BW2 - IL LIBRO SEGRETO DELLE STREGHE
(Book of shadows: Blair Witch 2)

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REGIA:    
Joe BERLINGER

PRODUZIONE:  U.S.A.   -   2000   -   Horror

DURATA:  90'

INTERPRETI:
Kim Director, Jeffrey Donovan, Tristen Skylar,
Stephen Barker Turner, Erica Leerhsen

SCENEGGIATURA: Dick Beebe - Joe Berlinger

FOTOGRAFIA: Nancy Schreiber

SCENOGRAFIA: Vince Peranio

MONTAGGIO: Sarah Flack

COSTUMI: Melissa Toth

MUSICHE: Carter Burwell

Trama

Quattro giovani decidono di aderire a un tour nei boschi di Burkittsville organizzato attraverso Internet da Jeff Donovan. I ragazzi si accampano vicino ai resti della casa di un vecchio eremita, impiccato per l'omicidio di sette bambini, ma il mattino dopo non ricordano nulla della sera precedente. Spaventati, lasciano la foresta e vanno a casa di Jeff, dove scoprono che...

Recensioni

 

 

 

Il Dollaro torna spesso sul luogo del delitto

Sfida persa in partenza quella di girare l'evitabile sequel di un film che e' stato piu' che altro un fenomeno di costume, e che ha attirato spettatori in tutto il mondo soprattutto per l'abile campagna pubblicitaria con cui e' stato promosso. Eliminata quindi l'originalita' del finto documentario, la scelta piu' difficile deve essere stata quella relativa al taglio da applicare al film. E in questo, BW2 gioca sicuramente le sue carte migliori, partendo proprio dalla curiosita', ai limiti del morboso, suscitata dal primo film. Non proprio originale come scelta - "Scream" gioca da tre film con il cinefilo e anche "Nightmare" ha brillantemente affrontato la tentazione del metacinema - ma forse l'unica possibile per rispolverare il mito della strega il Blair. Con la scelta del gruppetto che decide di ripercorrere le gesta dei tre malcapitati del primo "Blair Witch", pero', cominciano i guai. I personaggi, infatti, sono lontanissimi dall'anonimato del trio originale, elemento fondamentale per consentire allo spettatore di porsi la domanda "e io che farei al loro posto?": oltre a una coppietta un po' in crisi, c'e' nientepopodimeno che una strega praticante, una dark veggente e un ragazzo fresco di manicomio. Sopra le righe anche lo sceriffo del paese, che sembra provenire direttamente dai fumetti. Abbandonata qualsiasi speranza di immedesimazione, resta il desiderio di sani brividi di paura, ma le trovate horror che infarciscono il film (apparizioni di bambine, segni sul corpo, possessioni), non hanno la forza visiva e di scrittura per spaventare. L'unica vera inquietudine e' data dal mistero che avvolge la notte che il gruppetto ha trascorso insieme. Mistero che, sfruttato diversamente e svelato in modo meno elementare, avrebbe potuto avere effetti piu' sottili e insinuanti. Chissa', forse la versione originale voluta dal regista prima delle incursioni dei produttori (aggiunta di flash-forward violenti e frazionamento dell'interrogatorio, in origine previsto in un'unica sequenza finale di otto minuti), avrebbe avuto un impatto piu' diretto ed efficace. In ogni caso il film, pur risultando poco riuscito, e' apprezzabile per il tentativo di costruire "altro" rispetto al primo BW, da cui parte e da cui subito prende le distanze. Peccato che la mancanza di un'identita' precisa lo porti a vagare nei meandri del superfluo.

Luca Baroncini


La genuina atmosfera claustrofobica del suo diretto antecedente non esiste quasi più se non per il fatto che i nuovi cercatori di streghe si ritrovano chiusi in una vecchia fabbrica abbandonata. Effetti tecnologici a fiumi ed una storia stile X-files in cui ci sono due possibili interpretazioni fino alla fine. Questa volta, gioite tutti, le streghe si vedono insieme a frotte di bambini morti, gufi, cani rabbiosi ed omicidi plurimi. Il buono di questo film risiede nel fatto che, a differenza del primo episodio, la sceneggiatura non è basata su di un pretesto bello e buono (un personaggio dalla normale psicologia, gettava in un torrente l'unica cartina che avevano per uscire da un bosco sconosciuto), ma sullo svelarci lentamente la differenza tra quello che i personaggi vedono e quello che accade loro veramente. L'inizio fa il verso alla febbre delle streghe nata dopo la comparsa del primo episodio pubblicizzato come se fosse un documentario. Non si parla d'altro che di streghe e turisti che vogliono vedere i luoghi dove è stato girato il film. La cosa interessante da notare è che questi turisti sembrano non aver ancora capito che il film non era un documentario, bensì una fiction. E' così che l'autore ci trasporta in un universo in cui le persone non sempre guardano in quello che vedono. A tale proposito è importante sottolineare che i personaggi molto spesso non parlano delle loro allucinazioni. Come se vedere una cosa al posto di un'altra fosse del tutto normale. Il montaggio è da considerarsi fondamentale, in quanto mescola frammenti di passato, presente, futuro e allucinazioni a seconda del momento. I personaggi risultano un tantino stereotipati (soprattutto la ragazza dark) ma in compenso, messi sotto pressione, comunicano quello che lo spettatore medio di questi sottoprodotti della cinematografia si aspetta di provare: terrore della morte. Suspense e paura non mancano nonostante la maggior parte delle immagini proposte siano debitrici di molto cinema horror precedente. Questa volta la produzione (diretta dagli ideatori del primo episodio) si è ricordata di scrivere un film, tanto in pubblicità avevano investito abbastanza l'anno precedente. Una saga basata sul capitale economico che probabilmente non finirà qui.

Fabio Sajeva

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