LA STORIA DI BOBBY

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Carissimi amici 

Con questa mia lettera, vorrei raccontarvi una storia vera accaduta alcuni anni fa che mi ha lasciato un segno indelebile ed una gran voglia di far qualcosa per combattere l'ignoranza e l'ottusità di mente che domina le generazioni di oggi in Italia. 

La protagonista di questa storia realmente accaduta è una ragazza che io stimavo molto, era una mia cara amica, non l'avrei mai creduta capace di un simile comportamento. Tant'è vero che anni fa addirittura mi aveva affiancata a raccogliere firme contro gli esperimenti sugli animali. Diceva di condividere i principi animalisti. Invece, come potete leggere in seguito, non è tutto oro quel che luccica..... 

Per correttezza, ho pensato di cambiare il suo nome, insieme a quelli di tutti i protagonisti di questa triste storia. Lei, la mia "amica", la chiamerò Anna. Ed il suo cane lo chiamerò Bobby. 

Anna ha sempre avuto un grande istinto materno ed un forte desiderio di sposarsi ed avere un bambino. Prima che ciò accadesse, aveva adottato Bobby, un piccolo meticcio che riceveva coccole dalla mattina alla sera. Anna riversava su questo simpatico cane tutto il suo istinto materno e la sua voglia di viziare qualcuno. Lo faceva dormire con lei, ci giocava spesso, lo trattava proprio come una mamma tratterebbe il suo bambino. Io credevo che gli volesse bene. 

Quando però il sogno di Anna si è avverato, e quindi ha trovato l'uomo giusto per lei, che gli ha dato un figlio, ecco che la vita di Bobby è cambiata dal giorno alla notte. Il piccolo cane rimaneva tutto il giorno legato ad una catena e vedeva la sua amata padroncina riversare tutto il suo amore al bambino. Non trovava mai un attimo di tempo per coccolare il cane. Ovviamente gli dava da mangiare e bere, ma mai una carezza, una parola affettuosa. Non gli faceva più il bagnetto, Bobby si era riempito di parassiti, il suo morbido pelo bianco era diventato grigio e crespo. 

Inutili i miei tentativi di far ragionare Anna ed indurla a prestare più attenzioni a Bobby. Lei rispondeva che il figlio è la cosa più importante per una donna, un cane è solo un cane. Aggiungeva inoltre che quel cane era diventato stupido e strano, si rotolava per terra, aveva atteggiamenti che lei non gradiva, per questo non voleva perdere troppo tempo per lui. Non c'era verso di farla ragionare, d'altra parte io ero l'unica  ad interessarmi di "uno stupido cane" mentre tutte le persone "normali" capivano che con l'arrivo di un così bel bambino è logico che l'attenzione vada riversata interamente su di lui. Io ero la matta, tutti gli altri erano i normali. Nessuno capiva le mie lamentele, un cane è un cane, un bambino è un bambino.

Ricordo con tristezza il giorno del battesimo del bambino. Il cane era legato alla solita catena, io fui l'unica a rivolgergli uno sguardo ed un complimento mentre lui abbaiava cercando di richiamare un po' di attenzione. Tutti i parenti ed amici riempivano di feste e complimenti il piccolo Daniele (il bimbo, ovviamente!) vestito da cerimonia. Capisco perfettamente che era Daniele il protagonista principale di quel giorno di festa, non certo Bobby. Però se ci fosse stato da parte degli invitati anche uno sguardo ed un veloce complimento a quel cagnolino, il bimbo certo non ne avrebbe risentito, perché comunque milioni di feste rivolte a lui non sarebbero mancate. Fra gli invitati quel giorno c'era Roberta, la sorella di Anna, che fino a poco tempo prima abitava nella stessa casa, con Bobby. Da qualche mese si era sposata ed era andata ad abitare altrove. Si sa che un cane, quando rivede una persona che ha vissuto anni con lui, poi si è trasferita, ha una voglia matta di riempirla di feste. Invece Roberta non gliene ha dato la possibilità. Era troppo impegnata a complimentarsi con il bambino per poter rivolgere uno sguardo al cane. E se io avessi mosso una polemica in quel contesto, sarei stata soltanto derisa ed umiliata. Loro erano la normalità, io una povera pazza. Perché il mondo secondo loro deve girare così, i bimbi sono gli esseri più importanti, tutti gli altri non contano nulla, quindi che soffrano pure, chi se ne frega? Qua c’è un bel bimbo che deve essere coccolato! 

Purtroppo un giorno ho avuto una notizia tristissima. Anna mi ha detto (a distanza di un mese dall'accaduto) che Bobby era morto. Le ho chiesto com'era successo, lei mi ha detto che è stato per vecchiaia. Ho chiesto l'età del cane, anche se in realtà sapevo che aveva 4 anni. Anna mi ha risposto che aveva 8 anni e che il motivo della sua scomparsa poteva essere soltanto vecchiaia. Questa bugia mi ha lasciato immaginare che il cane si sia lasciato morire, rifiutando il cibo e tutto quel che è necessario per vivere. Lei comunque non me lo ha mai confessato. 

Avrei dovuto denunciarla prima che questo accadesse. Non so cosa avrebbe potuto cambiare la legge vigente, forse togliere la catena (probabilmente però era di una lunghezza acconsentita per cui nemmeno quello sarebbe cambiato), sicuramente comunque nessuno avrebbe convinto Anna ad amare ancora il suo cagnolino come prima. Nemmeno una multa avrebbe potuto ridare la serenità a Bobby. Mi rendo conto che avrei dovuto strapparglielo via in tempo contro la sua volontà, purtroppo non l’ho fatto, sapendo che a casa mia non avrebbe potuto stare (non vivo da sola) e nessuna delle persone che frequentavo a quei tempi lo avrebbe adottato, visto che tutte stimavano e comprendevano Anna in quanto ”nomale mamma italiana che stava facendo solo quello che avrebbero fatto tutte al suo posto”.

Eppure io avrei dovuto capire subito che persino in un canile Bobby sarebbe stato più felice. Invece ho perso troppo tempo sperando che Anna dopo i primi mesi di maternità potesse rinsavire e tornare a prestare un po’ di attenzioni anche a quel dolce cagnolino che tanto desiderava il suo affetto.

 Per quanto sia triste il destino dei cani abbandonati per le strade in occasione delle vacanze, ritengo che una storia come questa lo sia persino di più. Bobby purtroppo non ha avuto l’opportunità di incontrare nuove persone che lo potessero accudire all'interno di un canile o che lo potessero adottare per iniziare una nuova vita. Bobby aveva il suo dispiacere davanti agli occhi ogni giorno, non poteva dimenticare. Vedeva colei che tanto amava riversare tutte le sue attenzioni su di una nuova creatura, mentre lui era lì, in un angolo come una vecchia bambola che non serve più. E' stata una cosa orrenda. Eppure, a sentire le opinioni della gente, tutto faceva parte della normalità. 

Col passare degli anni ho cambiato le mie amicizie ed ho conosciuto altre persone con idee simili alle mie. Così mi sono resa conto di aver sbagliato a lasciarmi coinvolgere e trasportare dalla mentalità di quelli che frequentavo allora. Avrei dovuto seguire il mio istinto, invece di lasciarmi convincere di essere io poco normale, avrei dovuto denunciare quell’amica, non cercare di perdonarla perché “lei era normalissima e non stava facendo nulla di sbagliato”. Il mio voler sperare in un suo futuro ritorno alla sensibilità verso il prossimo (che non fosse suo figlio) è stato un grosso errore, che ha lasciato passare troppi mesi. 

Raccontando questa storia vorrei che nessun altro cadesse nel mio stesso errore. Bisogna agire subito, perché aspettando e sperando potrebbe poi essere troppo tardi. Quando si crede di avere un’amica, le si vuole bene e a volte non si vorrebbe accettare che questa persona si possa trasformare in un mostro crudele. Ma in nome di nessuna amicizia ci si può rendere complici di qualcuno che fa soffrire e morire in quel modo un essere vivente. 

Spero che questa triste storia serva da esempio da non seguire, sia per quel che riguarda il mio comportamento da povera illusa che aspettava il ritorno alla ragione di una donna in realtà irrecuperabile, sia per quel che riguarda il comportamento di quella neo-mamma, purtroppo simile a quello di tante, troppe altre.

 Vorrei che nella nostra società si comprendesse che se oggi la normalità è usare gli animali per sfogare il proprio istinto materno e la voglia di coccole prima del parto, per poi negare loro improvvisamente ogni attenzione con la nascita del bimbo, è ora che i tempi cambino. Una volta la normalità era anche picchiare le mogli, negare alle donne il diritto di votare. Adesso non è più così. Ebbene i tempi devono cambiare ancora, bisogna migliorare il rapporto uomo-animale. E' legittimo che una donna consideri il proprio figlio lo scopo della sua vita ed il centro delle sue attenzioni e del suo amore. Ma con questo, ogni donna come ogni uomo, ha il dovere di farsi degli scrupoli anche per tutti gli altri esseri viventi, non si può far del male agli altri per amare solo il proprio bambino. Continuare a prendersi cura (con relative coccole e gesti affettuosi) di un animale domestico precedentemente adottato non toglierebbe nulla al bambino, né amore, nè attenzioni. Se certe persone non sono in grado di capire ciò, perché si sono fatte condizionare da una società basata sulla supremazia dell'uomo sull'animale, sulla sbagliata concezione dell'animale-oggetto-a-disposizione-dell'uomo, è ora che glielo facciamo capire noi, agendo uniti, senza sentirci una piccola minoranza. Un giorno dovremo diventare noi la normalità, con le nostre idee di rispetto per tutti gli esseri viventi. 

Se potete aiutarmi in questo mio obiettivo, mi piacerebbe che venissero sparse le voci il più possibile.  Mi piacerebbe che si parlasse di questo argomento in TV (ovviamente senza la pretesa che si parli del caso in questione con i reali protagonisti. Il problema è presente in altre famiglie in cui i cani prima erano coccolati ed in seguito accantonati per la nascita di un bambino. I casi sono tanti, troppi).  Sarebbe bello se qualche persona valida con doti artistiche, potesse ricavare dalla storia spunti per un libro, un film, un cartone animato, qualunque cosa. Chiedo troppo? Sono presuntuosa? Mi sono sentita tanto inutile al momento dell'accaduto, che ora ho bisogno di rimediare. Ho bisogno di chiedere aiuto dove so di poterlo ottenere, inutile continuare a lamentarmi con persone ottuse e convinte di essere loro la perfezione ed io la stupida fanatica. Sarebbe bello che un giorno molto vicino, chiunque adotti un cane, venisse esortato a non abbandonarlo ma anche a non trascurarlo ed ignorarlo dopo la nascita di un bambino in famiglia. Lo so che poi la gente fa ciò che vuole, ma almeno il gesto di tentare di far riflettere, è più utile che lasciar correre e rassegnarsi al fatto che la mentalità della maggioranza trovi normale che un cane sia come un bambolotto che si può tranquillamente dimenticare con l'arrivo di un bambino.

 

Grazie mille per l'attenzione.

Saluti da Gilly 

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