|
- Street
Fighter II ha ridefinito l'intero mercato dei coin op, non ci sono dubbi.
E' vero, sono trascorsi diversi anni dal suo avvento, e di conseguenza la
leadership che per anni ha detenuto incontrastato è stata insidiata dalle
produzioni Namco e Sega, che con l'introduzione dei poligoni hanno saputo
smorzare in qualche modo la popolarità di Street Fighter e di tutti gli
altri picchiaduro in due dimensioni.
Fatto sta che la saga di Street Fighter ha continuato ad esistere, a
discapito dei poligoni e delle prese multiple. Quindi palle di fuoco,
calci rotanti e tutte le diavolerie pirotecniche note ai cultori della
saga si ripetono e, paradossalmente, si rinnovano in questo ultimo
capitolo, intitolato per l'occasione Street Fighter 3 W Impact.
Tecnicamente parlando, quest'ultimo Street Fighter costituisce l'apice
tecnico dei giochi in due dimensioni; sembra assurdo,
ma nonostante lo stia giocando da quasi un mese, Street Fighter 3 W
Impact non ha smesso di sorprendermi. Invero, la cosmesi e tutti i
parossismi estetici del nuovo arrivato Capcom sono dovuti all'innato
talento dei disegnatori più che al blasone della saga, pertanto
assisteremo ammirati ad evoluzioni di indubbia spettacolarità, tipo
zoomate repentine, fondali dettagliati all'inverosimile ed animazioni che
definire fluide sarebbe eufemistico. Ma è proprio su quest'ultimo
particolare, le animazioni, che la mia analisi tecnica si sofferma con più
appagamento: prendete a caso uno degli ultimi beat'em up in tre
dimensioni, prendete la loro fluidità dei movimenti, rendetelo
bidimensionale ed avremo Street Fighter 3 W Impact! D'accordo, forse ho
enfatizzato, ma l'esempio è d'obbligo per esplicarvi a dovere la
verosimiglianza "liquida" dei movimenti che godono di
innumerevoli frame di animazione, toccando la stratosferica vetta dei 60
fps (che per un picchiaduro bidimensionale è cosa alquanto rara).
Non vi nascondo che il gameplay, almeno nelle prime battute, sarà
letteralmente offuscato dalla magnificenza visiva del tutto, per quanto
risulti evidente la solida struttura dei combattimenti derivata dalle
precedenti incarnazioni, Street Fighter Zero 3 compreso. Questo, comunque,
non ha impedito ai programmatori di inserire interessanti novità, come un
sistema di combo rinnovato che farà risultare i combattimenti molto più
strategici dei precedenti episodi. Inutile rammentarvi che il divertimento
sarà pressocchè raddoppiato nella modalità a due giocatori, anche se il
gioco in singolo può in ogni modo contare su opzioni inedite e modalità
assenti nel coin op originale. Sarà inoltre possibile sbloccare
combattenti segreti finendo il gioco con determinati personaggi oppure, se
ne avete la possibilità, scaricarli direttamente dal sito Capcom creato
per l'occasione.
Una inevitabile problematica, che si è puntualmente verificata in Street
Fighter 3 W Impact è il sistema di controllo. Come noto il Joypad
Dreamcast è poco avvezzo
alla gestione di un picchiaduro bidimensionale, rendendo difficile
l'esecuzione di combinazioni
di tre e più pulsanti in successione. Mi risulta quindi d'obbligo
consigliarvi l'acquisto dell'ottimo joystick della Sega, che ripropone
l'esatta pulstanteria della sala, oppure del nuovo Joypad Ascii (con cui
ho testato il gioco). Se non volete spendere troppo, il joypad appena citato è la
soluzione ideale, essendo dotato di una pulsanteria frontale di sei tasti
senza shift laterali (un pò come il joypad Saturn), che facilita
all'inverosimile l'esecuzione di alcune elaborate combinazioni.
Giunti al compimento finale, ripercorrendo quanto appena espresso per
questo Street Fighter 3 W Impact non mi resta che confermarne i meriti e
le virtù, consigliandovi caldamente l'acquisto di un controller più
idoneo di quello in dotazione ed augurandovi buon divertimento
Luca Abiusi
|