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"La maggior parte delle persone intende come Scienza, in prima informazione e in linea di massima, un certo volume di conoscenze in un determinato campo del sapere. Ma la Scienza non è solamente questo: è anche un insieme di conoscenze e di concetti, coordinati e coerenti, frutto di ricerca sperimentale e di elaborazione mentale attraverso vari momenti; è, quindi, anche il risultato di un processo conoscitivo indicato come metodo della ricerca scientifica, notando che con la dizione "scientifica" non vuole intendersi l'oggetto della ricerca ma il carattere della procedura seguita per giungere alla conoscenza. Lo studio scientifico insegna, quindi, soprattutto a condurre un pensare razionale e logico, ad apprendere fatti noti nuovi, seguendo un metodo critico e ragionamenti logici; ne deriva lo sviluppo dell'intelligenza e la capacità di adattarsi con successo a situazioni nuove e di utilizzare conoscenze di neo conquiste oltre a quelle già note. In effetti, quindi, un siffatto studio ha finalità soprattutto formative a differenza di quanto accadeva nel passato, allorché era considerata finalità esclusiva e unica dello studio delle discipline sperimentali, l'acquisizione di un determinato volume di conoscenze (finalità informative)." (Pistelli A, M., Procopio R., Biologia - guida di laboratorio, Torino, PARAVIA, 1976.) Queste riflessioni, che sottolineano l'importanza di un approccio formativo allo studio delle Scienze, rispecchiano il percorso di modernizzazione generale della scuola che ha cominciato a prendere corpo proprio dagli anni '70, tendente ad una formazione di base completamente estranea a finalità professionali. In quest'ottica di rinnovamento si è fatta largo l'espansione dell'attività sperimentale nella scuola italiana, prevalentemente ma non esclusivamente svolta in laboratorio, per la sua valenza formativa. Infatti,
nell'Istituto di istruzione secondaria superiore ad indirizzo biologico nel
quale mi trovo ad operare, l'area disciplinare scientifica comprende un monte
ore per le esercitazioni di laboratorio superiore alla metà delle ore totali
previste per tale area. Una
tale configurazione del piano di studi denota la consapevolezza dell'importanza
che riveste l'attività pratica per l'apprendimento delle discipline a
carattere scientifico. L'attività sperimentale svolta a scuola, infatti, persegue molteplici finalità formative, non limitandosi all'acquisizione di abilità manuali ma consentendo di imparare un modo diverso, più critico, di studiare e di rapportarsi con se stessi e con gli altri. Si tratta di mete ambiziose, che possono essere raggiunte se l'impegno degli insegnanti a proporre le attività più opportune trova negli alunni interlocutori disponibili e recettivi, che non considerino il laboratorio scientifico un'aula ricreativa. Da questo punto di vista, lo sviluppo di un comportamento maturo e responsabile riveste in laboratorio particolare importanza, legata soprattutto ai delicati aspetti della sicurezza e della tutela ambientale. Infatti, anche l'attività pratica svolta in un laboratorio scolastico è assimilabile per legge ad una qualsiasi attività lavorativa e quindi parimenti disciplinata. Quanto sopra è sufficiente a rendere consapevoli che l'aula laboratorio, oltre ad essere un locale della scuola dove si fa didattica, ha caratteristiche che la accomunano ai luoghi di lavoro, con i relativi problemi organizzativi e gestionali. Naturalmente, i contenuti e le riflessioni riportate nelle pagine di questo sito ruotano attorno alle esigenze didattiche ed operative che ho individuato essere proprie di un laboratorio di Scienze Naturali, in generale e di Biologia, in particolare. Tuttavia, se gli aspetti specifici possono variare anche sensibilmente, a seconda delle discipline e dell'indirizzo di studi, le linee guida che caratterizzano l'importante ruolo educativo dell'attività sperimentale sono senz'altro generalizzabili. |
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