|
|
Da 2 lettere scritte
da Vincent al fratello poco prima della sua
morte:
"Sai
a cosa penso spesso....a quel che ti dicevo un tempo..... credevo che,
anche
se non fossi riuscito, quello a cui avevo lavorato sarebbe
tuttavia continuato.
Non in maniera diretta, ma non si è soli a credere
in cose che sono vere."
Riferendosi
agli ultimi suoi quadri
".....Non
ho avuto difficoltà nel cercare di esprimere la tristezza, la
solitudine
spinta all'eccesso"
|
 |
|
Ad Auvers
incontra il Dr. Gachet, (pittore e personalità tormentata pure lui) il
quale ritiene che la miglior cura per Vincent sia continuare a dipingere
ed infatti egli lo fa con incredibile
energia, producendo, negli ultimi due mesi che gli rimangono da vivere,
più di 80 dipinti, fra cui anche il ritratto del viso problematico
dello stesso dott. Gachet. I gialli, i colori brillanti scompaiono dalla
sua tavolozza, sostituiti da colori
ancora caldi ma più contenuti. |
 |
|
Nel mese di
Giugno Vincent continua a produrre alcune delle sue opere migliori e il
suo stato di salute fisico e mentale migliora nettamente. ll Dr. Gachet ritiene che
Vincent sia guarito completamente ed egli trascorre molto tempo
assieme a Theo, Jo e il nipote; a molti sarebbe sembrato che fosse finalmente felice. A Luglio mentre le condizioni di
Vincent miglioravano, peggioravano quelle di Theo, che stava vivendo
un periodo di difficoltà finanziarie ed era preoccupato per le
precarie condizioni di salute del figlio neonato. Vincent va a trovare Theo il 6
luglio e rimane sconvolto nel constatare le sue condizioni: continua a lavorare nelle settimane
seguenti ma il suo stato
mentale alla fine subisce un tracollo, forse anche a causa del fatto che
ormai si sente un peso per Theo e la sua famiglia, nonché responsabile per la loro precaria situazione finanziaria e
dei guai
connessi.
|
|
Campo di grano con corvi
|
Briciole
di grano
il vento le violenta al mio passaggio
la strada è segnata
la percorro verso il nuovo domani
insieme ai neri corvi miei compagni
lascio la luce
per il buio in cui mi annullo
|

Giardino di Daubigny
|
|
"Campo
di grano con corvi" risalta
per essere uno dei dipinti più energici e più
intensamente discussi di Vincent van Gogh in quanto da alcuni
giudicato il "biglietto del suicida" di Van Gogh messo
su tela mentre oggi appare più probabile che l'ultimo suo lavoro fosse
il giardino di Daubigny. Comunque sia, ci sono molti argomenti per
sostenere l'idea che il dipinto rappresenti il personale
tormento interiore e la disperazione di Van Gogh. E per ciascuno
di questi argomenti ci sono altrettanto convincenti
contro-argomentazioni a suggerire che una interpretazione
opposta sarebbe altrettanto valida. Resta il fatto che si tratta
di un'opera straordinaria, sublime, in cui vanno ammirati il colore, la
vitalità e la turbolenta armonia di ciascuna singola pennellata.
|
|
A Theo, in una lettera del 23 Luglio, parla dell'inutilità
della vita ed il 27 luglio esce a fare una passeggiata verso i campi di
grano ma non ha con sè gli strumenti di pittura, solo una pistola con
la quale si spara
nel petto. Riesce a tornare a casa barcollando la sera
tardi, ma non fa cenno a nessuno delle sue condizioni. Vincent viene
infine trovato ferito nella sua camera e viene chiamato il suo amico
Gachet che riscontra l'impossibilità di estrargli la pallottola. Quando
Theo arriva, la mattina dopo, trova il fratello tranquillo seduto sul
letto che fuma la pipa. Le ultime ore di Vincent somigliano molto
agli ultimi due anni della sua vita, oscillando da una completa
angoscia mentale ad una apparente contentezza. I due fratelli
chiacchierano insieme tutto il giorno in olandese, ritrovando l'armonia
dei vecchi tempi. La sera Theo non lo lascia e si sdraia accanto a lui
nello stesso letto, stringendo poi, verso la fine, la testa di
Vincent tra le sue mani e cullandolo. Vincent dice: "Vorrei poter
morire così."
Morirà nelle prime ore del 29
luglio. Il funerale ha luogo il giorno dopo, il 30
luglio, sotto un sole caldo ed implacabile. Come poi
ebbe a descrivere il
pittore Emile Bernard in una lettera a Gustave Albert
Aurier, la bara
era coperta di un semplice panno bianco ed era circondata da grandi quantità di fiori, in
particolare i girasoli che amava
così tanto, le dalie gialle, fiori gialli dappertutto, il simbolo della luce che
aveva sognato di
trovare nel cuore della gente così come nelle sue opere
d'arte. Il dottore
Gachet, con la voce intrisa di pianto e commozione,
diede una breve descrizione dell'eterna lotta, delle sconfitte e dei
successi di Vincent, ricordandolo come un uomo onesto ed
un grande artista. Theo Van Gogh morì sei mesi dopo Vincent. È
stato sepolto a Utrecht, in Olanda ma nel 1914, sua
moglie Johanna ottenne di trasferire il corpo nel
cimitero di Auvers, ove riposa tuttora accanto all'amato fratello Vincent.
|

|
 |
|
Due piccole pietre tombali affiancate.
Le tombe di Vincent e
Theo ricevono molti visitatori ogni anno. Molti recano con sé girasoli e iris quale tributo alla vita e alle opere di Vincent
e al fratello che mai perse la fede in lui.
|
|
|
Alcuni fra i suoi ultimi, splendidi, capolavori....... |
|