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Se la distanza tra le unità di telecontrollo è elevata oppure se vi è l'impossibiltà di aggiungere i necessari conduttori di comunicazione all'impianto elettrico presente, la soluzione al problema è quella di utilizzare apparecchiature radioricetrasmittenti realizzando così una rete via radio. Partiamo con il valutare gli aspetti negativi di una rete di comunicazione via radio. Come primo punto a sfavore si ha l'estrema suscettibilità del ricevitore ai disturbi di natura elettrica, un'altro problema è la condivisione dello stesso canale radio da parte di diverse utenze. In qualsiasi istante si può verificare una sovrapposizione dei segnali trasmessi da differenti sorgenti estranee al sistema di telecontrollo i quali giungendo al ricevitore provocano interferenza e quindi la perdita dei dati. Nelle reti via radio è necessario utilizzare una tipologia di invio dei dati che consenta sempre la ripetizione delle informazioni perse a causa dei motivi sopracitati. E' consueto adottare la tecnica della trasmisione di un gruppo di dati inserendo all'inizio ed alla fine degli stessi un certo numero di dati di controllo. Si realizza così un "pacchetto" (gruppo di dati) il cui contenuto riflette le informazioni necessarie per gestire la logica di scambio delle informazioni tra le unità: il protocollo. Adottando tale tecnica si riesce ad accrescere enormemente l'affidabilità di una rete dati via radio. Protocolli di questo tipo sono per esempio l' AX25 il quale è un derivato del noto X25 a cui è stata modificata la gestione del tipo di trasmissione: half-duplex. Normalmente in un sistema di telecontrollo non è richiesta una complessa struttura di protocollo come invece implementa l'AX25. La minima quantità e la fissa tipologia dei dati, presente in una rete di telecontrollo, consente l'utilizzo di semplici protocolli di comunicazione realizzabili anche con microcontrollori dalle prestazioni e dai costi contenuti (fascia di prodotti medio-bassa). La scelta degli idonei apparati radioricetrasmittenti è dettata dalla tratta di copertura che il segnale radio deve garantire. Per distanze che vanno da alcune centinaia di metri fino ad un chilometro circa (dipendente dall'orografia del terreno) è possibile impiegare dei piccoli ricetrasmettitori operanti in FM (Frequency Modulation) ed in banda LPD (Low Power Device) per i quali non necessita alcuna concessione governativa e nessun canone annuale. Sono attualmente disponibili sul mercato ricetrasmettitori (RTX) in banda LPD di piccole dimensioni e con un buon rapporto qualità-prezzo. Suggerirei di orientarsi verso quei modelli che utilizzano oscillatori a quarzo, questi, a differenza dei modelli che utilizzano risuonatori SAW, offrono una maggiore precisione e stabilità in frequenza, caratteristiche importanti che si riflettono sul funzionamento. Per quanto riguarda la sezione ricevente è consigliabile sia del tipo supereterodina. Di norma con detti dispositivi in UHF è possibile raggiungere un flusso dati di 9600 BPS operando in FSK diretta. Il grosso vantaggio del sistema ad FSK diretta (privo di note audio di Mark e Space) è quello di non richiedere nessun modem e di mantenere più contenuta la larghezza di banda a parità di Bit-rate. I dati sono inviati alla sezione TX e prelevati dalla sezione RX direttamente a livello logico TTL (0-5 V). Di contro resta il fatto che nel sistema ad FSK diretta è indispensabile introdurre un "preambolo" di inizio pacchetto: sono sufficienti un paio di BYTE per garantire l'assestamento del discriminatore del ricevitore il quale esegue la corretta decodifica dei livelli logici dopo qualche BIT. Chiaramente adottare questa tecnica (FSK diretta) significa risparmiare il costo di un modem per ogni unità di telecontrollo impiegata, inoltre le dimensioni degli attuali RTX in banda LPD sono ridottissime e l'assenza del modem, vista in termini di ingombro e di consumo, facilita la costruzione di apparati designati per un uso portatile. Va inoltre detto che è possibile sfruttare un'unità di telecontrollo intermedia (compresa tra due più distanti) come Digipeater ossia per la ritrasmissione dei "pacchetti", un semplice modo per aumentare l'area di copertura di una rete radio in banda LPD. Nel caso ci sia la necessità di coprire una vasta area, anche decine di chilometri, è necessario l'utilizzo di ricetrasmettitori di maggior potenza, operanti su frequenze date in concessione dai competenti uffici delle Poste e Telecomunicazioni e subordinati al pagamento di un canone annuale. Discrete potenze (10 W o più) unitamente ad antenne efficienti rendono disponibili aree di copertura di 50-100 Km, maggiori aree di copertura si possono ottenere mediante l'impiego di stazioni intermedie per la ripetizione dei pacchetti (digipeaters).
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