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     N.°19-            RIFUGIO GIAF -  FORCELLA SCODAVACCA  

            Tempo                        2 ore  

            Difficoltà                     EE

            Segnavia                     Nr° 346

            Dal piazzale retrostante il rifugio inizia il sentiero Nr.°346. In 15 minuti si giunge al bivio che, a destra porta al Boschet (vedi itinerario Nr.°27) – Segnavia Nr.°340-. Proseguendo dritti, il sentiero si fa via via più erto e, serpeggiando nell’ampia conca di mughi, giunge alla base dei ghiaioni. Da qui si scorge in alto la forcella Scodavacca, chiusa tra la torre Berti e la levigata torre Spinotti; a sinistra parte il sentiero per il bivacco “Granzotto Marchi” nel gruppo dei Monfalconi. Risalendo il ripido ghiaione si giunge in forcella, dalla quale in un’ora si può scendere in Prà di Toro al rifugio Padova, oppure, attraverso la sovrastante Tacca (forcella) del Cridola in valle del Cridola (vedi itinerario Nr.°26).

 

 

        N.°18-            PASSO MAURIA – RIFUGIO GIAF 

            Tempo                        2 ore  

            Difficoltà                     EE 

            Segnavia                     Nr° 341

            Dal valico, presso la casa cantoniera, una mulattiera si dirige verso la Val della Tora, alla quale si arriva in 20 minuti. Sulla breve discesa che conduce al torrente, si stacca, a destra, un ripido sentiero che conduce ad un’ampia cavità naturale, alla quale si può accedere con facilità, detta Grotta dei Camosci. Attraversata la valle, il sentiero divenuto più stretto e tra continui saliscendi raggiunge la più incisa valle  del torrente Fussiana. Risalita la costa sul alto opposto il sentiero diventando meno agibile attraversa una serie di ghiaioni l’ultimo dei quali richiede qualche attenzione. Superatolo, si scorge in fondo il rifugio che, tra boschi di abeti e faggi, si raggiunge in breve tempo.Al rifugio Giaf si può giungere anche da Forni di Sopra,percorrendo su strada carrozzabile la valle del torrente Giaf.

  

 

 

      N.°19-            RIFUGIO GIAF -  FORCELLA SCODAVACCA  

            Tempo                        2 ore  

            Difficoltà                     EE

            Segnavia                     Nr° 346

            Dal piazzale retrostante il rifugio inizia il sentiero Nr.°346. In 15 minuti si giunge al bivio che, a destra porta al Boschet (vedi itinerario Nr.°27) – Segnavia Nr.°340-. Proseguendo dritti, il sentiero si fa via via più erto e, serpeggiando nell’ampia conca di mughi, giunge alla base dei ghiaioni. Da qui si scorge in alto la forcella Scodavacca, chiusa tra la torre Berti e la levigata torre Spinotti; a sinistra parte il sentiero per il bivacco “Granzotto Marchi” nel gruppo dei Monfalconi. Risalendo il ripido ghiaione si giunge in forcella, dalla quale in un’ora si può scendere in Prà di Toro al rifugio Padova, oppure, attraverso la sovrastante Tacca (forcella) del Cridola in valle del Cridola (vedi itinerario Nr.°26).

 

 

        N.°21-            PASSO MAURIA – CASERA DOANA  

Si possono seguire 3 itinerari differenti. Tutti partono da Stabie dove si giunge seguendo l’itinerario Nr. 9. Al bivio di Stabie, ove si incrocia il sentiero Nr.336, si volge a destra seguendo la strada silvo-pastorale per qualche centinaio di metri, fino al punto in cui questa attraversa un piccolo ruscello e volgendo a destra, presso un tabià, inizia a risalire la costa. Volgendo a sinistra si imbocca il primo degli itinerari possibili, girando invece a destra per il sentiero che passa sotto la fascia di rocce ben visibili, si prendono gli altri 2 itinerari.

 

       

   N.°21A-           PASSO MAURIA – CASERA DOANA PER LA VAL PRENDERA 

            Tempo                        4 ore  

            Difficoltà                     EE 

            Segnavia                     Nr° 336

            Dal sopra citato ruscello, si abbandona la strada e volgendo a sinistra si sale alla forcella di Stabie. Dalla forcella si scende verso la Val Ciarnera su sentiero in costa. Giunti presso la confluenza di questa con l’affluente che scende dalla Val Prendera (a destra sentiero Nr.358), si prende decisamente quest’ultima e la si risale. Le tracce di sentiero ben presto si perdono, ma, mantenendosi prima lungo l’alveo del torrente e proseguendo poi per boschi si guadagna una profonda forcella: il Passo del Landro. Oltrepassandola e scendendo leggermente la costa si incontra la Casera Pioi; dal passo, piegando invece a sinistra per buon sentiero  prima e mulattiera poi, si costeggiano i versanti occidentali del monte Col Rosolo (o Doana) e si perviene alle belle malghe di Casera Doana. La casera Doana è facilmente raggiungibile da Laggio di Cadore, seguendo la rotabile che porta a casera Razzo per Km.10 ed abbandonandola sulla sinistra presso il 7° tornante sotto le rocce. Lasciata la strada principale si scende sul fondo valle e attraversando il torrente si inizia a salire per strada percorribile solo con jeep. Dalla casera, tra vasti pascoli si può raggiungere la cima del Col Rosolo o per l’affilata cresta occidentale o seguendo il sentiero Nr.337 fino alla cresta. Dalla cima dell’erboso monte si gode un’ottima vista sui monti della Carnia e del Cadore.

 

 

   N.°21B-     PASSO MAURIA – CASERA DOANA PER LA PALA DEL TODESCO  

            Tempo                        3 ore e 45 minuti   

            Difficoltà                     EE  

            Segnavia                     Nr° 329

            Al passo del Landro si può arrivare più direttamente per il ripido canalone erboso che solca le pareti rocciose ben visibili da Stabie verso Est. Oltrepassando il già citato ruscello e volgendo a destra, la mulattiera risale la costa passando sotto le pareti rocciose. Si segue la costa verso est fino ad imboccare, sulla sinistra, un ripidissimo sentiero  che, inoltrandosi in alto tra le rocce, guadagna rapidamente quota e sbocca nuovamente tra boschi, sotto il Passo del Landro. Da qui, come itinerario precedente, fino alla Casera Doana.

 

   

     N.°21C-        PASSO MAURIA – CASERA DOANA PER COSTA BORDONA’   

            Tempo                      4 ore   

            Difficoltà                     EE   

            Proseguendo, come da itinerario precedente, sotto le pareti rocciose, in direzione Est e passando a monte di una malga, si raggiunge la cresta meridionale che scende dal passo del Landro.Tale cresta o Costa Bordonà,è tra i tre itinerari descritti,la più accessibile;percorrendola e,passando in alto presso casera Pioi,si giunge al passo del Landro.

 

 

    N.°22-          BAR PINETA – SANTIGO – FORNATE - BIVACCO VACCARI  

            Tempo                      3 ore e 15 minuti   

            Difficoltà                     EE   

            Segnavia                     Nr° 326-340

            Fino a Santigo vedi itinerario Nr.°8; al bivio volgendo a destra passando un torrente ed iniziando a salire per la strada che si fa man mano più stretta (sentiero dei Fornate) si giunge nella valle del Cridola (ore 0,30 dal bar Pineta). Si segue quindi il sentiero che, a mezza costa fra i mughi, taglia la valle in direzione della parete Nord del Cridola. Raggiunta l’alta valle si incrocia il sentiero proveniente dal fondovalle (vedi itinerario Nr.23) e proseguendo per scarse tracce di sentiero sulla sinistra (segnavia Nr.340) si giunge alla sorgente Aganase. Qui il sentiero si fa più ripido superando una ripida scarpata ghiaiosa. Tenendosi sempre a sinistra, improvvisamente la valle si spiana e il sentiero prosegue più pianeggiante tra pietrame e grossi massi rocciosi. Si prosegue così, costeggiando le rocce, finchè la valle si allarga a sinistra. Volgendo in tale direzione fin sotto il salto erboso che chiude la valle e superate poi le facili roccette si giunge in Cuna del Cridola, nel cui centro è posto il bivacco. (il superamento delle roccette e del sovrastante ripido prato richiede circa un quarto d'ora di tempo ed un po’ di attenzione).

 

 

        N.°23-     BAR “ORFEO” – BIVACCO VACCARI PER IL SENTIERO DELLA   

                         SEGHERIA   

            Tempo                        3 ore e 45 minuti   

            Difficoltà                     EE    

            Segnavia                     Nr° 329

            Dal bar “Orfeo” fino alle sorgenti del Cridola vedi itinerario Nr.°11. Superate le sorgenti e proseguendo per mulattiera si risale la valle del Cridola percorrendone il fondovalle fino ad incontrare il sentiero proveniente da Santigo – Fornate (Nr.°326). Dalle sorgenti 45 minuti, quindi si prosegue come da itinerario precedente

 

 

   N.°24-     PASSO MAURIA – RICOVERO MIARON – SENTIERO ATTREZZATO

                   “G.OLIVATO”- BIVACCO VACCARI.   

            Tempo                       3 ore dal ricovero Miaron   

            Difficoltà                     EEA

            Segnavia                     Nr° 325

            Dal Passo Mauria al Ricovero Miaron, vedi itinerario Nr.°14. Salendo tra mughi per qualche decina di metri, si volge a destra e oltrepassando una vallecola ghiaiosa, si percorre la costa settentrionale del Miaron. Giunti così in un ampio vallone ghiaioso si sale attraversandolo, verso la sorgente del Pissandol. Da qui si prosegue per il vallone su ghiaie  e una piccolo nevaio. Tenendosi in alto verso destra si giunge all’inizio del sentiero attrezzato “Giovanni Olivato” (targa in legno e prima corda metallica) (40 minuti dal ricovero Miaron). Il sentiero percorre una cengia che, con una serie di rientranze ed esposte “uscite”, attraversa i versanti occidentali del Miaron e Pitacco . La lunga serie si strette valli e profondi canaloni coincide con una cengia abitualmente percorsa da camoschi. Nei punti più esposti o pericolosi è stata posta una corda metallica, per un totale di circa 300 metri di lunghezza; lungo il percorso si incontrano molti piccoli ruscelli e “landri” che possono offrire un ottimo riapro. Dalla fine della cengia e del sentiero attrezzato – targa in legno- con faticosa ascesa in un’ora attraverso mughi ed un ripido prato poi, si giunge in Cuna del Cridola (2050 metri) .

 

    

     N.°25-         PASSO MAURIA – VAL DELLA TORA – FORCA DEL CRIDOLA –                          BIVACCO VACCARI

             

            Tempo                       4 ore e 30 minuti in salita

                                                2 ore e 10 minuti in discesa   

            Difficoltà                     EE 

            Segnavia                     Nr° 340-348

            Il percorso assai faticoso in salita è invece consigliabile in discesa, quale sentiero più breve per il ritorno dalla Cuna del Cridola. (Descrizione in discesa) Dalla Cuna si sale verso est alla Forcella del Cridola percorrendo i ghiaioni che passano sotto il Castello del Cridola e il Monte Vallonut ( 20 minuti ). Dalla forcella uno splendido panorama dei monti della Carnia e delle pareti Nord-Est del Cridola .Si  scende quindi nell’ampio circolo glaciale della Mescola, percorrendo sulla sinistra un facile sentiero. In prossimità di una piccola forcella si abbandona il sentiero  Nr.°340 e si discende un ripido, ghiaione e stretto canalone (esso richiede particolare attenzione a causa dei molti blocchi instabili che facilmente possono essere  posti in movimento) fin dove esso si allarga. Da qui, percorrendo i versanti orientali dei monti Tor, si raggiunge in breve la Forcella Fussiana (da alcuni chiamata anche Passaggio del Vallò). Discendendo i ghiaioni si giunge nella Val della Tora (o vallò dei Cadorini) che si attraversa per esili tracce di sentiero giungendo in una vallecola che si percorre interamente. Ove questa si allarga, il sentiero volge a sinistra attraversando i versanti orientali del Miaron. Ad un bivio si può scendere direttamente sul sentiero Nr.°341 per ripidissimo sentiero e ghiaione, oppure proseguire per il sentiero Nr.° 348, attraversando in discesa tra i mughi prima ed i boschi poi, la costa e giungendo direttamente al Passo della Mauria.

 

 

         N.°26 –           VAL CIRDOLA – TACCA – FORCELLA SCODAVACCA    

            Tempo                      1 ora e 30 minuti . 

            Difficoltà                     EEA  

            Segnavia                     Nr° 344

            Dall’ampio vallone sottostante la Cuna del Cridola ( vedi itinerario Nr. 22) per il ripido ghiaione si sale alla forcella compresa tra il massiccio centrale del Cridola ed i contrafforti orientali (subito a destra Torre Both) . Dalla forcella (Tacca) si può direttamente salire alla Cima Est del Cridola (vedi itinerario Nr°329 o alla Torre Both con difficoltà massime di 2° grado. Discendendo invece per stretta gola ghiaiosa, si perviene alla Forcella Scodavacca (vedi itinerario Nr.°19), dalla quale si discende a sinistra al Rifugio Giaf – ore 1,15 – e a destra al rifugio Padova – ore 1.

 

 

 N.°27- RIFUGIO GIAF – BOSCHET- FORCA DEL CRIDOLA – CUNA – BIVACCO

 VACCARI .   

            Tempo                      ore 2 e 30 minuti in salita.

                                                2 ore e 10 minuti in discesa   

            Difficoltà                     EE   

            Segnavia                     Nr° 340

            Dal rifugio Giaf lungo la mulattiera della Forcella Scodavacca (itinerario Nr.°19) per una decina di minuti quindi, volgendo a destra, si sale alla località “Cason del Boschet” – un’ora dal rifugio.Da qui il sentiero attraversa la dorsale del monte Boschet fino sotto il Vallonut di Forni . Salendo tra i mughi e pietrame il sentiero raggiunge la Mescola, ampio circolo glaciale e per il sentiero sulla destra la Forca del Cridola. Dalla Forca scendendo sul versante opposto si raggiunge la verdeggiante conca della Cuna.

 

 

 

             N.°28-                 BALOTA - PISSANDOL - SANTIGO.

            Tempo                        30 minuti in discesa 

            Difficoltà                     EE

            Segnavia                     Nr° 325 B

            Ritornando dal bivacco “Vaccari” per il sentiero “Olivato”, può essere necessario ridiscendere al bar “Pineta”.E’ stato perciò tracciato un sentiero che dalla sorgente del Pissandol (itinerario Nr.°9) scende direttamente alla Casera Santigo e quindi al bar “Pineta”. Tale sentiero è sconsigliabile in salita perché molto faticoso. Dalla sorgente del Pissandol, di fianco alla Balta, si scende per tracce di sentiero fino alla fine dei ghiaioni; attraversando quindi verso destra, si raggiunge una conca prativa con bosco rado (Busa della Galinaze). Si scende alla Casera Santigo, da dove in 15 minuti si raggiunge la statale. (Bar Pineta).

 

     

      N.°29-         CUNA - BIVACCO VACCARI - FORCELLA COZZI – VAL DELLA                           TORA –  PASSO MAURIA .

           

            Tempo                         2 ore e 15 minuti  

            Difficoltà                     EEA    

            Segnavia                     Nr° 325 B

            Percorso non segnato. La forcella Cozzi divide i monti Tor dalla Cima Pitocco. Essa è raggiungibile dalla Cuna risalendo un ripido e stretto canalone ghiaioso (40 min.) che è visibile nella parte più bassa anche dal bivacco. Sia la salita sul versante meridionale che la discesa su quello settentrionale richiedono attenzione per la presenza di salti di rocce e di ripido nevaio. La stretta forcella è il punto di partenza per le salite di Cima Cozzi e alla Cima Pitocco. Disceso dalla forcella il ripido nevaio ed i successivi ghiaioni, si giunge nella Val della Tora incontrando il sentiero Nr.° 348. ( vedi itinerario Nr.°25)

 

 

             N.°18-                         PASSO MAURIA – RIFUGIO GIAF 

            Tempo                        2 ore  

            Difficoltà                     EE 

            Segnavia                     Nr° 341

            Dal valico, presso la casa cantoniera, una mulattiera si dirige verso la Val della Tora, alla quale si arriva in 20 minuti. Sulla breve discesa che conduce al torrente, si stacca, a destra, un ripido sentiero che conduce ad un’ampia cavità naturale, alla quale si può accedere con facilità, detta Grotta dei Camosci. Attraversata la valle, il sentiero divenuto più stretto e tra continui saliscendi raggiunge la più incisa valle  del torrente Fussiana. Risalita la costa sul alto opposto il sentiero diventando meno agibile attraversa una serie di ghiaioni l’ultimo dei quali richiede qualche attenzione. Superatolo, si scorge in fondo il rifugio che, tra boschi di abeti e faggi, si raggiunge in breve tempo. Al rifugio Giaf si può giungere anche da Forni di Sopra, percorrendo su strada carrozzabile la valle del torrente Giaf.