
Parlando di streghe e
di processi alle suddette ritengo ingiusto omettere in un sito
italiano - ligure, per di più! - come questo un accenno a quella
perla che è il paesino di Triora,
anche detto il paese delle streghe, nell'entroterra imperiese.
Collocata a circa 780 metri, Triora è un vera rocca medievale
giunta ai giorni
nostri perfettamente conservata ove si può ancora sentire, a
fior di pelle, un' atmosfera surreale fatta di oscure malìe e
tenebrosi sortilegi.
Qui, nel 1588, fu celebrato un processo contro un gruppo di donne
accusate di stregoneria che avevano l'abitudine di riunirsi,
durante la notte, in un luogo isolato chiamato La Cabotina,
marcato da particolari pietre.
Esse furono viste come responsabili della carestia che aveva
flagellato l'anno prima la regione, e pertanto, dopo un processo
sommario voluto per iniziativa
popolare, furono condannate al rogo. Erano ben tredici donne, quattro ragazze ed un
fanciullo.
Il borgo, che ovviamente si fregia di un interessante Museo delle
Streghe (più diverse manifestazioni attinenti la rievocazione
annuale del processo), ha tra i suoi pregi parecchi edifici assai
antichi, dalla chiesa di San Dalmazio del XIII secolo al Castello,
alla piazza principale, ad altri piccoli gioielli architettonici.
Ma ciò che colpisce di più in esso è l'atmosfera. Sarà che l'ho
visitato all'inizio
dell'autunno (mi chiedo come sia in inverno - wow!)
in una mattinata alquanto tetra e nebbiosa, ma vagando senza una
meta precisa in quelle viuzze tortuose e buie mi sembrava di
viaggiare a ritroso nel tempo, di abbeverarmi dell'antico sapore
medievale. Tutto sembra come allora, cristalizzato a quel momento
epocale del processo.
Non so se per il crescente interesse per le streghe (e qui TBWP
ha sicuramente il suo merito), oppure per le sue innegabili virtù
storico-artistiche, Triora sembra essere finalmente al centro di
un rinnovato interesse, di cui è chiaro sintomo lo sceneggiato
che sta allestendo la RAI "ACCADDE A TRIORA".
Vorrei spendere
ancora qualche parola su un cantore, un bardo di Triora e delle
sue streghe: Mauro Sprugnoli. Originale autore di racconti di
gusto fantascientifico - horror (ma anche "di vita"),
abile evocatore di sentimenti e paure nascoste, delicato
tratteggiatore e robusto narratore, ha composto due piccole perle
su Triora e la sua leggendaria fama...
In particolare in "Una strana domenica" narra dell'incontro
con una donna "dallo sguardo neutro e senza calore"...un
incontro con l'imponderabile, con l'inconosciuto. In fondo "la
vita è un brutto quarto d'ora fatto di attimi bellissimi".
Non credete?