Riserva Indiana - Lettere -

Leggi le ultime lettere alla Riserva Indiana

  Enzo G. di Como, scrive:

 

Bene, molto interessante, tutto molto interessante, un bel sito complimenti. Non è il primo sito di questo genere che visito naturalmente ed è per questo che decido di chiederle un piccolo aiuto. Spero conosca la scrittrice Rosemary ALTEA inoltre nota medium, sensitiva e quant'altro, ecco il punto, lei parla nei suoi scritti di uno " spirito guida " da lei incontrato durante dei suoi momenti di " trance " , è lo spirito di un Indiano d'America chiamatosi in vita " AquilaGrigia " (Greyeagle in inglese ndr), e del quale cerco da tempo di trovare una foto, un reperto, comunque una sua immaggine, senza riuscirci. Mi piacerebbe provare con Lei, sapere almeno a quale tribù apparteneva etc. etc. ............... la ringrazio anticipatamente e ancora complimenti per il suo lavoro.

La nostra Risposta

Geronimo

 

Da: Theodoro <teodorodiparo@supereva.it>

A: <bapilu@tin.it>

Oggetto: Geronimo

Data: mercoledì 17 maggio 2000 17.02

Ho apprezzato molto l'idea di dedicare un sito internet agli Indiani d'America, per altro arricchito con molte notizie di rilievo e belle immagini scansionate. Spero di farle gradita notizia informandola che nella Marche, a Matelica (MC), un gruppo di giovani, stanchi di vedere le proprie opinioni rinchiuse in quelle dei quattro settimanali locali (uno di destra, uno di sinistra, uno ecclesiastico ed uno di centro), sei mesi fa, hanno fondato con le proprie risorse un quindicinale, intitolato "Geronimo", eleggendo l'ultimo capo Apache a simbolo del coraggio di lottare e non sottostare alle ragioni del più forte (nel caso del giornalismo alle frequenti censure di chi è scomodo).

Per questi ragazzi, che mi hanno scelto come loro caporedattore, Geronimo rappresenta colui che lotta per difendere il proprio essere (pensieri, terra, amori,...) contro un nemico molto più grande e che è consapevole già in partenza di essere destinato a perdere. Bé, non ci crederà ma dopo aver ottenuto come Direttore, l'ex Capo Redattore dell'ANSA ed ex plurincaricato ministeriale, il giornalista romano dott. Corrado Salvatore, ora "Geronimo" sta sfondando le vendite con un abbonamento di appena 20.000 lire, con la rabbia degli altri giornali, sempre in lotta tra loro.

Uno dei collaboratori, di fronte a quest'imprevedibile successo ha dichiarato: "Ciò dimostra che Geronimo ancora vive, non è sepolto sulla Sierra Madre né altrove, ma il suo spirito guerriero ancora esiste e, noi, forse destinati a fare la sua stessa fine, stiamo dimostrando che non è una questione di razze... Geronimo è "rinato" in alcuni baldanzosi ragazzi italiani, dopo un secolo dalla sua morte, a migliaia e migliaia di chilometri di distanza. Questo mi basta, adesso possiamo chiudere anche domani!".

Spero di non averLa annoiata e se ha qualcosa da dirci il nostro indirizzo di posta elettronica è: innovazione@iol.it

La ringrazio per quanto fa e Le porgo distinti saluti,

Matteo Parrini

 

 

 

Ringrazio della gentile lettera. Certamente Geronimo -insieme a Toro Seduto e Cavallo Pazzo- e’ tra i personaggi piu’ famosi della epopea tragica dei Nativi Americani.

In seguito arricchirò la ‘riserva’ con una galleria di codesti Grandi Capi.

 

Mail. Scrive Raffaella dal Vomero (Napoli):

Caro Pier luigi Baglioni.

                                       Tu decanti tanto l’intelligenza e la civiltà dei Nativi Americani e anche io ammiro il loro alto rispetto della natura, ma come la metti col fatto che non siano mai arrivati a costruire le ruote? Non ti sembra questo un difetto, mancanza  di acume?

 

No, niente affatto mia cara Raffaella.

                                                             Tu sai che i Pellerossa non avevano neppure la scrittura, quindi non tenevano archivio di se stessi. Gli uomini non scrivevano cronache, memoriali. Cioè la loro storia si realizzava e si perdeva nell’aria come il volo degli uccelli. Mi sono domandato anche io perché senza tuttavia arrivare alle tue conclusioni negative. Anzi credo che questo faccia parte intrinseca della loro vita, cultura, civiltà. Cioè sia stata una scelta precisa non una carenza. Voglio dire che per me non è che avrebbero gradito averla ma non ci sono arrivati col cervello a costruirla. Semplicemente non ne hanno mai avvertita la necessità per cui non hanno avuto alcuno stimolo a raggiungerla. Anzi, forse avranno avuto anche la sua intuizione ma l’hanno deliberatamente scartata. Pensi che non abbiano mai visto rotolare un tronco, qualcosa di tondo, sul terreno?