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sostituite dai 50 stati Premessa Oggi i Territori Indiani sono gli Stati Uniti d’America, il più potente e avanzato stato delle 200 nazioni che compongono l’ONU, compresa l’ultima arrivata Timor est. Dall’Artico, al Sudovest, dalle coste dell’Atlantico a quelle del Pacifico, dalle grandi pianure coltivate (che erano le Grandi Praterie), alle rocciose e innevate zone di montagna; per millenni hanno vissuto in aristocratico isolamento le 500 Nazioni dei Pellerossa d’America. In questo capitolo proviamo a guardare gli USA di oggi con gli occhi di ieri, quando gli uomini del Grande Spirito vennero invasi dagli uomini di Cristo. Nel centro continentale degli attuali USA vivevano la gran parte delle 500 Nazioni Indiane le cui maggiori erano: Odawa, Shawnee, Cahokia, Haudenosaunee, Lakota, Cheyenne, Kiowa, Apache ecc.
Alabama ,capitale Montgomery - Arkansas, capitale Little Rock - Colorado, capitale Denver - Georgia, capitale Atlanta - Idaho, capitale Boise - Illinois, capitale Springfield - Indiana, capitale Indianapolis - Iowa, capitale Des Moines - Kansas, capitaleTopeka - Kentucky, capitale Frankfort - Louisiana, capitale Baton Rouge - Mississippi, capitale Jackson - Missouri, capitale Jefferson City - Montana, capitale Melena - Nebraska, capitale Lincoln - NewMexico capitaleSanta Fe - NorthDakota capitale Bismarck - Oklahoma capitale Oklahoma City - South Dakota, capitale Pierre - Tennessee, capitale Nashville - Texas, capitale Austin - Utah, capitale Salt Lake City - Wyoming, capitale Cheyenne.
Cominciamo dalla prima lettera dell’alfabeto: ALABAMA - il ‘Cotton State’ - lo Stato del cotone. Oggi l'economia agricola dell'Alabama (quattro milioni di abitanti) è basata su questa produzione e altre tipiche del Sud (canna da zucchero, arachidi, frutta). La zootecnia sui grandi allevamenti. L’industria mineraria sull'attività estrattiva. Il territorio si estende su una superficie di oltre 133 mila kmq in gran parte pianeggiante. Sussiste qualche rilievo nella parte nord-orientale, e verso il Golfo del Messico terreni paludosi. In questa terra a nord della Florida dalla vegetazione selvaggia, animali palustri, attraversata dal corso inferiore del Mississippi, ricco di bellezze naturali, con clima caldo-umido dalle estati molto calde e inverni miti; vivevano le nazioni indiane dei Cerokee, Cusabo, Koasati. Qui arrivarono per primi gli esploratori spagnoli; poi i francesi (1702) che fondarono una colonia nella baia di Mobile, sul Golfo del Messico. Dopo il 1819, quando l'Alabama entrò nell'Unione, gli indiani furono costretti a lasciare le loro terre e riparare in Oklahoma. Attigua ad est è la GEORGIA, regione montuosa verso nord, con la fascia costiera bassa e paludosa, che conta oggi poco più di sei milioni di abitanti su 152 mila kmq. L’antica vegetazione lussureggiante ha ceduto il passo alle sterminate coltivazioni di cotone, tabacco, arachidi e frutta. Clima sub tropicale, la costa è spesso flagellata dagli uragani. Il territorio fu al centro di dispute tra Francia, Inghilterra e Spagna dopo la colonizzazione del generale inglese James Oglethorpe nel 1732. Cacciati i Pellerossa i ‘Visi Pallidi’ si sbranarono tra loro durante la Guerra Civile. L'esercito nordista: nel 1864 del generale Sherman espugnarono e distrussero completamente Atlanta. Dall’altro
lato del confine, ad ovest, è il ‘Magnolia State’ il fiore più
diffuso della vegetazione composta soprattutto da foreste di pini,
querce e pioppi. Lo stato del MISSISSIPPI, circondato
oltre dall’Alabama anche da Tennessee, Arkansas, Louisiana
nelle parti che non si affacciano a sud sul Golfo del Messico; ha due
milioni e mezzo di abitanti su quasi 124 mila kmq. E’ lo stato meno
sviluppato economicamente, quindi col reddito pro capite più basso di
tutti gli altri Stati uniti. Il territorio pianeggiante è attraversato
dal più importante fiume d'America del nord, il Mississippi River dove
oggi al posto delle canoe indiane è solcato dai grandi battelli di
ferro. Anche qui i
Pellerossa vivevano nel caldo umido di inverni miti a ridosso della
costa per evitare gli uragani. Gli spagnoli
si spinsero da quelle parti per cercare oro e pietre preziose. Ma furono
i francesi a dare il via alla colonizzazione prima che lo Stato, nel
1795, passasse agli Stati Uniti. Ai popoli liberi dei Pellerossa,
dopodiché, si sostituì il popolo schiavo degli uomini neri. ARKANSAS -
Abbiano imparato dopo il presidente Bill Clinton che si pronuncia «ar-can-sò».
Stato abbastanza piccolo (circa 137 mila kmq, con due milioni e 400 mila
abitanti). Oggi nello Arkansas la sua economia marcia sulle due gambe
dell'agricoltura e del petrolio (scoperto negli anni ’20).
L’esplorazione di questo territorio è attribuita agli spagnoli nella
prima metà del XVI secolo. Il nome rimasto però è quello di origine
indiana. Il primo insediamento dei pionieri risale al 1686 e da quel
momento pari passo allo sviluppo crebbero le disgrazie dei nativi. Nel
XIX secolo, epoca dei primi battelli a
vapore sui ‘river’ Arkansas e Mississippi, dilagò il
genocidio etnico.
Al confine nord dell’Arkansas c’è lo stato del MISSOURI. Simbolo di questo Stato è per molti il ‘Gateway Arch’, l’arco di St. Louis progettato dai discendendti dei coloni per ricordare che la città era e resta l'accesso al West. Conta poco più di cinque milioni di abitanti su circa 180 mila kmq di territorio. Prima della Guerra Civile ma già dentro l'Unione ebbe il privilegio di mantenere lo schiavismo, essenziale alle grandi piantagioni di cotone. E sono proprio i grandi fiumi Mississippi e Missouri e le immense piantagioni di cotone e granturco a caratterizzare questo territorio quasi tutto pianeggiante, con clima continentale, e inverni molto rigidi alternati a estati molto calde. Visi pallidi portarono in queste terre i paletti di confine sconosciuti e inconcepibili agli indiani. Il Missouri, che inizialmente faceva parte integrante della Louisiana controllata dai Francesi, entrò nell'Unione nel 1821. A sud dell’Arkansas invece c’è la LOUISIANA, il ‘Pelican State’ lo Stato del pellicano, di quasi 124 mila kmq, che si affaccia sul Golfo del Messico, con oltre quattro milioni e 200 mila abitanti. Il territorio si presenta quasi completamente piano secondo lo sviluppo del Mississippi River che forma un delta a zampa d'oca, vero labirinto di laghi, paludi e canali in cui vive un'incredibile varietà di animali (procioni, cervi, topi muschiati, lontre, aironi blu, folaghe, pellicani e alligatori). Il suo nome venne nel 1682 in onore di Luigi XIV. La Francia di Napoleone, nel 1803, lo cedette agli Stati Uniti per quindici milioni di dollari. Gli indiani erano quasi tutti già deportati o massacrati. Al centro del sud est sta il COLORADO,
‘Centennial State’ perché entrò nell'Unione il 10 agosto del 1876
cento anni dopo la Dichiarazione d'Indipendenza; è lo Stato più alto
degli Stati Uniti (mediamente passa i duemila metri). Oggi conta circa
tre milioni e mezzo di abitanti su 270 mila kmq. Circondato da Wyoming,
Nebraska, Kansas, Oklahoma, New Mexico e Utah, il territorio si alterna
tra le Rocky Mountains, le pianure alluvionali e altipiani. Del periodo
precedente restano straordinarie ed estesissime foreste dove vivono
ancora antilopi, puma, orsi, volpi, castori, cervi, alci e capre di
montagna. Una terra continentale, con escursioni termiche molto forti e
piogge nel periodo estivo, dove i Nativi Americani crearono gli
insediamenti indiani più vecchi di tutti gli States.
La colonizzazione iniziò intorno al 1860 con la scoperta
dell'oro e il passaggio del territorio dal Messico agli Usa. Le nazioni
indiane che popolavano quella terra, tra cui i Crow, Kansa, Arapaho,
Kiowa e i più famosi Sioux, dopo una serie di scontri feroci, furono
costretti a ritirarsi nelle riserve.
A sud del Colorado circondato da Oklahoma, Texas, Messico, Arizona, sta il NEW MESSICO, la ‘Land of Enchantment’ terra incantata, 315 mila kmq in cui vivono circa un milione e mezzo di persone. La città capitale di Santa Fè, e la più importante Albuquerque, sono nomi mitici dell’epopea western. Il clima torrido è mitigato dall’altitudine essendo posto a un'altezza media di 1700 metri sul livello del mare. Ai viaggiatori si alternano aride depressioni, altipiani, strette vallate in cui scorrono gli affluenti del Rio Grande altro mitico nome di quella stagione. In questa terra di sole e divento i Pellerossa popolavano le vaste praterie al seguito delle enormi mandrie di bisonti. Oppure stanziavano nelle terre che spaziano dalle zone aride a quelle tipiche dell'alta montagna. A rompere il loro incantesimo arrivò nel 1540 una spedizione guidata da Francisco Vasquez de Coronado da Mexico City con la speranza di scoprire la leggendaria città di Cibola che si diceva avesse le strade lastricate d'argento, e decorate di oro, zaffiri e turchesi. Al posto di ’eldorado’ trovarono soltanto i poveri ma felici villaggi indiani. Ciò nonostante, perpetuandosi la leggenda, le esplorazioni continuarono dando il via alla colonizzazione spagnola che diede luogo ad un periodo lungo di duri e crudeli scontri con i nativi. Nel 1821 lo Stato passò al Messico e, nel 1850, agli Usa. L’UTAH. ‘Scenic Utah’ è scritto su molte targhe di automobili di questo Stato. L’appellativo non mente: il dieci per cento dei parchi nazionali americani sono nel sud dello Utah. Immaginiamo la vita dei Nativi in questi scenari naturali, di natura incantevole e rigogliosa. Un territorio immenso, ammantato di calde sfumature rosse, ancora oggi vastamente incontaminato. Immaginiamo gli Okanaga, i Washoe, i Klikitat… che cacciavano per nutrirsi nel silenzio impressionante degli altopiani, rotto appena dal fruscio del vento; spaziando nei suoi quasi 220 mila kmq di superficie su cui –oggi- vivono circa due milioni di persone ed allora forse nemmeno duecentomila. L’Utah si incastra in un quadrilatero che confina a nord con l'Idhao e il Wyoming, a est con il Wyoming e il Colorado, a sud con l'Arizona e a ovest con il Nevada. Four Corner è l'unico posto degli Stati Uniti in cui quattro stati (Utah, Nevada, Nuovo Messico e Colorado) hanno punto geografico comune. Nella parte orientale scorre il Colorado Plateau con tutta la rete di affluenti. A ovest c’è il brullo e desertico Great Basin e le Middle Rocky Mountains. Il Great Salt Lake è il più grande lago salato dell'emisfero occidentale. Utah è termine indiano che significa «coloro che vivono sulla Montagna». Anche qui furono gli spagnoli ad arrivare nel 1540 compiendo una digressione mentre esploravano il Colorado River. E da quel momento per la Nazione Indiana la pace finì. Nel 1846 a sostituire gli spagnoli cominciò l'arrivo dei Mormoni perseguitati a causa della loro religione nell'Ohio, nel Missouri e nell'Illinois. Le carovane guidate da Brigham Young si spostarono verso ovest alla ricerca di un territorio in cui praticare liberamente il loro culto. Young, dopo aver girovagato per un anno, il 24 luglio 1847 pronunciò la famosa frase «This is the Place!». I Mormoni si stabilirono nello Stato e iniziarono a lavorare alacremente come agricoltori. Altri Mormoni fino al termine dell’esodo arrivarono lungo la strada nota sotto il nome di Mormon Trail. E i fieri uomini di Manitou dovettero lasciare il passo agli uomini di Cristo e del suo Arcangelo Gabriele. Sopra
l’Utah si trova L’IDAHO formato da tre regioni divise dalle
imponenti Rocky Mountains. Il sud-est delle grandi valli vulcaniche, il
nord delle foreste dove abbondano orsi neri, coyote, puma, antilopi e
alci; il centro dei sentieri indiani di una volta oggi sede di campi da
sci e stabilimenti termali vicino alle sorgenti di acqua calda che
attirano gli appassionati dello sport e della natura. Lo stato Idaho ha
oltre 216 mila kmq estesi tra Oregon e Washington a ovest, Montana e
Wyoming a est, Nevada e Utah a sud; su cui vivono un milione e 100 mila
persone. E’ famoso perché più di altri stati ha conservato
l’ambiente praticamente immacolato. Furono Lewis e Clark i grandi
protagonisti della scoperta di quel territorio che, fino al 1805, fu
pressoché sconosciuto. Trent'anni dopo i primi coloni si raccolsero
attorno a Fort Hall da dove, protetti dall’esercito, iniziarono lo
sterminio delle popolazioni Pellerossa. Massacri che si accentuarono
quando furono scoperti i giacimenti auriferi lungo l'Orofino Creek e
piovvero dall’ovest turbe di cercatori d’oro. Nel 1980 entrò a far
parte dell'Unione. E sopra l’Idaho c’è lo stato del MONTANA rimasto dalla conquista bianca un territorio pressoché incontaminato, disseminato di foreste e laghetti, suddiviso tra le Rocky Mountains (Montagne Rocciose), e la grande pianura in cui scorrono i fiumi Missouri e Yellowstone. Sono 381 mila kmq in cui vivono 800 mila persone: uno degli stati più verdi e meno popolati di tutti gli Usa (pensate 80 mila kmquadrati di superfice più dell'Italia, e cinquantacinque milioni in meno di abitanti!). Qui i ‘visi pallidi’ vivono ancora soprattutto nei ranch e nelle fattorie ed ‘pellerossa’ nelle loro riserve coma ai bei –si fa per dire- tempi di una volta. I centri urbani sono pochi e molto piccoli. Naturalmente, con queste credenziali, la flora di conifere e la fauna di oltre cinquecento specie tra cui orsi, cervi, coyote, lupi, puma e antilopi; sono ricchissime. Come i fiumi pieni a dovizia di trote e salmoni per la gioia dei ‘grizzly’. La principale risorsa economica sono gli allevamenti di bestiame, ma nel sottosuolo abbondano petrolio, gas naturali, oro, argento, rame e ferro. Il clima è estremo: estati calde, inverni con temperature spinte sotto lo zero. La terra fu scoperta da William Clark e Meriwether Lewis, due esploratori che su incarico del governo americano, nel 1805 attraversarono la zona a ovest delle Rocky Mountains per conoscere il territorio che gli States avevano acquisito due anni prima. Al loro seguito si accentuò l'arrivo di avventurieri che volevano sfruttare i giacimenti auriferi iniziando una guerra senza quartiere con le tribù dei Sioux che lo abitavano. Nel Montana, il 25 giugno 1876, si consumò il massacro di Little Big Horn raccontato a parte in un capitolo di questo sito ‘riserva indiana’. Lo WYOMING era LA VIA VERSO IL WEST. Non il Montana ma lo Wyoming ha la palma di territorio con meno abitanti: circa 510 mila anime in poco più di 253 mila kmq divisi tra le pianure e parte delle Rocky Mountains. Il record si accompagna ad altri primati dell’epoca moderna come quello di aver garantito per primo il voto alle donne (1869), di aver ospitato il primo parco e il primo monumento nazionale rispettivamente Yellowstone e la Devil's Tower. Il nome della sua capitale è paradigmatico della storia del West: Cheyenne. Nel 1807 John Colter tornò dallo Wyoming raccontando di getti d’acqua bollente che si alzano furiosi verso il cielo; di sorgenti calde che si riversavano in fiumi freddissimi; di foreste con conifere altissime. Cedettero si fosse inventata ogni cosa e lo presero per matto, così a lungo caddero i progetti di esplorazione. Nel 1834, dopo l’insediamento militare Fort Laramie a difesa de l'Oregon Trail, vennero le conferme. Allora lo Wyoming divenne la tappa più importante per chi partecipava alla colonizzazione del West. Poi la scoperta dell'oro, nel 1867, attrasse una moltitudine di sbandati e immigrati che ingaggiò una ferocissima guerra con gli indiani che difendevano i loro territori. L’ILLINOIS
ci fa tornare dall’altro lato della regione, nella zona dei Grandi
Laghi dove oggi la sua principale città, Chicago, si affaccia sulle
sponde del Lake Michigan. Il territorio di poco più di 146 mila kmq, è
esteso soprattutto verso il centro degli States, e confina con
Wisconsin, Indiana, Kentucky, Iowa e Missouri. Al contrario de l’Idaho
la primitiva natura che faceva da cornice alle tribù indiane è
pressoché scomparsa. La forte industrializzazione ha estinto numerose
specie animali colpendo soprattutto la fauna ittica essendo le acque
assai inquinate. L’agricoltura insieme alle fabbriche. La fa da
padrona, con fattorie modello che producono soprattutto mais transgenico.
Le avanguardie dei pionieri arrivarono presto, nel 1600, in questi
luoghi. Vari esploratori francesi, accompagnati da padri gesuiti,
iniziarono una presenza che si estese e fece da battistrada alla
colonizzazione molti anni dopo. Fu con la Guerra d'Indipendenza che
l'Illinois divenne parte degli Stati Uniti e, nel 1818, entrò
nell'Unione.
Al lato est dell’Illinois confina l’INDIANA con meno di 100 mila kmq, e poco più di cinque milioni di abitanti. E’ bagnato per breve tratto dal Lake Michigan. Il territorio prevalentemente pianeggiante ospita grandi industrie siderurgiche a nord e fertili piantagioni di grano, mais e tabacco nella zona meridionale. Nel 1679 Robert Cavalier, detto La Salle, cominciò l'esplorazione della regione popolata dai cacciatori indiani allo scopo di favorire il commercio delle pelli. Come al solito le prime postazioni si allargarono e sostituirono con la forza delle armi gli accampamenti di tepee. Lo Stato fu conquistato durante la Guerra di Indipendenza dall'esercito degli Stati Uniti. Lo IOWA confinante a ovest dell’Illinois è detto LA MERAVIGLIA poiché Iowa, che si legge «aioua», è nome indiano e significa «paese meraviglioso». Questo la dice lunga su quello che dovevano essere le sterminate praterie e l'abbondanza delle cacciagione. I suoi circa 145 mila kmq sono delimitati dal Minnesota, Wisconsin, Illinois, Missouri, Nebraska e South Dakota. Il territorio prevalentemente piane è folto di pianure, laghi, colline. Dove cavalcavano a pelle i cacciatori della tribù Micmac e pascolavano torme di bisonti, oggi si trovano sterminati campi di grano e mais. Ed il turista viaggiando lungo le vecchie strade di campagna troverà ancora le piccole città dei primi immigrati tedeschi, olandesi e svedesi che cacciarono quei Pellerossa dalle loro terre. Ma prima di loro arrivarono i francesi nella seconda metà del Seicento. Conteso tra Francia e Spagna, lo Iowa entrò nell'Unione l’anno 1838. Al centro degli States è il KANSAS ‘The Sunflower State’ il paese dei girasoli. Più di così nel cuore geografico degli Stati Uniti continentali non si può; difatti la cittadina del Kansas, Lebanon, è considerata il suo centro fisico, e un monumento indica la particolare posizione. Lo Stato ha circa 213 mila kmq, con quasi due milioni e mezzo di abitanti. I nomi delle tre città principali hanno il sortilegio della vecchia Frontiera: Lawrence, Wichita e Dodge City. Ai sui confini è contornato dal Nebraska, l’Iowa, il Missouri, l’Oklahoma ed il Colorado. Il territorio è costituito da due terzi di altopiani e un terzo prateria in cui nascono almeno 60 tipi diverse di erbe. Esplorato dagli spagnoli, conquistato dai francesi, nel 1803 gli Stati Uniti comperarono per destinarlo a raccoglierci dentro tutte le popolazioni indigene cacciate dalle loro terre facendone una grande riserva indiana. Sistemata la questione coi Pellerossa schiavisti e abolizionisti si contesero il dominio del territorio che, nel 1861, entrò definitivamente nell'Unione. Il KENTUCKY
è l’anticamera del Sud facendo questo stato, nella storia dei
bianchi, da anello di congiunzione tra l'America degli schiavisti e
quella degli abolizionisti. Abraham Lincoln e Jefferson Davis, i leader
dei due opposti schieramenti, erano entrambi originari del Kentucky (100
mila kmq, con quasi quattro milioni di abitanti confinante con Illinois,
Indiana, Missouri, Tennessee, West Virginia e Virginia). Nelle sue
praterie nasce una erba azzura e grassa, assai nutritiva per i bisonti,
che è rimasta ancora oggi per il pascolo dei cavalli, i migliori
degli Stati Uniti. Per tal motivo lo Stato è chiamato ‘Bluegrass
State’. I suoi abitanti, come quelli di una volta, devono fare i conti
con temporali e tornado, anche se il clima è temperato, con inverni
miti ed estati calde. Nella seconda metà del 1600 avvennero le prime
esplorazioni, ma la colonizzazione avvenne il secolo successivo ad opera
dei pionieri scozzesi e irlandesi. Questi nelle acque limpide e fredde
dei torrenti che scendevano dai monti, trovarono le stesse adatte
caratteristiche dei loro ruscelli per produrre industrialmente whisky.
Il loro superalcolico, creato nelle stesse tecniche importate dalla
madrepatria, lo chiamarono ‘bourbon’ avendo sostituito la segale
europea col granturco americano. Il bourbon fu una arma micidiale contro
i Pellerossa quanto le Colt ed i Winchester.
NEBRASCA la terra delle grandi PRATERIE è un vastissimo altopiano attraversato da numerosi corsi d'acqua. Meno di due milioni di abitanti su 200 mila kmq, uno dei più centrali stati Usa. Qui dominano ancor oggi sterminate praterie e terreni semi aridi disseminati di cactus. Immaginiamoci cosa doveva essere quando Crow, e Arapaho scorrazzavano liberi in quelle lande prima che giungessero gli spagnoli nella prima metà del 1600. Però il Nebraska fu colonizzato soltanto a partire dall'Ottocento per l'arrivo di coloni tedeschi, polacchi e cecoslovacchi. Per attirarli e popolare quelle terre il governo aveva emanato una legge che dava in acquisto grandi appezzamenti a prezzi irrisori delle terre della Nazione Indiana. L’impegno di lavorarle almeno per cinque anni. L'idea si rivelò vincente ai fini voluti: fuori i Pellerossa e dentro i coloni. Attualmente il Nebraska è famoso proprio per le fattorie modello nate da quello sterminio. NORTH DAKOTA, ‘Flickertail State’, soprannome che significa «coda oscillante» che deriva dalla grande presenza di scoiattoli. La strada nazionale numero 46, 110 miglia o 200 chilometri diritti come un fuso, senza la minima curva, da l’idea perfetta sul territorio dello Stato giudicato dai primi esploratori inadatto alla colonizzazione, se non proprio alla vita stessa. Il North Dakota (640 mila abitanti per 183 mila kmq) infatti è arido e stepposo a ovest; ricco di terreni morenici a est; vegetazione con molte erbe e fiori tipici della prateria. In questa enorme tavola piatta correvano gran parte dei 98 milioni di bisonti che popolavano il nord America ancora nel 1700, che oggi hanno ceduto il passo ai grandi allevamenti di bovini e ovini, o ai campi di grano a perdita d'occhio. I francesi giunsero da queste parti nel 1700, ma gli insediamenti si stabilizzarono solo dopo il 1803, quando il territorio passò agli Stati Uniti e col loro ausilio fu possibile sconfiggere le tribù Sioux, particolarmente agguerrite e decise a non cedere il passo. La loro definitiva sconfitta avvenne solo nel 1864. Venticinque anni dopo il territorio entrò nell'Unione. Nel SOUTH DAKOTA al posto degli scoiattoli pullulavano i COYOTE che difatti ancora oggi si chiama «Coyote State». Lo Stato, la cui città principale si appella Sioux Falls, è diviso dal Missouri River in due regioni: l’ovest arido e selvaggio, l’est pianeggiante e coltivata a grano. Su meno di 200 mila kmq vivono 700 mila abitanti, quasi tutti all'interno di aziende agricole. E’ spesso spazzato da fortissimi venti, i blizzard, che provocano anche danni ingenti. L'economia si basa essenzialmente sull'agricoltura e lo sfruttamento del sottosuolo, vista la ricchezza di oro e argento. Il turismo gioca la sua parte grazie alla presenza di riserve indiane e attrazioni come il Monte Rushmore e il Crazy Horse Memorial, la montagna trasformata in monumento al capo indiano Crazy Horse, Cavallo Pazzo, il valoroso e leggendario capo dei Sioux Oglala che si oppose alla invasione dei ‘yankees’ e che per questo non si era integrato nelle riserve, né si era sottomesso alee Agenzie. Tutto ruota intorno alle Black Hills , le colline nere, un insieme di montagne in cui i Sioux ambientavano leggende favolose dedicate a foreste pietrificate in cui abitavano uccelli di cristallo. Ma nel 1874 i minatori trasformarono la favola in realtà scoprendo importanti miniere d'oro che fecero da detonatore alla lunga resistenza di Cavallo Pazzo. A
sud del Kansas sta l’OKLAHOMA «VIA CRUCIS» DEI PELLEROSSA.
Tra il 1838 e il 1839 il presidente Andrew Jackson ordinò di
trasmigrare con la forza cinque tribù civilizzate di indiani dagli
stati del Sud ai territori assegnati nell'Oklahoma. Durante questa
tragica marcia, lungo quello che poi verrà chiamato «Trail of Tears»,
il percorso delle lacrime, morirono migliaia di Pellerossa. I
sopravvissuti ricostituirono le loro tribù, ma furono poi costretti a
rifare le valigie per lasciare posto ai nuovi insediamenti dei bianchi.
L’Oklahoma sono 180 mila kmq di territorio, con tre milioni e 150 mila
abitanti, caratterizzata da una catena montuosa e un ampio tavolato
piano.
Il TEXAS è il più vasto degli stati territoriali confinati, escludendo quindi l’Alaska. Conta oltre 17 milioni di abitanti, che abitano moderne città come Houston e Dallas; e più antiche come la capitale Austin, San Antonio e El Paso. Negli attuali 700 mila kmq di superficie, al di qua del Rio Grande sulla sponda opposta al Messico, nel territorio pianeggiante, viveva il popolo degli Indah, detto Apache dalle tribù nemiche. Se oggi è di notevole importanza l'agricoltura, la vera ricchezza dello Stato viene dal petrolio, ed altri importanti prodotti del sottosuolo: gas naturale e minerali. La storia ‘bianca’ di questo Stato inizia nel 1820 con l’insediamento di coloni guidati da Stephen Austin. In quel periodo da parte dei governi europei che li avevano conquistati, si commerciavano gli stati della Nazione Indiana, come al mercatino del bric a brac. Gli americani di Austin ebbero una speciale autorizzazione di occupazione dal governo messicano il quale, a sua volta, aveva comprato il Texas dalla Spagna. Dopo la più forte componente anglo-americana si ribellò al generale Santa Ana e nel 1845 il Texas fu annesso agli Stati Uniti. Infine il TENNESSEE territorio di quasi 110 mila kmq con quasi cinque milioni di abitanti. Si estende tra le montagne e il corso del Mississippi River, declinando in una serie di altipiani ricchi di acqua. Esplorato per la prima volta nel 1541 dagli Spagnoli, il Tennessee vide l'arrivo dei coloni nel 1768, anno dei primi insediamenti lungo le rive del fiume Watauga. Dopo la guerra con gli indiani i coloni bianchi, abolita la schiavitù, continuarono a sfogare la loro bestialità sui neri. In questo stato un gruppo di razzisti locali diede vita al Ku Klux Klan.
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