LA CHIESA DI SAN PLACIDO MARTIRE

 

Giunte a Poggio Imperiale le prime quindici famiglie che avevano accettato l'invito del Principe trovarono delle piccole ma comode abitazioni, costituite da monolocali a schiera con tetti ad una pendenza ed una piccola finestra, ognuna munita di caminetto che assolveva alla doppia funzione di cucina e riscaldamento invernale.

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Uno stallone per gli animali ed un riparo per gli attrezzi agricoli erano separati dalle suddette abitazioni da un largo spiazzo che serviva da aia, per l'accumulo dei covoni di grano e per la successiva cernita, cio' che dava al tutto le sembianze di una vera e propria azienda agricola.

"...Fu pensiero del Principe completare la masseria con l'Oratorio: un casolare delle nostre campagne di allora fu costruito alla sommita' del poggio sulla cui posizione, oggi, ha sede la Chiesa Matrice" (Alfonso De Palma, Poggio Imperiale - Noterelle Paesane, Ed. Il Richiamo, Foggia 1984).

Consisteva in un modesto fabbricato della superficie di circa 85 metri quadri, lungo 13 metri e largo 6,5. Aveva la porta d'ingresso rivolta a nord verso lo spiazzo, com'e' tutt'oggi, e due piccole finestre aperte sui muri laterali. Era munito di un piccolo campanile, costituito da un semplice arco che reggeva la campanella, che elevava la chiesetta a poco piu di 5 metri di altezza.

La costruzione fu ultimata in meno di un anno e venne dedicata a San Placido Martire quindi sin dalle origini.

Le notizie sulla costruzione della chiesa si trovano negli atti appositamente redatti nel 1761 dal Vescovo di Lucera, Mons. Giuseppe Maria FOSCHI, in occasione della prima visita pastorale al nascente villaggio.

La chiesa appena costruita non ebbe un proprio Parroco in qualita' di titolare. Fu posta infatti alle dipendenze della Parrocchia di Lesina, paese cui il villaggio dipendeva anche amministrativamente, ed entro' a far parte dell'Archidiocesi di Benevento, dato che a quest'ultima, sin dal 1571, apparteneva la stessa Lesina.

Fu percio' incarico della curia Arcivescovile beneventana procedere alla benedizione della chiesa.

Per i relativi adempimenti fu delegato l'Arciprete di Lesina, don Felice LULLO che nel mese di Marzo del 1760 si porto' nella novella chiesetta e la benedisse assistito da don Gian Pietro CARUSO, nominato in seguito Cappellano ed Economo Curato di Poggio Imperiale (il primo in origine dopo il 1761 fu il Rev. Don Nicola la Melia di S. Angelo dei Lombardi).

Gia' di piccole dimensioni, costruita per accogliere i pochi abitanti del nuovo villaggio, era anche sprovvista del fonte battesimale per cui occorreva portare alla vicina Chiesa di Lesina le persone che si apprestavano a ricevere il Sacramento del Battesimo e cio' non senza pericolo di vita specialmente per i bambini.

Questo stato di disagio aumento' poi con l'arrivo degli Albanesi nel 1761, quando la chiesetta "soddisfaceva alla men peggio i due Riti, cattolico e greco" (Alfonso De Palma).

Col passare degli anni, infatti, con la popolazione in continuo aumento, stimolata a stabilirsi definitivamente a Poggio Imperiale anche a causa delle favorevoli condizioni contrattuali offerte dal Principe Don Placido Imperiale, il piccolo Oratorio non riusciva piu' a contenere tutti i fedeli e cio' soprattutto in occasione delle festivita' solenni e della celebrazione della festivita' di S. Placido Martire del 5 di Ottobre.

Si rese necessario quindi abbattere la chiesetta per far posto ad una nuova e piu' grande costruzione.

Per diverse cause, umane o naturali, la Chiesa di Poggio Imperiale e stata' numerose volte demolita e ricostruita nel corso degli anni, dalla prima piccola chiesetta a quella che tutti oggi conosciamo; costruzioni che ne hanno mutato le dimensioni, la forma e l'aspetto col passare del tempo e quindi degli usi e, se vogliamo, dei gusti.

Nel 1771 una Chiesa di dimensioni piu adeguate fu consegnata dal Principe Imperiale alla popolazione terranovese: dedicata a S. Placido Martire patrono, come il preesistente oratorio, fu posta sotto la protezione speciale di S. Michele Arcangelo, cui i fedeli locali erano molto devoti.

La Chiesa, com'e' stato poc'anzi specificato, fu edificata a spese del Principe Imperiale che praticamente era anche il proprietario di tutti gli altri fabbricati esistenti nel villaggio.

L'ecista, cioe' il fondatore, provvedeva anche al mantenimento della Chiesa, all'acquisto degli arredi sacri ed al sostentamento del Cappellano. Dagli accordi intercorsi con gli Albanesi ed ufficializzati nei rogiti del 18 Gennaio e del 4 Febbraio 1761 risulta che il Principe si riservo' il diritto di nominare il Parroco nonche' di pagarlo qualora la Chiesa fosse divenuta Parrocchia.

La proprieta' dell'edificio non fu mai, almeno ufficialmente, rivendicata dallo stesso Principe, ne' dai suoi eredi, tanto che quando a Poggio Imperiale fu costituita la prima municipalita', la chiesa passo' tacitamente ovvero in mancanza di un atto scritto, "in pectoris" al Comune. I rappresentanti di quest'ultimo infatti subentrarono al Principe nell'esercitare il diritto di nominare il Parroco e nell'accollarsi l'obbligo di pagargli la congrua, cosi come risulta dagli Stati Discussi (bilanci) redatti a partire dal 1816.

Inoltre da un atto consiliare del 1863, redatto a seguito di un ricorso al Re fatto dal Curato Antonio Ricciardi in merito alla congrua assegnatagli dal Comune, risulta che il Parroco del paese, poiche' stipendiato dal Comune, era considerato come suo dipendente per cui spettava solo al Consiglio Comunale stabilire l'ammontare della congrua. Dallo stesso atto risulta ancora che la Chiesa era di "jus patronato Comunale" senza pero' specificarne i motivi.

Di chi fosse la proprieta' della Chiesa di Poggio Imperiale ed a chi spettasse il diritto di nominare il Parroco fu, nel corso degli anni, piu' volte chiesto dalla Sotto-Prefettura di San Severo al Sindaco di turno del paese gia' dal 1827, ma la risposta fu sempre dello stesso tenore.

Una lettera del 27 dicembre 1883 della Sotto-Prefettura di San Severo, indirizzata al Sindaco di Poggio Imperiale riporta:

Piaccia alla S.V. di rispondere a rigor di posta alle seguenti domande:

1 Se cotesto Comune paghi la congrua al Parroco;

2 Se la paghi in virtu' di sentenza dell'Autorita Giudiziaria;

3 Se tale pagamento abbia luogo per inscrizione obbligatoria sui bilanci in virtu' di deliberazione della Deputazione Provinciale;

4 Se per convenzione fatta tra l'Amministrazione Comunale e il Parroco;

5 finalmente quale sia l'ammontare della congrua.

E' necessario che queste notizie non solamente mi pervengano con la richiesta sollecitudine, ma anche con la massima esattezza dovendole comunicare al Ministro dell'Interno dal quale sono state telegraficamente richieste.

(Archivio Comunale Poggio Imperiale - Anno 1883 - Sez. Affari di Segreteria)

 

La risposta del Sindaco inviata al Sotto Prefetto Bianchi in data del 28 dello stesso mese fu la seguente:

Rispondendo al Rapporto controindicato fo noto a V.S. che questo Comune paga al Parroco una congrua di lire 510 annui.

Tale pagamento non va fatto ne' per sentenza dell'Autorita Giudiziaria, ne' per deliberato della Deputazione Provinciale e ne' per accordo col Parroco.

Ma bensi' per essere la chiesa di patronato Comunale e cio' per le ragioni cui appresso.

1 Per un articolo delle capitolazioni passate fra il Principe Placido Imperiale e i primi abitatori di questo Comune del 18 Gennaio 1761 con cui il principe si obbligava di passare al Parroco ducati 100 di congrua annua.

Ma costituito il villaggio di Poggio Imperiale in Comune evvi di conseguenza che al Principe subentrava l'Amministrazione Comunale.

Seguono altri punti che si tralasciano (Archivio Comunale Poggio Imperiale - Anno 1883 - Sez. Affari di Segreteria).

 

Ancora il 28 Agosto 1893, sempre la Sotto-Prefettura di San Severo richiedeva al Sindaco di Poggio Imperiale, prima di provvedere in merito alle deliberazioni inviategli, in base a quale disposizione di legge o titolo il Consiglio Comunale aveva proceduto alle nomine del Parroco e del Vice Parroco (per la precisione Don Brunone Leone e Don Giovanni de Guglielmo), poiche' di regola erano di competenza dell'Autorita Ecclesiastica.

In linea generale la risposta del Sindaco Sergio Gramigna, datata 7 Settembre 1893, ricalcava le argomentazioni esposte dal suo predecessore ed inoltre spiegava anche i motivi per cui la chiesa del paese era di patronato Comunale:

Nelle capitolazioni rogate a Napoli dal Notaio Martucci il 18 Gennaio e 4 Febbraio 1761 fra il principe Imperiale ed i primi abitanti di qui, venne tra l'altro stabilito che esso Principe avrebbe nominato il Parroco, e da lui si sarebbero sostenute le spese del culto.

Con decreto dei 19 Novembre 1817 eretto il villaggio di Poggio Imperiale in Comune autonomo l'Amministrazione del Comune continuo, come tutt'ora continua, a sostenere le spese di culto e come tale e' succeduta nel dritto del Principe Imperiale, fondatore del paese, di nominare il Parroco ed il Vice Parroco, e questo dritto esteso da cio' perviene anche al Comune dall'essere la chiesa di patronato Comunale.

Tanto a riscontro del foglio a manca.

(Archivio Comunale Poggio Imperiale - Anno 1893 - Sez. Affari di Segreteria)

 

Da alcune notizie storiche manoscritte dal nostro defunto Parroco Don Giovanni Giuliani senior risultano infatti delle controversie sulla nomina del Parroco e sul riconoscimento civile della Parrocchia: "Nel 1893 il Cardinale D. Camillo Siciliano di Rende, visto che la popolazione si era abbastanza ingrandita, da superare quasi quella di Lesina e considerato che la chiesa faceva tutto da se', indipendentemente dalla Matrice di Lesina, la eresse a Parrocchia autonoma di libera collocazione dell'Ordinario con decreto 16 Luglio dello stesso anno. Il primo Parroco canonicamente titolare fu D. Brunone Leone. Dico canonicamente, perche' non pote' ottenere il R. Placet per le opposizioni da parte del Comune che voleva sostenere il diritto di patronato sia perche' si ripeteva successore del Principe che in base a Rogiti 18 Gennaio e 4 Febbraio (1761) voleva a se' la nomina del Parroco sia perche dal 1816 tale diritto aveva esercitato dal nominare i titolari che, in realta' non erano che Economi Curati. Le ragioni del Municipio erano infondate perche' essendo il Patronato un contratto bilaterale tra colui che nomina la presurta ed il Vescovo, questi non l'aveva mai riconosciuto, ne' la riconobbe col decreto di Erezione. Poi, dato e non concesso, manca il titolo di trasmissione e l'atto con cui il Comune succedeva al Principe. Morto nel 1904 il Parroco Leone fu nel 1905 nominato dal Comune de Guglielmo che sempre pel fatto del Patronato, la Curia di Benevento, sebbene lo investisse di tutte le facolta' curate, non gli pote' rilasciare la bolla, aspettando che il Comune fosse venuto a migliori consigli. E difatto alla Santa Visita del 1913 l'Arcivescovo Bonazzi, trovato temperate le pretenzioni del Comune, chiesto a Roma la facolta' di nominare, giacche era decorso il tempo canonico per potere lui dare l'investitura gli fu concessa con Rescritto del Febbraio 1915. Il De Guglielmo fu dispensato da Roma dal concorso e sottomesso all'esame nel 26 Febbraio stesso anno. La bolla fu mandata pel R. Placet alla Procura generale di Trani, ma poiche' la Parrocchia mancava ancora del civile riconoscimento, fu d'uopo mandare anche il decreto di Erezione non potendo essere riconosciuto dal Governo il Parroco, se la Parrocchia assegnatagli non sia essa prima stata riconosciuta. Le pratiche sono alla fine. Il fondo per il culto ha dato parere favorevole per l'erigenda Parrocchia, pel supplemento di congrua e per la casa canonica, dando attualmente il Comune appena 800 lire ed il Parroco manca di canonica. Il decreto di erezione a Parrocchia civilmente riconosciuta, venne emesso nel maggio 1925 e il 13 Giugno dello stesso anno, Mons. D. Oronzo Durante Vescovo di San Severo dava il possesso al Parroco D. Giovanni Giuliani".

A completamento delle notizie riportate da don Giovanni Giuliani, e' da porre in evidenza che nel 1916 la Parrocchia di Poggio Imperiale, oltre a quella di Lesina, fu aggregata alla Diocesi di San Severo in seguito ad un ridimensionamento dei confini dell'Archidiocesi di Benevento.

Il decreto della sacra Congregazione Concistoriale che fu emanato il 23 febbraio delegava l'Arcivescono di Capua - Mons. Gennaro Cosenza, ad eseguire quanto decretato. Il 17 Maggio 1916 il Vescovo di San Severo, Mons. Gaetano Pizzi redigeva lo strumento di accettazione e di annessione.

Infine con la sottoscrizione della Bolla canonica da parte del vescovo di San Severo, Mons. Oronzo Durante, avvenuta il 15 Maggio 1924 si pose fine alla dipendenza finanziaria del Parroco dal Comune di Poggio Imperiale.

Nel mese di Maggio del 1815, a distanza di sedici anni circa dal giorno in cui diversi Terranovesi, recandosi dal Notaio Felice Fraccacreta in Apricena denunciarono al Re Ferdinando I i disagi derivanti dalla mancanza del fonte battesimale nella chiesa del paese, fu ordinato dall'Intendenza di Foggia di erigere il predetto fonte. A cura dell'Economo-Curato don Donato Morelli, fu istituito un doppione del Registro dei Battezzati, approvato dall'Arcivescovo di Benevento, Don Domenico Spinucci con l'ordine di trasmettere al Parroco di Lesina che conservava il Registro dei Battezzati vero e proprio, un elenco mensile coi nominativi di coloro i quali avevano ricevuto il Sacramento.

Nel 1817, all'alba della municipalita' di Poggio Imperiale, il Maestro Architetto Giuseppe Santagata di San Paolo di Civitate venne incaricato dal Sindaco, su ordine dell'Intendenza della Provincia di Capitanata di eseguire un sopralluogo e di formare una perizia di spesa per la costruzione di una nuova chiesa con campanile, diroccando quella esistente che stava crollando.

L'8 Febbraio 1817, in esecuzione dell'incarico ricevuto, il Maestro Santagata formo' la perizia di spesa.

Sottoposta all'esame dell'Ingegnere Dipartimentale la perizia redatta dall'Architetto Giuseppe Santagata non fu riconosciuta regolare per cui fu commesso incarico al Sig. Vincenzo Vitucci di San Severo di eseguire una rettifica. Approvata la nuova perizia il Comune di Poggio Imperiale pote' iniziare le procedure relative all'espletamento delle subaste in linea preparatoria per la successiva aggiudicazione dell'appalto dei lavori della costruenda chiesa.

Il 18 Luglio 1817 il Maestro muratore Raffaele Santagata di San Paolo di Civitate si aggiudico' l'appalto per la costruzione della nuova chiesa e del campanile.

In ottemperanza alle disposizioni contenute al punto I del verbale di ultima aggiudicazione per l'appalto dei lavori alla chiesa, sottoscritto dai rappresentanti del Comune e dal mastro muratore Raffaele Santagata, l'opera ebbe subito inizio ma poco tempo dopo i lavori vennero sospesi per i disagi derivanti dall'approvvigionamento dei materiali occorrenti.

Nel mese di Maggio 1818 il Maestro Muratore si porto' a Poggio Imperiale "per dar principio con molta gente dell'arte ai lavori della Chiesa".

Fu chiamato una seconda volta ed a stento riusci a lavorare per altri sei giorni, impegnandosi anche nella raccolta, in giro per il paese, di pezzi di tufo ed altro materiale.

I lavori procedevano a rilento perche' mancava di tutto, dalle scale al tavolato, al materiale edile, per cui furono ben presto interrotti.

Intanto la chiesa sebbene in corso di edificazione, minacciava di cadere se non venivano subito ripresi i lavori.

Un nuovo imprevisto impediva ancora la prosecuzione dei lavori, una lunga malattia del Maestro Raffaele Santagata, senonche nel Giugno del 1818 il fratello Domenico residente a Torremaggiore, col consenso dei rappresentanti del Comune che auspicavano la conclusione dei lavori, subentro nell'appalto.

Altri maestri muratori per brevi periodi presero la conduzione dei lavori come Giovanni Finocchietti e Salvatore Solimieri di San Severo nell'Ottobre del 1822, col consenso del Sindaco Francesco Morrone.

La conclusione dei lavori sembrava sempre lontana, un po' per le lentezze burocratiche e un po' per le continue modifiche in corso d'opera, come la costruzione di due cappelloni non previsti nella prima perizia.

I lavori per la completa edificazione della Chiesa Matrice del paese, ripresero anche con l'aiuto di numerosi fedeli che avevano prestato al Comune parte dei soldi necessari al pagamento dell'appaltatore.

La costruzione dei due Cappelloni venne ultimata con ogni probabilita' nel Gennaio del 1830, dato che gia' a Febbraio il mastro Giovanni Finocchietti, esecutore dei lavori, presento' una rimostranza al Sotto-Intendente di San Severo, reclamando il collaudo dell'opera e quindi il pagamento a saldo.

La misura finale, cioe' il collaudo dei lavori eseguiti, fu fatta dal maestro muratore Girolamo D'Amico di San Severo il 4 Aprile 1830.

I lavori eseguiti furono pero' riconosciuti per un importo inferiore per cui il Finocchietti venne a trovarsi in posizione debitoria nei confronti del Comune, come risulta anche dalla nota del 28 Giugno 1830 inviata dalla Sotto-Intendenza di San Severo al Sindaco di Poggio Imperiale:

Il Sig. Intendente con sua de' 24 andante n. 3950, in ritornandomi un duplicato della misura finale de' Cappelloni costruiti in codesta chiesa, ammontante a ducati 247,34, misura riconosciuta regolare dall'Ingegnere Revisore Sig. Quelliero, si e' compiaciuto approvare in accordo al Consiglio dell'Intendenza che sia pagato l'ultimo quinto dell'opera all'intraprenditore di essa.

Mi e' pero' osservato, che l'appaltatore de' lavori de' Cappelloni si abbia ricevuto dal Comune la somma di ducati 249,24, fra i quali ducati 34,53 prestati da diversi particolari di costa', somma che fu disposta di restituirsi a' medesimi per ducati 20 nel 1929 e ducati 14,53 nel corrente anno. E poiche' l'importo dei lavori stessi essendo giusta la misura finale alla somma di ducati 247,34, ne siegue che resti l'appaltatore in debito di ducati 1,90.

Premesso tutto cio' Ella si servira' di riscuotere li ducati 1,90, e farli portare ad intrioto straordinario nella contabilita' dell'esercizio corrente; restando ferma l'autorizzazione di pagarsi dalla imprevvedute i riferiti ducati 14,53 a coloro che per l'indicato oggetto, l'imprestarono nel detto scorso anno.

Sara' delle sue cure il pronto, ed esatto adempimento.

Il Sotto-Intendente.

 

Ai lavori in muratura seguirono quelli di falegnameria occorrenti alle finestre ed al Fonte Battesimale.

Il 15 Giugno 1830 il maestro falegname Giuseppe Camillo fu incaricato dal Comune di formare la Perizia dei lavori eseguiti.

Terminati i lavori di costruzione dei Cappelloni restavano da completare quelli inerenti la costruzione della volta ed il prolungamento della chiesa.

Il 4 Maggio 1833 fu redatta da Michele Solimiero la relativa Perizia che prevedeva una spesa totale di ducati 273,35, oltre al compenso per la redazione stessa.

Si procedette quindi alla pubblicazione dei bandi coi quali il Sindaco di Poggio Imperiale rendeva nota l'imminente apertura delle subaste in linea preparatoria per l'assegnazione di un altro lotto dei lavori di costruzione della Chiesa Matrice.

Successivamente il 29 Luglio ed il 4 Agosto 1833 si procedette all'aggiudicazione preparatoria a favore di Salvatore Soimiero e, rispettivamente a quella definitiva a beneficio del Maestro Giovanni Finocchietti che aveva gia' eseguito i lavori di costruzione dei due Cappelloni.

La Chiesa fu finalmente ultimata ma era ancora mancante del portone. Il 9 Giugno 1834 venne redatta da Nicola Navazio la Perizia della spesa occorrente per la costruzione del portone della Chiesa per un totale di ducati 55,74.

La perizia fu assoggettata a revisione da parte dell'Ing. Giacomino Rempito, il quale ne abbasso' il costo a ducati 42,37 1/2.

Il 19 Dicembre 1834 l'Architetto Filippo Facciolla esegui' una revisione dei lavori di prolungamento della Chiesa Matrice eseguiti dall'appaltatore Giovanni Finocchietti, riconosciuta regolare il 23 Aprile 1835 dall'ingegnere Direttore di Foggia.

Ecco la descrizione della Chiesa fatta da Matteo Fraccacreta, poeta e storico sanseverese, in visita a Poggio Imperiale proprio in quell'anno: "La prefata Parrocchia ha tre altari colle statue di legno, il Maggiore di S. Placido, che il Principe fondatore titolo' col suo prenome, il destro del SS. Cuore di Gesu nel primo de' suoi Cappelloni; il sinistro di S. Michele. Larga in origine palmi 24, lunga 50, nel 1820, e 1830 in 1832 si allungo' a 100 con quei tre Cappelloni; e Coretto aggiuntivi all'Ovest, larghi 18, lunghi 85".

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Matteo Fraccacreta riferisce anche dell'esistenza di tre lapidi (probabilmente andate perdute), la prima nell'ultimo pilastro del primo Cappellone dal lato verso l'altare del SS. Cuore di Gesu', la seconda nel pilastro tra il primo ed il secondo Cappellone dal lato della porta e la terza sul Presbitero sotto la nicchia dell'Addolorata a sinistra.

Il 10 Settembre 1837 venne redatta da Michele Soimiero la perizia della spesa occorrente per la costruzione della Sagrestia della Chiesa per un totale di ducati 98,40.

Assoggettata a revisione in data 28 Ottobre 1837, l'Ingegnere Luigi Morselli abbasso' l'importo della spesa a ducati 97,12.

Il 12 Febbraio 1838 furono pubblicati gli avvisi di gara relativi all'aggiudicazione preparatoria per l'appalto dei lavori della Sagrestia.

Il 20 ed il 25 Febbraio 1838 si procedette all'aggiudicazione preparatoria a favore di Nicola Casiglio ed a quella definitiva a beneficio di Giovanni Finocchietti.

Il 4 Febbraio 1839 la Sotto-Intendenza di San Severo comunico al Sindaco di Poggio Imperiale che l'Ingegnere Revisore aveva trovato regolare la misura finale dei lavori di costruzione della Sagrestia della Chiesa per ducati 108,53 3/4 e dispose che con tale somma fosse soddisfatto l'appaltatore Finocchietti.

Il 6 Maggio 1839 a San Severo fu redatto lo "Stato stimativo della spesa occorrente per la costruzione di una vetrata con rezziglia di ferro filato ad un finestrone della Chiesa Matrice di Poggio Imperiale", a cura di Domenico Damiano.

Nel 1841 iniziarono le pratiche relative alla costruzione del campanile della Chiesa Matrice in quanto ne era ancora sprovvista. La perizia della spesa fu redatta il 2 Febbraio 1841 da Girolamo d'Amico di San Severo che nel 1830 aveva eseguito il collaudo ai due Cappelloni costruiti da Giovanni Finocchietti.

L'Ingegnere Giacomino Rempito di Foggia provvide a stilare il 10 Settembre 1842 le clausole e le condizioni per l'appalto.

L'appalto per la costruzione del campanile fu definitivamente aggiudicato a favore dei fratelli Vincenzo e Michele Soimiero e Giuseppe Giannini garantiti da don Luca de Cicco per la somma di ducati 810.

L'8 Febbraio 1844, a conclusione dei lavori, a cura dell'Architetto Girolamo d'Amico, fu redatta la misura finale che fu successivamente trovata regolare il 6 Luglio dello stesso anno dall'Ingegnere Rempito, gia autore del disegno.

Nel 1857 la nuova Chiesa di Poggio Imperiale fu puntellata in piu' punti perche una scossa di terremoto ne aveva lesionato le volte e minacciava di crollare.

Il 17 Maggio 1857, infatti, il Sindaco di Poggio Imperiale invio' all'Intendenza di Foggia la seguente lettera:

Sig. Intendente

E' mio obbligo di passare alla di Lei autorevole conoscenza che questa Chiesa Parrocchiale di patronato Comunale, lesionate in piu' parti le sue volte dall'ultima scossa di tremuoto, minaccia di crollare se prestamente non si adoperano de' restauri opportuni, ed io per assicurarmi di tutto cio', non ho mancato di farla osservare da persone perite; specialmente profittando della circostanza d'essersi conferito in questo Comune l'Ingegnere Onorario Sig. D. Nicola D'Ottavi per eseguire i segnali topografici, e geodetici, il quale ha dato avviso che la detta Parrocchia tra per le molteplici lesioni degli archi della volta, e' soggetta di crollare.

In quale privazione di mezzi rattrovasi questa Giunta Comunale Ella abbastanza conosce, ed e' per questo che io trascurai di farne elevare un progetto per l'esecuzione de' lavori occorrevoli, ed invece mi rivolgo alle paterne cure di lei per le previdenze di risulta; nella ferma speranza che atteso la deficienza de' rnezzi in cui trovasi questa Amministrazione, vorra' far godere questo Municipio della grazia Sovrana contenuta nel Real Rescritto del 6 Luglio 1854, e da Lei graziosamente partecipatomi con ossequiato foglio a stampa del 18 detto mese ed anno, 3 Uffizio, 2 laccio, N. 11089.

Colgo ancora l'occasione sometterle, che essendo unica la detta chiesa in questo Comune, or che la stessa inclina al crollamento sarebbe mestieri doversi ingrandire, stante il sempre crescente numero della popolazione, per la purtroppo picciolezza della stessa, non capace a soddisfare a' bisogni de' fedeli a poter esercitare il dovere della Nostra Sacrosanta Religione.

Intanto, a prevenire qualche terribile catastrofe, sarebbe mio avviso doversi inibire l'uso di celebrarsi i Divini Ufizi in detta Chiesa, ed invece far ordine a questo Reverendo Clero di poter esercitare provvisoriamente il Loro Ministero nel piccolo Oratorio qui esistente, appartenente alla Congrega del Sacro Cuor di Gesu'. Riferisco tutto cio' a Lei direttamente quale affare urgente, sul che sono con anzia in attenzione de' savii di Lei consigli.

 

La chiesa venne riparata delle lesioni che presentavano le sue arcate, avendo l'Intendente lasciato inascoltate le richieste del Sindaco, propenso per l'abbattimento ed una nuova edificazione.

Nel 1873 l'Ingegnere Luigi Mongelli di Foggia compilo il progetto per la riedificazione della chiesa crollata due anni prima ed i lavori furono affidati all'appaltatore Criola Francesco.

Il 27 Aprile 1874 con la deliberazione n. 33 del Consiglio Comunale di Poggio Imperiale furono approvati, su proposta del Consigliere Benedetto Saitto alcuni lavori suppletivi, allo scopo di offrire maggior decoro alla chiesa stessa.

Ancora nel 1858 la chiesa subi' altri interventi di restauro, specialmente nella parte in cui la stessa si univa al campanile.

Agli inizi del nuovo secolo e per la precisione nel 1904, altri lavori di restauro furono eseguiti su progetto dell'Ing. Vincenzo Furia di Foggia redatto il 13 Marzo 1904.

Il 21 Agosto dello stesso anno il detto Ing. Furia presento' al Comune di Poggio Imperiale una relazione tecnica con la quale portava a conoscenza del Sindaco che la chiesa necessitava di ulteriori imprevisti interventi. Infatti nell'esecuzione dei lavori previsti dal progetto, si constato' che gran parte delle travi di abete che formavano l'orditura dei tetti era marcita. Nell'occasione si approfitto' per rifare la copertura anche al campanile.

I lavori di restauro all'edificio furono conclusi esattamente il 30 Ottobre 1904.

Qusto era l'aspetto della chiesa:

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Durante il secolo scorso tanti altri lavori sono stati eseguiti come la costruzione, negli anni '60, della casa canonica e del tetto a terrazzo, tanto per citarne alcuni, che hanno portato la chiesa ad avere le sembianze a noi note. Da ultimo la copertura del campanile (che, si ricorda, era fatta con piccole piastrelle verdi), con pannelli in rame saldati, avvenuta nel 1988 sotto gli occhi curiosi della gente del paese che assistiva alle operazioni sostando nella piazza dedicata al fondatore.

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Attualmente la chiesa conserva 7 statue: nel lato sinistro quella di Gesu' con la croce e di S. Antonio da Padova, di S. Placido Martire e della Madonna del Carmine; nel lato destro quelle di S. Giuseppe, S. Michele Arcangelo e dell'Immacolata.

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                           Festa di San Placido - 5 ottobre 2000 - Preparativi per la processione