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            "A che sarei utile, a che potrei servire? 
            C’è qualcosa dentro di me, ma cos’è??...

...Se varrò qualcosa più in là, la valgo anche adesso, perché il grano è grano, anche se i cittadini all’inizio lo scambiavano per erba".  

     "Non so se capirai che si può fare una poesia solo
            disponendo sapientemente dei colori"

 

 

La  vita 

1853/ 1883

 

 

 Nuenen

1883/1885

   

Parigi  

 1886/1888
  

 

Arles

1888/1889

 

Saint Remy

1889/1890

 

Auvers-sur-Oise

1890/Morte

Barche a Saintes-Maries
 

L'accento visionario caratteristico di Vincent Van Gogh è  espresso in tutta la sua potenza in questa bellissima pagina pittorica in cui brillano espressivi e luminosissimi colori anche arbitrari. Il colore usato con insistenza, gli impasti fortemente materici, la rifinitura dei bordi, le linee ondeggianti e sinuose come fiamme, tutto il modo di procedere dell'artista si spiega con la sua profonda esigenza di andare oltre la semplice rappresentazione fotografica della realtà per avvicinarsi, invece, ad una realtà soggettiva e tradotta dal proprio sentire e dalla propria coscienza. Per questo motivo anche gli oggetti più banali ed insignificanti sembrano acquistare vitalità, riflettendo in modo percettibile gli umori, le sensazioni, i timori e le angosce dell'artista. Lui stesso in una lettera alla sorella Wilhelmina esprime chiaramente questo concetto:

"....allo stesso modo alcune linee bizzarre, scelte e moltiplicate, serpeggianti in tutto il quadro non devono dare un giardino (ma ciò vale anche per un volto, una stanza) nella rassomiglianza volgare, ma disegnarcelo come veduto in un sogno, nel tempo stesso reale, eppure più strano che nella realtà."