Prova su strada,
rilevazioni, impressioni di guida
38.000 Km in sella al Liberty 200 su percorsi urbani, extraurbani e autostrada.
Ultimo aggiornamento 8 febbraio 2011
Premessa: Ho scelto questo scooter per la sua linea molto personale, per le dimensioni ridotte e per l'indiscutibile affidabilità. La filosofia di questo scooter è quella di un mezzo meccanicamente semplice e questo è un ottimo punto di partenza. Purtroppo la Piaggio dal 2008 ha tolto dal mercato la motorizzazione 200 che secondo me era la più indicata per questo modello.
Telaio: Consente un ottimo inserimento in curva. La precisione di guida è influenzata dalla seduta ma la sensazione di sicurezza è buona. Agilissimo tra le auto grazie al peso e alla sezione laterale contenuti.
Motore: Silenzioso e senza vibrazioni. Il regime non è mai elevato, a tutto vantaggio della rumorosità generale. Quando si viaggia in due, se il passeggero è "robusto" le prestazioni ne risentono parecchio. La potenza massima si raggiunge a soli 6750 giri. Consiglio di usare olio motore con gradazione non superiore al 5W-40 poichè ho verificato che le massime prestazioni si riducono leggermente a causa della viscosità maggiore. In inverno, la mancanza di raffreddamento a liquido consente di partire subito senza impuntamenti.
Trasmissione: La scalatura del variatore è adeguata alla potenza disponibile. A orecchio, mi sembra che il rapporto più lungo si raggiunga superati gli 80 Km/h. Avrei preferito un innesto anticipato per migliorare i consumi. Questa taratura privilegia invece la ripresa anche a velocità prossime a quella massima. La frizione molto dolce attacca ad un regime poco più alto del minimo.
Velocità: La velocità massima dopo 20mila km si attesta intorno ai 120 tachimetrici. Essendo il regime del motore non eccessivamente elevato, i 110 possono essere mantenuti a lungo senza problemi. In discesa, col gas spalancato e con la cinghia di trasmissione nuova, la lancetta supera i 130 Km/h ma a questa andatura è oppurtuno andare solo dritti poichè siamo ben oltre le possibilità del mezzo e di quanto consiglia la casa costruttrice.
Accelerazione: Spalancando tutto si raggiungono rapidamente gli 80km/h di tachimetro. Nella prova su strada pubblicata sul numero di agosto 2005 della rivista "In Sella", sui 400m ottiene lo stesso tempo dell'SH150 che è ben più potente. Anche viaggiando in due, la partenza mantiene una piacevole brillantezza. Lungo i primi 150 metri sono pochi gli scooter in grado di competere con lo scatto del Liberty 200.
Ripresa: E' il piatto forte di questo scooter raffreddato ad aria. La coppia motrice rende brillante la guida a bassa andatura. Anche a 100Km/h, se si spalanca tutto, c'è margine per fare un sorpasso (purché si viaggi da soli).
Guida, consumi e autonomia: Suoi habitat ideali sono le
strade di montagna e le statali
dove ottiene consumi veramente minimi. In citta' il controllo del mezzo è istintivo e non
pone problemi in nessuna condizione. Per un uso autostradale, la velocità
massima è troppo bassa.
A seconda di come si usa il gas e viaggiando
al 50% in urbano/extraurbano, io percorro circa 26km/l e in queste condizioni
il generoso serbatoio (versione 2004) consente una autonomia di circa 240Km. Viaggiando in extraurbano
prevalentemente alla velocità di 90 Km/h, si superano tranquillamente
i 30 Km/l. Il consumo è invece penalizzante nel
traffico cittadino, dove è facile ridursi a 22 Km/l se
la guida è nervosa. In autostrada quando si viaggia col gas spalancato, si attesta
sui 25. Il consumo d'olio finora è irrilevante
per cui non si rabbocca mai. Nota: per far posto ad un poco utile vano portaoggetti sotto la sella,
dalla versione 2007 anche la versione 200 ha montato un serbatoio da soli
sei litri costringendo l'utenza a soste più frequenti.
Confort: Il motore è silenzioso e la trasmsissione e dolce e priva di strappi. La sella è quella di un buon 50, un po' piccola per due persone, abbastanza soffice ma non accogliente. Ciononostante, si possono fare anche viaggi di sette ore di guida continua (vedi avventure) senza che la schiena si stanchi eccessivamente. Spaziosa la pedana. Un po' lontani dalle dita i comandi del lampeggio e del clacson. Completamente assenti le vibrazioni al manubrio a qualsiasi andatura. Mentre la posizione del guidatore è buona, quella del passeggero è di fortuna. La seduta è leggermente in discesa verso il pilota. Manca la cinghia sulla sella e gli appigli laterali non sono comodi. Decisamente scomode le pedane laterali. Sono posizionate male (troppo avanti) per cui i piedi del passeggero urtano le gambe del guidatore, sono troppo piccole e non ci si può alzare quando si sta per affrontare una buca. Infine è facile che il guidatore le prenda su uno stinco quando se le dimentica aperte perchè non si ripiegano in caso di urto contro il senso di marcia. Insomma sono una vera schifezza.
Sospensioni: con la molla posteriore nella posizione più soft, le buche restituiscono comunque un colpo secco. Quando si è in due il comfort migliora ma la molla va irrigidita altrimenti può urtare il fondo corsa. La sospensione anteriore è piuttosto economica, probabilmente la stessa del 125. Nel caso di guida alla massima velocità consiglio di precaricare la molla posteriore di almeno 2 scatti anche se si guida senza passeggero: il confort resta quasi invariato mentre migliora leggermente la stabilità nei curvoni veloci.
Strumentazione: il tachimetro è grande e ben visibile. L'indicatore del livello carburante è abbastanza preciso e c'è la spia della riserva che inizia a lampeggiare quando restano 50-70 km di autonomia. Unica nota stonata, le spie degli indicatori di direzione, troppo piccole e quasi invisibili col sole, con la conseguenza di dimenticare le frecce accese visto che manca l'avviso acustico. Manca il contachilometri parziale. L'orologio è preciso e leggermente illuminato. Non si verificano appannamenti dovuti alla condensa. Di notte la lancetta del tachimetro è quasi invisibile.
Vani portaoggetti: c'è solo il piccolo vano anteriore in quanto il sotto sella e' interamente occupato dal serbatoio da 9 litri. Inevitabile l'uso del bauletto che consiglio non troppo grande per non sbilanciare il mezzo. In compenso la pedana piatta è molto spaziosa consente il carico stabile di colli anche ingombranti.
Freni: Il disco anteriore ha una discreta efficienza mentre il tamburone posteriore sembra poco incisivo e si irruvidisce quando è bagnato. Lo sforzo alle leve per frenare corto è alto ma ciò allontana il rischio di pericolosi bloccaggi. Ritengo grave la mancanza del freno a mano, utile quando si ha bisogno di usare entrambe le mani (ad esempio per allacciare un bottone) mentre lo scooter deve stare fermo su una strada in pendenza.
Accessori: il parabrezza originale è conformato in modo da proteggere le mani dal vento ma stranamente non dagli insetti, inoltre è troppo alto e in un'altra sezione del mio sito potete vedere come l'ho modificato. Montando la copertina Tucano, non ci sono spifferi di freddo sulle ginocchia ne' sulle caviglie e se le mani sono ben coperte si può affrontare un viaggio "sotto zero". L'immobilizzatore è di serie. Sopra al vano anteriore c'è un comodo gancio posto all'altezza giusta in modo che una eventuale borsa appesa non intralci i piedi.
Difetti: Fragilità
del tubo carburante. Le pedane del
passeggero sono striminzite e posizionate molto male.
Manca il freno a mano. Rubinetto a valvola della benzina in
posizione troppo esposta (furto carburante).
Pregi:
è un mezzo leggero,economico, maneggevole, stabile e dalla linea simpatica perchè sembra un piccolo Beverly
500.
Si parcheggia facilmente in spazi ristretti e anche una ragazza potrebbe rialzarlo
da sola in caso di caduta.
Decisamente potente il faro anabbagliante,
di notte
si viaggia in piena sicurezza.
Guasti: rottura del tubo trasparente che porta il carburante (due volte);
Commento finale: sarebbe stato il massimo se avesse avuto 5-6 CV in più. Se date un'occhiata all'album foto vedrete che comunque ci si puo' andare molto lontano ;-) anzi, qualcuno col modello 125 ci ha fatto il giro del mondo come si può vedere qui... http://2globereporters.free.fr/
Manutenzione
ordinaria
Sono stati eseguiti i tagliandi ufficiali a 1.000 con la sola sostituzione (almeno spero) di olio e filtro, e 3.000 km con la sostituzione (inutile) della candela. A 6.000 km ho cambiato solo l'olio. A 12.000 km solo olio e filtro. A 18.000 km olio, filtro, candela, gomme (anche se il battistrada era ancora parecchio, erano indurite e screpolate). A 21.000 cinghia di trasmissione e rulli (mai sostituiti prima e ancora in buone condizioni). A 24.000 km olio, filtro, e il famigerato tubo benzina. A 30.000 solo l'olio. A 36.000 olio e filtro, tubo del carburante, cavo del tachimetro, candela, cinghia e rulli, batteria orologio.
La prima versione di questa prova su strada è pubblicata su:
http://www.cyberscooter.it/modelli/piaggio/lettori/liberty200cp.htm
e su:
http://www.motocorse.com/prove_dei_lettori/254_Piaggio_Liberty_200.php
Le case costruttrici dicono che è sufficiente
evitare di chiedere le massime prestazioni durante i primi 500 km. Non è così. Il tempo perso i primi mille km sarà un investimento di grande
valore per il futuro del motore. Al termine del rodaggio si apprezzerà il fatto che il motore non consumerà
olio, non sarà necessario neanche un piccolo rabbocco tra un cambio e l'altro
e si potranno pretendere le massime prestazioni senza temere alcun surriscaldamento.
Chi non ne è convinto deve solo avere la pazienza di "crescere" un
motore secondo le indicazioni seguenti e si ricrederà. Stessa cura va riservata ai freni.
Il loro rodaggio ne aumenterà notevolmente la durata e l'efficienza.
Durante il rodaggio si deve
avere l'accortezza di evitare di viaggiare
a lungo a regime costante, variando invece spesso l'andatura. Aumentare gradatamente le
prestazioni lasciando salire di giri il motore *senza aprire il gas oltre metà
corsa*. La
cosa fondamentale è proprio questa: resistere alla tentazione di spalancare
il gas almeno per i primi 1000 km. Durante i successivi 500 km si aprirà
gradatamente il gas fino al massimo per tempi via via sempre più lunghi.
Ho letto in
rete una prova su strada, eseguita da una nota rivista di moto, dove si afferma
che percorrere lunghi tratti col gas spalancato porterebbe il Liberty 200 a
patire di un calo di rendimento. Ebbene, questo è proprio uno dei risvolti negativi di un
rodaggio fatto male o non fatto per niente. Col motore rodato, ho testato il mio scooter percorrendo in
una torrida giornata di
agosto quasi cento Km col gas completamente aperto, viaggiando sempre alla
massima velocità e alla fine della prova il mio Liberty,
non solo non era affaticato, ma mi sembrava addirittura più brillante. Nessun
problema di surriscaldamento ne' al motore ne' alla trasmissione.
Naturalmente declino ogni responsabilità
per eventuali danni che potreste fare spingendo al massimo il vostro motore.
Se volete fare delle prove di resistenza è una vostra scelta e i rischi ci sono sempre.
Scheda tecnica del Liberty 200 versione 2004
euro2
|
Motore |
|
Monocilindrico Piaggio Leader |
|
Cilindrata |
|
197,9 |
|
Alesaggio / Corsa |
|
72 / 48,6 |
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Compressione |
|
9,5 : 1 |
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Potenza. all'albero |
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12,5 CV a 6750 rpm |
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Coppia massima |
|
17,2 Nm a 5200 rpm |
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Distribuzione |
|
monoalbero in testa 2 valvole |
|
Raffreddamento |
|
aria forzata |
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Avviamento |
|
solo elettrico |
|
Lubrificazione |
|
1 litro olio 5W-40 |
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Accensione |
|
candela Champion RG 6YC |
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Alimentazione |
|
Carburatore da 26mm |
|
Anteriore |
|
Forcella Ø 32 / corsa 76,5 mm |
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Posteriore |
|
monoammortizzatore corsa 85,5 |
|
regolazione posteriore |
|
molla tarabile su 4 posizioni |
|
Freno anteriore |
|
Disco Ø 220 a pistone contrapposto |
|
Freno posteriore |
|
Tamburo Ø 140 mm |
|
Cerchio anteriore |
|
in lega 2,15 x 16 |
|
Cerchio posteriore |
|
in lega 2,75 x 14 |
|
Pneumatico ant. |
|
100/ 80 - 16 |
|
Pneumatico post. |
|
120 / 70 - 14 |
|
Lunghezza |
|
193,5 cm |
|
Larghezza |
|
74 cm |
|
Altezza sella |
|
77,5 cm |
|
Passo |
|
133 cm |
|
Peso i. o. di marcia |
|
115 kg |
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Consumo dichiarato |
|
medio 27 Km/l |
|
Capacità Serbatoio |
|
9 litri di cui 1,2 riserva |