Geopatie


Introduzione

Più di 25 anni fa l’ingegner Paul Schmidt scoprì che con delle frequenze armoniche si può influenzare il meccanismo di regolazione dell’organismo umano.
Se consideriamo un generatore di frequenze, ossia un apparecchio che emana frequenze elettromagnetiche, si ottiene uno spettro di risonanza dell’organismo umano.
Con questo metodo furono esaminate diverse persone che soffrivano dello stesso disturbo o malattia, il risultato a cui si è giunti è stato che tutti necessitavano della stessa frequenza di risonanza.
Ora una delle domande più ovvie che possiamo porci è quale sia il significato di "risonanza".
La risonanza si manifesta quando due corpi, ad esempio due diapason, possono vibrare alla stessa frequenza. Mettetevi davanti ai due diapason distanziati tra di loro di 10 cm. Con un piccolo impulso fate vibrare il primo, sentirete il tono ottenuto. Il primo diapason è ora nello stato di poter far vibrare il secondo, infatti, questo inizierà a vibrare e sentirete il suo tono.
L’ingegner Schmidt puntualizzò affermando, che come nel caso delle frequenze acustiche, anche nel corpo umano si può ottenere una regolazione con le frequenze elettromagnetiche.
La ricerca base condotta dall’ingegner Schmidt venne conclusa dopo 18 anni. Egli fondò la sua ditta, che da allora continua con lo sviluppo dei fondamenti da lui tracciati.
Attualmente con queste apparecchiature vengono trattati con successo migliaia di pazienti.
Le più moderne tecnologie di lavorazione, e il sistema qualità della gestione aziendale assicurano l’alto grado di rendimento dei prodotti in conformità alle norme tedesche DIN EN 9001 e DIN EN 46001.
Gli spettri di risonanza (il software dei nostri prodotti) viene costantemente raffinato ed esteso.
Oggi anche per i cani ed i cavalli sono a disposizione frequenze di risonanza. Il successo del trattamento sui cavalli e sui cani e per noi è molto importante in quanto viene a cadere l’effetto placebo (un’immaginazione basata sul successo del trattamento).
Nel caso specifico delle geopatie dette anche zone di disturbo, riteniamo sia opportuno portare a conoscenza alcune informazioni specifiche.
Ufficialmente e scientificamente le cosidette "zone di disturbo" non esistono, però questa affermazione non è corretta perché incompleta. Infatti è corretto affermare che le zone di disturbo non sono mai state rilevate strumentalmente, ma la semplice impossibilità di misurare o rilevare strumentalmente qualcosa non significa che non esista. Gli esempi di "scoperte scientifiche" sono innumerevoli, molte concentrate nell’ultimo periodo della storia. Bisogna far rilevare che queste ultime ci sono state grazie a strumenti sempre più sofisticati e precisi, tuttavia questo non significa che queste forze o grandezze non esistessero prima della loro rilevazione strumentale.
La questione di base, cioè il metodo di misurazione di queste interferenze, è il punto cruciale di discussione del problema, perché il sistema di riferimento oggi utilizzato presenta delle caratteristiche indispensabili di obbiettività che però ne costituiscono il limite principale. Infatti utilizzando la rilevazione strumentale si ha la certezza di ottenere risultati esenti da amplificazioni o smorzamenti soggettivi, tuttavia resta il fatto che la misurazione riguarda gli effetti su una macchina e non sul corpo umano, che è il fine ultimo della rilevazione.
In altre parole si ottengono una serie di valori il cui effetto "effettivo" sul corpo e solo stimato, quindi potrebbero anche non servire a niente (come spesso succede). Considerando invece gli effetti direttamente sul corpo umano, ci si troverebbe di fronte al problema dell’estrema variabilità della sensibilità umana, ciò comporterebbe l’elaborazione di una mole di dati tale da non essere fattibile. È necessario quindi individuare un metodo che misuri l’effetto sul corpo umano che abbia caratteristiche di obbiettività.
Questo procedimento esiste, e nei prossimi capitoli verrà descritto dettagliatamente. Prima di iniziare qualsiasi trattazione è necessario definire e classificare con esattezza le zone di disturbo. Ciò sarà oggetto del prossimo capitolo.

Origine e classificazione delle zone di disturbo

Le zone di disturbo hanno due origini, la prima risiede nelle anomalie negli strati superiori della terra, mentre la seconda dipende dai tipi di reticoli esistenti in natura.
Nella prima categoria troviamo per esempio: le faglie, le vene d’acqua oppure le caverne, nella seconda invece i reticoli magnetici e non magnetici terrestri, che secondo i loro scopritori vengono chiamati: reticolo diagonale di Wittman e Curry, e reticolo globale di Hartmann.

Fig. 1 - Zone di disturbo

Oltre alle cause suddette possono esserci interferenze particolari di carattere transitorio o locale, per esempio vibrazioni di più onde orizzontali e trasversali oppure giacimento di sostanze radioattive.
Alcuni di questi fenomeni presentano caratteristiche di variabilità nel tempo, altri nella localizzazione.
Il problema a questo punto è come rilevare queste zone di disturbo. La risposta è nel capitolo che segue.

Rilevazione e misura delle zone di disturbo

La conoscenza di queste zone di disturbo è nota fin dall’antichità, quando non esisteva nessun strumento di misurazione per queste interferenze. L’unico mezzo disponibile per la misurazione era costituito da persone particolarmente sensibili chiamate rabdomanti. Queste persone amplificavano la loro sensibilità personale (particolarmente sviluppata) utilizzando il pendolo o la classica bacchetta da rabdomante. Il sitema funzionava egregiamente, ma, con l’avvento della ricerca scientifica, aveva il difetto di non essere universalmente praticabile e essere totalmente soggettiva (sebbene ci fosse l’uniformità di risultato). Infatti non tutti sono in grado di utilizzare correttamente questi strumenti perché è necessaria una predisposizione ed una sensibilità personale piuttosto elevata. Dovendosi fidare solo della parola di quei pochi che sapevano utilizzare gli strumenti di rilevazione, il sistema non fu ritenuto sufficientemente affidabile e finì relegato nell’ambito della stregoneria e della ciarlataneria.
Oggi lo sviluppo della conoscenza e l’evoluzione tecnica permette di riscoprire questi antichi sistemi di misura dando loro gli strumenti di rilevazione utilizzabili da tutti, e che quindi assumono le necessarie caratteristiche di obbiettività richieste dalla scienza moderna.
Questi strumenti, utilizzando il principio della risonanza, permettono a chiunque di rilevare in modo semplice e sicuro i carichi geopatici e molte altre cose.
La risonanza, lo ripetiamo, è un fenomeno che si manifesta quando due frequenze identiche si incontrano, non ha importanza il tipo di energia che origina la frequenza, ma solo il valore della stessa.
Lo strumento per rilevare se è presente una risonanza è l’evoluzione della bacchetta da rabdomante, che, grazie alle sue caratteristiche, è in grado di oscillare in caso di risonanza.
La risonanza può essere postiva o negativa a seconda della polarità delle frequenze che si incontrano, in particolare è positiva nel caso di frequenze con la stessa polarità, negativa in caso di frequenze con polarità opposta.
Lo strumento per emettere la frequenza campione deve avere la possibilità di emettere le frequenze corrispondenti alle entità che si desiderano rilevare.
Ripetiamo che non ha importanza le forma di emissione della frequenza, ma solo il suo valore. Essa può essere elettrica, meccanica, chimica o altro.
Come accennato nell’introduzione, gli studi relativi ai valori di risonanza, e quindi delle frequenze, hanno permesso di trovare in modo scientifico ed assolutamente obbiettivo, i valori associati alle varie entità da misurare.
Nel caso particolare delle geopatie, i valori rilevati (in Hz) sono riportati nella tabella seguente.

Incroci / reticolo globale
(incrocio con polarizzazione positiva e negativa)

Vene d'acqua
(forte polarizzazione negativa)

Faglie
(forte polarizzazione negativa)

Vibrazioni causate da vibrazioni naturali, per es. vibrazioni radioattive
(forte polarizzazione negativa)

      - 5,00
+/- 7,00   - 7,00 - 10,00
    - 14,00 - 12,50
      - 17,50
+/- 22,00 - 22,00 - 22,00 - 20,00
+/- 22,25 ¯ SCATTI DI AVANZAMENTO DI 0,1 Hz ¯ SCATTI DI AVANZAMENTO DI 0,1 Hz - 22,50
+/- 22,50 - 25,00
+/- 33,00 - 24,75 - 24,75 - 30,00
+/- 35,00     - 35,00
+/- 46,50 - 34,00 - 40,00
+/- 51,00 - 62,50 - 62,00 - 45,00
+/- 54,00 ¯ SCATTI DI AVANZAMENTO DI 0,1 Hz - 63,00 - 50,00
+/- 62,00 - 69,00 - 60,00
+/- 66,00 - 80,00 - 77,00 - 65,00
+/- 81,50   - 79,00 - 70,00
+/- 83,00   - 80,00 - 75,00
+/- 89,00 - 90,00 - 81,00 - 80,00
+/- 93,50 ¯ SCATTI DI AVANZAMENTO DI 0,1 Hz ¯ SCATTI DI AVANZAMENTO DI 1,0 Hz - 85,00
+/- 98,00 - 90,00
+/- 99,50 - 95,00
  - 100,00 - 100,00 - 100,00

Questa tabella rappresenta solo una parte di tutte le frequenze rilevate, si tratta in particolare dei casi presenti in natura con maggiore frequenza.
Analizzando i valori emergono i seguenti punti:

  • Ogni zona di disturbo non viene caratterizzata da un un’unica interferenza bensì da tante, dunque da uno spettro di interferenze.
  • Le interferenze che agiscono nell’ambiente attraverso le zone di disturbo sono fortemente polarizzate dalle vene d’acqua e dalle faglie. Ciò significa che esse hanno un forte influsso riduttivo e degenerativo. Le interferenze nei punti d’incrocio si alternano col positivo e negativo.
  • Le vene d’acqua e le faglie mostrano campi di interferenza ad esempio da 22,00 a 24,70 nei quali ci sono tante interferenze.
  • In tutte le zone di disturbo si trova l’interferenza 22,50.
  • Ci sono interferenze specifiche per zona di disturbo. Così l’interferenza 64,50 la troviamo solo nel reticolo, l’interferenza 64 solo nelle vene d’acqua e la 14 nelle faglie.

Ora vogliamo verificare con un apparecchio emettitore di frequenze il carico geopatico in una certa zona, ad esempio il letto. Si inserisce l’interferenza 22,50 (comune a tutti i fenomeni) e si prova con la bacchetta tenuta tra il detector emettitore ed il pavimento.

Fig. 2 - Verifica di un carico geopatico

Se c’è una risonanza la bacchetta oscilla verticalmente (su e giù) tra il detector ed il pavimento. Ciò significa che siamo in una zona di disturbo.
Volendo sapere il tipo della zona di disturbo si regola la frequenza 46,50 (reticolo globale) e si ripete l’operazione.
Se non si ottiene risonanza sapremo che non siamo sopra il reticolo globale. In questo caso si riprova con l’interferenza 64 (vena d’acqua) rispettivamente con 14 (faglia).
Con questo metodo chiunque può trovare il carico geobiologico in modo veloce e sicuro.
È possibile, oltre alla misura diretta, rilevare i carichi geobiologici attraverso l’uso di un foglio di alluminio.
Il foglio di alluminio deve avere dimensioni di circa 30 × 30 cm ed essere rivolto con la sua parte tronca verso la zona di disturbo. Va lasciato in posizione per almeno 30 minuti.
Esso registra non solo le frequenze, ma anche i valori di polarità e conduttanza, dove per conduttanza si intende la massima distanza dal foglio, espressa in cm, alla quale si verifica la risonanza.
Le zone irritanti modificano secondo la nostra esperienza il loro potenziale energetico. Di sera l’intensità di energia aumenta, e tra le ore 1 e 2 è il doppio del normale. Con la luna piena triplica circa la sua intensità. Anche il tempo ha la influenza. Con l’umidità le energie biopatogene sono più forti che con un tempo secco, e raggiungono con doppia potenza l’apice durante un temporale.
Ulteriori verifiche sull’esistenza di zone di disturbo ci vengono date dalla fauna e dalla flora.
Gatti, api e formiche stanno preferibilmente su zone irritanti. Ciò è perfettamente verificabile.
Visto che poi non è possibile influenzare minimamente in tal senso il comportamento degli animali, ciò è particolarmente significativo.
È possibile anche fare riferimento al mondo vegetale: le zone irritanti si riconoscono secondo la nostra esperienza dagli alberi da frutta che fioriscono ma non danno frutti, da certi rami, da malformazioni sul tronco, dagli alberi che crescono male e dalla crescita a torsione.
A questo punto viene da chiedersi quale sia la correlazione tra i disturbi delle persone e le zone di disturbo. Il capitolo seguente risponderà a questa domanda

Connessione tra carichi geopatici e disturbi

Nella tabella precedente possiamo notare in tutte le tre zone di disturbo dei valori di risonanza compresi in un campo che va da 22,00 a 24,75.
Confrontando questo campo con la tabella seguente si arriva alla conclusione che le zone di disturbo interessano il sistema cellulare dell’uomo.

Interferenze Parte della cellula (latino) Parte della cellula (italiano)
22,00 Chromatina Cellula - informazioni genetiche
22,25 Caryoteca Cellula -membrana del nucleo
22,50 Plasmolemm Membrana cellulare
22,75 Reticulum endoplasmicum Reticolo endoplasmatico
23,00 Mithocondrium Mitocondrio
23,25 Nucleolus Nucleolo
23,50 Nucleous Nucleo
23,75 Zentriolum Centriolo
24,00 Complexus golgiensis Apparato dei golgi
24,25 Ribosoma Ribosomi
24,50 Lysosoma Lisosomi
24,75 Cytoplasma Citoplasma

I dati della presente tabella sono stati rilevati dal Dott. Gerhard Pioch.
Appurato che le zone di disturbo hanno degli effetti dannosi sull’oganismo umano, come ci si può difendere? La risposta è nel capitolo che segue.

Come difendersi dai carichi geopatici

Per difendersi nel modo migliore bisogna prestare particolare attenzione ai luoghi a lunga permanenza, in particolare i luoghi di lavoro e le camere da letto.
Queste ultime rivestono una perticolare importanza perché si tratta dei luoghi dove passiamo circa un terzo della nostra esistenza. La nostra esperienza ci dimostra che una persona può subire carichi sia quando è sveglia che durante il sonno.
È necessario quindi scegliere un buon posto per dormire senza carichi di disturbo. Purtroppo questa soluzione ottimale è possibile solo in casi molto rari. È impossibile per un letto matrimoniale trovare un posto libero da ogni disturbo, infatti, a causa delle maglie strette del reticolo, una parte del letto rimane inclusa. Voi potrete confermarci questa asserzione con la vostra esperienza cercando i carichi biologici stando alle indicazioni appena descritte.
Per risolvere questo problema esistono degli apparecchi in grado di produrre un campo biologico, cioè esente da disturbi, malgrado la presenza di zone geopatogene La gamma di questi apparecchi si articola in diverse categorie studiate specificatamente per le applicazioni più comuni.
In particolare questi apparecchi si dividono in apparecchi stazionari e portatili. Sono disponibili diverse gamme di portata a seconda del tipo di situazione.
Gli apparecchi fissi sono rappresentati dalla famiglia di apparecchi Duplex II, che ne costituiscono l’ultima evoluzione.

Fig. 3 - Gli apparecchi Duplex II

Sono disponibili in tre misure a seconda dell’ampiezza dell’area da proteggere, in particolare il piccolo serve per un’area di 3 × 4 metri, il medio per una casa di 9 × 12 metri e il grande per una casa con l’esterno, circa 20 × 30 metri.
Essi misurano rispettivamente:
Duplex II piccolo: base 13,5 cm × 13,5 cm, altezza: 26 cm
Duplex II medio: base 19,0 cm × 19,0 cm, altezza: 34 cm
Duplex II grande: base 27,0 cm × 27,0 cm, altezza: 49 cm
Per la sistemazione dell’apparecchio si deve badare a due regole:
Collocarlo nella parte più bassa della casa, possibilmente al piano terra o in cantina L’apparecchio deve essere collegato con cura a terra. Ciò è molto importante per il buon funzionamento dell’apparecchio.
Per controllare la messa a terra sono a disposizione appropriati apparecchi. Con ogni Duplex II è fornito un cavetto per massa a terra che deve essere inserito nella presa.
Le due figure seguenti evidenziano l’azione del Duplex II. Nella prima troviamo un carico geopatico che per la sua caratteristica è presente nello stesso posto in tutti i piani. Le ricerche effettuate nei grattacieli ci hanno confermato questo effetto.
Nella seconda figura si vede come si deve collocare correttamente il Duplex II, che con appropriati strumenti si può accertare che al di sopra dell’apparecchio non ci siano carichi di natura geobiologica.

Fig. 4 - Situazione senza Duplex II

Fig. 5 - Situazione con Duplex II

Gli apparecchi portatili sono rappresentati dal Mini-Rayonex ed i suoi accessori.
Si tratta di un piccolo apparecchio portatile e maneggevole. È stato pensato per ridurre i carichi geopatici nel raggio di due metri, normalmente lo si porta in una tasca del vestito o nelle borse.

Fig. 6 - L’apparecchio Mini-Rayonex

Occorre prestare attenzione che per funzionare correttamente, la scritta sia sempre rivolta verso l’esterno del corpo.
Se, ad esempio in hotel volete ridurre la situazione geopatica appogiare il Mini-Rayonex con la scritta verso l’alto.
Sull’apparecchio troviamo in rilievo due lettere West (ovest) e Ost (est).
Nell’utilizzo stazionario l’effetto dell’azione si estende a circa 3 metri se si pone il Mini- Rayonex nella direzione West-Ost (ovest - est).
Le dimensioni del Mini-Rayonex sono: lunghezza 9,6 cm, larghezza 6,00 cm, altezza 2,00 cm.
Poiché questo apparecchio non dispone della massa a terra deve essere regolarmente lavato per 30 secondi sotto l’acqua corrente.
Il Mini-Rayonex non sostituisce il Duplex II, però serve egregiamente per migliorare la situazione geopatica nel diretto ambiente dove vive l’uomo.

Verifica del funzionamento dei formatori di campo biologici

Il procedimento per trovare i carichi geobiologici tramite l’apparecchio emettitore di frequenze, già descritto precedentemente, presenta il vantaggio permettere anche il controllo della funzionalità dei dispositivi.
Dopo aver eseguito i provvedimenti per l’eliminazione dei disturbi si controlla il posto e non trovando più la risonanza trattata si ha le garanzie del metodo applicato.
Naturalmente si può controllare l’effetto del formatore di campo anche con altri metodi: Un primo esempio è rappresentato dall’elettroagopuntura (AEV) del dott. Voll.
Con questo procedimento diagnostico può essere testata la possibilità di regolazione del singolo organo. I risultati dell’AEV misurazione stanno tra i valori di 0 e 100; il valore ottimale è a 50; un ulteriore importante indicatore in questo procedimento di misurazione è la così detta "caduta di lancetta". Con ciò si intende una caduta del valore misurata ad esempio da 72 a 55 durante il tempo di misurazione.
Due coniugi, ambedue di 40 anni, furono esaminati da un operatore sanitario su 4 punti del pancreas; la prima misurazione al 18 gennaio diede i seguenti valori:
Donna: valore misurato 68 con forte caduta della lancetta.
Uomo: valore misurato 70 con forte caduta della lancetta.
Successivamente fu installato in cantina un Duplex II; alla seconda misurazione del 27 febbraio (circa 5 settimane dopo) si ottennero i seguenti valori:
Donna: valore misurato 54, niente caduta della lancetta.
Uomo: valore misurato 54, niente caduta della lancetta.
Un’ulteriore misurazione, avvenuta tre mesi dopo, mostrò una stabilizzazione dei dati misurati ottenuti durante la seconda misurazione. Questo esempio ci dice come due eccellenti metodi diagnostici possono convergere sullo stesso risultato.
Un secondo esempio è la chinesiologia. Con i test eseguiti sui muscoli si può dimostrare che su una zona carica di disturbi il paziente ha un muscolo debole, mentre poi, dopo l’installazione di un Duplex II, nella stessa zona mostrerà un muscolo forte.
Un terzo metodo per la verifica dei formatori di campi biologici è stato sviluppato dal Prof. Artmann a Vienna sulla scorta di misurazioni di resistenza della pelle.
Dapprima localizzò un posto di di misurazione fortemente carico. Poi su una zona non carica dell’ambiente fu disposto in posizione nord-sud il formatore di campi biologici.
Allora fu eseguita su una persona una prima misurazione di resistenza della pelle. Poi l’apparecchio per eliminare i disturbi fu messo fuori funzione. Una seconda misurazione, 30 min. dopo, dimostrò che i valori erano peggiorati rispetto alla prima misurazione. Questi esperimenti furono ripetuti più volte dal Prof. Artmann sempre con lo stesso risultato.
Un’ulteriore verifica della presenza delle zone di disturbo può essere effetuata tramite le applicazioni di biorisonanza utilizzando gli appositi test. La tabella con la serie completa di questi test è riportata in appendice.
Per alcuni scienziati e medici non esistono "radiazioni terrestri" o "geopatie", perché non possono essere misurate fisicamente. Pertanto la scienza ritiene impossibile che le "radiazioni terrestri" possano influire sulla salute dell’uomo.
Conseguentemente la scienza relega ogni tipo di procedimento per eliminare questi disturbi nel campo della ciarlataneria. Noi sottolineamo ciò esplicitamente in modo che nessuno creda erroneamente, che nel caso del qui rappresentato complesso tematico, si tratti di un patrimonio ideale riconosciuto dalla scienza in generale, anche se singoli ricercatori e medici hanno la nostra stessa opinione. L’argomento è discusso al pari dell’agopuntura o l’omeopatia, che fino ad oggi non sono state ancora riconosciute in generale.
Perciò lamentele per diversi motivi possono essere fondate. I nostri prodotti agiscono esclusivamente contro problemi causati da zone di disturbo. Gli uomini reagiscono diversamente agli influssi dell’ambiente ed agli influssi dei nostri prodotti.
Tuttavia desideriamo rammentare che il presupposto scientifico, per cui un esperimento deve poter essere ripetuto in ogni momento e da chiunque, è pienamente rispettato. Chiunque sia capace di usare gli strumenti adatti può eseguire le misurazioni. Se invece non è capace, ha bisogno dell’aiuto di qualcuno in grado di farlo.

Conclusione

I formatori di campo biologico permettono di migliorare la qualità della nostra vita eliminando gli effetti negativi che i carichi di natura geopatica possono avere sul nostro organismo.
Tuttavia questi carichi non sono gli unici che possono danneggiare la nostra salute, altre forme di interferenza minacciano il nostro benessere, e sono rappresentati dei campi elettromagnetici creati artificialmente dall’uomo. Per maggiori informazioni è disponibile una completa documentazione specifica.
I formatori di campi biologici, gli strumenti di rilevazione e molti altri prodotti, sono disponibili presso l’importatore esclusivo per l’Italia:

Via P.Luigi da Palestrina, 20
20124 MILANO
Tel 0266983936
Fax 0266715019
E-mail: biogen@biogen-srl.com
Internet: www.biogen-srl.com

Appendice - tabella

Le presente tabella riporta le sostanze usate come campione per la rilevazione sulle persone dei disturbi provocati dalle geopatie.
La tabella mostra la serie completa di test, in cui ad ogni sostanza, corrisponde una o più zone di disturbo.

Indice Contenuto Oggetto
GE01 Silice Presenza di carichi geopatici
GE02 Limatura di ferro Assenza di carichi geopatici
GE03 Agata Campi di forza degenerative sinistrorse
GE04 Carbonato di calcio Campi di forza eccitatrici destrorse
GE05 Rame D30 Reticolo globale, rete di Hartmann
GE06 Sabbia di quarzo Rete diagonale, rete del Curry
GE07 Rame D1000 Doppio reticolo
GE08 Fosforo Campi di forza elettromagnetici
GE09 Radium bromatum Irradiazioni radioattive
GE10 Acqua piovana Irradiazioni radioattive
GE11 Tryptophanum Carichi metabolici causati da geopatie o campi elettromagnetici
GE12 Acido carbonico Carichi metabolici causati da geopatie o campi elettromagnetici
GE13 Glyoxal Carichi metabolici causati da geopatie o campi elettromagnetici
GE14 Colinsonia canadese D6 Cariche elettrostatiche
GE15 Carbone vegetale D6 50 Hz campi da alta tensione, carichi da ozono
GE16 Castoreum D6 50 - 500 MHz trasmettitori per telecomunicazioni, stazioni radio
GE17 Helonias dioica D6 500 - 5.000 MHz ripetitori televisivi
GE18 Nitrato d'argento D6 6 - 12 GHz stazioni di trasmissione, stazioni satellitari analogiche ERSA A, B, C
GE19 Succinum D6 14 - 19 GHz stazioni satellitari digitali ERSA D, E, F
GE20 Veratrum album D5 3.000 - 5.000 GHz reti digitali, telefonia mobile D1 e D2