Caro Padre Buresti, purtroppo il tempo dell'oratorio al Rivaio è finito. Siamo tutti oltre la cinquantina; parlo di quei "bravi" ragazzi scapestrati a cui tentava di stare dietro, cercando in ogni modo (solo quelli buoni) di tenerli occupati. Quante ne ha passate!? Anche quando sarebbe servito, non ha mai voluto usare lo "gnocchino", forse aveva capito che la sera si sarebbe trovato con entrambe le mani gonfie e doloranti. Neppure Padre Igea, (per tutti Gea) nonostante la sua buona volontà, poteva competere nel momento in cui decidevamo di essere dei veri scalmanati. Lo facevamo frullare come una trottola, ma non ricordo di averlo mai visto arrabbiato. Ci poteva tenere il muso per dieci minuti, ma poi tornava tutto come prima e lui con la sua santa pazienza riprendeva a frullare. Sono convinto che il vicinato, parlo del Viale, della Spiaggina, della Fontina ecc. ecc. era tutto più tranquillo, sapendo che non eravamo a zonzo ad architettarne una nuova, ma che invece, come bravi ragazzi, frequentavamo l'Oratorio. Sono passati alcuni anni (oltre 34) eppure ancora ha la forza e l'impegno di quell'epoca. Che ne dice di una bella rimpatriata caso mai alla Contadina? Come, non si ricorda i nomi? Furio, Franco, Osvaldo, Moreno, Antonio, Claudio, Tonino, Gianfranco, Mario B., Mario T, Roberto e Sabino questi ultimi due erano appartenenti al Collegio del Rivaio. Per il momento non mi rimane che salutarla con vero affetto Alessandro.
Spero che qualche gentil castiglionese la informi di questa pagina web altrimenti la mia letterina non sarà servita a niente.