Storia del Casale

Lo datiamo nella metà del 1600 solo perché ne siamo certi avendolo trovato sulle mappe pontificie, MA!, se volessimo ben guardare indietro scopriamo che nel secondo secolo i Romani avevano un loro sito!

Il casale nasce come fabbricato agricolo, magazzini e base logistica, per dare rifugio nel mezzo delle paludi a chi a quei tempi osava viverci con un intorno agricolo basato sull'allevamento brado dei bufali e sulla pesca in palude, oltre a qualche forma di coltivazione.

Nel 1779 l'ingegnere idraulico bolognese GAETANO RAPPINI, chiamato dal Papa Pio Sesto, studia come dar sfogo alle acque delle paludi nel mare e, con ottimo risultato, in una decina d'anni realizza le canalizzazioni primarie e rende le terre finalmente coltivabili.

Nel 1834 il figlio FRANCESCO acquista il Casale, già appartenuto ai marchesi Gavotti ed ai Principi Gabrielli, e lo rende centro della vastissima proprietà agricola.

Ai nostri tempi, dopo l'alternarsi dei figli e nipoti, è proprietario ed in qualche modo conservatore della storia di famiglia e dell'antico fabbricato l'ultimo erede Rappini, il Marchese Francesco.

Tutta la struttura è rimasta quella originale ed originalissime sono le sue scale a rampe acciotolate che permettevano la salita alle bestie con le some per stivare i raccolti sino al terzo piano. La sua forma ad "L" chiusa da un alto muro a proteggere il patio interno, lasciando solo libero l'accesso esterno alla cappella, tutt'ora in uso, lascia ben comprendere la difficoltà della vita in quei luoghi e la grandissima aia, anch'essa acciotolata, che per le sue dimensioni mostra la ricchezza dei raccolti di quei tempi.

In tutta la pianura con la sola eccezione delle Abbazie, il Casale potrebbe essere l'edificio ed il sito più ricco d'anni e di storia!