GLI INSEDIAMENTI.

Presso le nazioni celtiche, la maggioranza della popolazione viveva in villaggi, o cascine isolate, che erano dislocati al centro dell'area da essi coltivata, circondati da vaste foreste e distribuiti con scarsa densitą su di un territorio molto vasto.

Caio Giulio Cesare, nel De Bello Gallico, ci ha lasciato una ricca descrizione di "vici" e "oppida" formati da agglomerati di semplici abitazioni, la cui struttura a pianta circolare o rettangolare, era fondamentalmente sempre la stessa.

I vici erano villaggi non cinti da mura, composti da case isolate, fabbricate con pietra saldata con argilla, e con tetti in paglia o assi.

L'oppidum (plurale oppida) era una piazzaforte, per metą fortezza e per metą villaggio, ed era adibito a rifugio temporaneo per la popolazione dei dintorni nei periodi di crisi, e a residenza permanente per quel nucleo di guerrieri e di artigiani che formavano il seguito del Principe. In pratica, l'oppidum era una sorta di recinto fortificato, posto sulla sommitą di ripide colline o in altri luoghi forti di facile difesa, come la confluenza di due fiumi, promontori su scogliera, limitare di altipiani, ecc. Ogni popolo celtico possedeva, di fatto, diversi di questi oppida.

Da Cesare sappiamo che la sola nazione degli Elvezi si estendeva su 400 vici e una dozzina di oppida. In Francia ne sono stati trovati dagli archeologi gią pił di 200, ma molti altri attendono ancora di essere scavati.


        



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