| Sviluppatasi sulla
piana costiera e sul colle che la sovrasta, Angera, ebbe
origine in epoca preistorica, come testimoniano i reperti
di età mesolitica rinvenuti in una grotta aperta sulla collina,
e nota con il nome di Tana del Lupo o Antro di Mitra. Gli
abitatori dell'antro e delle rive del lago erano prevalentemente
cacciatori, ma con una successiva tendenza ad affiancare
all'attività di caccia e pesca quella dell'allevamento di
animali domestici (bovini e suini). Al periodo neolitico
fa seguito la cultura eneolitica con l'introduzione del
vaso campaniforme; le testimonianze di presenze umane nell'età
del ferro e in epoca protostorica si fanno sempre più frequenti.
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| In età
romana ci fu uno sviluppo dell'insediamento di notevole
impatto. Il piccolo centro rurale che, in epoca celtica,
forse si chiamava Vicus Sebuinus, si sviluppa grazie ai
commerci che si svolgono sul Verbano e diviene un importante
attracco. |
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| Il nome
che aveva Angera in epoca altomedievale, "Stazzona", indica
proprio l'importanza della cittadina come "Statio", cioè
stazione di sosta lungo i percorsi stradali e lacuali. Dalla
zona sepolcrale, posta a sud-est dell'abitato, ci provengono
materiali e oggetti dei corredi tombali che testimoniano
la floridezza del centro rurale nel I sec.d.C. |
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Dal
materiale lapideo ritrovato in Angera si può tracciare
un quadro dei culti prevalenti in epoca romana. Alle
iscrizioni dedicatorie a divinità popolari del mondo
rurale, si riscontrano anche culti molto più rari
nelle nostre terre, come quelli di Mitra e di Iside. |
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| In epoca
tardo medioevale il rifiorire dei traffici commerciali,
sorge, o viene ripristinato, un punto fortificato sopra
l'abitato in posizione dominante: la rocca di Angera, che
prende sempre più parte attiva nelle vicende del territorio,
diventando una base non solo economica e giurisdizionale,
ma anche strategica degli arcivescovi milanesi. La presenza
arcivescovile in Angera e le successive lotte per il predominio
del potere su Milano, fanno assurgere il borgo ed il territorio
angerese a notevole importanza per tutti i sec.XIII-XIV.
Nel trecento, alla giurisdizione arcivescovile, gradatamente
subentra quella viscontea: oltre all'acquisizione ormai
definitiva della rocca, nel 1397 l'imperatore Venceslao
erige Angera in contea a favore di Gian Galeazzo Visconti,
il quale, subito dopo, ricostituisce il capitaneato di Angera.
Alla metà del sec.XV Angera aveva perso quell'importanza
politico-economica del secoli precedenti a favore della
dirimpettaia Arona. Nel 1449 il governo della Repubblica
Ambrosiana investe Angera e il suo territorio a Vitaliano
Borromeo , tesoriere ducale; i lavori che i Borromeo intraprendono
per fortificare il borgo e la rocca di Arona testimoniano
come il centro principale del basso Verbano veniva sempre
più ad essere Arona. Ciò nondimeno Angera riceve per tutto
il quattrocento immunità e privilegi da parte degli Sforza.
Nel 1496 lo Sforza istituisce il capitaneato del lago Maggiore
con sede in Angera e concede alla città di tenere un mercato
settimanale al lunedì e due fiere annuali con la riduzione
dei dazi. E' comunque la famiglia Borromeo a creare una
egemonica potenza economico-territoriale su tutto il Verbano.
Solo sul finire del sec.XVI la comunità si liberò dalla
loro giurisdizione a seguito della condanna del conte Giovanni
Battista Borromeo. La confisca dei beni angeresi si manterrà
fino al 1623,quando Filippo IV di Spagna ripristinerà i
Borromeo, investendo il cardinal Federico Borromeo della
terra d'Angera. |
| Con il trattato
di Worms del 1743 la sponda occidentale del lago Maggiore
passò al Piemonte, creando non pochi problemi ai commerci
che si svolgevano tra i paesi rivieraschi. Anche Angera
soffrì di questa situazione ed il conseguente ripristino
del mercato settimanale non diede particolari benefici.
Ancora agli inizi dell'ottocento il borgo, che contava
circa 1800 abitanti, risentiva della crisi dei commerci.
Nel 1820 venne costruito il porto, che diede la possibilità
di ridare alla città quella preminenza commerciale
che l'aveva caratterizzata nei secoli precedenti.
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Alla
creazione del porto seguirà nel 1826 l'introduzione
del primo battello a vapore sul Verbano. L'avvento
della ferrovia interesserà solo incidentalmente il
territorio angerese. Infatti l'apertura nel 1882 della
linea Pino-Novara fisserà la stazione ferroviaria
nel limitrofo comune di Taino. Ai rinnovati commerci
e alle attività imprenditoriali del primo novecento,
come la produzione di acquavite dei Rossi, fanno riscontro
innovazioni nelle infrastrutture cittadine e nei servizi.
Superati i difficili momenti della guerra, Angera
riprende vigore con nuove iniziative economiche e
sociali; |
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| nel 1954
le viene riconosciuto con decreto presidenziale il titolo
di città. |
| Estratto
da "Angera - Guida storico-artistica" di Marco Tamborini
- Nicolini editore |
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| Telefono |
0331 931133
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| Apertura |
lun, gio, sab 15.00-17.00; mer
su appuntamento.
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| Biglietto |
Ingresso gratuito
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| L'edificio è un
esempio di architettura tardo quattrocentesca in Angera. |
| L'ingresso
è sottolineato dal portale ad arco acuto in pietra d'Angera.
Nella piccola corte si apre sulla destra il porticato
su basse colonne in pietra d'Angera con capitelli scudati
e fogliati. |
| La
palazzina, del sec.XVIII, oggi ospita al piano terreno
la Biblioteca Comunale e a sinistra una sala per
conferenze ed esposizioni temporanee.
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| Al
piano superiore si trova il museo dove sono esposte le
raccolte archeologiche dedicate alla preistoria angerese,
ed in maniera più importante al periodo romano
di Angera ed ai ritrovamenti delle sue ricche necropoli. |
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