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Arma di reparto FN Minimi cal. 5,56

CARATTERISTICHE FN MINIMI
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TIPO
: |
Mitragliatrice
Leggera |
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CALIBRO
: |
5,56
x 45 mm |
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PESO
: |
Arma
scarica con bipiede 6,800 Kg |
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LUNGHEZZA
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Totale
1083 mm |
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ALIMENTAZIONE
: |
Nastro
da 100 o 200 colpi |
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VELOCITA'
INIZIALE : |
880
m/sec |
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CELERITA'
DI TIRO TEORICA : |
700-1100
colpi/min |
Mitragliatrice leggera FN MINIMI
Progettata da Ernest Vervier, padre della ben nota mitragliatrice FN MAG calibro
7,62 mm NATO, la Minimi (acronimo per MiniMitrailleuse) segna una tappa
importante nell'evoluzione delle armi automatiche di accompagnamento impiegate a
livello di squadra. Una delle principali particolarità dell'arma è di essere
stata sviluppata contemporaneamente alla munizione belga SS 109, oggi standard
in ambito NATO per tutte le armi calibro 5,56x45 mm dotate di canna con passo di
rigatura pari a 7 pollici
(178 mm).
Considerata per molti aspetti la rappresentante per eccellenza della nuova
generazione di mitragliatrici leggere calibro 5,56 mm, la Minimi è stata
presentata per la prima volta nel 1974. Le notevoli doti di affidabilità e di
longevità dell'arma (la canna ha una vita utile non inferiore a 10 mila colpi,
mentre la carcassa e le parti maggiori come l'otturatore hanno raggiunto i 100
mila colpi senza problemi), nonché le elevate prestazioni balistiche del suo
munizionamento rispetto alle cartucce americane M 193, sono sicuramente
all'origine del successo della Minimi. L'arma è stata infatti adottata dalle
FF.AA del Belgio, Canada, Australia e Indonesia, nonché dall'US Army e dall'US
Marine Corps nel gennaio del 1982. La denominazione ufficiale della Minimi
presso le FF.AA statunitensi è SAW (SquadAutomatic Weapon) M 249, mentre la
cartuccia SS 109 è nota come M 855.
Attualmente la FN Minimi è in corso di valutazione presso le FF.AA. di numerosi
Paesi. L'Esercito francese sarà probabilmente il prossimo ad adottarla come
arma di accompagnamento. Anche l'Esercito Italiano ha deciso di acquistare la
Minimi, dopo che l'Aeronautica ha deciso di ordinarne 2 mila esemplari per il
personale della VAM (Vigiianza Aeronautica Militare) assegnato alla sicurezza
delle basi aeree. Le Minimi destinate alla VAM e all' E.I. sono prodotte su
licenza dalla Beretta.
DESCRIZIONE TECNICA
Dotata di meccanismo di funzionamento di tipo tradizionale a chiusura stabile e
sottrazione di gas, la Minimi monta un otturatore a testa rotante, provvisto di
due alette di chiusura che scorrono in apposite guide saldate all'interno del
castello. Il normale ciclo di funzionamento inizia in posizione "otturatore
aperto" in modo da evitare fenomeni di "cook-off ", cioè di
autoaccensione della cartuccia in una camera surriscaldata.
L'arma possiede anche un dispositivo di regolazione dei gas a due posizioni, che
consente una cadenza di fuoco di 700 e 1.100 colpi al minuto. La prima posizione
viene utilizzata per l'impiego normale, l'altra invece per l'impiego in
condizioni avverse, ad esempio quando l'arma è molto sporca.
Questo dispositivo, situato sotto la canna davanti alla presa di gas, è
concettualmente identico a quello presente sulla sempre validissima FN MAG.
Al pari della maggior parte delle mitragliatrici leggere dell'ultima
generazione, anche la Minimi è predisposta per la sostituzione rapida della
canna, così che l'arma può erogare un elevato volume di fuoco a raffica
sostenuta per lunghi periodi. L'operazione viene effettuata in pochi secondi,
abbassando la leva di bloccaggio posta sul lato sinistro del castello, davanti
al coperchio di alimentazione, e sfilando la canna in avanti afferrandola per la
maniglia di trasporto. Da notare che l'arma può essere fornita di canna con
passo di rigatura di 7 o 12 pollici in modo da ottimizzare il tipo di
munizionamento impiegato (NATO SS 109 o US M 193).
Realizzato in lamiera stampata per non gravare sia sul peso complessivo
dell'arma (poco più di 6 kg) che sui costi di fabbricazione, il castello
riceve, oltre al blocco di sostegno del calcio a struttura tubolare, al
guardamano in materiale sintetico ad alta resistenza e al manicotto di
ancoraggio della canna, il doppio sistema di alimentazione che costituisce una
delle particoiarità dell'arma. Quest'ultimo dispositivo permette di utilizzare
indifferentemente, sia nastri a maglie disintegrabili sciolti o contenuti in una
cassetta di plastica semitrasparente da 100 o 200 colpi, sia caricatori bifilari
standard NATO (STANAG 4179), identici a quelli dei Colt M16, del Beretta 70/90 o
dell'HK G-41.
Gli organi di mira sono costituiti da una diottra con tamburo per la regolazione
del tiro sino ad una distanza massima di 1.000 metri e da un mirino, protetto da
tunnel, regolabile in elevazione e in direzione mediante un'apposito attrezzo.
Da notare che la linea di mira non viene in nessun modo disturbata dalla
presenza della maniglia di trasporto, la quale è inclinata di 60° rispetto
all'asse longitudinale dell'arma. Un attacco a norme NATO, posto sopra il
coperchio di alimentazione permette il montaggio di ottiche di mira per il tiro
diurno o notturno. Per l'impiego dell'arma in postazioni fisse o per il tiro di
precisione a distanze impegnative la Minimi, che è normalmente dotata di
bipiede pieghevole e regolabile in altezza, può essere montata su affusto
pesante o su treppiede tipo M 12 statunitense.
Oltre ad una versione veicolare priva di calcio, bipiede, guardamano e mirino,
la belga FN ha realizzato anche una versione della Minimi per truppe speciali,
che conserva tutte le caratteristiche funzionali del modello standard.
Quest'ultima, nota come versione "Parà", si contraddistingue per la
presenza di calcio retrattile e di canna più corta (350 mm invece di 466).