Questione indiana

L’opinione di Indro Montanelli da ‘La stanza’ del Corriere della Sera

"e se l’America fosse rimasta in mano ai pellerossa?"

Varie volte Indro Montanelli rispondendo ai suoi lettori del Corriere della Sera ha toccato il tema della ‘questione indiana’ di cui anche l’attore Marlon Brando si è fatto animatore. Poiché i giudizi di Indro sono sempre profondi e precisi penso sia importante in questa sede riportarne qualcuno.

Un lettore appaiava l’invasione dell’uomo bianco nei territori indiani (la cosiddetta ‘Conquista del West’) all’olocausto degli ebrei da parte di Hitler. Egli realisticamente risponde che in fatto di omicidi, ed efferatezze i pellerossa non furono secondi ai ‘soldati blu’. Replica un altro lettore che il discorso fila, la pari ferocia può anche essere vero ma, l’una è giustificata dalla difesa dei propri interessi vitali, l’altra no è un puro e semplice sopruso del più forte contro il più debole. Cosa dovevano fare? Dire grazie, arrivederci, smontare le tende e andare? Di fronte alla occupazione e confisca della loro terra cosa dovevano far accomodare soldati e pionieri togliendo il disturbo con la morte per stenti, fame e malattie? Scrive il lettore: "… Ciascun essere umano avrebbe difeso con le unghie e coi denti la propria identità. Gli indiani non costruivano città e opere d’arte? Non mi sembra un buon motivo per spazzarli via. I pionieri erano portatori di una società più avanzata? Qualsiasi civiltà, per avanzata che sia, se imposta con la forza è aberrante."

Risponde Montanelli: "So anche io che la ragione, cioè il diritto, era tutto dalla parte dei pellerossa. Così come era dalla parte degli Etruschi quando i Romani invasero le loro terre e procedettero con gli abitanti alla prima ‘soluzione finale’ che la storia ricordi. Così come era dalla parte dei Galli celtici quando su di loro si abbatterono le orde dei Franchi germanici. Nell’America del Nord, la due forme di società –quella dei pionieri basata sul dissodamento delle terre a sua volta basato sulla proprietà privata, e quella dei pellerossa che rifiutava il concetto stesso di proprietà privata, quindi di agricoltura- erano incompatibili: o se ne andavano i pionieri o si sottomettevano i pellerosse.

Lei e io sappiamo cosa avremmo fatto se fossimo stati pellerossa: avremmo scotennato, in nome della Ragione e del Diritto, i pionieri. Ma se fossimo stati pionieri? Io avrei dato mano, con le buone o con le cattive, alla sottomissione dei pellerossa. Ma mi lasci almeno dubitare che forse lo avrebbe fatto anche lei. Pensi per un momento come sarebbe cambiata la storia del mondo se la Ragione e il Diritto avessero trionfato e lasciato che l’America restasse in mano ai pellerossa. Forse lei e o saremmo finiti attendenti di un colonnello tedesco o lavoratori forzati in qualche miniera della Siberia."

Tutto perfetto, commento io, ma perché Montanelli quando scrive degli Etruschi, Romani e Galli usa la maiuscola e per i Pellerossa no?

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Pier Luigi Baglioni

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