Giornale di bordo...
Ecco quello che mancava al mio sito: un blog da aggiornare quasi quotidianamente. E' in qualche modo complementare al Ripostiglio, e permette di avere un rapido feedback con gli affezionati lettori attraverso il forum...
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06/08/2006: Leggende metropolitane.
Non chiedetemi che scimmia mi è venuta, fattostà che sono andato alla sella del diavolo. Stavolta anzichè fare il solito percorso mi sono addentrato più verso il mare: devo aver scelto il percorso peggiore visto che mi sono invischiato in una foresta impenetrabile (non scherzo) dove anche i pochi sentieri ancora riconoscibili non erano battuti da anni e anni ed erano stati reingoiati dall vegetazione. Ho dovuto cambiare strada più e più volte. Alla fine mi sono trascinato davanti a un precipizio sul mare con un panorama mozzafiato: numerosissime barche erano ormeggiate nei dintorni della scogliera che si trovava a decine di metri sotto i miei piedi. Non sembrava di essere in città: lo scenario era selvaggio, con le acque verde smeraldo e le rocce a strapiombo sul mare. Mi dispiaque molto molto non aver portato la macchina fotografica, perchè avrei scattato foto impressionanti. Nel frattempo però stavo morendo di caldo (e un improvviso senso di affaticamento annunciava una certa disidratazione), perciò mi metto alla ricerca di un eventuale spiaggetta dove tuffarmi: si può vedere che c'è un avvallamento li vicino, anche se è nascosto da una fitta vegetazione. Devo faticare un bel pò per raggiungere il posto, e in effetti inizio a intravedere una spiaggietta, dove si vedono in lontananza un paio di persone. Poco dopo realizzo che una delle due è nuda: è una signorotta che dimostra una cinquantina d'anni, piuttosto messa bene per la sua età. A quanto pare la storia che si racconta sulla fantomatica spiaggia nudisti che ci sarebbe dietro la sella del diavolo non è una leggenda metropolitana. Io sto morendo di caldo, soffro una certa disidratazione, e decido di fregarmene e andare dritto in spiaggia, pensando che all' occorrenza improvvisarmi nudista sarebbe stato da ridere (volete mettere lo spasso di raccontarlo?!). Arrivato sul posto scopro che non è una spiaggia nudista in senso stretto, ma più propriamente una spiaggia in cui gli indumenti sono opzionali: ci sono diverse persone vestite, e non troppo lontani ci sono alcuni ragazzetti in boxer che si divertono a tuffarsi da uno scoglio. Nudi, a parte la signorotta di cui sopra, ci sono 3-4 signorotti di mezza età un pò panciuti, un'altra signorotta più giovane e, meno in vista, due giovani donne che a colpo d' occhio sembravano ben fatte (una accompagnata da quello che probabilmente era il pischello). Maschi della mia età nessuno, sicchè di mettermi nudo non se ne parla: non me ne frega nulla che mi vedano le signorotte (che penso difficilmente farebbero più che guardare con discrezione e apprezzare!!!), ma sono a incubi al pensiero che tra quei signorotti che si grattano le pance col cicciolo all' aria si celi qualche vecchio finocchio che si butti in advances non gradite. Perciò mi limito a farmi una nuotata sulla baia, e ne approfitto per bere alcuni sorsi di acqua di mare per ovviare alla disidratazione, dopodichè me ne vado. Uscire è molto più facile che arrivare: c'è un sentiero facile facile che non avevo notato, e che permette di arrivare a calamosca. Mentre tornavo verso casa stavo ripensando al disagio che mi dava immaginare quei signorotti concupiscenti quando, sembra fatto apposta, una signorotta che ho appena incrociato mi dice "ciao" e sembra accennare ad avvicinarmisi: io tiro dritto con decisione, facendo finta di non averla neanche sentita. Non mi stupirei di scoprire che è la stessa dell'anno scorso (metti che è una pazza che batte sempre quel posto...), anche se sembrava diversa...
Questo per smentirmi subito l'idea che le donne non possano dare fastidio...!
05/08/2006: Zona Franca.
La storia comincia con un folle afterhours che vede protagonisti me e mio cugino, i quali dopo aver sbevazzato quasi tutto lo sbevazzabile, alla folle ora delle 3 di notte, decidono di organizzarsi un porro. A Cagliari ormai il porro è legale: è talmente tagliato che le dosi di principio attivo sono da farmaco omeopatico, e ti fanno guarire da una eventuale dipendenza anzichè darterla. Ciò nonostante ogni tanto ci si illude di trovarne uno passabile, e ci si ritrova a buttare soldi nell' ennesimo giarrone. Io dubitavo che alle 3 si potesse trovare qualcosa, ma mio cugino appariva fiducioso. E allora eccoci davanti al "mercato": si vede un minimo di movimento, il che fa sperare. Arrivati nel solito luogo non si trova nessuno. Le poche persone che avevamo intravisto si sono dileguate sparendo come fantasmi: in verità il buio colonnato del "ground zero" è un posto che sembra studiato apposta per nascondersi tra le ombre, fare attacchi furtivi, e svolgere traffici illeciti lontano dalle luci della strada. Non puoi percepire la presenza di una persona finchè non ce l' hai a soli 2 metri di distanza: e al quel punto potrebbe essere già troppo tardi...! Ci aggiriamo un pò nei meandri del colonnato e ci imbattiamo in un tipo che, solo e nascosto nell' oscurità, si beve una birra. Non sa dirci dove cercare. Nell' "altare delle bilance" non c'è nessuno. Scendiamo allora dalla scalinata e notiamo una ragazza che, dietro un pilastro e anch'essa in ombra, si fuma una sigaretta: sembrava anche carina, per il poco che si poteva vedere. Ci consiglia di "andare sotto". Nel dungeon. Se già il ground zero è un posto che sembra studiato per la guerriglia urbana ai danni delle forze dell' ordine, e nessuno ci andrebbe da solo (tranne gente col fisico di John Cena, maestri di arti marziali, o ragazze che, in quanto tali, non verrebbero aggredite), infilarsi nel dungeon è una cosa balorda: è un maledetto e oscuro labirinto semi-interrato con pochissime vie di uscita, facilissimo da sorvegliare. Basterebbero 4 persone per imprigionarti dentro, e a quel punto la tua vita potrebbe non essere più la stessa (!). Ci si dovrebbe entrare solo scortati da persone di statura imponente e/o avvezze allo scontro fisico, e invece noi due folli, un elfo e un nano fortemente debilitato, ci entriamo tranquilli. Vaghiamo per un pò nel labirinto finchè non ci infiliamo nel cunicolo giusto e vediamo un certo movimento e delle luci dietro un muretto, da cui è stata rimosso il soprastante recinto di metallo che impedirebbe il passaggio da un seminterrato di un palazzo all' altro. Scavalchiamo e ci infiliamo nella porta aperta. Dietro la porta si trova un ambiente sorprendentemente accogliente: una specie di bar con un banco, tavolini, videopoker, pareti dipinte a colori caldi, schermo piatto in 16/9 appeso a una parete che trasmetteva video musicali, e frigorifero per gelati. Il tutto invisibile dall' esterno e imboscato nei meandri del dungeon. C'è il sospetto di essere finiti in qualcosa tipo "la locanda dello spacciatore", "la gilda dei ladri" o "il rifugio dello scippatore", e mio cugino a mezza voce commenta "Mi sa che abbiamo fatto una cazzata...". Non ho di meglio da dirgli che un "Vabbè, ormai ce la giochiamo...", e gonfiare un pò il petto, nel patetico intento di scoraggiare propositi di facile soppraffazione. Ci sono 7-8 tizi dentro, che si preoccupano di capire chi eravamo e cosa volevamo. Spieghiamo la situazione e si tranquillizzano nell' apprendere che non abbiamo nulla a che fare con polizia e guardia di finanza. Nel frattempo prendiamo un limoncello per non stare li impalati (e ottenere una minimo appoggio da parte di quella che sembra la padrona del posto..). Scatta la conversazione, e sul nostro tavolo un paio di scoppiati confabulano dicendo per lo più sciocchezze: sembrano ubriachi e uno, secco come un chiodo e legnoso, è decisamente fuso. Argomento principale: il recente indulto che ha fatto uscire di prigione diversi carcerati. Erano preoccupati che ci fossero strani ripensamenti al governo, o che per una ragione o per l' altra li rimettessero dentro: apprendiamo che 4 o 5 dei presenti sono usciti di prigione proprio due giorni prima. Mio cugino offre alcune sigarette e in effetti anche noi sfumazziamo un pò. Mentre uno ci racconta che adesso che è fuori dal carcere è un pò spiazzato, anche se alla sua età (intorno ai 30) pensava di mollare le cazzate a farsi un futuro, ci godiamo alcune testimonianze confuse di sopravvivenza in carcere da parte di quello che sembra lo scemo della cricca: scopriremo durante la conversazione che aveva solo 20 anni tondi e, ma questo lo ipotizzo io, si era fuso il cervello a furia di farsi di coca. Certo è che a un certo punto ci fa vedere che in bocca ha una specie di dentiera parziale: gli incisivi se li era consumati a furia di smascellare quando era strafatto... Seguono domande sul luogo di provenienza, diamo risposte un pò vaghe e Rafael parla di Ivrea: si scopre che uno dei presenti conosceva i posti malfamati di Ivrea (e poi si stupiscono di Al Qaeda: se a quanto pare c'è la rete internazionale dello scippo...). Si finisce col parlare di automobili, e io ringrazio il fatto che la mia sia a chilometri di distanza: siamo venuti con quella di mio cugino e quel fuso vorrebbe pure provare a farla scorrazzare...Si, si aspetta... Intanto uno dei tizi, che si era allontanato per prendere la merce, torna e ci da il porro.
Alla fine ce ne stavamo andando, quando il fuso non voleva lasciar andare via mio cugino per chissà quale sua farneticazione, e gli si era messo davanti ostruendo l' uscita: uno dei più grossi li intorno lo richiama all' ordine con una sonora manata, e noi ce ne andiamo tranquilli, riflettendo sul fatto che la serata diversa che avevamo passato non aveva prezzo. A posteriori il porro si rivelò il solito pacco... Quando finalmente ci riavviammo verso casa, ormai albeggiava.
30/07/2006: Veneggi assurdi / Riabilitazione.
Questo brano non ha ne capo ne coda, ma ho lasciato che le mie dita lo scrivessero senza pensarci troppo...
E' da troppo, troppo tempo che ho il sonno disturbato da strani attacchi d'ansia: non riesco a dormire perchè penso al mio futuro e sono terrorizzato dall' idea di invecchiare senza riuscire a realizzarmi. Penso ai secoli che sto impiegando per laurearmi, e al fatto che ogni giorno che passa diventano poco più che fantasie le possibilità di fare una carriera eccitante, magari con spassosissime escursioni all'estero, e sopratutto facendo un lavoro che mi interessa e faccio volentieri, in modo anche da vedere e far vedere in azione delle doti di quasi-genialità che mi ha sempre fatto piacere credere di possedere (pur non avendo mai avuto la possibilità di mostrarle...!). Penso a me rincoglionito a 30 anni suonati, deluso, triste, non realizzato, a fare un lavoro che mi deprime e non riuscire quindi a vivere, nel senso di provare emozioni, sviluppare degli affetti, trovare un equilibrio stabile, e non venire assillato da strani rimpianti di gioventù non goduta a fondo e simili...
Anni fa ero depresso. Più volte nella giornata mi capitava di paragonare le miserie, la noia e il vuoto della mia vita di allora, con la vitalità, l' energia e le emozioni di quando ero al liceo. Pensavo ai miei fine settimana fisso in discoteca (che era un pò monotono, ma incontravo molte persone che conoscevo ed era vita anche quella, e poi c'era una bella musica disco...), alle corse in scooter da una parte all' altra della città, con il vento che mi scompigliava i capelli (allora più biondi, più lisci, e lucenti di adesso). Pensavo alle serate in casa di amici, parlando di sciocchezze con tante ragazze belline e amiche verso cui provavo un tenero affetto (nel mio cuore di bambino conservo piccoli dolci ricordi di loro, piccole caramelle per l'anima, e loro forse neanche sospettano...). E pensavo alle lusinghe di quei tempi, alle buffe trasse liceali di cui ero oggetto: si viveva come in "E' quasi magia Johnny". L'assoluto esisteva, ed era in questo mondo, era solo dietro l'angolo, appena nascosto: un intuizione improvvisa, un incontro fortunato, una botta di culo, e avresti creduto che fosse possibile la felicità totale, o l'amore più grande della tua vita, o una piccola grande impresa che ti avrebbe dato fortuna e gloria. Allora mi preparavo a un futuro radioso, ogni giorno lo vivevo per avvicinarmi alla felicità. Niente a che vedere con il nulla assoluto degli anni successivi, una vita fatta di merda, esami, bocciature, e ubriacature ogni fine settimana. Un nulla imbarazzante, che mi costringe al silenzio in troppe conversazioni: un "come va?", un "cosa mi racconti?", e l' unica risposta possibile è "cosa vuoi che sia successo tra ieri e oggi?!". Durante la giornata, troppe volte mi trovavo a paragonare il mio presente con il passato: ieri oro, oggi merda, ieri "il brillante Boero, caro agli dei, il migliore di tutti", oggi "quel pirla di Boero, noioso, musone, inconcludente". In più il ricordo di una cotta presa al liceo e che nulla negli anni era intervenuto a spazzare via, mi assillava ogni giorno: se anche ciò per cui il mio cuore batteva apparteneva a un tempo passato troppo lontano, nel presente per me non c'era proprio nulla per cui valesse la pena di vivere. Ero un morto che cammina. Ogni giorno mi chiedevo il perchè della mia situazione, e che cosa avessi fatto per meritarmi la disgrazia presente. Ancora oggi non lo so, e francamente non lo voglio sapere: a volte la vita sa essere stronza, tutto qui. Da quella situazione ne uscii fuori dopo molto tempo: con spietato cinismo allenai la mia mente a scansare automaticamente nostalgie e confronti con il passato ogni volta che si presentavano alla mia immaginazione. La mia mente era diventata il teatro di strani processi mentali ostili che andavano contrastati: gli avevo dato un nome di fantasia che li identificava, sicchè c'erano temibili entità che si contendevano la mia psiche, come un mortale "cavaliere oscuro", un "male verde", un "cavaliere grigio" e perfino una cosa definita "il lato oscuro dell' amore". A furia di costringermi ad ignorarli, li ho messi a tacere. Il paradosso è che senza questi mostri qui, la mia mente sembrava diventare più vuota, nel senso che sembravo provare ancora meno sentimenti di prima, ma almeno stavo in pace. Dove abbia trovato la forza e la costanza per fare questa operazione (che di fatto ha cambiato la mia personalità) e uscire dalla depressione, non ho voglia di raccontarlo.
A volte mi raffiguravo la mia psiche come una specie di grande villa o castello, dentro cui ero solo e rinchiuso nella notte: avevo reso sicure alcune stanze e alcuni corridoi, in cui ero sicuro che non avrei fatto brutti incontri e, tendendo gli occhi aperti, li mi ero asserragliato. Alcuni passaggi sono pericolanti ed evito di passarci, mentre alcune stanze nascondono pericoli, sicchè le avevo chiuse a chiave e le ho sbarrate mettendovi dei cartelli che mi ricordano di non entrarci. Cosa ci sia in queste stanze non lo ricordo più (sono passati anni da quando le ho chiuse), ma non oso visitarle, per lo meno finchè non mi sentirò abbastanza forte e/o equipaggiato. Ci sono addirittura stanze in cui ho scritto un cartello in cui mi dico di non entrare a meno che non sia in (dolce) compagnia. Qui il dubbio su che cosa ci fosse dentro è ancora più fitto: magari erano troppo grandi per una sola persona e mi avrebbero fatto venire strane agorafobie, oppure sono dei campi aperti in cui i mostri di cui sopra avrebbero un gioco troppo facile per aggredirmi.
E' curioso che io, solitamente dotato di una memoria soprendente, non ricordi cosa ho chiuso in quelle stanze: il fatto è che il procedimento ha cambiato la mia personalità, e io perdo la memoria di ciò che accade nei periodi di transizione da una personalità all'altra. Non ho detto infatti che con il passare del tempo io, anzichè maturare in modo incrementale, cambio personalità in modo piuttosto brusco nel giro di pochissimi mesi, un pò come un computer cambia il suo sistema operativo (lo so che sembra una cazzata paurosa, ma è così!). La personalità che ho in questo momento è la terza che ho cambiato, è vecchia ormai di anni e sta cominciando a starmi stretta, ci sarebbe bisogno di una quarta, ma non è una cosa che posso cambiare facilmente e a comando, con un atto di volontà ordinaria: visto che ormai sto svaneggiando bene bene dirò che serve quell'enigmatica entità che nei libri di Carlos Castaneda viene definita come "Intento" o "Potere Personale"...
Tutto questo vaneggio per dire cosa? Che ero preparato agli attacchi di depressione causati da pensieri rivolti al passato, ma non ad attacchi d' ansia provocati da pensieri rivolti al futuro.
Molta della mia autostima dipende dalla condizione fisica. In questo momento è pessima. Non sono stato mai così mal messo come adesso: pesante, panciuto, corpulento e privo di vigore. Mi faccio schifo quando mi vedo allo specchio. Qualche settimana fa ero alla casa dello studente con mio cugino e Bruno. Eravamo nella stanza di 2 ragazze e alle pareti erano appesi i poster di alcune persone famose, tra cui due di Kakà pischello: ho provato un' invidia schifosa nel pensare che i calciatori siano pagati per tenersi in forma, quando il mio lavoro invece è così nocivo da avermi messo in queste condizioni.
Ho cominciato un programma di riabilitazione: alimentazione controllata ed esercizio fisico. Per cominciare senza troppi strappi me ne sono andato a piedi a passeggiare a Monte Urpinu, facendomi tutta la salita. E' molto cambiato dall' ultima volta che ci sono andato, che era probabilmente troppi anni fa. Sono stato benissimo: provenivo da una sessione di esami stressantissima, in cui il tempo era sempre contato, e potermi riappropriare del tempo perdendolo passeggiando in mezzo agli alberi e ai laghetti pieni di paperi e anatroccoli è stato un balsamo per l' anima. Sono rimasto li fin dopo l' ora di pranzo: le fontane consentivano di evitare la disidratazione...
P.S.: C'è un cosa divertente da dire a proposito del vaneggio del mio cambio di personalità, ed è il fatto che l'ultimo sembra aver avuto un risvolto somatico: è sufficente dare un'occhiata alle foto delle diverse epoche per notare come i miei occhi si siano accesi di una luce che in precedenza non avevano, e che mi porto dietro tutt'oggi. Suggestione? Artificio letterario? Ennesima fesseria? Il lettore creda quel che preferisce...
22/07/2006: Un'altra possibilità.
Sono andato alla sede relazioni estere, spiegando la situazione e chiedendo cosa dovevo fare per rinunciare alla borsa. I personaggi sono apparsi più dispiaciuti di me della situazione (io ormai sono fatalista e incasso le inculate con un certo stoicismo...) e dicendomi che un erasmus accresce notevolmente il prestigio di un curriculum e che era il caso di approfittarne comunque, mi hanno consigliato di prendere in considerazione l' idea di andare in un altro posto nel secondo semestre, dato che per rinunciare all' erasmus c'è tempo fino al 31 agosto, mentre per fare domanda per un' altra località avrei avuto tempo fino a fine ottobre. Mah. Vale la pena tentare. L'unica cosa che mi lascia dubbioso è il fatto che nel secondo semestre io sarò così vicino alla laurea che avvertirò quasi come uno scassamento di coglioni l' essere da qualche altra parte. Però visto che di domanda erasmus se ne può fare una sola nella vita, dispiace anche sprecare l' opportunità...
Ho parlato con mia madre di questa situazione (a volte capita anche a me!), e alla fin della fiera sono stato un pò rassicurato: per adesso quello che devo fare è prendermi sta cazzo di laurea. Poi in futuro nulla si può escludere, nemmeno una laurea specialistica fuori dalla Sardegna in qualcosa che mi è congeniale (tipo ingegneria informatica...). E non sarebbe male...
20/07/2006: Quello che resta.
Da: Haare, I. van (Inge, DISC)A: Francesco Boero Oggetto: RE: Proof of command of English Data: Thu, 20 Jul 2006 13:42:11 +0200 Dear Francesco, I'm very sorry about your situation. Since I can't make any decisions about learning agreements, I forwarded your questions to our departmental coordinator of the electrical engineering department. Subsequently he contacted your coordinator. I'm sorry for not having informed you directly about the department's decision. I decided to redirect you to your coordinator, since he had all the information and was therefore more capable of informing you well. Wishing you the very best for your future. With kind regards, Inge van Haare Ms. Inge van Haare, MSc University of Twente - International Office P.O. Box 217 NL-7500 AE Enschede The Netherlands -----Original Message----- From: Francesco Boero [mailto:borealis@tiscali.it] Sent: donderdag 20 juli 2006 1:33 To: Haare, I. van (Inge, DISC) Subject: RE: Proof of command of English It seems that I can't attend to many courses in Twente at present, so I'm virtually forced to give up. I'm not going to come to Twente anymore. Peraphs I will retry in the upcoming year, when I'll have got the bachelor... Kind regards, Francesco Boero. P.S. I'm wondering why you hesitated to point out the situation, by writing to me directly. At the beginning my tutor was a bit elusive about the difficulties of my situation, so I didn't understand very well...
"Cosa diavolo è questo?", vi chiederete. Ve lo dico io: è il tragicomico epilogo di un tentativo di fuga (almeno temporanea) dalla fottuta facoltà di ingegneria elettronica di Cagliari da parte del sottoscritto. Si è tentato di fare un Erasmus nella magica (mica tanto, col senno di poi) università di Twente, in Olanda. Eh, sarebbe stato troppo culone il sottoscritto se la cosa gli fosse riuscita: un anno studiando materie a sfondo informatico (cosa che per il sottoscritto corrisponde a un passatempo), cazzeggiando in campus in mezzo a un boschetto con laghetto, anatroccoli, e pischelle biondine, fumandoci l' incredibile, e tutto il resto... Un anno di Vita con la "v" maiuscola che vola dritto dritto nel cesso. Potevo per un pò lasciarmi alle spalle certi esami atroci, di cui non faccio i nomi perchè chi è in condizioni di capire li conosce benissimo, e dedicare un pò di tempo a me stesso, una cosa doverosa dopo 7 anni di merda buttati dietro i vaneggi di questa facoltà. Non parliamo poi del fatto di passare un anno parlando inglese, una cosa che avrebbe riconfigurato interi percorsi sinaptici del mio cervello. E mo me lo devo scordare.
Ho scritto che forse avrei ritentato l'anno prossimo, ma in realtà è poco probabile: è difficilissimo che io risulti laureato al momento della presentazione del bando a marzo-aprile prossimo, e senza la laurea triennale potrei anche trovarmi con le carte in regola per partire, ma poi non vedermi riconoscuti crediti degli esami sostenuti a causa della intelligentissima norma che limita il massimo numero di crediti accumulabili da un inscritto alla triennale ad appena 210 crediti (solo 6 esami in più rispetto al necessario, che si fanno di solito in un semestre secco). Eppoi, mettiamo anche che ci riesca: lo vivrei in altro modo, perchè a 26 anni e laureato sarei più preso dalla smania di dare esami in fretta che da quella di cazzeggiare.... Eppoi compiere 27 anni li... Che vecchio sarei...Un nonno rispetto agli altri studenti rampanti...
Niente signori, ho perso veramente qualcosa nella vita: questo sarà un qualcosa che mi mancherà sempre, una delle cicatrici che mi porterò dietro forse per una vita... Come se non bastassero già questi anni buttati al vento...
29/04/2006:Mezz'ora di fretta...
Non sono riuscitoa scrivere granchè nei giorni scorsi perchè avevo sempre qualcosa da fare, e nei momenti liberi pensavo più a vaneggiare o a riposarmi. Sono successe diverse cose, che elenco in ordine sparso. Il tizio a cui avevo venduto la mia vecchia scheda grafica me la ha restituita, lamentando che lo schermo gli si oscurava occasionalmente senza spiegazione. Si è scoperto poi che si trattava di un inghippo comune coi i monitor LCD come il suo: una strana interazione tra i drivers della scheda video, del monitor e regolazioni del bios, che si poteva risolvere molto semplicemente. Peggio per lui: ho dato a Mitch la scheda video insieme a 20 euro, in cambio di un monitor Samsung 17 pollici praticamente nuovo (una settimana di vita: nuovo costerebbe 100 euro). Sto godendo come un maiale, visto che ero abituato al vecchio 15 pollici.
Mio cugino Rafael si è finalmente sbizzarrito nell' organizzazione di una cena messicana, a base di fagioli e tacos. Eravamo in 4 (più Bruno che si è aggiunto dopo): alla fine i fagioli (che ho fatto io) sono risultati troppo piccanti per le bocche di Michele e Mitch, sicchè li abbiamo mangiati per lo più in due. I tacos invece sono piaciuti a tutti, dato che la salsina piccante si poteva aggiungere a piacimento. Il problema è stato che sia Michele che Mitch non avevano molta fame, sicchè tra me e Rafael ci siamo dovuti un pò ingozzare...
Grandi ritorni, speriamo non velleitari, nell' hobby della programmazione: è ripartito l'impegno di realizzare l' ambiente Forth per la calcolatrice Ti89. A questo punto mi si chiederà che cosa è il Forth: diciamo che è una specie di linguaggio di programmazione, un vaneggio per addetti ai lavori, che richiederebbe uno speciale apposito nell'angolo della programmazione per essere spiegato. Se i lavori vanno avanti, lo allegherò alla presentazione del lavoro finito.
21/03/2006: Ai tedeschi non far sapere...
...Quant'è buono il Cannonau con i wurstel! Domenica ci siamo massacrati in questo modo. Tutti a Santa Margherita da me. Tutti quanti? In verità eravamo solo in 3: io, mio cugino Rafael e Mitch. In origine si pensava di fare una bella grigliata in cricca, ma poi la cosa è degenerata, è mancata la voglia di organizzare seriamente, e tra una diserzione e l' altra era diventato evidente che saremmo stati due gatti. A quel punto, fui già dell' idea che fosse meglio ripiegare su una rimpatriata tra uomini, e rimandare la "vera" grigliata a una volta successiva. Pasto previsto: wurstels alla griglia (di suino o di pollo e tacchino), panini, una nutriente torta al cioccolato fatta da mia madre, vino (tanto), frutta (che alla fine non è stata sfiorata), e per chi gradiva sigari toscani.
Mi sono avvicinato al mio personale concetto di "vita integrale", definita come "infinita somma di infinitesimi piaceri": la cosa infatti è degenerata in un simposio nel quale sotto i fumi dell' alcool (e dei toscani) si è (s)parlato del più e del meno. Dal momento che tra argomenti quali religione, amici in comune e la filosofia di Epicuro, si è (inevitabilmente...) parlato di pischelle, sesso e porcherie, mi auguro che non ci fossero troppi vicini ad ascoltare i cavoli nostri...
Dopo 18 wurstel, 3 bottiglie di Cannonau e diversi sigari, devo dire di aver passato tutto il resto della serata col singhiozzo (troppa nicotina...): lo avevo ancora quando alle 11 di sera mi sono rassegnato a dormire, dopo aver visto 3 puntate di fila di "Star Trek Enterprise"...
Nota: nella foto affianco si vede solo mio cugino. Ne sono state scattate altre che ritraggono me e Mitch, ma date le pessime condizioni del sottoscritto mi vergognavo a pubblicarle (!)...
8/03/2006: L'albero delle albicocche.
Uno delle caratteristiche della mia camera che mi distraggono dallo studio, le poche volte che non mi trovo in facoltà, è il panorama di cui si gode guardando dalle finestre. Camera mia infatti guarda verso una piazzetta, di recente intitolata a un certo medico sportivo, circondata da tre grandi eucalipti nelle cui chiome da bambino vedevo una parrucca per signora e un buffo cagnolino. Quasi al centro della visuale che si ha dalla mia stanza, c'è un albero di albicocche. Per me ha un significato particolare, tanto che mi meraviglio di scriverne solo ora, dopo averci pensato per qualche anno.
In gioventù in quell' albero ho sempre visto una specie di calendario, più significativo di quello normale. Sconfessa ad esempio molte barzellette che da piccolo mi raccontavano a scuola, come quella secondo cui in autunno cadono le foglie (quest'albero non se ne lascia cadere una fino a dicembre inoltrato...), o che ad aprile comincia la primavera (non fa in tempo a iniziare marzo, che è tutto fiorito). Mi sono sempre divertito a pensare che le stagioni scandite dall' alberello fossero le stagioni del cuore: quando ero al liceo il sincronismo di quell' albero con i cicli scolastico/sentimentali adolescenziali aveva del sorprendente. L'albero delle albicocche è verde e tranquillo per buona parte dell' anno, e si spegne proprio a gennaio e febbraio. Poi come cita la canzone di Battisti "i giardini di marzo si vestono di nuovi colori, e in quel mese le giovani donne vivono nuovi amori": sembrava essere vero... Ma quanto dura la fioritura dell' albero di albicocche? Pochissimo, due settimane o poco più, dopodichè i fiori cadono, e quella sorta di ondata di appivellamenti liceali che si manifestava puntualmente sembrava esaurirsi (magari a mio discapito...). E la situazione si ristabilizzava per altri mesi. In estate l' albero fa i suoi frutti, ma anche quelli durano poco: per lo più se li mangiano i passanti, e le poche albicocche che ho mangiato da quell' albero sono riuscito ad raccoglierle per puro caso, perchè mi trovavo sotto l' albero al momento giusto e, arrampicandomi un pò, sono riuscito ad acchiapparne qualcuna rimasta.
Il ciclo delle stagioni e delle albicocche si ripeteva ogni anno, ed era sempre la solita solfa: l' albero sembrava una metafora del samsara, il doloroso ciclo delle reincarnazioni che opprime gli esseri viventi. Anni fa mi capitava di guardare l' albero e ripensare ai versi della stessa canzone di Battisti di cui sopra, " Che anno è.... che giorno è..?", e subito la malinconia mi ottenebrava...
Due anni fa però il magico alberello ha compiuto un miracolo: a dicembre ha perso le foglie da tutti i suoi rami tranne che da uno. Un rametto con una dozzina di foglie è rimasto verde. Lo spirito dell'alberello voleva dimostrare qualcosa: lasciare quel ramo verde era una sfida, era come alzare un dito, il medio, e fare un ghigno alla natura, al tempo, e alle convenzioni. Ogni mattina durante quei mesi guardavo l'albero per vedere se il rametto aveva ancora le sue foglie. Era come un presagio: allo scetticismo di dicembre, seguì la meraviglia di gennaio, e la speranza di febbraio. Ormai aspettavo l' arrivo della primavera per vedere il magico rametto arrivare incolume in fondo alla sua impresa. Quando, come avviene ora, vidi i rami iniziare a riempirsi di fiori bianchi, capii che l' impresa era compiuta e la lezione recepita. Il passare del tempo oggi mi sembra un pò meno minaccioso, e vedo l' albero delle albicocche con molta più serenità e distacco.
Diciamo pure che non me ne frega più un mazzo.
Ascolto consigliato (come fa mio cugino): Battisti - I giardini di Marzo.
La foto che vedete affianco è scattata in questi giorni: la pessima busta impigliata tra i rami, potrebbe essere quella che qualche notte fa mi ha portato via il vento, mentre rientravo a casa.
28/02/2006: Computer Discount...
Qualche giorno fa ho rivenduto la mia vecchia scheda grafica. Si trattava di una ATI Radeon 9600 XT, risalente a un anno fa, e quindi ancora un' ottima scheda. L' ho rimpiazzata con una GeForce 6600 GT fiammante, più che altro perchè ero stufo del criticabile supporto che la ATI dedica ai drivers per Linux: in un anno non sono stati capaci di risolvere una nutrita serie di problemini e supporti mancati e strane incompatibilità affliggono le loro schede non appena si voglia fare qualcosa che non sia la solita partitella a Unreal Tournament o simili...
Ho deciso quindi di venderla all' onesto prezzo di 50 euro: nuova infatti costerebbe il doppio o poco più, e per quella cifra tuttora si possono acquistare solo schede inferiori. Ho preparato quindi un bel cartello stampato in 11 copie e mi sono apprestato ad appenderlo in facoltà. Non ho quasi fatto in tempo ad appendere la terza copia che uno studente di ingegneria meccanica mi ha contattato per comprarla. Quella sera stessa sono andato a casa del tipo. Questo tizio si è costruito un computer impressionante approfittando di diverse occasioni. Il monitor è un 19 pollici widescreen, sgobbato a prezzo di favore perchè usato in una esposizione. Ok, la risoluzione verticale massima è di soli 900 pixel, però è un bel giocattolo per vedere i dvd... Discorso simile il corpo macchina: un pentium 4 3000 o giù di li, che era stato sostituito in garanzia a qualcuno a cui aveva dato problemi, ma che evidentemente non ne aveva più dato, e su cui lui aveva messo prontamente le mani per cifre molto ragionevoli. Adesso, con la mia vecchia Ati 9600 xt starà giocherellando a quel Need For Speed con cui ha la ha collaudata... Che volpe però...
20/02/2006: Dopo due mesi.
Sono ormai due mesi che non scrivo nel blog. Nel frattempo è arrivato capodanno, e io ho un anno in più sulla groppa. Cosa è successo in tutto questo tempo? La cosa più facile per me è tornare
indietro, cominciando a dire cosa sto facendo nel momento in cui
scrivo. Sono le 11 di sera e sono da poco tornato da casa di mia zia,
la quale ha avuto l' idea di organizzare una zeppolata (nel senso che
ha fatto le zeppole, e ha invitato i parenti a venire per mangiarle).
Non ne ho mangiate granché perché ero gia
provato dai bagordi di stamattina. Ho passato infatti la mattina a
Santa Margherita con amici e mio cugino: a pranzo io e Marcello ci
siamo massacrati con panini e wurstel arrostiti sul barbecue (non
meno di sei wurstel a testa, con in più un hamburgher e mezzo
per ciascuno), più un' intera bottiglia di Cannonau per
innaffiare. Devo aver avvertito il colpo, e non oso immaginare la
ciccia che mi troverò addosso domani....
In questo periodo
sto bevendo molto, forse troppo per i miei standard: due giorni prima
ho passato il pomeriggio tra marina piccola e i bar del poetto,
sbevazzando birra e smangiucchiando patatine fritte Crocchias(tm)
rustiche. Si parlava di donne: ultimamente nel mio giro di conoscenze
quando ci si ritrova tra uomini non si parla quasi d'altro. Spesso il
discorso gira intorno al comportamento schizofrenico che stiamo
osservando in tipe che conosciamo o di cui abbiamo avuto notizia:
come quello di certe tipe fidanzate da anni che tradiscono il tipo
regolarmente e sistematicamente, ma non lo mollano (neanche fosse
miliardario...) per i più buffi motivi, tipe che sembrano
rimbalzare da un letto all'altro nell' indecisione tra il semplice
divertimento e la ricerca di un uomo ideale, per non parlare di
quando saltano fuori aneddoti piuttosto insoliti di certe altre...
Il
15 febbraio era il compleanno di Ciro: cena a casa sua, seguita da un
raduno in un pub insieme ai ragazzi dell' erasmus. Io e mio cugino
Rafael siamo arrivati nel pub dopo aver tracannato quasi tutta una
bottiglia di rum in due... e per il resto abbiamo bevuto un bel pò
di birra... Ero ancora stordito quando, il giorno dopo, sono andato a
far registrare un esame...
Il giorno dopo mio cugino Rafael è
partito dalle sue parti a Ivrea a trovare i suoi: è tutt'ora
fuori, e non dovrebbe rientrare prima di marzo. Avverto un pò
la sua mancanza: nella settimana che si affaccia non potrò
fare un salto a casa sua per "sparare due cazzate e bere un
bicchiere" (i bicchieri poi finiscono con l' essere ben più
di uno...). Chissà cosa starà combinando Bruno (il suo
inquilino) in questi giorni: ho intenzione di fare un salto a
trovarlo domani o dopo...
La domenica precedente (12 febbraio) io,
Mitch, mio cugino Michele, Bruno, e Rafael in qualità di
master, ci siamo fatti un partitone a Dungeons & Dragons. Rafael
ha creato un mondo fantastico tutto suo, che raccoglie a piene mani
ispirazione da miti, leggende, e teorie esoteriche sulle ipotetiche
civiltà della preistoria (tipo alieni civilizzatori, Maya
Galattici(tm), popolo degli Atlantidei e simili). In questo scenario
insolito si muovono i nostri stranissimi ed eterogenei personaggi:
Astraco, un elfo stregone e arciere che si dipinge la faccia per
nascondere la sua razza (ci sono pochi elfi in giro, e sono
considerati esseri semidivini); Shu-pito Nejho, un nobile maestro di
spada orientale, che falcia gli avversari in stile Gemon (avete
presente l' amico samurai di Lupin III?), e passa il resto del tempo
tra donne più o meno di malaffare (c'è molto di Musashi
in questo personaggio...); Ken, un ranger-ninja nelle cui vene scorre
ancora il sangue di una antica razza di genii; e Wulkhart di
Kongorth, il mio rustico personaggio, druido di una tribù
barbarica del Njord, uomo in cui saggezza e barbarie si incontrano
dando luogo a un ironico incrocio tra Gandalf, Attila (versione
Abatantuono) e Bud Spencer. Il giorno ci siano ammazzati di dolciumi, portati da Michele.
La settimana prima è trascorsa tra una cenetta a casa di Ciro con Jerardo (lo stesso di Carloforte) e Thomas (slovacco, conosciuto qualche settimana prima in un festino a casa di alcuni dei protagonisti della succitata escursione a Carloforte), e un' andata, per la verità noiosa, allo Spazio Newton insieme a Rafael e a due sue colleghe. Le due settimane precedenti ancora sono passate più o meno così, tra cenette improvvisate a casa di Rafael con relativo sosrseggiamento di ottimo rum, e terrificanti "giovedrink" a base di Vodka & RedBull, magari con andata in discoteca.
In tutto questo marasma il mio compleanno, avvenuto il 27 gennaio scorso, è passato quasi in sordina: d'altra parte io sono sempre stato un sostenitore della teoria secondo cui, raggiunti i venti anni di età, non sia più conveniente crescere e ci sia ben poco da festeggiare...
Nelle prime settimane di gennaio sono stato piuttosto indaffarato con lo studio: nonostante l' influenza che avrebbe potuto mettermi in difficoltà con gli esami, sono riuscito pur con la febbre a passare il primo esame di una fortunata serie. Ho studiato molto in questi due mesi, ma a posteriori non mi sono rimasti ricordi di sgobbate epiche (che pure ci sono state): probabilmente il sollievo di vedere superato ogni esame fa in parte dimenticare il mazzo che ci si è fatti. Anche l'aver trovato un discreto equilibrio tra svaghi e fatiche, ha reso più sopportabile il periodo...
Arriviamo quindi all' inizio dell' anno. Quest' anno a capodanno ho fatto una follia: non fare assolutamente nulla. Mi sentivo stufo della solita nervosa e schizofrenica corsa per organizzarsi chissà quali faraoniche feste di capodanno, nei confronti delle quali si nutrono sempre chissà quali aspettative, e che poi si rivelano sempre un pacco, con gente che sarebbe stato meglio se ne fosse stata a casa (molti sono alla festa X, perchè sono saltati i progetti di festa Y), gente che si ubriaca in modo patetico perchè è d'obbligo fare baldoria, ragazze aggregate all' ultimo momento per non fare la figura delle sfigate rimaste a casa agli occhi delle loro amichette sceme ( ciò però non impedisce loro di disprezzare molti altri presenti...)... E' la fiera delle vanità, del voler apparire a tutti i costi, che spesso cela malumori e/o infelicità di fondo: a volte l' orgoglio è l' ultimo rifugio degli infelici... E ciò che dispiace è che spesso per organizzare queste schifezze di feste di capodanno ci si impegna da mesi prima...
Io me ne sono rimasto a casa. Non avevo voglia. E sono rimasto sorpreso da quanto sia stato bene: ho sbafato poche portate, ma buone, ho riso come un matto di fronte a un paio di ore di wrestling su Italia 1, poi ho guardato altre fesserie, e quando ho iniziato ad avere sonno me ne sono andato a dormire. Se fossi andato a una festa di quelle di cui sopra, avrei passato una serata mangiando mille gustose porcherie, bevendo mille velenosissimi cocktail, scambiando convenevoli con mille spesso noiosissime ragazze accorse alla festa non si sa a fare cosa (non bevono, facendo conversazione per lo più dicono sciocchezze politically correct e/o prevedibili, non sembrano intenzionate a farsi nessuno: starò diventando io misogino, ma quel punto era meglio non invitarle), e avrei dovuto tirare tardi, anzi tardissimo, per poi tornare a casa il mattino dopo con lo stato d'animo di chi è soppravissuto a una prova.
Quest' anno me ne sono astenuto. Poi la mattina dopo sono andato a pranzo dai miei cugini e mi sono divertito.
Adesso che sapete cosa è successo in questi due mesi, posso andare avanti col forum...
09/12/2005: A skazzo...
Sono le 10 di sera, non ho una mazza da fare, e allora scrivo. Scrivo le prime cose che mi passano per la mente. Non so se ho mai raccontato che Ciro molti mesi fa mi aveva regalato un libretto: ha l'aspetto di un quadernetto di non molte pagine, e ha una copertina rosa su cui figura il titolo "Quello Che Gli Uomini Sanno Delle Donne.". Tutte le pagine sono provocatoriamente bianche. Praticamente una sfida. Ciro decise di regalarmelo, a patto che ci scrivessi dentro le varie sentenze che quasi quotidianamente mi escono fuori quando tra amici, si sparano cazzate a proposito delle ragazze. Pare che le cassiere, apprendendo da Ciro che io fossi noto per le arguzie a proposito delle donne, abbiano commentato "Fa così perchè non lo vuole nessuno!!!". Mischinette le cassiere...
Beh, diciamo che il libretto è rimasto in una busta per mesi, e solo adesso è stato riesumato per accogliere le mie arguzie. Ci sono scritte giusto due sciocchezze per ora, ma ho lasciato un paio di pagine vuote all' inizio in modo da potervi mettere un introduzione. Mi sto chiedendo se sia il caso di pubblicare qualcosa di simile sul sito... Magari una mini serie di articoli a sfondo cuccaggio e acchiappanza: visto che sono queste le cose che fanno decollare l' audience di questo storico sito...
Una notizia volante che non centra granchè con il resto è il fatto che la recente lettura di un' articolo su Mono (implementazione su Unix/Linux della piattaforma .net) mi ha convinto dell' opportunità di imparare il linguaggio C#. Peccato che non abbia tempo per fare un mazzo: per dirne una sono secoli che mi frulla in testa di realizzare un' ambiente per il linguaggio Forth sulla mia calcolatrice scientifica TI89, ma non ho neanche installato sul computer gli strumenti di sviluppo...
11/11/2005: Bollettino di guerra...
Riassunto delle puntate precedenti. Ho passato un venerdi notte all' insegna della birra (che storta !!! Ne avrò bevuto due litri o quasi... Ma con le patate fritte scende giù che è un piacere... un mal di testa il giorno dopo... ma che buona... stasera la ichnusa in frigorifero fa una brutta fine...). Il sabato sono andato in palestra e poi ho studiacchiato, con una pausa doverosa per gustarsi il gran finale di "L'Urlo Di Chen Terrorizza Anche L'Occidente", dove il nostro Bruce Lee affronta il karateka cattivone intepretato da un giovane (e pelosissimo!) Chuck Norris. E' un cult, probabilmente il combattimento migliore (o meno peggiore) di un epoca in cui era difficile trovare attori che fossero veri esperti di arti marziali (imperdibile il riscaldamento e lo streching che i due fanno prima di menarsi: tutta roba che passerà dritta dritta a Kenshiro, dal far schioccare il collo, a stringere il pugno facendo schioccare tutte le dita...).
Per il resto non ho fatto altro che studiare dalle 8 di mattina alle 9 di sera (talvolta anche un' oretta dopo cena...), visto che avevo un preesame di matematica applicata per il 9 (e non sapevo una cippa), e subito dopo un preesame di elettronica l' 11 (cioè il giorno in cui sto finendo di scrivere questa pagina, cominciata in realtà l' 8 novembre). L'esame di elettronica è stato un roglio, ne sto scrivendo a poche ore dalla fine e non ho idea di schifezza ho fatto. Da segnalare una rinfrancante serata subito dopo il preesame di matematica applicata: ho cenato a casa di mio cugino Rafael insieme ad alcuni suoi amici/colleghi e al suo inquilino Bruno, e poi ci siamo (ri)visti "Come Te Nessuno Mai", film tra ii miei preferiti e che a quanto pare è piaciuto molto anche a mio cugino.
Adesso però i preesami sono finiti e bene o male che siano andati io mi godo il riposo del giusto...
3/11/2005: Una vecchia produzione.
La poesiola scritta da mio cugino Rafael sul suo sito, mi ha dato l' idea di includere qui nel diario una vecchia poesia che scrissi ai tempi del liceo, quando passavo le ore più noiose di lezione scrivendo fesserie nel mio diario o in quello altrui. Ecco quindi una bella idiozia goliardica pubblicata in un modo che scimmiotta lo stile della mia antolgia di italiano del tempo: "Dal Testo Alla Storia, Dalla Storia Al Testo".
Per la serie "la grande poesia stilnovista in lingua (molto) volgare":
1 Un giorno mi arrosciai nella mia classe Durante una lezione di latino e avendone perciò le balle scasse pensai: -Ma che mi faccino un pompino!- 5 e poscia avuto lo permisso, uscì (usando a mò di scusa un bisognino!) e corsi quinci al cesso a far pipì. Oh, quanto lordo era, e di pisciazza inzuppo! Perchè indugiare oltre lì? 10 Indi, svisando non esserci ragazza alcuna, schizzai in quello femminile, e ibi non vi trovai niuna sciaquazza: non cazzi, ne scritte, ne griffe, ne balle! Ma notai di cicche spente un arazzo 15 per terra: -Niun sozzo tampax, mica palle!- notai, -Mi avrebbe fatto schifo, cazzo!-.
24/10/2005: TV digitale terrestre: una prima occhiata...
La cosa non è stata abbastanza pubblicizzata: ma pare che la Sardegna sia una delle poche zone d'Italia in cui si passerà definitivamente al digitale terrestre entro la fine del febbraio del 2006. Per quella data, a meno che qualcuno al governo ci ripensi e si faccia una proroga, tutte le trasmissioni televisive analogiche verranno oscurate: un televisore sprovvisto di apposito decoder non riceverà più alcun canale. Questa storia ce l' ha raccontata un nostro prof. un paio di settimane fa, e quando l'ho raccontata a mio padre sembrava un pò scettico. Deve essersi informato e deve aver verificato che è vero (ormai stanno cominciando a parlarne anche i giornali), fattostà che nel giro di una settimana è tornato a casa con un decoder "dtt"...
Ecco quindi cosa posso dirvi di questa fantomatica tv digitale terrestre. Al momento a casa mia si ricevono 44 canali: ci sono i cloni in digitale delle tre reti Mediaset, di "MTV", di "Videolina", di "La Sette", più alcuni altri canali più atipici tipo "Boing", "La Sette Sport", qualche canale "Sport Italia", "BBC world" (in inglese), più una serie di canali identici dedicati al pay-per-wiew tipo "Mediaset Premium" o "La 7 card". Sono presenti alcuni canali RAI tipo "RAI educational" e simili ma, strano a dirsi, mancano ancora i normalissimi RAI 1/2/3.
A partire da febbraio 2006, con lo spegnimento di quei circa 15 canali analogici oggi presenti, dovrebbero liberarsi altrettante frequenze e quindi potrebbero comparire 20 o 30 canali digitali in più: ma per adesso non è che ci sia da vedere granchè (anche e soprattutto dal punto di vista dei contenuti...).
La definizione dell' immagine è variabile, e sembra dipendere dalla larghezza di banda (in kilobytes al secondo) di cui le emittenti sono riuscite a dotarsi: se i canali principali e più noti si vedono molto bene, in alcune emittenti secondarie quando c'è molto movimento sullo schermo si assiste al quel leggero "squadrettamento" tipico dei filmati MPEG/AVI di qualità non eccelsa...
Della sventolata interattività non ne sto nemmeno a parlare, trattandosi a mio parere di una mezza presa per il culo: con il modem v90 integrato nel decoder, più che votare (a pagamento) chi dovrà essere buttato fuori nella prossima edizione del Grande Fratello, non è che si possa fare granchè (non mi sembra neanche che si possa navigare su internet...).
Morale: la tv digitale terrestre è un bel giocattolo, ma quella satellitare è comunque meglio, sia per il numero di canali, che per il contenuto degli stessi (volete mettere lo sfizio di vedere i networks americani, i tg di Al Jazeera, o il Grande Fratello Bulgaro?).
Chi ha una parabolica e/o un decoder per SKY, può tranquillamente risparmiarsi i soldi...
22/10/2005: Maledizione !!!
La ragione per cui ho tardato tanto ad aggiornare il diario di bordo sta nel fatto che non c'era modo di vedere le 2 foto che ornavano i 2 paragrafi qua sotto. Sono ormai quasi 20 anni che armeggio con i computers, e non mi sono mai imbattuto in un problema così ridicolo. In qualsiasi modo o formato caricassi le foto, si rifiuta di visualizzarle. Pensavo fosse un problema del provider: e devo anche dire che il servizio assistenza di Tiscali, ogni giorno peggiore, mi ha trattato con sufficienza liquidando i miei problemi come dovuti a un temporaneo oscuramento delle pagine web. Una palla clamorosa, visto che il problema persisteva: ma del resto, dalla risposta che mi avevano dato, si vedeva bene che non avevano letto fino in fondo il messaggio...
Alla fine la dritta me l' ha data mio cugino Raphael, consigliandomi di settare nel programma ftp il trasferimento dei files come "binari", prima di spedire le pagine al sito. Era proprio quello il problema! Spedivo al sito le foto come se fossero testi, e quindi sul sito arrivava spazzatura. Non avevo visto mai il problema perchè le versioni del client ftp che usavo in precedenza lavoravano di default in binario... Ma vaff...
4/10/2005: Riunione europea...
Questo fine settimana l' ho passato a Carloforte: Ciro ha conosciuto un gruppo di turisti inglesi e di studenti erasmus interessati a visitarla, e gli ha organizzato il pernottamento negli appartamenti che la zia affitta in quell' isola. E così, in qualità di accompagnatore e autista, sono stato infilato in un gruppetto di persone da barzelletta: 2 italiani (noi), 4 inglesi, uno spagnolo e una turca. Lingua utilizzata: un miscuglio di inglese, italiano (Claire, una degli inglesi, sta studiano l' italiano) e talvolta spagnolo (quest'ultimo nelle imprecazioni). Si riconferma il paradosso del sottoscritto, il quale parla molto più inglese di quanto ne capisca (devo ancora farci l'orecchio...).
Ad ogni modo siamo partiti venerdì sera. Nella mia macchina, oltre a Ciro, hanno trovato spazio l' inglese Tom e lo spagnolo Jerardo (spero si scriva così..). A parte le solite cazzate del tipo "Italiani & Spagnoli: una faccia, una razza", nonchè diverse battute che avevano come protagonista il bidet (gli inglesi pensavano fino a poco tempo fa che servisse solo a lavarsi i piedi, e quando ne hanno realizzato il vero scopo, con Ciro che suggeriva "scusa, se la tua ragazza fa la pipì, e poi tu devi farci certe cose...", sono rimasti un pò sconvolti), una delle grandi rivelazioni del fine settimana è stata la birra Ichnusa, molto apprezzata dagli ospiti, che ne bevevano in continuazione per buona parte del giorno. Viene da chiedersi perchè alla Heineken non abbiano ancora pensato di venderla anche fuori dall' isola...
Si può dire che sia andata di lusso: tour completo del' isola, cazzeggio notturno nei pub del posto, cene sontuose a casa dell' "armatore" (nome affibbiato al principale imprenditore dell' isola, paragonato a Onassis), il quale raccontando le più disparate storie capitategli in giro per il mondo insisteva nel riempire di superalcolici i bicchieri di Nick e Jerardo, mentre la zia di Ciro continuava a portare in tavola nuove cibarie. Io e Ciro sparavamo cazzate del tipo: " Oh, hai vito? Abbiamo formato l'unione europea a Carloforte!", "Abbiamo fatto entrare la Turchia in Europa!" e simili....
Sono stati abbastanza culoni, i ragazzi: non so se in una grande città, abituta a vedere molti stranieri, sarebbero stati coccolati così...
Affianco una foto del gruppetto, scattata due giorni dopo a casa di Ciro a Serramanna: da sinistra vediamo Selèn (Turchia, non sono sicuro della grafia..), Jerardo (Spagna), il solito Ciro, i fratelli Nick & Claire (Inghilterra), e Barry (Inglese pure lui, anche se in qualsiasi parte d' europa si trovi gli attribuiscono un'altra nazionalità...). Tom invece non era presente alla cena...
3/10/2005: Aggiornamenti.
Occhei, è passato un culo di tempo da quando non scrivo più sul forum, perciò devo almeno raccontare cosa è successo nel frattempo. Non ho più scritto perchè o non ho avuto tempo, o non ho avuto stimoli, o entrambe le cose. L'ultima inserzione risale a luglio: su quel mese non ho granchè da dire, tranne che ho superato alcuni esami studiando senza risparmiarmi, e che avevo seguito un paio di seminari su meccatronica e sistemi embedded in cui si erano viste meraviglie (in un futuro prossimo vedrò di allegare qualcosa, anche perchè prima o poi dovrò fare un lavoretto al proposito, per farmi assegnare i crediti). Poi è arrivato agosto: l' ho passato facendo la spola tra Cagliari e Santa Margherita, passando pigre nottate spesso in preda ai fumi dell' alcool, sparando cazzate con amici(tra cui mio cugino Yaky, da poco trasferitosi a Cagliari) e decantando le virtù di graziose pischelle straniere. A settembre, tolti alcuni vaneggi, tra cui si segnala la partenza per l' isola di Madeira (Portogallo) di mio cugino Dodo, si può dire che abbia studiato, mentre molti dei miei conoscenti si davano alla pazza gioia. Tra questi segnaliamo Ciro che, dopo aver preso contatto con una studentessa rumena che doveva arrivare a Cagliari con l'Erasmus, è riuscito a infilarsi nel giro e si può dire che passi tutt'ora da un vaneggio all'altro...
06/07/2005: Il paradiso dei sensi (ovvero: torno a scrivere qualcosa).
Sono in facoltà, mentre attanagliato dal sonno cerco di studiare ingegneria del software (noiosissimo, non vi lasciate incantare dal nome...). In realtà mi sto guardando intorno annoiato, passando da una riflessione all' altra. Mi succede spesso. Il menù di questo pomeriggio mi sembra sia iniziato con qualche meditazione sulla vanità della vita (anche la più avventurosa), e sul fatto che agli umani non resti altro che vivere (e morire) con dignità. Sto diventando stoico. Da lì sono passato alla caduca transitorietà dei pensieri e su come non si riesca a tenere a mente in ogni momento ciò che veramente è importante nella vita, come anche nelle sciocchezze quotidiane. Continuo a dimenticare ogni giorno cose che in effetti so benissimo e che migliorerebbero la mia vita notevolmente se riuscissi sempre a tenerle a mente: per un certo periodo avevo anche preso l' abitudine di segnare pensieri utili in fogli che raccoglievo, ma mese dopo mese eravamo arrivati a una mezza dozzina di fogli A4 scritti in piccolo, fronte e retro. Impossibile tenersi tutto "in linea": ogni mattina dovrei rileggerli come fossero il Corano. Perciò sono passato a considerare l' inutilità totale dei pensieri che mi girano in testa, nonchè la nauseante volatilità delle emozioni che li (in)seguono...
Quanti pensieri diventano azioni? Pochi. Ma in fondo quante azioni vale la pena di fare? Le cose pensate appaiono sempre migliori di quelle fatte veramente: non costano fatica e non fanno (s)battere il cuore....
Sono proprio un maestro dell' ozio...
Il momento migliore di oggi: la pausa caffè, seduto all' ombra di un pino (pianta sacra...) intento a pensare a fesserie come a cose serie, per concludere il filo logico dei pensieri con una bella ammissione di ignoranza e dubbio: con lo stesso rasseganto trasporto e lo stesso senso di inevitabilità con cui si recita una formula sacra, ho osato dire "Mah...Boh...?!". E per un attimo è stato un satori, un' illuminazione zen, cinque secondi di piena buddità: sono stato bene. Il vuoto, il nulla, è qualcosa che risucchia ed affascina.
A volte il dubbio è il punto di arrivo della saggezza.
Chissà che faccia avevo. A volte poi, parlo da solo. Speriamo che non mi abbiano visto: dopo aver visto Beatiful Mind potrebbero prendermi per matto....
Il secondo momento più balordo di oggi è stato il tè verde sorbito al Web Café. E' un rito. Bisogna lasciare che la bustina faccia infusione, toglierla col giusto tempismo e, dopo che dalla teiera lo versi nella tazza, bisogna anche aspettare che si sfreddi. E nella teiera c'è n'é abbastanza per due tazze. Durante tutto il tempo necessario sono su un piano di esistenza a parte: non penso a nulla, non provo nessuna sensazione. Infatti il caffè del distributore automatico che ho bevuto qualche ora prima, di pessima qualità e quindi ricchissimo di caffeina, ha mandato il mio cervello su di giri, e adesso sono troppo stanco per pensare, troppo stanco perfino per provare emozioni. E allora aspetto. Mi aggiro nel bar aspettando che succeda qualcosa, qualsiasi cosa: che qualcuno mi riconosca e mi saluti, che qualcuno mi rivolga una parola, che qualche ragazza bellina faccia qualcosa di curioso dandomi una scusa per rivolgerle la parola, che una persona che credevo appartenesse al mio passato passi casualmente di là facendo reincrociare per unistante le nostre vite. Io sono illuminato, e pronto ad agire in modo impeccabile: i pochi pensieri che ancora girano nella mia mente sono chiari come diamanti.
Se fossi in quello stato 24 ore su 24 avrei fatto grandi cose nella vita...
Un eccessivo attaccamento alla vita è la rovina della vita stessa....
Forse dovrei darmi una calmata con tutta questa caffeina...
15/05/2005:Turismo a Cagliari 2....
Oggi mattina sono andato insieme a Ciro a vedere la mostra degli strumenti di tortura. Bellina: direi che mi sono disgustato abbastanza... Uscendo dalla mostra abbiamo fatto una passeggiata intorno al bastione e parlottando di turismo in Sardegna, siamo passati davanti al museo di Cagliari. Il discorso non poteva non cadere sulla triste storia della mancanza di traduzione in inglese dei pannelli che elencano i reperti esposti (di cui si può trovare accenno molto più in basso): eravamo pronti a scommettere che, a distanza di un anno, le cose stavano ancora nello stesso modo. Sparando cazzate mi offrii di entrare nel museo a chiedere se avevano aggiunto le traduzioni. Beh, lo ho fatto davvero. Sono entrato nel museo e ho raccontato al tipo che volevo avere solo un informazione: l'anno prima ero venuto al museo con degli amici americani (in realtà soltanto Stacey...) ed ero rimasto sorpreso nel vedere la mancanza di traduzione in Inglese nei pannelli espositivi, sicchè ora la curiosità mi aveva spinto a chiedere se la avevano aggiunta. Il tipo, un pò sorpreso, deve aver pensato che scrivessi per qualche piccolo giornale universitario o simili, e mi disse che si, alcuni pannelli erano tradotti, e che "se vuole può dare un' occhiata in giro...". Io dissi che "vabbè, non ho bisogno di verificare...", ma lui insistette: - Le faccio un biglietto omaggio... La settimana della cultura non è ancora iniziata, ma...-. E così, mentre Ciro fuori aspettava, io ero dentro il museo a sbafo: peccato solo non potersi trattenere... Ad ogni modo no, non è cambiato nulla: sono tradotti in inglese i pannelli appesi alle pareti, ma le didascalie delle vetrine dove sono esposti i reperti, nonchè quelle dei plastici, sono solo in italiano...
30/04/2005:Gente matta...
Sono le 4 di mattina, ancora buio. Io e Ciro siamo appena usciti da una festa di laurea all' Havana, piuttosto stanchi e un pò intontiti dalle abbondanti libagioni. Ci dirigiamo verso San Benedetto per comprare un croissant da Manuel. Siamo appena partiti quando, girato un angolo, dall'incrocio con via Ghibli salta fuori una ragazza che ci fa dei cenni. Io non le darei molta importanza, ma Ciro mi dice di fermarmi e io, immaginando che abbia delle intenzioni precise, eseguo. - Me lo date un passaggio ?-, Ciro risponde di si, io sono rassegnato a queste follie, e quella si catapulta in macchina e dice: - Scappiamo!!! Ho la macchina più avanti... Ma voi dove stavate andando? -, - Da Manuel... -, - Vengo con voi! -.
E comincia a raccontare una storia allucinante, del tipo che ha appena litigato col ragazzo, il quale è un violento pericoloso.
- Di quelli che prima ti picchiano, e poi ti chiedono scusa dicendo che era colpa tua che lo hai fatto incazzare? -, cerco di capire.
- Si. -
- Classico: è una legge... -.
Intanto Ciro, girato verso i sedili posteriori (un rigurgito di coscienza gli fa temere di aver caricato una rapinatrice o simili), apprende che la macchina della tipa è parcheggiata dall'altra parte della città, davanti al Charlie. Io mi tranquillizzo pensando che sui sedili posteriori non ho nulla da rubare, e nel portafoglio solo 5 euro, ma c'è il problema di fare benzina: la mia macchina infatti è in riserva tiratissima. Nessuno ha biglietti buoni da infilare in un self service, e la tizia si offre di ritirare soldi da un bancomat, se ce la portiamo, purchè ci sbrighiamo perchè "se quello ci trova ci ammazza". Va bene. Io vorrei saperne di più: - Ma quanto è alto e grosso, il tizio? -. Tra le ciance concitate di Ciro e la tizia non riesco ad avere un informazione così vitale. Pare che lei sia sgusciata dalla macchina del tizio approfittando di un momento in cui il tale era salito in casa di sua madre. Ci dirigiamo in un bancomat in una zona in cui il tipo non dovrebbe venire a cercarla, lei ritira i soldi (nel mentre io dico a Ciro:" Beh, questa è una pagina del diario di bordo...") e poi in un self service mettiamo 10 euro di benzina. Portiamo la tipa a destinazione: grazie al cielo del tipo non c'è l'ombra, sicchè ci congediamo. Ciao e grazie, e da parte nostra "un consiglio: mollalo ...".
Sicchè siamo salvi, la macchina ha fatto benzina gratis, e noi possiamo andare a mangiarci il nostro cornetto: il letto ci aspetta...
20/4/2005:Morto un papa, se ne fa un altro...
...E così è stato eletto papa Ratzinger, l' ex braccio destro di Giovanni Paolo II. Preoccupazione dei turchi (Ratzinger era contrario alla loro entrata in europa), cauta soddisfazione dei musulmani, delusione di femministe, gay, lesbiche, etc., i quali speravano in un papa più "liberale". Le loro speranze sono vane: chiunque si sia soffermato a studiare un pò la filosofia che sta dietro il cristianesimo non può che concludere che le aperture che chiedevano non potranno mai averle. D'altra parte, è ridicolo che si rivolgano al papa: i loro problemi infatti hanno a che vedere con leggi dello stato e non con la morale cattolica. Non penso che fino ad adesso fossero stati tutti cristiani praticanti e non credo che, nell' ipotesi fantascientifica che il papa sdoganasse matrimoni omosessuali, preservativo & pillola, procreazione assistita, clonazione di cellule umane, aborto, sacerdozio femminile e quant' altro, comincerebbero all' improvviso ad andare in chiesa tutte le domeniche ( per lo meno io non lo farei...). Ma il problema è un altro: è il fatto che in Italia il papa ha indirettamente un influenza sulla nostra politica impressionante, in quanto influenza le coscienze di una percentuale troppo alta dei nostri parlamentari. Il papa dice una cosa, e in parlamento come minimo scoppia un dibattito. Nei casi peggiori finisce che direttive morali che in teoria dovrebbero riguardare i cattolici praticanti, rieccheggiano in leggi dello stato che vincolano anche i cittadini che cattolici non sono. Un esempio per tutti la folle legge sulla procreazione assistita, una follia che praticamente TUTTI i cittadini avversano, e che clamorosamente è stata votata in parlamento a larghissima maggioranza con adesione trasversale tra maggioranza e opposizione (wow, abbiamo un parlamento rappresentativo...). Ma ci sono altri esempi, come le polemiche che aveva suscitato l' adozione in Italia della "pillola del giorno dopo", o il casino che si fece in altri tempi per legalizzare il divorzio e l' aborto. E la cosa interessante è che ci sono molte persone che a quei tempi votarono per opporvisi, che oggi a posteriori e ripensandoci, voterebbero a favore: segno che la propaganda dei movimenti religiosi riesce a colpire in maniera piuttosto efficace. Perchè la più grande pigrizia che affligge il genere umano è quella cerebrale: la gente non vuole ragionare con la propria testa, e si incazza se la spingi a ragionare, perchè non ne ha voglia!!! Così come la maggior parte della gente è troppo pigra per praticare attività fisica pur sapendo che gli farebbe bene, la maggior parte delle persone non pratica quasi alcuna attività intellettuale perchè non ne ha alcuna voglia. Ed è pronta a gettarsi riconoscente ai piedi di qualsiasi persona si accolli il fardello di pensare al posto suo, lberandola dall' incombenza di dover pensare con la propria testa. I popoli sono pronti a fare guerre, a piangere morti, ad ascoltare i più grandi delinquenti (Hitler, Stalin, Bin Laden, Mao, Al Zarqawi etc..), e a credere i più improbabili leader religiosi, purchè li si liberi dal lavoro più ingrato: usare il proprio cervello. Si crede in qualsiasi sciocchezza preconfezionata, purchè non richieda troppo sforzo cerebrale per essere appresa, e meno ancora per essere praticata.
Ma tornando a noi, se le cose in Italia vanno come vanno, non è colpa del papa, il quale ha il diritto di dire le cose in cui crede come qualsiasi libero cittadino, ma dell' orda di cervelli atrofizzati per il poco uso che abbiamo in giro per strada come in parlamento...
7/04/2005:Follie di elettronica digitale e (fanta)politica....
Mentre la mia tonsillite arretra, grazie anche al clima favorevole, mi accorgo anche che potrei avere avuto una tonsillite meno pesante di quanto credevo: sul lato destro della mia epiglottide fa orrenda mostra di se una di quelle fastidiosissime ulcere che di solito si formano all' interno della guancia o nelle pieghe tra guancia e gengive (avete presenti quelle piccole "bubuette" con l' anellino bianco intorno, che quando mangi pomodori o agrumi bruciano terribilmente?). Spiegata quindi sia la comparsa improvvisa del mal di gola (mi sono svegliato una notte con la gola in fiamme, così, senza alcuna avvisaglia precedente), sia il perchè ogni volta che inghiotto qualcosa di un pò solido sono dolori (la minestra calda è un purgatorio, e mangio le arance tra smorfie di dolore...). Forse ho preso un pacco di medicine per niente.
Stamattina il prof. ha raccontato una delle follie dei suoi studenti: si realizzava come esercizio il sistema che controlla le frecce di una automobile anni 60 (Thunderbird 65) che le aveva davvero gaurre. Si pose il problema di quale freccia si dovesse attivare con priorità, nel caso che sia la freccia destra che quella sinistra fossero state attivate contemporanenamente: "Ora", ha raccontato il prof, " quando ho posto questo problema agli studenti di informatica alcuni hanno detto - Nessun dubbio: la destra vince sempre! - e hanno fatto il saluto fascista...". Non era la prima storia di studenti rincitrulliti che ha raccontato quel prof.: un giorno ha raccontato di una volta in cui, spiegando di come certi chip vengano fabbricati anche in una versione "militare" che funziona in condizioni ambientali più ostili del normale, si imbattè in uno studente che si lanciò in utopistiche disquisizioni sull' (in)opportunità morale di dotare le armi di chip più affidabili...
Quando alla prima lezione presentò il programma del corso, il prof. si divertì a mostrare alcune chicche scritte su di lui nei fogli di valutazione del docente che ogni tanto vengono fatti compilare agli studenti. Alcune tra le più belle: "Scriva le dispense come prof XXX: l' allievo ha superato il maestro...", "Consiglio: parlare in italiano...", "Osservazioni: Il prof. è un bell' uomo, ma io sono migliore."....
4/04/2005: E piove...
Proidi, proidi e fai tittia in is cuccureddus de Santa Lucia... Ed è con questa specie di filastrocca che mio padre ripete spesso che attacchiamo questa parte del giornale. Piove da due giorni. Io ho le tonsille in fiamme da tre (qualche fottuto microbo deve aver approfittato della mia debolezza di giovedì scorso, quando a capoeira per poco non svenivo...), e non mi azzardo certo a uscire con questo tempo. Il papa poveretto è morto, e l' Italia dello sport e della televisione ha dato un chiaro esempio di come la realtà venga condizionata dai media: le televisioni di comune accordo non fatto altro che trasmettere servizi e dossier sul papa giorno e notte per più di due giorni e nient'altro. Dieci canali, nessuna libertà di scelta: le tv sapevano che il primo che avesse trasmesso qualcosa di diverso si sarebbe ciucciato tutta l' audience, e sono giunte a questa specie di pietosa tregua. Bel pluralismo. La RAI non ha trasmesso la gara di Formula 1 perchè sennò il pubblico, esacerbato da discorsi ripetuti mille volte sul papa, si sarebbe riversato su quel canale in preda alla disperazione, e il giorno dopo i giornali non avrebbero potuto scrivere che "tutta l' Italia si era fermata". Guardate che media cazzoni, stronzi, potenti e pericolosi: con la loro forza LORO hanno fatto fermare l' Italia a marolla, e pretendono pure di raccontarci che siamo NOI ad esserci fermati!!! Il mondo dello sport si è fermato? Lo hanno fatto fermare dall' alto! Sennò avreste visto che lutto negli stadi, la domenica... E lo dico con polemica anche verso il cazzonissimo popolo italiano, rincoglionito dal calcio....
Adesso chissà chi nomineranno come nuovo papa? Io ridacchio all' ipotesi di Ciro, il quale scommette su qualche vescovo sudamericano bianco, perchè qualcuno ai vertici della Chiesa sa che se venisse per caso eletto un indio, certe nostre nonne e zie conservatrici sarebbero le prime a non praticare più..!!! Figuriamoci quindi quanto sarebbero restii ad eleggere un papa africano: anche mio padre se ne esce con strane profezie di Nostradamus su papi neri e fine del mondo (racconta certe storie che sembra di ascoltare un afrikaner del sudafrica ai tempi dell' apartheid: un boero di cognome e di fatto...)..
15/03/2005: Che stress!
Facciamo un pò il riassunto delle puntate precedenti, tanto per chiarire che cosa ha fatto il sottoscritto durante la mia assenza dal web. La storia comincia alla fine del mese scorso, quando un prof del sottoscritto è entrato in sciopero, e ha congelato il mio scritto procrastinando l' orale a data da comunicarsi il 26 febbraio (sabato). Intanto mia madre mi spedisce al Banco di Sardegna di Pirri a portare il suo certificato medico: arrivo tranquillamente, ma poi lo scooter non parte più e non posso andarmene da Pirri. C'è un meccanico a un centinaio di metri e porto li lo scooter poi, intravedendo l' occasione di dimagrire un pò, arrivo a piedi nell' ufficio di mio padre (me ne sono pentito... una marcia estenuante con bagaglio in mano e sole sulla testa...). Passo il venerdì notte all' Iguana, perciò sabato (27 febbraio) mi alzo tardi, e scopro che il prof. ha fissato l' orale due giorni dopo: lunedì. Dopo un fine settimana passato studiando a casa di Ciro (allietato da ottime crepes alle verdure...) il nostro eroe di lunedi si presenta all' orale, reduce da un pasto consumato in facoltà. Viene interrogato per primo: "Bene, mi parli del CMOS..". Boero, preparato in Ram, Rom, e tecnologie costruttive, trascura del tutto queste cosucce basilari ( eh, si sa, sregolatezze tipiche del genio...): non capisce nemmeno che cosa gli chiede il Prof., e fa la più bella scena muta della sua vita ("...mah, magari è una sciocchezza mostruosa, ma così, su due piedi..."). Bocciato!
"Guardi se vuole la considero automaticamente iscritto al prossimo compito, che sarà... DOMANI...."(1 marzo). E così il nostro eroe raccoglie le forze (e il coraggio, perchè venire segati così è come prendere un gol al 90o minuto: ti taglia le gambe) e in tempi da record (la sera stessa) rimette in piedi la preparazione per lo scritto. Lo stesso giorno si viene a sapere che lo scooter richiede 200 euro di riparazione: la bobina (componente che nel crosser si usura troppo facilmente: ne ho già rotte 2) si è fusa per la terza volta, devastando però anche la centralina (su questa a posteriori avrò non pochi dubbi: secondo me è stata una cazzata per incularmi 44 euro in più... Se fallisco nella vita apro una officinaper motorini: sono convinto di poter imparare il mestiere in 5 giorni, dato che i componenti critici si contano sulle dita delle mani, e quando si rompono li si deve sostituire in toto...). A fine serata se ne va in palestra, e il giorno dopo esegue di nuovo il fantomatico scritto. Il nostro Boero adesso deve preparare l' orale avendo davanti a se 9 ore di lezione a cui non può mancare: di sera scende sottocasa, si compra un masterizzatore nuovo (PIONEER DVD-RW DVR-109) si masterizza un cd di cui aveva bisogno da troppo tempo, e va a capoeria. Mercoledì va a fare un sopralluogo a Pirri autorizzando il meccanico a procedere, e quella notte va a una festa di compleanno, se ne andrà dopo l' una, per poi presentarsi alle 8 di mattina a lezione (un uomo d' acciaio, quando le circostanze lo richiedono...). Giovedì non osa così tanto e a capoeira non ci va, perchè deve studiare, recuperare sonno, svegliarsi alle 8 per la lezione e ridare il suo fottuto orale. Ed è quella sera stessa che viene a sapere che ha passato lo scritto. Venerdì si ripresenta all' orale, e non riesce a crederci neanche lui, viene segato di nuovo (non gli è mai successo prima di venire segato all' orale, figuriamoci due volte di seguito...): sembra andare tutto liscio finchè il prof non si impunta col fargli spiegare un grafico che nelle dispense appare grande come un francobollo. Addio: il prof funziona a domanda singola, non è possibile sviare, e il nostro eroe per un vizio di forma mentis è molto incline a liquidare i grafici come semplici illustrazioni. Da quel grafico a chiederne uno che, guarda caso era l' unica cosa che il nostro eroe non avesse guardato a dovere per una fastidiosa contingenza il passo fu breve. "Guardi, io non vorrei che lei pensasse che io mi sto accanendo...".Mah. Comunque dopo un sabato mattina passato a dormire, il nostro eroe finisce di nuovo a casa di Ciro. Finirà che ordineranno una pizza, e qualcuno in pizzeria combina un casino, sicchè al posto della carrettiera che ha ordinato gli arriva una psichedelica margherita con le fettine d'aglio (ma chi cazzo è che chiede una cosa del genere? Magari si lamenta pure che gli puzza l' alito...Ma poi che cazzo ci fa l' aglio sulla pizza???)...Un incubo togliere tutte le fettine... E si arrivò a lunedì pomeriggio (14), dove il nostro personaggio era, tanto per cambiare, a cena da Ciro insieme al cugino dello stesso, Francesco. Mentre Boero traduceva sul computer di Ciro la descrizione degli Italiani spedita a suo tempo da Stacey, si commentava il libro di Erich Fromm "L'arte di Amare", le eventuali sciocchezze ivi contenute, nonchè le cose più strane e curiose sull' inizio e la fine delle relazioni con le ragazze. Praticamente un "Simposio" in versione light. Nel momento in cui scrivevo l'originale di questo testo (11 marzo), ero in biblioteca di ingegneria: affianco a me c'era Gianluca (famoso per il suo "Le tedesche, quando hanno il fondoschiena fatto bene, sono belline."), intento a giocare a Blackjack sul computer di Ciro. Gianluca stava giocando mani incredibili, vincendo e perdendo da un momento all' altro somme enormi, e stiamo ridendo troppo fantasticando su cosa succederebbe se Gianluca fosse in un Casino di Barcellona e si trovi, a seconda della situazione, a ripagarsi tutti i soldi spesi nel viaggio o addirittura a dover tornare in Italia a piedi perchè del tutto sbancato...
31/01/2005 (ore 12:15): Scritto "dal vivo" e poi ricopiato...
Scrivo a penna da Marina Piccola, nella speranza di non attirare qualche maniaco/a. Mi sono concesso un'ora di passeggiata sotto il sole, in modo da riabilitare le gambe indebolite dal troppo star seduto. Per adesso ho davanti solo qualche mammina con bamboccio, un signorotto che parla al cellulare, e una tizia un pò gaggia che stressa il suo cane "Snoopy". Sono tutti incappottati, mentre io sono in canadese e a maniche corte, in modo da prendere un pò di sole. Sono davanti allo Yacht Club, seduto sulla gradinata di quella specie di teatro che si trova rivolto veso il mare: il sole mi scalda la schiena, il mare è calmo, l' aria è buona, gli uccellini cantano e sto godendo tantissimo (Ahh, lo scazzo sotto il sole che puoi farti a Cagliari verso mezzoggiorno in pieno inverno è un lusso...). Ci sono pure tre bei cagnolotti randagi color caffellatte (devono essere imparentati), che sonnecchiano beatamente sulla sabbia: due sono giovincelli, e a giudicare dalle facce stanno godendo schifosamente anche loro...
Ne approfitto per griffare qualcosa che dovevo scrivere da giorni, a proposito di quanto scrisse Yaky sul forum, e cioè del fatto che da giovincello pensasse che 24 anni fossero l' età in cui un uomo potesse considerarsi adulto. Ebbene, volevo scrivere che la sua "numerologia" non era poi tanto campata in aria: in altri tempi e luoghi ci fu chi fece teorie del genere. Secondo gli antichi Greci le età dell' uomo procedevano in cicli della durata di sette anni. Nelle donne era più evidente: una bambina a 7 anni era pienamente consapevole di se stessa, a 14 anni era fertile, a 21 era una donna, a 28 iniziava a essere matura, a 35 lo era pienamente, a 42 iniziava a invecchiare, a 49 andava in menopausa etc... E gli uomini? Per gli uomini dovevano valere cicli simili, ma erano molto più sfumati e meno evidenti, e sembrava esserci una certa variabilità individuale. I Cinesi provarono a spingersi oltre azzardando che, se per le donne valevano i cicli di 7 anni, per gli uomini valessero cicli di 8 anni: secondo questa numerazione la stima di Yaky, secondo cui a 24 anni (3x8) un uomo sarebbe adulto, sarebbe corretta (è ancora più vicino al senso comune il fatto che a 32 anni un uomo sarebbe maturo). Anche i cinesi però tenevano a sottolineare il pressapochismo della loro stima: in particolare il fatto che la fertilità di un uomo venisse postdatata a 16 anni (8x2) sembrava decisamente esagerato (a me poi, a cui fu regalato un rasoio elettrico per il quattordicesimo compleanno, sembra roba da sottosviluppati !!!)...
Nel momento in cui scrivo c'è una mamma che sta rompendo i coglioni a un povero bambino in monopattino, colpevole di allontanarsi troppo (10 metri...): "Possibile che non mi senta?! Vai, obbedisci!!", "E poi stai sempre cadendo!!" {ma a lei che gliene frega?! Il bambino non si lamenta...}. Sta facendo un sacco di casino per niente. Affidare l' educazione dei bambini maschi a un certo tipo di mamme è stato un errore storico della civiltà occidentale: si vede benissimo che le mamme, benche ne avvertano i sentimenti, non ne capiscano le motivazioni. Talvolta sembra addirittura che certe rompiballe, non potendo sfogarsi su un maschio adulto (che le manderebbe a cagare), se la prendano coi cuccioli. Bambini ricordatevelo: se vostra madre vi accusa di essere disubbidienti in realtà vi fa un complimento, perchè vuol dire che avete carattere e ragionate con la vostra testa...
27/01/2005: Aschwitz.
Io dico solo una cosa: che con questa idea di festeggiare oggi l' anniversario dell' olocausto, il giorno del mio compleanno finisce con l' essere caratterizzato da una bella passata di film drammatici su Aschwitz, documentari sulle sfighe degli ebrei, video di poveracci ridotti a pelle e ossa, forni crematoi etc... Che culo...
Per il resto insisto col dire che, dopo aver compiuto 20 anni, non conviene più compierne altri: è solo vecchiaia in più...
Avrete sicuramente notato la mia latitanza dal sito per almeno 10 giorni: il fatto è che a Gennaio e Febbraio ho i maledetti esami e, anche se penso spesso a cavolate da scrivere nel sito, non ho il tempo di farlo (i minuscoli ritagli di tempo libero rimasti devo per forza dedicarli al relax...).
10/01/2005: Pensieri volanti in un giorno di studio..
Stavo leggiucchiando il Giornale Di Sardegna sgobbato gratis al distributore di benzina: c'era una piccola ma succosa inchiesta sui disservizi della gestione turistica di Cagliari. Molte pinnicche: dal fatto che non si trovi abbastanza personale che parli inglese, al fatto che ci siano pochi depliant, passando per il fatto che alcuni punti di richiamo turistico come i resti della villa di Tigellio o la Grotta Dei Serpenti siano segnalati aperti quando invece sono quasi chiusi al pubblico. Si parlava anche del museo di Cagliari tirando fuori diverse pinnicche del tipo che il bar all' interno è chiuso di sabato etc...
Ma si sono dimenticati di una cosa molto più grave: quando io e Ciro abbiamo accompagnato Stacey al museo qualche mese fa, abbiamo scoperto che in quasi tutti i pannelli esplicativi mancava la traduzione in inglese. Secondo loro uno straniero che finisca al museo deve impararsi per forza l'italiano (lingua facilissima...): gran figata l' organizzazione turistica in Sardegna, eh? Mi ricordo di averne anche parlato con la bigliettaia, la quale poveretta stava ancora aspettando che li portassero, i maledetti pannelli tradotti...
Intendiamoci: non che Stacey se ne fosse lamentata (credeva di essere al museo Indiano e non vedeva l' ora di andarsene... ...Dio benedica l' America...!!!), ne che questo avesse fermato i turisti tedeschi, i quali si erano organizzati una guida (i soliti dritti...), però ditemi voi che razza di città turistica siamo...
Mentre scrivevo queste sciocchezze il mio sguardo si è fermato su una tizietta che stava seduta qualche banco più in là: si stava riaggiustando i capelli. Ho sghignazzato non poco nell' osservare come certe ragazze solo del raccogliersi i capelli in una coda con un elastico, ne facciano una sceneggiata: si è lisciata i capelli una volta, lo ha fatto una seconda volta, ha cominciato a raccoglierli, si è spostata con le dita qualche ciocca fuori posto (che non c'era: perchè aveva i capelli liscissimi ed erano già tutti in posizione, quindi era più il gesto che altro), finalmente se li sistema, poi con le ditine porta dietro le orecchie qualche ciocchetta (che non sembra neanche visibile..) e, forse, ha finito... Chissà, magari ha visto che la stavo guardando e ci ha messo mezz'ora per darsi un pò di tono? Boh! Comunque sono belline le architette...!
8/1/2005: Cagliaritan Gigolò...
Oggi visto che la giornata era di nuovo bella, sono tornato a Calamosca fare qualche foto da allegare alla pagina di blog del giorno prima (quella qui sotto). Nel giro di mezz'ora si è verificata la cazzata del giorno, che quasi me ne compiaccio, perchè mi sono trovato servito l' argomento del blog di oggi.
Avevo appena scattato la foto qui a sinistra, e mi ero rimesso in marcia sul viale, con la giacca sotto braccio e le maniche della camicia un pò rimboccate per il caldo, quando passa alle mie spalle una Fiat Seicento bianca (o forse era una Lancia Y? Boh, non importa...) e indugia. Dentro c'è una signora, ultracinquantenne, con gli occhiali e i capelli di quel colore rossiccio mogano che fa tanto menopausa (io non so perchè a Cagliari ogni donna over 50 si fa quel colore...). Mi guarda in faccia come se mi conoscesse: io non capisco chi è, penso che potrebbe essere qualche vecchia zia che vedo raramente, oppure la proprietaria del posto che c'è in fondo al viale (il viale è un vicolo cieco che termina davanti al cancello di una specie di locale/albergo...), perciò attraverso la strada e vado nel lato più vicino al suo posto di guida , mentre quella continua a fissarmi. Mi rivolge la parola dal finestrino abbassato: "Ciao, come la va la vita?". Scatta la mia risposta di default: "Non mi posso lamentare...". E quella: "Ti va di divertirti un pò?" {noooo, guardate, non è possibile...}. La mia risposta è un lampo: "Mmh NO, grazie...." con lo stesso tono di voce calmo e disgustato con cui lo dici a un cameriere che ti offre un piatto che ti fa proprio schifo... Mi giro e torno indietro, mentre questa maniaca fa inversione e va velocemente via, forse per la figura di merda appena fatta, forse in cerca di un tizio da abbordare che la accontenti, forse perchè dopo una storia del genere la avrei volentieri presa a calci nei denti (mio dio, MA CHE CAZZO DI SCHIFO... Ma BRUTTA BALDRACCA... SBUM! SBAM! SPEM!..}.
Sembra che a Calamosca cerchino sempre di fottermi: anni fa ero andato al fortino e avevo trovato due gay che volevano farmi il tondino. Da allora non ci misi più piede. Adesso vado nel viale e mi abborda una ziodda... Forse erano meglio i gay...
7/1/2005: Casteddu flori'e su mundu....
Oggi in preda allo scazzo mattutino ho approfittato della splendida giornata per fare una passeggiata sotto il sole, dalle parti di Calamosca. C'era un mare splendido: calmo come una tavola, dalle acque verde smeraldo. C'era pure gente in spiaggia a prendere il sole, e qualcuno ha pure tentato di farsi il bagno. Purtropo non avevo la macchina fotografica con me. {la foto che vedete qua affianco è stata scattata il giorno dopo, quando purtroppo nonostante il bel tempo c'era molta foschia (infatti quasi non si vedono le montagne dietro il mare)}. Ad ogni modo è impressionante che zone come Calamosca e la Sella Del Diavolo siano tutta roba militare: se fossi al governo io, li manderei da un'altra parte (altro che basi NATO a Maddalena...), trasformerei il tutto in un bel parco e favorirei la costruzione sulla strada principale di poche e ben fatte villette con piscina termoriscaldata. Visto che il nostro inverno è così mite che a mezzogiorno puoi stare in spiaggia, perchè non fare anche un tuffo in piscina? Sarebbe la volta buona che fai arrivare i turisti nordici a Casteddu: se l' inverno di Cagliari a un norvegese sembra estate, scommetto che riesci ad affittare una villetta così durante tutto l' arco dell' anno. Soprattutto perchè, anche se non sembra, la villetta è in città...
18/12/2004: Notte.
Sono qui davanti al computer aspettando che tra mezz' ora si arrivi al 19, dato che si avvicina la mezzanotte. Domani sarò impegnato con lo studio, quindi non potrò cazzeggiare più di tanto. E allora scrivo adesso, dopo aver visto il film Autumn In New York: non era la tragedia che Ciro mi aveva raccontato (a lui era scesa la lacrimuccia...). Spettacolare il realismo delle tecniche impiegate da Richard Gere: un pigliainculo che è tutto un programma! Ridicolo invece il fatto che questo cinquantenne si facesse la figlia ventenne di una defunta donna con cui aveva già avuto qualche precedente... A momenti sembrava che si volesse fare la sua stessa figlia, avuta guarda un pò dall'amica della defunta donna di cui sopra... Che depravati...
Ho aggiunto infine un breve commento all' articolo sul ripostiglio "C'era una volta un' isola..." scritto da Ciro....
13/12/2004: Oggi sciopero...
Mi perdonerete se oggi non scrivo un baffo, ma a furia di trafficare con l'emulatore di Amiga, è finita che sono rimasto invischiato in una partita a The Settlers (gran bel gioco... Ce l'ho pure originale, col manuale...). Vi segnalo una bella storiella scritta da Fabrizio Cireddu, che ironizza sulla Sardegna paragonandola a una terra di conquista. Ve ne propongo una versione con trascurabili ritocchi e commenti, che nella grafica non è molto più che una riproposizione di quella pubblicata nel sito di Samuele Pinna (http://www.samuelepinna.altervista.org/unisola.htm).
11/12/2004: Aspettando che il thè sia pronto...
Trafficando con un generatore di parametri da passare a X-Window (il sistema grafico di Linux), ho programmato la insolita risoluzione di 768x576, utile per l' utilizzo con gli emulatori di videogiochi Capcom (che operano a 384x224) senza deformare troppo gli omini, che altrimenti appaiono bassi e larghi.
"Ma questo a noi cosa frega?" vi direte voi: poco, se non fosse che giocherellando con il generatore ho raggiunto sul mio ridicolo monitor a 15 pollici da due soldi la inaudita risoluzione di 1536x1152 (Pauroso!!!). Ovviamente c'è il trucco: è una risoluzione interlacciata (vengono dapprima disegnate solo le righe di numero pari, e poi nel fotogramma successivo vengono tracciate quelle di numero dispari, infrapposte alle precedenti), perciò il framerate reale è di soli 35Hz: va bene per mostrare le immagini (forse anche per i videogiochi: anche la X-Box in realtà fa 640x480 interlacciata...), ma se pretendi di usarla per lavoro resta un pò troppo traballante...
7/12/2004: Come si legge la velocità dei lettori CD... e altro...
Ho appena scoperto di essere stato uno dei pochissimi che aveva ragione, in un mondo di gente che vagava nell'errore. Io ho sempre detto che, ad esempio, un lettore di CD-ROM che opera a velocità 12X vada pronunciato "DODICI IKS", perchè quella X è una lettera usata come una variabile moltiplicabile che indica la velocità di un lettore di CD audio. Invece tutti, ma proprio tutti quelli che conosco (e parliamo anche di "ingegneri studiati, mica di nesci!", come direbbe Prof.Muntoni), si ostinano a parlare di "5 PER", "12 PER" e palle varie...
Pochi minuti fa, cercando qualcosa riguardo al sistema grafico di Linux, che si chiama curiosamente "X", sono finito alla pagina http://en.wikipedia.org/wiki/X, dove si legge:
"In computing, X is often erroneously used as a symbol of multiplication, as in denoting the spin (and, later, transfer) speed of CDs and DVDs compared to an original standard speed. This usage is a corruption of the multiplication symbol ×. The data transfer speed for 1X CDs is 153,600 bytes/second and one for 1X DVDs is 1,385,000 bytes/second (approximatly 9.02 times faster)."
Questo è quello che dice la Wikipedia, la più grande enciclopedia del mondo. Adesso vi correggerò ogni volta che vi lascerete scappare questa oscenità!!!
Intanto ho scritto una parte della prima bozza del manifesto della proposta di contributi/incentivi per chi ospita uno straniero, e ho trovato alcuni dati statistici interessanti che devo ancora elaborare.
Mi sono procurato l' emulatore E-UAE, e sono in grado di emulare un Amiga straordinario (coi processori di oggi, puoi emulare CPU che ai tempi dell' Amiga non aveva nessuno!): perciò potrò mettere foto personalizzate nell' articolo sull' Amiga...
3/12/2004: Scrivendo scrivendo....
Sto scrivendo un articolo da infilare sul ripostiglio, a proposito del mitico Amiga, il tipo di computer più osannato del periodo a cavallo tra gli anni 80 e 90, e che troppi informatici del' ultima ora ignorano. Parlerà degli Amiga tradizionali, fino agli Amiga 1200 e 4000 (niente PowerPC, o macchine futuribili: solo ciò che è possibile trovare in giro nella soffitta di qualche amico o su ebay). La cosa non è semplicissima perchè stiamo parlando di un intero mondo informatico: sto cercando di evitare elenchi di caratteristiche tecniche poco comprensibili ai più, focalizzandomi su cosa in effetti si poteva fare (ed era davvero tanto!) e facendo notare la portata di quelle che ai tempi erano innovazioni paurose. Non mancherà un' analisi sui perchè della morte dell' Amiga e sul fallimento della Commodore...
Stasera comincio a dare un' abbozzo al manifesto sulla proposta di incentivi per ospitare stranieri au pair.
2/12/2004: Spring in Sardinia.
Ricollegandosi alle cose dette 2 giorni fa a proposito delle potenzialità turistiche del turismo au pair, vale veramente la pena di leggere il resoconto della vancanza che ha fatto Stacey Froelich a casa del nostro famoso Ciro. Mai visto elogiare Casteddu in questo modo: http://digilander.libero.it/laulu1/stacey.html. Ovviamente è scritto in inglese, ma se al giorno d'oggi non riuscite a capire 2 righe di inglese, siete dei no-global (nel senso deteriore del termine:"fuori dal mondo")...
30/11/2004: Come sviluppare l' economia della Sardegna.
Una sorprendente idea di Ciro, che abbiamo intenzione di divulgare il più possibile e che nasce dall' osservazione dei consumi delle due ragazze che ha ospitato au-pair (una canadese e una statunitense).
Le persone ospitate au pair nelle famiglie in genere vengono da molto lontano e portano nel posto che visitano un sacco di soldi, in quanto durante la loro lunga permanenza (almeno 2-3 mesi) spendono come qualsiasi turista: escono 2 o 3 volte alla settimana (e consumano), comprano un sacco di souvenirs e cazzatucce varie (che pagano), spesso fanno incetta di articoli italiani nei negozi (tipo vestiti e simili), comprano e spediscono tonnellate di cartoline, telefonano spesso a casa (e giù telefonate intercontinentali) e usano internet. E specie se vengono da paesi a nord, sono disposte a venire tutto l'anno: anche d'inverno, stagione in cui oggi la Sardegna turisticamente non serve a un cazzo.
Dal punto di vista economico, gli stranieri ospitati nelle famiglie sono turisti molto migliori di tanti mordi e fuggi che vengono da noi in agosto: non fanno arrivare guadagni al sistema alberghiero, ma per via della più lunga permanenza finiscono col portare più soldi ( soprattutto quei soldi finiscono nelle mani di un maggior numero di persone). D'altra parte si tratta di una nicchia di turismo diversa (se non avessero vitto e alloggio gratis quelle persone non verrebbero), complementare a quello estivo tradizionale e non in concorrenza con esso.
E qui l'idea: la regione, o la provincia, o il comune o chi per loro dovrebbe elargire un contributo alle famiglie che ospitano gratis una persona straniera (metti che siano 200 euro circa per mese di permanenza).
Nel 2001 nella vecchia provincia di Cagliari si contavano 121.825 famiglie con figli (quelle che più tipicamente ospitano ragazzi). Nell' ipotesi che una su dieci ospiti un/a ragazzo/a straniero/a, ci sarebbero a spasso in provincia 12000 persone che spendono nell' ipotesi più pessimistica 300 euro al mese: in un anno spenderebbero nella provincia ben 43.200.000 euro.
Immaginate il quadro: più occupazione nel settore turismo e divertimenti (pensate ai locali notturni); grande promozione del turismo, della cultura e della cucina italiana e regionale presso paesi tipo USA, Canada o Australia che in questi settori son messi male (se ne avvantaggia l' intero "sistema paese"); ottimi affari dei gestori telefonici (i turisti chiamano a casa!); nel lungo periodo miglioramento dei trasporti (per dirne una diventa economicamente interessante per le compagnie aeree low cost collegare Cagliari e/o la Sardegna al resto del mondo: eppoi i turisti una volta che sono in Italia, vogliono anche vedere il continente...); enorme crescita culturale: gli indigeni imparano un pò di lingue straniere (per lo più inglese), e allo stesso tempo gli ospiti sono stimolati a masticare un pò di italiano (e sardo!); vantaggi per le banche: i ragazzi che vengono da paesi fuori dall' area euro tendono a farsi spedire i soldi da casa, ma siccome le banche di quei paesi non sempre hanno sportelli qui, le nostre banche si incassano una cifra per la commissione..; nel lungo periodo ci sarebbero più stranieri che studiano all' università di Cagliari (e se è vero che le università prendono finanziamenti anche in base al numero degli iscritti...); eppoi portare un pezzo del resto del mondo a Cagliari potrebbe dare una sveglia alla gente e rompere l' invisibile cappa di rincoglionimento provincialista che ottenebra la nostra isola sprecata...
Per finire andrebbe detto che tendenzialmente le persone che vengono ospitate dalle famiglie con formule au pair sono ragazze, sicchè ci sarebbe più figa straniera in giro!!! Cagliari finisce come e meglio di Barcellona!!!
Bisogna metterla a punto, ma sembra una buona idea: svilupperemo una bella relazione in proposito e la spediremo un pò a tutte le istituzioni e/o società sarde nonchè nei circoli dei partiti politici. Quando tanta, ma proprio tanta gente ne parlerà (e a Cagliari ci vuol poco), la politica si muoverà in quella direzione...
29/11/2004:Tutto cambia perchè niente cambi?
Oggi hanno cambiato il tappo della benzina e il cupolino posteriore del mio vecchio mitico Crosser. Operazione fatta in garanzia: pare che un crosser si sia incendiato perchè perdeva benzina, e la casa li ha richiamati tutti. Un pò di fastidio per il nuovo tappo che è un pò più piccolo del vecchio e non perfettamente centrato nell' apertura del cupolino (vedrò se potro rimediare in qualche modo...). Per il resto devo dire che se cambiassi la carenatura frontale del Crosser, potrei dire di aver rifatto l' intera carrozzeria: infatti le fiancate, lo scudo frontale, il parafanghi, il coprimanubrio, e il copridisco del freno anteriore li ho già cambiati a loro tempo...
Al vecchio Crosser ci sono affezionato : se dovessi avere un altro scooter non riuscirei mai a darlo via (figuriamoci rottamarlo) e continuerei a fargli fare un giro un paio di volte alla settimana per assicurarmi che funzioni. Quando si rompe, al di la del fastidio (e della spesa) di dover andare in macchina, un pò emotivamente ci sto male: ha assistito a molti eventi della mia adolescenza, perciò in qualche modo è un ricordo di gioventù, e un simbolo di continuità col passato. Anche se negli 8 anni in cui mi ha finora servito, per continuare a funzionare ha dovuto cambiare un gran numero di pezzi, sicchè oggi è quasi un'altro scooter: ma del resto anche io, per continuare a vivere durante questi 8 anni, ho dovuto cambiare tante cose...
28/11/2004: Inverno.
Stamattina mi sono svegliato con il mal di testa (che merda...ma a me ogni tanto capita), e un pochino l' ho ancora adesso. Perciò sono andato a scorrazzare allo stadio, perchè in genere quando ho queste mie cose prendere la luce del sole e muovermi un pò mi giova. A mezzogiorno il sole era appena tiepidino e schifosamente basso all' orizzonte: gli alberelli e i pali dell'illuminazione proiettavano ombre maledettamente lunghe. Mi sono chiesto quale fosse l' inclinazione del sole, e l'ho finita col fare il piccolo Archimede: a mezzogiorno in punto ho preso una dritta asticella di ferro che si trovava li intorno, l'ho messa in piedi e ho misurato alla bell'è meglio la sua lunghissima ombra: era lunga circa 1 volta e 3/4 l'asticella stessa. Ci deve essere ancora il problema impostato li sul marciapiede, con tanto di triangolo rettangolo griffato con un pezzetto di cemento. Comunque a conti fatti mi risultava che il sole fosse inclinato di soli 30 gradi circa rispetto al suolo... bella schifezza...
27/11/2004: Linux Day...
Si, oggi c'era il linux day: ore e ore di conferenze e traffici riguardanti il mondo del pinguino, al Palazzo Delle Scienze (mi stava per scappare "Palazzo Delle Scemenze), su tre aule diverse per principianti, gente che già traffica, e gente che ne caga. Cominciava alle nove di mattina: io mi sono svegliato alle 10 e mezza e non avevo voglia di fare un baffo (sto vivendo orari assurdi nelle ultime settimane...).
Non ci sono andato. Peccato perchè c'erano alcuni argomenti che mi interessavano come i linguaggi di programmazione Python e Smalltalk (c'erano anche molte cose più normali, ma io sarei andato nell' aula di quelli che ne cagano!!!). Devo dire che tutto il casino che combinai anni fa con certi membri del Gulch (Gruppo Utenti Linux Cagliari) non mi ha certo aiutato a trovare la voglia di andare!!! Prima o poi questa storia, una delle pagine più nere ma allo stesso tempo più da ridere del sito, dovrò pubblicarla: attendetevi qualche articolo del tipo "Storia del sito"...
In compenso stasera sono andato all'Academia Danza Y Teatro a fabbricare berimbau insieme ai tipi della capoeira. Murigando per sei ore. Bisognerà che scriva il seguito de Il Dorato Mondo Delle Arti Marziali, visto che sto accumulando cazzate non da poco da raccontare...
Beh, mò me ne vado a letto...
26/11/2004: Buttano giù mezzo Siotto?
A legger il Giornale di Sardegna (che nella facoltà spacciano gratis...che lusso..), pare che si stia valutando di buttar giù mezza ala sinistra del Siotto per costruire un tratto di strada. Il tratto farebbe parte di una strada che dovrà collegare via Cadello a via San Paolo, sulle sponde dello stagno Santa Gilla (praticamente si unisce l' "aldiqua" con l' "aldilà" dell' "acropoli"...): c'è tutto un piano volto a modificare di brutto le zone vicine dell' "acropoli" (cioè viale merello e dintorni), con la costruzione di 350 appartamenti, una casa dello studente, un ristorante e un museo.
La cosa sarebbe facilitata dal fatto che mezza ala sinistra del Siotto stià già crollando per gli affari suoi (wow!)...
Come avviene per ogni grande opera pubblica sarda, i sospetti di sprechi di denaro pubblico e/o ruberie non mancano: tampo fa ad esempio giravano voci di come l' università avesse deciso di acquistare poche case dello studente del baffo, a prezzi che a momenti prendevi appartamenti in centro. Forse è una balla, ma spero che le famose case dello studente di cui si parlava non siano quelle del progetto suesposto, che sono state già aquistate dall' ERSU per 20 milioni di euro... Intanto il presidente della società incaricata delle costruzioni ha già ricevuto un avviso di garanzia: ipotesi di falso in bilancio...
Certo che ne è passato di tempo da quando ci andavo io al Siotto: ai miei tempi gli studenti erano così tanti che avevamo invaso un caseggiato della scuola media li vicino. Adesso invece lasciano l' ala sinistra in comodato d'uso alla provincia, ed è pure pericolante...
Sic venit gloria mundi...