BIOGRAFIA DI

CAMILLO BORGIA

(1773-1817)

SOLDATO ED ARCHEOLOGO

 

Il conte Camillo Borgia apparteneva ad un’antica famiglia di Velletri, le prime notizie della quale si hanno nel XII secolo. Sembra non vi sia nessun legame fra i Borgia di Velletri e quelli di Spagna ai quali si devono due papi: Callisto III (1455-1458) ed il più noto Alessandro VI (1492-1503), padre di Cesare, il duca Valentino, e di Lucrezia.

Camillo Borgia nacque a Velletri nel 1773 e fu uno dei tanti notevoli personaggi, originati da questa nobile famiglia, che si distinsero nelle lettere, nella armi e nel campo ecclesiastico. Fra tutti il più famoso fu senza dubbio il cardinale Stefano, noto per il Museo di antichità da lui ampliato, riordinato e studiato, morto a Lione nel 1804 mentre con Pio VII si recava a Parigi per l’incoronazione di Napoleone.

Il Borgia di cui trattiamo fu cavaliere di Malta, capitano dei dragoni pontifici, ufficiale di cavalleria nell’Impero austriaco e venne poi sedotto dall’Illuminismo e dalle nuove idee propugnate dalla Rivoluzione francese. Divenne così, malgrado la sua appartenenza all’aristocrazia, un acceso "giacobino" come allora si chiamavano i partigiani dei Francesi. Capitano dei dragoni durante la Repubblica romana del 1798-99, partecipò a numerosi scontri con gli insorgenti e seguì i Francesi costretti ad abbandonare Roma, dopo la capitolazione della repubblica. Ufficiale di Stato Maggiore nell’esercito francese durante la campagna d’Italia del 1800, direttore di Polizia del circondario di Velletri, capitano della Gendarmeria imperiale nel 1809, dove ebbe modo di distinguersi nella lotta al brigantaggio, divenne poi sottoprefetto durante il breve periodo dell’occupazione murattiana degli Stati pontifici (1814). Esule a Napoli dopo il ritorno di Pio VII sul trono pontificio, si presentò a Murat al quale, costretto dal bisogno, aveva offerto in vendita il Museo Borgiano, da lui ereditato. Accettò da questo re la nomina ad aiutante generale, grado che poté ricoprire solo per pochi mesi, dato che l’esercito napoletano si disintegrò sotto l’urto degli Austriaci. Ancora una volta costretto all’esilio Camillo Borgia si rifugiò in Tunisia dove nel breve periodo di quindici mesi si dedicò ad una intensa attività archeologia, visitando innumerevoli località alla ricerca di resti punici e romani. Fu, inoltre, il primo europeo ad effettuare scavi nel sito dell’antica Utica.

Ottenuto il perdono da Ferdinando IV, agli inizi del 1817 tornò a Napoli e mentre si accingeva a riordinare il copioso materiale in suo possesso per pubblicarlo, venne a morte nel maggio dello stesso anno, appena quarantaquattrenne.

Di Camillo Borgia esistono a Velletri, nella Biblioteca Comunale, le memorie manoscritte, di circa 1.600 pagine, che coprono il periodo che va dal 1796 al 1815, intitolate "Giornale della mia vita", oltre a numerosa corrispondenza.

Tutta la documentazione da lui riportata dalla Tunisia è invece conservata a Leida, in Olanda, presso il Museo Nazionale delle Antichità (Rijksmuseum van Oudheden). Anche questa è composta da alcune centinaia di pagine, note, appunti, disegni e piante, riguardanti i reperti ed i siti archeologici da lui visitati, nonché la descrizione degli usi e costumi della regione.

A cura dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Velletri e della Biblioteca Comunale si è tenuto il 18 novembre 1999, un convegno avente per tema: "Camillo Borgia, soldato ed archeologo", cui hanno preso parte studiosi italiani e stranieri e nel corso del quale è stato presentato il volume, nella collana dei quaderni della Biblioteca Comunale, con il medesimo titolo, scritto da Vincenzo Ciccotti che per oltre tre anni si è occupato della biografia di questo personaggio, consultando le sue memorie sia in Italia che in Olanda.

Successivamente è prevista la pubblicazione degli atti del convegno.

 

HOME