: la strada da intraprendere è scontata e dettata dalla sua grande passione, il mare, così frequenta l'Istituto Tecnico Nautico a Porto Torres, dove nel frattempo si e' trasferito con la famiglia, si diploma e diventa, seppur giovanissimo, insegnante nello stesso istituto

Il film ora si divide, intraprendendo una sorta di percorso parallelo che si farà via via più importante, fino a divenirne la sua colonna portante: Andrea coltiva anche l'altra sua grande passione, il canto, cercando di sfruttare le immense potenzialità di quel magico, ineguagliabile dono di cui la natura lo ha generosamente fornito: una voce fuori dal comune, con un'estensione vocale quasi femminile, melodiosa e zuccherina, che incanta e seduce sin dal primo attimo d'ascolto.

La pellicola scorre rapida e fluida, ora. Le immagini sono a colori, anche se dai toni ancora un po' smorzati, sbiaditi: siamo nel 1977 quando lo vediamo con il suo primo gruppo, i "Sole Nero", dalle cui ceneri vedrà la luce, un paio d'anni dopo, "Il coro degli angeli", compagine con cui Andrea riceverà molti riconoscimenti e da cui avrà grandi soddisfazioni, con importanti esperienze e collaborazioni: su tutte, le tournee in giro per il mondo con Gianni Morandi, nei primissimi anni ottanta, a cui prese parte anche una giovanissima Fiordaliso.
Silenzio in sala, prego! Sta per arrivare la parte più bella del film...E' il 14 Ottobre 1987, siamo a Cosenza: in occasione di una partita della Nazionale Italiana Cantanti (capitanata dall'amico Gianni Morandi) contro una locale formazione di avvocati, si esibisce per la prima volta un nuovo gruppo formato da 3 ragazzi sardi, tutti provenienti dal "Coro degli angeli". Il nome, per ora ancora poco significativo ed asettico, è stato preso in prestito da un racconto di Asimov: TAZENDA.
E' l'inizio di una nuova era per la musica, in Sardegna e non solo: dapprima i Bertas, successivamente Piero Marras e gli Ice (prodotti dallo stesso Andrea) avevano, in quegli anni, "abbozzato" una strada che poi i Tazenda avrebbero percorso, ampliato ed arricchito con grandissimo successo per un buon decennio. Rock con contaminazioni etniche in lingua sarda, una nuova fantastica miscela che diventerà esplosiva grazie anche alla inimitabile voce di Andrea. Da qui in poi, e per tutta la durata di questo ipotetico film, le immagini si fanno nitide, i colori accesi, il sonoro non farà che esaltare ed amplificare ulteriormente le emozioni che si susseguiranno intensamente a ritmi incalzanti , caratterizzando scene via via più coinvolgenti ed indimenticabili.
"Tazenda" è anche il titolo del loro primo album, pubblicato nel 1988 con etichetta Ricordi. Album che contiene, tra le tante "perle", una splendida versione di "No potho reposare", in cui la voce di Andrea tocca vette impensabili, e quella "Carrasecare" che vedrà i 3 ragazzi sassaresi trionfare nel "Gran premio" televisivo di Pippo Baudo, nel 1990. Un exploit che non passa inosservato: così, pochi mesi dopo, un lungimirante discografico ha la geniale intuizione di far esibire i Tazenda, in cerca di una buona vetrina per affermarsi a livello nazionale, insieme a Pierangelo Bertoli, in cerca di una buona canzone per ritrovare i fasti di un tempo.

Eccoli insieme, sul palco dell' Ariston di Sanremo, cantare ed incantare con "Spunta la luna dal monte", che strapperà al pubblico seduto in platea l'applauso più lungo della storia del Festival.Un vero trionfo, la voce di Andrea è ormai ovunque, nell'etere e nel cuore delle migliaia di sardi sparsi per il mondo, che ne fanno subito, insieme agli altri 2 Tazenda, un loro beniamino, una loro bandiera da sventolare, orgogliosi, nel cielo di una terra straniera spesso ostile.

Il Capitano conduce la "nave Tazenda" verso porti impensati ed ambiti, col vento sempre più in poppa: l'estate del 1991 li vede grandi protagonisti e vincitori del Cantagiro, in coppia con Paola Turci.

L'anno dopo si presentano di nuovo al Festival di Sanremo, stavolta da soli, con "Pitzinnos in sa gherra", canzone che tratta il delicato argomento dei bambini coinvolti nelle guerre. Le poche parole in italiano di quel testo portano una firma autorevole, quella dell'amico Fabrizio De Andrè, con cui c'era già stata la collaborazione della band sarda per la realizzazione dell'album-capolavoro del poeta ligure, "Le nuvole", del 1990, all'interno del brano "I monti di Mola".

"Preghiera semplice" è la canzone che caratterizza l'estate 1992 dei Tazenda, che la propongono al pubblico dell'itinerante Festivalbar.

Ormai la loro fama è alle stelle, e molto probabilmente la voce di Andrea è la migliore in circolazione.Nel 1993 un doppio album dal vivo, "Il popolo Rock", sublima questo primo periodo di grandi successi "tazendiani". uno dei 2 inediti inclusi nell'album include la preziosa collaborazione dell'indimenticabile Maria Carta, in quella "Sa dansa" che li vedrà ancora meravigliosamente insieme in un concerto alla fiera campionaria di Cagliari, nel Luglio dello stesso anno. Purtroppo, una splendida voce, l'amore per il canto e per la propria terra non saranno le uniche cose ad accomunare i destini di Andrea e Maria Carta.

E come in tutti i film, ci si deve aspettare un imprevisto "colpo di scena": forse è la trasferta californiana per l'incisione del nuovo album "Fortza Paris", nel 1995, a far venire ad Andrea la voglia e la tentazione di provare nuove strade, di intraprendere nuovi percorsi musicali... nel 1997 avviene così la separazione dal gruppo.

Decisione discussa, dolorosa, criticata, male accettata dal "Popolo rock" tazendiano che non avrebbe mai immaginato i Tazenda senza Andrea ed Andrea senza i Tazenda. Davvero coraggiosa la decisione di lasciare un gruppo proprio mentre è all'apice del successo.

Ma la vita di Andrea è colma di decisioni coraggiose e fuori dagli schemi, così inizia l'avventura da solista. Nel 2002 pubblica "Abacada", album di notevole caratura artistica, di grande ricerca acustica, una vera raffinatezza in cui la musicalità della Lingua sarda si mescola con le incantevoli sonorità mediterranee. Album che però non avrà un grande successo tra il "vecchio" pubblico, forse non ancora pronto a recepire le nuove scelte del proprio beniamino.

Andrea non si cura certo di questi piccoli "intoppi", e cammina spedito per la sua nuova strada.

Nuovi progetti, sperimentazioni e collaborazioni importanti costelleranno d'ora in poi il suo cielo: Gianni Nocenzi, con "Mintoi"; Rino Zarzulo, Mauro Pagani, gli Indaco, Massimo Ranieri per il suo "Nun è acqua", la dotatissima cantante israeliana Noa ed il quartetto pugliese Faraulla, con cui si esibisce al Teatro Lirico di Cagliari nel memorabile spettacolo Terracuza To, e tanti altri ancora.
Ma la più importante collaborazione della sua carriera da solista è probabilmente quella con il virtuoso chitarrista americano Al Di Meola.: il loro incontro avviene "per caso" a Seui, nel 2002, durante le prove per un concerto contro le scorie nucleari in Sardegna, e tra i 2 artisti è "amore a primo ascolto". Questo magico sodalizio ottiene un grandissimo successo di pubblico in una lunga tournee europea, "Armentos", che sarà il titolo anche dell'ennesima "perla" di Gino Marielli, inclusa nel fortunato album "Midsummer nights in Sardinia", frutto tangibile di questa intensa collaborazione con l'artista statunitense.

Tra i più bei fotogrammi di questo film, innumerevoli sono i premi ed i riconoscimenti ricevuti da Andrea nella sua carriera: tra i tanti, il Premio Lunezia 2005 per la sezione musica etnica, il Premio Maria Carta 2006, il Recanati, il Premio Città di Othoca 2006, e molti altri.

Musica senza confini, questo lo spirito che lo caratterizza: partecipa così ad importanti manifestazioni etno-jazz in svariate parti del globo, come in Sudafrica per il "North sea jazz festival", in Senegal per il "festival delle percussioni di Louga", in Spagna per la "Fiere della Manresa".

Splendido "interprete" anche fuori dal palco: il Parodi-uomo eccelle almeno quanto l'Artista. Persona sensibilissima ed umile, non si è certo "montato la testa" per l'enorme successo ottenuto, anche a livello internazionale. Affabile e sempre pronto ad ascoltare tutti, allo stesso modo: per lui, ogni categoria di persone ha eguale importanza, sul piano umano non fa distinzione tra una famosissima "star" o la "persona qualunque".

Vive la vita con una gioia ed uno spirito davvero ammirevoli, caratterizzati da un sorriso che sarà l'immancabile, luminosissima cornice del suo viso anche quando ad offuscare quello sguardo sereno compariranno nuvole nefaste, intrise di sofferenza e di dolore. Nuvole che Andrea affronterà con una serenità davvero insolita ed invidiabile.

Artista poliedrico, Andrea eccelle anche in altri ambiti artistici: realizza qualche documentario da regista, e da regista dirige anche tutti i video dei Tazenda. Fonda una etichetta discografica, "Pandela", che non avrà un fortunato seguito. Produce l'album del virtuoso chitarrista olbiese Marino De Rosas, "Meridies".

Bellissimi fotogrammi, quelli del 2005: bagno di folla per Andrea riunito coi vecchi amici Tazenda per una serie di concerti denominati "Reunion", da cui nascerà anche un cd-live distribuito con un quotidiano isolano, che andrà letteralmente a ruba.

La scena finale, emozionante e straziante al tempo stesso, è datata 22 Settembre 2006, il "set" è l'anfiteatro di Cagliari, teatro di un memorabile concerto in cui Andrea si concede per l'ultima volta all'abbraccio di un pubblico commosso e consapevole che quasi sicuramente un destino davvero spietato non concederà altre repliche. Purtroppo, sarà davvero così: circa 3 settimane più tardi, all'alba di martedì 17 Ottobre 2006, la parola "Fine" compare sull'ultimo fotogramma di questo film davvero troppo corto, cogliendo il pubblico di sorpresa, lasciandolo incredulo, attonito ed amareggiato.

Il film termina qui. Si riaccendono le luci, nel silenzio collettivo frammisto di rabbia e dolore, ma a nessuno viene in mente di abbandonare la sala, e riprendere la vita di prima come se quel film non lo avesse mai visto, senza sentirsi, molto spesso, addirittura coprotagonista e sua parte integrante.

Quel pubblico non vuole che le emozioni raccolte in quei fotogrammi vadano perse, che il tempo sbiadisca e cancelli il ricordo di un grande Artista, ed un Grande Uomo: Andrea vivrà per sempre, attraverso la sua voce, le sue canzoni ed il ricordo intenso ed indelebile che ha impresso a fuoco dentro ognuno di noi.

Gianluca Cotza

www.quintomoro.it

 

Testo di Gianluca Cotza

Immagine di testa di Gabriele Martis

Foto di Balai (Porto Torres) di Paolo56

Foto veduta di Porto Torres di Paolo56

Foto dei Tazenda di Monichella

Elaborazione grafica di Giuliana

Tutti i diritti riservati

 

Grazie, Andrea.

Gianluca

di Gianluca Cotza