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Articolo tratto da www.gazzetta.it
Il ligure della Saeco, non convocato per i Mondiali, vince la Milano-Torino
e ora punta al Lombardia di sabato. Rebellin ancora una volta secondo.
TORINO, 15 ottobre 2003 - L'avremmo detto, per una volta, che la Milano-Torino
poteva vincerla Celestino o uno come Celestino. Perché non aveva
alle spalle un Mondiale, ma avrebbe potuto averlo. Perché la sua
stagione aveva un sapore difficile da distinguere, con il primo posto
nella classifica finale della "Coppi&Bartali" e poi basta.
Basta, non nel senso dell'assenza dai primi posti degli ordini d'arrivo,
questo no, ma in quello della presenza a poche bici dall'impresa: secondo
nella Sanremo di Bettini, quinto nel Melinda di Casagrande, secondo nel
Lazio di Bartoli, terzo nella Sabatini di Bossoni.
Questa, invece, è la Milano-Torino di Mirko Celestino, come nel
2001. Allora la corsa arrivò al motovelodromo Fausto Coppi, mentre
quest'anno il maltempo della notte scorsa lo ha impedito: ma anche Corso
Casale ha sorriso al savonese di Albenga. Il 29enne della Saeco ha colto
il 14° successo della carriera al termine di una corsa moscia fino
al colle di Superga e poi invece ricca di spunti.
In cinque, sulla principale asperità della giornata, hanno fatto
selezione: spagnoli e italiani, a confronto proprio come al Mondiale.
L'argento iridato, Valverde, è partito. Gli hanno risposto i connazionali
Sastre e Perdiguero, oltre a Piepoli (che corre con la spagnola iBanesto)
e Lopeboselli. Nel falsopiano dopo il culmine dell'ascesa è arrivato
Bartoli, poco dopo il gruppo con i migliori. In discesa si ritrovano in
quaranta davanti: un tentativo di Rebellin, Flecha, Gutierrez e Fofonov
viene egualmente stoppato.
Il turno di Celestino arriva ai meno 4 km: va via con Lastras, il gruppo
li rivede sul rettilineo finale e tenta di inghiottirli. Ci riesce con
lo spagnolo, che si ritrova davanti nello sprint anche Rebellin e Perdiguero,
ma non con Celestino. La Milano-Torino è sua. Oltre che una vittoria,
un indizio: anche il Lombardia (già vinto dal ligure nel 1999)
di sabato potrebbe finire così.

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