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LA ZOOTECNIA DEL TERZO MILLENNIO: 
 IL CONSORZIO CECION

 Se e' vero che l'economia della nostra Nazione e' in forte calo, e che l'unico modo per combattere questo male e' risparmiare, perche' non convertire la zootecnica  in una discount industri, e cioe'  ridurre i suoi costi?

E' possibile: co
n interventi radicali, difatti, si possono abbassare enormemente i costi di produzione, cosi' come facciamo nelle industrie del nostro Consorzio. I mangimi con cui attualmente vengono alimentate le bestie sono troppi e di esagerata qualita'. Quelli che diamo noi alle nostre bestie sono "poltiglie miscuglio" formate da: farine animali, olio di motore auto, alcuni scarti dell'industria chimica, acidi attenuanti della pelletteria e filtrati di scarico. Questi alimenti, che riducono enormemente la mobilita' delle bestie,  dando pregio alla loro carne, azzerano le nostre spese per il mangime, e, anzi, ci e sia la produttivita' che il peso corporeo delle nostre bestie. I no industrie che soddisfiamo tramite questo innovativo servizio di smaltimento.  I nostri allevamenti sono ottimizzati, cioe' gli animali sono tenuti all'interno di box "motili" (conosciuti pure come "box intelligienti") che permettono alle bestie solo di respirare, mangiare e defecare, impedendogli di ostacolare l'attivita' dei nostri dipendenti muovendosi o rumoreggiando.

E' grazie a poche semplici intuizioni che siamo in grado di aumentare sia la produttivita' che il peso corporeo delle nostre bestie. I nostri trasporti, ad esempio, sono ridotti all'osso: camion senza tetto e dotati di mini sponde, su cui le bestie viaggiano non abbeverate ne' foraggiate, specie durate quei viaggi la cui lunga durata danneggerebbe comunque il prodotto. Abbiamo eliminato anche le obsolete passerelle:  il nostro comitato scientifico, infatti, a dimostrato con specifici crash test che il sapore della carne delle  bestie azzoppate  gettandole direttamente dai camion, rimane  identico a quella dei capi  integri.

Nei  nostri macelli, non ricorriamo agli inutili e costosi macchinari inposti da leggi ed abitudini sbagliate, e che noi invece non abbiamo mai utilizzato. Cito qualche esempio: faraonici e ingombrantissimi impianti per trasportare 'senza sofferenze' le bestie, elettrodi per maiali, pistole per lo 'stordimento'.

Noi facciamo volentieri a meno del sentimentalismo smielato (tipico dei legislatori che non conoscono le bestie) che intende  le bestie non come macchine ma bensi' come improbabili creature capaci di sofferenza, e ci risparmiamo, oltre al gia' oneroso acquisto di questi inutili ciarpami, anche gravose spese di manutenzione e stipendi ad operai specializzati.  Molti infine sottovalutano il margine di risparmio che ci si puo' garantire evitando di affilare i coltelli usati per sgozzare le bestie. Nel mio Consorzio,  affiliamo le lame una volta l'anno, e funzionano allo stesso modo.

Risparmi di tempo e denaro noi li abbiamo anche durante lo squartamento e lo scuoiamento, che pratichiamo contemporaneamente o - meglio - prima della sgozzatura. Per queste operazioni, siamo stati i primi ad introdurre in Italia la macellazione rituale, gia' praticata in tutti i paesi all'avanguardia nella mattazione; e' infatti opinione unanime che le bestie, con questo sistema, spirino felici di non aver gravato inutilmente sul portafoglio di chi, come noi del Consorzio, si  prodiga laboriosamente (e gratuitamente) per  loro, da generazioni.






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