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Tipi di rischio

 

Linee Guida
Manuale sicurezza

Letture consigliate

 
 Moiraghi Ruggenini Angela - Grasso Guido M., Il rischio biologico nei laboratori. Epidemiologia, valutazione e prevenzione , CG Ediz. Medico-Scientifiche, 2001

Fornasier. R, Guida alla sicurezza nei laboratori chimici, Padova, Cortina, 1998

 

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Definizione di "rischio"

Si intende per "rischio" la probabilità che i pericoli oggettivamente legati alla presenza di tutto ciò che ci circonda, possano arrecare danno.

Compito della cosiddetta "valutazione dei rischi" di un ambiente lavorativo è proprio stimare quando le varie fonti di pericolo, nelle diverse condizioni di impiego e di esposizione, costituiscono rischio per la salute, potenziale o reale.

Oltre ai rischi generici, legati alle caratteristiche implicite dei luoghi di lavoro, esistono rischi specifici, legati al tipo di attività lavorative svolte.

 

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Rischio biologico, rischio chimico e rischio fisico

Nel caso di un laboratorio biologico scolastico, le esercitazioni che vi si svolgono richiedono sovente l'impiego di prodotti chimici, materiali vari, strumentazioni e, non ultime, tecniche di uso corrente nel laboratorio chimico. Pertanto, ritengo sia opportuno fornire agli studenti le opportune istruzioni in materia di sicurezza sul lavoro, relative al contenimento di entrambe le categorie di rischio, in un unico manuale informativo.

Nel laboratorio biologico si individuano, pertanto,  tre tipologie di rischi specifici:
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Rischio biologico, legato alla manipolazione deliberata di agenti biologici o alla loro esposizione potenziale, intendendo per essi "qualsiasi microrganismo, anche se geneticamente modificato, coltura cellulare ed endoparassita umano che potrebbe provocare infezioni, allergie o intossicazioni" (Art. 74 del D. Lgs. 626/94).

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Rischio chimico, inteso come condizione di rischio che si determina operando in presenza di agenti chimici, ovvero "tutti gli elementi o composti chimici, sia da soli sia nei loro miscugli, allo stato naturale o ottenuti, utilizzati o smaltiti, compreso lo smaltimento come rifiuti, mediante qualsiasi attività lavorativa, siano essi prodotti intenzionalmente o no e siano immessi o no sul mercato" (Art. 2 del D. Lgs. 25/2002).

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Rischio fisico, che deriva dall'esposizione ad agenti fisici, legata all'ambiente di lavoro ed all'utilizzo delle attrezzature di laboratorio.

A seconda dei campioni analizzati, della natura e quantità dei prodotti chimici utilizzati e delle attività svolte, l'entità di tali rischi e le conseguenti misure per eliminarli o, quantomeno, minimizzarli, possono variare notevolmente. 

Per questo motivo è indispensabile e obbligatoria, per il datore di lavoro, una attenta valutazione di tali rischi (Art. 4 e 78 del D. Lgs. 626/94 e Art. 2 del D. Lgs. 25/2002).

Accanto alle procedure di ordine generale e specifico, atte alla prevenzione ed al contenimento dei rischi in laboratorio, occorre esercitare una completa ed esauriente campagna informativa nei confronti di lavoratori e studenti, fornendo loro una serie di conoscenze e norme comportamentali e pratiche e vigilando affinché le osservino.

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Webmaster: Augusto

Data ultima modifica: 01/03/06 21.49.47