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Poiché gran parte delle informazioni riportate in una relazione di laboratorio provengono da un lavoro di ricerca su libri, riviste, articoli ecc. è di fondamentale importanza citare le fonti bibliografiche a cui si è attinto. La citazione dei riferimenti, oltre a tutelare i diritti d'autore, consente al lettore di accedere agli stessi testi per gli approfondimenti che gli interessano. Esistono diversi modi di riportare i riferimenti bibliografici. Gli estremi della pubblicazione da citare possono essere:
A tal proposito, la relazione di laboratorio dovrebbe essere corredata di un'ultima sezione, chiamata Bibliografia, contenente gli estremi delle fonti di informazioni utilizzate. Anche se non del tutto vincolanti, ecco alcune regole su come riportare i diversi riferimenti bibliografici in base alle normative ISO in materia. I
riferimenti a libri vanno fatti in
base a questo schema generale: Autore,
Titolo (di solito in corsivo),
eventuale numero di edizione successiva alla prima (“3a ed. riv.”), luogo di
pubblicazione, Editore, anno di pubblicazione; per esempio: Bianchi,
M., Biochimica
e Laboratorio, Bologna, BBB
Edizioni, 1997. Per
opere di più volumi, dopo l'anno di
pubblicazione si dovrebbe indicare il numero dei volume e il titolo
dell'eventuale collana: Bianchi,
M., Biochimica
e Laboratorio, Bologna, BBB
Edizioni, 1997. Vol. I, "Il metabolismo" Se
invece si cita una porzione specifica di
un'opera, prima del luogo di pubblicazione è prassi inserire il numero del
volume contenente la sezione citata, mentre al termine del riferimento andranno
indicate le pagine o i capitoli citati: Bianchi,
M., Biochimica
e Laboratorio, Vol. I, Bologna,
BBB Edizioni, 1997. cap. 2 "Gli Enzimi" Un articolo
apparso su un periodico
dovrà essere citato riportando due tipi di indicazioni: le prime saranno
relative all'articolo in sé, le seconde alla pubblicazione che lo contiene. Per
quanto riguarda l'articolo in sé e per sé, si riporteranno nell'ordine: Autore,
“Titolo” (tra virgolette) ed eventuale indicazione di particolarità del
testo (per esempio, si indicherà “ill.” se sono presenti illustrazioni). Seguiranno
le indicazioni in merito alla pubblicazione: Titolo (di
solito in corsivo),
luogo di pubblicazione, numero, data o altra indicazione sull'emissione del
periodico (n. 128, aprile 1994), pagina o pagine contenenti l'articolo, per
esempio: Bianchi,
M., "Biochimica
e Laboratorio", in Appunti
di Biochimica, n. 78, aprile 1997, pp. 31-46. I
titoli dei periodici vengono solitamente abbreviati in base a convenzioni
generalizzate, per cui articoli, preposizioni e congiunzioni vengono omessi e le
restanti parole vengono abbreviate; per esempio, il Journal
of Dental Research verrà abbreviato in J.
Dent. Res. I nomi e cognomi degli Autori devono essere riportati così come appaiono nelle opere citate; i cognomi stranieri vengono eventualmente traslitterati, ma mai tradotti. Si cita solitamente prima il cognome e poi il nome (o solo l'iniziale), separandoli con una virgola. Se una stessa opera viene
citata più volte, non sarà
necessario ripeterne il riferimento in tutte le note, ma dopo la prima volta sarà
sufficiente riportare, il nome dell'autore e la dicitura “Op. cit.” (opera
citata); eventualmente, verrà aggiunto il numero di pagina a cui si fa
riferimento nel caso specifico, per esempio: Bianchi,
M., Op. cit., pag. 124. |