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Brolis Renzo, La
sicurezza nei luoghi di lavoro. Formazione e prevenzione, La Scuola
Il testo si rivolge agli utenti delle organizzazioni produttive
private e pubbliche e alle scuole, per una formazione in materia di igiene,
sicurezza e salute sul lavoro. E' strutturato in capitoli indipendenti, che si
aprono con una definizione precisa delle competenze da acquisire e terminano
con test di verifica, principalmente del tipo a risposta chiusa, vero/falso ed
a risposta breve.
L'operare
umano, qualunque ne sia la natura, è sempre soggetto a più o meno grandi
pericoli. Questi possono riguardare l'ambiente che ci circonda, i prodotti
dell'attività umana e l'uomo stesso. L'attività
di laboratorio non è esclusa da questa considerazione; anzi, può essere
annoverata tra le più pericolose. Fortunatamente,
qualunque pericolo può essere minimizzato o annullato con un'opportuna opera di
prevenzione e con sforzo di costante attenzione. Da ciò deriva il dovere di
ogni
operatore di informarsi preventivamente sui pericoli che sono connessi
alla sua attività e sul modo di ovviarvi. In campo scolastico,
quest'informazione deve fare parte dei prerequisiti essenziali del docente, nonché recepita dagli allievi nell'ambito della loro formazione
professionale. In Italia negli ultimi quarant'anni sono state emanate numerose leggi in materia di prevenzione degli infortuni e di igiene del lavoro. La prima è la legge n. 51 del 12 febbraio 1955, seguita dai DPR 547 del 27 aprile 1955 e 303 del 19 marzo 1956 e da una serie infinita di norme che riguardano soprattutto gli ambienti di lavoro e i rischi ad essi connessi (pavimenti, uscite, illuminazione, difesa contro gli incendi, scariche elettriche, prodotti pericolosi, infiammabili, tossici, abbigliamento degli operatori, servizi igienico-sanitari ecc.). In particolare, il D.Lgs. n° 626 del 19/09/1994, successivamente modificato ed integrato, contiene le disposizioni generali da applicare alle attività dei lavoratori subordinati, ai quali vengono equiparati anche "gli allievi degli istituti di istruzione e di laboratori-scuola nei quali si faccia uso di macchine, attrezzature, utensili ed apparecchi in genere". A partire da detto decreto si completano e si integrano tutte le precedenti normative in un sistema che valuta la qualità degli obblighi più che la quantità. Si introduce così un sistema gestionale della prevenzione dinamico e aggiornabile ogni qualvolta mutino le condizioni di lavoro. Particolari disposizioni in materia di protezione dei giovani sul lavoro, anche per quelle attività svolte per motivi didattici e di formazione professionale, sono oggetto della Legge 17 ottobre 1967, n. 977 e successive modifiche ed integrazioni (D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 345 e D.Lgs. 18 agosto 2000, n 262) Le avvertenze e i consigli di sicurezza nella scuola si basano sulle prescrizioni e le norme più recenti stabilite a livello nazionale e comunitario, oltre che sulle esperienze personali degli insegnanti. Nella
sezione "Docenti&Sicurezza",
pur senza la pretesa di essere esaustivi, cercheremo di chiarire in quale
posizione giuridica si collocano gli insegnanti rispetto alla normativa sulla
sicurezza, ovvero a quale delle figure
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