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| Firenze,
13 novembre 2004 "PSICOLOGIA OSPEDALIERA AL MEYER: UN SERVIZIO CHE NASCE
L’apporto
alla Clinica nelle malattie croniche e oncologiche" Corso di aggiornamento
e formazione
Ospedale
Meyer.
Sede: Sala
Bianca-SS.Annunziata,
Piazzale
del
Poggio
Imperiale,1-
Firenze.
INFORMAZIONI GENERALI
Segreteria
scientifica
Comitato promotore:
Simona
Caprilli - Paola Catastini -
Chiara
Ciampi - Roberto Della Lena -
Alessandra Guarino - Marzia Guarnieri - Valentina Loliva - Donatella
Paggetti - Roberta
Nistri
Azienda
Ospedaliera Meyer
Tel.
055/5662531
e-mail
r.dellalena@meyer.it c.ciampi@katamail.com
Segreteria
Organizzativa
Settore
Formazione e Aggiornamento
-Azienda
Ospedaliera Meyer
-Tel.
055/5662969 – Fax 055/5662916
e-mail
sfa@meyer.it
E’
stata richiesta l’attribuzione di crediti formativi secondo le
indicazioni della Regione Toscana per Medici e Psicologi e Operatori
Sanitari.
Variazioni
:
La
segreteria Organizzativa si riserva il diritto di
apportare tutte le modifiche ritenute necessarie per ragioni tecniche o scientifiche, informandone
tempestivamente gli interessati
Al
termine del Seminario verrà rilasciato l’attestato di
partecipazione
MODALITÀ
DI ISCRIZIONE
Per
l’iscrizione inviare alla Segreteria Organizzativa entro il 30
ottobre 2004, per fax o e-mail.
1)
la scheda di iscrizione allegata, debitamente compilata
2)
copia del versamento della quota prevista effettuato tramite
bonifico bancario intestato a:
Azienda
Ospedaliera Meyer - Corso di aggiornamento e formazione - L’apporto alla Clinica della
Psicologia Ospedaliera Pediatrica nelle malattie croniche e
oncologiche
C.C.
n. 13641.18 Abi 1030 – Cab 2803
Ag. N. 3 del Monte
dei Paschi di Siena
Quota
di iscrizione € 50
Studenti
universitari e specializzandi € 15
La
quota comprende:
-
partecipazione ai lavori
-
materiale didattico
-
coffee break
-
colazione di lavoro
-
attestato di partecipazione
Approfondire
le tematiche e le competenze della Psicologia Ospedaliera
Pediatrica ed elaborare le problematiche psicologiche legate alla
sofferenza della malattia cronica ed oncologica: questi gli scopi di
un seminario che vuole proporsi come riflessione sulla continuità
di cura tra ospedale e territorio.
Programma
8.30 Registrazione dei partecipanti
9.00 Inaugurazione del Seminario:
Enrico Rossi, Assessore al Diritto alla Salute
Regione Toscana
9.15 Interventi introduttivi
Maurizio De Martino, Direttore Scuola
Specializzazione Pediatria
Monica Frassineti, Direttore Sanitario Azienda
Meyer
Coordina Isabella Lapi (Comitato
Etico)
9.30 La dimensione psicologica del
bambino in ospedale,
Chiara Ciampi NPI Meyer
9.45 L’intervento psicologico nel
bambino affetto da Fibrosi Cistica e la sua famiglia, Paola
Catastini Psicologa e Psicoterapeuta Meyer
10.15 L’intervento psicologico nel bambino
affetto da patologia neoplastica, e la sua famiglia, Donatella
Paggetti Psicologa e
Psicoterapeuta Meyer
10.45 Pausa Caffè
11.00 L’intervento psicologico nel
bambino affetto da AIDS, e la sua famiglia, Alessandra Guarino
Amato Pediatra e Psicoterapeuta Meyer
11.30 La psicologia del dolore nel
bambino ospedalizzato,
Simona Caprilli Psicologa Meyer
12.00 Il bambino e la statistica, Roberto
Volpi (statistico)
12.20 Discussione
13.00 Colazione di Lavoro
Ripresa dei Lavori
14 30 HPH al Meyer, Fabrizio
Simonelli Psicologo
14.45 Tavola Rotonda su “Continuità di
cure Ospedale Pediatrico-Territorio nelle Malattie Croniche e
Oncologiche”
Modera Paolo Busoni (Meyer)
Interventi programmati di:
Roberta Nistri (NPI Meyer)
Lea Lucchesi (Direttore U.O.P.A. Asl 10)
Nerina Landi (NPI Asl 10)
Grazia Pini (Psicoterapeuta libero
professionista)
Pasquale Tulimiero (Presidente Ass. Genitori)
M. Rita Bosi (Insegnante scuola Ospedale)
Pier Luigi Tucci (Pediatra di Famiglia)
Luisa Galli (Pediatra e Infettivologa Meyer)
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Lecce, 2-3
dicembre 2004 "La
ricerca in psicoterapia in Italia. Studi di processo e di esito". Organizz.:
S.P.R; Sede: Edificio Ex “Sperimentale Tabacchi”
iale
F. Calasso 3/A – 73100 Lecce
Aula
SPS/04;
Info: spr_lecce@virgilio.it;
Fees= euro 80.
Programma
Giovedì 02 dicembre 15:00-20:00
Ambiti e prospettive
della ricerca
in psicoterapia
Chairperson
Dott.
Antonio Semerari - Past President SPR – Italia
14:15
Registrazione
partecipanti
14:45
Saluti
ed apertura dei lavori
15:00
Gli
studi sul processo
Prof.
Nino Dazzi - Past
President SPR – Italia
15:40
La
combinazione degli interventi
Prof.
Girolamo Lo Verso –
Presidente SPR – Italia
16:20
Coffee
break
16:40
Rischio,
responsabilità e processi cognitivi: esiti di un protocollo di
intervento per il disturbo ossessivo-compulsivo
Dott.
Francesco Mancini – APC
Lecce
17:20
Gli
strumenti di analisi
Prof.
Emilio Fava – Università
di Milano
18:00
Multidimensionalità dell’assessment
e relazione con il processo psicoterapeutico
Prof.ssa Adriana
Lis
– Università di Padova
18:40
Discussione
con il pubblico
Venerdì 03 dicembre
9:30-13:00/14:30-18:00
L’analisi multistrumentale di un single case: studio
sinottico del caso di Katja
Chairpersons
Dott. Giancarlo Dimaggio
III Centro Psicoterapia
Cognitiva, Roma- APC Lecce
Prof.
Massimo Grasso
Università
di Roma “La Sapienza”
9:30
Valutazione
degli Stati Problematici
Dott.
Antonio Semerari, Past President SPR - Italia
10:15
Analisi
delle disfunzioni metacognitive
Dott.
Michele Procacci - III
Centro Psicoterapia Cognitiva, Roma – SPC Roma
11:00
Coffee
break
11:30
Pattern
di relazione dialogica nelle narrazioni della paziente e il ruolo
del terapeuta
Dott.
Giampaolo Salvatore -
III Centro Psicoterapia Cognitiva, Roma
12:15
Discussione
con il pubblico
13:00
Pausa
Pranzo
14:30
Alleanza
terapeutica (IVAT) e stile difensivo (DMRS): una lettura dei
processi di rottura e riparazione
Prof.
Vittorio Lingiardi - Università
di Roma “La Sapienza”
15:15
La
mappatura del discorso clinico. Applicazione di RIFLUD
(Rivelatore
Flussi Discorsivi) al caso di K
Prof.
Sergio Salvatore
– Università di Lecce, PPSISCO-Lecce
16:00
L’analisi del Ciclo Terapeutico durante il trattamento
Dott.ssa Etrusca Centenero - III Centro Psicoterapia Cognitiva, Roma - SPC Roma
16:45
Discussione
17:30
Commenti
al caso di Katja
Prof.
Girolamo Lo Verso – Presidente SPR - Italia
17:30
Questionario
di verifica dell’apprendimento
Costo iscrizione: 80
euro
Soci SPR e Docenti Università di Lecce: 50 euro
Studenti Università di Lecce: 30 euro
Modalità Iscrizione:
Presso
la segreteria del congresso, in apertura dei lavori
Bonifico
bancario: BBAN M0526279680cc0161119354
c/o Banca Popolare Pugliese – Causale: CONVEGNO SPR LECCE (la
ricevuta del bonifico può essere spedita via fax, per posta, via
e-mail, o esibita all’apertura dei lavori).
Segreteria Scientifica
SPR
Italia c/o III Centro
di Psicoterapia Cognitiva, Via Ravenna 9/c Roma 06/44233878
06/44251928.
Giancarlo
Dimaggio; Sergio Salvatore
Segreteria
Organizzativa
Dottorato
in Psicologia Clinica- Dipartimento di Scienze Pedagogiche,
Psicologiche e Didattiche, via Stampacchia (Pal. Parlangeli) –
73100 Lecce
Antonella
Guido; Angelo Vittorio Serio
Tel.
0832294740; 0832247164; Fax 3498310096; 0832305819 E-mail: spr_lecce@virgilio.it
La ricerca in psicoterapia si sta affermando come campo in cui testare
i modelli teorici e la validità delle tecniche d’intervento e in
cui confrontare, in un clima di collaborazione, il pensiero delle
diverse scuole.
Nel corso delle due giornate verranno trattati alcuni aspetti
rilevanti della ricerca: come descrivere il processo
psicoterapeutico e con quali strumenti; quale razionale per
combinare diversi setting psicoterapeutici; che nesso esiste tra la
psicologia normale e determinate forme di psicopatologia.
Particolare attenzione verrà
prestata all’analisi del processo psico-terapeutico. Autori di
diverse scuole analizzeranno la stessa psicoterapia interamente
audioregistrata e trascritta, attraverso strumenti di ricerca
elaborati in contesti affatto differenti. Per la prima volta
verranno discussi i diversi risultati emersi valutando in che modo
la ricerca empirica promuove il dialogo ed evidenzia le differenze.
La
SPR-Italia è la sezione italiana della Society for Psychotherapy
Research (SPR), una società internazionale che dalla fine degli
anni ’60 promuove la ricerca scientifica nel campo della
psicoterapia. Gli obiettivi della Società sono quelli di
incoraggiare lo sviluppo della ricerca in psicoterapia, creare la
cultura di base per la ricerca e promuovere l’utilizzazione dei
risultati della ricerca nella formazione, nella pratica clinica e
nelle scelte amministrative. Inoltre si propone di accrescere la
qualità scientifica e la rilevanza sociale della ricerca in
psicoterapia. Pertanto essa riunisce ricercatori di varie aree
disciplinari, accomunati unicamente dall’impegno di far progredire
la conoscenza e la qualità delle psicoterapie, indipendentemente
dagli indirizzi teorici e clinici delle varie scuole di psicoterapia
oggi esistenti.
La quota di iscrizione
all’SPR Italia è € 120. L’iscrizione
dà diritto a ricevere le riviste “Ricerca in Psicoterapia” e
“Psychotherapy Research”.
Per l’iscrizione è possibile utilizzare le
stesse modalità previste per il pagamento della quota di
partecipazione al convegno.
|
Firenze,
dicembre 2004 -giugno 2005 "SEMINARI
SPI"
Sede:
SEDE SPI, VIALE DON MINZONI, 34;
Info: info@quidcom.com.
PROGRAMMA ecm
9
dicembre 2004 “Consultazione”
ore
21.00 - 22.00:
Relazione Dr.ssa Marta
Capuano “Servizio di consultazione”
ore 22.00 - 22.30:
Discussant: Dr.ssa M. Alice Pieroni
ore 22.30 - 23.00:
dibattito aperto con il pubblico: gli esperti rispondono
M. Capuano, M.A. Pieroni
14 gennaio 2005
ore 21.00 –
22.00:
Presentazione Prof. M. Rossi Monti “Le
forme dell’interpretare”
ore 22.00 - 22.30:
dibattito aperto con il pubblico: l’esperto risponde
M. Rossi Monti
20 gennaio 2005
ore
21.00 – 22.00:
Relazione Dott. S. Calamandrei “Lo
psicanalista va a scuola”
ore 22.00 – 22.30:
dibattito aperto con il pubblico: l’esperto risponde
S. Calamandrei
10 febbraio 2005
ore 21.00 – 22.00:
Relazione Dott. Mario Bottiglioni “ Neuroscienze”
ore 22.00 – 22.30:
dibattito aperto con il pubblico: l’esperto risponde
Discussant: Dr.ssa M. Capuano
10 marzo 2005
ore
21.00 – 22.00:
Relazione Dott.ssa Antonella
Sessarego “I
Bugiardi in analisi”
ore 22.00 - 22.30:
Discussant: Dr. G. Graziani
ore 22.30 - 23.00:
dibattito aperto con il pubblico: gli esperti rispondono
A. Sessarego, G. Graziani
14 aprile 2005
ore 21.00 – 22.00: discussione caso
clinico Dr.ssa Gina Mori “Alcune
sedute di Infant Observation”
ore 22.00 – 22.30:
dibattito aperto con il pubblico: l’esperto risponde
G. Mori
27 maggio 2005
ore 21.00 – 22.00: Relazione Dr.
Paolo Fonda “Due volte alla settimana: interrogativi”
ore 22.00 –
22.30: dibattito aperto con il pubblico: l’esperto risponde
P. Fonda
16 giugno 2005
ore 21.00 –
22.00: Relazione Dr.ssa Maria Grazia Vassallo “Figure
dal diario di una anoressica: corpo, moda e feticci nell’opera di
Vanessa Beecroft”
ore 22.00 - 22.30:
Discussant: Dr.ssa S. Nicasi
ore 22.30 - 23.00:
dibattito aperto con il pubblico: gli esperti rispondono
M.G. Vassallo, S. Nicasi
ore
23.00 – 23.15 Test di valutazione
dell’apprendimento ECM
ore
23.15 – 23.30 Ritiro del test e
conclusione dei lavori
Razionale
Si organizzano le otto serate per aggiornamento e formazione
personale per psicoanalisti e psicoterapeuti. Si approfondiscono le
seguenti tematiche: la consultazione psicanalitica, le forme di
approfondimento nell’istituzione scolastica, una conoscenza
attuale sulle neuroscienze, la patologia narcisistica, osservazione
sull’interazione precoce madre-bambino, rapporti tra sintomi
anoressici, corpo e visione estetica.
Si otterrà un approfondimento teorico con
ricaduta clinica sul piano professionale nell’intervento
terapeutico; nelle relazioni teoriche saranno presentati casi
clinici discussi in dibattiti direttamente dai partecipanti.
INFORMAZIONI
Seminari SOCIETA’ PSICOANALITICA ITALIANA
Sede dei Seminari
I
Seminari si terranno presso la sede SPI, viale don Minzoni, 34 -
FIRENZE
Iscrizione ai Seminari
L’iscrizione ai
seminari è gratuita. E’ necessario inviare alla segreteria
organizzativa l’allegata “Scheda di Iscrizione” debitamente
compilata entro e non oltre il 20 novembre 2004.
Segreteria Organizzativa
QUID Communications
srl
Via G. C. Vanini, 5
– 50129 FIRENZE
Tel: 0554633701
Fax: 0554633698 info@quidcom.com
Educazione Continua in Medicina – ECM
Sono stati
richiesti al ministero della salute i crediti formativi per un
numero massimo di 35 psichiatri e 18 psicologi. Per acquisire i
crediti assegnati, i partecipanti dovranno compilare il questionario
di verifica dell’apprendimento e la scheda di valutazione
dell’evento. Sono obbligatorie le firme di entrata e di uscita, e
il 100% di presenza al corso a tutte le serate.
Attestato di frequenza
L’attestato con
i crediti formativi verrà recapitato direttamente al partecipante
dopo la verifica del questionario di valutazione
dell’apprendimento.
ABSTRACT
Capuano Marta, Servizio di
consultazione
Il Seminario
riguarderà prevalentemente gli aspetti che caratterizzano un
Servizio di Consultazione Psicoanalitico, differenziandolo da altri
tipi di interventi per la salute mentale e prevenzione. Quindi si
soffermerà sulle caratteristiche del primo e a volte unico
colloquio, cercando di mettere a fuoco gli elementi tecnici
maggiormente caratterizzanti e facilitanti un programma di
intervento psicoterapeutico.
Mario Rossi Monti, Le
forme dell’interpretare
Nel
discutere il libro di Fabozzi, l'A. si sofferma in particolare sul
cambiamento intervenuto nel modo di concepire la interpretazione, da
strumento privilegiato o unico dell'intervento terapeutico ad uno
dei modi
possibili nei quali si realizza il cambiamento terapeutico in
analisi,
evidenziando inoltre come nella letteratura psicoanalitica siano
sempre meno
reperibili lavori sulla interpretazione in se stessa e sempre di più
invece
su quelli che potremmo chiamare i fattori modulanti la
interpretazione
Calamandrei Stefano, Lo psicanalista va
a scuola
Ogni bambino,
durante il processo di crescita, si trova, come l’uomo tragico
della antica tragedia Greca, tentato da due mondi psicologici
diversi, spesso in conflitto tra
loro. Da una parte il mondo interiore, onnipotente, che
possiamo definire regolato dalla realizzazione immediata d’ogni
desiderio. Dall’altra il mondo della socializzazione e della realtà,
che impone limiti, responsabilità. Assorbiti da sentimenti
contraddittori, i bambini giungono a scuola, ogni mattina, per il
percorso educativo, per aprirsi ad una socialità condivisa, dopo
che ogni notte, nel sogno, hanno cercato di recuperare la loro
infanzia, la soddisfazione piena dei desideri. Hanno bisogno, perciò,
di un mediatore adulto che sappia conciliare, in loro, tra la
fantasia onnipotente e la realtà. E questo mediatore è
l’insegnante che deve aiutarli a “disilludersi”, in
materia non eccessivamente traumatica.
La scuola è
l’istituzione fondante della democrazia poiché ha lo scopo di
formare i cittadini. Essa non può prescindere dal dare loro una formazione
emotiva perché questo contraddirebbe il suo scopo primario.
Proprio per assolvere questa funzione, dovrebbe essere capace di
insegnare ai ragazzi a stare in gruppo, cioè nella comunità. Ogni
classe è un laboratorio dove emergono continuamente tensioni
emotive, che si stabiliscono tra i singoli allievi, tra il singolo
ed il gruppo, tra il singolo o il gruppo e l’insegnante.
Bisognerebbe saper far lavorare i ragazzi su queste dinamiche.
Questo significa farli maturare, insegnare cosa significa escludere
qualcuno dal gruppo-classe, far vedere come le proprie ansie si
coalizzano facilmente, per propria comodità, contro qualcuno.
Questa dimostrazione dal vivo, probabilmente, insegnerebbe molto di
più sugli intimi meccanismi del razzismo di qualsiasi discorso
morale.
Quando si dice
democrazia “matura” ci riferiamo ad un carattere specifico:
quello legato alla maturità individuale caratterizzante i membri
sani della comunità, come ha chiarito Winnicott. Per coloro invece
che cercano una risposta dall’ambiente e che non possono trovare
un contenimento nella società democratica, c’è il rischio di
sviluppare una psicologica tendenza verso la semplificazione del
reale, i comportamenti antisociali, e l’ideologia che più
favorisce la loro dipendenza, il loro bisogno di sicurezza.
L’autore
esemplificherà il contributo che uno psicanalista può dare alla
Scuola attraverso il lavoro di formazione che può effettuare con il
gruppo insegnanti.
Bottiglioni
Mario, Neuroscienze
Nell’ultimo
decennio neuroscienze e psicoanalisi, discipline in passato assai
distanti, quando non apertamente ostili tra loro, hanno costituito
aree di confine che tendono a trasformarsi in aree di
sovrapposizione di conoscenze. Comincia ad essere pensabile, in un
futuro forse vicino, la ripresa del “Progetto” freudiano. Buona
parte degli psicoanalisti mantengono comunque un
atteggiamento ambivalente (parzialmente giustificato) verso
tali intersezioni. Si esamineranno le prospettive, ed i limiti,
dell’uso dei modelli di conoscenza attuali nel settore delle
neuroscienze nei confronti dell’annoso problema del “common
ground” (Wallerstein), con particolare riferimento alla teoria
della clinica.
Graziani
Graziano / Sessarego Antonella, Bugiardi in analisi
Cinema e
letteratura ci forniscono molti eccellenti esempi di tutta una gamma
di comportamenti: bugie, falsità, segreti, finzioni, maschere,
inganni, mostrandoci talvolta anche i loro risvolti nella patologia.
Si tratta di comportamenti umani che tutti conosciamo per averli
sperimentati in prima persona, su noi stessi o sugli altri.
Al termine bugia
si associa in genere un significato negativo: una alterazione della
realtà fatta per ingannare l’altro o per trarre vantaggi
personali. Bugia però può anche essere una distorsione della realtà
psichica che il soggetto opera inconsapevolmente.
Vari autori nella
letteratura psicoanalitica hanno trattato il tema della bugia da
diversi punti di vista e con diverse connotazioni. Nella pratica
clinica appare comunque sempre complesso l’incontro con i
bugiardi. Gli scopi delle bugie possono essere molteplici: Freud nel
1913 parlava di bugie infantili che esprimono il desiderio di
occultare una situazione, Rank parlava di bugie di adolescenziali
che servono a compensare un senso di inferiorità. Ferenczi si è
occupato di questo tema in alcuni lavori, definendo la bugia
infantile come “bugia di necessità”. Bion ha originalmente
sviluppato alcuni pensieri sul tema della bugia e Greenacre ha dato
alla bugia un possibile significato riconducibile a tematiche
edipiche.
La bugia può
essere vista come elemento necessario per una differenziazione nello
sviluppo dell’identità, ma il problema nasce quando questa cessa
si avere una funzione protettiva e diventa sostitutiva di parti
dell’identità stessa. H. Deutsch nel 1934 con l’introduzione
del concetto di personalità “come se”, definisce una modalità
della vita adulta che porta ad una sorta di prontezza nel percepire
i segnali dal mondo esterno ed a modellare su questi se stessi ed il
proprio comportamento.
La curiosità e
l’interesse per questo genere di argomento, nasce da una
esperienza personale analitica con una paziente che ha posto alcuni
problemi tecnici nello svolgersi del trattamento e nei vissuti
controtransferali che lo hanno accompagnato. Il seminario si svolgerà
pertanto ponendo una serie di problematiche in relazione agli
sviluppi teorici di questo concetto e alla sua ricaduta nella
pratica clinica.
Bibliografia
Bion W.R. (1970)
Attenzione ed interpretazione, Armando 1973.
Mori Gina, Alcune
sedute di Infant Observation
Il seminario avrà
una conduzione co-gestita dal gruppo di lavoro dedicato alla
esperienza della Infant Observation secondo la metodologia di Esther
Bick inserito nel traning per la specializzazione in Psicoanalisi
dei Bambini e degli Adolescenti (esso è composto da due Allievi del
Centro Veneto-Emiliano – Anna Maria Ancona e Patrizia Savelli -,
da due Membri Associati del Centro di Firenze – Stefania Dicasi e
Giovanna Gori Chiarugi, quest’ultima nel ruolo di Uditore) e dalla
sottoscritta.
Dopo una breve
introduzione saranno presentati alcuni momenti di sedute di Infant
Observation centrati su aspetti dello sviluppo del bambino
osservato, della relazione madre-bambino nel loro ambiente di vita,
delle relazioni osservatore-madre, osservatore-bambino, con
particolare riguardo alla atmosfera emotiva di quei momenti ed alla
risonanza di tutto questo nel gruppo di discussione. Il Seminario
avrà in oltre lo scopo di mostrare gli aspetti formativi di queste
esperienze e gli apporti alla Infant Research.
Fonda
Paolo, Due volte alla
settimana: interrogativi
Si
considerano quei casi in cui, per varie ragioni contingenti,
si è costretti a tentare un trattamento analitico a due sedute per
settimana. Si considerano le differenze con i casi trattati con la
stessa
frequenza da psicoterapeuti o anche da analisti, quando questi si
pongano
degli obbiettivi più circoscritti. Emerge l'importanza di un
atteggiamento
mentale di fondo legato all'identità professionale, all'esperienza
e agli stessi intenti terapeutici.
Vassallo
Torrigiani Maria Grazia, Figure dal diario di un’anoressica: corpo, moda, feticci, nell’opera
di Vanessa Beecroft
Il
“corpo anoressico” domina la rappresentazione culturale del
corpo nella società contemporanea, ponendosi a simbolo di
efficienza, autocontrollo e potere. La moda e l’universo delle
merci lo diffondono capillarmente fornendo contemporaneamente, ad
identità e corpi disperatamente in cerca di definizione, oggetti in
grado di placare insicurezze e inquietudini, capaci di garantire un
valore aggiunto che procura al soggetto riconoscimento e visibilità.Vanessa
Beecroft, nata a Genova nel 1969 e newyorchese di adozione – si è
imposta alla ribalta internazionale con lavori in cui corpi patinati
di giovani donna, dalla nudità sempre più esposta ed esibita,
vengono usati come materiale compositivo da disporre secondo
accurate geometrie negli spazi prescelti. L’artista crea così
configurazioni visive di raffinata eleganza formale, cromatica e
compositiva, dominate dall’immobilità e dal silenzio delle
modelle. Questi eventi, della durata di qualche ora, per V.B. si
pongono come lavori concettualmente più vicini alla pittura che
all’azione performativa e sollecitano lo spettatore ad una
contemplazione insistita, accompagnata spesso da reazioni di
sconcerto, imbarazzo, turbamento o scandalo.A questi lavori V.B.
deve la sua notorietà. Meno noto è che l’esordio – nel 1993
– avvenne con un’opera in cui presentò il diario che aveva
tenuto negli ultimi otto anni, riportandovi giornalmente tutti i
cibi ingeriti suddivisi per colore e con scarnificate descrizioni
dei propri stati d’animo. “Despair, o il libro del Cibo” –
questo il titolo dell’opera – utilizzava come ispirazione e
materiali elementi autobiografici; mostrava le tappe di un doloroso
calvario di “martirio” della carne, proprio dell’artista ma
comune a tante sue coetanee; attingeva alla disperazione per un
inattingibile modello normativo di accettabilità estetica, e si
nutriva delle eterne ossessioni femminili sul corpo, la bellezza,
l’identità.I lavori di V.B., anche quelli apparentemente ormai
lontani dall’esperienza ispiratrice iniziale, continuano a
parlarci delle stesse tematiche ed esemplificano con sottile
efficacia quella che definirei un’“estetica anoressica”,
dominata dallo strenuo tentativo di riduzione del corpo ad immagine.
Non solo i contenuti dunque, ma anche certe forme espressive e
strutture della relazione modella/artista e modella/spettatore, mi
sembra possano essere indagati come metaforizzazione di particolari
modalità psichiche di organizzare e significare l’esperienza di sé
e dell’altro, del dentro e del fuori, del materiale e
dell’immateriale, della forza e della debolezza, e si potrebbe
continuare associativamente declinando omologhe scissioni e
contrapposizioni concettuali ed emotive. Cercherò di suggerire
percorsi di riflessione psicoanalitica raggruppandoli intorno a
coppie opposte di significati, e mi soffermerò altresì sulle
tematiche dello sguardo, sia nelle sue articolazioni voyeristiche e
feticistiche, sia in quelle relative allo sguardo che fonda il senso
di sé.
|
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Milano, 18
dicembre 2004 "ANIMA IMMAGINARIA E
ANIMA LOGICA, DUE STILI A CONFRONTO"
Organizz.:
C.I.P.A; Sede: CIPA, VIA DONIZETTI 1/A-MILANO;
Info: info.cipa@iol.it; Fees= euro
70.
Obiettivi formativi:
I professionisti psicoterapeuti, medici e psicologi,
partecipanti al corso di aggiornamento, verranno sollecitati a
focalizzare la propria attenzione sullo lo stato dell'arte nel
pensiero teorico e clinico sui concetti di nevrosi e psicosi.
In particolare:
- sul concetto di nevrosi come malattia psicologica e gli strumenti
terapeutici nel trattamento. Sul perché di un procedere clinico
basato su presupposti clinici, teorici e filosofici che considerano
e utilizzano gli eventi della vita individuale come momenti di
possibile trasformazione all'interno della psicoterapia.
- sul differente
procedere terapeutico nel trattamento delle nevrosi e delle psicosi,
sulla compatibilità dei quadri teorici di riferimento e sulla
individuazione delle risorse nel trattamento.
-
sulla figura del terapeuta, su quali risorse può offrire al
paziente e come, sulla sua adattabilità alla relazione con pazienti
psicotici
SABATO 18 DICEMBRE 2004
MATTINA
ore 9.30-11.30
“This Stinking Water Contains Everything It Needs”. Neurosis as
Self-generating and the Fabrication of a Trauma
Main
lecture:Dr. Wolfgang Giegerich, membro IAAP
Discussant:
Dr.ssa Eva Pattis
ore
11.30-11.45
Coffee Break
ore
11.45-13.45 Discussione
con i partecipanti
POMERIGGIO
ore 15.00-15.30 Resistenza
al cambiamento ed istinto anti-individuativo:compensazione e
distruttività
Dr.Ottavio
Mariani
ore 15.30-16.00
Complessi nevrotici
e complessi psicotici: riflessioni teoriche.
Dr.
Caterina Vezzoli
ore 16.00-16.30
La compensazione
nelle nevrosi
Dr. Anna Benvenuti
ore 16.30-17.30
Discussione con i partecipanti
ore 17.30-18.00
Questionario di Verifica dell’apprendimento
ABSTRACTS
ANNA BENVENUTI
Abstract
A partire del concetto junghiano di nevrosi
come conflitto tra un desiderio conscio e uno inconscio, si esaminerà
se e in che modo la compensazione si inserisca nella dinamica tra
questi due desideri opposti.
WOLFGANG GIEGERICH
Abstract
Before
we can discuss the topic of neurosis, we have to ascertain (1) that
our thinking about it is a truly psychological one (in the sense of
a “psychology with soul”)
and that we are in possession of a determinate methodical criterion
for what is psychological; (2) that we have a clear specific notion
of neurosis as a psychological illness and do not confound it with other
merely psychic disorders;
(3) that we do justice to the specific character of neurosis as a
particularly modern,
already psychologizing illness (i.e., an illness that presupposes man&s
psychological self-interpretation). On the basis of these
clarifications it can be shown that, how, and why neurosis is a
“creative” work (opus) on the part of the soul, to some extent
comparable to works of art, and not the effect of traumatic events
or situations, but that it, within itself and retroactively, turns real events creatively into
“traumata”. It has its “cause” within itself, and this cause
is its purpose and telos: namely, to erect some abstract principle
as an absolute and to bring about its triumph, whatever it costs.
OTTAVIO MARIANI
Abstract
Il
pensiero jungiano è privo di una vera e propria teoria
dell’aggressività ed è ancor più carente, su di un piano
teorico e clinico, di una tecnica
che sia in grado di affrontare quelle patologie ove l’aggressività
e la distruttività si manifestano in modo più eclatante. Al
contrario, la tradizione junghiana ed ancor di più quella
post-junghiana hanno privilegiato:
1.
il pensiero
asitematico, successivamente trasformatosi in una sorta di
propensione sincretica ed affastellatrice, quando analisti junghiani
più interessati alla
clinica – qui mi riferisco soprattutto alla scuola anglosassone e
francese - hanno incominciato ad
attingere dal campo freudiano, kleiniano, lacaniano etc.
elementi che potessero colmare le suddette lacune;
2.
lo spontaneismo,
enfatizzato nella tecnica dell’immaginazione attiva;
3.
l’irrazionalismo, presente soprattutto in quella frangia
della scuola junghiana che fa riferimento alla teoria della
sincronicità, facendone in alcuni casi strumento di terapia.
L’insistente
richiamo all’importanza dell’evocazione dell’immagine ed al
finalismo della psiche ove il Sé traccerebbe il destino di ciascuno
di noi, ha di fatti
rimosso quella parte dei nostri accadimenti psichici che, dominati
dalla aggressività e dalla distruttività, vanno in direzione
apposta all’individuazione. Forse non a caso, ben pochi e di
scarso valore, sono stati i lavori in campo junghiano che negli
ultimi 45 anni si sono interessati di psicosi e psicopatia.
Sia
nello psicotico, quanto nel caso dello psicopatico, l’evocazione
dell’immagine, la spontaneità e l’irrazionalità sono già
abbondantemente presenti. Non vi è alcun bisogno d’una loro
evocazione, semmai vi sarebbe la necessità di sviluppare un
controllo. Inoltre, anche la psiche dello schizofrenico e dello
psicopatico compensano, ma in senso anti-individuativo: ponendo
delle resistenze al cambiamento, ovvero sistematicamente svuotando
di potere ed efficacia chiunque si sforzi di portare loro su di un
piano di realtà.
Il
presente lavoro cercherà di approfondire in modo coerentemente
junghiano il concetto di distruttività e di resistenza al
cambiamente quale aspetto precipuo ed in sé variegato,
caratterizzante la compensazione quale la si può rintracciare nelle
psicosi.
Nella
teoria Junghiana classica , la formazione del complesso è
strettamente interconnessa all’archetipo. L’esperienza clinica
nel trattamento delle patologie più gravi presenta questioni
teoriche che portano a chiarire quali sono gli effetti del legame
archetipo-complesso e come possono essere utilizzati. I complessi
individuali pur affondano le loro radici nelle immagini archetipiche
si esprimono nella vita degli
individui in modo del tutto personale. Nelle concezione
junghiana la nevrosi si instaura per un difetto di sviluppo,
l’integrazione dei complessi autonomi, e cioè l’allargamento
della coscienza, sono la via verso la risoluzione della patologia nevrotica.
L’esperienza del simbolo, la comprensione dei simboli prodotti sia
consciamente che inconsciamente, è l’elemento che consente il
recupero del percorso di sviluppo. Fondamentale per esperire il
simbolo è la relazione transferale e controtransferale. La
relazione è il luogo dove le declinazioni personali del complesso e
transpersonali delle immaginii archetipiche si ristrutturano in
esperienze affettive. Nelle patologie più gravi non nevrotiche,
l’esperienza del simbolo è fusa con l’immagine archetipica,
complesso e archetipo sembrano sovrapposti. Quale la strada per il
trattamento? E’ possibile la declinazione del simbolo?
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Roma, 15
dicembre 2004 "GIORNATA DI STUDIO
DEDICATA ALLA PSICOTERAPIA PSICODINAMICA INTEGRATA".
Organizz.:
ISTITUTO ROMANO DI PSICOTERAPIA PSICODINAMICA
INTEGRATA;
Sede: ORDINE DEI MEDICI DI ROMA;
Info: oulag@tin.it.
ABSTRACS RELAZIONI
9.30-10.15
Prof. Leonardo Ancona
Psicoterapia
e Psicofarmaci: collisione o collusione?
La relazione cercherà
di evidenziare in che modo gli psicofarmaci entrano nello
svolgimento della psicoterapia, non nascondendo le difficoltà e gli
obiettivi da raggiungere perché i due interventi abbiano successo.
10.15-11.00
Dott. Giuseppe Lago
Una
base comune per la Psicoterapia in Psicologia e Medicina
La relazione espone il “manifesto”
culturale e scientifico dell’IRPPI, il cui compito ideale è
quello di formare psicoterapeuti, laureati in Psicologia o in
Medicina, che non abbiano limiti dovuti a impostazioni
riduzionistiche nella visione complessa della natura umana e del
funzionamento dell’unità psicofisica di ogni persona.
11.30-12.00
Prof. Andrea Balbi
Disturbo
Borderline e Psicoterapia Integrata
La relazione svolge un esame assai accurato
delle possibilità di intervento su uno dei disturbi più attuali e
difficili da trattare della patologia mentale. Attraverso un’ampia
messe di dati e di esperienze cliniche viene prospettata una
psicoterapia integrata che tiene conto degli sviluppi più recenti
della ricerca clinica.
15.00-15.30
Dott. Andrea Figà Talamanca
Le psicoterapie nel pubblico:
problematiche aperte
L’esercizio della psicoterapia nelle
strutture pubbliche pone una lunga serie di problematiche di natura
etica, epistemologica, di tempi e di spazi, di ottimizzazione
nell’utilizzo delle risorse e di valutazione dei risultati, di
libertà di scelta del terapeuta e di obbligatorietà delle cure. La
relazione cerca di affrontarle e di delinearne risvolti e possibili
soluzioni, con le conseguenti implicazioni clinico-terapeutiche.
15.30-16.00
Prof. Piero Petrini
Scuole
di Specializzazione in Psicoterapia e Strutture Pubbliche
La relazione affronta il tema della formazione
in Psicoterapia sottolineando l’importanza del forte legame che il
MIUR e gli esperti più accreditati cercano di stabilire tra il
percorso delle Scuole di Specializzazione in Psicoterapia volute
dalla benemerita Legge Ossicini e le Strutture Pubbliche dove si
praticano tutti gli interventi più rilevanti sulla salute mentale.
16.00-16.30
Dott. Gian Marco Polselli
Elementi
di Psicoterapia Integrata nell’Urgenza
La relazione offre all’uditorio un esempio
applicato di Psicoterapia Integrata, partendo dalle situazioni che
la clinica definisce acute e che in passato sono state affrontate
sempre solo con un’impostazione unilaterale di tipo biologico.
Oggi è possibile applicare un metodo (la PPI) che, pur
privilegiando gli interventi sul soma, in primis, riesce a
conciliarli con l’atteggiamento umano e professionale dello
psichiatra o dello psicologo clinico, in grado di portare avanti una
relazione terapeutica anche in contesti di emergenza.
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Roma, 11
dicembre 2004 "DISTURBI DEL
COMPORTAMENTO ALIMENTARE".
Sede:
AZIENDA POLICLINICO UMBERTO I°;
Info: formazione.ecm@policlinicoumberto1.it.
Sabato 11 DICEMBRE 2004, ORE 8,30/19,30
AULA A
, Viale dell’UNIVERSITA’ 30, 00185 Roma
ORE 8,30 Registrazione
……………………………..
1°
sessione: Saluto Autorità
9 - Strutture e gravità delle Patologie Prof. Emilia Costa
9,30 - DCA
nell’Infanzia…………….. Prof. Montecchi
10 -
Anoressia e Bulimia ……………Prof. Camillo Loriedo
10,30 Disturbi endocrino/metabolici nei DCA………………
Prof. Aldo Isidori
11 - Intervallo
11,30 -Benge
Eating Disorders………………………………….Prof. Emilia
Costa
12 -
Nutrizione ed Alimentazione………………………Prof. Maurizio
Muscaritoli
12,30 - Gastrochirurgia nell’Obesità………………
……………..Prof. Filippo Tosato
13 –
intervallo………………………………………………………2°
sessione
14 - Psicoterapia
Psicodinamica nei DCA……………………….Prof. Italo Carta
14,30 -Terapia Familiare nei DCA………………………………
Dott. Wilma Trasatti
15 - Terapia
Cognitiva nei DCA………………………………….Prof. Adele
De Pascale
15,30 -
Terapia di Gruppo nei DCA………………………………Prof.
Paolo Preziosa
16 - Psicofarmacologia nei DCA
………………………………Dr. Paolo Caliari
16,30 -
Terapie di
Riabilitazione……………………………………….Prof.
Vezio Ruggeri
17 - I
Servizi Territoriali
DCA nel Lazio………………………Dott. Anna Merolle
17,30 - I
Familiari raccontano i DCA: Le testimoninze…………Progetto
Famiglia DCA
18 - Lo
staff per
i DCA……………………Teresa Neglie – Maurizio
Piacentini
18,30 - Conclusioni: Percorsi di Cura e
Terapie Integrate……………Prof. Emilia Costa
19 – Dibattito
RAZIONALE
DEL CONVEGNO
I
Disturbi delle Condotte Alimentari (Anoressia Nervosa, Bulimia
Nervosa, Disturbo da Alimentazione Incontrollata, Disturbi del
Comportamento Alimentare non Altrimenti Specificati), sono spesso
malattie gravi, ad elevata mortalità e difficili da curare,
presentano una elevata incidenza, in aumento a partire dagli anni
70. La diffusione è indipendente dalla classe sociale di
appartenenza.
La
prevalenza, in Italia, nella fascia a maggior rischio, donne di età
compresa tra 12 e 25 anni, è la seguente: Anoressia Nervosa 1%;
Bulimia Nervosa
1-3%;
Disturbi del Comportamento Alimentare non altrimenti specificati 6%.
Per
l’Anoressia la mortalità per suicidio o complicazioni somatiche
è del 10% a dieci anni dall’esordio e del 20% a 20 anni.
Il
Disturbo da Alimentazione Incontrollata interessa una più larga
fascia di popolazione che va dal 10 al 30% a secondo del grado di
obesità e vari altri fattori, colpisce in prevalenza il sesso
femminile, in rapporto di dieci ad uno.
Sono
in aumento i casi precoci prepuberali e fenomeni di cronicizzazione
in età adulta.
Il
riconoscimento e la gestione di questi Disturbi è affidato ad una
serie di Strutture e di Servizi (Dipartimenti Materno-Infantili,
Consultori per Adolescenti e Famiglie, Servizi per la Salute Mentale
in Età Evolutiva, Dipartimenti di Salute Mentale e di Igiene e
Prevenzione, Servizi di Riabilitazione e per le Tossicodipendenze,
Servizi Ospedalieri ed Ambulatoriali di Medicina Generale o
Specialistica; oltre i Servizi Sociali Comunali e Privati), che
operano senza una precisa definizione dei limiti di competenza
quindi con vuoti e sovrapposizioni, senza linee guida da seguire,
senza canali per lo scambio di informazioni e l’invio, senza
possibilità di collaborazione.
Il
costo sociale e sanitario di queste Patologie è elevato,
soprattutto per l’attuale
frammentazione
e causalità delle cure, dovute alla insufficienza di Centri
Specializzati e di Formazione adeguata degli operatori, in maggior
misura nelle Regioni dell’Italia Centrale e Meridionale.
Gli
Obiettivi
che devono essere perseguiti riguardano il coordinamento e la
razionalizzazione degli interventi sia preventivi, che curativi e
riabilitativi. A tale scopo è necessaria la costruzione di una rete
di assistenza territoriale specializzata a carattere
interdisciplinare al fine del: 1)riconoscimento dei casi e precocità
delle cure; 2) contrastare la tendenza alla cronicità ed alle
recidive; 3)migliorare il rapporto costi-benefici, 4)costruire
all’uopo Linee Guida.
In relazione alle
molteplici richieste degli utenti DCA ed alla conseguente esperienza
acquisita negli ultimi 10 anni, l’équipe della Prof. Costa ha
sviluppato un modello organizzativo e gestionale (presentato già
nel primo Convegno DCA il
12/1004), che passando dal Servizio Prevenzione, all’Ambulatorio,
al Day Hospital, alla
Degenza, alla collaborazione con Internisti/Endocrinologi, Dietisti/Nutrizionisti
costituisce di fatto un Centro Interdipartimentale per i Disturbi
delle Condotte Alimentari. In questo II Convegno/Corso di Alta
Formazione verrà fatto il punto sulla situazione attuale per tutto
ciò che riguarda Prevenzione, Diagnosi, Cura e Riabilitazione e le
relative strutture necessarie.
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Casalnoceto
(Alessandria), 3-4 dicembre 2004 "TEATRO
E CURA: L'ESPERIENZA TEATRALE NELLE RELAZIONI D'AIUTO".
Organizz.:
CENTRO DI RIABILITAZIONE EXTRAOSPEDALIERA "PAOLO
VI" ONLUS - DIOCESI DI TORTONA;
Info: r.fanzio@centropaolovi.it;
Fees= euro 120.
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Brescia, 4
dicembre 2004 "IDENTITÀ E TRAUMA
EMOTIVO - TEORIA E CLINICA".
Sede:
BRESCIA - SALONE BUOZZI VIA FOLONARI N.
20;
Info: ellisse.psi@virgilio.it;
Fees= euro 90.
Programma del
Seminario
Identità
e Trauma emotivo
Teoria e Clinica
Giornata di approfondimento con il
Dott. Franco De
Masi
Sabato 4
Dicembre 2004
Brescia
Via F.lli
Folonari 20
Nel
seminario il trauma emotivo verrà considerato come una configurazione emotivo-relazionale
costante tra genitore e figlio, capace di condizionare lo sviluppo
mentale e orientarlo in senso psicopatologico. Non si allude alle
situazioni psicopatologiche acute e propriamente traumatiche, ma
alle prime interazioni emotivo-affettive che vanno a costituire la
percezione del sé e l' identità personale. Questi aspetti
ritornano nella relazione psicoterapeutica e ne condizionano
il decorso.
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Roma, 4
dicembre 2004 "TARGETED
PSYCOTHERAPIES IN MOOD DISORDERS: CURRENT STATUS".
Sede:
RESIDENZA DI RIPETTA;
Info: r.divita@mgacongressi.it.
RAZIONALE
SCIENTIFICO
L'alta
prevalenza nella popolazione generale, il significativo rischio di
vita e le pesanti conseguenze esistenziali e sociali delle sindromi
depressive hanno posto già da molti anni le depressioni al centro
dell'interesse clinico e scientifico in Psichiatria. I quattro Corsi
ECM in oggetto si propongono di elaborare aspetti delle sindromi
depressive di particolare rilievo e attualità, nelle aree
nosografica, psicopatologica e terapeutica.
Ciascuno
dei Corsi ECM, da tenersi in altrettante città italiane, sarà
strutturato in un ampio spazio dedicato ad un protagonista estero
della ricerca clinica sulla patologia depressiva e in
articolati contributi di esperti universitari nazionali. Il
costante rimando a materiale clinico e a dati sperimentali sarà
funzionale ad evitare impostazioni meramente accademiche, nel
tentativo di offrire ai partecipanti un aggiornamento teorico che
sia in grado di essere tradotto direttamente in prassi operativa.
Sarà anche posto l'accento sul carattere interattivo dei Corsi,
sollecitando i relatori con discussants
e interventi pre-ordinati, e coinvolgendo gli iscritti ad un
“imparar facendo”.
Il
primo Corso sarà dedicato agli studi contemporanei della scuola del
New South Wales sulla differenziazione tassonomica della depressione
melanconica dalle altre forme depressive, con particolare riguardo
per l'accertamento dei disturbi psicomotori (il cd.
sistema CORE: rallentamento, agitazione, non interattività).
Saranno passate in rassegna e discusse le principali correlazioni
della melanconia CORE con variabili biologiche e psicologiche, e le
caratteristiche di decorso e di risposta al trattamento delle stesse
melanconie CORE.
Il
secondo Corso sarà centrato sul ruolo dell'Ansia di Separazione
nella patogenesi delle forme depressive. Particolare attenzione sarà
posta sugli strumenti di misura, sulla storia evolutiva, sui
correlati morfofunzionali dell'Ansia di Separazione. Sarà discusso
il ruolo sempre più importante assegnato all'Ansia di Separazione
all'interno dell'attuale Spectrum
Psychiatry, originata nelle università di Pittsburgh e di Pisa.
Un
ulteriore corso svilupperà in profondità il tema scottante del
trattamento a lungo termine dei Disturbi Bipolari. Non solo la
notoria scarsa adherence dei
pazienti bipolari pregiudica la buona riuscita delle strategie
farmacologiche preventive, ma queste ultime solo di recente hanno
iniziato a essere studiate sul lungo periodo. Il confronto fra gli
stabilizzanti dell'umore riguarda, fra l'altro, il numero di switch
maniacali in corso di depressione, l'evoluzione in cicli rapidi, le
ricadute depressive dopo apparente conclusione della fase
depressiva, il mancato ritorno al livello di funzionamento
pre-morboso, l'evoluzione in stati residuali.
Infine
un Corso E.C.M. affronterà il tema dell'associazione
ansia-depressione nel contesto di una psicopatologia fine che
oltrepassi le categorie oggi in uso, prendendo in considerazione
variabili sintomatologiche sotto-soglia non incluse nei sistemi
nosografici. Sarà discussa la mole di dati empirici sulla
compresenza o successione ansia-depressione, il significato di
aggravante prognostica dell'associazione in questione, le relative
indicazioni psicofarmacologiche e psicoterapeutiche. In particolare
sarà presentata l'esperienza della scuola di Pittsburgh in tema di
Interpersonal Therapy delle sindromi ansioso-depressive.
ABSTRACT
TARGETED
PSYCHOTHERAPIES IN MOOD DISORDERS: CURRENT STATUS
Ellen Frank, Ph.D.
Professor of Psychiatry
Western Psychiatric Institute and Clinic
University of Pittsburgh School of Medicine
In the late 1960’s clinical
investigators began to focus on the potential of targeted
psychotherapies for unipolar depression.
A little over two decades later, a similar interest developed
in the role of psychotherapy (in combination with medication) in the
treatment of bipolar disorder.
This presentation will review these approaches, the data
supporting their efficacy and their role in the clinical practice of
mood disorders treatment.
With respect to unipolar mood
disorders, the focus will be on four well-studied treatments: Beck
et al.’s cognitive therapy, Klerman et al.’s interpersonal
psychotherapy, the problem-solving approach of Catalan et al. and
McCullough’s Cognitive Behavioral Analysis System of Psychotherapy
(CBASP). The data supporting their efficacy as both acute and
maintenance treatment approaches will be reviewed.
The question of whether these targeted psychotherapies are
best used alone or in combination with medication will then be
addressed.
This will be followed by a
similar review of currently available data on four targeted
psychotherapeutic approaches to bipolar disorder: psychoeducation,
cognitive therapy, interpersonal and social rhythm therapy and
family-focused treatment. Here
the outcomes from controlled trials are more mixed. Some studies
support the benefit of adding psychotherapy to pharmacotherapy,
while others do not.
The presentation will conclude
with a discussion of various approaches to teaching these targeted
psychotherapies to trainees and to clinicians in practice.
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Rende (CS), 5-6
novembre 2004 "GRUPPI ED
ISTITUZIONI".
Sede:
UNICAL, UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DELLA
CALABRIA;
Organizz.:
AION ASSOCIAZIONE PER LA RICERCA, LA FORMAZIONE
E LA DIFFUSIONE DELLA GRUPPOANALISI E DEL LAVORO ANALITICO
NELL'ISTITUZIONE;
Info:
INFO@ASSOCIAZIONEAION.IT;
sandro.rodighiero@aliceposta.it;
Fees=
euro 50.
ABSTRACT
ERMETE RONCHI:
Emozioni
istituzionali e risorsa gruppo
Alle soglie del
21° secolo ci troviamo ad avere una cultura intellettuale più alta
e complessa di quella emotiva e questo è un guaio serio, come ci ricorda ad esempio Remo Bodei,
riprendendo il Freud di Disagio
delle Civiltà. Questo grave squilibrio costituisce, di fatto,
una sorta di malattia che rischia di cronicizzarsi a carico di
individui, di gruppi e di istituzioni, aggiunge la ricerca
psico-socio-analitica. Bodei non è che una delle ormai molte voci
autorevoli che convergono su quanto W. R. Bion, già nel 1948,
precocemente segnalava nel suo saggio Psichiatria
in tempo di crisi.
Il rischio di colludere con un progressivo
inaridimento della capacità di coniugare emozioni ed azioni,
passioni ed intelligenza, logos ed eros, pensieri e sentimenti,
sacrificando il tutto sull’altare di una pretesa razionalità
salvifica è quantomai attuale. Spesso operazioni di
ri-organizzazione, di ri-strutturazione, di razionalizzazione e
anche di supervisione si susseguono senza che tuttavia si ottengano
i risultati auspicati. Questo deludente esito di progetti che pure
nel tempo hanno sfidato le migliori intelligenze, può essere letto
come il sintomo di una progressiva pericolosa scissione tra
affettività e competenza professionale in contesto istituzionale.
Una qualunque strategia di cambiamento qualitativo rivolta a
soggetti individuali e/o a soggetti collettivi che pretenda di
fondare le sue mosse sulla sola razionalità ossia su soluzioni che
prescindendo dalla risorsa gruppo sono di per se stesse irrazionali.
Così, mentre cresce l’affanno nel tentativo di
contrastare l’ansia che progressivamente si produce nel vivere
quotidiano e quindi anche nel lavoro istituzionale, di fatto
l’esito gruppale di tale prassi fa sì che l’intero sistema
resti ostaggio proprio delle emozioni che si pretende di
contrastare. Ciò che si cerca di buttar fuori dalla porta rientra
con modalità sempre più incomprensibili dalla finestra aumentando
il disagio a carico di pazienti, di operatori e del sociale. Anche i
migliori progetti di cambiamento personale o istituzionale
falliscono quando di fatto negano cittadinanza a quella particolare
componente emotiva che si può co-apprendere solamente praticando
spazi concepiti e condotti in modo tale da offrire ascolto e
cittadinanza all’interazione individuo-gruppo-istituzione. Si
potrebbe dire che l’investimento sempre più esasperato in
competenze specialistiche individuali scisso e non integrato con un
alfabetizzazione gruppale e istituzionale fa perdere ai membri di
una istituzione il contatto con il corpo
istituzionale; ciò costituisce il nucleo centrale della malattia di
molte istituzioni d’oggi e per questa via di molti operatori
sanitari e non. Con questo contributo intendo mostrare alcuni
aspetti di metodo e di tecnica che la ricerca clinica
psicosocioanalitica ha messo a punto per offrire risposte competenti
a differenti tipi di domanda: quella tradizionalmente
psicoterapeutica che passa per l’individuo e, attraverso il
gruppo, fa sentire i suoi benefici sul continuum
individuo-istituzione-polis e quella inversa, che si innesca a
partire da domande di soggetti plurali e istituzionali che chiedono
supporto clinico per perseguire più efficacemente il loro compito
primario, producendo per questa via un innalzamento della qualità
del vivere quotidiano.
GIROLAMO LO VERSO:
Fare Gruppi Terapeutici: la fondazione e la
conduzione dei gruppi di terapia analitica.
L’evoluzione della pratica e
della riflessione sui gruppi, le indicazioni provenienti dalla
letteratura e il fatto che gli aspetti operativi vanno considerati
come riferimento centrale nel lavoro psicologico-clinico, rendono
possibile statuire questo “oggetto” professionale nella sua
specificità.
Ciò consente di esplorarlo come
fatto mentale e scientifico dotato di una autonomia paradigmatica.
Questa autonomia può essere per certi aspetti convenzionale
rispetto a pratiche affini e comunque appartenenti alla stessa area
psicodinamica e nondimeno indispensabile rispetto alla specificità
dell’esperienza in sé.
Se ci interroghiamo sulle qualità
essenziali dell’esperienza storica che ha generato il gruppo come
oggetto conoscitivo, possiamo sottolineare la particolare scelta
iniziale di fare un lavoro psicologico-clinico simultaneamente con
più persone, ciò indipendentemente dal contesto in cui esso veniva
condotto, dalle sue finalità, dai presupposti dottrinari e dalle
appartenenze istituzionali e accademiche dell’operatore.
Questo tipo di lavoro ha condotto
ad accorgersi che ciò che è visibile in un gruppo non corrisponde
semplicemente ad una sommatoria di comportamenti individuali e che,
sul versante psicologico-clinico, ciò che avviene non è spiegabile
solo attraverso il confronto con la classica situazione duale
psicoanalitica.
Lo stare insieme di più persone
in una stanza con regolarità e per lungo tempo, la reciprocità
dello sguardo vissuto, il succedersi delle interazioni e la loro
pregnanza rappresentativa, il reciproco “toccarsi psichico”, la
gestualità, le associazioni sono in qualunque contesto
l’immediato e specifico riscontro della situazione “gruppo”:
essa è in sostanza un evento affettivo e gestaltrico diverso per
molti aspetti da ogni altro tipo di esperienza umana.
Le scoperte relative
all’esistenza di una gruppalità interna all’individuo
suggeriscono, anche nella situazione psicoanalitica più classica,
l’esistenza sul piano simbolico di una molteplicità di presenze.
Ciò diventa ancora più evidente quando la situazione terapeutica
si svolge all’interno di una struttura consultorioale o
psichiatrica: terapeuta e paziente sono costantemente in compagnia
dell’Altro, entrambi implicati nell’intera rete di rapporti e di
codici significanti presenti nell’istituzione e nelle sue
dinamiche.
FRANCESCO DI MARIA:
Teoria e tecnica del colloquio psicologico
di gruppo.
È possibile individuare gli
elementi propri di una dinamica di gruppo? Svilupperemo una rapida
rassegna di quelle condizioni proprie della dinamica di gruppo che
consentono, agendo contestualmente sul piano di un processo
evolutivo, il raggiungimento da parte del gruppo di un
più alto livello di funzionamento, un funzionamento che
possiamo definire come capacità di pensare di gruppo
“secondario” e “terziario” (si esplicheranno inoltre i
concetti di Noità e pensiero duale come effetti di un pensare di
gruppo). La Coesione, il Cambiamento, l’Interazione, la dinamica
dei ruoli, la struttura della leadership, le culture organizzative:
sono queste le condizioni proprie di una dinamica di gruppo.
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Padova, 6-7
novembre 2004 "PSICOANALISI E
TRASFORMAZIONE DELLA SOCIETA'".
Organizz.:
SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE IN PSICHIATRIA;
Sede: OSPEDALE CIVILE;
Info:
GRAZIELLA.ARPA@UNIPD.IT;
Fees= euro 100.
(Programma preliminare)
Padova, 6 – 7 novembre 2004
Aula Morgagni - Policlinico
universitario
Sabato 6
novembre 2004
8,30
ISCRIZIONI E REGISTRAZIONI PARTECIPANTI
9,15
Maria Pierri :
Introduzione ai lavori e presentazione convegno
9,30
Maria Pierri Identità
e trasformazione del setting
10,00
Carlo Zucca Alessandrelli La psicoanalisi che viene:
l’integrazione del soggetto tra
individuale e sociale
10,30
coffee break
11,00
Davide Lopez Trasformazione
dell’immagine di sé della donna
11,30
Loretta Zorzi Meneguzzo Implicazione
della resposabilità nel rapporto
di
coppia
12,00
discussione generale
conduce M. Pierri
14.30
moderatore e presentazione lavori pomeridiani Fulvio Tagliagambe
14.45
Fausto Petrella Lavoro
psicoanalitico e quadro socioculturale
15.30
Gabriella Mariotti Cambiamento
continuità regressione
16.00
Sandro Panizza Appunti
sparsi d’un cambiamento d’epoca:
tra conoscenza ed esperienza
16.30
pausa
16.45
Silvia
Corbella Il gruppo, anello di congiunzione trasformativa,
tra individuo e società
17.15
Monica Fabra Cambiamenti di prospettiva nel gruppo
17.45
discussione generale – conduce Fulvio Tagliagambe
Domenica 7
novembre
9.15
Presentazione dei lavori - Moderatore Fulvio Tagliagambe
9.30
Sisto Vecchio Essere
giovani al tempo del malessere
10.00
Silvio Zucconi “Del
conversare” in psicoanalisi
10.30
Paola Bennati
Segnali di vita
11.00
coffee break
11.15
Agostino Racalbuto Società
e trasformazioni
11,45
Discussione generale condotta da Viviana Vilicogna
12,15
Questionario di valutazione ECM
12,45 CHIUSURA
DEL LAVORI
Responsabile Scientifico
M.
Pierri
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Pesaro,
ottobre2004-maggio2005 CORSO DI
FORMAZIONE PERMANENTE ALLA PSICOTERAPIA INFANTILE.
Sede:
PIAZZALE COLLENUCCIO, 20 - PESARO;
Info:mariateresafederici@virgilio.it;
Fees= euro 1272.
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Roma, novembre
2004-gennaio 2005 "LE TEORIE
PSICOANALITICHE SUI GRUPPI: LORO APPLICAZIONI NEL PICCOLO GRUPPO CLINICO E
NELL'ANALISI DEI GRANDI GRUPPI SOCIALI".
Organizz.:
ISTITUTO ITALIANO DI PSICOANALISI DI GRUPPO;
Sede: IIPG - VIA DELLA GIULIANA, 38 -
ROMA;
Info:
iipg@libero.it; IIPGCATANIA@VIRGILIO.IT;
Fees=
euro 60.
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Milano,
novembre 2004-giugno 2005 Corso "L’incidenza
del linguaggio cinematografico nell’interpretazione
dei sogni e nel setting analitico" 28 novembre 2004
– 4 giugno 2005. Organizz.:
CENTRO ITALIANO DI PSICOLOGIA ANALITICA -
CIPA Istituto di Milano
Via Donizetti 1/A, Milano; Fees=
euro 200.
Domenica 28 novembre 2004
ore 09.00-10.00
Psicoanalisi e tragedia. Presentazione dei
simboli e dei temi del film: Edipo Re, regia di
Pier Paolo Pasolini
Dott.ssa Buchli,
Dott.ssa Vezzoli
ore 10.00-12.00 Presentazione
di materiale clinico sui contenuti simbolici del film con l’intervento
dei partecipanti
ore 12.00-14.00 Discussione
Sabato 11 dicembre 2004
ore 09.00-10.00
Poesia, creatività, storicità, individuazione. Presentazione
dei simboli e dei temi del film:
Il cielo sopra Berlino, regia di Wim Wenders
Dott.ssa Buchli, Dott.ssa
Vezzoli
ore 10.00-12.00 Presentazione
di materiale clinico sui contenuti simbolici del film con l’intervento
dei partecipanti
ore 12.00-14.00 Discussione
Sabato 22 gennaio 2005
ore 09.00-10.00
L’adolescenza inquietante. Presentazione
dei simboli e dei temi del film:
Elephant, regia di Gus von Sant
Dott.ssa Buchli,
Dott.ssa Vezzoli
ore 10.00-12.00 Presentazione
di materiale clinico sui contenuti simbolici del film con l’intervento
dei partecipanti
ore 12.00-14.00 Discussione
Sabato 5 febbraio 2005
ore 09.00-10.00
Matrimoni impossibili. Presentazione dei
simboli e dei temi del film: Ti do i miei occhi,
regia di Iciar Bollain
Dott.ssa Buchli,
Dott.ssa Vezzoli
ore 10.00-12.00 Presentazione
di materiale clinico sui contenuti simbolici del film con l’intervento
dei partecipanti
ore 12.00-14.00 Discussione
Sabato 12 marzo 2005
ore 09.00-10.00
Relazioni impossibili e incastri perversi.
Presentazione dei simboli e dei temi del film: L’odore del sangue, regia di Mario Martone
Dott.ssa Buchli,
Dott.ssa Vezzoli
ore 10.00-12.00 Presentazione
di materiale clinico sui contenuti simbolici del film con l’intervento
dei partecipanti
ore 12.00-14.00 Discussione
Sabato 9 aprile 2005
ore 09.00-10.00
La famiglia che annienta. Presentazione dei
simboli e dei temi del film: L’eredità, regia
del Gruppo Dogma
Dott.ssa Buchli,
Dott.ssa Vezzoli
ore 10.00-12.00 Presentazione
di materiale clinico sui contenuti simbolici del film con l’intervento
dei partecipanti
ore 12.00-14.00 Discussione
Sabato 7 maggio 2005
ore 09.00-10.00
Il capro espiatorio. Presentazione dei
simboli e dei temi del film: Dogville, regia di
Lars von Trier
Dott.ssa Buchli,
Dott.ssa Vezzoli
ore 10.00-12.00 Presentazione
di materiale clinico sui contenuti simbolici del film con l’intervento
dei partecipanti
ore 12.00-14.00
Discussione
Sabato 4 giugno 2005
ore 09.00-10.00
Situazioni di catastrofi e temi apocalittici.
Presentazione dei simboli e dei temi del film: Il tempo dei lupi, regia di N. Aneke
Dott.ssa Buchli,
Dott.ssa Vezzoli
ore 10.00-12.00 Presentazione
di materiale clinico sui contenuti simbolici del film con l’intervento
dei partecipanti
ore 12.00-14.00
Discussione
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Milano,
25 settembre 2004
XXXV CONVEGNO A
SEMINARI MULTIPLI DELLA SPI;
Sede:
HOTEL MICHELANGELO, MILANO, VIA
SCARLATTI;
Info:
Segretario
Scientifico della S.P.I., Prof. Giuseppe Berti Ceroni
Società
Psicoanalitica Italiana – Via Corridoni 38, 20122 MILANO
Fees=
euro 126.
Programma:
09.00-10.00 Registrazione dei partecipanti e caffè
di accoglienza
10.00-13.30 Seminario (1a tranche)
13.30-14.30 Lunch
14.30-18.00 Seminario (2a tranche)
18.15-18.45 Questionario di apprendimento ECM
N.1 - ANNA
MARIA PANDOLFI
La ” crisi evolutiva della psicoanalisi”.
Discussione su Il metodo e le tecniche.
Si propone
di discutere la problematica della “crisi della psicoanalisi” della
quale da molto si parla .Si ritiene che tale crisi sia reale e
multideterminata e possa essere interpretata
nella accezione psicoanalitica di espressione di un bisogno di cambiamento
nella continuità, quindi espressione di vitalità, di salute, di
possibili capacità evolutive. Analogamente a quanto avviene per le
persone, per le gruppalità, per le istituzioni. Dare
a ciò un destino evolutivo è compito degli psicoanalisti, che del
resto in parte già lo stanno facendo, ma in modo non abbastanza
ufficializzato, esplicito, riconosciuto e percepito anche all’esterno.
Questa crisi sembra riguardare in particolare l’assetto clinico della
psicoanalisi anche nelle sue formulazioni relative alle tecniche e al
setting, per come si è istituzionalizzato, mantenuto, cristallizzato nel
tempo soprattutto a livello formativo. Si discute l’utilità anzi la
necessità che la psicoanalisi in quanto strumento clinico allarghi i suoi
confini , le sue competenze, i suoi significati anche e ben al di là
della tecnica classica. Sì da poter essere e diventare uno strumento
efficace anche per quelle persone che la tecnica classica o para-classica
non può trattare e che comunque la psicoanalisi può trattare e che
costituiscono una fascia notevole dei nostri potenziali pazienti, in
particolare i casi gravi. Lo
psicoanalista deve diventare capace fin dall’inizio , di essere tale,
anche” senza divano”. La psicoanalisi clinica ha il duplice compito di
rivisitare, ripensare criticamente e modificare alcuni dei suoi assetti,
divenendo attenta più al metodo che alle specifiche tecniche.
Si propone quindi una discussione approfondita sulle relazioni e le
differenze tra il metodo della psicoanalisi e le tecniche molto variegate
in cui esso si declina.
N.
2 - GUIDO BUFFOLI
Favorire la crescita dei bambini intuizioni preconsce
delle favole riguardo alle dinamiche sane e patologiche dello sviluppo
infantile ed adolescenziale comparazioni con storie inventate e disegnate
dai bambini in terapia aiuti
terapeutici e aiuti delle favole
In una
terapia ho fatto la fantasia
che un bambino mi dicesse: “ Prima credevo che la vita fosse facile e
che io non ero capace di far niente,perciò ai miei genitori era toccato
il bambino più stupido,ora ho
capito che è difficile per tutti ma
anche una
bella impresa per chi ci vuol provare “ , nella realtà quel bambino mi
disse: “ Prima ero troppo piccolo ora sono diventato grande e non ho più
paura .” Le fiabe hanno
sempre avuto il pregio di non
negare , di non nasconderel a complessità della vita,fornendo indicazioni
e speranze sul come affrontarle e come scriveva B.Bettelheim nel suo
notevole libro “Il mondo incantato” la favola mentre intrattiene il
bambino gli permette di conoscersi e favorire lo sviluppo della sua
personalità, A. Marcoli nel suo libro “ Il bambino nascosto “ presenta
favole agli adulti per aiutarli a capire i loro figli. Esistono autori che
hanno cercato di raccogliere tutte le favole note in
un corpo unico di oltre venti volumi e ancora Bettelheim affermava
che non basterebbe un solo libro a rendere giustizia dei contributi
delle fiabe al mondo dell’infanzia, ma noi psicoanalisti che ne
pensiamo? Nei nostri tempi in
cui crisi, dubbi e spinte mortifere ricordano
corto oscurantismo medioevale “ La spada nella roccia “ ed
“Il signore degli Anelli“ mostrano percorsi paralleli verso la
crescita, l’emancipazione e la genitalità. Nelle favole, forma d’arte
unica simile ma diversa dalla mitologia, si
possono scoprire notevoli intuizioni ma soprattutto quella saggezza
umana che ha riconosciuto al
bambino l’essere ed il divenire persona.
In questo
seminario vorrei intercalare vignette cliniche ,contenenti storie
raccontate in vario modo da
piccoli pazienti, con vignette tratte da autori come
Afanas’ev, Dickens, Wilde , Capuana , Collodi , Andersen
, Grimm ed altri ed auspico che colleghi interessati a queste tematiche
possano portare contributi specifici nella speranza di aprire insieme un
portale particolare per un confronto psicoanalitico-sciamanico con
Merlino, Gandalf e Albus Silente.
N. 3 –
GIUSEPPE BALLAURI
Il trauma nella psicoanalisi
dei comportamenti violenti e delle nevrosi,attraverso la fiction
cinematografica con la visione del film di P. BrooK :Il Signore delle
mosche,e un episodio televisivo della serie Ai Confini della realtà.
3)Il tema
del seminario nasce dall’esigenza di affrontare il problema della
aggressività e della violenza,dopo gli accadimenti
sconvolgenti e traumatici verificatisi negli ultimi due anni in
Italia (G8) e nel Mondo (Tween Towers e guerre).
La fiction
cinematografica può essere un utile strumento per aiutare a “pensare”
a questi avvenimenti da un vertice psicoanalitico, in considerazione
del fatto che la dimensione dello
spettatore, durante la visione di un film ,è uno stato sospeso tra veglia
e sonno , che permette il
sorgere dell’immaginazione creativa,della reverie e che può essere
paragonata con un po’ di cautela alla relazione paziente-analista,
durante una seduta , in cui entrambi i partner della coppia cercano di
sospendere il pensiero vigile e razionale per lasciarsi andare alle libere
associazioni.
Il film Il
Signore delle mosche avrà lo scopo di affrontare il tema della
violenza secondo la teoria di Bion, ma durante la discussione
si potranno senz’altro presentare altri modelli d’interpretazione,che
i partecipanti potranno suggerire.
L’episodio
della serie Ai confini della realtà,intitolato la Giostra ,ci permetterà
di affrontare la coazione a ripetere, proponendoci più spunti per
riflettere sulla clinica delle nevrosi e sulla teoria del trauma
proposta da Freud.
N. 4 - MAURO MANCIA & GIUSEPPE MOCCIA
Memoria, inconscio e funzioni terapeutiche: la
psicoanalisi in dialogo con le neuroscienze
La scoperta della memoria implicita da parte delle
neuroscienze ha favorito una revisione e un ampliamento del concetto di
inconscio. Per Freud, l’inconscio è dinamico, legato alla rimozione fin
dai primi periodi della vita. Sappiamo ora che le esperienze emozionali e
affettive delle prime relazioni del bambino con la madre e l’ambiente in
cui cresce non possono essere rimosse in quanto le strutture della memoria
esplicita, necessarie per la rimozione, non sono mature prima dei 2-3 anni
di vita. Pertanto le esperienze presimboliche e preverbali del neonato
possono solo essere depositate nella memoria implicita. Esse costituiranno
la struttura fondante un nucleo inconscio del Sé non rimosso.
L’identificazione dell’inconscio (rimosso e non rimosso) con la
memoria (rispettivamente esplicita ed implicita) permette alcune ipotesi
sulla organizzazione anatomo-fisiologica delle funzioni inconsce della
mente.
Queste nuove acquisizioni, oltre ad arricchire il
concetto di inconscio, portano un contributo significativo alle teorie del
transfert e del sogno e conseguentemente alle funzioni terapeutiche
dell’analisi. Il transfert, inteso nella sua qualità organizzazionale,
esprimerebbe la sua funzione di traduzione di contenuti inconsci, anche
non rimossi, nella strutturazione della relazione sè-altro e
rappresenterebbe una forma di modulazione affettiva piuttosto che uno
spostamento distorcente della libido e dell'aggressività. Nel transfert,
una attenzione particolare dovrà essere data alle modalità comunicative
del paziente, in particolare alla voce e alla struttura del suo
linguaggio. Un contributo essenziale alla scoperta dell’inconscio non
rimosso verrà dall’analisi dei sogni.
Le funzioni terapeutiche del lavoro analitico passano attraverso una ricostruzione
che può essere ottenuta con il lavoro sull’inconscio rimosso e non
rimosso. I sogni, in particolare, in virtù delle loro capacità
simbolopoietiche, possono trasformare simbolicamente esperienze, fantasie
e difese presimboliche, rendendole verbalizzabili e pensabili anche senza
il ricordo.
N. 5 -
MARIA CHIARA RISOLDI, PATRIZIA SALATIELLO, ANNA VACAVA
Guerra e dopoguerra: esperienze, pensieri
e domande
La
drammaticità del nostro tempo ci
chiede di confrontarci con le conseguenze delle guerre moderne. Con i
traumi di chi le vive. Con i traumi di chi vi assiste. E con i traumi di
chi corre in aiuto di chi le vive. Dalla tragedia dell’11 settembre
2001, e con il susseguirsi di vicende belliche,
si assiste ad un vero e proprio boom dell’area della psicologia
dell’emergenza nell’ambito degli aiuti umanitari. Che cosa significa
portare aiuto psicologico? Che cosa succede nella psiche di chi parte per
portare aiuto? Si potrà e come, quando tutto è a soqquadro e si è in
preda al disorientamento e al panico, far funzionare in qualche modo la
mente? E qual è lo spazio minimo di cui si ha bisogno perché accada? Può
essere utile la presenza di qualcuno che aiuti a elaborare l’angoscia
delle èquipe presenti nelle emergenze o in quel momento
viene privilegiato il fare e l’elaborazione può semmai avvenire
in un secondo tempo? E ancora
: spesso le popolazioni in guerra hanno culture familiari sociali,
politiche, diverse dalla nostra. Quante sarebbero
le variabili sulla tecnica, non sulla teoria psicoanalitica, da
modificare anche in base a
questi parametri? Che relazione ci sarà tra la mancanza di un
contenimento della paura e dell’angoscia e lo scatenamento del sadismo ?
Le proponenti il seminario hanno fatto,
o stanno organizzando, diverse esperienze sul campo. A partire
dalle storiche esperienze di Freud, si interrogano
sul ruolo e sulla funzione degli psicoanalisti interessati ad
essere coinvolti nelle drammatiche vicende della attuale violenza sociale.
N. 6 -
FRANCO DE MASI
Il ritiro psicotico e la compromissione del senso di
realta'
Nei pazienti
gravi un utile elemento di riflessione analitica dovrebbe venire dallo
studio di quelle strutture psicopatologiche, specifiche per ogni
paziente, che si sviluppano nell'area che ha portato a fallimenti
dell'identità personale
Ritengo,
pertanto, che sia necessario distinguere il mondo della fantasia o
dell'immaginazione, che è alla base della nostra capacità di sognare,
cioè di prefigurare la realtà psichica ed emotiva, dal ritiro nella
fantasia.
In questo
ritiro, che si prepara nell'infanzia, avviene quella dissociazione dalla
realtà psichica che costituisce la premessa per la futura
proliferazione delirante.
Nel corso delle terapie di pazienti adulti, che sono andati incontro a uno
stato psicotico, è spesso possibile ricostruire lo stato di ritiro
infantile e capire come il loro dissociarsi dalla realtà sia stato
ignorato o incoraggiato inconsapevolmente dai genitori.
I bambini
destinati a sviluppare una psicosi entrano nel mondo dissociato non solo
per difendersi dall'angoscia o dalla solitudine, ma anche per il piacere
di sperimentare un'illusoria autosufficienza gratificante e un'onnipotenza
che rende ogni cosa possibile.
Le
operazioni mentali che avvengono nel ritiro non sottostanno alle
leggi del funzionamento psichico normale. Non possono essere rimosse
nè essere "sognate" per essere trasformate in
pensieri.
Queste
strutture, che si sviluppano precocemente e in modo autonomo, devono
essere ricostruite e ricomprese nella loro genesi al fine di aiutare il
paziente a sottrarsi al loro dominio.
Per mezzo
di esemplificazioni cliniche il seminario dovrebbe cercare di fare
luce sui modi con i quali è possibile raggiungere il paziente nel suo
ritiro, per aiutarlo a riemergere.
N. 7 -
MARZIA MORI UBALDINI
Trauma
precoce: evoluzione nella teoria e nella clinica
Introdurrò
l’argomento con alcune riflessioni sui cambiamenti della teoria
psicoanalitica che
riguardano il peso
evolutivo dell’incontro con l’ambiente neonatale
nelle relazioni oggettuali successive.
I recenti apporti delle nuoroscienze e le affinate osservazioni
della infant
research, che ha
studiato l’ intensa attività mentale del neonato,
hanno aumentato la nostra consapevolezza circa la significatività e la
delicatezza dell’incontro
del neonato con i care-givers.
Appare
attualmente sostenibile
l’ipotesi di eventi particolarmente gravi nei primi anni di vita
possano provocare traumi
che disgregano
i nessi ed interrompono e distorcono il senso degli scambi
affettivi, danneggiando la capacità di costruzione di
identificazioni corrette a livello cognitivo- affettivo. I traumi precoci
possono influenzare tutte le procedure negli scambi relazionali originari
e, quanto più il trauma è
precoce, tanto più viene alterata la competenza comunicativa e quindi la
capacità di costruzione di senso.
Il lavoro
che porto in questo seminario
è frutto di una ricerca clinica su patologie gravi,che ha accompagnato
tutta la mia vita professionale.
Sostenuto
da esempi clinici esso descrive i
segni che i trauma precoci lasciano nel paziente adulto.
I traumi
a volte sono tanto precoci da non potersi fare ricordo,rimangono
incistati nel corpo oppure impediscono alla
relazione di formarsi al di fuori di un
rigido sistema che
oscilla fra idolatria e persecuzione.
Il terrore
per l’incontro per l’incontro affettivo e per il cambiamento
ostacolano inconsciamente una
stabile alleanza terapeutica ed il processo analitico si può insabbiare
per lunghi periodi. Ipotesi
fondamentale è che se
l’analista riconosce per tempo il paziente affetto
da danni per trauma precoce e riesce ad approntare l’assetto
mentale adatto per la cura del
nucleo che è stato
danneggiato all’origine
della vita mentale, allora egli
potrà evitare alcune delle reazioni terapeutiche negative che spesso
portano ad tempestose
interruzioni.
Soprattutto
però si possono evitare al paziente pericolose cadute in crisi di panico,
dissociazioni,reazioni psicosomatiche e il riprodursi di
cambiamenti catastrofici
con pericolosi acting autolesivi.
Il
seminario intende approfondire questo tema, portando,
attraverso esempi clinici, la descrizione delle
procedure particolari opportune
e utili per riuscire a creare un’area relazionale nuova non distorta dal
trauma. E’ quasi come l’innesto di una cellula staminale, che
con molta pazienza bonifica,almeno in parte, l’area del danno che
il trauma produce
nelle relazioni affettive.
N.
8 - Paolo Fonda
Fusionalita’,
traumi precoci,
aggrappamento
Vorrei
discutere di pazienti adulti, nei quali riscontriamo esiti di traumi
precoci, relativi a una delicata epoca, sostanzialmente preedipica.
Approfondirei sopratutto alcune costellazioni difensive, che createsi a
seguito di bruschi traumatici “svezzamenti”, avvenuti nello stretto
passaggio dall'“illusione di unione onnipotente”, ricca di fusionalità,
alla condizione di prevalente separatezza. Il bambino si trova di fronte a
un traumatico insostenibile dolore e ad angosce persecutorie che non
possono essere rappresentate nella sua fragile mente. Se ne può difendere
con una reazione di intenso aggrappamento tendente ad annullare la
distanza con l'oggetto, annullando con ciò anche il costituendo spazio
potenziale necessario al pensare. In questa sorta di “claustrum”, dove
prevale l’immobilità in un’atmosfera SP, si crea un vissuto
ampiamente non mentalizzato (un fantasma) di un sé inestricabilmente
aggrappato all'oggetto che, installandosi nel mondo interno, vi produrrà
tenaci effetti limitanti sulle potenzialità relazionali e vitali.
Discuteremo casi clinici e degli aspetti tecnici, che possono portare allo
“scioglimento” dell’aggrappamento e alla riconnessione con il
“tesoro” – la buona relazione oggettuale antecedente la
“catastrofe” – tenacemente nascosto e protetto fino quasi alla fine
dell’analisi.
N.
9 - Daniela Scotto di Fasano
Indovina chi viene in
seduta oggi...
Vorrei esplorare con i colleghi, a partire dalla presentazione di una mia
relazione, come pensare quelli che fino a non molto tempo fa erano
considerati "disturbi" (quando non addirittura agiti)
dell'ortodossia del trattamento psicoanalitico.
In particolare, il riferimento è alle psicoanalisi di bambini e di
adolescenti, nell'avvio e nel corso delle quali è sempre stato impossibile
escludere del tutto e per sempre il contatto con i genitori (e spesso con
i familiari) del paziente.
Il mio quesito riguarda la possibilità che costoro (che un tempo si
tendeva a 'circoscrivere' in spazi limitati e il più possibile extra-trattamento,
affidandone il 'contenimento' a colleghi) oggi non solo potrebbero non
risultare di 'ostacolo' al nostro lavoro ma, addirittura,
rappresentare per l'analista un utile vertice osservativo, in grado
di integrare e allargare il campo analitico, diventando, per la coppia
analitica al lavoro, i "migliori colleghi".
In questa luce, l'osservazione acquisirebbe lo status di strumento
prezioso, sia dal vertice del genitore (che è in tal modo messo in grado
di capire con quali strumenti e in che modo lavora l'analista) sia dal
nostro, arricchiti da impreviste competenze genitoriali su quel soggetto, loro
figlio, nostro paziente.
Inoltre, mi piacerebbe esplorare un'evenienza che, almeno nella mia
esperienza, accade sempre più frequentemente con alcuni pazienti,
cioé il fatto che questi chiedano di far intervenire (o, senza chiedere,
accada che facciano intervenire) in seduta uno o più 'altri'
(coniuge, genitore, altro) nel corso della loro analisi.
I quesiti sui quali mi vado interrogando concernono le eventuali caratteristiche
di questi pazienti, da un lato, e, dall'altro, il modo in cui si
debbano pensare tali evenienze - "rotture di setting"?
Semplici accidenti? Preziose e impreviste risorse? - alla luce della
possibilità che abbiano da insegnarci qualcosa. In questo caso, cosa?
E comunque, cosa in relazione al modo in cui concettualizziamo il
setting?
N. 10 - PAOLA MARION E PAOLO FABOZZI
Origini e finalità del processo interpretativo nello Zwischenreich tra
paziente e analista
Il tema dell'interpretazione attraversa l'intero
arco temporale della psicoanlaisi, occupando una posizione centrale nella
riflessione e nello sviluppo del suo pensiero teorico-clinico. Se si
ripensa ad alcuni grandi mutamenti teorico-clinici che hanno attraversato
il movimento psicoanalitico nel corso della sua storia, si può affermare
che l'interpretazione sia collocabile in un luogo delimitato ad un estremo
dalla pretesa che la psicoanalisi trasmetta un sapere oracolare che impone
al paziente una
visione forte della realtà (esterna e interna) e, all'altro estremo, da
un relativismo che sfocia nella simmetrizzazione tra paziente e analista.
Nel luogo intermedio che potenzialmente viene a crearsi tra questi due
estremi, l'interpretazione può diventare una visione altra ed estranea, e
per questo differenziante, che in quanto tale riorganizza in misura minore
o maggiore quanto il paziente porta in sedute, e attribuisce in questo
modo un significato diverso da quello costruito dal paziente; soprattutto,
essa si nutre del contributo del paziente, e avrà allora l'ulteriore
compito di facilitare la scoperta di ciò che è nuovo, di ciò che è
stato sperimentato per la prima volta. A partire dalla presentazione
di due lavori originali e attraverso materiale clinico, il Seminario
propone una riflessione su due punti: 1) come originano le interpretazioni
nell'analista e nello spazio analista-paziente; 2) la funzione che
l'attività interpretativa svolge nell'organizzazione dei processi
psichici interni. Un primo riferimento bibliografico è rappresentato
dagli scritti contenuti in: "Forme dell'interpretare" (a cura di
Paolo Fabozzi), Franco Angeli Editore, 2003.
N. 11 -
FRANCESCO NAPOLITANO
Passività, Passione,
Sublimazione.
I tre
termini del titolo si riferiscono a un mio percorso di ricerca iniziato
quattro anni fa, sul quale mi piacerebbe attivare uno scambio, e che
descrivo perciò brevemente. All’epoca, punto di partenza è stato il
mio interesse per la coppia concettuale attività/passività, con lo scopo
di rintracciare le ragioni del primato psichico assegnato da Freud alla meta
pulsionale rispetto all’oggetto. Ho cominciato così a
studiare la storia pre-freudiana della coppia attività/passività,
puntando da un lato alla filosofia greca e dall’altro alla rivoluzione
filosofica seicentesca, che di quella filosofia segna un parziale
tramonto, e scoprendo per strada la ricchezza psicoanalitica dei dibattiti
filosofici su attività e passività, quando siano interpretati in chiave
freudiana. Come spesso accade, il vagabondaggio storico ha prodotto, in
parziale deroga al progetto iniziale, un lavoro imprevisto (Sulla storia
pre-freudiana della coppia attività/passività, Rivista di
psicoanalisi, 2002, 4), che ha poi funzionato da trampolino per una
ricerca estensiva sulla passione, con particolare riferimento agli
esiti sublimati della stessa. In itinere, i risultati di questa
ulteriore, appassionante deviazione dalla rotta prevista sono stati
annotati in un diario di bordo in corso di stampa presso Boringhieri.
Inutile dirlo, essi sono costituiti prevalentemente da domande (la
speranza è che siano però ben poste) concernenti prevalentemente origine
e ruolo della passione di conoscere nell’ontogenesi e nella cura,
intesa, quest’ultima, come recidiva d’amore (e di odio) e rinnovato
flusso di quelle stesse passioni che animarono l’infanzia
(i corsivi rimandano a termini freudiani presenti in La Gradiva).
Chi fosse interessato a cercare con me possibili risposte e ulteriori
domande, prima dell’eventuale incontro milanese potrebbe visitare il mio
porto di partenza del 2002.
n. 12 - ALBERTO MARIA COMAZZI E LEOPOLDA PELIZZARO FRISIA
La morte incalza: l’analista, il lutto e la
riparazione
Cercheremo
di sviluppare come recare sollievo al dolore provocato dall’attesa della
morte e poi dal lutto, può essere individuato e riconosciuto nel recupero
di una capacità di condividere, con l'aiuto dell'analista, la
comprensione e la percezione di una nuova bellezza in altri oggetti vivi,
soprattutto all'interno del rapporto con l'analista.
Nella
possibilità di trasformazione che gli offrirà l'analista, il soggetto in
lutto potrà trovare un limite al suo dolore e un luogo mentale dove
depositare nell'oblio la persona scomparsa. Discussione centrata su
sequenze cliniche significative, materiale raccolto in anni di lavoro
presso il Servizio di Psicologia Medica del Nord Italia Transplant al
Policlinico di Milano, dove il dr. Comazzi assiste le famiglie che hanno
donato gli organi di un loro congiunto morto improvvisamente e presso il
Servizio di Psicologia dove la dr.ssa Pelizzaro lavora con pazienti
terminali e con i loro famigliari all’Hospice del dipartimento
Oncologico dell’Ospedale Fatebenefratelli di Milano. Inoltre saranno
discussi casi clinici seguiti nella stanza d’analisi, al di fuori
dell’Istituzione.
n.
13 - Giuseppe Berti Ceroni (Bologna), Marco Chiesa (Londra), Giovanni
Foresti (Pavia), Angela Gesuè (Milano), Roberto Goisis (Milano), Giuseppe
Luoni (Roma) e Giuseppe Sabucco (Milano)
Malattia mentale e sofferenza esistenziale:
punti di vista dal campo psicoanalitico.
La proposta epistemologica che appare nella premessa
della legge di riforma psichiatrica in discussione- pare senza molto
successo- in parlamento, di contrapporre malattia- di competenza
medica-e sofferenza esistenziale- di competenza di chi se la
prende: medici, psicoterapeuti, religiosi, cultori di altre scienze umane-
è evidentemente questionabile, anche per come dissocia due enti- la
malattia mentale e la sofferenza esistenziale-, che varie correnti
psicologiche-psicoterapeutiche e la psicologia-psichiatria sociale avevano
invece con fondati motivi e ben collaudate ricerche variamente collegato.
L’occasione
può prestarsi per riprendere un tema poco trattato e con poca chiarezza
in psicoanalisi: la psicoanalisi è una terapia che guarisce- almeno per
un arco dell’esistenza- da certe malattie? O viceversa soltanto cura- o
si prende cura- della complessa personalità dell’analizzando, senza
proporsi intenti terapeutici? Può, come secondo aspetto della questione,
lenire e fare meglio intendere sofferenze esistenziali, impedendo che
diano luogo a malattie, fungendo quindi da fattore di prevenzione?
Ricerche,
esperienza clinica, singoli casi possono colloquiare su queste domande,
senza essere sopraffatte da teorie. Per facilitare una discussione aperta
e profonda su queste questioni, i promotori porteranno spunti di
discussione invece che relazioni tornite.
N. 14 - FABRIZIO FRANCHI, ALESSANDRO BRUNI, ANA
JURAGA, STEFANIA PALLOTTA,
TOMMASO PARISI, GIOVANNI SIRIANNI, CLAUDIA SPADAZZI.
La malattia somatica:
affezione di un organo o dell’interezza dell’uomo?
Il gruppo “Synaptica”, da
oltre 10 anni, porta avanti un’attività sperimentale teorico-clinica,
nell’intento di integrare l’anamnesi medica di pazienti affetti da
malattie organiche, con l’indagine sulla personalità e sulla storia
familiare, ricavata adoperando un vertice psicoanalitico. Il gruppo è
composto da psicoanalisti quasi tutti con un’esperienza di medicina
clinica in vari settori.
Tenendo
presenti le teorie e le esperienze che hanno utilizzato un vertice
psicoanalitico per affrontare il campo difficile della psicosomatica, Il
gruppo ha messo a punto un setting clinico originale, aperto sul piano
teorico ad apporti diversificati e finalizzati alla prospezione binoculare
della malattia d’organo. Il metodo prevede una serie di incontri con il
paziente ed un lavoro parallelo dell’equipe nel quale vengono
contemporaneamente confrontati l’anamnesi medica, la storia familiare e
le sue derive transgenerazionali, gli elementi della personalità del
paziente ed il loro dispiegarsi in relazione all’insorgenza della
malattia. L’equipe di analisti, utilizzando le possibilità euristiche
che si attivano in un assetto di gruppo di lavoro a finalità analitica,
si cimenta nel disaggregare, espandere ed amplificare il materiale clinico
seguendo i gradienti rizomatici delle associazioni libere, fino
all’emersione di una nuova rete di nessi, intrecci ed intersezioni, che
ri-significano il senso della malattia nel contesto della storia del
paziente.
Programma
del seminario.
Mattina. Saranno presentati, in un dialogo intrecciato, la prospezione teorica,
unitamente alla descrizione del metodo utilizzato e la storia del gruppo,
unitamente ad una riflessione sul funzionamento analitico di questo tipo
di setting di gruppo.
Pomeriggio. Sarà offerta ai colleghi, in via sperimentale, la possibilità di
condividere in un gruppo più allargato la “gestazione” di un “caso
clinico”. Verrà presentato previamente il materiale ricavato dai
colloqui con un paziente, quindi il gruppo sarà invitato a lavorare
secondo il metodo proposto. In terza istanza il risultato del lavoro del
seminario sarà confrontato con la ri-significazione già da noi
precedentemente restituita al paziente.
n. 15 - Anna Ferruta, Arrigo Lucchin, Mario
Marinetti
Pazienti difficili da
raggiungere: nuovi disagi nella mente e nella tecnica dell’analista ?
Il Seminario affronta casi clinici caratterizzati da una spiccata eterogeneità
dei livelli mentali e relazionali, accostati gli uni agli altri e non
comunicanti tra loro.
Viene messa in luce la responsabilità
dell’analista nell’indirizzare i suoi interventi sul “fatto
scelto” e sui rischi di impasse conseguenti alla difficoltà di operare
in contesti così disomogenei, in cui aspetti evoluti e regrediti,
capacità di simbolizzazione e sensorialità primitiva, sono
accostati in modo paralizzante. L’analista si trova collocato nella
condizione
* o
“analizzare” le comunicazioni del paziente, individuando lo stato del
transfert e l’interpretazione “giusta” ma trasformando il paziente
inconsciamente in un oggetto non vivo, invece di incontrarlo
relazionalmente nella posizione di un soggetto capace di elaborare ed
entrare in contatto.
* oppure
di essere un vivo recettore della fame di sensorialità del paziente, che
tuttavia non riesce a fare uso dell’oggetto-analista come portavoce
della sensorialità primitiva e delle protoemozioni, perché dispone di
un’organizzazione mentale scissa, che entra in funzione in automatico.
Il
privilegiare l‘uno o l’altro approccio lascia immutata la situazione;
può accadere allora che
l’analista si sorprenda a pensare di ricorrere ad altre vie rispetto a
quelle che gli sono peculiari (setting, analisi del transfert, uso del
controtransfert, interpretazione).
Questo Seminario prende avvio da sequenze di sedute di due pazienti che,
pur motivati a fare
un’analisi per affrontare i loro problemi relazionali, pongono
all’analista una particolare difficoltà a trovare i modi per
raggiungerli nei nuclei emotivi più profondi e potere così dispiegare lo
strumento elettivo dell’analisi e della trasformazione psichica, la
rappresentazione di parola:
* una paziente si mostra raggiungibile solo quando compaiono parole
dotate di una particolare qualità sensoriale, fuori dal loro
“significato”.
* un paziente maschera sotto abiti femminili il suo sentire, così come
deforma la comunicazione in seduta con sogni e parole che
“nascondono”lui e “appagano” l’analista.
L’approfondimento concerne aspetti teorici relativi al funzionamento
della mente dell’analista, quando si sente “sospinto” verso moti di
“evasione” dal metodo, e
alcune articolazioni della tecnica in seduta (le parole che toccano,
tenuta del setting, terzietà, rapporto
tra scissione e rimozione).
Questo Seminario è frutto della ricerca sulla clinica delle patologie
gravi da parte di un Gruppo di Studio del Centro Milanese di Psicoanalisi
che vi lavora dal 1996 (Fabio Benini, Stella Bolaffi Benuzzi, Valeria
Egidi Morpurgo Anna Ferruta, Tebaldo Galli, Arrigo Lucchin, Noé Loiacono,
Mario Marinetti, Michele Stuflesser, Rossana Russo, Domenico Sartorelli,
Rosetta Schlesinger Pareyson).
Milano,
16- 18 settembre 2004 XIII CONGRESSO
NAZIONALE AMISI;
IPNOSI
E PSICOTERAPIA IPNOTICA NELLA PRATICA DEL MEDICO E DELLO PSICOLOGO;
Sede:Università Cattolica del Sacro Cuore - Milano; Organizz.:
AMISI Associazione Italiana Studio Ipnosi; Info: 13ipnosi@virgilio.it
; fees= euro 160.
RAZIONALE SCIENTIFICO
Il
XIII Congresso Nazionale della Associazione Medica Italiana per lo
Studio della Ipnosi A.M.I.S.I. che si terrà
dal 16 al 18 settembre 2004 presso l’Università Cattolica
di Milano ha come tema principale “Ipnosi e Psicoterapia Ipnotica
nella pratica del medico e dello psicologo”, e come
obiettivo di riferimento “Un progetto per il miglioramento
della vita”. Esso si riferisce, nel complesso, alla necessità di
porre la conoscenza dell’Ipnosi e della sua naturale applicazione
terapeutica, che è la Psicoterapia Ipnotica, presentandole come
elementi moderni, attuali e scientifici, generatori della
psicoterapia come scienza ormai acquisita e indispensabile per il
trattamento dei disagi e delle sofferenze psicologiche e
psicosomatiche.
I
destinatari cui il Congresso si rivolge sono
professionisti laureati in Medicina e Chirurgia, oppure in
Psicologia, anche se non già specializzati in Psicoterapia. Perciò,
oltre a permettere ai numerosi specialisti in materia, usciti
recentemente dalle Scuole riconosciute dallo Stato, di mantenere un
necessario aggiornamento della loro esperienza e del loro sapere,
uno degli obiettivi importanti è proprio fare acquisire
conoscenze teoriche sul tema dell’impiego dell’ipnosi come
Psicoterapia a medici e psicologi non necessariamente
specializzati nella materia specifica ma comunque interessati
all’impiego del procedimento e dei suoi principi scientifici.
Nell’ambito
del Congresso si tengono quindi letture magistrali, relazioni e
comunicazioni a tema. Vengono tenuti quattro workshop distinti, a
carattere prevalentemente pratico con dimostrazioni da parte
dei docenti e addestramento per i partecipanti, e ogni
prestazione didattica è effettuata da specialisti, medici o
psicologi psicoterapeuti, molti dei quali docenti universitari, tra
i più affermati in Italia nella
disciplina specifica. Fanno parte del corpo dei docenti anche due
studiosi stranieri tra i più conosciuti per chiara fama in Germania
e negli U.S.A.
Gli
obiettivi specifici individuati tra quelli Nazionali
risultano pertanto l’aggiornamento professionale nell’esercizio
dell’attività psicologica e psicoterapeutica (N.21, Gruppo 2).
Argomenti chiave:
Psicologia, Ipnosi, Psicoterapia Ipnotica
XIII CONGRESSO
NAZIONALE AMISI
Milano, 16 – 17 – 18 Settembre
2004
Università Cattolica del Sacro Cuore
PROGRAMMA
Giovedì 16 settembre 2004
Aula Magna - plenaria
Area Psicoterapeutica
Chairman: A. Massone
ore 10.00
A. Quadrio Aristarchi
Apertura dei lavori
10.30
GP. Mosconi
Prologo al XIII Congresso
ore
11.00
A. Quadrio Aristarchi
Lettura magistrale: qualche riflessione sul problema della
psicoterapia
ore 12.00
Coffee break
Area Psicoterapeutica plenaria
Chairman: A. Massone
ore
14.00
Relazioni
I. Lanzini
“L’ipnosi in fumo”. Ovvero: quando un “insuccesso
sintomatologico” provoca
importanti modificazioni personologiche
ore
15.00
R. Magnotti
Tranfert e controtranfert nella psicoterapia ipnotica
ore
15.30
G. Gagliardi
Dalle tecniche di condizionamento magicoocculte alla
ristrutturazione mediante
psicoterapia ipnotica
ore
16.00
Coffee break
Area Psicoterapeutica
Chairman: A. Massone
Comunicazioni a tema
ore
16.30
F. Tarantino
La psicoterapia ipnotica neoericksoniana nella cura delle
tossicomanie in una
prospettiva esistenziale
M.R.
Magurano, C. Gallo,
S.
Colpetti, V. De Pascalis
D.
Camaioni La psicoterapia
ipnotica nei casi di mastectomia modificata per cancro della
mammella
C. Gallo La
psicoterapia ipnotica nel trattamento dei bambini con disturbo da
deficit
dell’attenzione e iperattività
ore 17.30
Discussione
ore 18.30
Termine della giornata di lavoro
Aula Santa Maria
Area Medica
Chairman:
GP. Mosconi
Comunicazioni a tema
ore 14.30
E. Dalla Valle
Efficacia della psicoterapia ipnotica neoericksoniana nel
trattamento breve di
gruppo dell’obesità
A. Anzano
L’ipnosi nel trattamento dei disturbi psicosomatici. Un
caso clinico
A.G. De Micheli
Adolescente con
dipendenza da “videopoker” – trattamento del disturbo
ossessivo
Compulsivo
G. Giarelli, A. De Micheli
Psicoterapia di gruppo con pazienti oncologici
R. Pignatti, C. Martinoli,
ore
15.30
A.G. De Micheli
Il caso di un adolescente di sedici anni con complesse
difficoltà di relazione sia in
ambito scolastico sia in ambito familiare
ore 16.00
Coffee break
Area Medica plenaria
Chairman:
GP. Mosconi
ore 16.30
S. Giacosa
Relazione
Principi ericksoniani nella preparazione al parto: otto
sedute di training
ore 17.00
S. Laurini
Traning di psicoterapia ipnotica nell’anziano
istituzionalizzato con lieve disturbo
cognitivo
ore
17.30
Discussione
ore 18.30
Termine della giornata di lavoro
Aula San Paolo
ore
14.30 M. Cigada Workshop
Una
eredità di Erickson alla medicina: il contributo della psicoterapia
ipnotica
nell’approccio con il
paziente
ore
16,00
Coffee break
ore 16.30
M. Redana
Workshop
L’organo
masticatorio e le sue relazioni psicosomatiche nella comunicazione
ipnotica
Venerdì 17 settembre 2004
Aula Magna plenaria
Area Ericksoniana: comunicazione e relazione
Chairman:
I. Lanzini
ore
9.00
Relazioni
A. Rossi
La relazione terapeutica in psicoterapia ipnotica
ore
10.00
E. Bresadola
La relazione medico-paziente: il contributo neoericksoniano
ore
10.30
S. Laurini
L’esperienza di se stessi: il progetto interiore e
l’apprendimento nascosto in
un’ottica neoericksoniana
ore 11.00
Coffee break
Area Ericksoniana: comunicazione e relazione
Chairman: I. Lanzini
ore 12.00
Relazione
GP. Mosconi
L’immaginazione della mente come fattore di cambiamento
terapeutico
ore 13.00
Pausa pranzo
Area Ericksoniana: comunicazione e relazione
Chairman: I. Lanzini
ore
14.30
Relazioni
B. Peter
The therapeutic tertium
ore
15.30
F. Ravaccia, E. Bresadola La relazione terapeutica: Erickson e Rogers a confronto
ore 16.00
Coffee break
Area Ericksoniana: comunicazione e relazione
Chairman: I. Lanzini
ore
16.30
Comunicazioni a tema
A. Baffigi, S. Laurini L’approccio
ericksoniano all’alterazione della percezione visiva:
classificazione e implicazioni terapeutiche
L. Mambelli
Psicoterapia ipnotica neoericksoniana e qualità della vita
in persone con sclerosi
multipla
C.N. Scilanga La
comunicazione non verbale come strumento diagnostico-terapeutico
ore
18,00
Discussione
ore 18.30
Termine della giornata di lavoro
Aula Santa Maria
Area Sperimentale
Chairman:
M. Cigada
ore
9.30
Relazione
A. Calzeroni
Medicina basata sulle evidenze e ricerca in psicoterapia
ore
10.00
Comunicazioni a tema
F. Ricci
La pratica dell’ipnosi nella relazione tra terapeuta
neoericksoniano e paziente: uno
studio
di laboratorio sulla correlazione fra catalizzazione
dell’attenzione e induzione della trance
V. De Pascalis, M.R.
Magurano, C. Gallo
Processi attentivi e meccanismi psicofisiologici in ipnosi
ore 11.00
Coffee break
ore 11.30
Relazione
M. Margnelli
Neurobiologia della trance
ore
12.30
Pausa pranzo
Area Stress e
ADP
Chairman:
A. Calzeroni
ore
14.30
Comunicazioni a tema
A.
Bourgaux De Grandi Uso
dell’ipnosi clinica per sostenere i rifugiati traumatizzati, che
affrontano la morte
o la scomparsa di membri della famiglia: rapporti di casi
ore
15.00
A. Anzano
L’uso delle tecniche di svelamento nel trattamento di
soggetti adulti con esperienze
traumatiche infantili. Due casi clinici
ore
15.30
T. Pavia
Uso della metafora autoindotta in ipnosi nella cura delle
seguenti patologi: DOC –
fobie specifiche – fobia sociale con e senza agorafobia
ore 16.00
Coffee break
Area Stress e
ADP
Chairman: A. Calzeroni
Comunicazioni
ore
16.30
L. Derni
Guarire con l’ipnosi dalla sindrome comportamentale: un
caso risolto
E. Catapane
La metafora dell’amore negativo in un caso di relazione di
coppia simbiotica
N. Sole
Lutto, lamentazione funebre ed incitazione alla vendetta in
un caso di omicidio di
faida in Sardegna. Spostamento e desistenza mediante
psicoterapia ipnotica
ore 17.30
Discussione
ore 18.30
Termine della giornata di lavoro
Aula San Paolo plenaria
ore 14.30
Workshop
G. Gagliardi
Ristrutturare la pseudopersonalità da manipolazione
psicologica
ore 16.00
Coffee break
ore 16.30
E. Rossi
Workshop
Activity dependent ideodynamic approaches to therapeutic
hypnosis
ore 18.30
Termine della giornata di lavoro
Aula Magna
plenaria
Area Clinica: guarigione psicofisica
Chairman:
I. Lanzini
ore
9.00
Relazioni
ore
9.00
E. Rossi
Can we facilitate gene expression, neurogenesis, and Stem
cell healing via
therapeutic hypnosis?
ore
10.00
F. Ravaccia
Il disagio psicologico nella medicina di base
ore 10.30
R. Magnotti
La rieducazione all’affettività attraverso la
psicoterapia ipnotica: dall’immagine
all’emozione
ore
11.00
Coffee break
Area Clinica: guarigione psicofisica
Chairman:
I. Lanzini
ore
11,30
Discussione
ore
12.30
Pausa pranzo
Area
Sperimentale
Moderatore:
M. Cesa-Bianchi
ore
14.00
Relazione introduttiva alla Tavola Rotonda
A. Calzeroni, M. Cigada
La validazione della psicoterapia ipnotica: stato
avanzamento lavori del progetto
AMISI
ore
15.00
Tavola Rotonda
M.Cesa-Bianchi, M.Cigada,
Psicoterapia e ricerca
G.Geminiani,
ore
16.30
Coffee break
Area Sperimentale
Moderatore: M. Cesa-Bianchi
ore
17.00
Discussione della Tavola Rotonda
Aula Santa Maria plenaria
Chairman:
G. Gagliardi
ore
9.30
Comunicazioni libere
E. Borio Almo
Il sogno in alcune rappresentazioni artistiche
E. Urru
L’ipnosi e l’antipnosi
o il sovraintendente dei sogni
N. Starcevic
Psicoterapia ipnotica nella disfunzioni sessuali
ore
11.00
Coffee break
Area Clinica:
guarigione psicofisica
ore
11.30
Workshop
E. Rossi
Pratica clinica
Ore
12h30/13h00
E. Rossi
Confronto discussione in merito alla pratica clinica
ore
13.00
Pausa pranzo
|
| Venezia,
24-26 settembre 2004 "LE
PREDIZIONI DEL TESTO";
Organizz.:
Accademia delle tecniche conversazionali; Sede: Casa Cardinal
Piazza, Cannaregio, n.3539/a - Venezia; Info: giomaffi@tiscalinet.it;
Fees= euro 200.
|
| Milano,
8-10 ottobre 2004
CONVEGNO:
L'ASSETTO
MENTALE DELLO PSICOANALISTA NELLA CONSULTAZIONE Comitato Organizzatore e Comitato Scientifico: Esecutivo
del Centro Milanese di Psicoanalisi “Cesare Musatti” Segreteria organizzativa:
Nella Vignoli, Valeria
Sciscioli, Narciso Vignoli
Centro
Milanese di Psicoanalisi Cesare Musatti
Via F. Corridoni 38 - 20122 Milano - Italia
Tel (+39) 0255012281 - Fax (+39) 025512832 cmp@iol.it
- www.cmp-spiweb.it Segreteria
Scientifica: Dott.ssa Laura Ambrosiano, Dott.
Roberto Goisis, Dott.
Ronny Jaffè, Dott.
Giorgio Landoni.
Sede:
Istituto Salesiano S. Ambrogio, Via Copernico 9, Milano. Fees=
euro 150.
PROGRAMMA:
VENERDI’ 8 OTTOBRE 2004
TITOLO:
L’ASSETTO
MENTALE DELLO PSICOANALISTA NELLA CONSULTAZIONE
Ore: 14.00
– 15.30
Tipo:
A - Lezioni magistrali
Titolo:
apertura e presentazione
del Convegno
Docenti:
Prof.
Eugenio Gaburri (Milano), Prof. Giuseppe Berti Ceroni (Milano)
Abstract:
Si presenta il convegno
come momento di sintesi di una riflessione di durata pluriennale che
prende le mosse dall’attività di consultazione clinica svolta
istituzionalmente nei Centri Locali della Società Psicoanalitica
Italiana.
Il Prof. Berti Ceroni collegherà questa riflessione con
l’obiettivo formativo di interesse nazionale costituito
dall’aggiornamento di psichiatri, psicologi e psicoterapeuti.
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TITOLO:
L’ASSETTO
MENTALE DELLO PSICOANALISTA NELLA CONSULTAZIONE
Ore: 15.30
– 16.15
Tipo:
B - Serie di relazioni su tema preordinato
Titolo:
La consultation du
psychanalyste avec des enfants et des adolescents autistiques et
leur prise en charge dans l’institution
La consultazione dello psicoanalista con bambini ed adolescenti
autistici e la presa in carico nell’istituzione
Docente:
Prof.
Jacques Hochmann (Lyon)
Abstract:
Desidero prendere le
mosse dall’ampio contributo delle cure prodigate a bambini ed
adolescenti affetti da autismo e/o psicotici, per spiegare come lo
psicoanalista tenta di dare un senso al lavoro del personale
curante. Questo lavoro di donazione di senso utilizza le diverse
situazioni istituzionali articolandole fra di loro per mettere in
atto un processo di narrazione.
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TITOLO:
L’ASSETTO
MENTALE DELLO PSICOANALISTA NELLA CONSULTAZIONE
Ore: 16.15
– 17.00
Tipo:
B - Serie di relazioni su tema preordinato
Titolo:
L’assetto interno dell’analista in consultazione
Docente:
Dott. Stefano Bolognini
(Bologna)
Abstract: L'assetto interno
dell'analista in consultazione presso il Centro Psicoanalitico
locale è fortemente influenzato dalla prassi e dalle metodologie
che sono in vigore in quella specifica istituzione, e in modo
particolare dallo spartiacque costituito
dal fatto che l'analista consulente possa o no assumere
successivamente in terapia il paziente. Nel caso più comune, che è
quello della prospettiva di invio ad altro collega, l'analista si
trova a svolgere una funzione complessa di accoglienza facilitante,
di colloquio conoscitivo, di diagnosi psicodinamica, di valutazione
dei bisogni e delle possibilità evolutive, di progetto terapeutico,
di scelta del terapeuta del terapeuta presumibilmente idoneo e
disponibile, di proposta, invio, e connessione successiva tra
paziente e collega.
Nel
contributo si esamineranno le soluzioni che possono favorire questo
specifico lavoro, con il speciale attenzione all'aspeto
dell'"ingaggio transferale minimo efficace" del paziente,
in funzione dell'avvio del progetto e del processo terapeutico.
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TITOLO:
L’ASSETTO
MENTALE DELLO PSICOANALISTA NELLA CONSULTAZIONE
Ore: 17.15
– 18.00
Tipo:
B - Serie di relazioni su tema preordinato
Titolo:
Il malato immaginario
Docente:
Dott. Giorgio Landoni
(Milano)
Abstract:
Si consulta lo
psicoanalista con la stessa predisposizione con la quale ci si
rivolge al medico per ricevere una cura adeguata per la propria
malattia. In realtà trattare il male di vivere come una malattia é
la condizione per promuovere una sicura cronicizzazione degli stati
di malessere sia a che polisintomatici che sono alla base del
ricorso all'opera dello psicoanalista. La condizione perché questa
situazione possa virare verso una nuova presa di coscienza capace di
indurre nel paziente una consapevolezza diversa del suo malessere e
di promuovere quindi una diversa domanda allo specialista, risiede
nella capacità di quest'ultimo di promuovere una lettura rinnovata
delle proprie condizioni da parte di chi consulta. Ciò è frutto di
un adeguato assetto mentale dell'analista. La conferenza verterà su
di una illustrazione di questa situazione, del suo progressivo
sviluppo e del suo approdo alla condizione più favorevole anche
attraverso la presentazione di alcune vignette cliniche.
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TITOLO:
L’ASSETTO
MENTALE DELLO PSICOANALISTA NELLA CONSULTAZIONE
Ore: 18.00
– 19.00
Tipo:
D - Confronto/dibattito tra pubblico ed esperto/i guidato da un
conduttore ("l'esperto risponde")
Titolo:
Discussione generale
Docente:
Prof. Eugenio Gaburri (Milano)
Abstract: Verranno
dibattuti i temi del Convegno.
---
SABATO 9 OTTOBRE 2004
TITOLO:
L’ASSETTO
MENTALE DELLO PSICOANALISTA NELLA CONSULTAZIONE
Ore:
9.30 – 11.00
Tipo:
E - Dimostrazioni tecniche senza esecuzione diretta da parte dei
partecipanti
Titolo:
Cinema e psicoanalisi
- Proiezione del film “FREUD” (Regia A. Baiocchi)
Chaiperson:
Dott.ssa Laura Ambrosiano
(Milano)
Abstract: Verrà
introdotta la mattinata con la presentazione dei filmati assemblati
ad hoc congruenti con lo scopo generale del Convegno.
---
TITOLO:
L’ASSETTO
MENTALE DELLO PSICOANALISTA NELLA CONSULTAZIONE
Ore: 11.15
– 12.15
Tipo:
E - Dimostrazioni tecniche senza esecuzione diretta da parte dei
partecipanti
Titolo:
Cinema e psicoanalisi
- Proiezione del video “Psychiatric help, 5 cents. The doctor is
in. La consultazione al cinema” (di Pietro Roberto Goisis, Massimo
De Masi, Elisabetta Marchiori)
Chaiperson:
Dott.ssa Laura Ambrosiano
(Milano)
Abstract: Verrà
introdotta la mattinata con la presentazione dei filmati assemblati
ad hoc congruenti con lo scopo generale del Convegno.
TITOLO:
L’ASSETTO
MENTALE DELLO PSICOANALISTA NELLA CONSULTAZIONE
Ore: 12.15
– 13.00
Tipo:
D - Confronto/dibattito tra pubblico ed esperto/i guidato da un
conduttore ("l'esperto risponde")
Titolo:
Discussione
Chaiperson:
Dott.ssa Laura Ambrosiano
(Milano)
Abstract:
Verranno dibattuti i temi
presentati nei filmati e le modalità della loro presentazione.
---
TITOLO:
L’ASSETTO
MENTALE DELLO PSICOANALISTA NELLA CONSULTAZIONE
Ore: 15.00
– 18.30
Tipo:
G - Lavoro a piccoli gruppi su problemi e casi clinici con
produzione di rapporto finale da discutere con esperto
Titolo: Volti della
consultazione psicoanalitica
Docenti:
Prof. Bruno
Baldaro (Bologna)
Dott. Marco
Mastella (Bologna)
Dott. Giuseppe
Benincasa (Milano)
Dott.ssa
Simonetta Bonfiglio Senise (Milano)
Dott.ssa Fausta
Ferraro (Napoli)
Dott.ssa
Diomira Petrelli (Napoli)
Dott. P.
Roberto Goisis (Milano)
Dott. Noé
Loiacono (Milano)
Dott. Leonardo
Resele (Milano)
Dott. Mario
Marinetti (Milano)
Dott.ssa M.
Teresa Palladino (Torino)
Prof. Pietro
Rizzi (Milano)
Prof.ssa Malde
Vigneri (Palermo)
Abstract:
Vari responsabili
presenti e passati dei diversi centri di consultazione locali della
Società Psicoanalitica Italiana prestano la propria esperienza per
condurre la discussione circa lo specifico assetto mentale richiesto
allo psicoanalista nel corso della sua consultazione clinica.
---
DOMENICA 10 OTTOBRE 2004
TITOLO: L’ASSETTO MENTALE DELLO PSICOANALISTA NELLA CONSULTAZIONE
Ore: 9.00
– 9.30
Tipo:
A – Lezione magistrale
Titolo:
Apertura dei lavori e introduzione
Chaiperson: Dott.ssa
Marta Badoni (Milano)
Abstract:
Riassumerà le
conclusioni dei primi due giorni di lavoro fornendo l’incipit per
lo svolgimento della tavola rotonda conclusiva.
---
TITOLO:
L’ASSETTO
MENTALE DELLO PSICOANALISTA NELLA CONSULTAZIONE
Ore:
9.30 – 10.15
Tipo:
B - Serie di relazioni su tema preordinato
Titolo:
La consultazione in psicoanalisi ed i suoi luoghi: un lavoro di
confine
Docente:
Prof. Agostino Racalbuto
(Padova)
Abstract: Nel
contributo "La consultazione in analisi e i suoi "luoghi:
un lavoro di confine" verrà messo in evidenza che il lavoro di
consultazione necessita di un fermo mantenimento dell'identità
analitica e al contempo di una capacità elastica a costituire
modifiche del setting (interno). Si tratta di un "lavoro di
confine" al limite fra dentro e fuori, ortodossia e
innovazione, fra 'luoghi' mentali consueti e nuovi territori
determinati dal carattere diverso della consultazione rispetto a
quello implicito nella domanda d'analisi che fa riferimento, e
tollera, un setting classico. Particolare impegno suscitano in tali
casi i 'luoghi' del non-detto e del non-dicibile, che hanno tempi e
spazi ben diversi da quelli del trattamento analitico in corso, e
che pertanto richiedono altre forme per essere affrontate. Proprio
in relazione a questi luoghi psichici del non verbale verrà messa
in rilievo la particolare importanza che assumono le modalitˆ e i
canali comunicativi, visto che la persona di chi accoglie la
comunicazione è un 'luogo' imprescindibile su cui elaborare
trasformazioni in grado di condurre a una possibile cura di parole
appropriate per ogni singola situazione.
---
TITOLO:
L’ASSETTO
MENTALE DELLO PSICOANALISTA NELLA CONSULTAZIONE
Ore: 10.15
– 11.45
Tipo: C
- Tavole rotonde con dibattito tra esperti
Titolo:
Tavola rotonda sui temi del convegno
Docente:
Dott. Domenico Chianese (Roma), Prof. Jacques Hochmann (Lyon), Dott.
Ronny Jaffè (Milano), Prof. David Tuckett (London)
Abstract: Verranno
discussi i temi del Convegno.
---
TITOLO:
L’ASSETTO
MENTALE DELLO PSICOANALISTA NELLA CONSULTAZIONE
Ore:
11.45 – 12.15
Tipo:
D - Confronto/dibattito tra pubblico ed esperto/i guidato da un
conduttore ("l'esperto risponde")
Titolo:
Discussione con la sala
Chaiperson:
Dott.ssa Marta Badoni
(Milano)
Abstract: Verranno
dibattuti i temi del Convegno.
---
TITOLO:
L’ASSETTO
MENTALE DELLO PSICOANALISTA NELLA CONSULTAZIONE
Ore: 12.15 –
13.00
Tipo: A
– lezione magistrale
Titolo:
Relazione conclusiva
Docente:
Dott. Domenico Chianese (Roma), Dott. Ronny Jaffè (Milano), Dott.
Giorgio Landoni (Milano)
Abstract:
A conclusione del
Convegno verranno sottolineati dai relatori i temi principali emersi
durante le varie fasi di presentazione e di discussione collettiva.
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| Milano,
15-16 ottobre 2004 Corso teorico
pratico sul trattamento dei disturbi di personalità ;
Organizz.: AISDP-
ASSOCIAZ. ITALIANA PER LO STUDIO DEI DISTURBI DI PERSONALITÀ;
Indirizzo e-mail:MAFFEI.CESARE@HSR.IT
; Sede:
MILANO - VIA PRINETTI, 29;
Fees=
euro 250.
PROGRAMMA
DEGLI INTERVENTI ED ABSTRACTS:
La terapia familiare nel
trattamento dei disturbi di personalità
Dott.
Paolo Bertrando
Il problema dei disturbi di personalità
è oggi fra i più importanti in psichiatria. Da quando le nuove
metodiche diagnostiche hanno permesso una maggiore possibilità di
diagnosticare questi disturbi, la loro incidenza maggiormente
riconosciuta ha consentito di individuarli come causa
È oggi universalmente accettato che,
ancor più che altre problematiche psichiatriche, i disturbi di
personalità necessitano di un intervento multidimensionale e
integrato: la compresenza di diversi trattamenti è necessaria per
assicurare l'efficacia. All'interno di questa cornice, l'intervento
familiare è da considerarsi certamente opportuno e utile in molti
casi, indispensabile nei più complessi; un adeguato lavoro con la
famiglia spesso è in grado di ridurre l'impegno dei Servizi nei
casi multiproblematici (frequenti soprattutto nel disturbo
borderline di personalità), e quindi i costi complessivi
dell'intervento.
Per un lavoro adeguato sulle famiglie di
pazienti con grave disturbo di personalità è però necessaria una
conoscenza delle tipologie familiari più frequentemente associate
al disturbo, e anche di metodiche specifiche di intervento, che
consentano di operare in modo mirato.
Questa relazione presenta un modello di
intervento familiare breve integrato con interventi individuali,
fondato sulla valutazione dell’attaccamento e dell’emotività
espressa familiare, che utilizza tecniche di matrice sistemica per
ottenere l’effetto di favorire i compiti evolutivi relativi
soprattutto all’elaborazione della fase di separazione della
persona diagnosticata borderline dalla famiglia di origine.
Le risorse e le
competenze: modalità di identificazione di esse nell’ambito della
pratica privata e della diversa tipologia dei servizi pubblici.
Dott. M. Bateni, Dott. A.
Carcione
La
pianificazione dell'intervento nei disturbi di personalità. Il
pazienti con Disturbi di Personalità sono considerati pazienti
difficili, in particolare perché difficile è stabilire una salda e
valida relazione terapeutica e, spesso, una buona aderenza al
trattamento, con conseguente aumento del tasso di drop-out. Questo
aspetto richiede pertanto una particolare attenzione nella gestione
della relazione e nella pianificazione dell'intervento. Verranno
pertanto messi in luce gli elementi da valutare per regolare la
relazione, mantenere una buona alleanza, scegliere il setting
d'intervento, programmare un intervento integrato, verificare
l'andamento della terapia ed i suoi risultati.
L’analisi
delle risorse all’interno del reparto per i Disturbi di Personalità
di una clinica privata implica
la descrizione della Struttura , del personale
e dei processi clinici applicati.
Particolare attenzione viene rivolta al
coordinamento dei livelli di assistenza proposti e alla
organizzazione strutturale del reparto di degenza e dei luoghi
esterni allo stesso reparto.
La conoscenza delle caratteristiche
personologiche e la tipologia per sesso ed età di chi opera
all’interno della Struttura è
il passo successivo per poter ottimizzare le risorse nei
diversi livelli di competenza.
La
finalità è di ottenere un’equipe all’interno della quale sia
chiara la leadership e il ruolo di ogni componente e di ottimizzare
al meglio le risorse individuali di ogni componente.
La verifica dei risultati
del trattamento.
Prof.
A. Fossati, Prof. C. Maffei
Nel corso della relazione verranno presentati i
principali quesiti metodologici relativi alla valutazione
dell’esito del trattamento, con particolare attenzione
all’interazione tra misure di esito e misure di processo,
all’utilizzo di batterie basate su indicatori generali di
cambiamento, all’utilizzo differenziale di misure di modificazione
delle condizioni di stato (per es., sintomi depressivi o ansiosi) e
delle condizioni di tratto (per es., sensation
seeking). Un’attenzione particolare verrà posta alle
questioni relative al disegno sperimentale negli studi di outcome e
specialmente al multilevel modeling e ai disegni CACE.
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| Milano,
23 ottobre 2004 "IL CONCETTO
DI CURA IN PSICOANALISI"
Organizz.:
ASSOCIAZIONE SEMPLICE CENTRO STUDI DI PSICOTERAPIA; Info: MONTEMIL@TIN.IT;
Sede: STELLINE SERVIZI
CONGRESSUALI-C.SO MAGENTA 61-MILANO;
Fees= euro 102.
PROGRAMMA:
Il
Convegno si propone di mettere a fuoco i concetti di obiettivo della
cura psicoanalitica e di salute mentale e di individuare i reciproci
rapporti anche in una prospettiva storica. Tale indagine consente di
precisare una teoria degli obiettivi della cura psicoanalitica che
è estremamente rilevante per la pratica clinica in quanto prende
come suo punto di partenza e di riferimento i processi consci ed
inconsci che hanno luogo nella mente tanto del paziente quanto dello
psicoanalista
10:00
– 11:30:
Relazione di Anne-Marie Sandler “Il concetto di cura in
psicoanalisi”
11:30
- 13:00:
Domande dei partecipanti al relatore inerenti al tema
trattato ed in particolare alla sua applicazione in sede clinica
14:30
– 17:00:
Domande dei partecipanti al relatore inerenti al tema
trattato ed in particolare alla sua applicazione in sede clinica
17:00
Conclusione del Convegno con distribuzione questionari di
verifica
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