Capua
è un centro urbano notevole dell'entroterra campano ed occupa, nella
millenaria storia della Terra di Lavoro, un posto preminente per le
sue qualità architettoniche, artistiche ed ambientali. Una straordinaria
varietà di monumenti - che vanno dall'età romana all'Ottocento - punteggia,
infatti, il suo stratificato tessuto di palazzi e giardini, di chiese
e conventi, di castelli e caserme, racchiuso in un'ampia ansa del
fiume Volturno e in una possente murazione bastionata cinque-settecentesca.
I primi abitanti, di origine etrusca, latina e longobarda, provenivano
da Sicopoli, piccola città eretta intorno all'841, presso le sorgenti
di Triflisco su un'altura del monte Palombaro che domina la pianura
campana e buona parte della vallata in cui scorre il Volturno. Abbandonata
Sicopoli, a causa di numerosi incendi che la rendevano non idonea
alla difesa, la comunità fondò, nell'856, in appena due anni di lavoro,
Capua nova ricordando così l'altra Capua, l'attuale S. Maria C.V.
Nella struttura urbana di Capua si possono leggere l'impianto longobardo
e gli ampliamenti ed edificazioni dei successivi periodi di dominazione
normanna (1062-1195), sveva (1196-1265) e angioina. Del primitivo
nucleo longobardo va ricordata la Torre Campanaria eretta nell'aprile
dell'861 dal conte Landone. Un documento di età angioina è il palazzo
Fieramosca, un vero e proprio palinsesto di architettura con tracce
di età longobarda e rinascimentale oltre che aggiunte ottocentesche.