LA CITTA' ANTICA : ATENE

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Ordini Architettonici Il Tempio Il Partenone Il Teatro Le Case Dizionario
 

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Vivaldi Filippo   -   Morelli Alessandro   -   Lavagnoli Tommaso   -   Coati Igor   -   Ischia Emanuele   -   Tosi Tommaso

 

  Classe 2^F 

A.S. 2004/2005

Liceo scientifico Girolamo Fracastoro

Materia:Storia dell' Arte

Docente:

 Prof. Sergio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Templi

 generalita'

 

Il tempio greco è una struttura volumetrica aperta; non separa con pareti continue uno spazio interno dall'esterno. Aveva una tipologia ben precisa: la pianta del tempio era rettangolaree si costituiva di una stanza principale chiamta  1.naos ( luogo dove era conservata l’immagine scultorea della divinità cui era dedicato il tempio) che era preceduta da un vasto atrio di colonne 2.pronao. Se le colonne si trovavano soltanto su una delle fronti era un: 3.tempio pròstilio, se si trovavano su tutte e due le fronti era un: 4. tempio antipròstilio, mentre se si trovavano su tutti e quattro i lati era un:  5.tempio periptero ; a questo nucleo centrale, si affiancavano altri ambienti, destinati a funzioni religiose; il tutto aveva inizialmente solo un portico anteriore, che poi si estese a tutto l’edificio con un colonnato continuo, che costituirà l’immagine più tipica del tempio greco .

I templi sorgevano  nell' acropoli. Essi erano la dimora della divinità, e non edifici destinati ad accogliere fedeli , ed erano accessibili solo ai sacerdoti. Pertanto la loro funzione estetica era essenzialmente di "segnare" un luogo con una presenza monumentale, che andava percepita nel suo solo aspetto esterno. E quindi, sarà proprio l’aspetto esteriore dei templi a ricevere le maggiori attenzioni estetiche, acquistando una valenza plastico-figurativa mai prima raggiunta.

Le colonne saranno scanalate, così da creare effetti chiaroscurali di maggior evidenza rispetto ad una colonna liscia; non saranno dei perfetti cilindri, ma accentueranno la loro funzione statica e plastica restringendosi verso l’alto e rigonfiandosi ad un terzo dell’altezza (entasi); gli elementi decorativi si arricchiranno di sculture a basso rilievo nei frontoni, nelle metope e nei fregi continui; l’intercolumnio avrà sempre misure molto calibrate. E, come se ciò non bastasse, si sperimentano deformazioni volute, sì da correggere effetti di distorsione ottica, quali il non perfetto allineamento delle colonne o la loro inclinazione verticale leggermente piegata verso l’interno. Il risultato sarà, nei templi più riusciti, un edificio in cui le parti hanno un perfetto ed armonico equilibrio.

  Il TeMPIO DI EreTTEO

Progettato molto probabilmente da Mnesicle, sorge sull’Acropoli a nord del Partenone, accanto all’edificio che doveva sostituire: un primitivo tempio di Athena quasi distrutto dai Persiani nel 480 a.C. Poiché si decise di mantenere la parte occidentale del naos dell’antico edificio, il tempio sorse in una zona scoscesa, nella quale si trovavano già vari luoghi di culto. Se il luogo influenzò certamente la pianta, è indubbio che lo schema insolito rispetto al tipo canonico del tempio costituisce una scelta precisa dell’architetto. Questo tempio in marmo pentelico è un insieme asimmetrico generato da tre corpi diversi tra loro che sorgono su due livelli diversi collegati  da una scalinata posta a nord del corpo principale. La parte orientale del blocco principale si trova al normale livello dell’Acropoli:si accede da un portico esastilo di ordine ionico, oltre al quale si accedeva al naos da un altro portale fiancheggiato da due finestre; sempre a questo livello vi sono le cariatidi,sei figure femminili che reggono l’architrave. La parte più bassa del complesso era dedicata al culto di Eretteo, mitico re ateniese venerato per la fondazione delle feste Panatenee. Era composta da due stanze precedute da un vestibolo, la cui fronte era ornata da quattro semicolonne di ordine ionico tra le quali si aprivano tre finestre, cosa molto insolita nel tempio greco; nel vestibolo vi era il serbatoio con l’acqua salata sacra dedicata a Poseidone. Tenuto conto che lo schema planimetrico del tempio greco rimase nel tempo invariato, i Propilei come l’Eretteo, con la loro nuova organizzazione planimetrica, oltre che per l’uso di alcuni elementi insoliti, costituiscono delle eccezioni nel panorama dell’architettura di quel periodo e per questo sono molto probabilmente entrambi da ascriversi alla personalità di Mnesicle.

 

 

 Il TeMPIO DI ZEUS

Completamente rovinato al suolo, venne eretto in seguito alla vittoria degli agrigentini (alleati ai siracusani) sui Cartaginesi ad Himera (avvenuta intorno al 480 a.C.) come forma di ringraziamento a Zeus. Era uno dei più grandi templi dell'antichità con i suoi 113 m di lunghezza e 56 m di larghezza, e si suppone non sia mai stato terminato. La trabeazione era sostenuta da semicolonne alte 20 m a cui probabilmente si alternavano i telamoni, colossali statue delle quali una si trova al Museo Archeologico Regionale. Una sua riproduzione è distesa al centro del tempio e dà un'idea delle dimensioni che l'edificio doveva avere. Il tempio non era circondato dal classico colonnato aperto, ma da un paramento continuo che chiudeva gli spazi tra le colonne che, all'interno, divenivano pilastri squadrati. Alcuni dei blocchi presentano ancora i segni che servivano per il sollevamento. Sono incisioni profonde a forma di U entro le quali venivano fatte scorrere le corde che, collegate ad una sorta di gru, permettevano di sollevare e impilare i vari elementi.   

Nel V secolo a.C. gli abitanti di Olimpia, decisero di costruire un tempio dedicato a Zeus. Fra il 446 e il 456 a.C. fu eretta una spettacolare struttura, formata da enormi blocchi di pietra circondati da imponenti colonne. Ad opera ultimata, il tempio rimase per alcuni anni privo di una vera e propria statua di Zeus, per cui ben presto si arrivò alla conclusione che questa era assolutamente necessaria. Per la sua realizzazione fu scelto un famoso scultore di Atene.

 

Zeus appariva seduto su un trono con intarsi d'ebano e pietre preziose. La statua finita era alta 13 metri e quasi toccava il soffitto del tempio, l'impressione era che se Zeus si fosse alzato, avrebbe sollevato il tetto. Lungo le pareti furono costruite delle piattaforme d'osservazione all'altezza della testa, affinché i visitatori potessero guardare il volto del loro dio. La statua fu completata intorno al 435 a.C. e per i successivi anni rimase una delle opere più spettacolari del mondo.Verso il 40 d.C. l'imperatore romano Caligola, si mise in testa di far trasportare la statua a Roma. Furono dunque invitati degli uomini per compiere l'operazione, ma secondo la leggenda la statua scoppiò in una risata così fragorosa che gli operai fuggirono impauriti. Nel 391 d.C. con l'avvento del Cristianesimo, i romani bandirono i giochi olimpici e chiusero i templi greci; alcuni anni più tardi la statua di Zeus fu spedita a Costantinopoli. Nel 462 d.C. il palazzo che ospitava la statua prese fuoco e nulla scampò all'incendio. Nel VI secolo l'intera area di Olimpia fu interessata da alcune scosse di terremoto. Il tempio fu distrutto da smottamenti e inondazioni ed i resti furono ricoperti di fango. In tempi recenti gli archeologi, hanno compiuto scavi sul posto. Oggi i visitatori possono passeggiare attraverso le rovine e vedere il luogo dove un tempo si trovava la magnifica

 

 

 

 

 

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