Associazione Geo-Mineralogica Naturalistica "Giovanni Cesaraccio" La Maddalena (OT)

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     PALEONTOLOGIA

Il territorio dell’Arcipelago di La Maddalena è la continuazione geologica del massiccio cristallino sardo-corso, smembratosi per effetto delle numerose vicende tettoniche e modellatosi successivamente a causa  del sollevamento alpino.

Litologicamente è costituito da un unico complesso granitico ricco di facies e accompagnato da numerose manifestazioni filoniane.

Mancano totalmente le formazioni Mesozoiche e Terziarie (diffuse invece nella vicina Corsica e nella Sardegna).

Dal punto di vista paleontologico le sole facies sono quelle ascrivibili al Quaternario e sono rappresentate da spiagge e dune localizzate intorno alle coste;  all’isola di Santa Maria, nella località Cala Tufo è presente il deposito marino quaternario più esteso dell’intero arcipelago; il deposito poggia sulle metamorfiti che formano delle superfici di abrasione molto irregolari, ad una altezza media di circa 70 cm rispetto al livello del mare attuale. Alla base è presente un conglomerato a blocchi di gneiss; segue un’arenaria cementata potente circa 2 metri con abbondanti frammenti bioclastici, ben stratificata, e sulla sommità del deposito poggia un’arenaria eolica a stratificazione suborizzontale nella quale sono presenti numerose rizoconcrezioni (radici fossili) di dimensioni pluridecimetriche.

Nell’estrema propaggine nord dell’isola di Caprera, nella località Crucitta, si può osservare incastrato nella roccia, un blocco di arenaria a stratificazione incrociata sulla cui sommità si possono osservare numerose marmitte profonde fino a 40 cm e alcune rizoconcrezioni pluridecimetriche.

Alcuni fossili riferibili al Quaternario sono stati rinvenuti durante lo scavo per la realizzazione dei plinti del cinema teatro della Marina Militare in località Cala Chiesa.

Informati dall’impresa che effettuava i lavori di scavo, siamo riusciti a recuperare alcune ostriche, una grossa patella ferruginea, alcuni bivalvi e piccoli gasteropodi, venuti alla luce per mezzo della carotatrice da una profondità di 7 metri; il processo di fossilizzazione è poco marcato, ma  gli spessori e le dimensioni fanno pensare che si tratti di veri e propri fossili.

 

 

beach rock (paleo-spiaggia)
 

blocco di arenaria
 

rizoconcrezioni (radici fossili)
 

grossa patella ferruginea

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