3A
 
Associazione Alpinistica Altarese
Sezione del Club Alpino Italiano di Altare

 


Caratteristiche naturalistico/storiche di Altare e dintorni (a cura di Gino Bormioli)

CLIMA
Il clima è fresco e sano quando dominano i venti settentrionali, ma purtroppo in diversi periodi dell' anno prevale lo scirocco (maren). Elemento climatico negativo provocato da masse d'aria umida, proveniente dal mare che, incontrando i rilievi dell' Appennino e delle Prealpi, risalgono e si raffreddano fino a raggiungere la temperatura di condensazione, formano caratteristici annuvolamenti, e conseguenti leggere pioggerelle (sbruffen). Non sono rare, in inverno, abbondanti nevicate. Le piogge sono abbondanti solo in primavera, sporadici i temporali estivi.

INSEDIAMENTI RURALI
Dei molti cascinali che costellano le nostre montagne, la maggior parte è disabitata e sta cadendo in rovina. E' molto triste assistere al lento degrado di queste dimore un tempo abitate da famiglie numerose che traevano sostentamento dalle magre risorse della terra. Il clima rigido e le brevi estati permettevano un numero limitato di colture quali la patata, il granoturco ed un po' di grano; la semina avveniva in fasce strappate al bosco. L' alimentazione era completata dalle castagne che si consumavano fresche subito (ristie, balletti, proie) e secche durante l' inverno; l' essicazione avveniva in casupole chiamate appunto essiccatoi (scavi); le castagne venivano disposte su di una grata di legno dove sotto ardeva il focolare.
I magri introiti erano arrotondati dal lavoro che gli uomini svolgevano come boscaioli, dalla vendia dei vitelli e dalla vendita del latte e di un po' di formaggio di pecora, che le contadine recapitavano direttamente nelle case. Era festa grande quando si macellava il maiale, vigeva allora la mezzadria, quindi tutto era diviso a metà con il proprietario del fondo.
Percorrendo gli itinerari che vi suggeriamo si può prendere coscienza, con una vena di malinconia, della fine di una civiltà che ha duramente lottato. I ruderi dei cascinali invasi dai rovi, restano a testimoniare le loro fatiche.

FLORA
Le montagne tra cui Altare è incastonata sono ricoperte in prevalenza da boschi cedui di castani, faggi, noccioli e carpini. Non sono rari i boschi con piante ad alto fusto quali faggi secolari, querce, abeti, pini ed aceri; nei luoghi umidi sono presenti l' ontano nero ed il sambuco, nei versanti a mare i frassini ed i lecci.
In primavera le candide macchie dei ciliegi selvatici fioriti interrompono i molti toni dei verdi.
Il sottobosco è cosparso di arbusti di agrifoglio, sorbo, nespolo, sanguinella ed erica. Grossi tentacoli di edera e di vitalba (sbilerc) si avvinghiano alle piante di alto fusto. Molto diffusi i rovi, rari i lamponi.

Note:
- Altare era circondata da bellissimi boschi di castani domestici distrutti dal cancro alcuni decenni or sono..
I boschi di legna forte hanno fornito, per secoli, combustibile per fornaci da vetro e per il riscaldamento delle case; i boschi cedui di castagno di quattro o cinque anni fornivano il materiale per la fabbricazione di ceste o cerchi da botte, attività un tempo abbastanza diffusa in Altare.
- Con il legname dei boschi cedui, ed in particolare di nocciolo, si faceva il carbone di legna; è frequente scorgere in mezzo al bosco spiazzi piani, dove i boscaioli costruivano le carboniere (cokerie del bosco) per questa produzione.
I nostri boschi sono l' habitat ideale per funghi, per altro molto pregiati, che nelle annate propizie nascono in gran quantità.

FIORITURA
La fioritura è quella tipica dell' Appennino: molti fiori di campo, orchidee, rose canine, campanule, anemoni, trifoglia, fegatella e qualche esemplare di giglio di San Giovanni e di aquilegia atrata.

FAUNA
MAMMIFERI: varie sono le specie di mammiferi che abitano le nostre montagne anche se ridotte a pochi esemplari: volpi, lepri, tassi, martore, faine, donnole, scoiattoli, ricci, topi campagnoli. Abbondano i cinghiali di grosse dimensioni, alcuni esemplari superano i cento chili. Alcuni caprioli e daini sono presenti e si sono riprodotti da soggetti usciti dalla ex riserva di Ferrania.
UCCELLI: sono presenti molte specie di uccelli anch' esse in piccole qunatità: la ghiandaia, il merlo, il tordo, lo storno, il fringuello, il pettirosso, la cinciallegra e lo scricciolo.

Note:
I falchi sono in aumento grazie al popolamento eseguito dalle associazioni naturalistiche.
I fagiani sono anch' essi frutto di ripopolamento.

Durante il passo sostano altre specie di uccelli tra cui la beccaccia, regina del bosco.
Sui nostri valichi si può assistere alle innaturali migrazioni giornaliere di gabbiani e gabbianelli che partono dal mare per raggiungere i bacini dell' entroterra ed alla sera tornano alla costa. Altre presenze anomale sono quelle del corvo e della taccola, un tempo visibili solo durante le grandi nevicate.

ANFIBI E RETTILI
Meno visibili, ma presenti molte specie di anfibi, abitano presso gli stagni ed i corsi d'acqua che solcano i pendii delle nostre montagne; la salamandra pezzata, la salamandrina degli occhiali, il tritone, il rospo e la rana.
Popolano pure i nostri monti buona parte dei rettili presenti in Italia: il biacco o columbro giallo (uxelera), il colubro di Esculapio, la natrice del collare (bagera), la natrice viperina, l' orbettino, il ramarro, la lucertola.

Molto diffusa la timida e pericolosa vipera comuneo aspide, il cui aumento è dovuto all' abbandono dei cascinali con il conseguente inselvatichimento dei luoghi.