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Martedì 23 gennaio 2001

L'Eco di Bergamo

Tratto da pagina 10


 

L'AVSI apre la sede e si presenta in un incontro

L'AVSI, Associazione volontari per il servizio internazionale, ha aperto una sede in via Moroni 103. Per presentarsi alla città, giovedì alle 21, alla Casa del Giovane, l'AVSI ha organizzato un incontro pubblico alla presenza di Alberto Piatti, amministratore dell'associazione, e di Angelo Abbondio, imprenditore. L'incontro, dal titolo «AVSI in Brasile, 20 anni di presenza» sarà coordinato dal consigliere regionale Marcello Raimondi.
L'AVSI è una organizzazione non governativa senza scopo di lucro impegnata in progetti internazionali di aiuto allo sviluppo e aderente alla Compagnia delle Opere Non Profit e alla Focsiv. Costituita nel '72, nel solco della dottrina sociale della Chiesa, AVSI è stata riconosciuta idonea dal ministero degli Affari Esteri nel '73 e dal '96 è accreditata presso il Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite con stato consultivo generale. AVSI è presente in 32 Paesi di Africa, America Latina, Medio Oriente ed Est Europeo.

 

 

 

Sabato  27 gennaio 2001

L'Eco di Bergamo

Tratto da pagina 25


 

Alla Casa del Giovane testimonianze di una straordinaria avventura
   

AVSI, 20 anni di solidarietà
Dal 1981 in Brasile per aiutare il popolo delle favelas

«Perché lo faccio? La soddisfazione di arrivare davanti alla scuola e vedere una bimba, pulitissima e ben vestita è molto più grande di un guadagno fatto in Borsa». Angelo Abbondio, imprenditore nel settore del risparmio gestito racconta la sua storia ai volontari dell'AVSI (Associazione volontari per il Servizio internazionale), riuniti nell'auditorium della Casa del Giovane. Lui, che ha trasformato una delle comunità più povere di Salvador Bahia in Brasile, le favelas di Ribeira Azul, Novos Alagados (12 mila persone vivevano sulle palafitte in condizioni disumane) in un piccolo villaggio, con le case in muratura, l'oratorio, i centri ricreativi, le scuole e gli ambulatori.
Di fronte una sala gremita, moltissimi i volontari dell'AVSI che hanno fatto della solidarietà una filosofia di vita: «Condividere i bisogni per condividere il senso della vita» è lo slogan della campagna «Tende 2000». «Siamo qui - spiega il consigliere regionale Marcello Raimondi - per i dieci anni di vita dell'AVSI a Bergamo e per presentare le iniziative che ogni anno l'associazione organizza in diversi Paesi, "Tende" sono iniziative di raccolta fondi per sostenere progetti di solidarietà internazionale». Perché AVSI quest'anno porta avanti quattro progetti: un centro polifunzionale per l'infanzia in difficoltà a Salvador Bahia, il reinserimento sociale dei ragazzi ex soldato in Sierra Leone, il sostegno delle mense dei poveri in Kazachstan e la realizzazione di un villaggio per accogliere persone che vivono situazioni di disagio a Corridonia (Macerata).
L'incontro alla Casa del Giovane è stato dedicato al Brasile. «Da vent'anni Avsi è presente in Brasile», racconta Alberto Piatti, amministratore dell'associazione. AVSI ha avviato il suo primo progetto in America Latina nel 1981, nella città brasiliana di Belo Horizonte per la realizzazione di corsi di formazione professionale per i giovani. Da Belo Horizonte a San Paolo, da Salvador Bahia a Brasilia e Rio de Janeiro sono nati asili comunitari per accogliere i figli delle favelas.
Piatti ripercorre la storia di AVSI: «È un problema di risorse che servono per rendere la vita di un popolo più dignitosa - prosegue - oltre un miliardo di persone vivono con un dollaro al giorno, tre miliardi vanno invece avanti con tre dollari al giorno. La percezione che abbiamo del mondo, la globalizzazione va ribaltata perché la maggioranza della popolazione del pianeta è povera». E prosegue: «generosità e bontà non bastano, bisogna avere passione per l'uomo. All'origine del nostro progetto c'è un sacerdote che si chiama Luigi Giussani. L'origine della presenza di Avsi in Brasile nasce da questa passione per l'uomo».
E Abbondio ricorda la desolazione di quelle palafitte «maleodoranti» di Novos Alagados: «Ci siamo trovati davanti - ricorda - una situazione di degrado assoluto, bambini affetti da patologie varie, denutriti, bambini abbandonati a loro stessi, sulla strada». È dalla desolazione delle favelas galleggianti che è nato l'impegno dei volontari che hanno dato vita a un centro ricreativo, un asilo, l'ambulatorio, le scuole, ma soprattutto hanno fatto rinascere una comunità.
V. Sa.

 

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