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| CONGRESSI
II semestre 2007 |
Questo servizio di informazione sugli eventi ECM deve necessariamente fare i conti con l'ingente mole di eventi accreditati e, soprattutto, in fase di accreditamento per il 2007. Pertanto, abbiamo operato una selezione, forzatamente 'arbitraria', di congressi che ci sono sembrati maggiormente attinente alla formazione psicoterapica. Mano a mano che un evento sarà accreditato, verrà aggiornata la sua scheda completa del punteggio assegnatogli. Per gli eventi formativi che non compaiono nel sito ECM-sanità (http://ecm.sanita.it) verrà indicata la fonte informativa (a fondo pagina).
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Eventi ECM SECONDO SEMESTRE 2007 in attesa di accreditamento: | ||||||||
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| Chieti, 29.09-15.12.2007 "RIFLESSIONI
SULLA PSICOPATOLOGIA ADOLESCENZIALE";
Organizz.:
A.P.A. (ASSOCIAZIONE PSICOANALITICA
ABRUZZESE) SCUOLA DI FORMAZIONE QUADRIENNALE IN PSICOTERAPIA PSICOANALITICA
"ARARA AZZURRA" RICONOSCIUTA DAL MIUR;
Info:
GIUSTINOGALLIANI@LIBERO.IT
segreteria@apascuola.it ; Fees= euro
60,00. A.P.A. Associazione Psicoanalitica Abruzzese Istituto di Psicoterapia Psicoanalitica “Marco Levi Bianchini”
Con la collaborazione della: Cattedra di Psichiatria – Facoltà di Medicina e Chirurgia - dell’Università “ G. D’Annunzio ” di Chieti – Pescara Cattedra di Psicologia Clinica – Facoltà di Psicologia - dell’Università “ G. D’Annunzio ” di Chieti – Pescara con il patrocinio: dell’ Ordine degli Psicologi della Regione Abruzzo dell’ Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della provincia di Chieti
Seminario ECM Educazione Continua in Medicina
“RIFLESSIONI SULLA PSICOPATOLOGIA ADOLESCENZIALE”
CHIETI 29 SETTEMBRE, 13 OTTOBRE, 27 OTTOBRE, 24 NOVEMBRE, 01 DICEMBRE 2007, 15 DICEMBRE 2007
Aula Magna – Facoltà di Medicina e Chirurgia Università “ G. D’Annunzio “ di Chieti-Pescara, Via Dei Vestini.
EVENTI ECM DA RICHIEDERE PER PSICOLOGI E MEDICI
SABATO 29 SETTEMBRE 2007
Ore 08.00 – Registrazione Partecipanti - Firma Entrata.
Ore 09.00 – Chairman Giustino GALLIANI: Introduzione al tema.
Ore 09.30 – Zaira MARGIACCHI: “Io odio l’adolescenza”
Ore 11.00 – Coffè Break.
Ore 11.30 – Discussant – Filippo Maria Ferro.
Ore 13.00 – Pausa pranzo.
Ore 15.00 – Chairman Filippo Maria Ferro: Introduzione al tema.
Ore 15.30 – Franco DE MASI: “Il pedofilo e il suo mondo interno” Considerazioni teoriche e cliniche sull’analisi di un paziente.
Ore 17.00 – Coffè Break.
Ore 17.30 – Discussant – Guido D’INNOCENZO.
Ore 19.00 – Chiusura dei lavori. Firma Uscita. SABATO 13 OTTOBRE 2007
Ore 08.30 – Firma Entrata.
Ore 09.00 – Chairman Barbara CUPELLO CASTAGNA: Introduzione al tema.
Ore 09.30 – Antonio CIOCCA: “L’approccio psicoanalitico ad anoressia e bulimia in adolescenza”
Ore 11.00 – Coffè Break.
Ore 11.30 – Discussant – Elsa HEIN-ALOCCO.
Ore 13.00 – Pausa pranzo.
Ore 15.00 – Chairman Filippo Maria Ferro: Introduzione al tema.
Ore 15.30 – Gianluigi MONNIELLO: “Psicopatologia dell’adolescente e suo trattamento. Teoria e clinica”
Ore 17.00 – Coffè Break.
Ore 17.30 – Discussant – Raffaela ARBAN.
Ore 19.00 – Chiusura dei lavori. Firma Uscita.
SABATO 27 OTTOBRE 2007
Ore 08.30 – Firma Entrata.
Ore 09.00 – Chairman Filippo Maria Ferro: Introduzione al tema.
Ore 09.30 – Simona ARGENTIERI: “Identità di genere e nuove genitorialità”
Ore 11.00 – Coffè Break.
Ore 11.30 – Discussant – Maria ORLANDI SCATI.
Ore 13.00 – Pausa pranzo.
Ore 15.00 – Chairman Mario FULCHERI: Introduzione al tema.
Ore 15.30 – Filippo Maria Ferro: “La psicopatologia della bouffet”
Ore 17.00 – Coffè Break.
Ore 17.30 – Discussant – Giacomo GATTI.
Ore 19.00 – Chiusura dei lavori. Firma Uscita SABATO 24 NOVEMBRE 2007
Ore 08.30 – Firma Entrata.
Ore 09.00 – Chairman Massimo BELISARIO: Introduzione al tema.
Ore 09.30 – Barbara CUPELLO CASTAGNA: “Genitori di adolescenti: una riflessione sulla trasmissione transgenerazionale”
Ore 11.00 – Coffè Break.
Ore 11.30 – Discussant – Carla COTELLESSA.
Ore 13.00 – Pausa pranzo.
Ore 15.00 – Chairman Raffaela ARBAN: Introduzione al tema.
Ore 15.30 – Elsa HEIN-ALOCCO: “L’adolescenza: armonia e disarmonia. Perdite, riconquiste, trasformazioni”
Ore 17.00 – Coffè Break.
Ore 17.30 – Discussant – Maria ORLANDI SCATI.
Ore 19.00 – Chiusura dei lavori. Firma Uscita
SABATO 01 DICEMBRE 2007
Ore 08.30 – Firma Entrata.
Ore 09.00 – Chairman Guido D’INNOCENZO: Introduzione al tema.
Ore 09.30 – Jessica LAVEZZO: “L’emergere del disagio in adolescenza”
Ore 11.00 – Coffè Break.
Ore 11.30 – Discussant – Filippo Maria FERRO.
Ore 13.00 – Pausa pranzo.
Ore 15.00 – Chairman Giuseppe CELLINI: Introduzione al tema.
Ore 15.30 – Diana NORSA: “L’adolescente e la famiglia nella psicodinamica dello sviluppo psicosessuale”
Ore 17.00 – Coffè Break.
Ore 17.30 – Discussant – Raffaela ARBAN.
Ore 19.00 – Chiusura dei lavori. Firma Uscita SABATO 15 DICEMBRE 2007
Ore 08.30 – Firma Entrata.
Ore 09.00 – Chairman Filippo Maria FERRO: Introduzione al tema.
Ore 09.30 – A. CICCONETTI - B. SCORRANO: “Casi di autolesionismo: una esperienza pratica”
Ore 11.00 – Coffè Break.
Ore 11.30 – Discussant – Guido D’INNOCENZO.
Ore 13.00 – Pausa pranzo.
Ore 15.00 – Chairman Maria ORLANDI SCATI: Introduzione al tema.
Ore 15.30 – Giustino GALLIANI: “Dalla richiesta d’aiuto alla psicoterapia: modello psicoanalitico di consultazione”
Ore 17.00 – Coffè Break.
Ore 17.30 – Discussant – Mario FULCHERI.
Ore 19.00 – Chiusura dei lavori. Questionario ECM
Ore 20.00 – Firma Uscita.
Si parla di adolescenza comunemente in termini di: fase di passaggio; possibilità, o meno, di arrivare alla separatezza e all’autonomia. Spesso tutto ciò porta ad usare l’ottica dello step infanzia-pubertà, o di partire dalla definizione di un punto di arrivo: il cosiddetto “adulto”. La possibilità di pensare all’adolescenza come un’area specifica , con modalità proprie (per cui:caratteristiche, difese, prodotti mentali, comportamenti, emozioni proprie) permette di seguire un percorso di sviluppo mentale , di integrazione tra crescita mentale e cambiamento fisico, colma di scoperte e potenziali proposte. Il “ripartire da capo” dell’adolescente, può proporre al terapeuta e allo psicoanalista una serie di focalizzazioni sulle urgenze del disagio adolescenziale, obbligandolo a criteri di valutazione diversi , partendo dal concetto di ”funzionalità” di ogni decisone, scelta, agito, disagio, idiosincrasia etc. dell’ adolescente. In quest’ottica, che ”segue”, più che fare confronti con un ipotetico obbiettivo da raggiungere, si propongono delle giornate di studio (nel numero di 5) che si articoleranno dal 29/09/2007 al 15/12/2007, che abbiamo voluto definire “Riflessioni sulla psicopatologia adolescenziale”. Tenendo conto sia dell’interesse più strettamente terapeutico (terapia individuale e di gruppo); sia del bisogno di linee chiare per ipotizzare un progetto corretto, riguardante i servizi che si occupano di adolescenza, si propone di dibattere dei temi attuali, direi anzi di “scottante” attualità ,cercando di toglierli dall’etichetta data loro dai media. Sarà per cui fondamentale, nell’ambito della disamina della nuova realtà delle famiglie, contestualizzare e definire in altro modo i fenomeni del bullismo, della scelta della propria identità sessuale, del malessere che sfocia in oppositività distruttiva, del diffondersi della pedofilia agita. Uno spazio particolare verrà dato alla patologia dei disturbi alimentari (anoressia / bulimia /compensazione alle frustrazioni attraverso il cibo) potendoli osservare,così si diceva più sopra, come specificità di un dato momento dello sviluppo dell’individuo. Egualmente si darà spazio all’emergere dei disturbi depressivi, cercando di dare strumenti discriminativi tra lo status di depressione volgarmente detto, e di proto-depressione, condizione questa appartenente proprio ed esclusivamente all’adolescente. Il proposito di occuparsi specificatamente di temi spinosi e urgenti specifici dell’adolescenza, senza la presunzione di una completa esaustività, riguarda non solo i terapeuti, ma anche gli operatori dei servizi, gli insegnanti, i genitori, e la nostra storia.
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| Milano,
9.10-18.12.2007 "IL
LAVORO CLINICO CON GENITORI DI BAMBINI E ADOLESCENTI";
Sede:
MILANO- PROVINCIA DI MILANO -VIALE PICENO
60; Info:
D.LUZZATI@PROVINCIA.MILANO.IT
s.galli@provincia.milano.it
; Fees= n.d. Il lavoro clinico con genitori di bambini e adolescenti
Negli ultimi anni è aumentata la consapevolezza dell’importanza della relazione tra genitori e figli per la comprensione delle condizioni di disturbo evolutivo nell’infanzia e nell’adolescenza. Nuovi contributi, che vengono sia dalla Psicoanalisi, che dall’Infant Research e dalla Teoria dell’Attaccamento, hanno arricchito le basi teoriche e tecniche dell’intervento con i genitori, comportando rilevanti indicazioni per migliorare l’approccio del lavoro clinico di prevenzione e di trattamento. In questo corso sarà messa a fuoco questa tematica in modo da mettere a disposizione degli operatori clinici del territorio un insieme aggiornato di conoscenze e riflessioni in merito sia allo sviluppo normale che allo sviluppo patologico. Il corso si articolerà in 6 incontri della durata di quattro ore ciascuno. Nella seconda parte di ogni incontro verrà dato ampio spazio alla discussione con i partecipanti, con la possibilità di presentare e commentare situazioni cliniche.
Metodologia: prevede l’utilizzo di metodi attivi, presentazioni di casi, lezioni teoriche e discussione su materiali portati dai partecipanti.
DESTINATARI Psicologi, dei servizi famiglia e tutela minori, psichiatri, neuro psichiatri infantili. Numero massimo di partecipanti 22.
DOCENTI Il percorso verrà realizzato in collaborazione con ApSA – Associazione per lo Studio dell’Adolescenza, che metterà a disposizione come docenti: Enrico de Vito, Psichiatra, Psicoanalista SPI, Presidente ApSA, Presidente International Society for Adolescent Psychiatry and Psychology; Katharina Schweizer, Psicologa, Psicoanalista Società Svizzera di Psicoanalisi, Membro ApSA;
ECM Siamo in attesa delle nuove disposizioni del Ministero della Salute sulla possibilità di richiedere l’accreditamento per la figura professionale: psicologoSEDE E AULALa sede è la Provincia di Milano, viale Piceno 60, Milano (raggiungibile tramite: passante ferroviario, fermata Dateo; autobus 54, 60, 61, 62; filovia 90, 91, 92).
ISCRIZIONE Per l'iscrizione è possibile iscriversi direttamente online dal sito della formazione www.provincia.milano.it/sociale , o scaricare la scheda dal sito stesso e inviarla via fax allo 02.77403293, entro il 20 settembre 2007-
Coordinatore: Susanna Galli, tel. 02.77403453, e-mail s.galli@provincia.milano.it Segreteria Maria Donatelli, tel. 02.77403135, e-mail mc.donatelli@provincia-milano.it
PROGRAMMA 9 ottobre 2007 orario 9.30- 11.30 - Lo sviluppo della genitorialità dall’infanzia all’adolescenza. - Dalla gravidanza alla costellazione materna all’essere genitori - Problemi generali del ruolo dei genitori nella presa in carico di bambini e adolescenti - L’alleanza di lavoro: concetto cardine del lavoro con i genitori E. de Vito e K. Schweizer orario 11.45 -13.30 Lavoro su casi
25 ottobre 2007 orario 9.30- 11.30 - Comprensione e valutazione della relazione genitori – bambino e della genitorialità nella primissima infanzia (1) - Il passaggio dal bambino fantasticato al bambino reale - Ancora della costellazione materna - Dalla totale dipendenza alla separatezza orario 11.45 -13.30 Lavoro su casi K. Schweizer
15 novembre 2007 orario 9.30- 11.30 - Essere genitori di bambini in età scolare (2) - Il rapporto con le istituzioni educative: minaccia o aiuto? orario 11.45 -13.30 Lavoro su casi K. Schweizer
27 novembre 2007 orario 9.30- 11.30 - La valutazione dei genitori dell’adolescente (1) - Le relazioni di attaccamento in adolescenza - Questioni connesse con le problematiche di separazione orario 11.45 -13.30 Lavoro su casi E. de Vito
4 dicembre 2007 orario 9.30- 11.30 - La valutazione dei genitori dell’adolescente (2) - Il significato della crisi in adolescenza - Indicazioni per un lavoro di supporto alla terapia del figlio orario 11.45 -13.30 Lavoro su casi E. de Vito
18 dicembre 2007 orario 9.30- 11.30 - Il problema delle indicazioni per un trattamento del figlio - L’alleanza di lavoro nella fase di passaggio al trattamento - Resistenze e fallimenti orario 11.45 -13.00 Lavoro su casi orario 13.00 -13.30 Prove finali ECM E. de Vito e K. Schweizer
Coordinamento Susanna Galli – Settore sviluppo delle professionalità
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Roma, 28-29.09.2007 "IL
GIOVANE ADULTO: LE CARRATERISTICHE DEL PASSAGGIO MATURATIVO DALL'ADOLESCENZA
ALL'ETÀ ADULTA"; Sede:
ARPAD- VIA OMBRONE, 14 - 00198
ROMA; Info:
arpad.nov@tiscali.it
; Fees= euro 150,00.Seminari di aggiornamento del 28 e 29 settembre 2007n.1065/
“Il Giovane Adulto : le caratteristiche del passaggio maturativo dall’adolescenza all’età adulta”
Seminari di aggiornamento promossi dall’Associazione Romana per la Psicoterapia dell’Adolescenza
Prima giornata: Venerdì 28 settembre - dalle 9.00 alle 13.15
Il processo di soggettivazione nella diagnosi del Giovane Adulto: una tecnica di aiuto psicoanalitico Il seminario prevede una disamina teorica del concetto di soggettivazione in psicoanalisi. Verrà posta l'attenzione alle differenze e similitudini fra adolescente e giovane adulto relativamente ai compiti evolutivi e ai cambiamenti psichici della fase evolutiva. Verranno illustrati gli aspetti psicopatologici peculiari dell'età attraverso la presentazione di casi clinici in trattamento psicoanalitico con l'attivazione della discussione con i partecipanti. Relatore: Dott.ssa Giovanna Montinari
Linee d’ombra: il Giovane
Adulto nella metafora del Grande Viaggio
Ambedue questi generi letterari sono accomunati dal tema iniziatico del Grande viaggio quale metafora del passaggio di fase dall'infanzia all'adolescenza e del processo di soggettivazione che caratterizza il giovane adulto. La relazione intende esplorare l'attualità di questa metafora e il significato del Grande Viaggio nella cultura globalizzata. Relatore: Prof.ssa Paola Carbone
Seconda giornata: Sabato 29 settembre – dalle 9.00 alle 13.30
Relazione introduttiva: Il Giovane Adulto alla luce del suo trattamentoLa condizione di giovane adulto sembra essere strutturalmente necessaria allo sviluppo dell'essere umano. Essa va distinta sia dall'adolescenza sia dallo stato adulto. Vengono segnalate alcune caratteristiche che definiscono il giovane adulto e la sua economia psichica, caratteristiche che lo rendono più adeguato al lavoro analitico ma anche più impermeabile all'holding soggettivante, così importante nella cura dell'adolescente. Il materiale clinico illustra le complessità e alcune peculiarità a cui il giovane adulto convoca la mente dell'analista. Relatore: Dott. Monniello
La differenziazione in adolescenzaIl lavoro si propone di mettere in evidenza i principali aspetti specifici dell’approccio psicoanalitico ai problemi dell’adolescenza che lo differenziano dall’approccio ai problemi dell’infanzia da un lato, e da quelli dell’età adulta dall’altro. L’attenzione viene rivolta per esempio al passaggio processuale della pubertà e a quello tra la tarda adolescenza e gli albori dell’età adulta. Relatore: Dott. Piergiorgio Laniso
Programma: Ore 9.00 – 11.00: Lettura del lavoro Ore 11.00 – 11.15: Intervallo Ore 11.15 – 13.15: Lettura del lavoro Ore 13.15-13.30: Questionario
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| Milano,
4.10-13.12.2007 "LO
STRUTTURARSI DEL SÉ INDIVIDUALE E DEL SÉ GRUPPALE CON LE RICADUTE NELLA
PRATICA CLINICA E NEL TESSUTO SOCIALE";
Sede:CENTRO
MILANESE DI PSICOANALISI - VIA CORRIDONI 38, 20122 MILANO
Info:
cmp.spi@fastwebnet.it ; Fees=
euro 300,00. Lo Strutturarsi del Sé individuale e del Sé gruppale con le ricadute nella pratica clinica e nel tessuto sociale. (CMP, 2007-2)
PROGRAMMA E ABSTRACT:
DATA: 4 ottobre 2007
– giovedì (1)
Ore: 21.00-22.30
Abstract: Il relatore intende collegare il tema dell’onnipotenza e dei limiti dell’individuo con le inevitabili reazioni difensive alle angosce arcaiche attivate dall’ambiente;come guida metaforica per esemplificare il suo pensiero utilizza la favola de “Il Pifferaio Magico”di Robert Browing. La favola descrive una particolare forma di patologia del gruppo:la delega. Tale delega sembra appoggiata sull’angoscia suscitata dal conflitto edipico,ma in effetti sposta la questione a un livello più regressivo,gruppale. La conflittualità edipica viene infatti trasposta in una conflittualità tra generazioni che ne esaspera la portata catastrofica. L’espiazione finale ,formalmente conseguenza della colpa per l’avidità dei cittadini (i succulenti pranzi pagati con il denaro sottratto al Pifferaio) si collega allora con la stessa premessa della fiaba :l’angoscia per l’impulso infanticida. Sbarazzandosi dei topi-bambini scomparirà l’angoscia generazionale diffusa dal conflitto. La “promessa delirante”di abolizione dell’angoscia , realizzata attraverso la delega ,non comporta responsabilità su quanto è avvenuto;così la soluzione magica del conflitto,risolto dall’onnipotenza del Pifferaio, esita in un’appropriazione altrettanto magica di potere.
Ore: 22.30-23.30 Tipo: D - Confronto/dibattito tra pubblico ed esperto/i guidato da un conduttore ("l'esperto risponde") Discussant: : Claudia Peregrini
Abstract: Dibattito intorno agli argomenti trattati nella relazione precedenteOre: 23.30-24.00 Alle 23.30 distribuzione questionario di valutazione apprendimento ai partecipanti, che dovranno compilarlo e restituirlo entro le 24.00
Tipo: B - Serie di relazioni su tema preordinato Docenti: Lucio Russo
Abstract: A partire dalla sua lunga esperienza clinica, il relatore ipotizza che esistano nella mente umana due versioni di immaginario, l'una genera immagini vive, l'altra immagini morte. Le due versioni dell'immaginario riguardano - come afferma Blanchot - il "doppio senso iniziale introdotto dalla potenza del negativo e dal fatto che la morte da un lato è il lavoro della verità nel mondo, dall'altro la perpetuità di ciò che non tollera né inizio né fine (...)". Le due possibilità della potenza negativa dell'immagine, la conoscenza della morte e l'orrore della morte, segnalano il duplice destino dell'illusione: la follia privata che si trasforma in passione della conoscenza e la psicosi che si chiude nella passione dell'indifferenza. Le due possibilità permangono l'una accanto all'altra ambiguamente nella profondità dell'essere. Lucio Russo illustrerà come è nata nella sua mente l'ipotesi sulle potenzialità e sui limiti dell'illusione nella formazione del pensiero
Ore: 22.30-23.30 Tipo: D - Confronto/dibattito tra pubblico ed esperto/i guidato da un conduttore ("l'esperto risponde") Discussant: : Franceso Barale
Abstract: Dibattito intorno agli argomenti trattati nella relazione precedenteOre: 23.30-24.00 Alle 23.30 distribuzione questionario di valutazione apprendimento ai partecipanti, che dovranno compilarlo e restituirlo entro le 24.00
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| Bari, 28.09.2007 "LO
PSICODRAMMA ANALITICO NELLE ISTITUZIONI";
Sede:
A.C.BOREA- VIA V.EMANUELE, 18- BARI;
Info:
annalisa.scepi@tiscalinet.it
Fees= n.d. La Società Italiana di Psicodramma Analitico (Membro COIRAG ) In collaborazione con la scuola COIRAG - sede di Bari- Organizza il Convegno Lo Psicodramma Analitico nelle Istituzioni Istituto A. C. Borea- Piazza Garibaldi,18 – Bari - 28settembre 2007 Programma Ore 9.00 – Apertura dei lavori e registrazione dei partecipanti Maria Fedele – moderatrice Psicoterapeuta- Didatta Sipsa e Responsabile Training Sipsa Interventi: ore 9.30 – 11.30 “ Una esperienza di psicodramma analitico all’interno di un centro di consultazione universitaria “ Cecilia Giovine – Psicoterapeuta e Didatta Sipsa “Il tempo dell’istituzione e il tempo dell’inconscio” Antonia Guarini – Psicoterapeuta – Didatta Sipsa e Direttore sede Coirag – Bari- “Una esperienza di psicodramma analitico in un Centro di Salute Mentale” Luigi Miscioscia – Psicoterapeuta – Didatta Sipsa e Docente scuola Coirag Ore 11.30 – Pausa Caffè ore 11.45 – Ripresa lavori Dibattito e domande ai relatori Ore 13.00 – Pausa pranzo ore 15.00 – Ripresa lavori Gruppi di psicodramma analitico Primo gruppo ore 15.00 – 16.30 Conduttori Maria Fedele e M. Giovanna Causarano Secondo gruppo Conduttori Giovanna Lorusso e M. Novella Basile Ore 16.30-16.45 Pausa Caffè Ore 16.45-17.30 Tavola rotonda – moderatore Luigi Miscioscia Ore 17.30- 18.00 Compilazione questionario ECM Il Convegno è rivolto a Psicologi e Psicoterapeuti E’ stato chiesto l’accreditamento ECM per n. 40 psicologi L’iscrizione è gratuita per un massimo di 60 partecipanti e deve pervenire entro il 15 settembre 2007 Per informazioni ed iscrizioni D’Onghia Miriana Tel.3288468655 e-mail mirianad’onghia@tiscali.it dalle ore 18.00 alle 20.00 Rizzo Antonella tel. 3393568646 e-mail altea7822@libero.it dalle ore 18.00 alle 20.00
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| Novara,
29.09.2007 "STRUTTURAZIONE
DEL SÈ E SOFFERENZA MENTALE";
Sede:AZIENDA
OSPEDALIERA MAGGIORE DELLA CARITÀ
; Info:
OSRU.FORMAZIONE@MAGGIOREOSP.NOVARA.IT z.g@libero.it Fees= n.d. ABSTRACT
Paolo Viana: La psicoterapia con il paziente con esperienze primarie di deprivazione e di intrusività
Il lavoro vuole mettere in luce le difficoltà del percorso terapeutico con pazienti che nel loro passato hanno dovuto subire il trauma di un ambiente pesantemente deprivante ed intrusivo, pazienti che sono stati degli “spoilt children”, cioè bambini non riconosciuti e rispettati dai genitori nella loro esistenza psichica ed affettiva, bambini in cui non solo venivano proiettati esigenze, bisogni e desideri altrui ma dai quali spesso venivano estratte aree di espressività ed esistenza. L’autore, attraverso l’esposizione di un caso clinico, vuol mettere in luce tutta una serie di problematiche transferali e controtransferali che emergono nella relazione terapeutica durante un percorso inevitabilmente lungo, difficile, a volte estenuante per entrambi. Di fatto, con persone così pesantemente traumatizzate , il lavoro psicoterapeutico è irto di difficoltà proprio perché volto a ricostruire in questi soggetti, per i quali la relazione è stata spesso fonte di una sofferenza insopportabile, la fiducia in un oggetto che non sia, come in origine, non disponibile, deprivante, intrusivo, ma un oggetto che sappia finalmente accogliere, attraverso la condivisione e la reverie, tutta una serie di primitive esperienze emotive (identificazioni proiettive- protoemozioni- elementi beta) che, elaborate da una funzione alfa adeguata, acquisiscano senso e pensabilità, potendo in tal modo essere restituiti al paziente ed essere reintegrati.
Enza Laurora: Sofferenze del Sè: fattori terapeutici in psicoterapia psicoanalitica.
A partire da una disamina delle tappe fondamentali dello sviluppo psichico, il lavoro è centrato sulla strutturazione delle sofferenze di base della vita mentale inerenti ad un carente o distorto sviluppo del Sè. In particolare, attraverso svariate esemplificazioni cliniche , l'attenzione è posta sui fattori terapeutici, quali la trasformazione, attraverso il gioco del transfert-controtransfert, dei modelli relazionali impliciti legati alle sofferenze del Sè e il significato particolare assunto dal setting e dalle sue modulazioni nel corso del trattamento.
Rita Manfredi: Il valore economico del dolore
L’Autrice, dopo aver evidenziato le differenze fra dolore – sofferenza – angoscia, si interroga sulla possibilità che il dolore possa assumere un valore positivo per l’economia psichica dell’individuo in situazioni di gravi disorganizzazioni psicosomatiche. Con l’ausilio di due vignette cliniche cercherà di mostrare come il dolore, ad esclusione di quello che crea un piacere puramente masochistico, possa rappresentare una piattaforma dalla quale il processo di mentalizzazione e quindi di riorganizzazione della psiche possa partire.
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| Alessandria, 20.10.2007 "VIVERE
LE EMOZIONI, EVITARE LE EMOZIONI - DIALOGO CON ANTONINO FERRO";
Sede:
ALESSANDRIA C/O LICEO SCIENTIFICO
G.GALILEI SPALTO BORGOGLIO 49; Info:esterferrando@tiscali.it
ANNALISA.SCEPI@TISCALINET.IT
Fees= euro 60,00.
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| Milano,
27.10-15.12.2007 "Nuove forme del disagio psichico";
Sede:CART - VIA MONTEPULCIANO,
13; Info:cartconvegni@fastwebnet.it
CARTONLUS@LIBERO.IT;
Fees= euro 540,00. CENTRO DI PSICOTERAPIA CENTRO STUDI Presidente: Carlo Zucca Alessandrelli
Master
Nuove forme del disagio psichico
Nell’ambito delle ricerche del Centro Studi su Narcisismo, Dipendenza e Distanza nelle patologie delle addiction e sul GRF (Gruppo per la Ripresa delle Funzioni), il CART propone un Master teorico-clinico sui nuovi orientamenti in psicoterapia psicoanalitica. E’un momento formativo finalizzato all’apprendimento di teorie e tecniche utili per rispondere in modo più efficace alle nuove patologie. Queste richiedono, infatti, capacità diagnostiche e terapeutiche articolate e complesse che siano in grado di valorizzare la tradizione psicoanalitica e la sua integrazione con le recenti acquisizioni della ricerca, nei suoi sviluppi teorici e clinici. Le nuove manifestazioni del disagio psichico, quali ad esempio l’addiction, non sono più classificabili e trattabili secondo la nosografia classica, ma richiedono nuove forme di ascolto e di relazione terapeutica.
Via Montepulciano 13 – 20124 Milano Tel/fax 02.67490241 Fax 02.99987364 e-mail: cartconvegni@fastweb.it
Il Master, che si terrà presso la sede del Cart, è organizzato in due moduli. Nel primo sarà promosso l’approfondimento dei mutamenti diagnostici e nosografici più importanti degli ultimi anni, a partire dalla valenza attribuita al senso di Sé e dall’attenzione riservata alla lacuna narcisistica come denominatore comune a tutte le patologie. Nel secondo modulo verranno presentate le più recenti strategie di intervento a termine efficaci nel sostegno e nello sviluppo del fragile assetto narcisistico di base, con riferimento conclusivo al Gruppo per la Ripresa delle Funzioni, ideato da Carlo Zucca Alessandrelli e da anni sperimentato nella sua validità in diversi ambiti clinici. E’ rivolto preferibilmente a psicoterapeuti con esperienza clinica sia individuale che di gruppo, interessati ad apprendere nuovi modelli operativi nel campo delle patologie del narcisismo e della dipendenza, in particolare dell’ addiction. Il numero massimo di partecipanti è di 20, selezionati secondo il livello di esperienza, valutato in base ad un curriculum e ad un colloquio di presentazione. Per ulteriori informazioni telefonare allo 02.67490241 e per iscriversi inviare la scheda di iscrizione con allegato il proprio curriculum a: cartconvegni@fastwebnet.it. E’ prevista la possibilità di partecipazione al solo primo o ad entrambi i moduli mentre non è possibile l’iscrizione al solo secondo. La quota per il Master è di 450 euro (+IVA) per il primo modulo formativo e di 1000 euro (+IVA) per entrambi, da versare entro il 15 settembre 2007 da parte di coloro che hanno superato la selezione. Il pagamento può essere effettuato tramite bonifico bancario intestato a Cart Onlus Banca Intesa BCI, ag. 9 c/c 282451/11 cab 9465 abi 03069, oppure con assegno bancario intestato a Cart Onlus e da inviare presso la sede Cart.
Verrà inoltrata la richiesta di accreditamento ECM
Modulo A: La tradizione e i nuovi orientamenti
SABATO: 6 ottobre 2007
9,30–13,30: Gli sviluppi della psicoanalisi nella società post moderna. Antiche e nuove forme di sofferenza. La nosografia psichiatrica attuale. I possibili incontri e le incompatibilità con il paradigma psicoanalitico. CARLO ZUCCA ALESSANDRELLI e ANDREA GIANNELLI
SABATO: 10 novembre 2007
9,30–13,30: La formazione dell’apparato psichico nella relazione. La centralità del Sé e dello sviluppo narcisistico e la conflittualità relazionale. Il Sé e la relazione con l’Es, l’Io, il Super Io e l’Ideale dell’Io NADIA FINA e DOMENICO MUSICCO
SABATO: 24 novembre 2007
9,30–13,30: La relazione di dipendenza patologica nel corso della crescita: il Sé fragile, il Sé grandioso. La vulnerabilità, l’eccitamento, la vergogna, la permalosità, la fame d’oggetto e la relazione d’oggetto FULVIO TAGLIAGAMBE e GIANNI PUCCI
SABATO: 15 dicembre 2007
9,30 – 13,30: La presa in carico multipla, fasi terapeutiche e timing. La consultazione e la costruzione di un progetto terapeutico: dalla lettura pulsionale alla visione relazionale: un processo di integrazione
NICOLETTA JACOBONE e RUGGERO MASSARDI
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Brescia, 24.11.2007
"AVERE IN MENTE IL
CERVELLLO - L'INFLUENZA DELLE NEUROSCIENZE NELLA PSICOANALISI CLINICA."
Sede:BRESCIA
- VIA F.LLI FOLONARI 20 - SALONE BUOZZI
; Info:
ELLISSE.BRESCIA@VIRGILIO.IT
Fees= euro 108,00.Programma della giornata
“Avere in mente il cervello” L’influenza delle Neuroscienze nel contesto della Psicoanalisi Clinica
Seminario Teorico-Clinico con la Dott.ssa Maria Ponsi - Psicoanalista Spi Sabato 24 Novembre 2007 Brescia Via F.lli Folonari 20
Le recenti acquisizioni della ricerca neurobiologica e neurocognitiva hanno messo in moto, in vasti settori della comunità psicoanalitica, un riesame dell’apparato concettuale e teorico su cui si fonda la psicoanalisi. La conseguente apertura di ponti fra le neuroscienze e la psicoanalisi, ad esempio attraverso le scoperte della biologia molecolare della memoria di Kandel o dei “neuroni specchio” di Rizzolati e Gallese, ha alimentato un dibattito sulla rilevanza che tali acquisizioni possono avere per la teoria della psicoanalisi e per l’attività clinica. Ci chiediamo dunque in che misura cambi l’agire clinico alla luce delle nuove concezioni del funzionamento mentale fornite dalle neuroscienze e in che modo ne venga influenzato l’ascolto dei pazienti. Sarà possibile, in un futuro non lontano, parlare di una neuro-scienza della psicoterapia o di una psicoterapia neuro-biologicamente informata ?
Programma della giornata Mattino 9.00 – 12.30Ore 9.00 - 9.30: Registrazione e iscrizioni Ore 9.30 - 12.30: Relazione e discussione in gruppo Pomeriggio 14.00 – 18.00Ore 14.00- 17.30: Presentazione e Discussione di casi clinici Ore 17.30- 18.00: Espletamento procedure ECM
Sintesi dell’intervento della Dott.ssa Maria Ponsi.
I grandi progressi avvenuti negli ultimi decenni nelle neuroscienze (basti pensare alle conoscenze sui sistemi della memoria o a quelle sui neuroni specchio) insieme allo sviluppo delle tecnologie di indagine sul cervello pongono oggi alla psicoanalisi un quesito non nuovo, ma certamente più impegnativo che nel passato: si deve procedere a un lavoro di integrazione fra le conoscenze prodotte nei rispettivi ambiti disciplinari oppure bisogna salvaguardare l’autonomia della psicoanalisi, essendo i suoi metodi di ricerca e di produzione teorica radicalmente diversi da quelli delle altre discipline che studiano la mente e il cervello?
Sono sempre più vasti i settori della comunità psicoanalitica che sono interessati a mettere a confronto le proprie concettualizzazioni con i dati e le ipotesi esplicative prodotte nelle discipline affini. Da questo dialogo interdisciplinare emergono contributi utili al dibattito, da tempo in corso nella psicoanalisi, sul proprio statuto epistemologico.
Sui ponti che collegano sempre più stabilmente psicoanalisi e neuroscienze transitano concezioni condivise dello sviluppo mentale, del funzionamento delle emozioni e delle attività cognitive, nonché formulazioni dei cambiamenti indotti dalla psicoterapia in termini di modificazioni cerebrali. Non si può dire, tuttavia, che da questa area di dialogo interdisciplinare siano a tutt’oggi emerse anche indicazioni utilizzabili nel contesto clinico. Tuttavia, man mano che si sviluppa e si approfondisce l’integrazione fra conoscenze neuroscientifiche e conoscenze psicodinamiche è inevitabile che venga anche a definirsi un modello clinico congruo con questi presupposti. E’ insomma plausibile che, in un futuro non lontano, prendano forma una psicoterapia neuro-biologicamente informata e una neuro-scienza della psicoterapia.
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| Torino, 20.10.2007 "SOGGETTI
AL TEMPO DELLE PRECARIETÀ"; Sede:
TORINO, HOTEL NH S. STEFANO,
VIA PORTA PALATINA 19; Info:convegno@cepsi.it
INFO@CEPSI.IT
; Fees= euro 50,00. Programma
9.00 accoglienza
9.15 Egemonia dell’oggetto di consumo: effetti sul soggetto Maria Bolgiani, Mercedes De Francisco, Sergio Caretto
11.15 pausa
11.30 Esplosioni di violenza ed evaporazione della legge Gian Francesco Arzente, Paola Bolgiani, Christine Le Boulengé
13.30 pausa pranzo
14.30 Sintomi di precarietà Silvia Morrone, Maria Laura Tkach
16.00 Tra procedure e format, quale legame per i soggetti? Monica Gargano, Massimo Termini
17.30 Verifica dell’apprendimento con prova scritta
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| Padova, 27.10-15.12.2007
CORSO DI AGGIORNAMENTO E APPROFONDIMENTO SULLA PSICOTERAPIA
INTENSIVA DINAMICA BREVE
; Sede:
CISSPAT PIAZZA DE GASPERI 41-35131 PADOVA
; Info:
info@cisspat.edu
Fees= euro 390,00. Corso di aggiornamento e approfondimento sulla Psicoterapia Intensiva Dinamica Breve
Presso il C.I.S.S.P.A.T. di Padova
Orario: dalle 8.30 alle 19.30 – N. 3 incontri, 10 ore ad incontro per Tot. 30 ore.
MATTINA : 8.30 inizio lezione, 10.30 -10.45 coffe break, 13.30. fine lezione, pausa pranzo. POMERIGGIO : 14.00 inizio lezione, 16.45 -17.00 coffe break, 19.30. fine lezione.
Docente: Dott. Leone Baruh – Psicologo e Psicoterapeuta.
PRIMO INCONTRO : 27 Ottobre 2007
08.30 - 10.30: Storia essenziale delle psicoterapie dinamiche brevi: Freud; Ferenczi; Alexander; Mann; Malan; Sifneos; Davanloo.
10.30 – 10.45 : coffe break
10.45 - 13.30 :Storia ed evoluzione della psicoterapia intensiva dinamica breve.
13.30- 14.00 pausa pranzo
14.00-16.45: Esemplificazione dei principali concetti sviluppati durante la mattinata tramite visione di videotapes.
16.45-17.00 coffe break
17.00-19.30: Presentazione al gruppo di un caso clinico con supervisione secondo i parametri della psicoterapia intensiva dinamica breve.
SECONDO INCONTRO : 17 Novembre 2007
08.30 - 10.30: Il triangolo del conflitto di Ezriel (1952)
10.30 – 10.45 : coffe break
10.45 - 13.30 :Il triangolo delle persone di Menninger (1958). I due triangoli di Malan.
13.30- 14.00 pausa pranzo 14.00-16.45: Esemplificazione dei principali concetti sviluppati durante la mattinata tramite visione di videotapes.
16.45-17.00 coffe break
17.00-19.30: Ripresa del caso clinico presentato nell’incontro precedente ed analisi dell’avanzamento della terapia. Presentazione al gruppo di un caso clinico con supervisione secondo i parametri della psicoterapia intensiva dinamica breve.
TERZO INCONTRO : 15 Dicembre 2007
08.30 - 10.30: Il contributo di Davanloo al lavoro sulle difese.
10.30 – 10.45 : coffe break
10.45 - 13.30 :La Sequenza Dinamica Centrale. Considerazioni critiche sul lavoro di Davanloo.
13.30- 14.00 pausa pranzo
14.00-16.45: Esemplificazione dei principali concetti sviluppati durante la mattinata tramite visione di videotapes.
16.45-17.00 coffe break
17.00-19.00: Ripresa dei casi clinici presentati negli incontri precedenti ed analisi dell’avanzamento delle terapie. Presentazione al gruppo di un caso clinico con supervisione secondo i parametri della psicoterapia intensiva dinamica breve.
19.00-19.30: Discussione con i partecipanti sui temi trattati e sui casi clinici presentati con sintesi finale da parte del conduttore.
19.30-20.00: Verifica con questionario di quanto appreso durante il corso
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| Milano,
20.10.2007
GIORNATA DI STUDIO CON JODY DAVIES. LA DISSOCIAZIONE TRA TEORIA E CLINICA
; Sede:
MILANO - VIA CLERICI 10;
Info:
susi@ispise.it
Fees=
euro 90,00. ABSTRACT DEGLI INTERVENTI JODY DAVIES I PROCESSI DISSOCIATIVI TRA TEORIA E CLINICA La giornata di studio prevede la presentazione nella mattinata di un lavoro riguardante il modello relativo ai processi dissociativi elaborato dalla relatrice e la comparazione del medesimo con quelli proposti da altri autori contemporanei, quali Donnel Stern, Philip Bromberg e altri. Nel pomeriggio la relatrice, attraverso un’esemplificazione clinica, descriverà l’applicabilità e l’efficacia del modello teorico proposto nell’esperienza clinica. Un rilievo particolare sarà riconosciuto all’enactment e ai processi di transfert e controtransfert nell’esperienza terapeutica.
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| Firenze, 27.10.2007
"I MECCANISMI DI DIFESA NELLA PRATICA CLINICA";
Sede:
CENTRO DI SOLIDARIETÀ, VIA DELL'ANCONELLA 3
; Info:
gioiagorla@tin.it
Fees= euro 50,00. I meccanismi di difesa nella pratica clinica Fabio Madeddu, Università degli Studi Milano - Bicocca Firenze - Centro Italiano di Solidarietà, via dell’ Anconella 3 sabato 27 ottobre 2007, ore 9.30-17.30
Ore 9.30 Registrazione dei partecipanti Ore 10.00-11.00 Relazione Introduzione storica. Le definizioni freudiane; il contributo di Anna Freud e la nascita delle classificazioni. I contributi kleiniani e post kleiniani: l’aspetto relazionale e l’identificazione proiettiva Ore 11.00-11.30 Relazione Il contributo di Otto Kernberg: difese e organizzazione della personalità Ore 11.30-12.00 Relazione I modelli relazionali Ore 12.00-12.30 Dibattito Ore 12.45-13.45 Relazione Coping e difese. La ricerca empirica: pregi e limiti
Ore 14.30-15.30 Relazione Il modello di G. Vaillant e la Scala di valutazione dei meccanismi di difesa di G.C. Perry; la DMRS Ore 15.30-16.30 Presentazione e discussione in gruppo di materiale clinico: esercitazione collettiva per allenare ad una corretta identificazione delle difese Ore 16.30- 17.00 Dibattito Ore 17.00- 17.30 Conclusione dei lavori e somministrazione questionari ECM
L’individuazione e la valutazione dei meccanismi di difesa che un individuo adotta per reagire a fonti di disagio interne ed esterne o comunque a richieste provenienti della realtà consente di formulare ipotesi diagnostiche condivisibili e verificabili, nonché di valutare l’efficacia dei trattamenti,come documentato da numerose ricerche cliniche. In questo seminario il professor Fabio Madeddu approfondirà , sia da un punto di vista teorico che con esemplificazioni cliniche, questo importante tema. ************************************************************************************************************
Quote di partecipazione, da pagare in loco:
Soci AIPCP, partecipazione gratuita Non Soci: € 50,00 Iva compresa Studenti, Tirocinanti e Specializzandi: € 25,00 Iva compresa Sono stati richiesti i crediti ECM al Ministero della Salute Per motivi organizzativi si consiglia di prenotarsi telefonando allo 055 471840 o inviando un email a info@aipcp.it. Per informazioni 055 471840 (ore 9-11; 20-21) oppure info@aipcp.it
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| Venezia,
24.11-25.11.2007 12° Colloquio Franco-Italiano di Psicoanalisi SPP-SPI
"Rimozione e scissioni nell'attività clinica oggi"
Sede: Ateneo Veneto, Campo San Fantin, 1897;
Info: www.ateneoveneto.org
12° COLLOQUIO FRANCO-ITALIANO DI PSICOANALISI SPP-SPI SABAT0 24 - DOMENICA 25 NOVEMBRE 2007 Venezia - Ateneo Veneto - Campo San Fantin, 1897 Campo
RIMOZIONE E SCISSIONI NELL’ATTIVITA’ CLINICA OGGI
Sabato 24 novembre 2007 Mattino 8,30 Accoglienza iscritti 9.30 Sessione plenaria Introducono: Fernando Riolo, Presidente SPI e Jean-Michel Porte, Presidente SPP
10,00 Coordinano: Marco La Scala, Presidente del Centro Veneto di Psicoanalisi Albert Louppe, Vice- Presidente SPP Relazione di Antonio Alberto Semi SPI: “Rimuovere e scindere: il sistema conscio alla prova” Discute Florence Guignard SPP 11,00 Pausa caffè 11,30 Relazione di Michèle Perron Borelli SPP : Rimozione e scissione negli inciampi dell’Edipo Discute Giuseppe Berti Ceroni SPI 12,30 Discussione con la sala 13,00 Fine della mattinata
Pomeriggio 14.30 Ripresa dei lavori in quattro piccoli gruppi: presentazione di un lavoro teorico-clinico, discusso da un psicoanalista francese e da uno italiano: 1° gruppo: coordina: Patrizia Gammaro Jean Picard : Vivrete la mia vita senza di me. Psicoanalisi di un paziente anonimo discutant francese: Michèle Bertrand discutant italiano: Anna Oliva De Cesarei
2° gruppo: coordina Irene Ruggiero Michèle Demeure (clinica del bambino): Elisa, 5 anni, o l’alea della rimozione nel periodo di latenza discutant francese: Myriam Boubli discutant italiano: Chiara Rosso
3° gruppo: coordina : Béatrice Ithier Tebaldo Galli: “Una passione tardiva” discutant italiano: Giuseppe Martini discutant francese: Sabina Lambertucci-Mann
4° gruppo: coordina: Garbua Maya Franco Scalzone - Gemma Zontini: “Scissioni ‘perverse’” discutant italiano: Mauro Manica discutant francese: Sesto Marcello Passone
16,30 Pausa caffè 17,00 Ripresa 18,30 Fine dei lavori
Evento Culturale: 19,30 Visita guidata ai mosaici illuminati della Basilica di S. Marco, con accompagnamento d’organo.
Cena sociale (previa prenotazione) 20,30 Hotel Monaco (un luogo speciale, nel cuore di Venezia)
Domenica 25 novembre 2007
Mattino: 9,30 Sessione plenaria Coordinano: François Sacco (Comitato Scientifico SPP del Colloquio) Anna Ferruta, Segretario Scientifico SPI Tavola rotonda con i relatori: Antonio Alberto Semi, Michel Perron Borelli, Jean Picard, Michèle Demeure, Giuseppe Riefolo, Franco Scalzone, Gemma Zontini
11.00 Pausa caffè 11,15 Discussione con la sala 13,00 Conclusioni del Colloquio da parte dei Coordinatori Anna Ferruta e François Sacco 13,30 Fine dei lavori
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Comitato scientifico SPP per l’organizzazione del Colloquio Florence Guignard, Sabina Lambertucci-Mann, Sesto Marcello Passone, François Sacco.
Comitato scientifico SPI per l’organizzazione del Colloquio Anna Ferruta, Carlo Brosio, Patrizia Cupelloni, Amedeo Falci, Patrizia Gammaro Moroni, Alessandro Garella, Giuseppe Moccia, Stefania Nicasi, Gianluigi Rocco, Irene Ruggiero, Guglielmina Sartori. ___________________________________________________________________________
Per l’iscrizione, occorre inviare la scheda allegata e effettuare il versamento secondo le date indicate. I posti a disposizione sono limitati: saranno accettate le iscrizioni in ordine di arrivo alla Segreteria. Prima di effettuare l’iscrizione inviare la richiesta alla segreteria SPI Milano: spimilano@fastwebnet.it che darà conferma della disponibilità dei posti.
Allegato al programma viene fornito un elenco di Hotel e Residenze, vicini alla sede del Colloquio. La prenotazione è da farsi direttamente al numero o al sito indicati.
Dall’aeroporto a Venezia, Piazzale Roma, si giunge con autobus ACTV n. 5. Sito aeroporto di Venezia: http://www.veniceairport.it All’Ateneo Veneto si giunge da Piazzale Roma o dalla Ferrovia con la linea 82, fermata Rialto, oppure la linea 1, fermata S. Angelo.
Sintesi dei temi scientifici dell’evento
La riflessione su RIMOZIONE E SCISSIONI NELL’ATTIVITA’ CLINICA OGGI muove dall’esigenza di adeguare gli strumenti concettuali e tecnici ai problemi posti dalla pratica clinica oggi: i pazienti che chiedono una cura presentano una situazione psicopatologica complessa, nella quale si intrecciano meccanismi di difesa nevrotici quali la rimozione e meccanismi di difesa tipici di organizzazioni psicotiche e borderline. Tale cambiamento nella popolazione clinica interroga la teoria e la tecnica. Per quanto concerne la teoria, Antonio Alberto Semi nella sua relazione“Rimuovere e scindere: il sistema conscio alla prova” osserva i rischi connessi a un esercizio della teoria scisso dall’esperienza clinica, che finisce per portare all’interno dell’elaborazione metapsicologica il problema clinico che lo psicoanalista si propone di curare: la scissione. Un forte richiamo all’unitarietà della concezione dell’apparato psichico, che non scinda i fenomeni che sfuggono alla coscienza, con il pretesto della ‘integrazione degli approcci’, si rivela urgente e necessario. Tale unitarietà nella concezione dell’apparato psichico si distingue dall’autoassertività delle costruzioni ‘deliranti’ solo se messa alla prova nell’analisi del transfert come fenomeno che richiede un’esposizione e un cimento personale da parte dell’analista. Michèle Perron Borelli nel suo lavoro Rimozione e scissione negli inciampi dell’Edipo propone una riflessione sul meccanismo di difesa costituito dalla scissione come protezione dell’integrità narcisistica del Sè: questo implica che, nella cura come nella vita, un eccesso di attivazione pulsionale venga escluso in modo molto più radicale rispetto a quanto avviene con il meccanismo di difesa costituito dalla rimozione. Da un punto di vista tecnico si determina la necessità di interpretare il transfert solo quando si sia instaurata una sicurezza narcisistica sufficiente attraverso un percorso di cura adeguato.
In questa ottica, vengono proposte relazioni su casi clinici ben differenziati: l’analisi di un uomo che affrontata una crisi al confine tra rimozione e scissione intorno ai sessant’anni (Tebaldo Galli), il caso di una bambina che utilizza ampiamente il meccanismo della rimozione in età di latenza (Michèle Demeure); un caso di patologia perversa particolarmente invasiva e distruttiva (Franco Scalzone e Gemma Zontini); un caso di utilizzo dei meccanismi difensivi in modo estremo, fino alla scomparsa della soggettività, a favore del prevalere della dissociazione (Jean Picard).
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| Roma, 12.10-9.11.2007 "LA
PSICOTERAPIA PSICODINAMICA INTEGRATA: LE BASI E IL METODO";
Sede:IST.
ROMANO DI PSICOTERAPIA PSICODINAMICA INTEGRATA - C.SO VITTORIO EMANUELE II,
305 - ROMA; Info:segreteria@smorrl.it
Fees=euro
120,00. LA PSICOTERAPIA PSICODINAMICA INTEGRATA: LE BASI E IL METODO ANNO 2007
Il Corso di formazione, rivolto a 10 medici e 15 psicologi, si svolgerà in tre incontri dal 12 ottobre 2007 al 9 novembre 2007, presso l’Istituto Romano di Psicoterapia Psicodinamica Integrata - Corso Vittorio Emanuele II 305, 00186 Roma. Si tratta dell’esposizione di un metodo nuovo per integrare le conoscenze psicodinamiche e quelle neuroscientifiche, allo scopo di ottenere un effetto potenziato nell’intervento sui disturbi mentali. Vuole essere un modo attuale di intendere la Psicoterapia, ovvero un metodo di lavoro che richiede la collaborazione del paziente e pone al centro dell’intervento la relazione terapeutica. L’integrazione di aspetti biologici e psicologici offre l’opportunità di completamento delle conoscenze alle due categorie professionali interessate: medici e psicologi. Il corso agile, composto di tre lezioni di tre ore ciascuna, vuole sensibilizzare i partecipanti e offrire loro una impostazione di base per esercitare la prassi di psicoterapia e applicarla nei diversi campi di intervento clinico, sia in ambiente pubblico, sia in ambiente privato.
PROGRAMMA DEL CORSO
12 ott. 2007 LE BASI DELLA PSICOTERAPIA PSICODINAMICA INTEGRATA (PPI) 10.00 - 11.00 Le basi neuroscientifiche Dott. G. Lago - Dott.ssa M. P. Zerella 11.00 - 12.00 Le basi psicodinamiche Dott. G. Lago - Dott.ssa M. P. Zerella 12.00 - 13.00 Prospetto sul metodo Dott. G. Lago - Dott.ssa M. P. Zerella
26 ott. 2007 LA PERSONALITÀ E IL SUO SVILUPPO SECONDO LA PPI 10.00 - 11.00 L’origine della mente Dott. S. Martellotti 11.00 - 12.00 Il Protomentale Dott. S. Martellotti12.00 – 13.00 La Mentalizzazione Dott. S. Martellotti
09 nov. 2007 APPLICAZIONI DELLA PPI 10.00 – 11.00 Orientamento diagnostico con esposizione di casi clinici Dott. G. Lago – Dott. S. Martellotti11.00 – 12.00 Il dispositivo di cura con esposizione di casi clinici Dott. G. Lago – Dott. S. Martellotti 12.00 – 13.00 Le fasi di intervento con esposizione di casi clinici Dott. G. Lago – Dott. S. Martelletti
13.00 – 13.30 Esame finale
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Bologna,10.11.2007 "IL
LEGAME PERVERSO"; Sede:
CENTRO PSICOANALITICO DI
BOLOGNA, VIA CESARE BATTISTI 24 40123 BOLOGNA; Info:centropsicoanalitico_dibologna@fastwebnet.it
Fees= euro 96,00
ABSTRACT
DOTT. SSA LOREDANA MICATI
Le relazioni perverse e il rapporto con la realtà
ABSTRACT: Verranno esaminate alcune componenti fondamentali del dispositivo relazionale ed intrapsichico che funziona nell'organizzazione perversa. Il piacere, come sostituto difensivo del dolore originario, è associato a situazioni in cui la sofferenza viene scaricata dal soggetto su altri facenti funzione del proprio Sè proiettato e maltrattato; vengono utilizzate la trasformazione del passivo in attivo, l'identificazione con l'aggressore, l'evacuazione invasiva nel Sè altrui, il controllo intrusivo dell'oggetto. Queste tecniche di evitamento della sofferenza e di trasformazione del dolore in piacere vengono applicate con crescente maestrìa dal soggetto perverso, che è in grado di padroneggiare e di controllare sistematicamente le varie fasi della relazione. La autolegittimazione narcisistica permette al perverso di evitare il conflitto con il Super-Io e con l'Ideale dell'Io: quest'ultimo interlocutore interno è particolarmente importante per la sua economia narcisistica, e ciò implica a volte un intervento mirato dello psicoanalista sul piano della tecnica. L'analista non può limitarsi a sostenere troficamente le parti libidico-affettive del Sè del paziente, ma deve ridurre il prestigio interno delle parti onnipotenti distruttive. Senza tale manovra, il rischio di sterilità dell'intervento terapeutico permane
DOTT. STEFANO BOLOGNINI
Piacere, maestria e legittimazione narcisistica: i punti cardinali della perversione
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| Verona, 20.10-24.11.2007
CORSO DI
PSICOTERAPIA DELL'ADOLESCENTE:LA CRISI E LE RISORSE DI FRONTE AL COMPITO
IDENTITARIO (V° CICLO SECONDA PARTE);
Sede:
VIA VALDONEGA, 42VERONA;
Info:
antecchi@reprint.it
ITINERARIPSICO@LIBERO.IT Fees= euro
140,00. Corso di Psicoterapia dell'adolescente: la crisi e le risorse di fronte al compito identitario V° ciclo (seconda parte)
20 Ottobre /24 Novembre 2007- via Valdonega, 42 – Verona
Come negli ultimi quattro anni, la nostra Associazione “Itinerari psicoanalitici” propone un ciclo di seminari di supervisione che ha come scopo l’obiettivo di confrontarsi con un supervisore esterno sulle tematiche dell’adolescenza. In particolare, dopo esserci occupati negli anni precedenti del primo colloquio, del problema diagnostico e della presa in carico dell’adolescente e dei suoi genitori, cercheremo di affrontare quest’anno l’emergenza del problema identitario che è causa di crisi ma anche di mobilitazione di risorse nel corso del trattamento psicoterapico. In questo modo ci proponiamo di approfondire e apprendere metodiche psicoterapiche specifiche in accordo con gli obiettivi nazionali di formazione alla psicoterapia e alla psicologia clinica. Il nostro gruppo è costituito da colleghi impegnati nel lavoro clinico con la famiglia, le coppie e gli adolescenti e abbiamo individuato nel lavoro della “discussione e supervisione di casi clinici in piccolo gruppo” una metodica molto efficace, grazie alla quale possono venir messe in comune e integrate, competenze differenti. L’obiettivo è di trovare strade, modalità adeguate e differenziate di intervento e di fornire ai colleghi più giovani conoscenze e modelli di lavoro clinico appresi “sul campo”, con una attenzione alle risorse creative di ciascuno dei partecipanti. Dal punto di vista metodologico, il lavoro si svolge nel seguente modo: - nella prima parte della giornata: uno dei partecipanti presenta una situazione clinica di cui si sta occupando, rilevante rispetto al tema indicato e sconosciuta al resto del gruppo. Riferisce il materiale del primo colloquio fatto, con il ragazzo, l’eventuale osservazione familiare e i colloqui con i genitori, la valutazione testistica, se necessaria all’inquadramento diagnostico, i colloqui di approfondimento e di restituzione diagnostica e le successive sedute di psicoterapia. Il gruppo dei partecipanti discute il materiale, pone le domande, formula delle ipotesi, indica un possibile percorso. - nella seconda parte della giornata il conduttore-supervisore sviluppa e approfondisce dal punto di vista teorico i contenuti proposti dal caso clinico. La parte teorica è svolta, a seconda delle conoscenze del gruppo o nello stesso giorno della presentazione del caso o nell’incontro successivo, se sono richiesti suggerimenti bibliografici approfondimento del materiale, o necessità di studio comune. Si tratta, quindi, di una metodologia che si sviluppa dinamicamente e con continuità lungo tutta la durata del corso e che coinvolge in modo diretto e partecipativo tutti i componenti del gruppo. Naturalmente la formazione attraverso la supervisione è ormai storicamente codificata e, a nostro parere, è quella che meglio consente chiarimenti ed approfondimenti specifici capaci di sviluppare una competenza clinica diretta, in quanto permette una identificazione con il terapeuta e con i suoi problemi transferali e controtransferali nella conduzione del caso. Inoltre lo studio ancorato alla problematica in corso di trattamento analitico, comporta riferimenti continui alla teoria e l’integrazione di conoscenze teoriche e cliniche. indispensabili alla crescita delle competenze terapeutiche.. A causa di questa impostazione metodologica non ci è possibile fornire anticipatamente materiale, abstracts e lo stesso questionario propone temi che pensiamo di andare ad approfondire durante le supervisioni e che sono rintracciabili nella casistica adolescenziale.
Ci impegniamo, comunque, ad inviare il materiale e gli eventuali abstracts unitamente alla relazione finale.
Il programma prevede quattro ore di lavoro, suddivise in: due ore di confronto teorico (h. 9,30 - 11.30) - due ore di supervisione clinica (h. 11,40 - 13,40 ).
Gli incontri, per un massimo di 20 partecipanti, avranno una quota di partecipazione di € 140,00. Quest’anno potremo contare sulla conduzione del dottor G.Pellizzari che ha dato la propria disponibilità per i giorni: 20 Ottobre /24 Novembre 2007.
Responsabile scientifico dell’evento è la dott.Alessandra Massa.
Curriculum Responsabile scientifico Dott.ssa Alessandra Massa 1965, laurea in medicina e chirurgia presso l’Università di Padova specializzazione in Psicologia presso L’università Cattolica di Milano dal 66 al 744 ha collaborato con: l’Istituto di Psicologia Università Cattolica di Milano;la Clinica di Neuropsichiatria Infantile dell’Università di Milano;l’Istituto di Psicologia della Provincia di Milano, presso l’Ospedale P.Pini; il servizio di Medicina Preventiva del settore maternoinfantile del Comune di Cernusco sul Naviglio. 1974, socio fondatore ed attualmente effettivo dell’Istituto di Psicoterapia del bambino e dell’adolescente, avente sede in via Bronzetti, 28, Milano; dal1974 all’83, psicoterapeuta presso il medesimo Istituto nel 1984, trasferimento a Verona e inizio attività libero professionale a tempo pieno e terapeuta esterno presso la Clinica S.Giuliana di Verona dall’89 ad oggi, insegnante presso la Scuola di Specializzazione CeRP, legalmente riconosciuta, con funzioni di training dal 1996 al 2000, presidente dell’Associazione onlus Itinerari Psicoanalitici. Ho pubblicato articoli di psicoanalisi in numerose riviste.
Curriculum Supervisore Prof. G. Pellizzari Laurea in Filosofia nel 1969. Specializzazione in Psicologia nel 1973. Socio SPI nel 1986 e analista con funzioni di training nel 1999. Dal 1989 a tutt'oggi consulente presso il "progetto A", centro di consultazione per adolescenti di S. Donato Milanese. Attualmente docente presso le scuole di psicoterapia: ASNEA di Monza e AREA G di Milano. Ha pubblicato articoli di psicoanalisi sulle seguenti riviste: Rivista di psicoanalisi, gli Argonauti, Psiche, Adolescenza, Quaderno dell'istituto di psicoterapia del bambino e dell'adolescente e, insieme a G.Giaconia e P.Rossi, il volume "Nuovi fondamenti per la tecnica psicoanalitica" presso l'editore Borla di Roma .e il volume "L'apprendista terapeuta"presso l'editore Boringhieri di Torino.
---------------------------------------------------------------------------------------------------------- Pregresso
Il corso di formazione alla psicoterapia dell’adolescente è al suoV° anno. Per il primo anno nel 2002 fu organizzato in forma sperimentale (non fu fatta allora richiesta di ECM) e si svolgeva il venerdì sera dalle 20 alle 22.30 nella stessa sede e con lo stesso numero di partecipanti. Aveva avuto come conduttore il Dr Paolo Di Benedetto, socio ordinario con funzioni di training della SIPP; membro associato ARPAD (Ass. Romana per la psicoterapia dell’adolescente). Già docente di psicopatologia Dinamica presso la scuola di specializzazione in psicoterapia psicoanalitica della SIPP, sede in Milano; professore a contratto di psicologia clinica presso la Specializzazione in psicologia del ciclo di vita, Fac. Lettere e Filosofia, Univ. Federico II°,Napoli. Coautore dei volumi: L’esperienza del corpo (Masson-Dunod,1998), Stati artistici in pazienti non psicotici (Masson-Dunod, 2000), La creatività nella stanza dell’analisi. Marion Milner 1900-1998 (Clueb,2003). Membro del Comitato di Redazione dei “Quaderni degli Argonauti”, Supervisore presso l’ULSS di Belluno degli operatori afferenti al “Progetto Adolescenti”. Nel 2003 la supervisione venne affidata al Prof. Agostino Racalbuto di cui presentammo il curriculum professionale e che qui ricordiamo per alcuni elementi qualificanti. Professore Associato presso la Facoltà di Psicologia dell'Università di Padova dal 1978 ad oggi; Membro del Centro Veneto di Psicoanalisi (CVP); Numerose pubblicazioni tra cui: I percorsi del simbolo (coll. G. Giaconia, a cura di) Raffaello Cortina Milano 1990; Fra il fare e il dire Raffaello Cortina Milano 1994; Maestri e allievi. La trasmissione del sapere psicoanalitico (coll. M. Pierri, a cura di) Franco Angeli, Milano 2002. A seguito dell’esperienza del primo anno, si decise di spostare l’attività al sabato con uno spazio di lavoro di ampio respiro, per dar modo di approfondire i casi presentati negli aspetti teorici e clinici. Venne fatta richiesta di ECM. Per il 2004/5 abbiamo chiesto alla Dr. Giuliana Barbieri di cui abbiamo già fornito un curriculum professionale, che indichiamo nuovamente qui di seguito. Dr Giuliana Barbieri,nata a Rivarolo Mantovano nel 1947, laureata in Pedagogia all’Università Cattolica di Milano e Specializzata in Psicologia all’Università Statale di Milano. Membro della Società Italiana di Psicoanalisi e Professore a contratto presso il Corso di Specializzazione in Psicologia del Ciclo di Vita. Per il 2006 la conduzione del gruppo è stata affidata per un incontro alla dott.ssa Giuliana Barbieri e per i restanti quattro al dottor G.Pellizzari di cui forniamo curriculum. Laurea in Filosofia nel 1969. Specializzazione in Psicologia nel 1973. Socio SPI nel 1986 e analista con funzioni di training nel 1999. Dal 1989 a tutt'oggi consulente presso il "progetto A", centro di consultazione per adolescenti di S. Donato Milanese. Attualmente docente presso le scuole di psicoterapia: ASNEA di Monza e AREA G di Milano. Ha pubblicato articoli di psicoanalisi sulle seguenti riviste: Rivista di psicoanalisi, gli Argonauti, Psiche, Adolescenza, Quaderno dell'istituto di psicoterapia del bambino e dell'adolescente e, insieme a G.Giaconia e P.Rossi, il volume "Nuovi fondamenti per la tecnica psicoanalitica" presso l'editore Borla di Roma .e il volume "L'apprendista terapeuta"presso l'editore Boringhieri di Torino.
La metodologia scelta per questi corsi è quella della Supervisione di casi clinici in gruppo. Vengono scelti casi rilevanti rispetto al tema del corso. Nel nostro caso viene discussa la psicoterapia degli adolescenti e il rapporto con i genitori. A turno ognuno dei partecipanti presenterà un caso, sconosciuto al gruppo, ancora in fase di trattamento. Il caso viene presentato al gruppo attraverso il materiale del primo colloquio con i genitori, poi con il ragazzo, in seguito con l’eventuale osservazione familiare, la valutazione testistica , se fatta, i colloqui di approfondimento, la diagnosi, l’indicazione di psicoterapia e sedute di psicoterapia. Il caso viene discusso ed approfondito e nella seconda parte ne viene valutata la rilevanza teorica. Per questo motivo non ci è possibile fornire anticipatamente materiale, abstracts. Ci impegniamo ad inviare il materiale e gli eventuali abstracts unitamente alla relazione finale. Grazie
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| Roma,
29.10.-19.11.2007 "LA
DIMENSIONE GRUPPALE IN PSICOTERAPIA";
Sede:
ASL RM D - AULA DEGLI AFFRESCHI - VIA
GIOVAGNOLI 29
Info:
segreteria@smorrl.it Fees= euro
160,00. LA DIMENSIONE GRUPPALE IN PSICOTERAPIA 2007
Il corso, aperto a 10 Medici e 30 Psicologi, si articola in 4 seminari dal 29/10/2007 al 19/11/2007 per un totale di 16 ore. Le lezioni si svolgeranno dalle ore 09.15 alle ore 13.30, secondo il calendario stabilito, presso la Sala degli Affreschi - ASL RM D - Via Giovagnoli 29 – Roma. L’obiettivo del corso è quello di allargare la base di conoscenza, per le attività psicoterapeutiche con metodologia di gruppo, rivolta ad operatori inseriti nelle attività dei Servizi pubblici, al fine di sostenere e promuovere l’impegno ad occuparsi di tali modalità e fornendo una metodologia dei modelli operativi. 29/10/2007 L’INCONSCIO E LA GRUPPOANALISI 09.15 – 12.15 Inconscio e gruppoanalisi. Reciprocità, azioni facilitanti e gruppo Dott. A. Dionisi
05/11/2007 IL GRUPPO E I DISTURBI ALIMENTARI 09.15 – 12.15 Il gruppo dei pazienti Il gruppo dei familiari Dott.ssa P. Vincenzoni 12.30 – 13.30 Lavoro a piccoli gruppi sul tema della giornata o sui temi emergenti Dott.ssa P. Vincenzoni eventuale sostituto Dott. A. Dionisi
12/11/2007 NARCISISMO, GRUPPO E ISTITUZIONE 09.15 – 12.15 Il contributo della psicologia del Sé ai gruppi Il contributo della psicologia del Sé alle Istituzioni Dott. G. Di Leone 12.30 – 13.30 Lavoro a piccoli gruppi sul tema della giornata o sui temi emergenti Dott. G. Di Leone eventuale sostituto Dott. A. Dionisi
19/11/2007 GRUPPALITA’ E INTERVENTI INTEGRATI 09.15 – 12.15 Metodo IPT. Disturbi cognitivi Dott.ssa Adriana Borriello 12.30 – 13.30 Lavoro a piccoli gruppi sul tema della giornata o sui temi emergenti Dott.ssa Adriana Borriello eventuale sostituto Dott. A. Dionisi 14.00 – 15.00 Esame finale
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Roma, 7.07.2007 "PROSPETTIVE PSICOANALITICHE SUL FUNZIONAMENTO MENTALE INCONSCIO"; Sede: SALA CONFERENZE – PIAZZA DI MONTECITORIO 123/A; Info: segreteria@centropsicoanalisiromano.it Fees= euro 70,00.
Corso di aggiornamento Giornate aperte del C.d.P.R.
PROSPETTIVE PSICOANALITICHE SUL FUNZIONAMENTO MENTALE INCONSCIO
Sabato 7 luglio 2007 Sala Conferenze – Piazza di Montecitorio 123/A - Roma
ABSTRACT
Wilma Bucci: The Spectrum of Dissociative Processes; Implications for the Therapeutic Relationship
1. In this talk, I will first briefly review the basic concepts of multiple code theory as outlined above, focusing on the development of maladaptive emotion schemas.
Emotion schemas are intrinsically relational; they are representations of self in relation to others, stored in autobiographical memory; they are built in the context of the individual's interpersonal world, from the beginning of life. The factors leading to dissociated schemas include not only abuse but also failure to acknowledge and recognize the child's experience, ignoring, neglect, denial, avoidance, lack of care - the litany of ways that humans develop to transmit their own emotional pain.
Different forms of pathology depend on different types of dissociation within and between the emotion schemas, and different forms of spurious attempts at repair.
2. Then I will focus on the nature of treatment in terms of the phases of the referential process and the role of the therapeutic relationship in the process of change.
We need to recognize and respect the power of the activation of a specific event in memory or enactment. The activation of a specific memory operates as an emotionally competent stimulus that triggers the playing out of an emotion, similar to the perception of the actual threat itself. One cannot bring about change in the emotion schema without such activation, but we need to remember that the painful arousal that occurs in the session is physical and real.
We also need to recognize the intrinsically relational nature of the maladaptive schema. If the activation of the painful schema, as enactment or memory, occurs in a context that is experienced as similar to the context in which the initial trauma or abuse occurred, the dissociation and the protective devices will be repeated and reinforced. If the schemas are to be changed rather than reinforced, the new interpersonal context must be genuinely new, different from the interpersonal context in which the initial dissociations occurred. (This is not to say that the new interpersonal context is sufficient to bring about emotional change, but it is necessary.)
Behavioral expression of affect is an intrinsic component of the emotion schema. It can not be generated veridically in the absence of actual activation of the inner feeling state. In this respect analysts are necessarily 'genuine' in their emotional communication
In the remainder of this paper, I will talk about how to work in treatment, recognizing the power of activation of a painful schema; the expectation that the analyst's, like the patient's feelings, will be communicated on some level; and the implications of this.
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Firenze, 13.09-13.12.2007 "SEMINARI
SPI"; Sede: C.P.F. VIA
PUCCINOTTI, 99 FIRENZE; Info:
info@quidcom.com
Fees= n.d. CURRICULUM DOCENTI BERTI CERONI DR. GIUSEPPE Giuseppe Berti Ceroni Specialista e libero docente in Clinica delle Malattie Nervose e Mentali, è stato psichiatra dal 1963 con responsabilità primariali fino al 2004. Membro ordinario della Società di psicoanalisi, ne è stato segretario scientifico dal 2001 al 2005. E’ professore a contratto di Psicoterapia nella scuola di specializzazione in Psichiatria, a Bologna. Autore o coautore di più di 100 pubblicazioni su riviste italiane ed estere, ha curato la pubblicazione di 6 libri collettanei, di ipnologia, psicologia del lavoro, psichiatria e psicoanalisi
BOLOGNINI DR. STEFANO Laureato in Medicina nel 1974 e specializzato in Psichiatria nel 1978, iscritto nell'elenco degli psicoterapeuti all'Ordine dei Medici di Bologna n° 10867. Indirizzo psicoterapeutico: Psicoanalitico BRECCIA DR.SSA MARINA è medico ed è stata psichiatra presso i Servizi Psichiatrici territoriali dell’Emilia Romagna e della Toscana con funzioni di dirigente, dove si è occupata della costruzione dei Basamenti Informativi Psichiatrici, tuttora adottati, di Riabilitazione e soprattutto di Psicosi. . E’ membro della Società Psicoanalitica Italiana e dell’International Psychoanalytical Association . Si è occupata di psicosi e di grave marginalità conducendo studi sull’Inconscio , l’eclissi e l’esilio dell’Io, l’originario, il modello transferale e controtransferale e la discontinuità temporale. Partecipa ad un gruppo di ricerca nazionale della Società Psicoanalitica Italiana per lo studio dei casi gravi , ad un gruppo di ricerca sull’Inconscio e al gruppo italiano in costituzione su Psicoanalisi e Storia. Ha condotto per l’Ateneo Veneto diretto da Antonio Alberto Semi , Didatta della Società Psicoanalitica Italiana, uno studio di ricerca sull’esilio. Ha scritto un libro Le parole ritrovate , Borla, 2006,recensito su riviste nazionali e sull’International Journal of Psychoanalytical Association.
CALAMANDREI DR. STEFANO GRAZIANI DR. GRAZIANOHAUTMANN DR. GIOVANNI è medico e psicoanalista con Funzioni di Training, è stato Presidente della Società Psicoanalitica Italiana e Presidente del Centro Psicoanalitico di Firenze. Oltre a diversi articoli apparsi sulla Rivista Italiana di Psicoanalisi, ha pubblicato: Il mio debito con Bion Psicoanalisi tra arte e biologia per l’editore Borla Funzione analitica e mente primitiva per le edizioni ETS I seminari analitici di gruppo di Giovanni Hautmann sono stati pubblicati a cura di Antonino Brignone per le edizioni ETS
NICASI Dr.ssa STEFANIA Stefania Nicasi è nata a Valsolda (Como) il 22. 08. 1954. Si è laureata in Filosofia nel 1977. E’ psicologa, psicoterapeuta e, dal 1998, membro associato della Società Italiana di Psicoanalisi.
ROCCHI DR. CRISTIANO
RUGGIERO DR.SSA IRENE ABSTRACT DELLE RELAZIONI
BERTI CERONI DR. GIUSEPPE Corpo, Pericorpo, Sensi e Psicoanalisi Psicoanalisi e la maggioranza delle psicoterapie esigono il convegno di paziente e terapeuta nella stanza di terapia, a scambiarsi parole e stimoli sensoriali. La immagine del Pericorpo da parte della scuola di Parma obbliga a porsi con maggior forza la conoscenza dell’arco dei sensi, dei sistemi di ricezione e di elaborazione e infine di risposta agli stimoli. Divagherò fra questi vari temi, senza poterli affrontare compiutamente.
BRECCIA DR.SSA MARINA Al centro di questo studio si trova l’immagine e la sottile faglia tra la cosa e la rappresentazione nella quale si colloca , costituendo un’apertura e una via d’accesso alla parola. La psicosi non è l’obiettivo della trattazione, ma ne costituisce il mezzo, al servizio di uno strumento, quello analitico, che è insieme strumento di indagine e fonte di pensiero. All’interno di questo profilo , vengono tenute in considerazione , per le psicosi, ma anche per gli stati limite, sia la componente strutturale del binomio pulsione-oggetto, sia la quantità di esperienza con la quale la doppia relazione oggetto originario-oggetto esterno si alimentano ; viene inoltre sottolineata la funzione dell’ oggetto del transfert . Non dimenticando che la persistenza di una relazione con l’oggetto originario può avere a che fare anche con le caratteristiche dell’oggetto che veicola il transfert , in quanto può possedere mancanze che ripetono quelle delle prime relazioni, cercheremo di tracciare un percorso che possa individuare come l’immagine voglia e possa raggiungere l’oggetto e cercheremo di pensare a un senso per questo che evolve in un passaggio alla parola. In questo percorso si attraversano gli stadi evolutivi dell’Io, un’io scisso, che viene ipotizzato essere esiliato , e che trova nel percorso analitico una strada di ritorno. Il percorso evolutivo dell’Io è complesso e il ritorno ad una funzione di sintesi è incerta e comunque precaria. Nei passaggi da una condizione di eccesso di morte e di esperienza di colonizzazione dell’altro, che giustifica appunto l’esilio, si incontra una zona di transizione che stanzia in un presimbolico-simbolico e che introduce alla difficoltà della funzione analitica di stanziare in questa prossimità.
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FERRO DR. ANTONINO L'A. descrive i punti chiave del prorpio modello teorico, riassumibili nella teoria del pensiero onirico della veglia, nella teoria del campo e nella teoria dei personaggi in seduta. Il transfert è visto come un continuo esondamento di contenuti e soprattutto di modalità di funzionamento (e disfunzionamento) del paziente. Il progressivo coinfigurarsi di questi contenuti e modalità è codetermintao dallaa qualità del funzionamento mentale del'analista. L'A. propone una scala di valutazione delle turbolenze del campo e delle loro vicissitudini. Il campo svolge un lavoro metabolico doigestivo dei contenuti, un lavoro di restauro degli elementi per pensare e un lavoro di segnalazione continuo di quanto avviene nel campo stesso.
HAUTMANN DR. GIOVANNIRiassunto: L’autore ritiene che la nascita psichica sia un’esperienza che attraversiamo nella situazione analitica. Propone alcuni punti di questa concettualizzazione e cerca di individuarne una esemplificazione in alcuni passaggi dell’analisi di richard. Sottolinea in particolare il ripetersi di tracce di gemellarità, di doppio, da ascriversi al formarsi di aspetti primitivi della mente. Sul crinale tra possibilità di nascita psichica e rischio del suo venir meno viene riferita una seduta che sottolinea l’intima connessione tra paziente e mente dell’analista a tutti i suoi livelli.
RUGGIERO DR.SSA IRENE Titolo:Pazienti difficili, difficoltà dell'analista: riflessioni a partire da una situazione clinica Riassunto: partendo da una situazione clinica impegnativa e difficile, che ha messo a dura prova la tenuta dell'analista del suo funzionamento mentale, l'autore cerca di mostrare come l'analisi del controtransfert, insieme con l'autoanalisi in funzione del paziente, possono rivelarsi fondamentali strumenti per uscire da una situazione di impasse. Sulla scorta del materiale clinico, svolge inoltre alcune riflessioni sul suo alcuni concetti a tutt'oggi controversi, quali quelli di controtransfert, di enactment, inserendosi nel contempo sul dibattito intorno alla soggettività dell'analista.
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| Bologna, 22.09-13.12.2007
"TERRITORI ATTUALI
DELLA RICERCA PSICOANALITICA";
Sede: BOLOGNA, CPB-VIA C.
BATTISTI, 24 ; Info:
centropsicanalitico_dibologna@fastwebnet.it Fees= euro 200,00.
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| Bologna,
21.09-23.09.2007
XXXIX CONGRESSO NAZIONALE SOCIETA' ITALIANA DI PSICOTERAPIA MEDICA: LA
RICHIESTA DI PSICOTERAPIA NELLA REALTÀ CLINICA ATTUALE: ASPETTI FORMATIVI
CULTURALI E ORGANIZZATIVI;
Sede: BOLOGNA AULE UNIVERSITARIE
VIA BELMELORO 12; Info:
info@mccstudio.org
Fees= euro 100,00. PROGRAMMA Venerdì 21 Settembre 2007
Laboratori e seminari tematici Sessioni Parallele
Ore 14.00 – 19.00 Laboratori in sessioni parallele
L’esperienza del servizio di psicoterapia del Dipartimento di Salute Mentale di Carate-Monza I. Carta, C. Galvano
L’infermiere come supporto psicologico nel lavoro dei servizi psichiatrici pubblici I. Rossi, S. Stella
La formazione psicoterapica nel pubblico e nel privato G. Pierri, A. Merini
La ricerca empirica in psicoterapia S. Fassino, A. Ferrero
L’utilità dell’approccio psicoterapico in situazioni complesse senza richiesta D. Bollelli, V. Berlincioni
Teatro e Psicoterapia M. Garis
Indagine conoscitiva della situazione della psicoterapia in alcune regioni italiane M. Zuccolin, M. Colafelice
Psicoterapia e Immaginario cinematografico. Un percorso di formazione G. Ballauri, F. Scarsi
La terapia integrata della depressione e della schizofrenia: psicofarmaci e psicoterapia D. La Barbera, M. Guarnirei
Sabato 22 Settembre 20078.30 Registrazione partecipanti 9.00 Saluto delle Autorità e introduzione ai lavori Interviene il Presidente della S.I.P. :M. Bassi
I SESSIONEModeratori: PM Furlan, I. Carta
09.30 Antropofenomenologia e Psicoterapia E. Borgna
10.10 Attualità della competenza e capacità psicoterapica nella psichiatria clinica R. Rossi
10.50 Discussione
II SESSIONEModeratori: A.Merini, S.Fassino
11.30 Supervisione di équipe nel servizio pubblico D. Bolelli
12.10 Richiesta di psicoterapia nel territorio M. Ruggeri
12.50 Discussione
III SESSIONEModeratori: GP Pierri, M.Zuccolin
15.00 La psicoterapia in Italia tra storia e attualità PF Galli
15.40 Valutazione di efficienza della psicoterapia PM Furlan
16.20 Terapia di psicofarmacologia e di psicoterapia nei servizi: setting differenziati e setting unificati S. Stella 16.50 La valutazione dei risultati in psicoterapia E. Liendo
17.10 Discussione
18.00 Assemblea dei Soci - Elezione del Consiglio Direttivo
Domenica 23 Settembre 2007
9.00 Comunicazioni libere
12.00 Sessione plenaria Relazioni dei conduttori dei gruppi sulle comunicazioni
12.45 Questionari di valutazione ECM
13.15 Conclusioni e chiusura del Congresso D. Berardi
RAZIONALE del CONVEGNO
SEDE CONGRESSUALE: Complesso Aule Belmeloro via Belmeloro,12 Bologna
Segreteria Organizzativa MCC srl Via Santo Stefano 57 40125 Bologna Tel 051263703 fax 051238564 e-mail: info@mccstudio.org
PRESIDENTE ONORARIODott. Mariano Bassi Direttore del Dipartimento di Salute Mentale Area Città dell’Azienda USL di Bologna e Presidente della Società Italiana di Psichiatria
PRESIDENTI DEL CONGRESSOProf. Italo Carta Università di Milano Bicocca, Facoltà di Medicina e Chirurgia Prof. Gianpaolo Pierri Università di Bari
COMITATO SCIENTIFICODott. Ilo Rossi Segretario Sezione Regionale Emilia Romagna della Società Italiana di Psichiatria Dott. Stelio Stella Centro di Salute Mentale dell’Area Dipartimentale Est dell’AUSL di Bologna
ELENCO RELATORI E MODERATORIDott. Giuseppe Ballauri Psichiatra, Psicoanalista Genova
Prof. Domenico Berardi Istituto di Psichiatria «Paolo Ottonello» Bologna
Dott.ssa Vanna Berlincioni ricercatrice Università di Pavia, membro associato della SPI
Daniela Bolelli Primario Psichiatria Pisa
Dott. Eugenio Borgna Ospedale Maggiore di Novara Università degli Studi di Milano
Prof. Italo Carta Università di Milano Bicocca, Facoltà di Medicina e Chirurgia
Prof. Marco Colafelice Università degli Studi di Verona
Dott. Andrea Ferrero CSM Unità di Psicoterapia ASL 7 Chivasso (To)
Prof. Secondo Fassino Università degl Studi di Torino
Prof. Pier Maria Furlan Università degli Studi di Torino
Dott. Claudio Gesualdo Galvano Azienda Ospedaliera S. Gerardo, Milano
Dott. Pier Francesco Galli Direttore della rivista “Psicoterapia e scienze umane” Fondatore Gruppo milanese per lo sviluppo della psicoterapia, Bologna
Dott.ssa Maria Gabriella Garis Dipartimento Universitario di Salute Mentale ASO S. Luigi, Orbassano- ASL 5, Collegno – Torino
Dott.Maurizio Guarnieri, Messina
Prof. Daniele La Barbera Clinica Psichiatrica, Università degli Studi di Palermo
Dott. Ernesto Cesar Lindo Analista Didatta della Società Psicoanalitica Canadese, Campione D’Italia, Svizzera
Dott. Alberto Merini Centro di Psichiatria Multietnica Georges Devereux, Istituto di Psichiatria, Università di Bologna
Prof. Gianpaolo Pierri Università degli Studi di Bari
Dott. Ilo Rossi, Ravenna Segretario Sezione Regionale Emilia Romagna della Società Italiana di Psichiatria
Prof. Romolo Rossi ordinario di psichiatria a Genova e psicoanalista della Spi, Società italiana di psicanalisi
Prof. Francesco Jacopo Scarsi Università di Genova
Dott. Stelio Stella Centro di Salute Mentale dell’Area Dipartimentale Est dell’AUSL di Bologna
Prof.ssa Mirella Ruggeri Università di Verona; Policlinico “G.B. Rossi”
Dott.ssa Maria Zuccolin Psichiatria DSM ASL 4 Torino
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| Milano,
22.09-11.11.2007 "CORE
TRAINING IN PSICOTERAPIA DINAMICO-ESPERIENZIALE";
Sede:
IEDTA, VIA P.DA VOLPEDO, 12 20149 MILANO;
Info:
egnudi@tiscali.it
Fees= n.d. RELATORI Diana Fosha, Ph.D. è Professore Associato presso il Clinical Psychology Doctoral Program del Derner Institute of Advanced Psychological Studies, Adelphi University, New York. E’ autrice del libro The Transforming Power of Affect: A Model for Accelerated Change, Basic Books (2000), e di numerosi lavori scientifici sulla PBD-E, fra i quali un capitolo del Comprehensive Handbook of Psychotherapy, Vol 1: Psychodynamic and Object Relations Psychotherapies (John Wiley & Sons, New York, 2002). Il suo interesse scientifico attuale si rivolge in modo privilegiato alla integrazione tra neuroscienza degli affetti, teoria delle emozioni e regolazione diadica dell’affetto, nel lavoro clinico con i pazienti. La Dott.ssa Fosha fa parte del comitato di redazione del Journal of Psychotherapy Integration (SEPI). Ha tenuto corsi di formazione e workshop di PBD-E in USA, Canada, Brasile e Italia. Ha uno studio di consultazione e psicoterapia a New York City. E’ membro del Consiglio Direttivo e Responsabile della Formazione della IEDTA, International Experiential Dynamic Therapy Association.
Ferruccio Osimo, Medico Psichiatra, Dirigente di I°livello A.O.Niguarda Ca’ Granda, è Presidente della IEDTA, International Experiential Dynamic Therapy Association, Professore a contratto di psicoterapia presso la Scuola di Specializzazione in Psichiatria dell’Università Statale di Milano, membro del Consiglio Direttivo di OPIFER, Organizzazione di Psicoanalisti Italiani - Federazione e Registro, Fellow dell’American Academy of Psychoanalysis, membro della Tavistock Society of Psychotherapists. E’ co-autore con D.H.Malan di Psychodynamics, Training, and Outcome in Brief Psychotherapy, Butterworth-Heinemann (1992) e autore di Parole, Emozioni e Videotape – Manuale di Psicoterapia Breve Dinamico-Esperienziale, Franco Angeli (2001) e di un capitolo del Comprehensive Handbook of Psychotherapy, Vol 1: Psychodynamic and Object Relations Psychotherapies (John Wiley & Sons, New York, 2002). Ha organizzato numerosi corsi e simposi internazionali in Italia, tra cui quelli con H.Davanloo e D.H.Malan (1987 e 1991) e la 1a Conferenza Internazionale della IEDTA: “Fattori essenziali per un’efficace Psicoterapia Dinamica Breve”, presso l’Ospedale Niguarda Ca’ Granda di Milano (2001).
22/09/07 Abstract: Una caratteristica della PBD-E risiede nell’attenzione prestata alla reciproca influenza delle tecniche impiegate sulla relazione e di quest’ultima sulle modalità tecniche stesse. Il rapporto tra terapeuta e paziente viene qui affrontato nella sua duplice valenza di relazione reale e di fenomeno transferale. La presentazione audiovisiva verte sulla prima seduta con un paziente e sulla impostazione della relazione terapeutica secondo questo modello teorico.
23/09/07 Abstract: Quello tra alleanza terapeutica e resistenza al cambiamento è un equilibrio variabile in tutto il corso della relazione terapeutica. A seconda se gli aspetti delle vita del paziente che vengono man mano affrontati sono più o meno ansiogeni e dolorosi, la resistenza può aumentare, per poi lasciare il posto a una rinnovata alleanza terapeutica. Tali sviluppi vengono illustrati teoricamente e attraverso la presentazione audiovisiva.
6/10/07 Abstract: L’azione trasformativa della psicoterapia può essere meglio spiegata e compresa alla luce dello studio dell’interfaccia tra i fenomeni emozionali sia di tipo inibitorio che espressivo e i loro rispettivi correlati funzionali. Ciò è oggi reso possibile in modo sempre più attendibile dallo sviluppo e dai risultati delle neuroscienze. Così come i fenomeni neurochimici cerebrali sono alla base anche delle emozioni umane, anche queste ultime influenzano a loro volta il funzionamento del cervello. La presentazione audiovisiva mette in luce i marker emotivi studiati dalla Dr.Fosha.
7/10/07 Abstract: La presentazione audiovisiva riguarda il caso di un paziente caratterizzato da quella che appare inizialmente come una totale anaffettività. Nel corso della terapia e grazie alle tecniche di empatia profonda, la paralisi emozionale del paziente lascia il posto alla nascita dei sentimenti prima malcerti o del tutto inibiti.
10/10/07 Abstract: Il paziente con disturbo borderline di personalità presenta in genere una alternanza tra momenti o fasi di espressività impulsiva e fasi di ritiro con vissuti di “vuoto”. Tale caratteristica richiede particolari adattamenti tecnici. Il terapeuta dovrà essere maggiormente flessibile sul piano tecnico, ma, nello stesso tempo, avere un atteggiamento fermo sul contratto e i diritti/doveri del paziente, e mostrare una buona capacità di holding. La presentazione audiovisiva illustrerà particolarmente tali aspetti.
11/10/07 Abstract: Attraverso le varie fasi della psicoterapia, comprese quelle “crisi” che spesso caratterizzano la relazione con questa tipologia di pazienti, e che, se superate, hanno una forte valenza terapeutica, si assisterà al dipanarsi di questo caso clinico, fino alle fasi conclusive della psicoterapia.
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Firenze,
21.09.2007 "LA
PSICOPATOLOGIA DI OGGI: UNA DISCUSSIONE TRA ESPERTI";
Sede:
FIRENZE, CENTRO CONVEGNI SAN
PAOLO DELLA CROCE; Info:
info@quidcom.com
Fees= n.d.PROGRAMMA DELL’INCONTRO
14.00 REGISTRAZIONE PARTECIPANTI 14.15 INTRODUZIONE E SALUTO (Ferdinando Galassi) 15.30 I DISTURBI DELL’AFFETTIVITA’ (Pierluigi Cabras) 16.30 LA COSCIENZA E LE SUE ALTERAZIONI (Pierluigi Cabras) 17.15 PAUSA 17.45 IL MONDO DELLA PSICOSI (Pierluigi Cabras) 18.30 DIBATTITO APERTO CON IL PUBBLICO 20,00 test e CHIUSURA LAVORI
Coordinatore Scientifico: P.L. CABRAS Segreteria Organizzativa Quid Communications srl - Via G. C. Vanini, 5 – 50129 Firenze tel.: 0554633701 fax: 0554633698 info@quidcom.com www.quidcom.com Informazioni sul Corso Sede del Corso Firenze, Convitto delle Montalve ECM E' stata effettuata la richiesta di attribuzione crediti al Ministero della Sanità L'attestato con i crediti sarà rilasciato soltanto ai discenti che avranno partecipato all’intera giornata, coprendo il 100% della presenza al corso (faranno fede le firme in entrata ed uscita). Il corso è rivolto ad un massimo di 20 medici facenti parte della disciplina di psichiatria, neuropsichiatria infantile, neurologia. Parole chiave: Psicopatologia,depressione, psicosi. Obbiettivo n. 21 La partecipazione al corso è gratuita. Per informazioni logistiche ed alberghiere si prega di contattare la segreteria organizzativa Quid Communications via mail: info@quidcom.com
Razionale ed obbiettivi LA PSICOPATOLOGIA DI OGGI: UNA DISCUSSIONE TRA ESPERTI Nell’ambito delle malattie mentali, la schizofrenia, il disturbo bipolare e la depressione, rappresentano patologie estremamente rilevanti per il loro impatto sociale. I tassi di prevalenza della schizofrenia si collocano tra il 2.5 e il 5.6 per 1000 casi e quelli di incidenza su base annua tra lo 0.2 e lo 0.6 per 1000. Per la depressione i dati più recenti per l’Italia stimano in 5 milioni le persone colpite, con una spesa sanitaria valutabile in 15 miliardi di euro l’anno. Secondo le stime più recenti, la prevalenza del disturbo bipolare nella popolazione generale raggiunge valori del 5-6% e la patologia rappresenta la sesta causa di disagio sociale nel mondo. Nel quadro generale delineato, anche la complessità della scelta del trattamento con cui deve misurarsi lo specialista rappresenta un elemento di centrale importanza. E ciò non solo in funzione di mettere in atto trattamenti integrati, ma anche per l’individuazione del più idoneo trattamento farmacologico. Il contesto in cui si declina la pratica clinica non è, infatti, un setting asettico, in quanto gravano sul paziente con disturbo mentale scenari complessi e in continua evoluzione dove le variabili cliniche si intrecciano con quelle extracliniche, legate alla storia, alla vita ed alle relazioni del paziente nel suo contesto. L’incontro” La psicopatologia di oggi:una discussione tra esperti” è destinato a Specialisti Psichiatri ed ha lo scopo di discutere le strategie di approccio diagnostico-terapeutico della schizofrenia, delle psicosi, del disturbo bipolare e della depressione attraverso un confronto-dibattito tra specialisti con consistente esperienza clinica .
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Roma, 27.09.2007 "SALUTE MENTALE PER L’INFANZIA E L’ETÀ EVOLUTIVA"; Sede:COMPLESSO SANTA MARIA DELLA PIETÀ, PIAZZA SANTA MARIA DELLA PIETÀ, ROMA ; Info: presam@virgilio.it Fees= n.d.
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| Milano, 21.09-22.09.2007 "L'ABBRACCIO";
Sede: MILANO, VIA
CARDUCCI, 30; Info:
formazione.permanente-mi@unicatt.it Fees= euro 200,00. Claudio Bernardi
L'arte dei corpi.
Disagi quotidiani e cure creative del teatro sociale.
Il teatro sociale è l'invenzione di trame culturali e relazionali, che traducono in vissuti quotidiani le esperienze benefiche provate nei diversi sistemi di terapie psicosomatiche. Il teatro sociale mette in connessione quelle persone, quei gruppi, quelle associazioni, quegli enti pubblici e privati che comprendono la necessità di essere soci, parte di un organismo complesso, con vite e stili di vita diversi ma che cooperano e alla formazione del benessere comune . Per la costruzione e ricostruzione delle relazioni e dei legami sociali, il teatro sociale esplora tre ambiti fondamentali di azione, quello del laboratorio, quello dello spettacolo o evento e quello del rituale. Nel primo ambito si mette in atto l'esplorazione del sé, delle proprie potenzialità e dei propri limiti, si mettono alla prova, si acquisiscono e si incrementano le proprie capacità. Nel contempo il lavoro di gruppo evidenzia conflitti e alleanze, accresce la fiducia reciproca, smussa le spigolosità, crea un ambiente affettivo e un'intimità assai proficua per qualsiasi obiettivo il gruppo intenda raggiungere. L'evento o lo spettacolo nasce da un processo creativo e performativo del gruppo che cerca di affrontare gli argomenti e i temi più sentiti dal gruppo e dal contesto in cui il gruppo opera. La comunicazione pubblica del processo laboratoriale, il prodotto, avvia a sua volta un processo comunicativo e relazionale che crea nuovi legami, apre nuove prospettive e coinvolge in modo operativo le altre componenti della rete sociale. L'esito a più ampia estensione dei processi laboratoriali e performativi è il miglioramento dei vissuti personali e degli ambienti di vita attraverso l'invenzione o la riqualificazione dei riti quotidiani e delle espressioni di condivisione festiva del proprio gruppo e della propria comunità.
ABSTRACT L’EMOZIONE E’ UN CROCEVIA
L’emozione è un crocevia dove si incontrano istanze differenti: sensazioni viscerali, movimenti muscolari, pensieri e immagini; tutto questo all’interno di una cornice ambientale che ne plasma l’origine e ne sovradetermina il senso. Ciò che sente un individuo è cioè sempre incardinato in una rappresentazione di ruolo, reale o fantasmatico; e al tempo stesso ogni decisione di copione, nello stile di vita personale, è costruita in base alle condizioni sensoriali-affettive del soggetto stesso. Questa circolarità epistemologica mostra la necessità di operare costantemente su un doppio registro: ascoltare e trasformare il vissuto individuale senza mai distaccarsi dalla complessa rete di relazioni sociali. Ciò è ancora più evidente nelle situazioni di sofferenza emotiva, dove ogni deformazione del Sé individuale è connesso, sempre in modo circolare, ad una sofferenza relazionale. L’idea di sofferenza emotiva diventa quindi un concetto polisemico, perché comprende al proprio interno sia gli ingredienti individuali che il contenitore sociale, e diventa così cartina al tornasole del grado di deterioramento di quello stesso filo che ci tiene legati a noi stessi e contemporaneamente agli altri.
ABSTRACT PROF. GHIGLIONE
Le nostre ragioni
Le persone, le loro vite, le loro relazioni, il loro immaginario, il loro credo, i loro linguaggi. Questo ci interessa. Perché ci siamo dentro. Anche noi parte di un essere mondo diviso, contradditorio, dolente. Un mondo di passioni che ci riguarda. Perché siamo umani e perché facciamo teatro: le cose ci si mostrano e ci chiamano a vedere se ce le portiamo dentro e come. Poi, per professione, abbiamo scelto di fare teatro anche con anziani, infermieri, pazienti, migranti. E lì incontriamo come delle condensazioni vitali, dove sono più evidenti le condizioni umane primarie. E proprio lì troviamo più forte che altrove il desiderio di dire e di dire attraverso i linguaggi dell'arte le identità, ma anche i desideri, i sogni, le paure. Le condizioni antropologiche che ci interessano nel fare teatro sono la cura, il limite e la violenza. Questi sono alcuni nodi per noi centrali.
Laboratorio teatrale
Le vie del corpo
Il cambiamento attraverso l'ascolto e la memoria
Pianificazione delle 6 ore di laboratorio:
dalle 9 alle 12:
- una prima fase di training corporeo per valorizzare il lavoro corporeo individuale; - una seconda fase in cui il lavoro corporeo viene focalizzato sulla relazione con l’altro: esercizi di fiducia e contatto.
Dalle 13 alla 14:
Dopo questi due momenti si passa alla dimensione performativa attraverso due momenti: - l’utilizzo del racconto come luogo per l’espressione di sè; - l’utilizzo dell’improvvisazione e della dimensione performativa come luogo dell’esplorazione dei ruoli sociali e delle dinamiche relazionali.
L’ultima parte è dedicata alla sperimentazione della dimensione rituale nel setting teatrale (riti di elaborazione della perdita, riti di ricomposizione del conflitto, riti di coesione sociale...) e all’individuazione delle connessioni con la ritualità quotidiana quale spazio del cambiamento.
ABSTRACT BREVE
MUSICOTERAPIA CONFERMANTE
Nella relazione si proporrà un nuovo modello di musicoterapia denominata Musicoterapia Confermante. Il modello, sperimentato in due decenni di attività e sperimentazione nel trattamento di pazienti con difficoltà, anche gravi, nella comunicazione/relazione (coma, autismo, pluri-disabilità), si basa sulla integrazione delle grandi potenzialità educative e terapeutiche della musica e della comunicazione psicotattile. Nel corso della relazione sarà mostrato come esso raggiunge alti livelli di efficacia in quanto agisce contemporaneamente sulla sfera emotivo-affettiva come su quella cognitiva del paziente.
IN MODO PIÙ AMPIO
MUSICOTERAPIA CONFERMANTE
Nata e cresciuta nell’ultimo decennio la musicoterapia confermante (definizione coniata dal suo ideatore, Dario Benatti) è una tecnica nuova nell’ambito delle varie metodologie di musicoterapia. L’idea basilare di quello che sta gradatamente divenendo un modello, è nata dalla necessità del musicoterapeuta di poter essere efficace con quei pazienti che, prima di ogni altro aiuto o progetto riabilitativo, hanno bisogno (ed è un bisogno di primaria importanza) di essere confermati: sentire di esistere, di essere accolti, accettati, compresi. La musicoterapia confermante viene quindi applicata nel trattamento di pazienti in stato di coma o di post-coma grave, nelle lesioni cerebrali infantili, nella pluri-disabilità, nelle sindromi degenerative, e in tante altre patologie o situazioni nelle quali l’urgenza terapeutica può essere, come detto, un’urgenza esistenziale. Anni di utilizzo ne hanno evidenziato l’efficacia, soprattutto nelle fasi iniziali del trattamento, in molti, diversi progetti terapeutici, ed inoltre, nel corso degli ultimi dieci anni la tecnica è stata sperimentata con successo, evolvendosi e raffinandosi, anche laddove gli obiettivi del terapeuta non sono legati ad urgenze o patologie gravi. Importanti esperienze sono state fatte, ad esempio, nella preparazione al parto per ottimizzare la relazione all’interno della triade madre-padre-nascituro, nelle malattie psicosomatiche e nelle problematiche legate allo stress per favorire il contatto con la propria corporeità, ma anche nelle pratiche educative nei nidi e nelle scuole primarie. Non ultimo, la musicoterapia confermante ha avuto modo di sperimentare la sua efficacia nell’evoluzione delle risorse umane in campo comunicativo e relazionale durante la formazione di operatori sanitari ed educatori.
Riguardo gli aspetti relazionali, il riferimento teorico principale è quello della psicologia umanistica. Questo e altri modelli di musicoterapia (definiti modelli di musicoterapia umanistica, appunto) hanno infatti importanti presupposti legati alla umanizzazione dei rapporti educativi e terapeutici, nei quali uno dei due, volente o nolente, è spesso, in qualche modo, “dipendente” dall’altro: · riconoscimento dell’unicità di ogni persona umana e del valore e della significatività che ogni vita rappresenta (anche quella vicina all’età della morte e quella colpita da malattie devastanti), · visione olistica dell’essere umano nella sua globalità di corpo-mente-anima, · attenzione alla qualità della relazione, · sostanziale fiducia nelle potenzialità che la persona ha dentro di sé per superare le difficoltà e conseguente ricerca di accordo e condivisione circa gli obiettivi terapeutici e riabilitativi.
Il modello di musicoterapia confermante si basa quindi sulla ottimizzazione della relazione, sull’ascolto empatico, sull’accettazione incondizionata dell’altro per come è nel momento presente e sull’utilizzo del suono e della musica come mezzo per scoprire e sviluppare i potenziali e le risorse della persona.
Ma ciò che caratterizza e rende definibile in modo preciso il modello è l’utilizzo, assieme al suono e alla musica, della comunicazione psicotattile, detta anche haptonomica, ovvero della comunicazione attraverso il contatto corporeo attuata dal terapeuta con una metodologia che tiene contemporaneamente conto degli aspetti psicologici e neurologici della percezione tonico-tattile. Nelle varie attività della musicoterapia confermante il ritmo, le melodie, gli accenti, l’armonia di musica adeguata (improvvisata dal terapeuta o scelta accuratamente dopo attenta anamnesi dei vissuti musicali del paziente) vengono esperiti nel contatto corporeo in modo sintonico, sinergico, multisensoriale. La ricchezza e la piacevolezza di queste esperienze integrate di varie modalità rappresentazionali tattile, labirintica, cenestesica, uditiva, unite ai messaggi confermanti di una relazione positiva col terapeuta (che favorisce l’attaccamento sicuro studiato da Bowlby) donano al paziente un vissuto ricco e positivo del proprio corpo e ciò gli permette di “rientrare in sé” vincendo l’alienazione e ridando alla pelle e ai muscoli il ruolo, forse perduto, di contenimento psichico e di coesione del sé.
Un ruolo importante all’interno del modello è anche rivestito dalla voce e, dove possibile dall’uso di strumenti che permettono di utilizzare suono e vibrazione in termini direttamente terapeutici. Il suono è infatti energia, un’energia vibratoria che interagisce con le strutture del corpo, anch’esse vibranti, attraverso il fenomeno della risonanza (l’interazione di due corpi vibranti a frequenze simili). Siamo infatti composti «di frequenze e di ritmi con densità e velocità diverse in una rete di energia vibrazionale e pulsante che dà forma e vita al corpo, ai pensieri e alle emozioni. Siamo sistemi risonanti in evoluzione anziché masse solide stabili.
IL LABORATORIO PRATICO
Il laboratorio è organizzato secondo l’accezione originale del termine: un luogo dove si conosce facendo. Esso è infatti strutturato in modo tale da offrire ai partecipanti la possibilità di sperimentare su di sé e parallelamente fare adeguata pratica delle tecniche di base della musicoterapia e in particolare della Musicoterapia Confermante come tecnica educativa e riabilitativa. Una tecnica volta a creare opportunità di comunicazione, relazione ed espressione di sé alternative o complementari laddove altre modalità, come il linguaggio verbale, siano limitate da problematiche di vario genere. Verrà inoltre favorita la scoperta e la gestione di nuove dinamiche espressive non-verbali che favoriscano l’esplicazione delle potenzialità di ognuno, la collaborazione e la comunicazione.
Metodologicamente l’incontro prevede un percorso induttivo, nel quale prima si fanno delle esperienze concrete guidate e solo in un secondo momento queste esperienze soggettive vengono confrontate con il gruppo e con le linee teoriche sottese.
Temi e tecniche trattate
L’uomo e il suo corpoLe differenti forme di rappresentazione del corpo I concetti di tensione e rilassamento autentici Respiro ed emozioniIl respiro come espressione originale della vita e primo soggetto di espressione musicale La sincronizzazione psicotattile del respiro Le condizioni indispensabili per un approccio corporeo sano: Prossimità, familiarità e intimitàIl contatto affettivo fra corporeità e musicalità La vocalità alle origini della comunicazione verbale La comunicazione corporea e i concetti di conferma, disconferma, rifiuto, nella definizione del sé e dell’altroIntimità e responsabilità personale; fiducia, fedeltà e lealtà Guidare ed accompagnare con il corpo Le tre sorelle per una relazione sana: Presenza, Trasparenza, Prudenza Sperimentazione dei rapporti suono-movimento nell’espressione corporea Esperienze di danza e percussioni corporee
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| Firenze,
28.08.2007 "UNDERSTANDING
AND INTERVENING WITH CHILDREN, FAMILIES AND COMMUNITIES EXPOSED TO TRAUMA
AND DISASTER"; Sede:
PALAZZO AFFARI /CONGRESSI - P.ZZA ADUA 1; Info:
cristina.uzzo@escap-net.org
Fees= euro 250,00. Title: Understanding and intervening with children, families and communities exposed to trauma and disaster
Chairs: Professor William Yule and Prof. Nathaniel Laor on August 28th
Speakers
Abstract
Florence 28/8/2007
The Neurobiology of Trauma
The impact of traumatic events on child development needs to be considered from two perspectives. Firstly, major traumatic events have the capacity to disrupt a child’s primary attachments and consequent developmental projection as a consequence of the impact of those events on the parent. Secondly, with the increasing maturation of the child, traumatic events themselves have a significant and direct effect on the child’s pattern of arousal and stress modulation. The impact of traumatic stress on the parent-child dyad is critical in the early years of development. Our research indicates that the mother’s trauma history can significantly impact upon the child’s language acquisition, behavioural development, and patterns of stress reactivity. As Yehuda and colleagues (2005) have proposed the mechanism for the intergenerational impact of traumatic stress may occur during fetal development.
Traumatic events directly experienced by the child impact on the neurobiology of the child via different mechanisms. A critical issue is the degree of initial conditioning to the traumatic stressor and then the subsequent pattern of habituation or sensitisation to subsequent traumatic cues. These processes embody a critical gene by environment interaction that underpins major shifts in neurohormonal and CNS information processing symptoms that have a series of secondary consequences for the child’s adaptability in the face of future stresses. Increasingly, evidence suggests that there is a progressive sensitisation of individuals with multiple trauma exposures that leads to a general greater risk of psychiatric disorder as well as posttraumatic stress disorder.
Against this developmental perspective, the neurobiological abnormalities associated with posttraumatic stress disorder will be characterised. In particular, the neuroimaging research which highlights that trauma disrupts the information processing systems of the brain will be described. These data suggest that individuals with posttraumatic stress disorder not only utilise different neural systems in managing traumatic memories, but also in their capacity to selectively attend and manage day-to-day stimuli in their environment.
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| Firenze, 27.08.2007 "INTERNATIONAL
COURSE ON BULLYING AND HEALTH RISKS";
Sede: PALAZZO CONGRESSI/AFFARI -
P.ZZA ADUA 1; Info:
cristina.uzzo@escap-net.org
; Fees= euro 250,00. ESCAP-13th International Congress International Course on Bullying and Health Risks Chair:Jorge C. Srabstein, MD (USA) Co-Chair: Bennett Leventhal (USA)
8:30 Registration 9:00 Introduction Jorge C. Srabstein, MD Children’s National Medical Center Washington, DC USA
9:10. Morbidity Associated with Bullying: Detection, Intervention and Advocacy Jorge C. Srabstein, MD Children’s National Medical Center Washington, DC USA
10:00 Bullying and Suicidality Young Shin Kim, MD, MPH, PhD Child Study Center, Yale University School of Medicine New Haven, CT, USA
10:50 Break
11:05. Bullying and Injuries Lucie Laflamme, PhD Karolinska Institutet, Department of Public Health Sciences Stockholm, Sweden
10:55 Lunch Break
13:00. Bullying and Psychiatric Symptoms Kirsti Kumpulainen, MD Kuopio University Hospital Kuopio, Finland
13:50 A Whole School Approach to Tackling Bullying in Schools Helen Cowie, PhD University of Surrey Guildford, United Kingdom 14:40. School as the first work environment for children: Experiences fromSwedenEwa Menckel, PhD National Institute for Working Life Stockholm, Sweden
15:10. Break
15:25. Practical Exercise and Discussion Bennett Leventhal, MD, University of Illinois at Chicago Morbidity Associated with Bullying: Detection, Intervention and Advocacy
Background; There is progressive evidence, published in the past 10 years, documenting that children and adolescents who frequently participate in bullying, as bullies and/or victims, are at a significant higher risk of suffering from an array of serious health problems and potential mortality, as compared to their peers who are not involved in bullying. There is a vital need to enhance the unique role of pediatric practitioners in detecting, intervening and preventing bullying behaviors and their associated serious public health risks.
Objectives: At the end of this presentation the participants will be able to: a) Discuss the health and educational risks among children and adolescents who participate in bullying as victims and or bullies. b) Advocate for public health policy that implements bullying primary prevention. c) Promote secondary and tertiary prevention of health problems related to bullying. Methods: This presentation will analyze the nature of bullying, its prevalence, and socio-ecological factors. It will review cross sectional studies, of national representative samples of adolescents, to ascertain the association of health and educational risks with frequent involvement in bullying. A notion of a syndrome of bullying will be considered. A strong emphasis will be given to the discussion of a systematic routine screening, for all pediatric/psychiatric clinical visits, to ascertain participation in bullying behaviors, and determine associated morbidity. An analysis of anti-bullying legislations, enacted in the United States will follow. Results: It is estimated that thirty percent of adolescents in the United States participate in bullying behaviors, as a bully and or as a victim. Five percent of American teenagers may experience a syndrome of bullying, characterized by frequent psychosomatic symptoms associated with their frequent participation in bullying. This segment of the population is at a significant higher risk for a range of other health and educational vulnerabilities. Conclusions: It is strongly recommended that routine screening of bullying participation and health related problems should be conducted in all emergency and routine psychiatric visits. Child and adolescent psychiatrists and pediatricians should exercise a unique role in advocating for public health policy and legislation, to implement anti-bullying prevention programs.
References:
1) Srabstein J et al, Morbidities associated with bullying behaviors in adolescents. Int J Adolesc Med Health 2006;18(4): 387-396 2) Due P et al Bullying and symptoms among school-aged children: international comparative cross sectional study in 28 countries. Eur J Public Health. 2005 Apr;15(2):128-32. Epub 2005 Mar 8. 3) Fekkes M Bullying behavior and associations with psychosomatic complaints and depression in victims.J Pediatr. 2004 Jan;144(1):17-22. 4) Eisenberg ME et al Associations of weight-based teasing and emotional well-being among adolescents.Arch Pediatr Adolesc Med. 2003 Aug;157(8):733-8.
Bullying and Suicide
Objective: To understand the potential mortality, due to self-injuries/suicidal ideations or behaviors, among adolescents who participate in bullying behaviors, as bullies and/or victims.
Methods: This presentation will discuss data that demonstrates the significant suicidal risk affecting students who are victims of bullying and/or bully others. It will be based on: a) A longitudinal study of 1655 Korean students seventh and eighth grade students who completed the Korean Peer Nomination Inventory and the Korean Youth Self Report b) A cross-sectional representative sample of 9,938 American students, grade 6, 8 and 10 who completed the WHO Health Behavior in School Children (HBSC) c) A news surveillance of cases of death, associated with bullying, published in 52 worldwide major newspapers over a 20 years span. Results: American and Korean students who were involved in school bullying, especially victim-perpetrators and female students, had significantly higher risks for suicide ideation and suicidal behavior when compared with individuals who were not involved in school bullying, independent of impacts from depression. In the past 20 years there have been at least 54 reported cases of adolescents with history of having been bullied who committed suicide. Conclusions; The prevention, detection and treatment of students who participate in bullying behaviors as bullies and/or victims has a significant potential of preventing suicides, one of the leading causes of death in adolescence.
References: 1) Brunstein Klomek A, Marrocco F, Kleinman M, Schonfeld IS, Gould MS. Bullying, depression, and suicidality in adolescents. J Am Acad Child Adolesc Psychiatry. 2007 Jan;46(1):40-9. 2) Kim YS, Koh YJ, Leventhal B. School bullying and suicidal risk in Korean middle school students. Pediatrics. 2005 Feb;115(2):357-63. 3) Kaltiala-Heino R, Rimpela M, Marttunen M, Rimpela A, Rantanen P Bullying, depression, and suicidal ideation in Finnish adolescents: school survey. BMJ. 1999 Aug 7;319(7206):348-51.
Bullying and Injuries
Background: There is documented evidence that young people who are victims of bullying are more prone to suffer from injuries (1-3).
Objective: To understand the potential injury-related mortality among pre-adolescents and adolescents who participate in bullying behaviors, as bullies and/or victims.
Method: This presentation will highlight the significant risk for injuries among pre-adolescents and adolescents who exhibit a syndrome of bullying. It will also document the effect of peer victimization as a trigger of accidental injuries and its direct relationship to injuries caused by others. The discussion will be based on:d) A study of about 600 school children aged 10 to 15 years, who had been treated at Stockholm County’s Children’s Hospital, Sweden e) A cross sectional representative sample of American adolescents, who completed the WHO Health Behavior in School Children. This study focused on students who exhibit a syndrome of bullying (participation in bullying, as a bully and/or as a victim, and suffering from a cluster of frequently occurring psychosomatic symptoms). f) A worldwide news surveillance of cases of death, associated with bullying.
Results: Pre-adolescents and adolescents, who present with a syndrome of bullying, are at a higher risk than their peers who do not exhibit this clinical presentation, of suffering from accidental or physical violence related injuries. There is an indirect and direct causality between bullying and injuries. There at least 60 cases of reported deaths caused by accidental or violence related injuries, linked to bullying or hazing.
Conclusions: Anti bullying programs should have an urgent public health priority in the prevention of serious morbidity and mortality related to injuries in childhood.
References:
1) Laflamme L, Engstrom K, Moller J, Alldahl M, Hallqvist J. Bullying in the school environment: an injury risk factor? Acta Psychiatr Scand Suppl. 2002;(412):20-5. 2) Pickett W, Schmid H, Boyce WF, Simpson K, Scheidt PC, Mazur J, Molcho M, King MA, Godeau E, Overpeck M, Aszmann A, Szabo M, Harel Y. Multiple risk behavior and injury: an international analysis of young people. Arch Pediatr Adolesc Med. 2002 Aug;156(8):786-93. 3) Laflamme L, Engstrom K, Moller J, Alldahl M, Hallqvist J. Bullying in the school environment: an injury risk factor? Acta Psychiatr Scand Suppl. 2002;(412):20-5.
Wright J, Stark C. Bullying in schools. Accident and emergency
departments need management guidelines. BMJ. 1995 Apr 22;310(6986):10 BULLYING AND PSYCHIATRIC SYMPTOMS
Background: Research suggests that bullying is highly distressing and children involved have many psychiatric and/or psychosomatic symptoms and low self esteem Objective: To understand psychiatric symptoms that can precede and/or be a consequence of participation in bullying, as a bully and/or as victim Method: Review of a longitudinal study of children involved in bullying at age 8 and 12, to ascertain their psychiatric symptoms at age 8, 12 and 15 Results: Bully/victims exhibit most of the psychiatric symptoms and both externalizing and internalizing behaviors are common among them. Bullies are prone to have externalizing behaviors while internalizing symptoms are more typical of victims. About two-thirds of bully-victims and bullies and half of victims have psychiatric disorders. Oppositional/conduct disorder, attention deficit disorder and depression are common among bully/-victims and bullies.. Attention deficit disorder , depression and anxiety are common among victims. The status in regard to bullying can change over years but the probability to be involved over several years exist, especially among children with psychiatric problems. Being involved in bullying and having concurrently psychiatric symptoms is also a risk factor for later criminality. Among males the probability of various kinds of criminal offending is connected to the bullying status years earlier. The risk applies to various kinds of offending, especially among bully-victims and bullies.
Conclusions: Children having bullying problems are more prone to be referred to psychiatric consultation but still a substantial number of them remain not referred for psychiatric evaluation. However, using information concerning frequent bullying during early school years as a screening method could find children at risk in having psychiatric disorders even years later. Procedures leading to early detection of children involved in bullying and having psychiatric problems are warranted in order to minimize the psychological consequences of the individuals involved as well as financial costs of the society.
References: Kumpulainen K, Räsänen E, Henttonen I. Children involved in bullying: psychiatric disturbance and the persistence of the involvement. Child Abuse and Neglect 1999, 23, 1253-1262.
Kumpulainen K, Räsänen E. Children involved in bullying at elementary school age: their psychiatric symptoms and deviance in adolescence. An epidemiological sample. Child Abuse and Neglect 2000, 24, 1567-157 |