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Cos’è
disegnare? Come ci si arriva? E' l’atto di aprirsi un passaggio
attraverso un muro di ferro invisibile che sembra trovarsi tra ciò che
si sente e che si può.
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Nato a Groot Zundert il 30 Marzo del 1853,
primogenito di Theodurus Van Gogh, un pastore protestante e di
Anna Cornelia Carbentus, Vincent Van Gogh costituisce sicuramente un
pilastro ed un simbolo della pittura moderna della quale è stato capace
di rivoluzionare, invertire, anticipare e subliminare i canoni estetici
e culturali.
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Sin da piccolo Vincent si rivela un essere
sognante, scontroso anche se molto legato agli affetti familiari.Ama
andarsene da solo lungo le distese delle campagne olandesi, unica
compagnia quello del fratello, minore di 4 anni, Theo, che sente molto
vicino alla sua sensibilità. L'atmosfera serena della vita rurale
resterà sempre nell'immaginario del poeta come luogo intriso di poetico
fascino.
"Rimarrà sempre in noi qualcosa dei campi e della landa del
Brabante" scriverà al fratello e costante
amico epistolare Theo.
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Come primogenito di una famiglia numerosa, Vincent dovrà
smettere presto di studiare al fine di dare il suo ocntributo economico: nel
1869 inizia a lavorare in una succursale della galleria d'arte Goupil
inizialmente all'Aja, successivamente a Londra e Parigi. Durante questi
anni, il giovane Vincent, mentre manifesta chiaro disinteresse per il
commercio, evidenzia invece profondo interesse per la pittura,
mostrandosi estremamente ricettivo e sensibile all'ambiente circostante
ed assorbendone essenza e cultura sotto forma di arte, letteratura,
visite a musei e mostre d'arte. Lasciati Parigi ed il lavoro in seguito
alla sua prima delusione sentimentale ed all'emergere di una crisi che,
oltre che sentimentale, si rivelerà anche esistenziale, fa ritorno in
Inghilterra dove si dedica all'insegnamento in modesti collegi che gli
danno, tuttavia, la possibilità di conoscere le famiglie degli allievi
e le misere condizioni di vita dei più poveri quartieri londinesi.
Matura così la sua intenzione di dedicarsi ai poveri, ai derelitti ed
agli sconfitti, e si indirizza alla predicazione accanto ad un
pastore metodista ma, piuttosto che calmare e confortare, le sue
prediche finiscono con l'agitare l'auditorio cui sono rivolte. In preda
ad una crisi sempre più profonda, nel 1877 ritorna in famiglia ove gli
vengono offerti i mezzi per trasferirsi ad Amsterdam e seguire dei corsi
di teologia al fine di divenire pastore. Incapace di superare gli esami,
Vincent decide di esercitare l'apostolato senza titoli ufficiali e lo si
ritroverà presto nel Borinage, un centro minerario belga dove
dividerà la vita dei minatori in tutto e per tutto, condividendo le
loro sofferenze e le terribili condizioni di vita, donando loro anche
i suoi averi. Qui, egli scriverà, "assiste ai corsi gratuiti
della grande università della miseria". Proprio nel Borinage,
Vincent scopre definitivamente la sua vocazione alla pittura: riempie i
suoi taccuini di disegni e, nella corrispondenza epistolare che mantiene
con il fratello Theo, inserisce frequentemente disegni e schizzi che
rappresentano il mondo dei minatori. Il padre lo raggiunge per riportarlo
con sé ed, una volta tornato a casa, sfoga con matita e carboncino
il suo amore per la gente più sfortunata, successivamente si
trasferisce a Bruxelles per gli studi d'anatomia e prospettiva e, sotto
la guida del cugino Mauve, nel 1881 compie le prime esperienze
pittoriche. Inizia a riprendere una seria di uomini e donne che lavorano
nei campi. I disegni sono lumeggiati con l'acquerello che anima ed
addolcisce i contorni ruvidi. Una nuova crisi interrompe questo periodo
di tranquillità e di fecondo lavoro: nell'estate del 1881 Vincent
s'innamora di una sua giovane cugina rimasta vedova con un bimbo
di 4 anni ed ospite presso i suoi genitori ad Etten. Le chiede di
sposarlo ma, respinto e disperato, litiga con il padre che lo scaccia.
Riparte per l'Aja per tornare da Mauve e negli atelier dei suoi amici
pittori: la pittura è ormai il suo unico rifugio e la sua arte matura.
A questo periodo risalgono una serie di meravigliosi dipinti eseguiti
all'aperto: stagni, brughiere, angoli di palude con ninfee sotto cieli
che rivelano già un notevole senso dell'organizzazione dello spazio con
gusto naturale per il tratto incrociato che permette di evidenziare con
forza gli elementi significativi e di nutrire la composizione di
sfumature leggere.
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Questa
immagine di Sien nuda, con la testa fra le braccia assurge
a simbolo di disperazione quasi monumentale. |
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Un giorno,
verso la fine del gennaio 1882 incontra per strada Clasina Maria Hoornik (Sien), una prostituta alcolizzata
con una figlio di 4 anni e di nuovo incinta, di cui si
prende cura riversando su di lei il suo bisogno di affetto e tenerezza,
la sua pietà e la sua carità, facendola lavorare come modella, anche se il loro rapporto
è spesso conflittuale e problematico.
Studia il colore per prepararsi
alla pittura ad olio e, oin previsione di sposare Sien che nel frattempo
partorisce il suo secondo figlio, prepara un nuovo alloggio con un
granaio che gli serve da atelier.
La donna, però, ricomincia a bere e
dopo un inverno irto di difficoltà e crisi, Vincent decide di
stabilirsi in campagna nella provincia della Drenthe. Sien
decide di non seguirlo ed egli parte da solo, triste e disperato per la separazione dai bambini
ai quali si era molto affezionato. Sien rimase più miserabile di
prima, il successivo matrimonio voluto per convenienza non mise fine
alla sua angoscia: nel 1904 si gettò nel fiume Schelda a Rotterdam
ponendo fine ad una vita tragica e profondamente infelice
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Van Gogh,
invece, come
farà sempre nell'arco della sua vita, si abbandona
completamente all'ambiente scelto. In quella regione aspra e selvaggia
della drenthe, ritrova la nobiltà, la dignità, la gravità delle
rievocazioni di Ruysael e dei vecchi maestri. Del periodo trascorso
all'Aja e nel Drenthe ci restano una ventina di
dipinti, prevalentemente marine e vedute di foreste.
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