Pietro Meneghelli è nato a Mirano, nell'entroterra veneziano, nel 1949. Cresciuto a Roma, ha seguito un percorso di studi in filologia inglese ed è stato lettore di italiano a Dublino.

Collaboratore di diverse riviste di studi letterari, ha scritto due libri sulla narrativa irlandese. Per parecchi anni docente in università italiane, ha curato le versioni di grandi classici d'espressione inglese, come Moby Dick di Melville, e di molti altri importanti libri originariamente pubblicati in lingua inglese. Vive in un piccolo centro dell'Umbria, dove lavora come traduttore; insegna presso una facoltà di interpretariato e traduzione, a Roma.

 

 

Tra i suoi libri...

 

L'uva aspra del Toni

"Storia macabra", o forse vera e propria "Storia di fantami", presentata in apertura del "Maggio dei libri" alla Marciana di Venezia.

"Se mangi l'uva aspra, ai tuoi discendenti faranno male i denti. Non è così che dice la Bibbia?". Ad affermarlo è Antonio, avventuroso copiatore di opere pittoriche, ora convinto di riconoscere in ciò che gli succede una replica di eventi già "andati in scena" un mucchio di anni fa.

In un andirivieni tra Trieste e le terre in cui «'l Muson fremendo ondeggia» -- insomma la cittadina veneta in cui vive (un tempo fortificata isola del Musone) -- l'Antonio ha incontrato un'enigmatica Marlena, per via della quale è incappato in un omicidio; poi ha fatto qualcosa che non doveva fare con un certo affresco "segreto" di Giandomenico Tiepolo. Adesso deve difendersi in un labirinto di "radici" in cui la linea di demarcazione tra vivi e morti si rivela alquanto labile.

Robin edizioni

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Intervista su "Thriller Magazine"

 

 

La croce celtica

Vite dominate dall'inquietudine, atmosfere più o meno rarefatte, scenari veneto-celtici. Da un remoto delitto si dipane una trama poliziesca che lascia qualche spazio all'ironia. Newton Compton editori

 

 

Neither Saxon nor Italian. Sulla letteratura irlandese in lingua inglese 1800-1922.

Argomento del libro è il progressivo emergere, lungo quel secolo e più di transizione linguistica che portò a "tradurre" l'identità irlandese nella lingua inglese, di una letteratura dai temi fortemente "identitari". Gli anni a cui si riferisce il sottotitolo sono quello in cui uscì Il Castello Rackrent di Maria Edgeworth (storia di "gentiluomini di campagna" irlandesi raccontata attraverso il vernacolo aglo-irlandese di un servo) e quello in cui fu pubblicato per la prima volta l'Ulisse di Joyce, tour de force che rappresenta il compimento, e il culmine, del processo. L'Orientale Editrice,


 

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