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| Sicuramente una delle voci più significative del
XX secolo, Neruda, definito dal suo grande amico Federico Garçia Lorca come "un poeta più vicino al
sangue che all'inchiostro", viene considerato l’interprete del mondo
latino-americano e delle relative speranze di affrancamento dai vari
governi dittatoriali che vi si sono alternati nel tempo. Cantò l’amore in modo sublime ma celebrò anche
i paesaggi e la storia della sua terra, le speranze di riscatto, il
desiderio di giustizia e libertà del suo popolo .....fu il poeta degli
oppressi, degli esiliati, dei combattenti.
“Patria tu nascesti dai
taglialegna, dai figli imbattezzati, dai falegnami, da quanti diedero
una goccia di sangue alato, e oggi rinascerai aspramente da dove il
traditore e il carceriere ti credono per sempre sprofondata. Come allora
nascerai dal popolo
(da "America insorta")
......sono un atomo, e un altro del metallo umano:
sono un nodo e i mille nodi d'infinite vite, sono le antiche sofferenze
della gente di tutte le remoti valli e dei regni. di tutte le navi e le
bandiere....
(da "Si svegli il
boscaiolo")
...il giorno che in tutto il
mondo noi aspettiamo in tanti: il giorno finale dei patimenti, un giorno
di giustizia conquistata nella lotta...
(da "Sempre")
Il poeta trova consolazione
nella poesia, considerata l'unica possibilità di acquisizione della
realtà, l'unica vita momentanea nella lenta e incessante morte.
L'attacco alle convenzioni alle banalità della vita moderna ai
sentimenti codificati, all'ordine costituito si sviluppa aperto o
nascosto per tutto l'arco della produzione poetica di Neruda. Le
produzioni degli ultimi anni sembrano un continuo inno alla morte
forse perché "non si può giudicare
la bellezza della vita che attraverso la morte” una frase di Lautrèmont
particolarmente cara al poeta.
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"A
volte vedo solo bare a vela
salpare con pallidi defunti, con donne dalle
trecce morte,
con panettieri bianchi come angeli,
con fanciulle assorte
spose di notai,
bare che salgono il fiume verticale dei morti,
il fiume
livido in su con le vele gonfiate dal suono della morte,
gonfiate dal
suono silenzioso della morte....
("Solo
la morte" da "Residencia en la terra")
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Neruda amava le donne, artiste, attrici,
intellettuali. Né poteva essere diversamente, considerando che l'amore
è stato la principale musa ispiratrice della sua poesia.
“....Perché
l'amore, mentre la vita c'incalza, è
semplicemente un'onda alta sulle
onde”.....
Qui di seguito troverete
alcune fra le più belle
poesie d'amore composte da Neruda nelle quali
l’amore e la passione per la sua donna diventano
tutt’uno con l’amore per
il mare, la patria, la vita politica: l’amore viene trasfigurato e
diventa sublime mezzo di comunicazione con l’universo.
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Questi sentimenti sono espressi in un linguaggio
che avvince con il fascino della semplicità, libero da convenzioni e catene metriche, con metafore
struggenti ed evocative dentro le quali fluttuano parole capaci di
trascinare il lettore in un vortice emotivo e passionale, travolgendolo
con onde cariche di suggestioni ammaliatrici. Impetuoso, appassionato,
irruente, dolce……le sue parole fluiscono impregnate di magia, luci
ombre, mezzitoni, ricordi malinconici, sogni, miraggi…
Grazie Pablo......
Leggi le più belle
poesie di Neruda: parte prima -
parte
seconda
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