CADILLAC JACK FAVOR

Soggetto & Sceneggiatura di Cesare Carugi

 

Didascalia su schermo nero:

 

“Tombstone, 1894: era finita l’epoca dei fratelli Earp, di John Doc Holliday, della famiglia Clanton… La città stava vivendo un periodo di progresso, ma esistevano comunque le discordie, come tra Lin McAdam e Dutch “Dakota” Brown, tra Jack McCall e Wild Bill Hickock, tra “Cadillac” Jack Favor e “Mad Dog” Mulcahy…

 

 

TITOLI DI TESTA:

 

Cadillac Ranch Productions Inc. presenta

 

CADILLAC JACK FAVOR

 

Con

 

 

Guy Pearce (“Cadillac” Jack Favor)

Mark Addy (“Mad Dog” Mulcahy) 

Christian Bale (Chris Davoe) 

Stephen Geoffreys (Michael Chandler) 

 

Soggetto e Sceneggiatura di Cesare Carugi

 

Musiche e Canzoni degli Asleep At The Wheel

 

Regia di Keith Gordon

 

 

1: EST. TOMBSTONE – GIORNO

 

In sottofondo sentiamo degli accordi sporadici di banjo. La Mdp è puntata dal basso verso l’alto, inquadrando il sole che illumina l’intera inquadratura, finché in campo non irrompe lentamente la figura di un uomo grasso e barbuto che sbava. E’ “Mad Dog” Mulcahy, 46 anni, con indosso un gilet di pelle sporco di grasso, pantaloni di pelle, cinturone e stivali da cowboy. Si pulisce la bava con la manica della camicia. Ha la faccia cotta dal sole e sporca di polvere. La Mdp stacca e inquadra la via principale di Tombstone, semideserta, con la chiesa sullo sfondo. Mulcahy gironzola in tondo come se stesse aspettando qualcuno, poi comincia a fare dei piccoli solchi per terra con gli stivali sollevando della polvere. Poi vediamo che dalle case lungo la strada cominciano ad uscire alcune persone fermandosi sul portico in silenzio. Vediamo bambini, uomini, vecchi, donne eleganti. Poi la Mdp stacca di nuovo su Mulcahy che guarda il suo orologio a cipolla che segna le 11:50. Sbuffa e rimette l’orologio nel taschino del gilet.

 

Stacco

 

 

2: INT. CASA – GIORNO

 

La Mdp ci porta in una stanza da letto inquadrando un uomo sdraiato a pancia in su. E’ “Cadillac” Jack Favor, 33 anni, baffi e barba e capelli neri lunghi sotto l’orecchio. Ha lo sguardo perso nel vuoto. Stringe a sé una pistola che tiene stretta sul petto con la canna rivolta verso la finestra alla sua sinistra. Respira affannosamente.

 

VOCE FUORI CAMPO (Jack):

Dieci minuti ancora… E’ arrivato il giorno, Signore… Il giorno in cui finalmente si saprà chi è il più bravo tra me e “Mad Dog” Mulcahy… Non so cosa pensare… Forse mi sono illuso così tanto da accorgermi di essere il più fifone qui a Tombstone… Eppure ci siamo inseguiti a vicenda per anni… Volevo tanto vendicare mio padre, e adesso che ne avrei l’opportunità non riesco a fare il primo passo, mentre quello sporco barbuto ciccione bastardo è lì fuori ad aspettarmi, ansimando come una puttana… E’ come se per un momento avessi un disturbo e non riuscissi a ricordare ciò che ho fatto in tutto questo periodo… I latini lo chiamavano Memento… cioè quello che mi manca adesso

 

Jack si alza dal letto rimanendo seduto e guardando verso la finestra. Jack vede Mulcahy in strada che gironzola senza darsi pace, mentre con gli stivali alza della polvere. Jack nota la gente che esce dalle case per assistere al duello, poi abbassa lo sguardo e lentamente adagia la pistola sul letto accanto a lui.

 

VOCE FUORI CAMPO (Jack):

Un cane resta sempre un cane… E “Mad Dog” Mulcahy è un cane… Non ha pietà, e si vanta di avere il maggior senso di originalità per un pistolero… Una volta ha sparato ad un tizio tirando il grilletto con la lingua… Si era messo il calcio della pistola in bocca e ha sparato prendendolo in pieno cuore… Oppure quella volta che affrontò otto uomini con una padella e un mazzo di carte intinto nel letame da far scappare tutti per la puzza… Ne ha fegato, “Mad Dog”… Quindi ciò che devo cercare è la cosa che lo può distrarre, che lo può far sentire inferiore per originalità… Non ho mai imparato a premere il grilletto con la lingua, ma penso di poter colpire una pulce a quaranta metri… Devo trovare… Qui in questa casa… Devo trovare ciò che mi serve…

 

Jack si volta alla sua destra e vede un banjo appoggiato alla parete. Jack scuote la testa.

 

VOCE FUORI CAMPO (Jack):

No… Non posso andare là fuori suonando il banjo… “Mad Dog” si sentirà preso in giro fin dall’inizio e mi sparerà ancor prima di cominciare…

 

Jack torna a guardare avanti a sé. Poi prende il suo orologio a cipolla dal taschino e lo apre. Segna le 11:56. Jack fa uno sguardo rassegnato e rimette l’orologio nel taschino.

 

VOCE FUORI CAMPO (Jack):

Ci sarà anche Clementina a vedermi, immagino… Crederà di vedermi vincitore… Ma ho forti dubbi… Clementina è di origini italiane… Suo padre è James Godfrey Tommasi, ma tutti lo chiamano Rollo Tommasi, a causa della sua inarrestabile mania di rollare sigarette … E’ quello che ha finanziato la sfida, e forse è il secondo, dopo “Mad Dog”, a volermi vedere morto…

 

Jack dal taschino estrae la foto sbiadita di una bellissima ragazza e la osserva.

 

VOCE FUORI CAMPO (Jack)

Mi dispiace, Clementina… Tuo padre ha vinto, stavolta…

 

Da fuori sentiamo la voce di Mulcahy, dirompente e roca.

 

MULCAHY (Gridando dall’esterno):

Ehi Favor!!!… Hai ancora due minuti per uscire dal tuo buco!… Volevi la sfida? Beh, eccola! Vieni fuori, pidocchio!

 

Sentiamo Mulcahy che comincia a tossire. Inizia un breve vociare di persone. Jack posa la foto di Clementina sul letto.

 

VOCE FUORI CAMPO (Jack):

Comincio a vederci sbiadito… come se avessi bisogno di fotografare le cose che mi passano davanti per riuscire a ricordarle… Al contrario di “Mad Dog” non mi sono imposto un metodo, sono sempre andato avanti per la mia strada… Una pistola uccide comunque, non c’è bisogno di fare acrobazie per sapere se funziona… … Mi è sempre piaciuta questa frase… Un certo Sammy Jankins l’aveva detta, un rivenditore di pistole dell’Oklahoma…

 

Jack si alza in piedi e mette la pistola nel cinturone, con sguardo rassegnato. Poi si muove verso la porta della stanza. La apre e si ferma sulla soglia voltandosi per guardare la stanza.

 

VOCE FUORI CAMPO (Jack):

Beh… Credo che debba affrontare la cosa senza trucchi vari…

 

Jack esce sbattendo la porta. Si sente nuovamente il grido di Mulcahy dall’esterno.

 

MULCAHY (Gridando dall’esterno):

Favor!!! E’ mezzogiorno! Quando ti decidi ad uscire??!!

 

Stacco

 

 

3: INT. SALOON – GIORNO

 

Jack scende le scale arrivando nel saloon sopra il quale ha la sua stanza in affitto. Il barista lo guarda. Jack si siede ad uno sgabello, davanti al barista, un uomo calvo sulla cinquantina.

 

JACK (Al barista):

Ci facciamo l’ultimo bicchierino, Buzz?

BUZZ:

Perché no?!

 

Il barista prende una bottiglia di whisky e ne serve un bicchierino a Jack che lo scola tutto d’un sorso.

 

JACK:

Buzz… Ma è quello il tuo vero nome?

BUZZ:

Mi chiamano Buzz da vent’anni ormai… Ma il mio vero nome è Leland…

 

Jack si volta verso un angolo del locale e vede una grossa stufa, ben pulita e luccicante come se non fosse mai stata usata. Jack la guarda quasi affascinato. La Mdp stacca nuovamente sulla bellissima stufa, che sembra quasi stonare con l’ambiente grezzo. Jack si alza dallo sgabello e si avvicina alla stufa. Poi si volta verso Buzz.

 

JACK:

E questa? Dove l’hai presa?

BUZZ:

E’ nuova… Me l’hanno portata ieri da Chicago… Acciaio puro, sai?

JACK:

Acciaio?

BUZZ:

Già… Il migliore acciaio d’America… Costa un sacco di soldi quella stufa…

 

Jack si volta nuovamente verso la stufa. La Mdp zooma lentamente sul suo volto. Lo sguardo di Jack si fa più sereno.

 

JACK (Tra sé e sé):

Stufa, eh?…

 

Stacco

 

 

4: EST. TOMBSTONE – GIORNO

 

In sottofondo sentiamo una chitarra slide molto malinconica. Mulcahy è in strada che continua a gironzolare in tondo, ansimando. La gente è ammucchiata sui portici in silenzio.

 

MULCAHY (Gridando):

Favor!!! Sei in ritardo! Se sei un vigliacco dovevi dirlo subito…

 

Sentiamo aprire la porta del saloon. Mulcahy se ne accorge e sgrana gli occhi. Dal saloon esce Jack con sguardo minaccioso verso Mulcahy e si piazza a una ventina di metri da lui, in mezzo alla strada. C’è silenzio. Mulcahy sbava e si pulisce ancora con la manica della camicia.

 

MULCAHY (A voce alta):

Potrei non sfidarti, Favor, visto che sei in ritardo di tre minuti e io sono in anticipo di dieci, non ti pare? I patti sono patti!

JACK:

Al diavolo tu e i patti… Una sfida è una sfida e non ha limiti di tempo… Ti sono stato alle costole per anni, senza sapere che anche tu stavi alle mie costole… Finiamola una volta per tutte!

MULCAHY (A voce alta):

Fuori la pistola, allora!

JACK:

No!

 

Inizia un vociare tra la gente sotto i portici ad assistere. Mulcahy strabuzza gli occhi incredulo.

 

MULCAHY:

No?!

JACK:

Sei sordo, “Mad Dog”… Un no è un no… Un si è un si… Io ho detto no!

MULCAHY:

E perché?

JACK:

Non te ne preoccupare… Se vuoi spararmi tu, fallo adesso… E in mezzo al cuore…

 

Mulcahy sembra ansimante, non sa che fare. Poi prende la pistola rapidamente e spara verso Jack. Il sottofondo musicale si interrompe bruscamente. La Mdp resta su Mulcahy, che dopo aver sparato strabuzza gli occhi incredulo. Fa alcuni passi avanti (Jack è fuori campo), la Mdp con un carrello a ritroso lo riprende, fino a che non arriva davanti a Jack, ancora in piedi. Mulcahy lo guarda incredulo e lo tocca sulle spalle e sul volto. Jack è impassibile.

 

MULCAHY (Incredulo):

No… Non posso averti mancato… Io… Io ho mirato al cuore…

JACK:

Infatti non mi hai mancato…

 

Mulcahy vede il foro del proiettile sulla giubba di Jack. Jack si slaccia la giubba e vediamo che, appeso al collo, ha il portello della stufa di Buzz, che gli copre il petto fin sopra l’ombelico. Mulcahy è incredulo, strabuzza gli occhi. Jack afferra il portello della stufa e vi soffia sopra come per lucidarlo. Il portello luccica al sole. Jack si toglie di dosso il portello. All’improvviso, con il portello, colpisce Mulcahy in faccia che stramazza a terra. La gente continua a guardare impassibile. Comincia in sottofondo “Choo Choo Ch’Boogie” degli Asleep At The Wheel. Jack si volta verso la Mdp, mentre sullo schermo, in basso, appaiono dei numeri di telefono e alcuni indirizzi

 

JACK:

E anche voi… Sarete più sicuri con “McArthur”, i mobili d’arredamento più solidi del mondo… Acciaio, vetro sabbiato e lucido, ferro, alluminio e tutti le più grandi materie prime passano dalle nostre mani… Puoi trovarci in tutti i punti vendita che espongono il nome “McArthur”, oppure puoi contattare i nostri uffici a Chicago al 555-6204026, siamo aperti al pubblico tutti i giorni, festivi esclusi, dalle 9 di mattina alle 7 di sera, o sul sito web all’indirizzo www.mcarthur.com… Ricorda! “McArthur”… niente è come noi! Parola di “Cadillac” Jack Favor!

 

Sullo schermo irrompe la scritta a grandi caratteri

 

“MCARTHUR”

Niente E’ Come Noi

 

Stacco

 

 

5: INT. APPARTAMENTO – NOTTE

 

Ci troviamo in un appartamento elegante, appena illuminato. Vediamo due uomini seduti su un divano che stanno guardando la televisione. Sono Chris Davoe, 27 anni, capelli impomatati, camicia bianca e cravatta, e Michael Chandler, 35 anni, capelli corti, naso alla francese, con un sontuoso pullover arancione. Dai loro movimenti capiamo che si tratta di due omosessuali.

 

CHRIS:

Guy Pearce continua a fare la pubblicità della “McArthur”… Credevo avesse finito con gli spot televisivi…

MICHAEL:

No, ha rinnovato il contratto per altri sei spot…

CHRIS:

Beh, però è un bell’attore…

MICHAEL:

Da giovane faceva il culturista…

 

Chris mette il braccio intorno al collo di Michael, in posizione intima e afferra un bicchiere di spumante posato su un tavolino moderno in vetro davanti a lui, alto circa quaranta centimetri.

 

MICHAEL:
Ehi tesoro… Perché non telefoniamo alla “McArthur” per la nuova cucina?

CHRIS:

Dovremmo sentire i prezzi, prima

MICHAEL:

Oh andiamo… Ho sentito Joe Nelligan, e anche Peter Ryan… si trovano a meraviglia con la McArthur… Telefoniamo…

CHRIS (Sorridendo):

Ok… Proviamo…

 

Michael afferra il cordless che aveva sul divano. Chris si avvicina a lui. La Mdp stacca e li inquadra alle spalle allargando il campo.

 

MICHAEL:

Sono le 6 e 45… Abbiamo un quarto d’ora prima che chiudano… Ti ricordi il numero?

CHRIS:

555…

 

Comincia il sottofondo musicale: “Cadillac Jack Favor” interpretata dagli Asleep At The Wheel. La canzone copre le parole di Chris e Michael. La Mdp allarga il campo inquadrando la sala dell’appartamento di Chris e Michael, in puro stile moderno, mentre sullo sfondo, attraverso una sontuosa finestra ben lucidata, vediamo il panorama serale di New York. Il sottofondo musicale continua.

 

Dissolvenza.

 

 

TITOLI DI CODA

 

CADILLAC JACK FAVOR

 

Un film di Keith Gordon

 

Guy Pearce (“Cadillac” Jack Favor)

Mark Addy (“Mad Dog” Mulcahy)

Christian Bale (Chris Davoe)

Stephen Geoffreys (Michael Chandler)

 

Soggetto e Sceneggiatura di Cesare Carugi

 

Musiche degli Asleep At The Wheel

 

“Choo Choo Ch’Boogie”

è scritta da Milton Gabler, Denver Darling & Vaughn Horton

ed è interpretata dagli Asleep At The Wheel

 

“Texas Me And You”

è scritta da Ray Benson

ed è interpretata dagli Asleep At The Wheel

 

“Dance With Who Brung Ya”

è scritta da Ray Benson

ed è interpretata dagli Asleep At The Wheel

 

“Cadillac Jack Favor”

è scritta da Clint Black & Hayden Nicholas

ed è interpretata dagli Asleep At The Wheel

 

Prodotto da Cesare Carugi per Cadillac Ranch Productions Inc.

In collaborazione con Cadillac Short Movies Inc.

 

dedicato a Jacob

 

CADILLAC JACK FAVOR™

 

THE END

© 2001 Cadillac Ranch Productions Inc.

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