HIDDEN PATHWAYS
PASSAGGI NASCOSTI

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Soggetto E Sceneggiatura di CESARE CARUGI

TITOLI DI TESTA
Sullo schermo appaiono immagini digitalizzate al computer. Tutto fa sembrare
l'interno di un essere umano. Scorrono i titoli. La scena ricorda l'incipit di
"Fight Club". La mdp spinge in alto poi va dritto. Rallenta, sempre di
più, poi esce da una fessura. Si ritrova davanti una classe universitaria piena
di studenti. La Mdp li inquadra dal davanti.

SCENA 1 - INT. CLASSE UNIVERSITARIA - GIORNO
Il professor Michael Swinney, 40 anni, capelli ricci, occhiali da vista, ben
vestito, sta esponendo alcuni poemi di provenienza degli indiani d'America. La
classe lo ascolta. C'è silenzio tra gli studenti.
MIKE:
Il suolo che vedi non è il solito suolo. E' la polvere del sangue, della carne
e delle ossa dei nostri antenati. Devi scavare molto profondo prima di
raggiungere la terra naturale, perché la parte superiore è tutta dei Crow.
Questo terreno, così com'è, è il mio sangue e i miei morti. E' terra
consacrata.
Mike alza la testa verso i suoi studenti. C'è sempre silenzio. Mike osserva.
MIKE:
Qualcuno la vuole commentare?
Un minimo chiacchierio di fondo. Mike osserva ancora. Poi punta gli occhi su
un suo studente, Clarence, 23 anni, di colore.
MIKE:
Clarence, che ne pensi?
Clarence, che appare seccato, fa 3/4 secondi di silenzio.
CLARENCE:
Fa capire……fa capire……
MIKE:
Fa capire?
CLARENCE:
Fa capire il perché gli indiani difendevano la loro terra…
MIKE:
E perché difendevano la loro terra?
Clarence non parla. Mike punta lo sguardo su Sarah, 24 anni, molto carina,
bionda.
MIKE:
Sarah, tu che mi dici?
SARAH:
La difendevano perché era il posto dove vivevano e dove hanno buttato il loro
sangue, insieme ai loro antenati
MIKE (Leggermente dubbioso):
Mmm…molto bene
Mike riprende in mano il libro e continua a leggere.
MIKE:
La terra ed io sono la stessa cosa. La misura della terra e la misura dei nostri
corpi……sono le stesse………Qui si nota ancora di più, che ne dite?
Suona la campanella. Alcuni si alzano in piedi scattanti. Altri più stanchi
si alzano lentamente.
MIKE:
Vi ha salvato la campanella……comunque per la prossima settimana vorrei una
relazione personale sulla battaglia di Little Bighorn…e visto che stavolta
avete il tempo a disposizione, sono sicuro che avrò il lavoro da tutti quanti
voi.
Mike è appoggiato alla cattedra. Osserva i suoi studenti andare via. Sarah
lo guarda sorridente.
SARAH:
Arrivederci, professore
MIKE (Sorridendo):
Arrivederci, Sarah
Mike continua a guardare i suoi studenti uscire. Tra i ragazzi si fa strada
un altro professore, Jim Wallace, 54 anni, alto e grassoccio, stempiato, ben
vestito.
JIM (Agli studenti):
Andate piano, non correte…(con tono ironico)
Mike sta riponendo i libri nella sua borsa di pelle marrone. Jim gli si
avvicina. Mike si volta e gli sorride.
JIM (A Mike):
Ehi campione, com'è andata oggi?
MIKE:
Stanno imparando…lentamente, ma stanno imparando
JIM:
Portman mi ha detto della cena di domani sera…
MIKE:
Si, l'ha detto anche a me
JIM:
Vieni con tua moglie?
MIKE:
Credo di si, a meno che in televisione non diano una di quelle commedie tutte
baci e abbracci come piacciono a lei…
JIM:
Io mia moglie la porto…sai, contro ogni tentazione…dovrebbe venire anche la
signorina Collins…
MIKE:
La signora Collins…
JIM:
Sai, io credo di piacerle
Mike si volta e osserva la pancia (rotonda) di Jim e sorride. Jim lo guarda
intimidito
JIM:
Bè, solo un po'…
MIKE:
Hai ancora il tuo sex appeal…
Mike si sposta dalla cattedra e si avvia verso l'uscita dell'aula.
JIM:
Tu che ne pensi?
MIKE:
Ho troppa fame per pensare……
JIM:
Dai…solo una parola…
MIKE (Fermandosi sull'entrata):
Penso che uno di questi pomeriggi dovrò portarti con me a fare jogging……magari
tra qualche mese avrai su di lei un impatto migliore…
JIM:
Dici?
MIKE (Sorridendo):
A domani
Mike esce dall'aula. Jim rimane immobile e pensieroso. Poi abbassa la testa e
si tocca la pancia, stringendosi le maniglie dell'amore.

SCENA 2 - EST. STRADA - GIORNO
La Mdp ruota di 90° a sinistra inquadrando l'auto di Mike, una berlina
grigio scuro, passare un incrocio. L'inquadratura stacca su un'altra strada e
ancora filma l'auto di Mike imboccare la via. L'auto prosegue fino ad una bella
casetta tranquilla con box e un bel giardino circondato da una palizzata bianca.
L'auto si ferma davanti al box. Mike apre la portiera e, borsa in mano, scende e
si reca verso la porta. Mentre fruga in tasca per trovare le chiavi si guarda
intorno. E' bel tempo. Si sente il cinguettio degli uccellini.

SCENA 3 - INT. CASA DI MIKE - GIORNO
Mike entra in casa. Appoggia le chiavi su un piccolo comodino alla sua
destra. Si muove verso l'attaccapanni alla sua sinistra, si toglie la giacca e
l'appenda. Si allenta il nodo alla cravatta e si guarda intorno. E' una bella
casetta con un bel salotto tranquillo e un tappeto bianco nel centro sotto un
tavolo apparecchiato per il pranzo. Mike si affaccia in salotto e cerca sua
moglie.
MIKE:
Diane
DIANE:
Arrivo, sono in cucina…
Mike si allenta nuovamente il nodo alla cravatta. In salotto entra Diane, 32
anni, bella donna, capelli lunghi castani, occhi blu oceano. Ha addosso una
vestaglia e sotto una maglia bordeaux e un paio di pantaloni acetati. Ha in mano
una zuppiera bollente che lei tiene con due pugnette.
DIANE:
Mi dai una mano?
MIKE:
Subito
Mike si precipita di scatto verso Diane e le prende la zuppiera appoggiandola
al centro del tavolo. Lei lo guarda e sorride. Lui si avvicina e le dà un
bacio.
DIANE:
Com'è andata oggi?
MIKE:
Come sempre…che c'è dentro?
DIANE:
Qualcosa che ti piace molto
MIKE:
Risotto allo champagne…
DIANE:
Si
MIKE:
Straordinario
DIANE:
Ha chiamato Jerome Davis
MIKE:
Che voleva?
DIANE:
Voleva sapere della cena di domani sera……(Osservando la cravatta di Mike)…Hai
una macchia sulla cravatta…
MIKE (abbassando la testa per guardare la macchia):
Non c'è problema…oggi faccio un po' di palestra
DIANE:
Gli ho detto di chiamarti nel pomeriggio
MIKE:
Bene
DIANE:
I tuoi indiani come procedono?
MIKE:
Stentano a capirli…
DIANE:
E' naturale…
Mike si sposta in cucina e prende una caraffa d'acqua dal frigo e la porta in
tavola. Si mette a sedere. Diane lo osserva e si siede di fianco a lui. Mike
toglie il coperchio dalla zuppiera, dalla quale esce il vapore del riso appena
fatto. Mike annusa.
MIKE (Annusando il profumo del risotto):
Mmmmm……Ti amo tesoro
Mike si avvicina a Diane. Si baciano.
DIANE:
Anch'io ti amo

SCENA 4 - EST. STRADA - GIORNO
La Mdp con un carrello verticale all'indietro inquadra le gambe di Mike che
sta facendo jogging lungo il marciapiede. Poi l'inquadratura si alza e riprende
tutto il corpo di Mike. Mike indossa una T-shirt bianca e dei pantaloncini rossi
con bande bianche laterali, un paio di calzini bianchi abbassati poco al di
sopra della caviglia e un paio di scarpe da corsa. La T-shirt di Mike è sudata
lungo il torace. L'inquadratura stacca e riprende con un carrello orizzontale la
corsa di Mike. Mike rallenta la corsa e si ferma affaticato accanto ad una
piccola fontana con una testa di leone di ghisa sopra. Mike si appoggia alla
testa di leone e si china per bere. Poi alza la testa, pulendosi la bocca con la
mano. Davanti a lui si ferma un ragazzino con la bici. E' Daryl, 12 anni, di
colore, con un giubbotto in jeans e un paio di pantaloni militari. Ha una
mountain bike da hot rod (ridotta all'osso per diminuirne il peso e permettere
le acrobazie).
MIKE (Affaticato):
Ehi Daryl, vuoi farmi compagnia
DARYL:
No, adesso no…non sei troppo vecchio per correre?
MIKE:
E tu non sei troppo giovane per fare l'hot rod?
DARYL:
Ehi Mike, danno i Chicago 4 a 1……ci punti qualcosa?
MIKE:
Lasciami 15 dollari liberi……più tardi vieni a prenderli a casa, ok?
DARYL:
Ok…ciao Mike
Mike saluta con il braccio destro, faticando leggermente. Mike sta
riprendendo fiato, si guarda intorno. Si trova all'angolo di un strada e davanti
a lui c'è un incrocio. Mike sta sudando e si strofina la fronte con il braccio.
Un cane nero si ferma davanti a Mike e storce la testa. Mike storce la testa
come per giocare con lui. Il cane fa un leggero lamento e va via lentamente
sulla destra di Mike. Mike lo osserva. E' sempre appoggiato sulla testa di leone
e si dà la spinta con la mano per tornare a correre. Deve attraversare la
strada, ma non guarda se arrivano macchine. Alla sua partenza da sinistra arriva
un auto (Ripresa dall'int. Auto). Mike che non se ne accorge si volta. L'auto
frena bruscamente, ma è troppo tardi. L'auto impatta con il corpo di Mike.
(Ripresa torna dall'est.) Il corpo di Mike rotola sul davanti della macchina
fracassando il vetro, poi sul tetto e poi sulla parte posteriore della macchina
crollando a terra con un tonfo secco. La Mdp fa uno zoom improvviso sul corpo di
Mike a terra.
SERIE DI VISIONI:
Uno sfondo blu stellato. Qualcosa che si muova velocemente in avanti. Una
piccola fessura sullo sfondo. SI esce dallo sfondo stellato finendo su un
binario di montagne russe. Nella cabina delle montagne russe c'è Mike, che sta
cercando di aggrapparsi più forte che può alla maniglia. Lo sfondo è
grigiastro, con un bagliore diffuso in tutti i particolari. La Mdp inquadra il
binario percorso a tutta velocità dalla cabina. Poi stacca su Mike che chiude
gli occhi impaurito. La Mdp torna sul binario, la cabina va avanti ed esce dal
binario come se si staccasse. In Piano Sequenza la Mdp (collocata sul davanti
della cabina verso l'esterno, lasciando Mike fuori inquadratura) cade da una
quarantina di metri. Arriva velocemente a terra, su un prato di un colore verde
sbiadito. Al suo impatto a terra, l'immagine dissolve.

SCENA 5 - INT. OSPEDALE - GIORNO
Il vetro della sala di rianimazione riflette gli occhi colmi di lacrime di
Diane. Una lacrima cade a terra (scena rallentata). Lentamente la lacrima
impatta col terreno con un tonfo sordo (fuori campo). Il rumore della lacrima a
terra si mimetizza con il cigolio di una sedia a rotelle che si muove appena,
alla quale è appoggiato Jim. Diane si volta verso Jim, con le lacrime agli
occhi. Jim la guarda sconsolato, poi abbassa la testa continuando a dondolarsi
leggermente alla sedia a rotelle. I corridoi dell'ospedale sono vuoti e colmi di
una luce blu turchese, che li rende come dei luoghi angusti e sporchi. La Mdp
inquadra da dietro Diane voltata, avanzando e alzandosi. Poi entra (effetto del
computer, con la Mdp che trapassa il vetro della sala di rianimazione) in sala
di rianimazione, dove c'è una luce rossastra e con un carrello in avanti
inquadra alcuni letti vuoti (viene usato un grandangolo, per cui sembra che la
stanza sia sferica), poi arriva in fondo alla stanza e la Mdp gira verso un
letto dove c'è Mike. Il suono dell'elettrocardiogramma rimbomba nella stanza.
Mike è incosciente. Immobile. Il suono dell'elettrocardiogramma continua a
picchiare inesorabile. La Mdp torna indietro come con un rewind e trapassa
nuovamente il vetro della sala, tornando a sostare alle spalle di Diane. Jim le
si avvicina. Le mette una mano sulla spalla. Lei si volta appena, ancora
piangente.
JIM:
Va' a casa, resto io qui…
DIANE:
No Jim…voglio sapere se Mike ce la farà……
JIM:
Sei qui da sette ore, e fin ora non hai avuto ancora nessuna risposta…sei
stremata e hai bisogno di dormire…va' a casa
DIANE:
Come faccio a dormire?…Come faccio…con Mike rinchiuso in questo inferno.
Da una stanza esce un dottore sulla quarantina in camice bianco, con
pantaloni e scarpe neri sotto. E' calvo e ha un paio di occhiali da vista. Ha
una cartella in mano. Si avvicina a Diane.
DOTTORE:
Signora Sweeney…
DIANE (Piangendo):
Che ha mio marito dottore?
DOTTORE:
Signora Sweeney, la prego…mi ascolti bene…prima di tutto è giusto mantenere
la calma in questi casi…
DIANE (Scoppiando a piangere con rabbia e aggrappandosi al camice del dottore):
Per lei è facile dirlo, vero?…Bè, quello è mio marito e non si può stare
calmi a guardarlo con quei tubi nel naso e il corpo immobile……
Jim si fa avanti e toglie le mani di Diane dal camice del dottore.
JIM:
La scusi, dottore……
Il dottore guarda per un istante Jim, con un cenno di intesa. Poi si volta
nuovamente verso Diane.
DOTTORE:
Signora Sweeney……suo marito ha subito un fortissimo trauma cranico e ha una
piccolo lesione al lobo temporale del cervello…la lesione gli ha procurato una
leggera emorragia interna che a quanto pare si è già arrestata. Non è stato
possibile intervenire chirurgicamente perché……(il dottore guarda sconsolato
Jim)…perché suo marito è in stato di coma.
Diane solleva lo sguardo rossastro per le lacrime e guarda il dottore.
DOTTORE:
Per fortuna lo stato di coma è assolutamente reversibile. Inoltre ha una
frattura esposta della perone del ginocchio sinistro. La frattura è notevole,
quindi siamo insicuri se tornerà a camminare come prima o no…
DIANE:
Vuole dire che mio marito finirà paralizzato a vita?
DOTTORE:
No…con un po' di riabilitazione basterà una stampella, ma difficilmente ne
potrà fare a meno…ma quello che importa è che suo marito non sia in coma
irreversibile e che sia sopravvissuto all'incidente. Per fortuna l'auto che l'ha
investito procedeva a velocità normale. Dobbiamo solo attendere i
miglioramenti. Quello che le consiglio è di andare a casa e di riposare…
Jim abbraccia Diane che continua a piangere.
DOTTORE:
Mi dispiace signora…
Il dottore torna nella stanza dalla quale è uscito. Jim continua ad
abbracciare Diane, con uno sguardo sconsolato. L'immagine dissolve.

SCENA 6 - INT. SALA DI RIANIMAZIONE - NOTTE
COMPARE LA DIDASCALIA "UN ANNO DOPO". La sala è colma di una luce
rossastra che insieme al buio fanno sembrare tutto come una camera oscura per
fotografi dilettanti. La Mdp riprende i piedi del letto dove Mike è in coma.
Poi si alza verticalmente inquadrando il resto, con il corpo di Mike che giace
sul letto. Poi una serie di piccoli inserti (la flebo nella vena di Mike, il
volto di Mike, l'elettrocardiogramma che continua a battere)
SERIE DI VISIONI:
Due linee parallele illuminate di giallo su uno sfondo blu. Poi un flash. La
Mdp percorre le linee intervallate ogni poco da alcuni tratti bianchi. Poi una
fessura ad arco sullo sfondo. Sembra un tunnel. L'arco si avvicina, fino a che
la Mdp esce dallo sfondo blu inquadrando uno sfondo grigio, senza distinguere
cosa ci sia veramente. Si intravede per un secondo la sagoma di un uomo con un
cappuccio nero che gli copre il volto. Tutto fa sembrare come essere su un
treno. Le linee parallele continuano come se fossero dei binari ferroviari. La
sagoma è ferma in mezzo al binario a circa 100 metri, immersa nel bagliore non
distinguibile della scena. Il treno prende velocità…punta verso la sagoma.
All'impatto un flash improvviso e la Mdp torna nella sala inquadrando gli occhi
chiusi di Mike che al momento dell'impatto fanno un leggero movimento.
L'elettrocardiogramma per due secondi batte più velocemente, poi torna come era
prima. La Mdp procede orizzontalmente verso il vetro della sala inquadrando i
letti vuoti. Arrivata al vetro lo trapassa (Effetto del computer) finendo nella
sala d'attesa fuori dalla sala di rianimazione.

SCENA 7 - INT. SALA ATTESA OSPEDALE - NOTTE
C'è Jim, seduto su una sedia appoggiato alla parete della sala di
rianimazione, con un impermeabile, i capelli bagnati. Jim intanto si è fatto
crescere i baffi. Ha lo sguardo perso nel vuoto. La Mdp stacca sulla finestra
dell'ospedale, inquadrando l'esterno, dove piove a dirotto. Il rombo dei tuoni
echeggia in lontananza. Jim si schiarisce la voce e comincia a parlare da solo.
JIM:
Quando ti decidi a svegliarti vecchio mio?……Tu credi di aver fatto soltanto
una dormita del cazzo, ma ti giuro che ne sono cambiate di cose…e cazzo quante
ne sono cambiate……
Jim appoggia la nuca, rassegnato, alla parete, sospirando con affanno.
JIM:
I tuoi indiani ti hanno fottuto……le mie cellule vegetali mi hanno fottuto…cazzo…tutti
fottuti……ogni vacuolo e tutti i cloroplasti delle mie cazzo di cellule
vegetali mi hanno fottuto……Mi hanno affidato un microscopio alla Wilder
& Beckett Research…sai con che cazzo di marchingegni ho a che fare?…Un
cazzo di microscopio elettronico a scansione ottica, che spara elettroni in ogni
dove…e poi ho sentito dire dello scanner tomografico a emissione di positroni…cazzo,
e pensare che all'inizio era tutto così semplice……Ne sono cambiate di cose
cazzo……A proposito…Il tuo vicino Daryl è malato…Gli hanno trovato una
fibrosi cistica del cazzo……Ho affittato la vostra casa ad una coppia del
Iowa. Diane mi ha lasciato le chiavi e mi ha detto di farci quello che volevo…non
ti poteva più aspettare, tant'è che si era rassegnata a vederti vivo un'altra
volta……Adesso vive nel Wisconsin, con un medico di nome George……Mi
dispiace vecchio mio…Tu hai perso tutto perché non vuoi svegliarti…e io
pure……
Jim si alza dalla sedia e se ne va. La Mdp è ferma in un punto del
corridoio. Jim si dirige verso la macchina da presa, puntata a circa 80 cm da
terra. Jim cammina verso la Mdp e senza staccare, ci passa attraverso. (Effetto
computer) La Mdp inquadra per un secondo l'interno del corpo di Jim per poi
tornare a puntare diritto verso la parete esterna della sala di rianimazione,
mentre si odono i passi di Jim allontanarsi.

SCENA 8 - INT. SALA DI RIANIMAZIONE - NOTTE
La Mdp torna in sala di rianimazione, con una serie di inserti, inquadrando
gli occhi chiusi di Mike. L'elettrocardiogramma batte leggermente più forte. Un
flash. L'occhio destro di Mike fa un leggero sobbalzo. Poi un altro flash. Un
altro sobbalzo dell'occhio. Poi un altro flash ancora. Si intravede uno sfondo
bianco indistinguibile e un bagliore accecante.
LA VISIONE DI MIKE
Ancora una serie di flash bombardanti… Poi il buio improvviso. Una serie di
schermi televisivi si accende ad intermittenza. La Mdp inquadra 18 schermi
televisivi, gli uni sopra gli altri a file di 6. Tutti gli schermi sono accesi
sullo stesso canale dove un giornalista conduce un notiziario parlando in una
lingua incomprensibile, come se la sua voce fosse registrata al contrario. Poi
improvvisamente, dopo un paio di sobbalzi d'immagine, il conduttore comincia a
parlare normalmente. Sugli schermi appare la pubblicità di una bibita e
l'immagine sulla TV è di una lattina verdastra con su scritto "Honeymoon".
GIORNALISTA DEL TG:
Fonti ufficiali danno l'estremo saluto alla "Honeymoon", la bibita
dell'ultimo ventennio. La società produttrice di "Honeymoon" ha dato
bancarotta e tutte le bibite saranno tolte dal mercato. La causa ormai è famosa
a tutti, quando in una partita di bibite "Honeymoon", furono trovati
composti chimici altamente nocivi alla salute. Da quel fatto accaduto non più
di otto mesi fa, le vendite della "Honeymoon" hanno cominciato a
scendere, fino a crollare definitivamente, prima che la "Honeymoon
Incorporated" ufficializzasse il totale fallimento.
Gli schermi cominciano a fare i capricci. La Mdp si gira di scatto a 180°.
Siamo in un negozio di televisori completamente buio, mentre fuori decine di
persone stanno correndo in strada. Davanti alla Mdp c'è la vetrata del negozio.
Un ragazzo si ferma davanti e lancia un mattone distruggendo il vetro che si
frantuma in mille pezzi. Il ragazzo corre via. La Mdp stacca su uno dei
frammenti. Il riflesso di un lampione fuori dal negozio sul frammento di vetro,
provoca un altro bagliore accecante, seguito da una forte esplosione (Rumore
fuori campo). Il bagliore si attenua, fino a diventare buio totale. Poi un filo
di luce sull'estremità, comincia ad illuminare leggermente la sagoma della
testa di un uomo, coperta da un cappuccio nero. La testa è abbassata. La Mdp
riprende in primo piano il volto coperto dell'uomo. Si cominciano a sentire
delle urla di richiamo. La Mdp stacca su una folla di circa 2000 persone, in una
piazza di Los Angeles. Attorno i grattacieli futuristici illuminano il panorama.
Si accendono due riflettori puntati verso il cielo. La Mdp riprende tutto il
corpo dell'uomo incappucciato. La folla grida
FOLLA:
Mondo…Nostro…Mondo…Nostro…Mondo…Nostro
L'uomo incappucciato alza le braccia al cielo. La folla incita sempre di più
in un boato assordante. Poi la folla continua a gridare.
FOLLA:
Mondo…Nostro…Mondo…Nostro
La Mdp stacca sui piedi di un uomo fermo leggermente spostato dalla folla
accanita. Poi la Mdp alza e inquadra Mike. E' fermo a guardare che sta
succedendo e dallo sguardo sembra spaesato. La folla grida. Mike continua a
guardare. Alla sua destra c'è una piccola colonna di marmo. Mike si appoggia
con la mano destra e ritira subito la mano dolorante. Fa una smorfia di dolore e
si guarda la mano. Ha un piccolo taglio sul palmo, lungo circa 2 cm, dovuto ad
una scheggiatura sulla colonna. La folla continua a gridare. Si ode una voce a
un metro da Mike. E' un barbone, di colore, sui 60 anni, capelli bianchi lunghi
e barba incolta. Ha dei guanti bucati e una coperta rattoppata addossa.
BARBONE:
Sono 25 anni che quella colonna è scheggiata…lo dovresti sapere
Mike si volta, ignaro, sorreggendosi la mano con l'altra.
MIKE:
Veramente…non lo sapevo
BARBONE:
Questi ragazzacci fanno di tutto……Rovinano l'ambiente
Mike si volta nuovamente incurante del barbone. Estrae un fazzoletto dalla
tasca e se lo avvolge intorno alla mano ferita. La Mdp stacca sull'uomo
incappucciato che con le mani fa segno alla folla di zittirsi. Le urla della
folla dissolvono. L'uomo è in piedi su una specie di podio con davanti un banco
nero che ricorda quello delle conferenze stampe della Casa Bianca. Ha davanti un
microfono e ai suoi lati altri due uomini, anch'essi incappucciati, con due
tonache nere lunghe fino ai piedi.
UOMO INCAPPUCCIATO:
Si……lo sarà…sarà nostro il mondo (Gridando):
Alle sue parole, la folla esplode in un boato di gioia. Volano coriandoli e
petardi. Poi l'uomo incappucciato fa nuovamente segno di fare silenzio. La folla
si zittisce. Mike continua ad ascoltare guardandosi intorno. L'uomo
incappucciato indica col dito un vecchio in piedi alla destra del palco.
UOMO INCAPPUCCIATO:
Tu, vecchio……sei deluso dalla vita? Hai finito le tue cartucce e adesso stai
solo sparando a salve?…Bè, non abbiamo bisogno di te… (Poi indica un altro
vecchio davanti a lui, nella folla esultante)…E tu?…Pensione da schifo? Non
funzioni più a letto?…Sbavi appena vedi una bella diciottenne in pantaloni
corti e maglietta aderente?…Nemmeno di te abbiamo bisogno…
La folla esulta. L'uomo incappucciato fa segno di calmare gli animi.
UOMO INCAPPUCCIATO:
Qui non stiamo cercando illusi, tantomeno avanzi, ferri vecchi e roba da
stagnini. Qui ci vuole la forza…il coraggio…la pazienza…e il potere di
comandare un esercito di guerrieri pronti a tutto…
La folla esulta nuovamente. L'uomo incappucciato fa segno di zittirsi.
UOMO INCAPPUCCIATO:
Los Angeles è pronta a questo (con alcuni stacchi la Mdp inquadra alcuni volti
tra la folla)…e io sono orgoglioso di vedere questa città in mano a chi sa
comandare…Questa è la mia città, il mio cibo, la mia montagna, il mio fiume
sacro…sono nato qui… e voglio morire qui (La folla brevemente esulta)…Alla
larga chi cade a pezzi…si unisca a noi che è un vincente dentro e fuori…chi
sa che pensare è un'arma a doppio taglio…niente riflessioni…il mondo ha
bisogno di fatti, non di parole……Basta con gli uomini che non appartengono a
questo paese…basta coreani, cinesi, nord vietnamiti, basta africani in giacca
e cravatta che dicono balle dell'America…al rogo tutta questa immondizia.
La folla esulta scatenata. La Mdp stacca su Mike che guarda incredulo.
UOMO INCAPPUCCIATO:
Finché ci sarà Walker Deegrim su questo palco, le cose staranno così
L'uomo incappucciato si volta e se ne va. I due uomini ai suoi lati lo
seguono. La folla incita il nome di "Walker Deegrim" in boati
assordanti. La Mdp stacca ancora su Mike. L'incitamento della folla dissolve……(Effetto
del computer) La Mdp gira vorticosa a 360° gradi senza fermarsi attorno a Mike.
Piano piano la folla sparisce…Il corpo di Mike comincia ad infuocarsi sparendo
in una nuvola di fumo. Poi un flash accecante di appena un secondo.
La Mdp ritorna in sala di rianimazione. Mike apre un occhio e lo richiude
immediatamente. L'elettrocardiogramma batte impetuoso, poi rallenta. L'immagine
dissolve.

SCENA 9 - INT. STANZA OSPEDALE - GIORNO
Compare la didascalia "Otto Mesi Dopo". La Mdp inquadra il volto di
Mike in primissimo piano. Poi allarga in primo piano. Mike muove leggermente gli
occhi. Jim e sua moglie Laureen, 50 anni, capelli color rame, ben truccata e
vestita, sono in piedi davanti a lui, ognuno da un lato del letto. Jim si
avvicina a Mike.
JIM:
Mike…mi senti?
Mike apre appena gli occhi, poi li riabbassa. Jim gli va più vicino,
cercando di scansare la flebo alla sua destra.
JIM:
Mike…
Entra un'infermiera, bionda, sulla quarantina.
INFERMIERA:
Signori, l'orario delle visite è terminato
JIM:
Ancora cinque minuti, infermiera…la prego
INFERMIERA (Leggermente dubbiosa):
D'accordo…solo cinque minuti
Jim volge nuovamente lo sguardo verso Mike.
JIM:
Mike…andiamo Sweeney…è ora di alzarsi…Mike
Mike apre leggermente gli occhi e blatera qualcosa di incomprensibile. Mike e
Laureen sorridono. Sul volto di Laureen scende una lacrima. La lacrima cade a
terra (Scena a rallentatore) e fa un tonfo secco (fuori campo). Al tonfo
(immaginario) gli occhi di Mike fanno un leggero scossone.
JIM:
Bentornato a casa, amico…
Jim mette una mano sulla spalla a Laureen, stringendola. Mike accenna un
sorriso. La scena dissolve.

SCENA 10 - INT. CASA DI MIKE - GIORNO
Appare la didascalia "Un Mese Dopo". In casa non c'è nessuno. C'è
del nylon sui mobili. Per il resto si sente quel vuoto, quella solitudine che
aleggia l'ambiente. Un quadro appoggiato alla parete. Un divano messo alla
rinfusa, su una moquette polverosa. La tapparella è abbassata. Filtra una luce
fioca. Si sente armeggiare nella serratura della porta. La porta si apre. Si
vede Mike, con una tuta da ginnastica, sulla sedia a rotelle. Jim è dietro di
lui, vestito elegantemente. Appena la porta è aperta del tutto, Jim spinge la
carrozzella di Mike dentro casa.
JIM:
La troverai un po' in disordine…i quadri appoggiati al muro, la moquette da
pulire, ma non preoccuparti…
MIKE:
A chi l'hai affittata l'ultima volta?
JIM:
A una coppia di irlandesi…hanno lasciato delle bottiglie di Bushmill vuote in
giro
MIKE:
Non è poi così cambiata…
Jim ferma la carrozzella. Mike, che in mano ha una stampella, prova ad
alzarsi con fatica. Jim arriva prontamente in suo aiuto.
JIM:
Non affaticarti, Mike…Ti aiuto
MIKE:
Grazie
Mike si alza sorreggendosi alla stampella. Jim lo lascia andare. Mike si
adagia sul divano. Jim mette da parte la carrozzella. Poi si scuote le mani e
osserva Mike.
JIM:
Com'è tornare a casa?
MIKE:
Puoi chiudere la porta, per favore?
JIM:
Ah, giusto
Jim chiude la porta. Mike si guarda intorno. Poi Jim va alla finestra e apre
la tapparella. Filtra più luce. Mike si mette una mano davanti agli occhi per
coprirsi dalla luce.
MIKE:
Devo ancora abituarmi per bene alla luce del sole…
JIM:
Vuoi che riabbassi?
MIKE:
No, non importa
JIM:
Ok
Jim prende una sedia che era in un angolo e si siede davanti a Mike
MIKE:
Notizie da Diane?
JIM (Timidamente):
Beh……si è sposata la scorsa settimana…adesso sta nel Wisconsin
MIKE:
Ha sempre voluto andare nel Wisconsin…era uno dei suoi tanti sogni…a parte
quello di avere un figlio tutto per noi…
JIM:
Mi dispiace, Mike…ho voluto aspettare qualche giorno prima di dirtelo…
MIKE:
Fa ugualmente male…
JIM:
Non ce la faceva più ad aspettare…viveva e soffriva, viveva e soffriva…
Mike guarda Jim con un espressione quasi divertita
JIM:
Che stronza…
Mike ride. Anche Jim comincia a ridere. Poi i due smettono all'improvviso.
MIKE:
E il lavoro?
JIM:
Tutto ok…sono vice direttore del laboratorio ricerche biologiche…ormai da un
paio di giorni…a proposito…vuoi qualcosa da bere?
MIKE:
C'è rimasto qualcosa nel frigo?
JIM:
Vado a vedere
Jim si alza dalla sedia per andare in cucina. Mike si guarda intorno. Poi
punta lo sguardo fisso verso un filtro di luce dalla tapparella. Un flash
improvviso. Mike fa uno scatto spaventato. Un altro flash. Un altro scatto. Mike
si spaventa. Jim se ne accorge. Ritorna in salotto con una lattina in mano.
JIM (Agitato):
Che succede, Mike?
MIKE (Parlando intervallato da forti sospiri):
E' la riabilitazione…e tutte quelle schifezze che prendo
JIM:
Mi hai fatto spaventare…
MIKE:
Scusami
Mike si tiene la fronte sospirando. Jim lo osserva e si siede davanti a lui.
Poi Mike guarda la lattina e vede la scritta "Honeymoon".
MIKE:
Cos'è quella?
JIM:
Ah…è una bibita nuova…uscita da un paio di mesi…è buona…ti disseterà…
Mike prende in mano la lattina e la osserva. Ha una faccia dubbiosa.
RICORDO DI MIKE
La Mdp zooma sulla lattina fino a trapassarla e inquadrare il contenuto.
Fuori campo si sente la voce del televisore nella visione di Mike.
VOCE FUORI CAMPO:
Fonti ufficiali danno l'estremo saluto alla "Honeymoon", la bibita
dell'ultimo ventennio……furono trovati composti chimici altamente nocivi alla
salute……Honeymoon…Honeymoon…L'estremo saluto alla Honeymoon…Honeymoon…
La Mdp torna indietro come con il rewind trapassando nuovamente la lattina e
finendo in primissimo piano sul volto dubbioso di Mike. Mike si volta verso Jim.
MIKE:
Da un paio di mesi, dici?
JIM:
Si, è la bibita del momento…Con Honeymoon combatti la sete e tutte le altre
tentazioni…è lo slogan…
Mike osserva di nuovo la lattina stranito. Poi si volta ancora verso Jim.
MIKE:
Hai da fare domani dopo pranzo?
JIM:
No, perché?
MIKE:
Ho bisogno di un favore
JIM:
Quello che vuoi
MIKE:
Sai qual è la piazza di Los Angeles che ha una colonnina in stile romano su
ogni lato?
JIM:
Certo…ma è a North Hollywood, su Riverton Avenue.
MIKE:
Possiamo andarci domani?…Devo vedere una cosa…
JIM:
Certo, ma cosa?
MIKE:
Una cosa mia…
JIM:
D'accordo……non me la prendo se non me lo vuoi dire…
MIKE:
Grazie

SCENA 11 - INT. CASA DI MIKE - NOTTE
Musica in sottofondo. Mike è immobile sul divano con la stampella appoggiata
al bracciolo alla sua sinistra. Ha lo sguardo fisso. La Mdp zooma fino ad
inquadrarlo in primo piano. Poi stacca sulla lattina di Honeymoon appoggiata su
un piccolo tavolo davanti a Mike. La Mdp stacca nuovamente su Mike. Mike si alza
in piedi aggrappandosi alla stampella e si incammina verso un'altra stanza. Apre
una porta e accende la luce. La Mdp inquadra la stanza, vuota, senza nemmeno un
mobile, solo carta da pareti con fiori gialli e rossi. E' la stanza che Mike e
Diane avevano preparato per un futuro figlio. Mike guarda intorno, poi spegne la
luce e va via. Ritorna in salotto e si ferma in piedi con lo sguardo perso nel
vuoto. Lo zoom della Mdp fa uno scatto improvviso come se andasse addosso a Mike.
Un flash. La scena stacca.

SCENA 12 - EST. RIVERTON AVENUE - GIORNO
La piazza su Riverton Avenue, a North Hollywood. C'è una bellissima fontana
nel centro. Su ogni lato della piazza c'è una colonna in stile romano, alta
più o meno 3 metri. Alcuni bambini giocano vicino alla fontana. Davanti alla
piazza si ferma la macchina di Jim. Dentro ci sono Jim alla guida e Mike,
accompagnato dall'inseparabile stampella.
JIM:
E' questa?
MIKE:
Credo di si
JIM:
Mi hai detto "colonne in stile romano"…questa è la piazza che
cercavi
MIKE:
Aspettami qui
Mike scende faticosamente dall'auto aggrappandosi alla stampella. Chiude la
portiera dell'auto di Jim e si incammina verso la piazza, zoppicando. La Mdp lo
segue dal davanti. Mentre si incammina verso la colonna della visione si odono
delle grida immaginarie di sottofondo
VOCI FUORI CAMPO:
Mondo…nostro…mondo…nostro…mondo…nostro…
Mike raggiunge la colonna. La osserva. C'è una scheggiatura grande
all'incirca quanto un'unghia. Mike la tocca e ricorda.
RICORDO DI MIKE
(Stessa scena) Mike appoggia la mano destra alla colonna e la ritira subito,
dolorante.
FINE RICORDO
Mike osserva nuovamente la scheggiatura. Poi sente una voce. E' un barbone di
colore, giovane, di circa 35 anni, con guanti bucati sulle dita e una coperta
rattoppata addosso.
BARBONE:
Questi ragazzacci fanno di tutto…rovinano l'ambiente…
Mike si volta verso di lui, un po' scosso.
MIKE:
Hai visto chi è stato a scheggiare questa colonna?
BARBONE:
Certo…è successo tutto un paio di giorni fa…monelli, ragazzacci…giocano
coi loro skate-board del cazzo e rovinano l'ambiente…si fottessero……E tu?
Sei della polizia?
MIKE:
No
BARBONE:
Peccato…ti avrei chiesto di arrestarli tutti, questi figli di puttana…fanno
di tutto…rovinano l'ambiente.
Il barbone rivolge lo sguardo in alto. C'è un bel sole. Poi chiude gli occhi
blaterando qualcosa fra sé e sé. Mike leggermente scosso, osserva nuovamente
la scheggiatura, poi torna verso la macchina di Jim. Sente una voce
(immaginaria, fuori campo)
VOCE IMMAGINARIA FUORI CAMPO:
Finché ci sarà Walker Deegrim su questo palco, le cose staranno così…
Mike si guarda intorno e appoggiandosi alla stampella torna nuovamente verso
la macchina di Jim. Faticosamente riesce a sedersi accanto a Jim. Ritira la
stampella nell'auto e chiude la portiera.
JIM:
Allora?…Hai trovato quello che cercavi?
MIKE:
Tu ci credi ai sogni profetici?
JIM:
Che?
MIKE:
Quei sogni che anticipano la realtà…
JIM:
Non me lo sono mai chiesto…cioè, voglio dire…non mi è mai capitato…perché?
MIKE:
Niente…
Jim osserva Mike, che guarda davanti a sé, poi mette in moto l'auto e va
via.

SCENA 13 - INT. CASA DI MIKE - NOTTE
Mike è seduto davanti al tavolo del salotto, un tavolo abbastanza lungo che
sembra ben lucidato. Nel centro c'è un vaso di rose gialle addobbato con dei
pungitopo. La Mdp è fissa davanti al tavolo e si muove in avanti stringendo
l'immagine. Si vedono le gambe di Mike ma non il suo volto nascosto dietro il
vaso. Fuori campo si sentono delle voci.
VOCE FUORI CAMPO:
Alla larga chi cade a pezzi……alla larga chi non appartiene a questo paese……
Ad un certo punto si nota la mano di Mike afferrare la parte sinistra del
vaso. Mike, trascinandolo, scaraventa il vaso a terra. Mentre il vaso raggiunge
quasi l'estremità del tavolo, la scena si rallenta. La Mdp stacca
posizionandosi in basso puntata in alto verso l'estremità del tavolo dal di
sotto. Il vaso cade e investe la telecamera. Si ode un tonfo secco e un rompersi
di cocci. La Mdp stacca sul primo piano di Mike, sudato, che si strofina gli
occhi. Ha la barba incolta. La Mdp stringe in primissimo piano verso l'occhio
destro di Mike che si trasforma nel pomello della maniglia di un armadio. Si
vede una mano che apre la maniglia. La Mdp allarga inquadrando Mike dal dietro
che apre l'armadio. L'armadio è quasi vuoto con alcune giacche e camicie e un
vestito avvolto in una sacca trasparente. Mike osserva il contenuto dell'armadio
e prende il vestito. Lo getta sul letto e apre la sacca chiusa da una cerniera.
Toglie la sacca appallottolandola e la getta in un angolo. Poi si ferma ad
osservare il vestito: giacca e pantaloni blu. Mike si volta verso l'armadio
abbassandosi con fatica verso una serie di cassetti in fondo a destra. Ne apre
uno ed estrae una cravatta fantasia blu e nera gettandola sul vestito. Poi
prende una camicia bianca nuova ancora chiusa nel celophan e la getta sopra la
cravatta. Poi Mike sbatte la porta dell'armadio. La Mdp si avvicina al pomello
stringendo l'immagine. Il pomello in primissimo piano ridiventa l'occhio destro
di Mike (segue).

SCENA 14 - INT. CASA DI MIKE - GIORNO
Dall'occhio destro di Mike, la Mdp allarga. Mike si sta guardando allo
specchio e si annoda la cravatta. Dopo averla annodata si sistema i capelli alla
rinfusa e si guarda la barba incolta. Va in salotto e osserva un foglio sul
tavolo. Guarda i cocci del vaso rotto, ancora a terra. Poi si reca alla finestra
e guarda fuori dove c'è la sua Berlina grigia scura.

SCENA 15 - EST. CASA DI MIKE - GIORNO
Mike esce di casa sorreggendosi alla stampella. Il suo sguardo è
imbronciato. Arriva alla portiera della macchina e appoggia la stampella allo
specchietto laterale. Apre la portiera e scaraventa la stampella sul sedile
posteriore. Poi entra in macchina, chiudendo la portiera. Si guarda intorno,
osservando quasi con aria incantata l'interno della macchina. Mette in moto. Fa
un sorriso. Poi parte. La macchina va avanti a scatti, alternandoli a colpi
d'acceleratore. L'immagine stacca.

SCENA 16 - INT. SCUOLA - GIORNO
I ragazzi sono nei corridoi, tutti intorno ai 10-11 anni. Mike, appoggiandosi
alla stampella, percorre il corridoio, arrivando ad una porta con accanto la
targhetta della direzione. Mike bussa e apre. Dentro la stanza c'è un uomo
sulla cinquantina, capelli bianchi e barba, occhiali da vista. E' il preside
Smith.
MIKE:
Signor Smith?
SMITH:
Si…e lei è il professor Sweeney?
MIKE:
Esatto
Mike entra nella stanza. Smith si alza. I due si stringono la mano. Appese
alle pareti ci sono molto foto e alcuni premi di riconoscimento. Accanto alla
scrivania di Smith c'è un fax che sta ricevendo dei dati.
SMITH:
Avevo sentito parlare di lei alla Barley University, cosa insegnava lei?
MIKE:
Culture dei popoli del mondo…più che altro ero specializzato nella
letteratura indiana……indiani d'America, s'intende
SMITH:
Com'è che non insegna più?
MIKE:
Un incidente…due anni in ospedale…
SMITH:
Mi dispiace…la prego, si sieda.
Mike si siede su una poltrona e Smith si risiede alla sua scrivania. Smith
legge il fax appena arrivato, fa una smorfia, lo appallottola e lo getta in un
cestino alla sua sinistra. Poi si volta verso Mike, incrociando le mani.
SMITH:
A che devo il piacere della sua visita?…Quando stamattina mi ha chiamato non
abbiamo chiarito gran che
MIKE:
So che lei è a capo dell'organo direttivo dei licei a North Hollywood…
SMITH:
Esatto…
MIKE:
Sto cercando di individuare un vostro studente…non so se frequenta esattamente
questa scuola, ma so che è di North Hollywood.
SMITH:
Come si chiama?
MIKE:
Deegrim…
SMITH:
Mmm (Dubbioso)…Posso chiederle il motivo della sua richiesta?
MIKE:
Sto facendo una ricerca approssimativa sulle derivazioni dei nomi anglosassoni e
delle eccezioni religiose che portano alcune persone a battezzare i figli con un
cognome anziché con un nome…
SMITH:
Perché proprio Deegrim?
MIKE:
Il nome mi è arrivato da fonti riservate…non posso dire altro…tutto sta
nella sua generosità, diciamo…
SMITH:
Le consiglio di recarsi all'ufficio per l'orientamento studenti…nel mio
comitato non abbiamo ricevuto alcun nome che risulti come Deegrim…l'unica
fonte di conoscenza che mi viene in mente arriva da una borsa di studio dello
scorso anno affidata ad un certo Jeffrey Michael Deegrim di Los Angeles…magari
è un parente…
L'immagine stacca.

SCENA 17 - INT. UFFICIO DI ORIENTAMENTO STUDENTI - GIORNO
Mike, appoggiandosi alla stampella, percorre il corridoio dell'ufficio
orientamento studenti. Si ferma davanti ad una segreteria e si affaccia nella
stanza. Una signora di colore sulla quarantina lo vede.
SIGNORA:
Professor Sweeney?
Mike sorride.

SCENA 18 - INT. UFF. RIUNIONI - UFF. ORIENTAMENTO STUDENTI
La stanza è buia. La porta si apre. La signora di colore è Margaret
McAndrews, la segretaria dell'ufficio orientamento. Lei accende la luce. E' una
stanza riunioni con un lungo tavolo, una decina di sedie sui due lati e alcune
bottiglie d'acqua sopra di esso.
SIGNORA MCANDREWS:
Siamo autorizzati a trattare solo sui dati relativi al curriculum di studio
della persona che lei cerca, ma anche se lei ha una tessera universitaria non
possiamo passarle dei dati personali, per effetto della legge sulla privacy…
MIKE:
Ciò che mi interessa è solo riguardante il curriculum dello studente…
SIGNORA MCANDREWS:
Si sieda, professore, la prego.
Mike si siede al tavolo. La signora McAndrews si reca ad un archivio. Apre lo
stipetto e cerca tra alcuni documenti.
SIGNORA MCANDREWS:
Deegrim, giusto?
MIKE:
Jeffrey Deegrim…
SIGNORA MCANDREWS:
Eccolo…
Dopo aver trovato il documento, la signora McAndrews si siede al tavolo
accanto a Mike.
SIGNORA MCANDREWS:
Jeffrey Michael Deegrim, 27 anni, laureando in storia delle civiltà, gli
mancano tre esami alla laurea…gran studente, due borse di studio……nessun
ricorso presso l'orientamento…sa già cosa fare dopo la laurea…
MIKE:
E cosa vuole fare dopo la laurea?…
SIGNORA MCANDREWS:
Dovrebbe chiederlo a lui…
MIKE:
Altre informazioni?
SIGNORA MCANDREWS:
Dedito alla famiglia, ha un fratello minore
Mike si volta di scatto.
SIGNORA MCANDREWS:
Suo padre è morto nel 1993, incidente d'auto e…
MIKE (Interrompendola):
Come si chiama suo fratello?
SIGNORA MCANDREWS:
Non è riportato il nome del fratello…
MIKE:
Sa già quale sarà il suo argomento di laurea?
SIGNORA MCANDREWS:
Storia dei capi indiani, a quanto dice lui
MIKE:
Come archiviate queste cose?
SIGNORA MCANDREWS:
Ci sono dei colloqui con i professori universitari e i risultati dei colloqui
vengono scritti su atti ufficiali…qualcuno viene depositato qui
all'orientamento per possibili offerte di lavoro future
MIKE:
Dove potrei trovare Deegrim?
SIGNORA MCANDREWS:
Mi dispiace ma sono tenuta soltanto a fornirle dati sul suo curriculum di
studente…non posso darle altre informazioni a meno che lei non abbia un
permesso della famiglia…
MIKE:
D'accordo…storia dei capi indiani, vero?
SIGNORA MCANDREWS:
A meno che non abbia cambiato idea negli ultimi 6 giorni…l'ultimo colloquio
con i professori risale proprio a 6 giorni fa, per una direttiva d'esame che si
svolgerà esattamente tra 3 settimane.
La McAndrews e Mike si guardano. Mike fa cenno di aver capito con la testa.
Poi prende in mano una foto formato tessera di Jeff che era insieme al
fascicolo.

SCENA 19 - INT. BIBLIOTECA UNIVERSITARIA - GIORNO
Mike si aggira tra gli scaffali dei libri nella biblioteca universitaria. La
Mdp stacca su un ragazzo ripreso da dietro. Il ragazzo sta cercando dei libri.
La Mdp stacca sul suo volto. E' Jeff Deegrim, 27 anni, capelli corti biondi, bel
viso, con uno zaino a tracolla sulla spalla sinistra. Jeff trova un libro. Lo
apre, cerca tra le pagine. Si sofferma su una pagina e comincia a leggere
sottovoce.
JEFF:
Falco Nero trovò David Mendhelson, ubriaco di acqua di fuoco, ferito dal freddo
della notte, arrancando davanti ad un falò dai colori sanguigni. Agitando
l'ascia di guerra con un grido di protesta punto il dito sinistro contro di lui
e prendendolo dalle spalle gli passò davanti come un vero e proprio rapace
notturno. Roteava la sua ascia carico di rabbia e dell'incitamento degli spiriti
della notte, rincuorato dalle profezie del capo Cinque Suoni, e di netto, gli
tagliò le narici e gli occhi…
Da dietro si sente la voce di Mike
MIKE:
…Contemplando la vendetta che si richiudeva dentro di sé e gridando ai
quattro venti il nome della moglie giustiziata. In un attacco di ira lo finì
del tutto mozzandogli la testa e aprendogli il cranio col manico dell'ascia,
dando il suo cervello in pasto ai lupi…Fu così che morì il temibile
cacciatore di indiani David Mendhelson, ucciso dal nemico dopo aver trucidato 75
tra uomini, donne e bambini di sei razze indiane diverse…
Jeff guarda Mike, quasi affascinato.
JEFF:
Conosce questo libro?
MIKE:
"I cacciatori di indiani"……Niente soldati, né sceriffi…solo
assassini
JEFF:
E' la mia tesi di laurea…
MIKE:
Per me invece era il mio lavoro…
JEFF:
Insegnava?
MIKE:
Anni fa…
JEFF:
La stampella?
MIKE:
Il motivo per cui non insegno più…
JEFF:
Un incidente?
MIKE:
Molto grave…
JEFF:
Lei è il professor Sweeney, vero?
MIKE:
Come lo sai?
JEFF:
Mi hanno detto che un signore in giacca e cravatta che camminava con una
stampella mi stava cercando…
MIKE:
E' vero anche questo
JEFF:
E perché?
MIKE:
Sto cercando studenti che si interessino alla cultura degli indiani d'America…
JEFF:
Per cosa?
MIKE:
Diciamo…per tenermi in allenamento…
Jeff sorride. Poi si sposta verso un tavolo e si siede, posando lo zaino a
terra. Appoggia il libro sul tavolo e si volta verso Mike.
JEFF:
Con tutto il rispetto, non credo di aver bisogno di lei…ho un ottimo
professore, e sono molto determinato…
MIKE:
Non ho scelto te perché vuoi laurearti sugli indiani……anche perché sei uno
con la testa a posto…e che hai grande stima della tua famiglia……sono
elementi fondamentali, per quanto riguarda la cultura……gli indiani per
esempio avevano la famiglia davanti a tutto…davanti anche alla loro stessa
vita…
Mike ascolta affascinato.
JEFF:
Non vuole sedersi?…Deve essere scomodo girare con quell'affare per tutto il
tempo…
Mike si siede accanto a Jeff.
JEFF:
Io accetterei anche il suo aiuto, ma non posso pagarla…
MIKE:
Non sto cercando soldi…sto solo cercando di ritrovare i vecchi argomenti
JEFF:
Sta insistendo a quanto pare…
MIKE:
D'accordo…allora mettiamola così……Lo stesso scaffale de "I
cacciatori di indiani"…libro n. 543
JEFF:
Cosa?
MIKE:
Vallo a prendere…
Jeff osserva Mike. Poi si alza e va davanti allo scaffale, cercando il libro
n. 543. Lo trova. E' un vecchio libro coperto di polvere, con un'esile copertina
e con alcune pagine scollate. Jeff lo tiene con due dita e lo porta al tavolo
davanti a Mike. Jeff lascia cadere il libro sul tavolo, e all'impatto dal libro
esce della polvere. Jeff si risiede.
JEFF:
Cos'è?
MIKE (Prendendo il libro):
E' "La caccia agli indiani" di Thomas Forrest, 1898…
JEFF:
Anche questa edizione deve essere di quell'anno lì…e a quanto pare nessuno lo
ha più letto…
MIKE:
Se ti dicessi che "I cacciatori di indiani" non ti servirà a nulla
per la tua laurea, mi crederesti?
JEFF:
Mi hanno consigliato quello…
MIKE:
"La caccia agli indiani" di Forrest ti entra persino nelle vene…niente
a che vedere…anche qui si parla di Mendhelson, Rodat, Wince…la differenza è
che ne "I cacciatori di indiani" tu leggi e basta. Forrest invece ti
faceva sentire anche l'odore del cervello di David Mendhelson……
JEFF:
E con ciò?
MIKE:
Facciamo un patto…tu leggiti "La caccia agli indiani"…se ti ho
consigliato bene, questa non sarà l'ultima volta che ci incontriamo…
JEFF (Sorridendo quasi divertito):
Affare fatto…
Mike si alza in piedi.
MIKE:
Bene…allora a presto…
Jeff accenna un sorriso. Mike se ne va. Jeff lo osserva mentre si incammina
verso l'uscita della biblioteca zoppicando. Poi apre "La caccia agli
indiani". Le pagine sono ingiallite. Alcune sono bruciate e piene di
appunti scritti a mano. La Mdp zooma sulle pagine del libro.

SCENA 20 - INT. CASA DI JEFF - CAMERA - NOTTE
Sottofondo musicale. Jeff legge con attenzione le pagine del libro. Scorrono
delle scene immaginarie che si fondono nella testa di Jeff. E' notte. Un piccolo
falò illumina appena uno scorcio di prateria. La scena è a rallentatore. Un
uomo con cappello da cowboy, grossi baffi e una bottiglia di whisky in mano, sta
ridendo ubriaco davanti al fuoco. La Mdp stacca su un'ascia in mano a qualcuno.
Si vedono gli occhi di un indiano illuminati ad intermittenza dal fuoco. Il
braccio dell'indiano alza l'ascia. Il cowboy ride ancora, finché la sagoma
dell'indiano non gli piomba davanti. L'indiano colpisce il cowboy con l'ascia.
Spruzzi di sangue dappertutto. Poi l'indiano si getta sul corpo del cowboy e gli
tiene la testa con la mano sinistra gridando, mentre con la destra rotea
l'ascia. Quando l'ascia scende all'altezza del collo, la mdp stacca sugli occhi
di un lupo illuminati dal falò. Per effetto del computer gli occhi del lupo
diventano gli occhi straniti di Jeff che mentre legge sembra quasi sconvolto.
Poi sente una voce.
VOCE:
Jeff…
Finisce il sottofondo musicale. Jeff si volta verso la porta. Si vede un
bambino.
JEFF:
Che c'è Walker?
Il bambino è Walker, il fratello di Jeff, 12 anni, naso a patata e capelli
sulla fronte. Ha un pigiama celeste.
WALKER:
Non riesco a dormire…
JEFF:
Non sei troppo grande per essere addormentato?
Walker guarda Jeff rassegnato. Jeff si volta nuovamente verso il libro, poi
ritorna con lo sguardo su Walker.
JEFF:
Mamma è già a letto?
WALKER:
Si
JEFF:
Arrivo subito…
Walker va via. Jeff sbuffa. Controlla l'orologio, poi spegne l'abat-jour e
chiude il libro segnando la pagina che stava leggendo. La scena si sposta in
camera di Walker. C'è una miniatura dello Shuttle che pende dal soffitto e un
grosso poster che raffigura una foto satellitare della terra. L'abat-jour è
accesa. Walker è steso sul letto. Jeff gli si avvicina. Prende un libro che era
a terra e lo apre. Si siede sul letto, davanti a Walker e comincia a leggere.
JEFF:
Erano le 9 e 09 pomeridiane di lunedì 13 aprile 1970. L'Apollo 13 con il suo
equipaggio costituito dal comandante Jim Lovell, dal pilota del modulo lunare
Fred Haise e dal pilota del modulo di comando Jack Swigert, era a 330.000
chilometri dalla Terra e procedeva verso la luna per compiere il terzo sbarco
sul satellite. Improvvisamente la navicella tremò e gli astronauti sentirono un
forte scoppio. Anche se nessuno al momento poteva saperlo, era esploso un
serbatoio di ossigeno, strappando letteralmente dalla navicella un pannello
laterale e danneggiando un tubo del carburante essenziale per il modulo di
comando in cui stavano gli astronauti. Lo sbarco lunare venne cancellato
immediatamente e tutti gli sforzi furono invece diretti semplicemente al
tentativo di salvare le vite degli astronauti. Con la riserva principale di
carburante esclusa, il modulo di comando avrebbe esaurito rapidamente l'energia.
La sola scelta rimasta all'equipaggio era di strisciare nel modulo lunare,
chiamato Aquarius, e di usarlo come una specie di scialuppa di salvataggio con
cui tornare sulla Terra. Aquarius però era progettato per il mantenimento di
due uomini in due giorni. Ora avrebbe dovuto tenere in vita un equipaggio di tre
uomini per il viaggio di ritorno.
Jeff si volta verso Walker che ha gli occhi chiusi. Jeff fa un sorriso.
Appoggia il libro ad una scrivania e spegne l'abat-jour. Esce dalla stanza,
chiudendo la porta. Dalla tapparella socchiusa, filtra della luce. La Mdp zooma
sul volto di Walker, fino ad inquadrarlo in primissimo piano. Walker riapre gli
occhi (Per effetto del computer gli occhi di Walker sono gialli). Scatta un
sottofondo musicale. La Mdp zooma sull'occhio destro di Walker che scurisce fino
a diventare (Effetto del computer) il tamburo di una 44 Magnum. (segue)

SCENA 21 - INT. CASA DI MIKE - NOTTE
Primo piano del tamburo di una 44 Magnum. Si vede la mano di Mike che rotea
il tamburo, scarico. La Mdp stacca sul volto di Mike. Mike continua a roteare il
tamburo. Poi si volta a destra. Su un piccolo mobile alla sua destra c'è una
foto di lui e Diane. Mike inserisce il tamburo nella pistola e la punta verso la
foto. Preme il grilletto emettendo un sordo "clic". Fa un sorriso. Poi
appoggia con forza la pistola sul tavolo e si sposta in cucina. Apre il frigo.
E' pieno di lattine di "Honeymoon". Ne prende una e la sorseggia.

SCENA 22 - INT. BIBLIOTECA UNIVERSITARIA - GIORNO
Mike è seduto ad un tavolo e sta leggendo un libro. Arriva Jeff dietro di
lui (fuori fuoco).
JEFF:
D'accordo…
Mike si volta verso Jeff. La Mdp mette a fuoco Jeff. Mike fa un sorriso
entusiasta.
JEFF:
Quando cominciamo?
MIKE:
Adesso…
Jeff posa lo zaino per terra e si siede. Mike lo osserva.
MIKE:
L'hai visto anche tu?
JEFF:
Cosa?
MIKE:
Falco Nero che uccideva David Mendhelson
JEFF:
Bè, si…me lo sono immaginato
MIKE:
Ma "I cacciatori d'indiani" non te lo aveva fatto immaginare così
JEFF:
Non così…ci sono descrizioni dettagliatissime…e un senso di solitudine
incredibile intorno alle storie…come faceva a descriverle così bene?
MIKE:
Thomas Forrest era un cacciatore di indiani
JEFF:
Quanti ne uccise?
MIKE:
Diciotto…e sedici ne uccise Bill, suo fratello
JEFF:
Uccidevano in coppia?
MIKE:
No…Bill venne ucciso da Freccia Avvelenata, la vedova di Nuvola Rossa, uno
degli amici di Geronimo…
JEFF:
E Thomas?
MIKE:
Dopo la morte di Bill, Thomas appese la pistola al chiodo e si trasferì a est,
dove cominciò a scrivere…
JEFF:
Da dove veniva Falco Nero?
MIKE:
Dalla Rosebud Reservation
JEFF:
Pawnee?
MIKE:
Brule Dakota
Parte un sottofondo musicale. Le immagini scorrono, con Mike e Jeff che
parlano e leggono sui libri. (Durata 40 secondi circa).
MIKE:
Richardson, Clarence J. Richardson, 1873
JEFF:
Richardson?…Dunque…non mi ricordo…
MIKE:
Conosciuto come l'assassino della ruota
JEFF:
Niente…
MIKE:
Legava gli indiani ad una grossa ruota di carro da lui costruita. Poi intingeva
le frecce con il veleno dei serpenti e giocava al tiro al bersaglio…
JEFF:
Accidenti…
MIKE:
Bello, vero?
Jeff fa un sorriso timido. L'immagine stacca (segue)

SCENA 23 - EST. CASA DI JEFF - NOTTE
Mike e Jeff camminano nel vialetto della casa di Jeff. Mike si appoggia alla
stampella e Jeff lentamente lo aspetta.
MIKE:
Sei stato molto gentile ad invitarmi a cena, ma non dovevi disturbarti…
JEFF:
Ci mancherebbe…cosa avevi in casa? Un limone, una birra, un uovo?
MIKE:
No, molto meno…
Jeff si ferma davanti al portone e prende il mazzo delle chiavi. Apre la
porta.

SCENA 24 - INT. CASA DI JEFF - NOTTE
Mike entra in casa e appoggia lo zaino su una sedia alla sinistra della
porta. Mike lo segue ed entra faticosamente in casa.
JEFF:
Mamma…
Si sente in lontananza la voce della madre di Jeff.
MAMMA:
Sono qua in cucina…
Jeff chiude la porta. Arriva la madre di Jeff, Darcy, 51 anni, bella donna,
bionda con capelli lisci e alcune rughe ben in vista sul volto.
JEFF:
Mamma, questo è Mike Sweeney, il professore che mi darà una mano per la tesi
di laurea…
DARCY (Porgendo la mano a Mike):
Piacere professore…
MIKE (Ricambiando la stretta di mano):
Il piacere è mio signora…
DARCY:
Jeff, offri qualcosa da bere…
JEFF:
Certo, cosa preferisci?
MIKE:
Quello che vuoi
JEFF:
Andiamo in salotto, dai…
Jeff e Mike si spostano in salotto. Mike si siede su una poltrona. Al centro
del salotto la tavola è apparecchiata per quattro persone.
MIKE:
Niente alcolici, però…
Jeff versa della spremuta in un bicchiere e la dà a Mike
JEFF:
Spremuta di arance…va bene?
MIKE:
Perfetto…
Jeff si siede su un'altra poltrona di fianco a Mike. Mike sorseggia la
spremuta, poi vede che la tavola è apparecchiata per quattro persone. Dubbioso
la osserva.
MIKE:
Chi è la quarta persona?
JEFF:
Walker
La Mdp zooma su Mike, che appare scosso
MIKE (Scosso):
Chi è…Walker?
JEFF:
Ah già, non te l'avevo detto…è mio fratello minore…ha tanti nomi però
Walker è quello più bello, che ne dici?
MIKE:
E' vero…
JEFF:
Jason Walker Pearce John Raymond Deegrim…
Mike accenna un sorriso, ma si nota benissimo che è scosso. Ad un certo
punto nella stanza entra Walker, con una T-Shirt bianca e un paio di Jeans.
Correndo salta addosso a Jeff.
JEFF:
Ehi…eccolo il mio campione…come stai?
Walker si siede sulle gambe di Jeff.
WALKER:
Bene…
Mike lo osserva. Posa il bicchiere di spremuta vuoto su un piccolo tavolino
alla sua sinistra, ma il bicchiere cade, atterrando sul tappeto.
MIKE:
Scusa…
JEFF:
Non ti preoccupare…non si è rotto, no? (Facendo dei versi a Walker)…Si è
rotto o no?. Eh eh eh…
Mike raccoglie il bicchiere e lo appoggia sul tavolino. Poi guarda Walker.
JEFF:
Walker…questo è il professor Swineey…dagli la mano
In sottofondo si sente il rumore del cuore di Mike che batte forte. Walker
tende la mano a Mike. Mike lentamente la tende a Walker. I due si stringono la
mano.
MIKE:
Diamoci la mano…è bene farseli certi amici…
Jeff guarda dubbioso Mike. Walker ride.
JEFF:
Che hai detto?
MIKE (Intimidito):
Voglio dire…si vede benissimo che tuo fratello prima o poi sarà un grande
uomo, perciò è giusto farsi amici come tuo fratello…
Jeff guarda Mike più sollevato, ma sempre con un filo di dubbio.
JEFF:
Giusto…(A Walker)…Hai sentito campione?
WALKER:
Si…
JEFF:
Com'è andata a scuola oggi, campione?
WALKER:
Bene…
JEFF:
Mike, mi sono dimenticato di dirti che Walker è un grande esperto di astronomia
e di viaggi spaziali…vero campione?
WALKER:
Da grande voglio diventare un astronauta…
MIKE:
Vuoi andare sulla Luna?
JEFF:
No, Walker ha il terrore dei viaggi sulla Luna…si è fissato con l'Apollo 13…
WALKER:
Voglio andare su Marte…
MIKE:
Tra poco ci andranno su Marte…
WALKER:
Tra quanto?
MIKE:
Non so, magari tra vent'anni…e magari tra vent'anni ci andrai tu, su Marte…il
primo uomo su Marte, ci pensi?
Walker ride quasi intimidito. Poi torna in piedi e va in camera sua. Jeff
guarda soddisfatto Mike. In salotto arriva Darcy con un vassoio fumante.
DARCY:
La cena è pronta
L'immagine stacca. Ritroviamo Jeff, Mike, Darcy e Walker al tavolo. Mike sta
mangiando con gusto. Walker ha una mascherina da Zorro e sta sorridendo. Jeff lo
guarda e sorride anche lui.
DARCY (A Walker):
Walker, vai a lavarti I denti…
Walker si alza e va in bagno.
MIKE:
Tutto buonissimo, signora Deegrim
DARCY:
Grazie professore…
MIKE:
Lasci perdere il "professore"…mi chiami pure Mike
DARCY:
E lei mi chiami pure Darcy
MIKE:
Affare fatto…
JEFF:
Io e Mike oggi siamo andati molto avanti con gli argomenti di laurea
DARCY:
Ah, non ne voglio sapere di indiani trucidati e di asce di guerra che tagliano
gole ai cowboy…
JEFF (A Mike):
Mia madre preferiva la laurea in medicina…
MIKE:
No, Darcy…è meglio così, ci sono così tanti dottori in giro…
Darcy e Jeff sorridono.
L'immagine stacca sulla stanza di Walker. Filtra della luce dalla porta. Mike
apre la porta.
MIKE:
Permesso…
WALKER:
Avanti…
Mike entra nella stanza.
MIKE:
Lo Shuttle è pronto a partire?
Nessuna risposta.
MIKE:
Walker…
Si vede la sagoma di Walker dietro la porta. Mike entra guardingo nella
stanza. Walker ha qualcosa in mano. Colpisce Mike. Un flash. Le solite rotaie.
Qualcosa he scorre a velocità incredibile. Poi tutto si ferma all'improvviso.
Siamo in una sorta di scantinato. Gocce d'acqua scivolano dalle pareti. Un topo
sta fissando qualcosa in alto, immobile. La Mdp inquadra un polso legato con una
corda a qualcosa di legno. Poi da dietro, la Mdp stacca e riprende un'enorme
ruota di circa 3 metri di diametro. Stacca su Mike, che è legato a braccia e
gambe aperte, nudo, alla ruota. Sta sudando. E grida. L'eco delle grida di Mike
risuona in una sorta di feedback insopportabile. Nella stanza filtra della luce
dalla grata di una finestrella. Una sagoma nera si fa avanti dal buio. E' l'uomo
incappucciato della visione.
UOMO INCAPPUCCIATO:
Non gridare, se non vuoi che i tuoi timpani si frantumino e del tuo cervello non
rimanga altro che l'idea…
MIKE (Impaurito):
Chi sei tu?
UOMO INCAPPUCCIATO:
Odio coloro che mi perseguitano…odio l'idea del tradimento…odio l'idea della
falsità…
MIKE:
Che ci faccio legato qui?
UOMO INCAPPUCCIATO:
Odio l'ipocrisia, odio le persone che ti guardano in faccia sorridenti e appena
ti giri ti sparano alle spalle…e tu sei uno di quelli, Sweeney…
MIKE:
Ma io non ti conosco…
L'uomo va verso un tavolaccio di legno, dove c'è una bottiglia di vino, un
bicchiere vuoto, una balestra, alcune siringhe e un flacone di cloruro di
potassio.
UOMO INCAPPUCCIATO:
Tu mi conosci benissimo…più di tua moglie, più dei tuoi amici, più della
tua stessa vita…sai tutto di me, prima che io realmente esista…
Mike è impaurito. Non può muoversi. L'uomo si versa del vino nel bicchiere.
UOMO INCAPPUCCIATO:
Gradisci del cabernet?…dicono che sia un ottimo vino…il vino di chi ha
appena mangiato un pezzo di carne umana…
MIKE:
Liberami……e se questa è una visione non è divertente…
UOMO INCAPPUCCIATO (Ridendo):
Ah ah ah ah ah……Sei patetico, sei veramente patetico, vecchio……sei uno
di quelli che non serve a niente…e sei qui per avere il tuo verdetto……non
serve giuria in questi processi……solo uno che la pensa in modo ragionevole…
MIKE:
Qual è la mia colpa?
UOMO INCAPPUCCIATO:
Esistere……esistere come migliaia di figli di puttana che infestano il mondo
con le loro politiche da gradassi……Signore, non mi tolga la casa…ho moglie
e figli, vivo con poco……se vivi con poco allora muori con poco……una
politica di risparmio, giusto?
Mike è impaurito che osserva. L'uomo va verso Mike con il bicchiere di vino
in mano. Ne versa un po' sul petto di Mike, che rimane quasi impassibile, ma
resta impaurito.
UOMO INCAPPUCCIATO:
Ecco la tua benedizione, schiavo…
Mike sembra come drogato. Gli occhi gli si rovesciano. E' debole. Intanto
l'uomo incappucciato riempie le siringhe con il cloruro di potassio. Poi carica
la balestra con le siringhe.
UOMO INCAPPUCCIATO:
Starei cercando un modo per essere più crudele di Falco Nero…forse l'ho
trovato…
La siringa è pronta a partire dalla balestra. L'uomo incappucciato punta la
balestra e fa partire il colpo. La siringa colpisce l'asse sotto il braccio di
Mike, a poco più di due centimetri dal polso. Mike fa un grido improvviso e
breve.
UOMO INCAPPUCCIATO:
Far soffrire la vittima, cercando quasi di sperare che muoia di infarto prima di
essere trafitta dalla lama che le taglierà le viscere……questa è la vera
crudeltà…diffondere il terrore……ti suona nuovo?…Cloruro di potassio…lo
usano nel Texas, durante le esecuzioni dei condannati a morte…lo iniettano
nelle vene insieme ad un calmante che ti fa rilassare…ma quando entra in
circolo il cloruro di potassio…sei spacciato…
MIKE:
Non è divertente…
L'uomo si toglie il cappuccio. E' Walker. Ma la voce rimane quella di un uomo
adulto. Walker punta nuovamente la balestra.
WALKER:
Ti sbagli……è troppo divertente……
Walker fa partire la siringa diretta al cuor di Mike. La Mdp zooma sul volto
di Mike che apre la bocca per gridare. (Effetto del computer), la Mdp entra
nella bocca di Mike. Si rivedono le immagini dell'inizio. Un apparato umano. Poi
una fessura bianca dalla quale la Mdp esce. La Mdp zooma e stacca sulla camera
da letto di Mike, che sobbalza dal cuscino sudato. La Mdp si ferma. Mike ha
avuto un incubo. Mike si controlla i polsi e le gambe. Si tocca. Poi si asciuga
il sudore con il braccio. L'immagine sfuma.

SCENA 25 - INT. CASA DI MIKE - GIORNO
Mike gira zoppicante senza stampella per la casa. Ha in mano una lattina di
Honeymoon e veste una T-Shirt bianca e un paio di vecchi jeans. Suonano alla
porta. Mike va ad aprire. E' Diane. Lei è sorridente, bellissima, ben vestita.
Mike rimane sorpreso.
DIANE:
Ciao Mike
MIKE:
Ciao
Alcuni secondi di silenzio. I due si guardano.
DIANE:
Non mi fai entrare?
MIKE (Intimidito):
Certo…accomodati
DIANE:
Grazie
Diane entra in casa UN Po' intimidita. Si schiarisce la voce. Ha una borsa di
pelle a tracolla e la posa su una sedia. Poi si volta verso Mike, che ha un
aspetto piuttosto trasandato.
DIANE:
Ti trovo……meglio
MIKE:
Grazie…che ci fai qui?
DIANE:
Due giorni fa è morta mia madre…
MIKE:
Mi dispiace…
DIANE:
Aveva un tumore ai polmoni……ieri c'era il funerale…sono passata dopo, ma
nessuno mi ha risposto…
MIKE:
Ero fuori…fuori per lavoro…
DIANE:
E che fai adesso?
MIKE:
Lezioni private…ho un paio di studenti in "cultura delle civiltà"…
DIANE:
Sono contenta per te…
MIKE:
E a te come va?
DIANE:
Per il resto bene…aspetto un bambino…
Mike guarda a terra sconsolato
DIANE:
Mi dispiace, Mike, io…
MIKE:
Lo so, lo so
DIANE:
No, non lo sai…non puoi saperlo…
MIKE:
Fa ugualmente male…
DIANE:
Stavo impazzendo……credimi…ho fatto di tutto, ma non ho resistito…
MIKE:
E lui come sta?
DIANE:
George?…Bene…è a casa adesso……siamo nella casa di mia madre a dormire…
MIKE:
Come lo chiamerai?
DIANE:
James se è un maschio…Coral se è una femmina
MIKE:
Credevo…
DIANE:
No, Mike…lo sai che non lo farei mai…
MIKE:
Mi fa piacere…almeno questo
DIANE:
Io devo andare…puoi chiamarmi se hai bisogno…
MIKE:
Non credo succederà, comunque grazie per la visita…
Diane riprende la borsa e si reca alla porta sconsolata. Esce di casa. Mike
è sulla porta che la osserva andare alla macchina. Lei si volta.
DIANE:
Lo so che ho lasciato tutto mentre tu avevi bisogno…ma se mi succedesse di
nuovo lo rifarei…credo
Mike sta in silenzio. Diane si volta nuovamente. L'immagine stacca.

SCENA 26 - INT. CASA DI MIKE - NOTTE
Fuori c'è silenzio. Mike sta sorseggiando una Honeymoon. Accanto a lui c'è
Jim. Anche Jim sta bevendo una Honeymoon. Entrambi sono seduti sul pavimento con
la schiena appoggiata ad una poltrona.
MIKE:
Oggi è venuta Diane…
JIM:
Lo so…la madre è morta due giorni fa…
MIKE:
L'ho vista cambiato…molto cambiata
JIM:
Suo marito è un grosso chirurgo…dirige una clinica privata nel Wisconsin……Le
sue cravatte costano più della mia macchina…
MIKE:
Mi ha detto che se ci fosse stato bisogno potevo chiamarla…
JIM:
E tu cosa le hai risposto?
MIKE:
Che non ci sarebbe stato bisogno…
JIM:
Giusto…bravo…spezzale il cuore, cazzo, a quella stronza
Mike si volta verso Jim con sguardo imbronciato.
JIM:
Scusa, Mike…
MIKE:
Se ti dicessi cosa è successo mentre ero appeso ad un filo, tu mi staresti ad
ascoltare?
JIM:
Certo amico…perché, che è successo?
MIKE:
Secondo te?
JIM:
Mah, non so…a parte il fatto che i Red Socks sono scesi in serie B
MIKE:
Ma non fuori…dentro…nella mia testa
JIM:
Hai visto qualcosa?
MIKE:
Non l'ho solo visto…l'ho provato, l'ho sentito…
JIM:
Non sarai mica diventato gay?
MIKE:
Che dici?…Era…come una visione……ma non eravamo…ora……eravamo in un
altro momento…come nel futuro. C'erano posti che non avrei mai sognato…gente,
luci, cose molto strane
JIM:
Ed era bello?
MIKE:
Finché non è arrivato lui…
JIM:
Chi?
MIKE:
Walker Deegrim
JIM:
Chi è Walker Deegrim?
MIKE:
A quanto pare è una specie di dittatore…uno che parlava da un palco e la
gente lo idolatrava, tifava per lui…era come se lo adorasse…
JIM:
Ho capito…è uno dei tanti stronzi che fanno comizi in piazza…guarda Robert
Kennedy, guarda Martin Luther King…hanno fatto tutti una fine del cazzo…
MIKE:
Non hai capito, Jim…io ero nel futuro…non era reale, ma era come se lo fosse…sento
ancora gridare, incitare…
JIM:
Succede di tutto dopo che sei stato in coma per due anni, magari tra qualche
giorno ti busseranno alla porta, tu andrai ad aprire e chi ti troverai davanti?…E.T.,
Mandrake e il dottor Frankenstein che ti diranno che la tua merda profuma…eh
eh eh…
MIKE:
Ho capito…non mi ascolti…
Mike si alza faticosamente in piedi. Jim lo guarda.
JIM:
Ehi dove vai?
Mike non risponde e si reca in cucina. Jim guarda la sua lattina, nascondendo
un piccolo riso.
JIM:
La tua merda profuma…che strippato del cazzo…
Jim getta la lattina vuota alla sua destra dove c'è un cumulo di lattine di
Honeymoon vuote. Poi si volta guardando a terra.

SCENA 27 - INT. BIBLIOTECA UNIVERSITARIA - GIORNO
Fuori sta piovendo. Mike sta leggendo un libro. Ha i capelli bagnati e il
vestito fradicio. Si sta asciugando il naso col fazzoletto. Arriva Jeff insieme
a Walker.
JEFF:
Ehi Mike…
Mike si volta. Walker ha un impermeabile nero col cappuccio in testa. Mike ha
una visione immaginaria di Walker.
WALKER (Immaginario):
Ecco la tua benedizione schiavo…
Mike è impaurito. Jeff lo guarda stranito.
JEFF:
Mike, che succede…
Mike si riprende e capisce di aver immaginato tutto. Guarda Jeff. Sembra
risollevato.
MIKE:
Jeff…che ci fai con tuo fratello, qui?
JEFF:
Aveva un'assemblea, è uscito prima da scuola. Voleva restare con noi a vedere
quello che facevamo…
MIKE:
Beh, non credo sia una buona idea……sai, non è certo roba da bambini, quella
che studiamo noi…
JEFF (Stranito):
Non vedo qual è il problema…
WALKER:
Non mi impressionano le storie di assassini…non preoccuparti…
MIKE:
E allora cos'è che ti impressiona?
JEFF:
Mmm……le api
WALKER:
Le api…
JEFF:
Digli perché avanti…
WALKER:
Perché quando avevo sette anni un'ape mi punse su un labbro e io rimasi
sfigurato per un mese intero.
Mike ride divertito.
JEFF (Ridendo):
Ok campione……però adesso siediti qui…noi dobbiamo ripassare……ascolta
ma non interrompere, ok?
WALKER:
Ok
Walker si siede. Tira fuori una cannuccia e una lattina di Honeymoon. La apre
e la beve. Jeff posa lo zaino a terra e tira fuori un quaderno d'appunti. Jeff
si siede accanto a Mike.
JEFF:
Di che si parla oggi?
MIKE:
Emiliano Escobar…
JEFF:
Messicano?
MIKE:
Lavorava per un americano…un imprenditore dell'Arizona chiamato Sebastian Duke.
Duke in casa aveva una sorta di salone dei trofei…alci, cervi, bisonti…e in
un angolo aveva tre teste di indiani…ma gli mancava la quarta per completare
l'opera: quella di Voce Del Vento, un pawnee che si divertiva a catturare i
soldati e a bruciarli vivi. Così assoldò Emiliano Escobar. Aveva un fucile
artigianale costruito da suo padre. Escobar trovò Voce Del Vento dopo essergli
stato dietro per 3 lunghi anni. Lo colpì col suo fucile da 340 metri con vento
a favore. Il proiettile entrò nella carotide di Voce Del Vento e lo perforò da
parte a parte. La testa gli schizzò via da sola. Quando portò il trofeo a
Sebastian Duke seppe che questi era morto, quindi non ebbe nemmeno la sua
ricompensa. E in un atto di ira bruciò la villa ormai incustodita di Duke, con
tutti i suoi trofei dentro.
JEFF:
E che fine fece?
MIKE:
Trovò uno più veloce di lui e in un duello dopo una sbronza paurosa di whisky
venne ucciso da Carlton James Hardy, un pistolero tutta velocità e poca mira…ebbe
fortuna perché Escobar era completamente ubriaco. Venne colpito all'occhio
destro quando lui ancora stava cercando la fondina…
WALKER:
Non mi fa impressione…visto?
Mike si volta verso Walker che sta bevendo la lattina con la cannuccia.
Walker finisce la lattina e succhia dalla cannuccia. C'è il classico suono
della cannuccia quando la lattina è quasi vuota. A Mike fa effetto. Ha la
visione della balestra del sogno e della siringa che parte. Mike fa uno scatto.
Jeff e Walker lo guardano straniti.
JEFF:
Che hai?
MIKE:
Un brivido di freddo…
Mike continua a parlare, ma in audio non si sente la sua voce. Mike lo
osserva. La Mdp zooma su Mike, fino ad arrivare in primissimo piano sul suo
occhio destro. (Effetto del computer) Nell'occhio si formano delle lancette.
L'occhio diventa il quadrante di una sveglia che segna le ore tre (segue)

SCENA 28 - INT. CASA DI MIKE - CAMERA DA LETTO - NOTTE
La sveglia sul comò di Mike segna le tre. Mike sta dormendo. Si rigira. Apre
gli occhi. Vede un'ombra sul soffitto, poi due ombre, poi tre ombre che si
intersecano tra di loro. Mike balza a sedere. Si ritrova in una stanza buia ed
enorme, una grossa sala in stile medioevale, con il letto al centro e le pareti
colme di trofei di cervi, alci, bisonti e quattro teste di indiano sulla parete
davanti a lui. In sottofondo si sentono degli strani rumori, echi e boati
impressionanti. Filtra pochissima luce dalle enormi finestre sbarrate.
MIKE (Impaurito):
Dove cazzo mi hai portato adesso?
Da dietro si sente una voce. E' l'uomo incappucciato.
UOMO INCAPPUCCIATO:
L'uomo che deve vivere è quello che non ha paura di ciò che ha intorno…tutti
viviamo con le paure più assurde……Domani verrà l'ispettore delle tasse e
mi pignorerà la sedia antica del 1800 che avevo in salotto…o Mio Dio……Beh,
pianta un coltello affilato dentro le viscere di quell'ispettore delle tasse se
proprio non puoi dormire……uccidilo, sbranalo, o dallo in pasto ai cani del
vicino……E' strano come uno vive per rovinare le altre persone…e ancora
più schifoso è come si divertono a farlo……L'ultimo ispettore che venne a
casa mia adesso è soltanto un soprammobile.
Da dietro il mantello, l'uomo incappucciato tira fuori la testa mozzata di un
uomo con occhiali e con lo sguardo impaurito, sorreggendola per i capelli.
Gronda sangue dal collo, la pelle gli ciondola. L'uomo incappucciato lancia la
testa verso Mike, e la testa atterra proprio ai piedi del letto, rotolando. Mike
fa un grido improvviso. Sospirando affannosamente, Mike, sudato, si volta
nuovamente verso l'uomo incappucciato.
UOMO INCAPPUCCIATO:
Anch'io ho vinto tutte le mie paure…paure…stronzate, direi……anche la
paura di morire è una stronzata…tu che ne dici?
MIKE:
Perché io?…Perché hai scelto me?
UOMO INCAPPUCCIATO (Puntando il dito verso Mike):
E' qui che ti sbagli, patetico figlio di puttana…tu sei venuto nel mio
territorio…hai bussato e bussato e bussi ancora alla mia porta…ma ogni volta
che ti aprirò, questa sarà la mia accoglienza……vuoi sapere perché
l'animale è più forte dell'uomo?…Te lo spiego subito.
L'uomo incappucciato allarga le braccia e lentamente si toglie il cappuccio.
E' Walker, ma ha ancora la voce da adulto.
WALKER:
Eccoti la ragione…
Walker allarga le braccia. Migliaia di api irrompono nella stanza. Mike
grida. Le api lo assalgono. Mike continua a gridare, tenendosi le mani sulla
testa. Le api si intersecano e vanno tutte addosso a Mike, mentre Walker ride
con gusto. I trofei si animano. Le teste deI cervi e delle alci verseggiano,
come se piangessero. Dalla bocca della testa del bisonte esce un getto di sangue
che lentamente si infrange sul pavimento. Le teste degli indiani gridano. Mike
continua a gridare impaurito e assalito dalle api. La Mdp zooma sulla bocca di
Mike aperta per il terrore. La Mdp entra in bocca. Si rivedono le scene iniziali
dell'apparato umano. Una fessura bianca e la Mdp esce zoomando su Mike che
sobbalza a sedere sul letto, capendo di aver avuto un incubo. Mike è fradicio.
Fuori piove. Un lampo illumina la stanza. Mike è impassibile a sedere sul
letto. Poi si lascia andare nuovamente giù. L'immagine sfuma.

SCENA 29 - INT. CASA DI MIKE - GIORNO
Mike sta dormendo tranquillo. La Mdp riprende Mike in primo piano. Si vede
avvicinarsi una mano che sorregge una tazza da caffè bollente. Mike si riprende
all'aroma del caffè. Fa uno scatto e apre gli occhi. In casa c'è Jim. Mike si
strofina gli occhi e sobbalza a sedere sul letto.
JIM:
Ben alzato…
MIKE (Sorpreso):
Che ci fai qui?
JIM:
Ho ancora le chiavi di casa tua…e visto che sono le 11 passate, mi sono
chiesto come mai non ti eri ancora fatto vivo…
MIKE:
Non sei al lavoro?
JIM:
Mi hanno licenziato…
MIKE:
Che?
Jim tende la tazza a Mike. Mike la afferra. Jim accenna un sorriso e si alza
in piedi, uscendo dalla camera. Mike si strofina gli occhi con una mano. Poi
beve un sorso di caffè e fa una faccia disgustata.
MIKE (Disgustato):
Cazzo…è amaro…
Mike appoggia la tazza sul comò e controlla la sveglia che segna le 11 e 20.
Si alza in mutande e va zoppicando in salotto. Jim è in cucina che si versa
dell'acqua in un bicchiere. Mike vede che le lattine di Honeymoon vuote e i
cocci del vaso rotto non ci sono più. Va in cucina da Jim.
MIKE:
Mi fai anche da cameriera adesso? (facendo una smorfia di dolore per la gamba
indolenzita)
JIM:
Ho avuto i tuoi ultimi risultati medici…sei sotto stress…e ti stanchi troppo…
MIKE:
Ho capito…da cameriera e anche da moglie…ne ho già avuta una, non ho
proprio voglia di fare il bis…
JIM:
Pranziamo insieme oggi?
MIKE:
Non posso…sono a pranzo da Jeff Deegrim oggi
JIM:
E chi è?
MIKE:
E' uno studente che aiuto per la tesi di laurea
JIM:
E che tesi è?
MIKE:
Cacciatori di indiani…
JIM:
Che è, un sadico?
MIKE:
Forse
Jim beve l'acqua. Poi si strofina le mani ed esce dalla cucina.
JIM:
Andrò a farmi un giro…
MIKE:
Perché ti hanno licenziato?
JIM:
Perché ho mandato tutti affanculo… Capi compresi…
MIKE:
Se tutto dipendesse dal tuo carattere non ti assumerebbero nemmeno se tu avessi
quindici lauree…
JIM:
Stammi bene…
MIKE:
Come no…
Jim si infila la giacca ed apre la porta. E' sulla soglia. Si volta
nuovamente verso Mike.
JIM:
…E fatti una doccia…puzzi peggio di una capra…
Jim se ne va. Mike lo osserva. Poi si annusa un'ascella e fa un'aria
disgustata. Poi chiude la porta.

SCENA 30 - EST. CASA DI JEFF - GIORNO
Mike zoppicando si avvicina alla porta. Ha un mazzo di fiori in mano. E' ben
vestito e ripulito e con la barba appena fatta. E' sulla soglia che sta per
suonare. Si volta verso destra e nel giardino accanto a quello di Jeff, ben
recintato, c'è un cane da guardia che mostra i denti. Mike lo guarda quasi
intimidito. Il cane continua a mostrare i denti, sbavando e ringhiando. (Scena a
rallentatore) Mike avvicina il dito al campanello per suonare. Il cane apre del
tutto la bocca mostrando i canini affilati…Mike sembra volersi affrettare a
suonare. Suona. Il cane continua a mostrare i denti. Mike suda. La porta si apre
(La scena torna a velocità regolare). C'è Darcy ad accoglierlo.
DARCY:
Mike, entra pure…
MIKE (Sollevato):
Grazie Darcy…
Mike entra.

SCENA 31 - INT. CASA DI JEFF - GIORNO
Mike entra zoppicando. Darcy si accorge che è sudato. Arriva anche Jeff ad
accoglierlo.
MIKE (A Darcy):
Ti ho portato dei fiori…spero che tu sia un'appassionata…
DARCY (Sorridente):
Grazie, non dovevi…ma come mai stai sudando?
MIKE (Intimidito):
C'era un cane qui fuori…
JEFF (Stringendo la mano a Mike):
Ti ha mostrato i denti?……Ma sei fradicio…
MIKE:
Si
JEFF (sorridendo divertito):
E' l'unica cosa che sa fare…è cieco
MIKE:
Cieco?
JEFF:
Si…un cane da guardia cieco……ti immagini a che può servire?…Vieni,
accomodati.
Mike va avanti verso la sala. La tavola è apparecchiata per quattro persone.
DARCY (Rientrando in cucina):
Devo controllare il pollo…arrivo subito…
JEFF:
Mike, vuoi un po' di cabernet?
Parte un sottofondo musicale che dura non più di 5 secondi. La Mdp zooma sul
volto stranito di Mike.
JEFF:
Dicono sia un ottimo vino…il vino di chi ha appena mangiato un pezzo di carne
umana…
Dalla cucina Darcy richiama Mike.
JEFF:
Scusa mamma
MIKE (Intimidito):
No grazie…
JEFF:
Non fare complimenti…
MIKE:
No, grazie davvero…
L'immagine stacca. Sono tutti a tavola, Walker compreso. Tutti sono in
silenzio. Mike sta bevendo dell'acqua. Jeff ha davanti una coscia di pollo
spolpata e un bicchiere di cabernet. Walker sta finendo il suo pollo. Darcy sta
fumando una sigaretta. Darcy e Jeff guardano Mike. Mike finisce di bere e si
asciuga la bocca, poi si accorge che Darcy e Jeff lo guardano.
MIKE:
Che c'è?
DARCY:
Jeff doveva dirti una cosa…
MIKE:
Cosa?
JEFF (Intimidito):
Oggi……hanno respinto la mia tesi…mi hanno chiesto di scegliere un altro
argomento…
MIKE:
Perché?
JEFF:
Si sono preoccupati degli argomenti…mi hanno detto che è troppo crudele,
troppo cinematografico…addirittura mi hanno detto di farmi vedere da uno
psichiatra, perché quando racconto gli eventi secondo loro sono troppo
entusiasta.
MIKE:
Potrei parlarci io…
JEFF:
(Dopo alcuni secondi di silenzio) Ho già scelto un altro argomento…
MIKE:
(Quasi seccato) Quale?
JEFF:
La piramide di Cheope…
MIKE:
Cheope……e che gli dirai?
JEFF:
Non lo so…mi ha sempre affascinato l'Egitto…
MIKE:
Mi dispiace che ci troviamo in pareri contrastanti su questa situazione…però
rispetto la tua scelta
JEFF:
Ti ho invitato anche perché avrei preferito parlartene con calma…davanti a
mia madre…e a Walker, che è anche il mio migliore amico, oltre che mio
fratello……(Jeff si volta verso Mike e sta 4/5 secondi in silenzio)…E tu?…resterai
mio amico?
MIKE:
Non vedo perché no…
JEFF:
Piaci a tutti noi…anche a Walker……e anche se è timido, parla poco e non
sa niente di te, ti giuro che ti vuole bene e gli sei simpatico…
MIKE (Accennando un sorriso):
Mi fa piacere…
WALKER:
Spero che un giorno mi leggerai la storia del Voyager 2
Mike osserva Walker. Jeff e Darcy sorridono.
MIKE:
La sonda Voyager 2 ha volato 500 chilometri al di sopra delle nubi di Nettuno
nell'agosto del 1989……Ho un libro a casa sul Voyager 2
WALKER:
Jeff, possiamo andare a prendere il libro?
JEFF:
Ci andremo domani, lo sai che devi rientrare a scuola…
Mike osserva Walker.
WALKER:
D'accordo…
L'atmosfera è silenziosa. Tutti osservano tutti. Parte un sottofondo
musicale. E' la canzone "Untitled" di Tom McRae. L'immagine stacca.

SERIE DI INSERTI - GIORNO
Mentre in sottofondo scorre la canzone, troviamo Mike seduto al bancone di un
bar. Ha davanti una lattina di Honeymoon e ha lo sguardo fisso. Ritroviamo Mike
in giro per la strada, davanti ad un negozio di televisori, dove c'è uno spot
della Honeymoon. Mike si fissa a guardarlo. Non c'è audio. Fuori campo si sente
solo la canzone. Poi Mike riprende a camminare. Incontro a lui arrivano dei
bambini, Mike si sposta per lasciarli passare. Mike sorride.
SCENA 32 - INT. CASA DI MIKE - NOTTE
La porta e semiaperta. E' l'ora del tramonto. Una mano cerca di aprire la
porta. E' Mike dall'esterno. Mike fa capolino cercando di capire chi è entrato
in casa. Mike entra in casa. Sente un odore strano. Va in cucina. C'è Diane,
che si volta.
DIANE:
Ciao
Diane è ai fornelli. Mike è piuttosto sorpreso. Si toglie la giacca.
MIKE:
Chi ti ha dato le chiavi per entrare?
DIANE:
Indovina
MIKE:
Buon vecchio Jim…
DIANE:
Non sono sicura che riesca bene come un tempo…non lo faccio da quel giorno…
MIKE:
Io invece non lo mangio da quel giorno…a che devo l'onore della tua visita…
DIANE:
Ero preoccupata per te…ed ero sola
MIKE:
E tuo marito?
DIANE:
Una conferenza a Beverly Hills…verrà più tardi a prendermi…
MIKE:
Perché?…Sa che ti trovi qui?
DIANE:
Perché no…gli ho detto che ero a cena da un amico…
MIKE:
Ma non gli hai detto che il tuo amico una volta era anche tuo marito…
Diane non parla. Si rigira verso il fornello. Scola il riso e comincia ad
affettare una cipolla.
DIANE:
Comunque siano andate le cose io non ho mai smesso di amarti
MIKE:
Ma adesso è tardi per fare marcia indietro…
DIANE:
Esatto…
Mike prende una Honeymoon dal frigo. Diane versa qualche lacrima a causa
della cipolla. L'immagine stacca. La Mdp riprende la tavola dopo la cena. Si
sente Mike e Diane che parlano. Sono seduti sul pavimento appoggiati a due
poltrone, uno davanti all'altro. Lei si è tolta le scarpe. Lui sta bevendo del
brandy in un grosso calice. Lei sta sorridendo.
DIANE:
Matthew
MIKE:
Allora avete deciso…e James?
DIANE:
James è il cugino di George, mio cugino, il secondo nome di mio nonno…non
voglio un altro James
MIKE:
Matthew è un bel nome
DIANE:
E Coral se è una femmina…mi piace Coral
MIKE (Dopo alcuni secondi di silenzio):
Credevo che l'avresti chiamata June…
DIANE:
Mike, quel nome era una scelta nostra e solo nostra…perché avrei dovuto
chiamare una persona col nome che non gli spettava?
MIKE:
Non hai nemmeno tentato?
DIANE:
No
MIKE:
Sei splendida, lo sai?
DIANE (Un po' intimidita):
Me lo dice anche George…ma detto da te dà un'altra sensazione
MIKE:
Quale sensazione?
Suonano alla porta. Diane si rimette le scarpe. Mike si alza per aprire.
DIANE:
Questo deve essere George
Mike si volta verso di lei. Diane si alza in piedi. Mike non ha ancora
aperto. Diane si avvicina a lui e lo bacia sulla bocca.
DIANE:
E' stato molto bello……
MIKE:
Anche per me…
Mike apre la porta. Davanti a lui c'è un signore sulla quarantina. Capelli
grigi, ben vestito. E' George, il marito di Diane.
GEORGE:
Salve…lei deve essere Mike, giusto?
MIKE:
In persona
George tende la mano a Mike. Mike gliela stringe. Diane esce di casa e si
volta verso Mike.
GEORGE:
Diane mi ha parlato molto di lei……spero le abbia fatto piacere rivederla
MIKE:
A me fa sempre piacere rivedere le persone del passato…
GEORGE:
Bene…(Voltandosi verso Diane)…Andiamo?
DIANE:
Si…ciao George, abbi cura di te……
GEORGE (a Diane):
Aspettami alla macchina, arrivo subito…
Diane si avvia alla macchina, una bellissima BMW nera. Mike la osserva.
George si volta verso Mike.
GEORGE:
Mike, mi dispiace di tutto…
MIKE:
Non c'è bisogno di giustificarsi…
GEORGE:
Non mi sto giustificando…è solo che vorrei avere un buon rapporto con tutti…soprattutto
con le persone importanti a Diane…
MIKE:
Non credo sarà un problema…
GEORGE:
Sono contento che lei parli così…(Stringendo nuovamente la mano a Mike)…Beh,
arrivederci
MIKE:
Arrivederci
George raggiunge Diane all'auto. Mike li osserva salire in macchina e andare
via. Poi chiude la porta e torna in casa. Si siede nuovamente sul pavimento
appoggiato alla poltrona. Controlla il bicchiere e vede che è vuoto. Si versa
dell'altro Brandy. La Mdp è fissa davanti a lui. Il campo si allarga in
verticale all'indietro, mentre Mike stende la testa sul cuscino della poltrona.
L'immagine stacca.

SCENA 33 - INT. CASA DI MIKE - GIORNO
Il bicchiere è rotto a terra. Il brandy è versato sul pavimento. In audio
si sente un tintinnio di campanelli. Mike è ubriaco appoggiato alla poltrona
che si sta risvegliando. Ha i capelli spettinati. Lentamente si riprende,
tirando fuori la lingua come disgustato. Con fatica si alza e si rende conto che
qualcuno sta suonando alla porta. Va ad aprire. Sono Jeff e Walker. Jeff è
sorridente, ma appena vede Mike in quello stato, il suo sorriso diventa
un'espressione piuttosto contrariata. Mike ha gli occhi socchiusi di chi si è
appena alzato. Jeff si volta verso Walker.
JEFF:
Ehi campione…aspettami in macchina, ok?
WALKER:
Ma io voglio quel libro…
JEFF:
Devo parlare di una cosa con Mike, poi appena ho finito ti chiamo.
Walker va verso la macchina di Jeff.
JEFF (a Walker):
E metti la sicura alla portiera, mi raccomando
Jeff si volta verso Mike. Entra in casa. Mike chiude la porta sbattendola.
JEFF:
Non permetterò a Walker di entrare in questa casa mentre tu sei ubriaco marcio…hai
un alito che puzza peggio di una capra…
MIKE (Tornando a sedere sul pavimento appoggiato alla poltrona):
Questa non mi è nuova…
JEFF:
Che è successo?…Cos'è questa puzza di whisky…
MIKE:
Non è whisky, è brandy……siediti invece di farmi da balia…
JEFF:
Perché sei ridotto così…
MIKE:
Tu non ti ubriachi mai?
JEFF:
Non di mattina…
MIKE:
Beh io ieri sera mi sono ubriacato e questi sono i postumi…
JEFF:
Ho capito…verremo un'altra volta…
MIKE (Masticando le parole):
Si, venite un'altra volta tu e quel piccolo assassino…
Jeff che se ne stava andando si volta di scatto. La Mdp zooma sul volto di
Jeff stranito.
JEFF:
Che cosa hai detto?
Mike si alza in piedi singhiozzando…
MIKE:
So già tutto……una bella famiglia di sterminatori di razze, diventerete…ti
ritroverai a dover accudire un fratello che lancerà bombe su gente inerme, e
farà uccidere persone innocenti, e vecchi, e negri, e coreani, e vietnamiti…solo
per il gusto personale…
Jeff lo guarda incredulo.
JEFF (Parlando a voce + alta):
Ma che cazzo ti salta in testa?…
MIKE:
Pensi che non sappia come la gente farà il tifo per lui…tutta quella gente
che è stufa di vivere con un cazzo e una cazzuola, mentre il negro del palazzo
davanti ha una valigetta di pelle e un paio di mocassini firmati…Ho visto
tutto…
JEFF:
Sei ubriaco…
MIKE:
Davvero?...Sono ubriaco?…E la mia visione allora era solo il sogno di un
alcolizzato, vero?
JEFF:
Quale visione?
MIKE:
Io ho visto tuo fratello…si, quello che hai appena mandato in macchina…l'ho
visto tra 25 anni mentre tiene un bel discorso in stile "Heil Hitler"
davanti alla popolazione di Los Angeles…ho controllato ed è tutto vero…ho
tutte le prove per affermare che tuo fratello diventerà un dittatore del cazzo……e
ucciderà anche te…quindi o lo fermi tu o lo fermo io…
Jeff indignato si volta per andare via. Mike lo afferra per la spalla. Jeff
si gira di scatto e gli dà un pugno all'altezza dell'occhio destro. (Scena a
rallentatore) Mike cade a terra come un sasso, con il sopracciglio aperto a
causa del pugno. Una goccia di sangue viene ripresa a rallentatore. Cade
lentamente sul pavimento, infrangendosi con un tonfo sordo. In audio, fuori
campo, si sente come il rumore di un nastro che si sta riavvolgendo e poi la
frase urlata dalla folla "Mondo nostro" che dissolve dopo pochi
secondi. La Mdp stacca sul primo piano di Jeff, con uno sguardo arrabbiato e di
compassione allo stesso tempo. Jeff si volta e se ne va sbattendo la porta.
Parte un sottofondo musicale: è la canzone "Hallelujah" di Nick Cave
& The Bad Seeds. La Mdp stacca sul volto di Mike in primo piano e lentamente
zooma sull'occhio destro e insanguinato di Mike fino ad avere un primissimo
piano dell'occhio. Lo schermo diventa scuro. Poi torna la luce. Vediamo una
cabina delle montagne russe muoversi. Mike è seduto sulla cabina. La cabina
scorre lentamente lungo i binari, poi parte veloce. Il volto di Mike è
impassibile. Il vento gli spinge indietro i capelli. C'è un bagliore diffuso
attorno. C'è una serie di inserti. (Ci spostiamo in casa di Jeff) Darcy sta
dormendo su una poltrona con una vestaglia indosso. La Mdp sale lentamente le
scale al piano di sopra, (stacco in dissolvenza) Jeff è seduto sul letto di
Walker con un libro del Voyager 2 in mano. Walker sta dormendo con l'abat-jour
accesa. Jeff lo guarda dormire, poi si accenna un pianto. Gli accarezza i
capelli mentre dorme. Poi si alza e appoggia il libro sulla scrivania di Walker.
L'immagine stacca sul libro, dove c'è scritto "Buon compleanno campione……Jeff".
La Mdp attraversa il corridoio della casa di Jeff, piuttosto buio, con delle
foto di Jeff da piccolo appese alle pareti. L'immagine dissolve.

SCENA 34 - INT. BAR - NOTTE
Siamo in un bar. Un lungo bancone e una serie di tavoli in fondo ad esso.
Jeff sta parlando con Mike (che rimane fuori campo).
JEFF:
Non ho voluto dire niente…cercavo di abituarmi all'idea…volevo che tutto
fosse tranquillo. Non sto cercando di convincerti…
Pochi secondi di silenzio. Jeff abbassa lo sguardo, poi la Mdp inquadra Mike,
con un cerotto sopra l'occhio destro. Mike osserva Jeff con compassione.
MIKE:
Mi dispiace…
JEFF:
E' uno schifo…vedere un bambino di 12 anni la cui vita è sprecata come poche…qualcuno
che cresci con amore e affetto, lo porti a ragionare da solo e lo induci a
camminare per la propria strada…non so se sia giusto credere in qualcosa di
bello, lassù…non ora
MIKE:
Io vorrei davvero poter dire qualcosa, ma non riesco…tutte le cose che ho
visto erano così reali, come se davvero io fossi lì…e allora mi sono messo a
cercare, ad indagare, e le coincidenze c'erano…era tutto perfetto…ma ho
dimenticato una cosa, cioè che intorno a tutto questo non ero solo ma c'erano
anche altre persone, come te e tua madre, come Jim, come Diane…e io ho mollato
tutto per stare dietro ad un incubo del cazzo…roba di tutti i giorni…
JEFF:
Non sto cercando di scusarmi per il pugno……ma volevo che tu sapessi…non
avrei mai permesso che mio fratello morisse con la reputazione di un genocida
MIKE:
Mi dispiace, io…io mi sento veramente colpevole…
JEFF:
E' il destino che è colpevole…
MIKE:
Sai anche altre cose?
JEFF:
So solo che il tumore ha colpito il cervello e nessuno può farci niente…gli
hanno dato due mesi di vita ancora…e lui non sa niente…è a casa che sogna
ancora di fare l'astronauta…
Jeff comincia a piangere. Mike gli stringe il braccio per confortarlo. La Mdp
allarga l'inquadratura indietreggiando: inquadra il tavolo in largo fino a che
la scena non dissolve.

SCENA 35 - INT. CASA DI MIKE - NOTTE
Appare la didascalia "50 giorni dopo". Mike è a letto e sta
dormendo. Squilla il telefono. Mike fa un balzo. Il telefono fa un altro
squillo. Mike alza la cornetta dopo essersi strofinato gli occhi.
MIKE:
Pronto…
Non si sente la voce dall'altro capo del telefono, ma si nota indubbiamente
che il volto di Mike diventa improvvisamente serio. Mike abbassa la testa. C'è
silenzio per almeno 6/7 secondi.
MIKE:
Grazie Darcy…
Mike appende la cornetta e rimane seduto sul letto. Dalla tapparella filtra
della luce. La Mdp zooma lentamente sul volto di Mike. Si vede una lacrima. Mike
si asciuga il viso. Parte un sottofondo musicale. L'immagine stacca. (segue)

SCENA 36 - EST. CIMITERO - GIORNO
Continua il sottofondo musicale. Sta piovendo. Un insieme di ombrelli neri
aperti dà un contrasto piuttosto triste allo sfondo. Il prete, con l'ombrello
aperto, dice la sua messa (in audio si sente solo il sottofondo musicale - non
si sentono le voci degli attori). La scena è ripresa a rallentatore. Si vede un
uomo con la testa bassa e l'ombrello aperto: è Mike. Guarda verso Darcy,
sconvolta, seduta e protetta da un ombrello, davanti alla piccola bara di Walker.
Jeff non c'è. La Mdp a rallentatore riprende il prete che fa il segno della
croce sulla bara. Un tuono irrompe in audio. La scena riprende a velocità
regolare. L'immagine stacca. Mike, dopo la funzione, va da Darcy. Lei si alza in
piedi. E' sconvolta. Si ritrova davanti Mike e lo guarda.
MIKE:
Mi dispiace Darcy…
Lei sembra totalmente assente, con lo sguardo fisso. Senza dire niente scansa
Mike, che si volta per guardarla. Poi si volta verso la piccola lapide che
riporta la scritta "Jason Walker Deegrim 1989-2001 Riposa In Pace".
Mike appoggia un fiore alla lapide. La Mdp riprende poi la scena dal di sopra.
Mike è sotto l'ombrello e non viene ripreso. La Mdp si alza e allarga la scena
fino a fare una panoramica del triste scenario del cimitero. L'immagine stacca,
ma il suono della pioggia incessante rimane in audio. (segue)

SCENA 37 - EST. CIMITERO - NOTTE
L'immagine torna sulla lapide di Walker. Si vede qualcuno versare della birra
su di essa. Il rumore della birra sovrasta quello della pioggia. L'immagine
stacca su Jeff, con un lungo impermeabile blu e i capelli fradici. E' sconvolto.
Poi lancia la bottiglia di birra vuota lontano. Si sente la bottiglia che si
infrange contro qualcosa. A un metro dalla lapide di Walker c'è un rialzamento
del terreno di circa 40 centimetri, con un albero dietro di esso. Jeff si siede
sul rialzamento. Alza la testa come per bagnarsi la faccia. Poi ritorna con lo
sguardo verso la lapide. L'immagine stacca sul primo piano di Jeff. Dietro di
lui si scorge una sagoma che si appoggia all'albero. E' Mike.
MIKE:
Sapevo che ti avrei trovato qui…non ci potevo credere che non lo avresti
salutato.
JEFF (Rimanendo seduto e continuando a guardare la lapide):
Non c'è foto su questa lapide…
MIKE:
Ci sarà, vedrai…
JEFF:
Una lapide fredda come la pioggia…è questa la sepoltura che ci meritiamo?
MIKE:
Non lo so
JEFF:
Sai una volta promisi a Walker che insieme avremmo visitato il mondo intero,
passando dall'Africa all'Oceania, e poi in Giappone…avremmo scalato le
montagne dell'Himalaya, e ci saremmo spinti lungo le coste della Grecia…Avremmo
pranzato in un ristorante davanti al Cremino…e avremmo camminato tutto intorno
all'Ayers Rock…avremmo bussato alla porta di Babbo Natale in Finlandia, fino a
prenderci un tè davanti al Big Ben a Londra…ma ora niente è più possibile…finché
mi muoverò penserò sempre che anche Walker si sta movendo con me…e quando
leggerò qualcosa lo leggerò per Walker…e quando farò qualcosa di bello o di
brutto, ci sarà sempre Walker a dirmi "Bravo" oppure "Ehi Jeff,
piantala…"…Lui c'è sempre per me…
MIKE:
Adesso che farai?
JEFF:
Partirò per Boston domattina
MIKE:
Per fare?
JEFF:
Niente…lasciare questo posto e far passare un po' d'acqua sotto i ponti…
MIKE:
Vai solo?
JEFF (Voltandosi verso Mike):
Verrà Walker con me…
MIKE:
Spero solo che tu non faccia sciocchezze…
JEFF:
Quelle le facciamo tutti…come le stronzate, del resto…
Mike si volta e si allontana. Jeff lo guarda per un attimo andar via, poi
ritorna con lo sguardo sulla lapide di Walker. Ha lo sguardo arrabbiato e
sconvolto allo stesso tempo. La Mdp stacca su una serie di inserti, che filmano
il cimitero sotto la pioggia, le tombe spoglie, le foto dei bambini sulle
lapidi, fino a zoomare su una statua di due bambini che si tendono la mano. Un
tuono irrompe. La scena si dissolve.

SCENA 38 - EST. RIVERTON AVENUE - NOTTE
Appare la didascalia "24 anni dopo". Ci ritroviamo nella stessa
piazza della visione di Mike. Tutto si ripete. La folla che grida "Mondo
Nostro"…Mike, adesso ultrasessantenne, faticosamente si muove lungo i
bordi della piazza. Incrocia il solito barbone di colore. In fondo alla piazza
c'è un palco addobbato con dei veli neri. Sul palco un uomo incappucciato che
sembra debba dire qualcosa. Mike stancamente cerca di avvicinarsi al palco. La
Mdp stacca sull'uomo incappucciato che con le mani fa segno alla folla di
zittirsi. Le urla della folla dissolvono. L'uomo è in piedi su una specie di
podio con davanti un banco nero che ricorda quello delle conferenze stampe della
Casa Bianca. Ha davanti un microfono e ai suoi lati altri due uomini, anch'essi
incappucciati, con due tonache nere lunghe fino ai piedi.
UOMO INCAPPUCCIATO:
Si……lo sarà…sarà nostro il mondo (Gridando):
Alle sue parole, la folla esplode in un boato di gioia. Volano coriandoli e
petardi. Poi l'uomo incappucciato fa nuovamente segno di fare silenzio. La folla
si zittisce. L'uomo incappucciato indica Mike col dito.
UOMO INCAPPUCCIATO:
Tu, vecchio……sei deluso dalla vita? Hai finito le tue cartucce e adesso stai
solo sparando a salve?…Bè, non abbiamo bisogno di te… (Poi indica un altro
vecchio davanti a lui, nella folla esultante)…E tu?…Pensione da schifo? Non
funzioni più a letto?…Sbavi appena vedi una bella diciottenne in pantaloni
corti e maglietta aderente?…Nemmeno di te abbiamo bisogno…
La folla esulta. L'uomo incappucciato fa segno di calmare gli animi.
UOMO INCAPPUCCIATO:
Qui non stiamo cercando illusi, tanto meno avanzi, ferri vecchi e roba da
stagnini. Qui ci vuole la forza…il coraggio…la pazienza…e il potere di
comandare un esercito di guerrieri pronti a tutto…
La folla esulta nuovamente. L'uomo incappucciato fa segno di zittirsi.
UOMO INCAPPUCCIATO:
Los Angeles è pronta a questo (con alcuni stacchi la Mdp inquadra alcuni volti
tra la folla)…e io sono orgoglioso di vedere questa città in mano a chi sa
comandare…Questa è la mia città, il mio cibo, la mia montagna, il mio fiume
sacro…sono nato qui… e voglio morire qui (La folla brevemente esulta)…Alla
larga chi cade a pezzi…si unisca a noi che è un vincente dentro e fuori…chi
sa che pensare è un'arma a doppio taglio…niente riflessioni…il mondo ha
bisogno di fatti, non di parole……Basta con gli uomini che non appartengono a
questo paese…basta coreani, cinesi, nord vietnamiti, basta africani in giacca
e cravatta che dicono balle dell'America…al rogo tutta questa immondizia.
La folla esulta scatenata.
UOMO INCAPPUCCIATO:
Come toglierla di mezzo?…Nella mia vita il destino ha mischiato le carte a suo
piacimento…io sono in debito con il destino e cercherò di fermarlo…io sono
il destino!
La folla esulta. Mike guarda impassibile.
UOMO INCAPPUCCIATO:
Finché ci sarà Walker Deegrim su questo palco, le cose staranno così
La folla esplode in un boato rumorosissimo. Mike si tappa le orecchie. L'uomo
incappucciato scende dal palco da un'uscita laterale. I due uomini incappucciati
lo accompagnano nel palazzo di fronte alla piazza. Entrano nel palazzo. Un uomo
anch'egli incappucciato resta sulla porta a fare la guardia. Mike si accorge di
tutto questo. La folla è in delirio. La Mdp stacca su Mike (in audio sentiamo
un fischio - che rappresenta l'udito di Mike, assordato dalle urla della folla).
Mike si muove verso il palazzo e si avvicina all'uomo di guardia. L'uomo blatera
qualcosa. Poi, in audio, il fischio cessa. In sottofondo si sente la folla che
esulta.
UOMO DI GUARDIA:
Sta cercando qualcuno?
MIKE (Con fatica):
Devo parlare con Walker Deegrim…
UOMO DI GUARDIA:
Ha un appuntamento?
MIKE:
No…ma se gli dice il mio nome sono sicuro che mi riceverà…
L'uomo di guardia lo fa entrare nella hall del palazzo.

SCENA 39 - INT. PALAZZO - NOTTE
C'è un altro uomo di guardia incappucciato. Svaniscono le urla della folla.
UOMO DI GUARDIA 2:
Desidera?
MIKE:
Devo parlare con Walker Deegrim…
UOMO DI GUARDIA 2:
Chi devo dire?
MIKE:
Falco Nero…
L'uomo incappucciato si avvicina ad un telefono interno e compone un numero.
UOMO DI GUARDIA 2:
Signor Deegrim…un certo Falco Nero la vorrebbe vedere…
Passano 5/6 secondi di silenzio
UOMO DI GUARDIA 2:
D'accordo
L'uomo incappucciato appende la cornetta e si avvicina nuovamente a Mike.
UOMO DI GUARDIA 2:
Il signor Deegrim la riceve…però prima dovrei perquisirla
Mike si avvicina al muro allargando braccia e gamba. L'uomo di guardia lo
perquisisce. Poi l'uomo di guardia lo accompagna nella stanza di Deegrim. I due
prendono l'ascensore. Arrivano ad un corridoio molto lussuoso. Dopo pochi metri
si fermano davanti ad una porta. Ai lati della porta ci sono due guardie del
corpo anche loro incappucciate. Uno di loro bussa. Si sente una voce.
VOCE (Fuori Campo):
Fai passare…
L'uomo di guardia lo fa entrare nella stanza.

SCENA 40 - INT. STANZA - NOTTE
E' una specie di sala riunioni. C'è un lungo tavolo colmo di bloc-notes e
penne, con una ventina di sedie. In cima c'è un uomo voltato verso la grossa
finestra che occupa mezza parete. La Mdp inquadra l'uomo da dietro, seduto su
una grossa sedia di pelle. La Mdp stacca su Mike che lo guarda, dall'altro capo
del tavolo. Appeso ad un attaccapanni ci sono un mantello e un cappuccio.
MIKE:
Ciao Jeff…
UOMO VOLTATO:
E' qui che ci siamo lasciati, vero Mike?
L'uomo si gira con la sedia. Ha la braccia dietro alla testa. E' Jeff,
chiaramente invecchiato. Ha i capelli grigio scuri con riflessi bianchi e un
pizzetto grigio. Jeff sorride.
MIKE:
Proprio qui…
JEFF:
Sei venuto per uccidermi, scommetto…
MIKE:
Mi hanno perquisito…con cosa potrei ucciderti?
Jeff da un cassetto alla sua destra estrae una pistola automatica di acciaio
cromato e la lancia verso Mike trascinandola sul tavolo. Mike blocca la pistola
prima che cada.
JEFF:
Ha il colpo in canna…coraggio…siamo soli, non ci sono telecamere…è una
pistola con silenziatore automatico…tu mi spari, non ti sente nessuno, poi te
ne vai, chiudi la porta ed esci indisturbato…Che ne dici?
Mike rilancia la pistola verso Jeff. Jeff la blocca con la mano. La rimette
nel cassetto con un ghigno ai limiti della provocazione. Poi si alza dalla
sedia. Cammina in su e giù nel raggio di un metro.
JEFF:
Se non sei venuto per uccidermi, che sei venuto a fare?
MIKE:
Non lo so……forse sono venuto per capire perché
JEFF:
Perché cosa?
MIKE:
Non stai certo benedicendo il nome di tuo fratello…
JEFF:
Ti stai sbagliando, vecchio……forse non lo hai mai saputo, ma il mio nome per
intero è Jeffrey Michael Arthur Walker Deegrim…E' uno dei miei nomi…non
sapevi eh?
MIKE:
Per me Walker Deegrim era un ragazzino sfortunato morto di tumore a 12 anni e
basta…tu per me sei solo Jeff Deegrim…
JEFF:
Ma per quella gente là fuori io sono Walker Deegrim…e sono il loro destino…hai
visto la gente là fuori, vero?
MIKE:
Tu usi una politica facile…fuori la gente scomoda…fuori con la violenza,
vero?
JEFF:
E' il sistema più ovvio…da quando a Philadelphia c'è Garrison Holliday, mio
caro amico, con la violenza siamo riusciti a ridurre il crimine del 65%…a
volte serve un po' di violenza…violenza contro la violenza…
MIKE:
Allora dimmi subito quale sarà la mia fine, visto che io sono uno di quelli che
disapprova i tuoi metodi…
JEFF:
E' un peccato……perché mi hai sempre sostenuto, sei sempre stato dalla mia
parte…
MIKE:
Finché si parlava di David Mendhelson o di Emiliano Escobar mi andava bene…ma
questo non è un romanzo……se continui così fra trent'anni a scuola
studieranno Jeff Walker Deegrim, il più grande assassino di massa del
ventunesimo secolo…
JEFF:
Non intendo fermarmi per ascoltare la banalità e la retorica dei tuoi discorsi…ho
costruito un impero e senza avere una faccia, senza avere un passato…da solo…
MIKE:
Darcy?
JEFF:
In qualche ospizio del cazzo...a fumare sigarette e ad avere attacchi epilettici
ogni secondo
MIKE:
E' bello vedere che hai questa considerazione di tua madre…
JEFF:
Invece a me dispiace vedere che una persona che un tempo mi stimava rinunci a
salvare il mondo per lasciare che io lo distrugga…è questo che pensi no?…Distruggerò
il mondo, non è così?
MIKE:
Non prima di distruggere te stesso…
Mike ritorna a sedere e si volta nuovamente verso la finestra.
JEFF:
Credo che questa conversazione sia finita, vecchio…
MIKE:
Ho 66 anni…che avrò mai da guadagnare dal tuo omicidio?
JEFF:
Esatto…sei solo un perdente…ciao vecchio…
Mike si volta per andarsene. Arriva alla porta poi si volta nuovamente verso
Jeff, ancora voltato verso la finestra.
MIKE:
Un'ultima cosa…visto che Walker è sempre con te, da tue testuali parole, ti
sta dicendo "Bravo" oppure "Ehi Jeff, piantala"…?
Mike si volta con la sedia. Ha lo sguardo spazientito. Mike si volta ed esce.
Jeff abbassa la testa. Si alza in piedi. Agguanta la sedia per lo schienale e la
scaraventa a terra arrabbiato. La Mdp stacca su un piano lungo della stanza.

SCENA 41 - INT. PALAZZO - CORRIDOIO - NOTTE
Mike percorre il corridoio. Le guardie incappucciate lo guardano andare via.
La Mdp lo riprende dal davanti con un carrello verticale. Parte un sottofondo
musicale ("E55" dei Simple Minds). L'immagine stacca

SCENA 42 - EST. PIAZZA - RIVERTON AVENUE - NOTTE
Gli elicotteri illuminano la piazza, che si è svuotata della folla. C'è un
po' di vento che fa volare delle cartacce. Si vede Mike uscire dal palazzo. Con
un carrello verticale, la Mdp lo riprende dal davanti. Mike si ferma e si volta
a guardare in alto. L'immagine stacca sull'ombra di Jeff che guarda dalla
finestra di un piano alto del palazzo. Mike si volta nuovamente e continua a
camminare. La Mdp si ferma. Mike le va incontro. (Effetto del computer) Mike
trapassa la telecamera. Si vede un apparato umano ricreato al computer, poi la
Mdp fissa la piazza dopo che Mike è passato. La Mdp stacca sul barbone di
colore. Vede qualcosa. Il barbone si alza in piedi scotendo la testa.
BARBONE:
Ah…questi ragazzacci…rovinano proprio l'ambiente…
Il barbone si abbassa e raccoglie una lattina vuota accartocciata di
Honeymoon e la getta in un cestino alla sua destra. Poi torna a sedere nel suo
angolo. In piano sequenza la Mdp allarga il campo e sale riprendendo tutta la
piazza e il panorama notturno della città di Los Angeles. Si vedono gli alti
grattacieli futuristici ed elicotteri supermoderni. Un flash.
THE END
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