da  CANTI  SCIOLTI E BALLATE PER I MORTI DI ‘NDRINA E DI MAFIA

 

 

 

 

 

ROLANDO A RONCISVALLE *

 

 

Rolando a Roncisvalle

cadde coi suoi paladini

lottando i saracini;

invano nella valle

suonò il suo olifante

per richiamare Carlo,

morì senza codardia

stringendo durindarda.

 

E’ come fosse ieri:

nella gola di Capaci

anche Giovanni cadde

coi suoi cavalieri;

una spada impugnava,

quella della Giustizia,

morente suonava l’olifante

per radunar la gente

contro il vile gigante

della mala.

 

Non l’uccise l’infedele moro

che il volto mostra,

l’uccise il volto oscuro

di Cosa Nostra;

una lacrima scorse pel suo viso

quando vide il corpo della compagna

di sangue intriso.

E allor Giovanni più forte suonò il corno

e la sua Patria venne a lui attorno:

piantò per sempre sotto il suo balcone

l’albero della Libertà chiamato Falcone.                  

 

 

*In parallelo con l’epica morte di Rolando e dei suoi cavalieri caduti nell’anno 778 nell’agguato di Roncisvalle per mano degli infedeli (episodio eternato da Turoldo ne “La chanson de Roland”), la ballata rievoca l’altrettanta epica morte di uno degli eroi più fulgidi dei nostri giorni, il giudice Giovanni Falcone, ucciso,assieme agli agenti della sua scorta,nell’agguato di Capaci il 23 maggio 1992.

 

 

 

LA MAFIA IMPRENDITRICE *

 

 

La mafia imprenditrice

contava i soldi con la calcolatrice,

svelta con la P.trentotto

li accatastava nelle casse da morto.

 

 

*Verso la fine degli anni ’60 – inizi di quelli ’70 la mafia modifica in modo fondamentale il suo modo di essere e di agire: la sua struttura a carattere agricolo-rurale si trasforma in organizzazione imprenditoriale tutta finalizzata all’accumulazione illecita di danaro e di beni.Il mafioso diventa il “general menager” di una industria quanto mai in attivo come quella dei sequestri di persona,del traffico di armi e di droga.

 

 

 

 

FAVA, IMPASTATO, FRANCESE, DE MAURO *

 

 

 

Fava, Impastato, Francese, De Mauro,

tutti furono uccisi, non ebbero riparo:

avevano osato con le loro idee sfidarli

bisognava inesorabilmente eliminarli.

 

Chi morì di lupara bianca

e una tomba ancora gli manca,

altri morirono di semplice lupara

e quindi ebbero la fortuna di una bara,

Peppino Impastato lo dilaniò una bomba

ma anche i suoi resti han trovato una tomba.

 

A tanti giornalisti, cronisti, impartirono

la dura punizione

per cancellare la libertà d’espressione:

ma la libertà di manifestare il pensiero

giammai potrà andare al cimitero.

 

 

*Giuseppe Fava, Mario Francese e Mauro De Mauro  furono barbaramente uccisi dalla mafia che avevano più volte contrastato con la loro coraggiosa attività di giornalisti (il corpo di De Mauro non fu più ritrovato). Peppino Impastato, che da una radio privata aveva in diverse occasioni attaccato noti esponenti mafiosi, fu ucciso da una bomba il 9 maggio 1978 dopo essere stato legato e abbandonato sui binari ferroviari.

 

 

 

 

A PALERMO SCESE IL GELO*

 

 

A Palermo scese il gelo

quando fu ucciso Peppino Puglisi,

è perché predicava il vero Vangelo

che Cosa Nostra per rabbia “lu stisi”.

 

 

 

*Il 15 Settembre 1993 don Pino Puglisi, parroco del quartiere Brancaccio di Palermo, veniva ucciso dalla mafia. Puglisi aveva inteso testimoniare con l’esempio, fatto più che di parole di opere, il messaggio evangelico.