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dal sito dell'ITIS G.Ferraris di Napoli www.ferraris.org |
Nello stesso anno Ferdinando II fece aprire i cinque viali che si irradiano dal cancello di mezzo e le altre strade per rendere agevole il passeggio. Lavoravano nel parco Sanfelice e Fuga, per disegnare le prospettive dei viali, i perimetri delle aiuole, le suggestive immagini del giardino all’italiana. Con il passare degli anni e il diverso modo di concepire il giardino, si creano i presupposti per la sua trasformazione. Vennero chiamati Giovanni Gussone prima e poi Federico Dehnhardt, ambedue responsabili del Real Orto Botanico. Il loro lavoro contribuì ad accelerare il cambiamento. In quel periodo (1820) a Napoli e nel Real Orto Botanico si acclimatavano una serie di piante esotiche che furono impiantate anche nel parco di Capodimonte. Il gusto delle piante esotiche si associava ad un nuovo modo di fare il giardino di cui il Dehnhardt era valido conoscitore: il giardino all’inglese. Fu proprio il botanico tedesco a progettare la prima area a giardino all’inglese del parco: l’area della Casina dei Principi. La Casina dei Principi era un edificio destinato ad alloggiare ospiti reali, ubicata di fronte alla Reggia. Dopo questo episodio il parco perde il carattere produttivo-agricolo ed acquista una configurazione vegetazionale dell’architettura del verde. Vennero costruiti una serie di edifici utili alla conduzione agricola e manutenutiva del parco. |
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