UN CAVALLO DA 340 DOLLARI E UNA PUTTANA DA CENTO. 


	non vi venga l' idea che io sono un poeta; mi trovate
	mezzo sbronzo all' ippodromo ogni giorno 
	a puntare su quarter, trottatori e purosangue, 
	ma fatevelo dire, là ci sono delle donne
	che seguono i quattrini, e qualche volta 
	quando guardi queste puttane queste puttane da cento dollari 
	qualche volta ti domandi se la natura non ha scherzato 
	a regalare tanto petto e tanto culo e la maniera 
	in cui sta tutto insieme, tu guardi e guardi e 
	e guardi e non ci credi; ci sono le donne qualsiasi 
	e poi c'è qualcos'altro che ti fa venir voglia 
	di sfondare quadri e spaccare dischi di Beethoven 
	sul coperchio del cesso; in ogni modo, la stagione 
	si trascinava e i pezzi grossi restavano in bolletta, 
	tutti i non professionisti, i produttori, gli operatori, 
	gli spacciatori di marijuana, i pellicciai, gli stessi 
	proprietari, e 'sto giorno correva Saint Louis: 
	un cavallo che rompeva quando l' arrivo era serrato 
	correva a testa bassa, era brutto e cattivo 
	dato 35 a 1, e io puntai un deca su di lui. 
	il guidatore lo spinse al largo 
	lo portò allo steccato dove sarebbe stato solo 
	anche se doveva fare il quadruplo di strada, 
	e fu così che fece 
	tutta la gara contro lo steccato 
	correndo per due miglia anziché una 
	e vinse come se avesse il diavolo alle calcagna 
	e non era nemmeno stanco, 
	e la bionda più grossa di tutte 
	tutta culo e tette, praticamente nient'altro 
	venne con me a riscuotere. 

	quella notte non riuscii a distruggerla 
	anche se le molle sprizzavano scintille 
	che rimbalzavano sui muri. 
	più tardi là seduta in sottoveste 
	bevendo Old Grandad 
	disse 
	come mai un tipo come te 
	vive in una stamberga come questa? 
	e io dissi 
	sono un poeta 

	e lei buttò indietro la testa e rise. 

	tu? tu... un poeta? 

	proprio così, dissi, proprio così. 

	ma mi piaceva ancora, sì, mi piaceva, 
	e tante grazie a un brutto cavallo 
	che ha scritto questa poesia.



Henry Charles Bukowski