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"...a Soave, lungo la via Porta Vicentina, si trova il
Palazzo dei Conti Sanbonifacio che prospetta a mezzogiorno la corte Pittora,
così denominata dalla nobile famiglia Pittore di Verona la quale,
come si opina, fece erigere tale fabbricato passato poi in proprietà
dei Conti Sanbonifacio...
...Nel suo interno, al piano terreno, vi sono i primitivi archivolti
reali, con cantinoni sotterranei, ove esistono cunicoli segreti, i quali,
si vuole, fossero in comunicazione col castello di Soave..."
Così Silvio Grigolini, insigne storico Soavese, nel 1940 presentava
quella che oggi è la mia residenza e la sede della mia azienda vitivinicola. |
Benvenuti nel luogo dove il frutto della vite amorevolmente curato nel
vigneto diventa vino. La cantina, ovvero la sintesi perfetta tra l'antica
tradizione, che trasuda dalle pareti del palazzo e la moderna tecnologia
ed efficienza delle macchine enologiche.
Da quando è stato costruito, circa 800 anni fa, nel palazzo dei
Conti Sanbonifacio si producono o conservano vini. Ecco perché i
granai del palazzo, abbondantemente aerati, sono perfetti per l'appassimento
delle uve e il cantinone sotterraneo, con una temperatura pressoché
costante durante l'anno, è un luogo unico e ideale per l'affinamento
dei vini.
E' questo imprescindibile legame con la storia e con il passato che
mi spinge naturalmente verso la ricerca e la riscoperta della tradizione
del Soave. Una grande vocazione che si concretizza in vini come il Recioto
a fermentazione naturale in bottiglia e l’Acini Soavi.
| Vinificare è un’arte che richiede sensibilità,
esperienza, paziente dedizione e cura dei dettagli.
La tipicità del Soave e l’impegno per la qualità sono
il denominatore comune presente in tutte le mie tecniche di vinificazione
e affinamento. Il mio obiettivo è quello di esprimere, nel modo
più diretto possibile, l'aroma varietale della Garganega e del Trebbiano
di Soave così come viene modellato dal terroir e dal clima della
mia zona.
La vendemmia viene effettuata in tre passaggi successivi negli stessi
vigneti per poter cogliere il grado di maturazione ideale di tutte le uve.
La raccolta viene fatta interamente a mano, in piccole casse da 15 chilogrammi
ed è seguita da una attenta e accurata cernita pre-pigiatura. Questo
processo allontana il rischio di fermentazioni indesiderate e mantiene
l'uva nel miglior stato possibile prima della diraspatura e della soffice
pressatura.
Un metodo rigoroso fatto di monitoraggi continui e interventi tempestivi
ed efficaci permette di evitare l'ossidazione del mosto, di controllare
attentamente le temperature di fermentazione e di ridurre al minimo l'apporto
dell'anidride solforosa. |
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