LETTERA 6: al padre

Penne, 26-12-1929

Carissimo padre,
rispondo alla tua cara lettera in data del 5 del precedente mese e ne ho sentito il solito contento nel leggerla. Perciò non tarderò molto a scrivervi, per farvi cioè stare contento. Come per il passato, io sto bene, e il mio corso di studi, credo, è discreto almeno, cioè faccio qualche profitto, e spero di farlo di più in avvenire.
Poc'anzi mi venne a trovare zia Marietta e mi informò della buona salute dei nostri. La mamma non è venuta per le S. Feste, essendo che dì 9 di Dicembre la rividi per l'ultima volta. Voi mi parlate di zio Cesare, anch'io gli ho scritto per le feste trascorse.
Anche se il nonno è un po' lontano da voi, rassegnatevi. Sì, fate bene a rimettervi alla Santa Volontà di Dio, Il Quale sempre dispone le cose a nostro bene. Non fa niente se abbiamo da soffrite in questa vita, perché se abbiamo offerto a Dio i nostri dolori, in isconto dei nostri ed altrui peccati, acquisteremo meriti per Quella Patria Celeste dove tutti aneliamo.
Coraggio, caro papà, facciamoci forza, per pervenire al Paradiso, la cui porta sicura ne è Maria, la madre di Gesù e di tutti noi Cristiani. Non tralasciate di recitare almeno un'Ave Maria in onore di questa Vergine Santa. Vorrei un santo qualsiasi che vi parli della Madonna, ma neanche questo potrebbe dir bene e precisamente tutti i privilegi e l'amore che ci porta Essa.
Vi auguro un anno, cioè l'anno che viene, migliore di questo che è per trascorrere, e che già è trascorso quando riceverete questa mia. Un anno, quale voi lo desiderate pieno di benedizioni di Dio e di gaudi vostri spirituali. Vediamo che gli anni trascorrono e l'ultimo istante s'avvicina.
Dunque non passiamo con trepidezza i gironi che il nostro Dio ci dispone. Facciamoci meriti per il Cielo. Caro padre, voi adesso siete avvisato da me di certe cose, perciò a voi tocca di farle. Io e voi cioè. Se scriverete al nonno gli manderete i saluti da parte mia .
Ripeto io sto bene, e per la mia vista già ci s'è pensato, come vi dissi dianzi.
Per ora vi saluto e vi bacio la mano; mi dico Vostro aff.mo figlio.

Pasquale Canzii