| Religione e cultura Proprio la religione indica larrivo dallo stretto di Bering del Popolo Antico, i pellerossa che vivevano prima di noi. Credere in un unico creatore delluniverso, Il Grande Spirito, che si perpetua nella sua forza vitale rappresentata in loco dallo sciamano il sacerdote che esplica le sue funzioni divinatorie e terapeutiche, è costante in tutte le popolazioni antiche dallAfrica, la Siberia, sino allAmerica. La loro cultura è anche animista nel senso che il grande spirito è dentro ogni cosa vivente o inerte che sia. I grandi fenomeni naturali con cui luomo si è confrontato fino dai suoi primi pensieri, il sogno, la morte, il sonno, il giorno ed il buio si spiegano nella doppiezza della vita, il mondo dei vivi e quello dei morti congiunto come il giorno e la notte, la vita e la morte, ma contrapposto. Da una parte cè la dimensione che respira, dallaltra il respiro puro (anima). Così come gli esseri viventi flora e fauna, anche il vento, la pioggia, la neve; i fiumi, i laghi, le acque marine, le montagne, la volta del cielo coi suoi astri sono animati, possiedono lo spirito vitale. Uno spirito buono (il sole specialmente), uno malvagio.
La società è di tipo familiare, il clan, che si distingue luna dallaltra dal rispettivo totem. Il totem quindi è un simbolo distintivo senza alcuna proprietà magica, divinatoria, come hanno invece le statue della madonna o la croce di Cristo. Queste suggestioni magiche, propiziatorie lavevano invece la danza e la musica a cui si ricorreva in forma di preghiera a sollecitare la benevolenza di Wakanda lessere supremo o Grande Spirito. Per esempio prima della caccia si celebrava la Danza del Bisonte, finalizzata al suo buon esito , contingente e peculiare in ogni tribù. Mentre la Nazione Indiana, il collettivo delle tribù aventi medesimo ceppo e federate, celebrava ogni capo danno la Danza del Sole per chiedere alla forza vitale di dare prosperità e scongiurare la carestia.
Labbigliamento dei pellerossa era quasi simile tra uomo e donna. Entrambi portavano casacche in pelle di daino, gli uomini i gambali, le donne i mocassini. I guerrieri usavano il copricapo a corona composto di coloratissime piume di uccello digradanti per altezza, dallaquila al comune passero. La grandezza della aureola ed il numero delle piume stabiliva la fama ed il prestigio di chi lo portava. Il tapee era labitazione familiare. La costruivano con lunghi e diritti tronchetti dalbero su cui poggiavano il manto di pelle molto decorato. La tenda veniva tolta in pochi minuti arrotolandola. o facendola diventare una treggia per il trasporto di materiale o dei malati. Detti travois codesti trespoli venivano legati ai cavalli e trascinati dietro perché gli indiani dAmerica non hanno mai pensato a costruire una ruota da mettere ai carretti. Per il loro genere di vita i travois erano molto più pratici. Le varie etnie erano nemiche tra loro e di questa debolezza approfittarono gli invasori servendosi degl uni contro gli altri. Allinterno delle etnie però le guerre erano incruente. Le tribù si combattevano quasi alla maniera di come i greci facevano le Olimpiadi. Per sfogare lenergie bellicistice i giovani guerrieri delle tribù si sfidavano e combattevano tra loro col tomahawak lascia da guerra di pietra aguzza legata ad un manico. Ma se nella lotta coi visi pallidi divenne una micidiale arma letale, tra loro bastava toccare il corpo con essa per stabilire la vittoria o meno. "Vedi, ti ho toccato prima io, senza farti del male " era il senso sottinteso "ma se volevo colpirti tu eri già morto" e la battaglia finiva con quella conclusione. Se non è civiltà questa non saprei proprio quale altra possa essere. Il seppellimento o il dissotterramento del tomahawak segnava la pace o la guerra coi vicini.
Totem elevato dai Sioux in una loro riserva.
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