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Chronology

 

CONGRESSI 

II semestre 2007

  Questo servizio di informazione sugli eventi ECM deve necessariamente fare i conti con l'ingente mole di eventi accreditati e, soprattutto, in fase di accreditamento per il 2007. Pertanto, abbiamo operato una selezione, forzatamente 'arbitraria', di congressi che ci sono sembrati maggiormente attinente alla formazione psicoterapica. Mano a mano che un evento sarà accreditato, verrà aggiornata la sua scheda completa del punteggio assegnatogli. Per gli eventi formativi che non compaiono nel sito ECM-sanità (http://ecm.sanita.it) verrà indicata la fonte informativa  (a fondo pagina).                                                                                           

     Per visualizzare gli eventi ECM del PRIMO SEMESTRE 2007 clicca qui

 

Per visualizzare gli eventi ECM del SECONDO SEMESTRE 2006 clicca qui

 

 

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Per visualizzare gli eventi ECM del SECONDO SEMESTRE 2005 clicca qui

 

 

 

 

 

 

Per visualizzare gli eventi ECM del PRIMO SEMESTRE 2005 clicca qui

 

Eventi ECM  SECONDO SEMESTRE 2007 in attesa di accreditamento:  
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Per visualizzare gli eventi ECM del PRIMO SEMESTRE 2004    clicca qui

 

 

  Chieti, 29.09-15.12.2007 "RIFLESSIONI SULLA PSICOPATOLOGIA ADOLESCENZIALE"; Organizz.: A.P.A. (ASSOCIAZIONE PSICOANALITICA ABRUZZESE) SCUOLA DI FORMAZIONE QUADRIENNALE IN PSICOTERAPIA PSICOANALITICA "ARARA AZZURRA" RICONOSCIUTA DAL MIUR; Info: GIUSTINOGALLIANI@LIBERO.IT segreteria@apascuola.it ; Fees= euro 60,00.

A.P.A.

Associazione Psicoanalitica Abruzzese

Istituto di Psicoterapia Psicoanalitica “Marco Levi Bianchini

 

 

Con la collaborazione della:

Cattedra di Psichiatria – Facoltà di Medicina e Chirurgia - dell’Università

“ G. D’Annunzio ” di Chieti – Pescara

Cattedra di Psicologia Clinica – Facoltà di Psicologia - dell’Università

“ G. D’Annunzio ” di Chieti – Pescara

con il patrocinio:

dell’ Ordine degli Psicologi della Regione Abruzzo

dell’ Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della provincia di Chieti

 

Seminario  ECM   Educazione Continua in Medicina

 

“RIFLESSIONI SULLA PSICOPATOLOGIA ADOLESCENZIALE”

 

CHIETI

29 SETTEMBRE, 13 OTTOBRE, 27 OTTOBRE, 24 NOVEMBRE,

01 DICEMBRE 2007, 15 DICEMBRE 2007

 

Aula Magna – Facoltà di Medicina e Chirurgia

Università “ G. D’Annunzio “ di Chieti-Pescara, Via Dei Vestini.

 

EVENTI  ECM  DA RICHIEDERE PER PSICOLOGI E MEDICI       

 

 

SABATO 29 SETTEMBRE 2007

 

Ore 08.00 –  Registrazione Partecipanti - Firma Entrata.

                                                                               

Ore 09.00 –  Chairman Giustino GALLIANI:

                                      Introduzione al tema.

                  

Ore 09.30 –   Zaira MARGIACCHI:

                      “Io odio l’adolescenza”

 

Ore 11.00 –   Coffè Break.

 

Ore 11.30 –   Discussant – Filippo Maria Ferro.

 

Ore 13.00 –  Pausa pranzo.

 

Ore 15.00 –  Chairman Filippo Maria Ferro:

                                      Introduzione al tema.

 

Ore 15.30 –  Franco DE MASI:

                    “Il pedofilo e il suo mondo interno”

                   Considerazioni teoriche e cliniche sull’analisi di un paziente.

 

Ore 17.00 –   Coffè Break.

 

Ore 17.30 –   Discussant – Guido D’INNOCENZO.

 

Ore 19.00 –   Chiusura dei lavori. Firma Uscita.

SABATO 13 OTTOBRE 2007

 

 

Ore 08.30 –  Firma Entrata.

                                                                               

Ore 09.00 –  Chairman Barbara CUPELLO CASTAGNA:

                                                Introduzione al tema.

                  

Ore 09.30 –   Antonio CIOCCA:

                      “L’approccio psicoanalitico ad anoressia e bulimia in adolescenza”

 

Ore 11.00 –   Coffè Break.

 

Ore 11.30 –   Discussant – Elsa HEIN-ALOCCO.

 

Ore 13.00 –  Pausa pranzo.

 

Ore 15.00 –  Chairman Filippo Maria Ferro:

                                      Introduzione al tema.

 

Ore 15.30 –  Gianluigi MONNIELLO:

                    “Psicopatologia dell’adolescente e suo trattamento. Teoria e clinica”

                  

Ore 17.00 –   Coffè Break.

 

Ore 17.30 –   Discussant – Raffaela ARBAN.

 

Ore 19.00 –   Chiusura dei lavori. Firma Uscita.

 

SABATO 27 OTTOBRE 2007

 

 

Ore 08.30 –  Firma Entrata.

                                                                               

Ore 09.00 –  Chairman Filippo Maria Ferro:

                                       Introduzione al tema.

                  

Ore 09.30 –   Simona ARGENTIERI:

                      “Identità di genere e nuove genitorialità”

 

Ore 11.00 –   Coffè Break.

 

Ore 11.30 –   Discussant – Maria ORLANDI SCATI.

 

Ore 13.00 –  Pausa pranzo.

 

Ore 15.00 –  Chairman Mario FULCHERI:

                                     Introduzione al tema.

 

Ore 15.30 –  Filippo Maria Ferro:

                    “La psicopatologia della bouffet”

                  

Ore 17.00 –   Coffè Break.

 

Ore 17.30 –   Discussant – Giacomo GATTI.

 

Ore 19.00 –   Chiusura dei lavori. Firma Uscita

SABATO 24 NOVEMBRE 2007

 

 

Ore 08.30 –  Firma Entrata.

                                                                               

Ore 09.00 –  Chairman Massimo BELISARIO:

                                       Introduzione al tema.

                   

Ore 09.30 –   Barbara CUPELLO CASTAGNA:

                      “Genitori di adolescenti: una riflessione sulla trasmissione transgenerazionale”

 

Ore 11.00 –   Coffè Break.

 

Ore 11.30 –   Discussant – Carla COTELLESSA.

 

Ore 13.00 –  Pausa pranzo.

 

Ore 15.00 –  Chairman Raffaela ARBAN:

                                     Introduzione al tema.

 

Ore 15.30 –  Elsa HEIN-ALOCCO:

                    “L’adolescenza: armonia e disarmonia. Perdite, riconquiste, trasformazioni”

                  

Ore 17.00 –   Coffè Break.

 

Ore 17.30 –   Discussant – Maria ORLANDI SCATI.

 

Ore 19.00 –   Chiusura dei lavori. Firma Uscita

 

SABATO 01 DICEMBRE 2007

 

 

Ore 08.30 –  Firma Entrata.

                                                                               

Ore 09.00 –  Chairman Guido D’INNOCENZO:

                                       Introduzione al tema.

                  

Ore 09.30 –   Jessica LAVEZZO:

                      “L’emergere del disagio in adolescenza”

 

Ore 11.00 –   Coffè Break.

 

Ore 11.30 –   Discussant – Filippo Maria FERRO.

 

Ore 13.00 –  Pausa pranzo.

 

Ore 15.00 –  Chairman Giuseppe CELLINI:

                                     Introduzione al tema.

 

Ore 15.30 –  Diana NORSA:

                    “L’adolescente e la famiglia nella psicodinamica dello sviluppo psicosessuale”

                  

Ore 17.00 –   Coffè Break.

 

Ore 17.30 –   Discussant – Raffaela ARBAN.

 

Ore 19.00 –   Chiusura dei lavori. Firma Uscita

SABATO 15 DICEMBRE 2007

 

 

Ore 08.30 –  Firma Entrata.

                                                                               

Ore 09.00 –  Chairman Filippo Maria FERRO:

                                       Introduzione al tema.

                  

Ore 09.30 –   A. CICCONETTI - B. SCORRANO:

                      “Casi di autolesionismo: una esperienza pratica”

 

Ore 11.00 –   Coffè Break.

 

Ore 11.30 –   Discussant – Guido D’INNOCENZO.

 

Ore 13.00 –  Pausa pranzo.

 

Ore 15.00 –  Chairman Maria ORLANDI SCATI:

                                         Introduzione al tema.

 

Ore 15.30 –  Giustino GALLIANI:

                    “Dalla richiesta d’aiuto alla psicoterapia: modello psicoanalitico di consultazione”

                  

Ore 17.00 –   Coffè Break.

 

Ore 17.30 –   Discussant – Mario FULCHERI.

 

Ore 19.00 –   Chiusura dei lavori. Questionario ECM

 

Ore 20.00 –   Firma Uscita.

 

  

Si parla di adolescenza comunemente in termini di: fase di passaggio; possibilità, o meno, di arrivare alla separatezza e all’autonomia. Spesso tutto ciò porta ad usare l’ottica dello step infanzia-pubertà, o di partire dalla definizione di un punto di arrivo: il cosiddetto “adulto”. La possibilità di pensare all’adolescenza come un’area specifica , con modalità proprie (per cui:caratteristiche, difese, prodotti mentali, comportamenti, emozioni proprie) permette di seguire un percorso di sviluppo mentale , di integrazione tra crescita mentale e cambiamento fisico, colma di scoperte e potenziali proposte. Il “ripartire da capo” dell’adolescente, può proporre al terapeuta e allo psicoanalista una serie di focalizzazioni sulle urgenze del disagio adolescenziale, obbligandolo a criteri di valutazione diversi , partendo dal concetto di ”funzionalità” di ogni decisone, scelta, agito, disagio, idiosincrasia etc. dell’ adolescente.

In quest’ottica, che ”segue”, più che fare confronti con un ipotetico obbiettivo da raggiungere,

si propongono delle giornate di studio (nel numero di 5) che si articoleranno dal 29/09/2007 al 15/12/2007, che abbiamo voluto definire “Riflessioni sulla psicopatologia adolescenziale”. Tenendo conto sia dell’interesse più strettamente terapeutico (terapia individuale e di gruppo); sia del bisogno di  linee chiare per ipotizzare un progetto corretto, riguardante i servizi che si occupano di adolescenza, si propone di dibattere dei temi attuali, direi anzi di “scottante” attualità ,cercando di toglierli dall’etichetta data loro dai media. Sarà per cui fondamentale, nell’ambito della disamina della nuova realtà delle famiglie, contestualizzare e definire in altro modo i fenomeni del bullismo, della scelta della propria identità sessuale, del malessere che sfocia in oppositività distruttiva, del diffondersi della pedofilia agita. Uno spazio particolare verrà dato alla patologia dei disturbi alimentari (anoressia / bulimia /compensazione alle frustrazioni attraverso il cibo) potendoli osservare,così si diceva più sopra, come specificità di un dato momento dello sviluppo dell’individuo. Egualmente si darà spazio all’emergere dei disturbi depressivi, cercando di dare strumenti discriminativi tra lo status di depressione volgarmente detto, e di proto-depressione, condizione questa appartenente proprio ed esclusivamente all’adolescente. Il proposito di occuparsi specificatamente  di temi spinosi e urgenti specifici dell’adolescenza, senza la presunzione di una completa esaustività, riguarda non solo i terapeuti, ma anche gli operatori dei servizi, gli insegnanti, i genitori, e la nostra storia.

 

 

  Milano, 9.10-18.12.2007 "IL LAVORO CLINICO CON GENITORI DI BAMBINI E ADOLESCENTI"; Sede: MILANO- PROVINCIA DI MILANO -VIALE PICENO 60; Info: D.LUZZATI@PROVINCIA.MILANO.IT s.galli@provincia.milano.it ; Fees= n.d.

Il lavoro clinico con genitori di bambini e adolescenti

 

Negli ultimi anni è aumentata la consapevolezza dell’importanza della relazione tra genitori e figli per la comprensione delle condizioni di disturbo evolutivo nell’infanzia e nell’adolescenza. Nuovi contributi, che vengono sia dalla Psicoanalisi, che dall’Infant Research e dalla Teoria dell’Attaccamento, hanno arricchito le basi teoriche e tecniche dell’intervento con i genitori, comportando rilevanti indicazioni per migliorare l’approccio del lavoro clinico di prevenzione e di trattamento.

In questo corso sarà messa a fuoco questa tematica in modo da mettere a disposizione degli operatori clinici del territorio un insieme aggiornato di conoscenze e riflessioni in merito sia allo sviluppo normale che allo sviluppo patologico.

Il corso si articolerà in 6 incontri della durata di quattro ore ciascuno.

Nella seconda parte di ogni incontro verrà dato ampio spazio alla discussione con i partecipanti, con la possibilità di presentare e commentare situazioni cliniche.

 

Metodologia:  prevede l’utilizzo di metodi attivi, presentazioni di casi, lezioni teoriche e discussione su materiali portati dai partecipanti.

 

DESTINATARI

Psicologi, dei servizi famiglia e tutela minori,  psichiatri, neuro psichiatri infantili.

 Numero massimo di partecipanti 22.

 

DOCENTI

Il percorso verrà realizzato in collaborazione con ApSA – Associazione per lo Studio dell’Adolescenza, che metterà a disposizione come docenti:

Enrico de Vito, Psichiatra, Psicoanalista SPI, Presidente ApSA, Presidente International Society for Adolescent Psychiatry and Psychology;

Katharina Schweizer, Psicologa, Psicoanalista Società Svizzera di Psicoanalisi, Membro ApSA;

 

ECM

Siamo in attesa delle nuove disposizioni del Ministero della Salute sulla possibilità di richiedere l’accreditamento per la figura professionale: psicologo

 

SEDE E AULA

La sede è la Provincia di Milano, viale Piceno 60, Milano (raggiungibile tramite: passante ferroviario, fermata Dateo; autobus 54, 60, 61, 62; filovia 90, 91, 92).

 

ISCRIZIONE

Per l'iscrizione è possibile iscriversi direttamente online  dal  sito  della formazione www.provincia.milano.it/sociale  , o scaricare la scheda dal sito stesso e inviarla via fax allo 02.77403293, entro  il 20 settembre 2007-

 

Coordinatore: Susanna Galli,            tel. 02.77403453,      e-mail s.galli@provincia.milano.it        

Segreteria       Maria Donatelli, tel. 02.77403135,   e-mail mc.donatelli@provincia-milano.it


 

PROGRAMMA

9 ottobre 2007

orario 9.30- 11.30

- Lo sviluppo della genitorialità dall’infanzia all’adolescenza.

- Dalla gravidanza alla costellazione materna all’essere genitori

- Problemi generali del ruolo  dei genitori nella presa in carico di   bambini e adolescenti

- L’alleanza di lavoro: concetto cardine del lavoro con i  genitori

E. de Vito e K. Schweizer

 orario 11.45 -13.30

Lavoro su casi

 

25 ottobre 2007

orario 9.30- 11.30

- Comprensione e valutazione  della relazione genitori – bambino e della genitorialità nella primissima infanzia  (1)

- Il passaggio dal bambino fantasticato al bambino reale

- Ancora della costellazione materna                                       

- Dalla totale dipendenza alla separatezza

orario 11.45 -13.30

Lavoro su casi

K. Schweizer

 

15 novembre 2007

 orario  9.30- 11.30

- Essere genitori di bambini in età scolare (2)

- Il rapporto con le istituzioni educative: minaccia o aiuto?

orario 11.45 -13.30

Lavoro su casi

K. Schweizer

  

27 novembre 2007

orario  9.30- 11.30

- La valutazione dei genitori dell’adolescente (1)

- Le relazioni di attaccamento in adolescenza

- Questioni connesse con le problematiche di separazione

orario 11.45 -13.30

Lavoro su casi

E. de Vito

 

4 dicembre 2007

orario  9.30- 11.30

- La valutazione dei genitori dell’adolescente (2)         

- Il significato della crisi in adolescenza

- Indicazioni per un lavoro di supporto alla terapia del figlio

orario 11.45 -13.30

Lavoro su casi

E. de Vito

 

18 dicembre 2007

  orario 9.30- 11.30

- Il problema delle indicazioni per un trattamento del figlio

- L’alleanza di lavoro nella fase di passaggio al trattamento

- Resistenze e fallimenti

orario 11.45 -13.00

Lavoro su casi

orario 13.00 -13.30

Prove finali ECM

E. de Vito e K. Schweizer

 

 

Coordinamento

Susanna Galli – Settore sviluppo delle professionalità

 

 

 

  Roma, 28-29.09.2007 "IL GIOVANE ADULTO: LE CARRATERISTICHE DEL PASSAGGIO MATURATIVO DALL'ADOLESCENZA ALL'ETÀ ADULTA"; Sede: ARPAD- VIA OMBRONE, 14 - 00198 ROMA; Info: arpad.nov@tiscali.it ; Fees= euro 150,00.

Seminari di aggiornamento del 28 e 29 settembre 2007

n.1065/

 

“Il Giovane Adulto : le caratteristiche del  passaggio maturativo dall’adolescenza all’età adulta”

 

Seminari di aggiornamento promossi

dall’Associazione Romana

per la Psicoterapia dell’Adolescenza

 

 

Prima giornata:

Venerdì 28 settembre -  dalle 9.00 alle 13.15

 

Il processo di soggettivazione nella diagnosi del Giovane Adulto: una tecnica di aiuto psicoanalitico

Il seminario prevede una disamina teorica del concetto di soggettivazione in psicoanalisi. Verrà posta l'attenzione alle differenze e similitudini fra adolescente e giovane adulto relativamente ai compiti evolutivi e ai cambiamenti psichici della fase evolutiva. Verranno illustrati gli aspetti psicopatologici peculiari dell'età attraverso la presentazione di casi clinici in trattamento psicoanalitico con l'attivazione della discussione con i partecipanti.

Relatore: Dott.ssa Giovanna Montinari

 

Linee d’ombra: il Giovane Adulto nella metafora del Grande Viaggio
L'autrice mette a confronto adolescenti e giovani adulti a partire dalle differenze tra due generi narrativi: quello del romanzo d'avventura  in cui il protagonista è un giovane adolescente, e quello del romanzo di formazione  in cui il protagonista è un giovane adulto.

Ambedue questi generi letterari sono accomunati dal tema iniziatico del Grande viaggio quale metafora del passaggio di fase dall'infanzia  all'adolescenza e del processo di soggettivazione che caratterizza il giovane adulto. La relazione intende esplorare l'attualità di questa metafora e il significato del Grande Viaggio nella cultura globalizzata.

Relatore: Prof.ssa Paola Carbone

 

 

 

Seconda giornata:

Sabato 29 settembre  – dalle 9.00 alle 13.30

 

Relazione introduttiva:  Il Giovane Adulto alla luce del suo trattamento

La condizione di giovane adulto sembra essere strutturalmente necessaria allo sviluppo dell'essere umano. Essa va distinta sia dall'adolescenza sia dallo stato adulto. Vengono segnalate alcune caratteristiche che definiscono il giovane adulto e la sua economia psichica, caratteristiche che lo rendono più adeguato al lavoro analitico ma anche più impermeabile all'holding soggettivante, così importante nella cura dell'adolescente. Il materiale clinico illustra le complessità e alcune peculiarità a cui il giovane adulto convoca la mente dell'analista.

Relatore: Dott. Monniello

 

 
La differenziazione in adolescenza

Il lavoro si propone di mettere in evidenza i principali aspetti specifici dell’approccio psicoanalitico ai problemi dell’adolescenza che lo differenziano dall’approccio ai problemi dell’infanzia da un lato, e da quelli dell’età adulta dall’altro. L’attenzione viene rivolta per esempio al passaggio processuale della pubertà e a quello tra la tarda adolescenza e gli albori dell’età adulta.

Relatore: Dott. Piergiorgio Laniso

 

Programma:

Ore 9.00 – 11.00:   Lettura del lavoro

Ore 11.00 – 11.15:  Intervallo

Ore 11.15 – 13.15:   Lettura del lavoro

Ore 13.15-13.30: Questionario 

 

 

  Milano, 4.10-13.12.2007 "LO STRUTTURARSI DEL SÉ INDIVIDUALE E DEL SÉ GRUPPALE CON LE RICADUTE NELLA PRATICA CLINICA E NEL TESSUTO SOCIALE"; Sede:CENTRO MILANESE DI PSICOANALISI - VIA CORRIDONI 38, 20122 MILANO Info: cmp.spi@fastwebnet.it  ; Fees= euro 300,00.

Lo Strutturarsi del Sé individuale e del Sé gruppale  con  le ricadute nella pratica clinica e nel tessuto sociale.  (CMP, 2007-2)

 

PROGRAMMA E ABSTRACT:

 

DATA:  4  ottobre 2007 – giovedì (1)
Titolo: Il  pifferaio magico

 

Ore: 21.00-22.30
Tipo:
B - Serie di relazioni su tema preordinato
Docenti
: Eugenio Gaburri

 

Abstract:  Il relatore intende collegare il tema dell’onnipotenza e dei limiti dell’individuo con le inevitabili reazioni difensive alle angosce arcaiche attivate dall’ambiente;come guida metaforica per esemplificare il suo pensiero utilizza la favola de “Il Pifferaio Magico”di Robert Browing.

La favola  descrive una particolare forma  di patologia del gruppo:la delega. Tale delega sembra appoggiata sull’angoscia suscitata dal conflitto edipico,ma in effetti sposta la questione  a un livello più regressivo,gruppale. La conflittualità edipica  viene infatti trasposta in una conflittualità tra generazioni che ne esaspera la portata catastrofica. L’espiazione finale ,formalmente conseguenza della colpa per l’avidità dei cittadini (i succulenti pranzi pagati con il denaro sottratto al Pifferaio) si collega allora con la stessa premessa della fiaba :l’angoscia per l’impulso infanticida. Sbarazzandosi dei topi-bambini scomparirà l’angoscia generazionale diffusa dal conflitto. La “promessa delirante”di abolizione dell’angoscia , realizzata attraverso la delega ,non comporta responsabilità su quanto è avvenuto;così la soluzione magica del conflitto,risolto dall’onnipotenza del Pifferaio, esita in un’appropriazione altrettanto magica di potere.

 

Ore: 22.30-23.30

Tipo: D - Confronto/dibattito tra pubblico ed esperto/i guidato da un conduttore ("l'esperto risponde")

Discussant: : Claudia Peregrini

 

Abstract: Dibattito intorno agli argomenti trattati nella relazione precedente

Ore: 23.30-24.00

Alle 23.30 distribuzione questionario di valutazione apprendimento ai partecipanti, che dovranno compilarlo e restituirlo entro le 24.00


***


DATA: 11 ottobre 2007
– giovedì (2)
Titolo: Le illusioni del pensiero


Ore
: 21.00-22.30

Tipo: B - Serie di relazioni su tema preordinato

Docenti: Lucio Russo

 

Abstract: A partire dalla sua lunga esperienza clinica, il relatore  ipotizza che esistano nella mente umana due versioni di immaginario, l'una genera immagini vive, l'altra immagini morte. Le due versioni dell'immaginario riguardano - come afferma Blanchot - il "doppio senso iniziale introdotto dalla potenza del negativo e dal fatto che la morte da un lato è il lavoro della verità nel mondo, dall'altro la perpetuità di ciò che non tollera né inizio né fine (...)". Le due possibilità della potenza negativa dell'immagine, la conoscenza della morte e l'orrore della morte, segnalano il duplice destino dell'illusione: la follia privata che si trasforma in passione della conoscenza e la psicosi che si chiude nella passione dell'indifferenza. Le due possibilità permangono l'una accanto all'altra ambiguamente nella profondità dell'essere. Lucio Russo illustrerà come è nata nella sua mente l'ipotesi sulle potenzialità e sui limiti dell'illusione nella formazione del pensiero

 

 

Ore: 22.30-23.30

Tipo: D - Confronto/dibattito tra pubblico ed esperto/i guidato da un conduttore ("l'esperto risponde")

Discussant: : Franceso Barale

 

Abstract: Dibattito intorno agli argomenti trattati nella relazione precedente

Ore: 23.30-24.00

Alle 23.30 distribuzione questionario di valutazione apprendimento ai partecipanti, che dovranno compilarlo e restituirlo entro le 24.00


***

DATA: 17 ottobre 2007 - mercoledì (3)

Titolo: Dai procedimenti autocalmanti alla creatività

 

Ore: 21.00-22.30
Tipo: B - Serie di relazioni su tema preordinato
Docenti: Rita Manfredi


Abstract
: In questo lavoro si vuole evidenziare la differenza fra Procedimenti autocalmanti, autoerotismo e atti compulsivi creativi. Mostrare come attraverso piccole, ma continue modificazioni la ripetizione permette e favorisce il lavoro del lutto e la possibilità di affrontare sentimenti e ricordi traumatici. E’ proprio nella capacità di raccogliere questi segnali che l’evoluzione del Paziente viene colta. L’attitudine creativa dell’Analista permetterà al Paziente di scoprire il vuoto dentro di lui, uscire dalla ripetizione che aveva fatto provare al terapeuta un sentimento mortifero e rilanciare così un movimento vitale

 

Ore: 22.30-23.30

Tipo: D - Confronto/dibattito tra pubblico ed esperto/i guidato da un conduttore ("l'esperto risponde")

Discussant: Patrizia Gammaro Moroni

 

Abstract: Dibattito intorno agli argomenti trattati nella relazione precedente

 

Ore: 23.30-24.00

Alle 23.30 distribuzione questionario di valutazione apprendimento ai partecipanti, che dovranno compilarlo e restituirlo entro le 24.00

 

Ore: 23.30-24.00

Alle 23.30 distribuzione questionario di valutazione apprendimento ai partecipanti, che dovranno compilarlo e restituirlo entro le 24.00

 

 

***

 

 

DATA: 19 ottobre  2007 – venerdì (4)
Titolo: Trauma, Vergogna e Narcisismo

Ore: 21.00-22.30
Tipo: B - Serie di relazioni su tema preordinato
Docenti: Benjamin Kilborne 

 

Abstract: Lo psicoanalista Benjamin Kilborne osserva il modo in cui l’individuo controlla I' "apparire" come tentativo di gestire e farsi carico dei propri sentimenti. Sostenendo che la psicologia dell' "apparire" non è stata analizzata adeguatamente, Kilborne porterà esempi presi dalla letteratura e dalla propria esperienza clinica per indicare nella vergogna e nell' "apparire" paure centrali sia nella letteratura che nella vita, e descriverà come la vergogna e I' "apparire" possano generare non solo il desiderio ma anche la paura di scomparire.

Presenterà in particolare un caso clinico ( grave  paziente tossicomane di 24 anni ) in cui metterà in relazione il trauma con le difese e le ferite narcisistiche. Descriverà la situazione  terapeutica attraverso cui cerca di contenere l’incalcolabile sofferenza  e angoscia dei pazienti narcisistici e la loro disperazione per il fallimento delle relazioni affettive. B. Kilborne vuole mettere il luce la tragedia umana vissuta nella situazione analitica e le difficoltà del terapeuta a farvi fronte.

 

 

Ore: 22.30-23.30

Tipo: D - Confronto/dibattito tra pubblico ed esperto/i guidato da un conduttore ("l'esperto risponde")

Discussant: Paola Capozzi

 

Abstract: Dibattito intorno agli argomenti trattati nella relazione precedente

 

Ore: 23.30-24.00

Alle 23.30 distribuzione questionario di valutazione apprendimento ai partecipanti, che dovranno compilarlo e restituirlo entro le 24.00

 

***


DATA:
25 ottobre 2007 giovedì (5)
Titolo: Il Sistema Protomentale

Ore: 21.00-22.30
Tipo: B - Serie di relazioni su tema preordinato
Docenti: Antonio Imbasciati


Abstract:

La psicoanalisi poté avere successo, non semplicemente per il suo valore clinico — curare sindromi allora inspiegabili e ritenute incurabili —, e neppure per il suo metodo, giudicato allora “assai strano” e non scientifico, ma per la teoria che Freud elaborò per spiegare le origini e il funzionamento della mente: la teoria energetico-pulsionale. I concetti che Freud vi pose alla base (istinto, pulsioni, energia, scarica, omeostasi, principio economico) ricalcavano i principi scientifici e le scoperte della neurofisiologia e della termodinamica di quel tempo, e diedero alla psicoanalisi una veste scientifica consona all’epoca. Il metodo di Freud ha fondato una scienza ed è tuttora valido e ulteriormente sviluppato: molte delle scoperte rese possibili da questo metodo sono oggi universalmente riconosciute. Ma l’impianto teorico energetico in cui egli le collocò è oggi criticato in quanto in contrasto con quanto ci dicono oggi le neuroscienze. Ciò malgrado tutt’oggi accade che si identifichi la psicoanalisi con la teoria energetica di Freud, talora anche in ambienti scientifici, con non poco danno per una proficua integrazione delle varie scienze della mente. Una ragione di tale persistenza può essere individuata nel fatto che gli studiosi di psicoanalisi hanno sviluppato la loro scienza in un relativo isolamento rispetto agli sviluppi delle altre scienze psicologiche, ricambiato, da parte di queste, con un misconoscimento degli sviluppi post-freudiani e l’idea riduzionistica che la psicoanalisi oggi sia ancora quella di Freud. Ciò ha nuociuto ad entrambe le parti. In ambito psicoanalitico, pur dando un valore clinico alla Metapsicologia, se ne è ignorato l’intento esplicativo con cui Freud la “inventò” e pertanto le ipotesi psicofisiologiche che la sostenevano. Gli sviluppi psicoanalitici più originali, che contenevano concezioni diverse, hanno proposto modelli differenti, ma non hanno delineato una chiara teoria alternativa, con un potere esplicativo condiviso analogo a quello che ebbero a suo tempo la Teoria energetico-pulsionale e la Metapsicologia.

Il relatore tenta di confrontare di confrontare la psicoanalisi con le altre scienze della mente, in particolare con la psicologia sperimentale, gli studi sulla mente neonatale, le scuole cognitivo-comportamentali e in genere le neuroscienze attuali. Il risultato prospettato è una teoria esplicativa dello sviluppo (del costruirsi) della mente e del suo funzionamento, in accordo con la clinica psicoanalitica e al contempo con quanto oggi ci dicono altre e differenti scienze della mente. La teoria che viene esposta – Teoria del Protomentale -, usufruendo sia dei modelli teorici di Bion sia dei contributi delle Scuole cognitiviste, spiega la mente e le sue origini in termini di apprendimenti (a cominciare da quelli fetali) guidati dalla relazionalità, e di progressiva costruzione di memorie funzionali implicite. Questa teoria pertanto si propone come una nuova Metapsicologia.

 

 

Ore: 22.30-23.30

Tipo: D - Confronto/dibattito tra pubblico ed esperto/i guidato da un conduttore ("l'esperto risponde")

Discussant: Patrizia Gammaro Moroni

 

Abstract: Dibattito intorno agli argomenti trattati nella relazione precedente

 

Ore: 23.30-24.00

Alle 23.30 distribuzione questionario di valutazione apprendimento ai partecipanti, che dovranno compilarlo e restituirlo entro le 24.00

 

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DATA9 novembre  2007 - venerdì (6)
Titolo: La vitalità degli oggetti nel pensiero di  Bollas.

Ore: 21.00-23.30
Tipo: B - Serie di relazioni su tema preordinato
Docenti: Paola Capozzi,  Giuseppina Antinucci


Abstract:
Il seminario consisterà nel commentare ed esplorare i legami forgiati da Bollas fra arti, scienze sociali e discipline umanistiche nel corso di due decenni.     Legami, questi, che non dovrebbero sorprendere, visto che Bollas mostra la medesima disinvoltura nel trattare o elaborare un concetto psicoanalitico nel contesto, ad esempio, degli scritti di Melanie Klein o Jacques Lacan, e nell’esplorare o ripensare i dipinti di Willem DeKooning, un romanzo di Herman Melville o la poesia di Sylvia Plath.          Nel corso degli anni, Bollas si è sentito chiedere spesso se si ritenesse essenzialista o postmoderno, positivista o funzionalista. C’è chi, erroneamente, lo ha definito ‘relazionale’ o ‘intersoggettivo’. È un kantiano, o un platonico? Ma poiché il suo lavoro non è riducibile a nessuna delle categorie tradizionali, è utile tenere presente il pluralismo psicoanalitico di Bollas, mediato dalla prospettiva clinica e dalla sua sensibilità per gli oggetti che popolano i nostri ambienti culturali e generazionali inconsci. Bollas, con un’affermazione che precede di molto la sua acclamata monografia Hysteria, riporti già l’attenzione alle dimensioni freudiane dello psicosessuale. Ed è lì, nelle primissime epifanie sessuali, che si individua il trauma comune che sancisce la fine di ogni innocenza umana e che, per usare un termine lacaniano caro a Bollas, ispira l’inizio della nostra jouissance.

 

Ore: 23.30-24.00

Alle 23.30 distribuzione questionario di valutazione apprendimento ai partecipanti, che dovranno compilarlo e restituirlo entro le 24.00

 

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DATA 16 novembre – venerdì (7)
Titolo: Per un più ampio concetto di Nachträglichkeit: ‘Terrore del crollo’ e costruzione

 

Ore: 21.00-22.30
Tipo: B - Serie di relazioni su tema preordinato
Docenti: Faimberg Haydée

 

Abstract:    La relatrice rifletterà su un concetto sovversivo di tempo e causalità.  Sua convinzione è che la nozione  di Nachträglichkeit sovverta il senso comune del concetto di temporalità.

In una Conferenza tenuta a Parigi (1998) sul Dialogo Intraculturale e Interculturale,  stabilì, per la prima volta, un nesso  teorico,  cioè che “La Paura del Crollo” di Winnicott (1974) sia una più ampia concettualizzazione di Nachträglichkeit (Faimberg 1998).

Il rivisitare questa idea permetterà  ancora una volta  di capire meglio la natura dell’efficacia della psicoanalisi.

La relatrice spiegherà la ragione per cui ritiene che questo concetto ampliato di Nachträglichkeit  non sia  solamente pertinente, ma rimanga anche fedele al concetto freudiano di temporalità psichica;  sebbene, come si vedrà, questo concetto più ampio non sia  stato formulato come tale da Freud, mentre parlava di Nachträglichkeit

Si spiegherà anche perchè  una più ampia concettualizzazione sia necessaria per capire come il concetto di Nachträglichkeit sia l’origine di un particolare modo d’interpretazione che Freud chiamò costruzione/ricostruzione (Freud 1937)

 

Ore: 22.30-23.30

Tipo: D - Confronto/dibattito tra pubblico ed esperto/i guidato da un conduttore ("l'esperto risponde")

Discussant: Giuseppe Civitarese

 

Abstract: Dibattito intorno agli argomenti trattati nella relazione precedente

 

 

Ore: 23.30-24.00

Alle 23.30 distribuzione questionario di valutazione apprendimento ai partecipanti, che dovranno compilarlo e restituirlo entro le 24.00

 

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DATA:  17 novembre 2007 – sabato (8)
Titolo
: Conversazione sul pensiero di Bleger

 

Ore: 9.30-12.30
Tipo: B - Serie di relazioni su tema preordinato
Docenti: Ambrosiano, Faimberg, Oberti


Abstract: Indifferenza e duplicità caratterizzano la posizione ambigua e la personalità ambigua.  Josè Bleger  mette in luce la parte indifferenziata della mente ,che contiene affetti incompatibili ed opposti,senza conflitto. Il nucleo ambiguo viene depositato su un oggetto,che in origine è l’oggetto materno ma poi si estende all’ambiente  e alle relazioni con la famiglia,con il partner,con la religione,con la società.

 

Ore: 12.30-13.00

Alle 12.30 distribuzione questionario di valutazione apprendimento ai partecipanti, che dovranno compilarlo e restituirlo entro le 13.00

 

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DATA: 29 novembre 2007 – giovedì (9)
Titolo: Il concetto di operazione "inconscia" della grammatica generativa

Ore: 21.00-22.30
Tipo: B - Serie di relazioni su tema preordinato
Docenti: Carlo Cecchetto

 

Abstract:  Mentre la concezione tradizionale di grammatica di una lingua la concepisce come un insieme di regole che il parlante apprende per imitazione o perché riceve un insegnamento esplicito in tal senso, la concezione di grammatica della linguistica generativa (la tradizione di ricerca che fa riferimento al lavoro di Noam Chomsky) parla di conoscenze grammaticali inconsce.

In questa relazione si discuterà in che senso il concetto di operazione inconscia della linguistica generativa può essere avvicinato alla nozione di inconscio della tradizione freudiana.

 

Ore: 22.30-23.30

Tipo: D - Confronto/dibattito tra pubblico ed esperto/i guidato da un conduttore ("l'esperto risponde")

Discussant: Pietro Rizzi

 

Abstract: Dibattito intorno agli argomenti trattati nella relazione precedente

 

Ore: 23.30-24.00

Alle 23.30 distribuzione questionario di valutazione apprendimento ai partecipanti, che dovranno compilarlo e restituirlo entro le 24.00

 

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DATA: 13 dicembre 2007 - giovedì (10)
Titolo: Edipo: un’adozione fallita ?

 

Ore: 21.00-22.30
Tipo: B - Serie di relazioni su tema preordinato
Docenti: Gilda De Simone

Abstract: La riflessione psicoanalitica si interroga da sempre, a partire dal mito classico  di Edipo, sulla questione delle origini e sulla fondazione della soggettività nel legame tra le generazioni.

A partire da una riflessione sul significato fondante per la psicoanalisi delle due famiglie di Edipo, quella naturale, di Tebe e quella adottiva, di Corinto, si cerca di comprendere il significato inconscio dei legami parentali di Edipo e del loro intrecciarsi inconscio nelle relazioni successive.

 

Ore: 22.30-23.30

Tipo: D - Confronto/dibattito tra pubblico ed esperto/i guidato da un conduttore ("l'esperto risponde")

Discussant: Cristina Saottini

 

Abstract: Dibattito intorno agli argomenti trattati nella relazione precedente

 

Ore: 23.30-24.00

Alle 23.30 distribuzione questionario di valutazione apprendimento ai partecipanti, che dovranno compilarlo e restituirlo entro le 24.00

 

 

 

 

 

  Bari, 28.09.2007 "LO PSICODRAMMA ANALITICO NELLE ISTITUZIONI"; Sede: A.C.BOREA- VIA V.EMANUELE, 18- BARI; Info: annalisa.scepi@tiscalinet.it  Fees= n.d.

La Società Italiana di Psicodramma Analitico (Membro COIRAG )

In collaborazione con la scuola COIRAG - sede di Bari-

Organizza il Convegno

Lo Psicodramma Analitico nelle Istituzioni

Istituto A. C. Borea- Piazza Garibaldi,18 – Bari -

28settembre 2007

Programma

Ore 9.00 – Apertura dei lavori e registrazione dei partecipanti

Maria Fedele – moderatrice

Psicoterapeuta- Didatta Sipsa e Responsabile Training Sipsa

Interventi:              ore 9.30 – 11.30

“ Una esperienza di psicodramma analitico all’interno di un centro di consultazione universitaria “

Cecilia Giovine – Psicoterapeuta e Didatta Sipsa    

“Il tempo dell’istituzione e il tempo dell’inconscio”                           

Antonia Guarini – Psicoterapeuta – Didatta Sipsa e Direttore sede Coirag – Bari-

“Una esperienza di psicodramma analitico in un Centro di Salute Mentale”

Luigi Miscioscia Psicoterapeuta – Didatta Sipsa e Docente scuola Coirag

Ore 11.30 – Pausa Caffè                                     ore 11.45 – Ripresa lavori           Dibattito e domande ai relatori

Ore 13.00 – Pausa pranzo                                       ore 15.00 – Ripresa lavori

Gruppi di psicodramma analitico

Primo gruppo     ore 15.00 – 16.30

Conduttori Maria Fedele e M. Giovanna Causarano

Secondo gruppo

Conduttori Giovanna Lorusso e M. Novella Basile

Ore 16.30-16.45  Pausa Caffè                               Ore 16.45-17.30 Tavola rotonda – moderatore Luigi Miscioscia

Ore 17.30- 18.00  Compilazione questionario ECM

Il Convegno è rivolto a Psicologi e Psicoterapeuti                    E’ stato chiesto l’accreditamento ECM per n. 40 psicologi

L’iscrizione è gratuita per un massimo di 60 partecipanti e deve pervenire entro il 15 settembre 2007

Per informazioni ed iscrizioni

D’Onghia Miriana    Tel.3288468655   e-mail    mirianad’onghia@tiscali.it                      dalle ore 18.00 alle 20.00

Rizzo Antonella       tel. 3393568646   e-mail    altea7822@libero.it                                 dalle ore 18.00 alle 20.00                             

 

 

  Novara, 29.09.2007 "STRUTTURAZIONE DEL SÈ E SOFFERENZA MENTALE"; Sede:AZIENDA OSPEDALIERA MAGGIORE DELLA CARITÀ ; Info: OSRU.FORMAZIONE@MAGGIOREOSP.NOVARA.IT

z.g@libero.it  Fees= n.d.

ABSTRACT

 

 

Paolo Viana: La psicoterapia con il paziente con esperienze  primarie di deprivazione e di intrusività

 

Il lavoro vuole mettere in luce le difficoltà del percorso terapeutico con pazienti che nel loro passato hanno dovuto subire il trauma di un ambiente pesantemente deprivante ed intrusivo, pazienti che sono stati degli “spoilt children”, cioè bambini non riconosciuti e rispettati dai genitori nella loro esistenza psichica ed affettiva, bambini in cui non solo venivano proiettati esigenze, bisogni e desideri altrui ma dai quali spesso venivano estratte aree di espressività ed esistenza.

L’autore, attraverso l’esposizione di un caso clinico, vuol mettere in luce tutta una serie di problematiche transferali e controtransferali che emergono nella relazione terapeutica durante un percorso inevitabilmente  lungo, difficile, a volte estenuante per entrambi.

Di fatto, con persone così pesantemente traumatizzate , il lavoro psicoterapeutico è irto di difficoltà proprio perché volto a ricostruire in questi soggetti, per i quali la relazione è stata spesso fonte di una sofferenza insopportabile, la fiducia in un oggetto che non sia, come in origine, non disponibile, deprivante, intrusivo, ma un oggetto che sappia finalmente accogliere, attraverso la condivisione e la reverie, tutta una serie di primitive esperienze emotive (identificazioni proiettive- protoemozioni- elementi beta) che, elaborate da una funzione alfa adeguata, acquisiscano senso e pensabilità, potendo in tal modo essere restituiti al paziente ed essere reintegrati.

 

 

 

Enza Laurora: Sofferenze del Sè: fattori terapeutici in psicoterapia psicoanalitica.

 

A partire da una disamina delle tappe fondamentali dello sviluppo psichico, il lavoro è centrato sulla strutturazione delle sofferenze di base della vita mentale inerenti ad un carente o distorto sviluppo del Sè. In particolare, attraverso svariate esemplificazioni cliniche , l'attenzione è posta sui fattori terapeutici, quali la trasformazione, attraverso il gioco del transfert-controtransfert, dei modelli relazionali impliciti legati alle sofferenze del Sè e il significato particolare assunto dal setting e dalle sue modulazioni nel corso del trattamento.

 

 

 

Rita Manfredi: Il valore economico del dolore

 

L’Autrice, dopo aver evidenziato le differenze fra dolore – sofferenza – angoscia, si interroga sulla possibilità che il dolore possa assumere un valore positivo per l’economia psichica dell’individuo in situazioni di gravi disorganizzazioni psicosomatiche. Con l’ausilio di due vignette cliniche cercherà di mostrare come il dolore, ad esclusione di quello che crea un piacere puramente masochistico, possa rappresentare una piattaforma dalla quale il processo di mentalizzazione e quindi di riorganizzazione della psiche possa partire.

 

 

 

 

  Alessandria, 20.10.2007 "VIVERE LE EMOZIONI, EVITARE LE EMOZIONI - DIALOGO CON ANTONINO FERRO"; Sede: ALESSANDRIA C/O LICEO SCIENTIFICO G.GALILEI SPALTO BORGOGLIO 49; Info:esterferrando@tiscali.it ANNALISA.SCEPI@TISCALINET.IT  Fees= euro 60,00.

 

 

 

  Milano, 27.10-15.12.2007 "Nuove forme del disagio psichico"; Sede:CART - VIA MONTEPULCIANO, 13; Info:cartconvegni@fastwebnet.it CARTONLUS@LIBERO.IT; Fees= euro 540,00.

CENTRO DI PSICOTERAPIA

CENTRO STUDI

Presidente: Carlo Zucca Alessandrelli

 

Master

 

Nuove forme del disagio psichico

 

Nell’ambito delle ricerche del Centro Studi su Narcisismo, Dipendenza e Distanza nelle patologie delle addiction e sul GRF (Gruppo per la Ripresa delle Funzioni), il CART propone un Master teorico-clinico sui nuovi orientamenti in psicoterapia psicoanalitica.

E’un momento formativo  finalizzato all’apprendimento di teorie e tecniche utili per rispondere in modo più efficace alle nuove patologie.

Queste richiedono, infatti, capacità diagnostiche e terapeutiche articolate e complesse che siano in grado di valorizzare la tradizione psicoanalitica e la sua integrazione con le recenti acquisizioni della ricerca, nei suoi sviluppi teorici e clinici. Le nuove manifestazioni del disagio psichico, quali ad esempio l’addiction, non sono più classificabili e trattabili secondo la nosografia classica, ma richiedono nuove forme di ascolto e di relazione terapeutica.

 

 

 

 

 

Via Montepulciano 13 – 20124 Milano

Tel/fax 02.67490241 Fax 02.99987364

e-mail: cartconvegni@fastweb.it

 

Il Master, che si terrà presso la sede del Cart, è organizzato in due moduli. Nel primo sarà promosso l’approfondimento dei mutamenti diagnostici e nosografici più importanti degli ultimi anni, a partire dalla valenza attribuita al senso di Sé e dall’attenzione riservata alla lacuna narcisistica come denominatore comune a tutte le patologie. Nel secondo modulo verranno presentate le più recenti strategie di intervento a termine efficaci nel sostegno e nello sviluppo del fragile assetto narcisistico di base, con riferimento conclusivo al Gruppo per la Ripresa delle Funzioni, ideato da Carlo Zucca Alessandrelli e da anni sperimentato nella sua validità in diversi ambiti clinici.

E’ rivolto preferibilmente a psicoterapeuti con esperienza clinica sia individuale che di gruppo, interessati ad apprendere nuovi modelli operativi nel campo delle patologie del narcisismo e della dipendenza, in particolare dell’ addiction.

Il numero massimo di partecipanti è di 20, selezionati secondo il livello di esperienza, valutato in base ad un curriculum e ad un colloquio di presentazione.

Per ulteriori informazioni telefonare allo 02.67490241 e per iscriversi inviare la scheda di iscrizione con allegato il proprio curriculum a: cartconvegni@fastwebnet.it.

E’ prevista la possibilità di partecipazione al solo primo o ad entrambi i moduli mentre non è possibile l’iscrizione al solo secondo.

La quota per il Master è di 450 euro (+IVA) per il primo modulo formativo e di 1000 euro (+IVA) per entrambi, da versare entro il 15 settembre 2007 da parte di coloro che hanno superato la selezione.

Il pagamento può essere effettuato tramite bonifico bancario intestato a Cart Onlus Banca Intesa BCI, ag. 9 c/c 282451/11 cab 9465 abi 03069, oppure con assegno bancario intestato a Cart Onlus e da inviare presso la sede Cart. 

 

 

Verrà inoltrata la richiesta di accreditamento ECM

 

Modulo A: La tradizione e i nuovi orientamenti

 

    SABATO: 6 ottobre 2007

 

9,30–13,30: Gli sviluppi della psicoanalisi nella società post moderna. Antiche e nuove forme di sofferenza. La nosografia psichiatrica attuale. I possibili incontri e le incompatibilità con il paradigma psicoanalitico.                     

CARLO ZUCCA ALESSANDRELLI e ANDREA GIANNELLI

 

    SABATO:  10 novembre 2007

 

9,30–13,30: La formazione dell’apparato psichico nella relazione. La centralità del Sé e dello sviluppo narcisistico e la conflittualità relazionale. Il Sé e la relazione con l’Es, l’Io, il Super Io e l’Ideale dell’Io

NADIA FINA e DOMENICO MUSICCO

 

    SABATO:  24 novembre 2007

 

9,30–13,30: La relazione di dipendenza patologica nel corso della crescita: il Sé fragile, il Sé grandioso. La vulnerabilità, l’eccitamento, la vergogna, la permalosità, la fame d’oggetto e la relazione d’oggetto

FULVIO TAGLIAGAMBE e GIANNI PUCCI

 

SABATO:  15 dicembre 2007

 

9,30 – 13,30: La presa in carico multipla, fasi terapeutiche e timing. La consultazione e la costruzione di un progetto terapeutico: dalla lettura pulsionale alla visione relazionale: un processo di integrazione

 

NICOLETTA JACOBONE e RUGGERO MASSARDI

    

  Brescia, 24.11.2007 "AVERE IN MENTE IL CERVELLLO - L'INFLUENZA DELLE NEUROSCIENZE NELLA PSICOANALISI CLINICA." Sede:BRESCIA - VIA F.LLI FOLONARI 20 - SALONE BUOZZI ; Info: ELLISSE.BRESCIA@VIRGILIO.IT Fees= euro 108,00.

Programma della  giornata

 

“Avere in mente il cervello” L’influenza delle  Neuroscienze nel contesto della  Psicoanalisi Clinica

 

Seminario Teorico-Clinico con la Dott.ssa Maria Ponsi - Psicoanalista Spi

Sabato  24  Novembre  2007   Brescia   Via F.lli Folonari 20

 

 

Le recenti acquisizioni della ricerca neurobiologica e neurocognitiva hanno messo in moto, in vasti settori della comunità psicoanalitica, un riesame dell’apparato concettuale e teorico su cui si fonda la psicoanalisi. La conseguente apertura di ponti fra le neuroscienze e la psicoanalisi, ad esempio attraverso le scoperte della biologia molecolare della memoria di Kandel o dei “neuroni specchio” di Rizzolati e Gallese, ha alimentato un dibattito sulla rilevanza che tali acquisizioni possono avere per la teoria della psicoanalisi e per l’attività clinica. Ci chiediamo dunque in che misura cambi l’agire clinico alla luce delle nuove concezioni del funzionamento mentale fornite dalle neuroscienze e in che modo ne venga influenzato l’ascolto dei pazienti. Sarà possibile, in un futuro non lontano, parlare di una neuro-scienza della psicoterapia  o di una psicoterapia neuro-biologicamente informata ?

 

Programma della  giornata

Mattino     9.00 – 12.30

Ore 9.00  -  9.30:  Registrazione e iscrizioni

Ore  9.30 - 12.30: Relazione e discussione in gruppo

Pomeriggio    14.00 – 18.00

Ore 14.00- 17.30: Presentazione e Discussione di casi clinici

Ore 17.30- 18.00: Espletamento procedure ECM

 

 

Sintesi dell’intervento della Dott.ssa Maria Ponsi.

 

I grandi progressi avvenuti negli ultimi decenni nelle neuroscienze (basti pensare alle conoscenze sui sistemi della memoria o a quelle sui neuroni specchio) insieme allo sviluppo delle tecnologie di indagine sul cervello pongono oggi alla psicoanalisi un quesito non nuovo, ma certamente più impegnativo che nel passato: si deve procedere a un lavoro di integrazione fra le conoscenze prodotte nei rispettivi ambiti disciplinari oppure bisogna salvaguardare l’autonomia della psicoanalisi, essendo i suoi metodi di ricerca e di produzione teorica radicalmente diversi da quelli delle altre discipline che studiano la mente e il cervello?

 

Sono sempre più vasti i settori della comunità psicoanalitica che sono interessati a mettere a confronto le proprie concettualizzazioni con i dati e le ipotesi esplicative prodotte nelle discipline affini. Da questo dialogo interdisciplinare emergono contributi utili al dibattito, da tempo in corso nella psicoanalisi, sul proprio statuto epistemologico.

 

Sui ponti che collegano sempre più stabilmente psicoanalisi e neuroscienze transitano concezioni condivise dello sviluppo mentale, del funzionamento delle emozioni e delle attività cognitive, nonché formulazioni dei  cambiamenti indotti dalla psicoterapia in termini di modificazioni cerebrali.

Non si può dire, tuttavia, che da questa area di dialogo interdisciplinare siano a tutt’oggi emerse anche indicazioni utilizzabili nel contesto clinico. Tuttavia, man mano che si sviluppa e si approfondisce l’integrazione fra conoscenze neuroscientifiche e conoscenze psicodinamiche è inevitabile che venga anche a definirsi un modello clinico congruo con questi presupposti. E’ insomma plausibile che, in un futuro non lontano, prendano forma una psicoterapia neuro-biologicamente informata e una neuro-scienza della psicoterapia.

 

 

  Torino, 20.10.2007 "SOGGETTI AL TEMPO DELLE PRECARIETÀ"; Sede: TORINO, HOTEL NH S. STEFANO, VIA PORTA PALATINA 19; Info:convegno@cepsi.it INFO@CEPSI.IT ; Fees= euro 50,00.

Programma

 

  9.00    accoglienza

 

  9.15    Egemonia dell’oggetto di consumo: effetti sul soggetto

            Maria Bolgiani, Mercedes De Francisco, Sergio Caretto           

 

11.15    pausa

 

11.30    Esplosioni di violenza ed evaporazione della legge

            Gian Francesco Arzente, Paola Bolgiani, Christine Le Boulengé

 

13.30    pausa pranzo

 

14.30    Sintomi di precarietà

            Silvia Morrone, Maria Laura Tkach                                         

 

16.00    Tra procedure e format, quale legame per i soggetti?

            Monica Gargano, Massimo Termini                  

 

17.30    Verifica dell’apprendimento con prova scritta

             

 

 

 

 

  Padova, 27.10-15.12.2007 CORSO DI AGGIORNAMENTO E APPROFONDIMENTO SULLA PSICOTERAPIA INTENSIVA DINAMICA BREVE ; Sede: CISSPAT PIAZZA DE GASPERI 41-35131 PADOVA ; Info: info@cisspat.edu Fees= euro 390,00.

Corso di aggiornamento e approfondimento sulla

Psicoterapia Intensiva Dinamica Breve

 

Presso il C.I.S.S.P.A.T. di Padova

 

 

 

Orario: dalle 8.30 alle 19.30 – N. 3 incontri, 10 ore ad incontro per Tot. 30 ore.

 

MATTINA : 8.30 inizio lezione, 10.30 -10.45 coffe break, 13.30. fine lezione, pausa pranzo.

POMERIGGIO : 14.00 inizio lezione, 16.45 -17.00 coffe break, 19.30. fine lezione.

 

Docente:  Dott. Leone Baruh – Psicologo e Psicoterapeuta.

 

PRIMO INCONTRO : 27 Ottobre 2007

 

08.30 - 10.30:

Storia essenziale delle psicoterapie dinamiche brevi: Freud; Ferenczi; Alexander; Mann; Malan; Sifneos; Davanloo.

                             

10.30 – 10.45 : coffe break

 

10.45 - 13.30 :     

Storia ed evoluzione della psicoterapia intensiva dinamica breve.

 

 13.30- 14.00 pausa pranzo

 

14.00-16.45:

Esemplificazione dei principali concetti sviluppati durante la mattinata tramite visione di videotapes.

 

16.45-17.00 coffe break

 

17.00-19.30:

Presentazione al gruppo di un caso clinico con supervisione secondo i parametri della psicoterapia intensiva dinamica breve.

 

 

SECONDO INCONTRO : 17 Novembre 2007

 

08.30 - 10.30:

Il triangolo del conflitto di Ezriel (1952)

 

10.30 – 10.45 : coffe break

 

10.45 - 13.30 :     

Il triangolo delle persone di Menninger (1958).

I due triangoli di Malan.

 

13.30- 14.00 pausa pranzo

14.00-16.45:

Esemplificazione dei principali concetti sviluppati durante la mattinata tramite visione di videotapes.

 

16.45-17.00 coffe break

 

17.00-19.30:

Ripresa del caso clinico presentato nell’incontro precedente ed analisi dell’avanzamento della terapia.

Presentazione al gruppo di un caso clinico con supervisione secondo i parametri della psicoterapia intensiva dinamica breve.

 

 

TERZO INCONTRO :  15 Dicembre 2007

 

08.30 - 10.30:

Il contributo di Davanloo al lavoro sulle difese.

 

10.30 – 10.45 : coffe break

 

10.45 - 13.30 :     

La Sequenza Dinamica Centrale.

Considerazioni critiche sul lavoro di Davanloo.

 

13.30- 14.00 pausa pranzo

 

14.00-16.45:

Esemplificazione dei principali concetti sviluppati durante la mattinata tramite visione di videotapes.

 

16.45-17.00 coffe break

 

17.00-19.00:

Ripresa dei casi clinici presentati negli incontri precedenti ed analisi dell’avanzamento delle terapie.

Presentazione al gruppo di un caso clinico con supervisione secondo i parametri della psicoterapia intensiva dinamica breve.

 

19.00-19.30:

Discussione con i partecipanti sui temi trattati e sui casi clinici presentati con sintesi finale da parte del conduttore.

 

19.30-20.00:

Verifica con questionario di quanto appreso durante il corso

 

 

  Milano, 20.10.2007 GIORNATA DI STUDIO CON JODY DAVIES. LA DISSOCIAZIONE TRA TEORIA E CLINICA ; Sede: MILANO - VIA CLERICI 10; Info:  susi@ispise.it Fees= euro 90,00.

ABSTRACT DEGLI INTERVENTI

JODY DAVIES

I PROCESSI DISSOCIATIVI TRA TEORIA E CLINICA

La giornata di studio prevede la presentazione nella mattinata di un lavoro riguardante il modello relativo ai processi dissociativi elaborato dalla relatrice e la comparazione del medesimo con quelli proposti da altri autori contemporanei, quali Donnel Stern, Philip Bromberg e altri.

Nel pomeriggio la relatrice, attraverso un’esemplificazione clinica, descriverà l’applicabilità e l’efficacia del modello teorico proposto nell’esperienza clinica.

Un rilievo particolare sarà riconosciuto all’enactment e ai processi di transfert e controtransfert nell’esperienza terapeutica.

 

 

  Firenze, 27.10.2007 "I MECCANISMI DI DIFESA NELLA PRATICA CLINICA"; Sede: CENTRO DI SOLIDARIETÀ, VIA DELL'ANCONELLA 3 ; Info: gioiagorla@tin.it  Fees= euro 50,00.

I meccanismi di difesa nella pratica clinica

Fabio Madeddu, Università degli Studi  Milano - Bicocca

Firenze - Centro Italiano di Solidarietà, via dell’ Anconella 3

sabato 27 ottobre  2007, ore 9.30-17.30

 

Ore  9.30                    Registrazione dei partecipanti

Ore  10.00-11.00       Relazione  Introduzione storica. Le definizioni freudiane; il contributo di

                                        Anna  Freud e la nascita delle classificazioni. I contributi kleiniani e post

                                        kleiniani:  l’aspetto relazionale e l’identificazione proiettiva

Ore  11.00-11.30        Relazione  Il contributo di Otto Kernberg: difese e organizzazione della

                                    personalità

Ore  11.30-12.00        Relazione I modelli relazionali

Ore  12.00-12.30       Dibattito

Ore 12.45-13.45         Relazione Coping e difese. La ricerca empirica: pregi e limiti

 

Ore  14.30-15.30       Relazione Il modello di G.  Vaillant e la Scala di valutazione dei meccanismi

                                       di difesa di G.C. Perry; la DMRS

Ore 15.30-16.30         Presentazione e discussione in gruppo di materiale clinico: esercitazione

                                   collettiva per allenare ad una corretta identificazione delle difese

Ore 16.30- 17.00       Dibattito

Ore 17.00- 17.30       Conclusione dei lavori e somministrazione questionari ECM

 

 

L’individuazione e la valutazione dei meccanismi di difesa  che un individuo adotta per reagire a fonti di disagio interne ed esterne o comunque a richieste provenienti della realtà consente di  formulare ipotesi diagnostiche condivisibili e verificabili, nonché di valutare l’efficacia dei trattamenti,come documentato da numerose ricerche cliniche.

In questo seminario  il professor Fabio Madeddu  approfondirà , sia da un punto di vista teorico che con esemplificazioni cliniche,  questo importante tema.

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Quote di partecipazione, da pagare in loco:

 

                                                                                         Soci AIPCP, partecipazione  gratuita

                                                       Non Soci:  € 50,00 Iva compresa

 Studenti, Tirocinanti e Specializzandi:  € 25,00 Iva compresa

Sono stati richiesti i crediti ECM  al Ministero della Salute

Per motivi organizzativi si consiglia di prenotarsi telefonando allo 055 471840 o inviando un email a info@aipcp.it.

Per informazioni 055 471840 (ore 9-11; 20-21) oppure info@aipcp.it

 

 

 

  Venezia, 24.11-25.11.2007 12° Colloquio Franco-Italiano di Psicoanalisi SPP-SPI "Rimozione e scissioni nell'attività clinica oggi" Sede: Ateneo Veneto, Campo San Fantin, 1897; Info: www.ateneoveneto.org

12°  COLLOQUIO FRANCO-ITALIANO DI PSICOANALISI SPP-SPI

SABAT0 24 - DOMENICA 25 NOVEMBRE 2007

Venezia - Ateneo Veneto - Campo San Fantin, 1897

www.ateneoveneto.org

Campo

 

RIMOZIONE E SCISSIONI NELL’ATTIVITA’ CLINICA OGGI

 

Sabato 24 novembre 2007

Mattino

8,30   Accoglienza iscritti

9.30   Sessione plenaria

Introducono:  Fernando Riolo, Presidente SPI  e  Jean-Michel Porte, Presidente SPP

 

10,00  Coordinano: Marco La Scala, Presidente del Centro Veneto di Psicoanalisi

           Albert Louppe, Vice- Presidente SPP

Relazione di Antonio Alberto Semi SPI: “Rimuovere e scindere: il sistema  conscio  alla prova”

            Discute Florence Guignard SPP

11,00   Pausa caffè

11,30  Relazione di Michèle  Perron Borelli SPP : Rimozione e scissione negli inciampi dell’Edipo

           Discute Giuseppe Berti Ceroni SPI

12,30  Discussione con la sala

13,00  Fine della mattinata

 

Pomeriggio

14.30  Ripresa dei lavori in quattro piccoli gruppi: presentazione di un lavoro teorico-clinico, discusso da un psicoanalista francese e da uno italiano:

1° gruppo:                coordina: Patrizia Gammaro

Jean Picard : Vivrete la mia vita senza di me.    Psicoanalisi di un paziente anonimo

                                             discutant francese: Michèle Bertrand

                                             discutant italiano: Anna Oliva De Cesarei

 

            2° gruppo:                 coordina Irene Ruggiero

Michèle Demeure (clinica del bambino): Elisa, 5 anni, o l’alea della rimozione nel periodo di latenza

                                              discutant francese:  Myriam Boubli

                                              discutant italiano: Chiara Rosso

 

          3° gruppo:                   coordina : Béatrice Ithier

 Tebaldo Galli: “Una passione tardiva”

                                              discutant italiano: Giuseppe Martini

                                              discutant francese: Sabina Lambertucci-Mann

 

            4° gruppo:                  coordina: Garbua Maya

                                              Franco Scalzone - Gemma Zontini: “Scissioni

                                              ‘perverse’”

                                              discutant italiano: Mauro Manica

                                              discutant francese: Sesto Marcello Passone

 

16,30  Pausa caffè

17,00  Ripresa

18,30  Fine dei lavori

 

Evento Culturale:

19,30 Visita guidata ai mosaici illuminati della Basilica di S. Marco, con   accompagnamento d’organo.

 

Cena sociale (previa prenotazione)

20,30    Hotel Monaco (un luogo speciale, nel cuore di Venezia)

 

 

Domenica 25 novembre 2007

 

Mattino:

9,30       Sessione plenaria

              Coordinano: François Sacco (Comitato Scientifico SPP del Colloquio)

                                   Anna Ferruta, Segretario Scientifico SPI

           Tavola rotonda con i relatori:

            Antonio Alberto Semi,  Michel Perron Borelli, Jean Picard, Michèle Demeure, Giuseppe Riefolo, Franco Scalzone, Gemma Zontini

             

11.00     Pausa caffè

11,15     Discussione con la sala

13,00     Conclusioni del Colloquio da parte dei Coordinatori Anna Ferruta e François Sacco

13,30     Fine dei lavori

 

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Comitato scientifico SPP per l’organizzazione del Colloquio

Florence Guignard, Sabina Lambertucci-Mann, Sesto Marcello Passone, François Sacco.

 

Comitato scientifico SPI per l’organizzazione del Colloquio

Anna Ferruta, Carlo Brosio, Patrizia Cupelloni, Amedeo Falci, Patrizia Gammaro Moroni, Alessandro Garella, Giuseppe Moccia, Stefania Nicasi, Gianluigi Rocco, Irene Ruggiero, Guglielmina Sartori.

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Per l’iscrizione, occorre inviare la scheda allegata e effettuare il versamento secondo le date indicate. I posti a disposizione sono limitati: saranno accettate le iscrizioni in ordine di arrivo alla Segreteria. Prima di effettuare l’iscrizione inviare la richiesta alla segreteria SPI Milano: spimilano@fastwebnet.it che darà conferma della disponibilità dei posti.

 

Allegato al programma viene fornito un elenco di Hotel e Residenze, vicini alla sede del Colloquio. La prenotazione è da farsi direttamente al numero o  al sito indicati.

 

Dall’aeroporto a Venezia, Piazzale Roma, si giunge con autobus ACTV n. 5. Sito aeroporto di Venezia: http://www.veniceairport.it

All’Ateneo Veneto si giunge da Piazzale Roma o dalla Ferrovia con la linea 82,  fermata Rialto, oppure la linea 1, fermata S. Angelo.

 

 

 

Sintesi dei temi scientifici dell’evento

 

La riflessione su RIMOZIONE E SCISSIONI NELL’ATTIVITA’ CLINICA OGGI muove dall’esigenza di adeguare gli strumenti concettuali e tecnici ai problemi posti dalla pratica clinica oggi: i pazienti che chiedono una cura presentano una situazione psicopatologica complessa, nella quale si intrecciano meccanismi di difesa nevrotici quali la rimozione e meccanismi di difesa tipici di organizzazioni psicotiche e borderline. Tale cambiamento nella popolazione clinica interroga la teoria e la tecnica.

Per quanto concerne la teoria, Antonio Alberto Semi nella sua relazione“Rimuovere e scindere: il sistema  conscio  alla prova” osserva i rischi connessi a un esercizio della teoria scisso dall’esperienza clinica, che finisce per portare all’interno dell’elaborazione metapsicologica il problema clinico che lo psicoanalista si propone di curare: la scissione. Un forte richiamo all’unitarietà della concezione dell’apparato psichico, che non scinda i fenomeni che sfuggono alla coscienza, con il pretesto della ‘integrazione degli approcci’, si rivela urgente e necessario. Tale unitarietà nella concezione dell’apparato psichico si distingue dall’autoassertività delle costruzioni ‘deliranti’ solo se messa alla prova nell’analisi del transfert come fenomeno che richiede un’esposizione e un cimento personale da parte dell’analista.

Michèle  Perron Borelli  nel suo lavoro Rimozione e scissione negli inciampi dell’Edipo propone una riflessione sul meccanismo di difesa costituito dalla scissione  come protezione dell’integrità narcisistica del Sè: questo implica che, nella cura come nella vita, un eccesso di attivazione pulsionale venga escluso in modo molto più radicale rispetto a quanto avviene con il meccanismo di difesa costituito dalla rimozione. Da un punto di vista tecnico si determina la necessità di interpretare il transfert solo quando  si sia instaurata una sicurezza narcisistica sufficiente attraverso un percorso di cura  adeguato.

 

In questa ottica,  vengono proposte relazioni su casi clinici  ben differenziati: l’analisi di un uomo che affrontata una crisi  al confine tra rimozione e scissione intorno ai sessant’anni (Tebaldo Galli), il caso di una bambina che utilizza ampiamente il meccanismo della rimozione in età di latenza (Michèle Demeure); un caso di patologia perversa particolarmente invasiva e distruttiva (Franco Scalzone e Gemma Zontini); un caso di utilizzo dei meccanismi difensivi in modo estremo, fino alla scomparsa della soggettività, a favore del prevalere della dissociazione (Jean Picard).

  

  Roma, 12.10-9.11.2007 "LA PSICOTERAPIA PSICODINAMICA INTEGRATA: LE BASI E IL METODO"; Sede:IST. ROMANO DI PSICOTERAPIA PSICODINAMICA INTEGRATA - C.SO VITTORIO EMANUELE II, 305 - ROMA; Info:segreteria@smorrl.it  Fees=euro 120,00.

LA PSICOTERAPIA PSICODINAMICA INTEGRATA:

LE BASI E IL METODO

ANNO 2007

 

 

Il Corso di formazione, rivolto a 10 medici e 15 psicologi, si svolgerà in tre incontri dal 12 ottobre 2007 al  9 novembre 2007, presso l’Istituto Romano di Psicoterapia Psicodinamica Integrata - Corso Vittorio Emanuele II 305, 00186 Roma.

Si tratta dell’esposizione di un metodo nuovo per integrare le conoscenze psicodinamiche e quelle neuroscientifiche, allo scopo di ottenere un effetto potenziato nell’intervento sui disturbi mentali. Vuole essere un modo attuale di intendere la Psicoterapia, ovvero un metodo di lavoro che richiede la collaborazione del paziente e pone al centro dell’intervento la relazione terapeutica. L’integrazione di aspetti biologici e psicologici offre l’opportunità di completamento delle conoscenze alle due categorie professionali interessate: medici e psicologi. Il corso agile, composto di tre lezioni di tre ore ciascuna, vuole sensibilizzare i partecipanti e offrire loro una impostazione di base per esercitare la prassi di psicoterapia e applicarla nei diversi campi di intervento clinico, sia in ambiente pubblico, sia in ambiente privato.

 

 

PROGRAMMA DEL CORSO

 

 

12 ott. 2007                LE BASI DELLA PSICOTERAPIA PSICODINAMICA INTEGRATA (PPI)

10.00 - 11.00              Le basi neuroscientifiche

Dott. G. Lago - Dott.ssa M. P. Zerella

11.00 - 12.00              Le basi psicodinamiche

Dott. G. Lago - Dott.ssa M. P. Zerella

12.00 - 13.00              Prospetto sul metodo

Dott. G. Lago - Dott.ssa M. P. Zerella

 

26 ott. 2007                LA PERSONALITÀ E IL SUO SVILUPPO SECONDO LA PPI

10.00 - 11.00              L’origine della mente

Dott. S. Martellotti

11.00 - 12.00              Il Protomentale

Dott. S. Martellotti

12.00 – 13.00             La Mentalizzazione

                                   Dott. S. Martellotti

 

09 nov. 2007              APPLICAZIONI DELLA PPI

10.00 – 11.00             Orientamento diagnostico con esposizione di casi clinici

                                   Dott. G. Lago – Dott. S. Martellotti

11.00 – 12.00             Il dispositivo di cura con esposizione di casi clinici

Dott. G. Lago – Dott. S. Martellotti

12.00 – 13.00             Le fasi di intervento con esposizione di casi clinici

                                   Dott. G. Lago – Dott. S. Martelletti

 

13.00 – 13.30             Esame finale

 

 

 

  Bologna,10.11.2007 "IL LEGAME PERVERSO"; Sede: CENTRO PSICOANALITICO DI BOLOGNA, VIA CESARE BATTISTI 24 40123 BOLOGNA; Info:centropsicoanalitico_dibologna@fastwebnet.it Fees= euro 96,00

ABSTRACT

 

DOTT. SSA LOREDANA MICATI

 

Le relazioni perverse e il rapporto con la realtà

 

 

ABSTRACT:  Verranno esaminate alcune componenti fondamentali del dispositivo relazionale ed intrapsichico che funziona nell'organizzazione perversa.   Il piacere, come sostituto difensivo del dolore originario, è associato a situazioni in cui la sofferenza viene scaricata dal soggetto su altri facenti funzione del proprio Sè proiettato e maltrattato; vengono utilizzate la trasformazione del passivo in attivo, l'identificazione con l'aggressore, l'evacuazione invasiva nel Sè altrui, il controllo intrusivo dell'oggetto.

Queste tecniche di evitamento della sofferenza e di trasformazione del dolore in piacere vengono applicate con crescente maestrìa dal soggetto perverso, che è in grado di padroneggiare e di controllare sistematicamente le varie fasi della relazione.

La autolegittimazione narcisistica permette al perverso di evitare il conflitto con il Super-Io e con l'Ideale dell'Io: quest'ultimo interlocutore interno è particolarmente importante per la sua economia narcisistica, e ciò implica a volte un intervento mirato dello psicoanalista sul piano della tecnica.  L'analista non può limitarsi a sostenere troficamente le parti libidico-affettive del Sè del paziente, ma deve ridurre il prestigio interno delle parti onnipotenti distruttive.  Senza tale manovra, il rischio di sterilità dell'intervento terapeutico permane

 

 

DOTT. STEFANO BOLOGNINI

 

Piacere, maestria e legittimazione narcisistica: i punti cardinali della perversione

 



ABSTRACT:In questo lavoro si prende in considerazione il rapporto che l'organizzazione mentale perversa intrattiene con la realtà, rapporto regolato, piuttosto che dalla scissione o dal ripudio della realtà, da un meccanismo molto particolare, che l'autrice definisce 'riconoscimento-misconoscimento'.
Si discute inoltre l'uso narcisistico che, in questa organizzazione di personalità, viene fatto dell'oggetto, considerato prevalentemente come una sorta di protesi che consente di mantenere un equilibrio interno.
Alcune vignette cliniche illustrano  l'aspetto compulsivo della perversione, conseguenza dell'emergere di profonde  angosce di perdita di sé.
Si indaga sul significato e sul ruolo della distruttività.



 

 

 

 

 

 

  Verona, 20.10-24.11.2007 CORSO DI PSICOTERAPIA DELL'ADOLESCENTE:LA CRISI E LE RISORSE DI FRONTE AL COMPITO IDENTITARIO (V° CICLO SECONDA PARTE); Sede: VIA VALDONEGA, 42VERONA; Info: antecchi@reprint.it  ITINERARIPSICO@LIBERO.IT Fees= euro 140,00.

Corso di Psicoterapia dell'adolescente:

la crisi e le risorse di fronte al compito identitario

V° ciclo (seconda parte)

 

20 Ottobre /24 Novembre 2007- via Valdonega, 42 – Verona

 

Come negli ultimi quattro anni, la nostra Associazione “Itinerari psicoanalitici” propone un ciclo di seminari di supervisione che ha come scopo l’obiettivo di confrontarsi con un supervisore esterno sulle tematiche dell’adolescenza. In particolare, dopo esserci occupati negli anni precedenti del primo colloquio, del problema diagnostico e della presa in carico dell’adolescente e dei suoi genitori, cercheremo di affrontare quest’anno l’emergenza del problema identitario che è causa di crisi ma anche di mobilitazione di risorse nel corso del trattamento psicoterapico.

In questo modo ci proponiamo  di approfondire e apprendere metodiche psicoterapiche specifiche in accordo con gli obiettivi nazionali di formazione alla psicoterapia e alla psicologia clinica.

Il nostro gruppo è costituito da colleghi impegnati nel lavoro clinico con la famiglia, le coppie e gli adolescenti e abbiamo individuato nel lavoro della “discussione e supervisione  di casi clinici in piccolo gruppo” una metodica molto efficace, grazie alla quale possono venir messe in comune e integrate, competenze differenti.  L’obiettivo è di trovare strade, modalità adeguate e differenziate di intervento e di fornire ai colleghi più giovani conoscenze e modelli di lavoro clinico appresi “sul campo”, con una attenzione alle risorse creative di ciascuno dei partecipanti.

Dal punto di vista metodologico, il lavoro si svolge nel seguente modo:

            - nella prima parte della giornata: uno dei partecipanti presenta una situazione clinica di cui si sta occupando, rilevante rispetto al tema indicato e sconosciuta al resto del gruppo. Riferisce il materiale del primo colloquio fatto, con il ragazzo, l’eventuale osservazione familiare  e i colloqui con i genitori, la valutazione testistica, se necessaria all’inquadramento diagnostico, i colloqui di approfondimento e di restituzione diagnostica  e le successive sedute di psicoterapia. Il gruppo dei partecipanti discute il materiale, pone le domande,  formula delle ipotesi, indica un possibile percorso.

             - nella seconda parte della giornata il conduttore-supervisore sviluppa e approfondisce dal punto di vista teorico i contenuti proposti dal caso clinico. La parte teorica è svolta, a seconda delle conoscenze del gruppo o nello stesso giorno della presentazione del caso o nell’incontro successivo, se sono richiesti suggerimenti bibliografici approfondimento del materiale, o necessità di studio comune.

Si tratta, quindi, di una metodologia che si sviluppa dinamicamente e con continuità lungo tutta la durata del corso e che coinvolge in modo diretto e partecipativo tutti i componenti del gruppo. Naturalmente la formazione attraverso la supervisione è ormai storicamente codificata e, a nostro parere, è quella che meglio consente chiarimenti ed approfondimenti specifici  capaci di sviluppare una competenza clinica diretta, in quanto permette una identificazione con il terapeuta e  con i suoi problemi transferali e controtransferali nella conduzione del caso. Inoltre lo studio ancorato alla problematica in corso di trattamento analitico, comporta riferimenti continui alla teoria e l’integrazione di conoscenze teoriche e cliniche. indispensabili alla crescita delle competenze terapeutiche.. A causa di questa impostazione metodologica  non ci è possibile fornire anticipatamente materiale, abstracts e lo stesso questionario  propone temi che pensiamo di  andare ad approfondire durante le supervisioni e che sono rintracciabili  nella casistica adolescenziale.

 

Ci impegniamo, comunque, ad inviare il materiale e gli eventuali abstracts unitamente alla relazione finale.

 

Il programma  prevede quattro ore di lavoro, suddivise in: due ore di confronto teorico (h. 9,30 - 11.30) - due ore di supervisione clinica (h. 11,40 - 13,40 ).

 

Gli incontri, per un massimo di 20 partecipanti, avranno una quota di partecipazione di 140,00.

            Quest’anno potremo contare sulla conduzione del dottor G.Pellizzari che ha dato la propria disponibilità per i giorni: 20 Ottobre /24 Novembre 2007.

 

 Responsabile scientifico dell’evento è la dott.Alessandra Massa.

 

                                   Curriculum Responsabile scientifico

Dott.ssa Alessandra Massa

1965, laurea in medicina e chirurgia presso l’Università di Padova specializzazione in Psicologia presso L’università Cattolica di Milano

dal 66 al 744 ha collaborato con: l’Istituto di Psicologia Università Cattolica di Milano;la Clinica di Neuropsichiatria Infantile dell’Università di Milano;l’Istituto di Psicologia della Provincia di Milano, presso l’Ospedale P.Pini; il servizio di Medicina Preventiva del settore maternoinfantile del Comune di Cernusco sul Naviglio.

1974, socio fondatore ed attualmente effettivo dell’Istituto di Psicoterapia del bambino e dell’adolescente, avente sede in via Bronzetti, 28, Milano; dal1974 all’83, psicoterapeuta presso il medesimo Istituto

nel 1984, trasferimento a Verona e inizio attività libero professionale a tempo pieno e terapeuta esterno presso la Clinica S.Giuliana di Verona

dall’89 ad oggi, insegnante presso la Scuola di Specializzazione CeRP, legalmente riconosciuta, con funzioni di training

dal 1996 al 2000, presidente dell’Associazione onlus Itinerari Psicoanalitici.

Ho pubblicato articoli di psicoanalisi in numerose riviste.

 

                                   Curriculum Supervisore

Prof. G. Pellizzari

Laurea in Filosofia nel 1969. Specializzazione in Psicologia nel 1973. Socio SPI nel 1986 e analista con funzioni di training nel 1999.

Dal 1989 a tutt'oggi consulente presso il "progetto A", centro di consultazione per adolescenti di S. Donato Milanese. Attualmente docente presso le scuole di psicoterapia: ASNEA di Monza e AREA G di Milano.

Ha pubblicato articoli di psicoanalisi sulle seguenti riviste: Rivista di psicoanalisi, gli Argonauti, Psiche, Adolescenza, Quaderno dell'istituto di psicoterapia del bambino e dell'adolescente e, insieme a G.Giaconia e P.Rossi, il volume "Nuovi fondamenti per la tecnica psicoanalitica" presso l'editore Borla di Roma .e il volume "L'apprendista terapeuta"presso l'editore Boringhieri di Torino.

 

 

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Pregresso

 

Il corso di formazione alla psicoterapia dell’adolescente è al suoV° anno.

Per il primo anno nel 2002 fu organizzato in forma sperimentale (non fu fatta allora richiesta di ECM) e si svolgeva il venerdì sera dalle 20 alle 22.30 nella stessa sede e con lo stesso numero di partecipanti.

Aveva avuto come conduttore il Dr Paolo Di Benedetto, socio ordinario con funzioni di training della SIPP; membro associato ARPAD (Ass. Romana per la psicoterapia dell’adolescente).

Già docente di psicopatologia Dinamica presso la scuola di specializzazione in psicoterapia psicoanalitica della SIPP, sede in Milano; professore a contratto di psicologia clinica presso la Specializzazione in psicologia del ciclo di vita, Fac. Lettere e Filosofia, Univ. Federico II°,Napoli.

Coautore dei volumi: L’esperienza del corpo (Masson-Dunod,1998), Stati artistici in pazienti non psicotici (Masson-Dunod, 2000), La creatività nella stanza dell’analisi. Marion Milner 1900-1998 (Clueb,2003).

Membro del Comitato di Redazione dei “Quaderni degli Argonauti”, Supervisore presso l’ULSS di Belluno degli operatori afferenti al “Progetto Adolescenti”.

Nel 2003 la supervisione venne affidata al Prof. Agostino Racalbuto di cui presentammo il curriculum professionale e che qui ricordiamo per alcuni elementi qualificanti.

Professore Associato presso la Facoltà di Psicologia  dell'Università di Padova dal 1978 ad oggi; Membro del Centro Veneto di Psicoanalisi  (CVP); Numerose pubblicazioni tra cui: I percorsi del simbolo (coll. G. Giaconia, a cura di) Raffaello Cortina Milano 1990; Fra il fare e il dire Raffaello Cortina Milano 1994; Maestri e allievi. La trasmissione del sapere psicoanalitico (coll. M. Pierri, a cura di) Franco Angeli, Milano 2002.

A seguito dell’esperienza del primo anno, si decise di spostare l’attività al sabato con uno spazio di lavoro di ampio respiro, per dar modo di approfondire i casi presentati negli aspetti teorici e clinici.

Venne fatta richiesta di ECM. 

Per il 2004/5 abbiamo chiesto alla Dr. Giuliana Barbieri di cui abbiamo già fornito un curriculum professionale, che indichiamo nuovamente qui di seguito.

Dr Giuliana Barbieri,nata a Rivarolo Mantovano nel 1947, laureata in Pedagogia all’Università Cattolica di Milano e Specializzata in Psicologia all’Università Statale di Milano. Membro della Società Italiana di Psicoanalisi e Professore a contratto presso il Corso di Specializzazione in Psicologia del Ciclo di Vita.

Per il 2006 la conduzione del gruppo è stata affidata per un incontro alla dott.ssa Giuliana Barbieri e per i restanti quattro al dottor G.Pellizzari di cui forniamo curriculum.

Laurea in Filosofia nel 1969. Specializzazione in Psicologia nel 1973. Socio SPI nel 1986 e analista con funzioni di training nel 1999.

Dal 1989 a tutt'oggi consulente presso il "progetto A", centro di consultazione per adolescenti di S. Donato Milanese. Attualmente docente presso le scuole di psicoterapia: ASNEA di Monza e AREA G di Milano.

Ha pubblicato articoli di psicoanalisi sulle seguenti riviste: Rivista di psicoanalisi, gli Argonauti, Psiche, Adolescenza, Quaderno dell'istituto di psicoterapia del bambino e dell'adolescente e, insieme a G.Giaconia e P.Rossi, il volume "Nuovi fondamenti per la tecnica psicoanalitica" presso l'editore Borla di Roma .e il volume "L'apprendista terapeuta"presso l'editore Boringhieri di Torino.

 

La metodologia  scelta per questi corsi è quella della Supervisione di casi clinici in gruppo.

Vengono scelti casi rilevanti rispetto al tema del corso.

Nel nostro caso viene discussa la psicoterapia degli adolescenti e il rapporto con i genitori.

A turno ognuno dei partecipanti presenterà un caso, sconosciuto al gruppo, ancora in fase di trattamento.

Il caso viene presentato al gruppo attraverso il materiale del primo colloquio con i genitori, poi con il ragazzo, in seguito con l’eventuale osservazione familiare, la valutazione testistica , se fatta, i colloqui di approfondimento, la diagnosi, l’indicazione di psicoterapia e sedute di psicoterapia.

Il caso viene discusso ed approfondito e nella seconda parte ne viene valutata la rilevanza teorica.

Per questo motivo non ci è possibile fornire anticipatamente materiale, abstracts.

Ci impegniamo ad inviare il materiale e gli eventuali abstracts unitamente alla relazione finale.

Grazie

 

 

 

 

 

 

 

   
  Roma, 29.10.-19.11.2007 "LA DIMENSIONE GRUPPALE IN PSICOTERAPIA"; Sede: ASL RM D - AULA DEGLI AFFRESCHI - VIA GIOVAGNOLI 29 Info: segreteria@smorrl.it  Fees= euro 160,00.

LA DIMENSIONE GRUPPALE IN PSICOTERAPIA

2007

 

Il corso, aperto a 10 Medici e 30 Psicologi, si articola in 4 seminari dal 29/10/2007  al  19/11/2007 per un totale di 16 ore.

Le lezioni si svolgeranno dalle ore 09.15 alle ore 13.30, secondo il calendario stabilito, presso la Sala degli Affreschi - ASL RM D - Via Giovagnoli 29 – Roma.

L’obiettivo del corso è quello di allargare la base di conoscenza, per le attività psicoterapeutiche con metodologia di gruppo, rivolta ad operatori inseriti nelle attività dei Servizi pubblici, al fine di sostenere e promuovere l’impegno ad occuparsi di tali modalità e fornendo una metodologia dei modelli operativi.

 

 

 

29/10/2007                             L’INCONSCIO E LA GRUPPOANALISI

09.15 – 12.15                         Inconscio e gruppoanalisi.

Reciprocità, azioni facilitanti e gruppo    Dott. A. Dionisi

12.15 – 12.30                         Pausa

12.30 – 13.30                         Lavoro a piccoli gruppi sul tema della giornata o sui temi emergenti                                              Dott. A. Dionisi eventuale sostituto Dott.ssa P. Vincenzoni                           

 

05/11/2007                             IL GRUPPO E I DISTURBI ALIMENTARI

09.15 – 12.15                         Il gruppo dei pazienti

                                               Il gruppo dei familiari Dott.ssa P. Vincenzoni

12.15 – 12.30                         Pausa

12.30 – 13.30                         Lavoro a piccoli gruppi sul tema della giornata o sui temi emergenti                                              Dott.ssa P. Vincenzoni eventuale sostituto Dott. A. Dionisi                                                        

 

12/11/2007                             NARCISISMO, GRUPPO E ISTITUZIONE

09.15 – 12.15                         Il contributo della psicologia del Sé ai gruppi

                                               Il contributo della psicologia del Sé alle Istituzioni Dott. G. Di Leone

12.15 – 12.30                         Pausa

12.30 – 13.30                         Lavoro a piccoli gruppi sul tema della giornata o sui temi emergenti                                              Dott. G. Di Leone eventuale sostituto Dott. A. Dionisi

 

19/11/2007                             GRUPPALITA’ E INTERVENTI INTEGRATI

09.15 – 12.15                         Metodo IPT.

Disturbi cognitivi   Dott.ssa Adriana Borriello

12.15 – 12.30                         Pausa

12.30 – 13.30                         Lavoro a piccoli gruppi sul tema della giornata o sui temi emergenti                                              Dott.ssa Adriana Borriello eventuale sostituto Dott. A. Dionisi         

14.00 – 15.00                         Esame finale


 

 

 

 
Bologna, 3.11-31.12.2007 "CHI CI ACCOMPAGNA DA SOLI? INDAGINI PSICODINAMICHE SUI SENTIMENTI DEL TERAPEUTA"; Sede: CENTRO STUDI MARTHA HARRIS - BOLOGNA, VIA DEI MILLE 8 40100; Info: arbadiali@libero.it CARIGINZ@LIBERO.IT  Fees= euro 840,00.

Il Centro Studi Martha Harris di Firenze organizza a Bologna un corso al fine di riflettere sui sentimenti transferali e controtransferali presenti nel rapporto tra il terapeuta ed il paziente.

La giornata avrà inizio con una relazione teorica sul tema. Verrà quindi illustrata la particolare relazione che si instaura tra terapeuta e paziente nella stanza di terapia. Gli aspetti teorici saranno affiancati da materiale clinico acquisito nel corso di interventi specifici.

 La riflessione che proponiamo si finalizza alla riflessione del modo in cui i sentimenti del terapeuta influisca sui setting interni ed esterni. Si pensa che tale riflessione possa rendere più efficace il lavoro del terapeuta.

 

 

 

CENTRO STUDI MARTHA HARRIS

DI FIRENZE

 

 

 

 

“Chi ci accompagna da soli?

Indagini psicodinamiche sui sentimenti del terapeuta”

 

I PARTE

 

 

                            Relaziona su questo tema il Dottor Roberto Bertolini

 

 

 

Il progetto è rivolto a psicologi e medici.

 

Il corso si svolgerà in due  fasi (di due e poi cinque giornate) e comprenderà delle relazioni sul tema dei sentimenti del terapeuta e sul ruolo che essi giocano nella stanza di terapia e la presentazione-supervisione di casi clinici. 

                              

 

Tipologia dell’evento:     Corso di aggiornamento      

 

 

Responsabile dell’evento dottoressa Anna Rosa Badiali  (Psicologa, psicoterapeuta)

 

 Luogo di svolgimento  Via Dei Mille 8 BOLOGNA

Programma

 

Date di svolgimento:

 

1) 3 novembre 2007. Orario: 9-16:30

2) 17 dicembre 2007. Orario: 9-16:30 (più verifica finale dalle 16:30 alle 17:15)

 

 

Schema svolgimento:

 

Orario

 

9:00 – 10:00

Relazione sul tema

10:00 – 10:30

Coffee Break

10:30 – 13:00

Discussione di un caso clinico

13: - 14:00

Pausa pranzo

14:00 – 16:30

Discussione di un caso clinico

 

 

 

Padova, 6-7.12.2007 GIORNATE DELLA RIVISTA: STUDI SU AGGRESSIVITA' E SUICIDIO; Sede: PADOVA- AULA MAGNA UNIVERSITA' DI PADOVA; Info: graziella.arpa@unipd.it  Fees= euro 80,00.

GIORNATE DELLA RIVISTA: STUDI SU AGGRESSIVITA’ E SUICIDIO

Padova, 6-7 Dicembre 2007

 

 

Il convegno ha lo scopo di presentare ed approfondire le conoscenze relative alle principali tematiche affrontate dalla Rivista sAS-Studi su Aggressività e Suicidio, ossia tematiche legate ai aggressività, impulsività, suicidio ed eutanasia. La Rivista, fondata e diretta dal Prof. Luigi Pavan, viene pubblicata a cadenza semestrale e raccoglie un Editoriale, una serie di Articoli regolari, Recensioni di letteratura e Recensioni bibliografiche a taglio prevalentemente psicologico-psichiatrico, con apertura comunque a contributi di Scienze Umane.

Nel corso di queste due giornate verranno esaminati i suddetti fenomeni non solo dal punto di vista prettamente psichiatrico, ma anche storico-filosofico, grazie al contributo di studiosi ed esponenti del mondo umanistico attuale. Si tratta infatti di argomenti di interesse multidisciplinare e che richiedono l’attenzione da parte di diverse figure operative, tra le quali spesso manca una adeguata comunicazione e comprensione.

Il convegno si propone inoltre di affrontare le tematiche, in una veste più specificatamente psichiatrica, della gestione e del trattamento del paziente violento, così come del paziente suicidario e dei sopravvissuti. Un’attenzione particolare verrà rivolta alla prevenzione e alla diagnosi: verranno infatti ribadite e prese in esame le strategie per riconoscere e prevenire il rischio suicidario, con l’obiettivo di sensibilizzare una volta di più operatori e popolazione in generale ad un problema tuttora così rilevante.

Una particolare attenzione verrà riservata al riconoscimento e al trattamento delle patologie  psichiatriche più frequentemente rilevate  nella popolazione che ha compiuto un gesto suicidario: i disturbi dell’umore, gli stati d’ansia come il disturbo di attacchi di panico e il disturbo d’ansia generalizzata, la schizofrenia, i disturbi di personalità, i disturbi di adattamento, l’abuso e la dipendenza all’alcool e sostanze.

Visto inoltre l’interesse che aggressività e suicidio suscitano nei mass media, e l’importanza che la comunicazione mediatica a sua volta riveste nel determinare l’impatto e l’attitudine della popolazione di fronte a tali comportamenti, si è scelto di coinvolgere nell’evento non solo gli addetti ai lavori, ma anche esponenti di alcune testate giornalistiche.

 

 

 

Presidente del Convegno :

Prof. L. Pavan

 

SEGRETERIA SCIENTIFICA

Dott. P. Scocco

Dott. A. Gori

Dott.ssa E. Toffol

 

 

 

 

Ecce  Homo – Dolore somatico e dolore mentale

Prof. R. Rossi

 

Il tema del dolore mentale è stato sempre, nell’ambito dei vissuti psichici ed in quello specifico delle reazioni agli eventi sul piano somatico e psichico, un problema misterioso e di difficile definizione.

Non v’è dubbio che il dolore mentale è una metafora, che prende le mosse dal dolore somatico, che è il dolore tout court. Il dolore ha appositi centri, apposite vie neurologiche, e funzioni specifiche: fu in Inibizione Sintomo e Angoscia (Appendice C) che Freud si pose per la prima volta il problema che dal dolore fisico derivava metaforicamente il dolore mentale, come quel vissuto legato alla separazione e alla perdita. In questa relazione si prendono le mosse dall’Ecce Homo di Antonello da Messina, con l’osservazione che il pittore è riuscito in questo caso a cogliere il passaggio dallo psichico al somatico attraverso una serie di particolari, che non possono che essere comportamentali e somatici, trattandosi di un dipinto. In questo caso il soma e la psiche sono un tutt’uno, di fronte alla realtà dolorosa e avversa.

Da questo si passa ad alcune considerazioni sulle illusorietà di alcune impostazioni nosologiche o comunque tassonomiche della psichiatria, che non riescono a cogliere il denominatore comune delle risposte emotive, somatopsichiche.Il simposio si allarga a considerazioni neurobiologiche.

 

I disturbi mentali e la violenza 

Dr. Di Fiorino M.

 

Il comportamento aggressivo non rappresenta una manifestazione riconducibile a specifiche categorie diagnostiche, situandosi lungo un continuum di manifestazioni, che oltrepassa i confini della psicopatologia, muovendosi dalle psicosi, alle reazioni adattative, attraverso l’espressività temperamentale e gli atti violenti finalizzati (1).

L’approccio dimensionale agevola una lettura ininterrotta di elementi clinici su una linea d’ombra che separa la normalità dalla patologia e rende uniforme lo spazio dell’aggressività tra suicidio e violenza, conservandone la discriminante direzionale (2).

La gestione medica dell’aggressività e dell’emergenza comportamentale, trattiene pazienti molto problematici all’interno del circuito di cura. Di fronte a manifestazioni violente dovremmo chiederci cosa non ha funzionato e rivalutare i nostri programmi, con la stessa attenzione che poniamo alla realtà e ai problemi concreti posti dalla persona malata. Il rischio per il paziente di una fuoriuscita dal circuito di cura è “l’abbandono e la negligenza, che conducono alla deriva dell’abbrutimento della vita da homeless” (3), oppure l’ingresso nei percorsi giudiziari, dove il comportamento violento costituisce un paradigma prevalente.

L’approccio alla gestione medica della problematica aggressiva, che costituisce il riferimento prioritario di questa presentazione, è sviluppata in considerazione dei presidi farmacologici attualmente disponibili nello strumentario medico. Inoltre, nell’ambito della complessa strategia di gestione delle emergenze comportamentali, sono delineate alcune linee guida di psicofarmacoterapia, con riferimento alle indicazioni presenti in ambito internazionale (1).

Viene presentata l’emergenza medica in pazienti aggressivi non disponibili ad interventi farmacologici con attenzione alle modalità di effettuazione degli interventi contenitivi ed alle implicazioni legali, con un excursus sulle procedure normative attuali e sulla responsabilità professionale.

Da un confronto tra panels di esperti italiani e statunitensi sono emerse alcune differenze nel trattamento delle emergenze comportamentali aggressive tra le realtà in studio ( 4,5 ).

 

 

  1. Di Fiorino M, Gemignani A, Balestrieri M: Il trattamento farmacologico delle condotte aggressive in Bellantuono C, Balestrieri M, in Trattato di Psicofarmacologia. Edited by "Il Pensiero Scientifico", Roma, 2003
  2. Di Fiorino M, Gemignani A : Il paziente violento, Psichiatria e Territorio, 2004
  3. Cassano G., Di Fiorino,M.: L’imperativo etico di imparare dalle esperienze in C. Munizza: Salute Menatle e Diritti.Problemi e percorsi di tutela, 57-64 Centro scientifico Internazionale, Torino, 2003)
  4.  Allen MH, Currier GW, Hughes DH, M. Reyes-Harde, Docherty JP: The Expert Consensus Guidelines Series. Treatment of Behavioral Emergencies. Postgraduate Med. Special report. McGraw-Hill Companies 2001
  5. Di Fiorino M, Danielyan A, Gemignani A. Guidelines for behavioral emergencies.  Psychiatr Serv. 2005 Sep;56(9):1159-60.

 

 

Intervento sui sopravvissuti

Dr. P. Scocco

 

La morte per suicidio di un familiare o di una persona cara è considerato uno degli stress più intensi. Il dolore e la sofferenza per la perdita possono rimanere per parecchi anni e intensificarsi in concomitanza di anniversari e in altre date significative come il compleanno, il Natale, e riacutizzarsi a seguito di perdite non strettamente correlabili all’evento suicidarlo.

Tra le conseguenze psicologiche a cui possono andare incontro i sopravissuti è necessario riservare particolare attenzione alle manifestazioni suicidarie (ideazione o agiti) e alla comparsa o all’esacerbarsi di sintomi o disturbi psichiatrici. I sopravissuti possono soffrire di depressione, abuso di sostanze e andare incontro a rotture o difficoltà relazionali.

I familiari di un suicida devono affrontare tematiche emozionali complesse, e per alcuni aspetti diverse da quelle riconoscibili in soggetti che hanno vissuto l’esperienza della morte di un loro caro per altre cause. Tuttavia, ciò non implica che sia comunque necessario un intervento terapeutico strutturato.

Gli interventi strutturati che possono essere offerti ai sopravvissuti possono spaziare da colloqui di supporto, psicoterapia e/o farmacoterapia, ma anche l’inserimento in gruppi di autoaiuto. Tali interventi (prevenzione terziaria) possono ridurre morbilità e mortalità. Con la prevenzione terziaria si persegue quindi l’obbiettivo di assistere i sopravvissuti nel processo di lutto, di identificare e affidare a cure appropriate coloro che sono a rischio di suicidio, adoperandosi per ridurre al minimo il “contagio”.

Un intervento di solo supporto può non essere sufficiente; il sopravissuto all’esperienza del suicidio va accompagnato nel percorso, che può essere difficile e doloroso, di comprensione dell’evento di morte attraverso la psicoeducazione (es. fattori predittivi conosciuti) e l’elaborazione emotiva.

Nonostante non sia possibile stabilire con certezza quali siano i vantaggi e i limiti di un supporto strutturato fornito a utenti sopravissuti alla morte per suicidio di un loro caro, è possibile sostenere con Shneidman che la postvention è una prevenzione per la decade successiva e per la prossima generazione.

E’ evidente che le attuali conoscenze in campo suicidiologico ci impongono di individuare non solo le modalità d’intervento più efficienti ed efficaci, ma anche chi sono i sopravvissuti ai quali è importante fornire tali interventi, in che momento e per quanto tempo.

 

 

Il suicidio nel pensiero filosofico del ‘500-‘600

Prof. P.Bernardini

 

In the 16th and 17th the European discussion on suicide became impressive, and new points were made in favour or against suicide under the perspectives of Law, Philosophy, Theology. Major contributions on the subject came from Montaigne, and later on from John Donne and Robert Burton. The paper will address those authors, as well as some other writers, re-considered in the light of the most recent scholarship on early modern suicide theories.

 

 

 

Il paziente aggressivo: modalità di approccio e trattamento

 

Dr. Vanni  A.

 

Il comportamento aggressivo e violento in psichiatria costituisce un problema serio nella pratica professionale, nonostante solo una piccola percentuale di pazienti sia responsabile di tale problematica.

Seguendo una spirale di progressiva frattura sociale ed esistenziale, il paziente aggressivo, specie quello “ripetitore”, finisce spesso per avere un destino prognostico di aggravamento; alcuni operatori, inoltre, durante la loro attività professionale subiscono aggressioni di una certa gravità che lasciano ferite profonde, sia fisiche che morali. Spesso si costituisce un “ circolo vizioso” antiterapeutico.

 La valutazione del rischio (al fine di limitarlo), il trattamento relazionale “psicoterapeutico” nelle situazioni acute ( quando possibile)  e il trattamento nelle situazioni croniche  costituiscono gli aspetti più importanti  di questa breve dissertazione. Alla base di ogni trattamento ci deve essere il maggior numero di informazioni anamnestiche possibili, abilità nel leggere ed ascoltare i segni emergenti  dal paziente per facilitare l’empatia e il contratto con la parte ancora sana dell’Io del paziente.

Keywords : valutazione del rischio, comportamenti violenti, ciclo dell’ aggressione, trattamento in acuto e nel lungo periodo.

 

BIBLIOGRAFIA

 

Vanni, V. Ferioli, L. Masina, L. Peron, M. Zucconi: Comportamenti violenti e verifica della qualità in un servizio psichiatrico di diagnosi e cura. Riv Sperim Freniatria CXIX: 1113-1133, 1995

 

 

A. Vanni: Comportamenti violenti e atmosfera nel servizio psichiatrico di diagnosi e cura di Ferrara. Un programma per il miglioramento continuo della qualità. Nel libro a cura di M. Sanza: Comportamenti aggressivi in psichiatria. Centro Scientifico Editore, 1999, Torino.

 

Luigi Grassi, L. Peron, C. Marangoni, P.L. Zanchi, Adello Vanni: Characteristics of violent behaviour in acute psychiatric in-patients: a 5 year Italian study. Acta Psychiatr Scand 2001: 104: 273-279.

 

 

Luigi Grassi, Bruno Biancospino, Luciana Marmai, Vasiliki Kotrotsiou, Pierliugi Zanchi, Luana Peron, Claudio Marangoni, Adello Vanni , Corrado Barbui: Violence in psychiatric units. A 7-year italian study of persistently assaultive patients.  Social psychiatry and psychiatric epidemiology, Vol. 41/9/ september 2006

 

 

 

 

Il suicidio nella cultura dell’illuminismo europeo

Prof. E. Tortarolo

 

In quanto movimento di idee fortemente secolarizzatore, l’illuminismo si mosso nel complesso in  direzione di una legittimazione del suicidio come libera scelta del singolo di fronte a una vita resa troppo difficile dalle circostanze. La polemica contro le condanne della religione verso i suicidi è stata quindi costante. Di questa dimensione dell’interesse illuminista per il suicidio si darà conto nell’intervento, in particolare con riferimento alle concezioni panteistiche del mondo per cui il suicidio rappresentava una forma di ritorno al tutto pienamente legittima. D’altro canto, l’accento sulla necessità dell’uomo di essere libero nel perseguire la propria felicità individuale forniva al suicidio la caratteristica di essere un atto di accusa contro le istituzioni sociali, tanto inadeguate da non assolvere neppure al primo bisogno degli esseri umani, quello di vivere senza disperazione. L’interesse sia per la statistica dei suicidi sia per i casi di suicidi eccellenti si espresse in una stilizzazione eroica dei suicidi nell’età del tardi illuminismo e rivoluzionaria. La letteratura, l’arte e la filosofia politica, dal giovane Werther a Condorcet alla stilizzazione del suicidio differito dei tirannicidi per la libertà, offrono ampio materiale per descrivere i diversi approcci al problema del suicidio nel corso del 700 e per cogliere la trasformazione del suicidio da peccato a decisione individuale, razionalmente fondata.

 

 

Le condotte autolesive nella popolazione femminile

Prof. P. Santonastaso

La prevalenza dei comportamenti autoaggressivi nella popolazione generale non ha ancora ricevuto attenzione da parte della letteratura scientifica e spesso gli studi epidemiologici  valutano un singolo comportamento e non l’intero spettro. Il nostro studio (Journal of Clinical Psychiatry, 2007) si propone di valutare la prevalenza di questi comportamenti e dei tentati suicidi in un campione di donne tra i 18 e i 25 anni rappresentativo della popolazione generale.

A questo scopo, tutte le donne di età compresa tra i 18 e i 25 anni residenti in due aree, una urbana e una suburbana, della città di Padova sono state contattate per una intervista. Il 78% del campione ha aderito allo studio (n=934). Lo studio consisteva in una intervista diagnostica strutturata, una intervista semistrutturata e alcuni questionari autosomministrati.

Circa il 24% di tutti gli intervistati ha riferito la presenza di un comportamento autoaggressivo di tipo impulsivo (tagliarsi, bruciarsi, colpirsi o sbattere la teste o le mani contro qualche cosa) o compulsivo (grave onicofagia, strapparsi i capelli, pizzicarsi o graffiarsi la pelle). Un disturbo dell’immagine corporea, segni di sofferenza emotiva, abuso di alcool/sostanze e tentati suicidi sono significativamente associati a tutti i tipi di comportamento autoaggressivo. I comportamenti di tipo impulsivo risultano inoltre associati alla presenza di disturbi del comportamento alimentare (anoressia nervosa e bulimia nervosa), più bassi livelli di scolarità e abusi fisici o sessuali nell’infanzia.

In conclusione, il nostro studio ha evidenziato che i comportamenti autoaggressivi sono frequenti nelle giovani donne. E’ importante sotttolineare che esiste una associazione tra i comportamenti autoaggressivi altre forme di comportamento che risulta indirettamente autolesivo come l’uso di alcool e sostanze illecite e i disturbi del comportamento alimentare.

 

MANAGEMENT CLINICO DELLE CONDOTTE AUTOLESIVE

 

Dr. Giuseppe Borgherini

 

Il suicidio rappresenta un evento di quasi esclusivo riscontro in  soggetti affetti da patologie psichiatriche, prevalentemente di tipo depressivo. Il tasso di mortalità rilevato nei pazienti con disturbi affettivi è 20-30 volte superiore a quello della popolazione generale, nei confronti della quale diventa 50-100 volte superiore trattandosi di pazienti con disturbo bipolare.

Nella schizofrenia, viceversa, a fronte di una prevalenza lifetime di mortalità suicidaria pari al 10%, superiore di 8-9 volte a quella della popolazione generale, l’imprevedibilità e l’alto rischio nella fasi iniziali della patologia rendono particolarmente difficile il compito del clinico nel gestire adeguatamente le condotte suicidarie del paziente schizofrenico.

In questa review con la presentazione di recenti studi su ampie casistiche sia a disegno retrospettivo che prospettico viene valutata l’efficacia di alcuni farmaci nel prevenire comportamenti suicidari in pazienti potenzialmente a rischio. Nel dettaglio vengono analizzati sia gli antipsicotici – i dati più consistenti riguardano clozapina-, gli stabilizzanti dell’umore, in particolare il litio, ed infine gli antidepressivi, ove sono presenti studi con dati aggregati con più molecole piuttosto che elementi di valutazione riconducibili alle proprietà anti-suicidarie delle singole molecole.

Sebbene in quest’ultima decade siano stati pubblicati numerosi studi in quest’ambito, pur registrando un discreto decremento dei tassi di suicidio non sono state prodotte evidenze definitive per singole molecole sulla capacità di prevenzione delle condotte suicidarie; di qui la necessità di sviluppare delle linee di ricerche maggiormente orientate al disegno prospettico o al confronto tra farmaci diversi al fine di chiarire meglio quali siano i farmaci che offrano le migliori garanzie al clinico per un adeguato management dei comportamenti autosoppressivi.

In questa presentazione vengono altresì analizzati le varie tecniche psicoterapiche per minimizzare il rischio suicidario.

 

 

 

FORMAZIONE E TANATOLOGIA

Il senso del morire tra il vivere e l’esistere: Il Master in Death Studies & the End of Life per superare il tacere e il suo terrore

 

Prof. Ines Testoni

 

Il contributo mette in evidenza l’importanza che assume ormai anche nella ricerca empirica psicologica la consapevolezza che la cultura si fonda sul problema essenziale dell’uomo: vivere sapendo di dover morire. Ma nella storia, le rappresentazioni della morte si sono manifestate in modo diverso a seconda dei presupposti che la fondazione filosofica ha offerto: non è la stessa cosa morire pensando con certezza indubitabile che l’esistenza continua dopo la morte, dal pensarlo dubitando, come pure dal credere che l’unica dimensione che attende il morente è il nulla assoluto. Il pensiero contemporaneo è quello che, dopo aver dimostrato che nessun argomento certo garantisce incontrovertibilmente alcunché rispetto all’esistere oltre l’ultimo respiro, più radicalmente muove la propria critica anche a ogni forma di convinzione mitologica sull’argomento. Questa situazione culturale, che determina la tragica consapevolezza del “disincanto”, si mantiene viva al di sotto dei livelli di coscienza relativi alle forme con cui le diverse fedi si impongono come rimedio che vorrebbe essere tanto consolatorio quanto di fatto risultano inefficaci a risolvere il problema. Le difese culturali derivanti da queste contraddizioni producono come esito la censura del morire e il silenzio intorno a questo momento essenziale della vita. La possibilità di aprire un confronto scientifico e culturale sulle rappresentazioni della morte e sulla risoluzione al terrore che esse implicano sono alla base di qualsiasi formazione finalizzata alla preparazione di operatori e professionisti che aiutino a gestire le fasi terminali dell’esistenza. Tale discussione è offerta all’interno del master in Death Studies & the end of Life che l’Ateneo di Padova mette in essere presso la sede di Rovigo.

 

 

 

FORMAZIONE E REGIONE VENETO

Prof. Antonio Condini

Ordinario di Neuropsichiatria Infantile Università di Padova

Direttore dei Servizi Sociali Az. ULSS 16 Padova

 

 

La prevenzione delle condotte suicidarie, in adolescenza e in età adulta, è unanimemente riconosciuta come un lavoro complesso, delicato e altamente specializzato, coinvolgente servizi e agenzie della comunità, rivolta non solo ai singoli soggetti ma anche all’ambiente, quello famigliare dove esiste, quello dei sopravissuti, una volta che tali comportamenti sono stati posti in atto.

Di tutto ciò esistono riferimenti importanti nella letteratura scientifica ed esempi di attuazione. In tale contesto tuttavia la formazione dello specialista Neuropsichiatra Infantile o Psichiatra si impone con grande evidenza per il ruolo centrale che assume in qualsiasi azione in questa direzione.

A tale scopo la Cattedra di Psichiatria e la Cattedra di Neuropsichiatria Infantile hanno presentato, su richiesta della Regione Veneto, un progetto che prevede la formazione delle due figure di specialisti presso ogni Azienda della Regione e che ha durata biennale. Tale programma è stato fatto proprio dalla Conferenza dei Sindaci dell’Azienda ULSS 16 ed inserito nel Piano di Zona per il triennio 2007/2009.

 

 

 

FORMAZIONE E REGIONE  TRENTINO ALTO ADIGE

Gipponi G., R. Richter

 

L’Alto Adige  ha aderito alla campagna di prevenzione ALLEANZA EUROPEA CONTRO LA DEPRESSIONE (EAAD). La campagna è un programma di azione che si prefigge di individuare, contattare, trattare e assistere le persone affette da depressione e prevenire il rischio di suicidio.

Per raggiungere  gli obiettivi  fissati  la campagna in Alto Adige,  analogamente  agli altri paesi europei partecipanti, ha predisposto una serie di iniziative articolate su quattro  livelli:

1.      livello formativo dedicato ai medici, psicologi e farmacisti

2.      livello informativo  dedicato a infermieri, assistenti delle case di riposo, insegnanti, ecc

3.      livello dedicato al supporto di iniziative di auto mutuo soccorso e di consultori telefonici

4.      livello dedicato all’opinione pubblica e ai medi

 

 

 

 

Firenze, 19.10-9.11.2007 "LA PERVERSIONE RELAZIONALE"; Sede:CENTRO PSICOANALITICO DI FIRENZE - VIA PUCCINOTTI 99 ; Info: info@quidcom.com Fees= euro 240,00.

PROGRAMMA:

 

La perversione relazionale

 
19 ottobre  2007 

Uso e abuso dell'oggetto narcisistico
15.00  Narcisismo: un approccio funzionale

16.00  Tipologie della relazione d'oggetto narcisistica
17.00  Dalla dinamica narcisistica alla dinamica narcisistico-perversa

18.00  Discussione

19.00   Fine Seminario

26 ottobre  2007  

Lo stile relazionale del perverso
15.00 L'indifferenza verso l'altro
16.00 Il piacere di far valere sé stessi a spese di altri
17.00 Casi clinci

18.00  Discussione

19.00   Fine Seminario

9 novembre 2007 

Perversione e violenza domestica
15.00 Far sì che l'altro dubiti di sé
16.00 L'uso sistematico della violenza psicologica
17.00 Casi clinici

18.00  Discussione

19.00   Fine Seminario e test finale ECM.

 

 

INFORMAZIONI GENERALI

Sede del Corso di Aggiornamento:

Centro Psicoanalitico di Firenze, Via F. Puccinotti 99, Firenze

 

 

Iscrizione al Corso di Aggiornamento

Iscrizione: è possibile iscriversi prenotandosi entro il 20 settembre 2007 presso l’agenzia

Quid Communications srl: ilaria@quidcom.com

Pagamento: costo del seminario (composto di tre incontri) è di 240 euro IVA compresa. Ricevuta conferma dall’agenzia Quidcom di accettazione della prenotazione, è possibile pagare tramite bonifico bancario, non prima del 20 settembre e non oltre il 10 ottobre 2007.

 

Segreteria Organizzativa

QUID Communications srl

Via G.C. Vanini, 5-50129 Firenze tel.: 0554633701 fax: 0554633698 info@quidcom.com

Educazione continua in medicina - ECM

Sono stati richiesti al Ministero della Salute i crediti formativi per  un numero massimo di 30 medici individuati fra psichiatri, neuropsichiatri infantili, psicologi, psicoanalisti e psicoterapeuti.

Per acquisire i crediti assegnati, i partecipanti dovranno compilare il questionario di verifica dell'apprendimento e la scheda di valutazione dell'evento. Sono obbligatorie le firme di entrata ed uscita, ed il 100% di presenza al corso.

 

 

Attestato di Frequenza

L’attestato con i crediti formativi verrà recapitato direttamente al partecipante dopo la verifica del questionario di valutazione dell’apprendimento.

Variazioni

La Segreteria Scientifica e la Segreteria Organizzativa si riservano il diritto di apportare al programma tutte le variazioni che si rendessero necessarie per ragioni tecniche e/o scientifiche.

PAROLE CHIAVE: 1) narcisismo 2) perversione 3) violenza

TIPOLOGIA DELL’EVENTO: f) Seminario

 

RAZIONALE SCIENTIFICO:

 

Razionale

 

Dopo Freud intorno alla nozione di narcisismo si è sviluppata una molteplicità di prospettive teoriche e cliniche che ha reso problematica una definizione unitaria di questo concetto – un concetto che resta comunque indispensabile per riferirsi ai meccanismi psichici che stanno alla base della coesione del sé e dell’autostima. Il narcisismo non è sempre patologico, perché la capacità di sostenere e riparare l'autostima è una fondamentale risorsa per l'organismo. Diventa patologico quando è disfunzionale rispetto all’equilibrio complessivo del soggetto, cioè quando nella struttura del sé si verificano delle falle che hanno bisogno di venire continuamente riparate per garantire al sé coesione e continuità. Solo una conoscenza approfondita della dinamica intrapsichica e interpersonale permette di capire quando il narcisismo funziona come una risorsa che alimenta lo sviluppo e la creatività, o viceversa quando funziona come una difesa che ostacola la crescita e altera il funzionamento della personalità.

Nella dinamica relazionale narcisistica il soggetto non riconosce l’altro nella sua identità autonoma ma solo come uno strumento utile a salvaguardare l’integrità del sé.

Nei casi in cui questo uso strumentale porta ad annullarne l’identità, ad esaurirne le risorse e a distruggerne la vitalità, quando cioè non più di uso si tratta, ma di vero e proprio abuso, la relazione acquisisce una qualità perversa.

 

Il termine perversione viene sempre più comunemente usato al di là del suo primitivo significato di perversione sessuale. Ciò dipende dalla sua caratteristica di termine  piuttosto insaturo, e tuttavia capace di guidarci verso un’area di significati abbastanza definita. Dipende anche dal fatto che sempre più spesso abbiamo a che fare, come psicoanalisti, con un insieme di fenomeni a cui il termine - e concetto - di perversione ben si attaglia. Da ultimo, l’uso sempre più frequente del concetto prende origine dal fatto che siamo più capaci di sintonizzarci con la perversione nelle sue varie espressioni.

Proponiamo dunque di discutere sul concetto di perversione, considerandolo, al di là del suo significato di perversione sessuale, come un  meccanismo di difesa, un tratto di carattere, una qualità impressa alla relazione con l’altro, un tipo di transfert. A partire da brevi esemplificazioni cliniche, da alcuni esempi tratti dalla letteratura e dalla riflessione su scritti psicoanalitici particolarmente significativi, intendiamo illustrare alcune delle forme che il meccanismo perverso assume e, quindi, i diversi significati a cui il termine viene a riferirsi. Particolare attenzione verrà posta al modo in cui la perversione si manifesta nei rapporti di coppia imprimendo su di essi il suo marchio.

 

 

 

Roma, 23-24.11.2007 "IL RUOLO DELLA RICERCA E DELLA CREATIVITA' NELLA RELAZIONE PSICOTERAPEUTICA"; Sede: ROMA - VIA PO 102 E CENTRO CONGRESSI VIA SALARIA 113; Info: sipp@mclink.it Fees= euro 80,00.

SOCIETA’ ITALIANA DI PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

Membro della Sezione Italiana della E.F.P.P.

European Federation for Psychoanalytic Psychotherapy  in the Public Service

 

Istituto di formazione in Psicoterapia Psicoanalitica

 

Riconoscimento del  MIUR ai sensi della legge n. 56 del 18.2.’89

 

 

GIORNATE DI STUDIO

 

Roma, 23 e 24 Novembre 2007

 

 

Il ruolo della ricerca e della creatività

nella relazione psicoterapeutica

 

 

Programma

 

Giornata di venerdì 23/11/2007

Sede SIPP, Via Po 102 – 00198 Roma

 

 Pomeriggio

 

Ore 14.00 – 15.00         Iscrizioni

 

Ore 15.00-18.30                       Gruppi di discussione con materiale clinico:

                                      La formazione del simbolo, Ruby Mariela Mejia Maza

                                      La creatività nella relazione psicoterapeutica, Marta Vigorelli

                                      Creatività e difese della coppia in psicoterapia, Elvira Nicolini

 

                          Con i contributi clinici degli Allievi dell’Istituto di Formazione della SIPP

Giornata di sabato 24/11/07

 

Università degli Studi di Roma La Sapienza, Centro Congressi, Via Salaria 113

 

Mattina

 

Ore 9.00 – 9.15             Apertura lavori, Presidente SIPP, Mario Fiore

 

Ore 9.15 – 9.30             Introduzione del segretario scientifico SIPP, Maria Luisa Califano

 

Ore 9.30 – 10.30           La formazione del simbolo, Ruby Mariela Mejia Maza

 

Ore 10.30 – 11.30         La creatività nella relazione psicoterapeutica, Marta Vigorelli

 

Ore 11.30 – 11.45         Break

 

Ore 11.45 – 12.45         Relazioni tra teoria, creatività e clinica psicoanalitica: un particolare                               dispositivo clinico, la psicoterapia psicoanalitica con coppie e famiglie,                                       Elvira Nicolini

 

Ore 12.45 – 14.00         Discussione sulle relazioni, Ruby Mariela Mejia Maza, Marta Vigorelli e

                                      Elvira Nicolini

 

Ore 14.00 – 15.00         Break

 

 

Sede SIPP, Via Po 102 – 00198 Roma

 

 Pomeriggio

 

Ore 15.00-18.30                       Gruppi di discussione con materiale clinico

                                                  

                                      Formazione del simbolo, Ruby Mariela Mejia Maza

                                      Creatività nella relazione psicoterapeutica, Marta Vigorelli

                                      Creatività e difese della coppia in psicoterapia, Elvira Nicolini

 

                                      Con i contributi clinici dei Soci della SIPP

 

Ore 18.30-20.00                       Somministrazione questionario, Elvira Nicolini

 

 

 

Firenze, 20.10-24.11.2007 "IL CONTRIBUTO DELLA PSICOANALISI ALLA DIAGNOSI DEI DISTURBI MENTALI"; Sede: SOCIETÀ PSICOANALITICA ITALIANA - VIA PUCCINOTTI 99; Info:  info@quidcom.com  Fees= euro 240,00.

PROGRAMMA:

Il contributo della psicoanalisi alla diagnosi dei disturbi mentali.

 

Sabato 20 ottobre 2007

Psicoanalisi e diagnosi nosografica

 

10.00 Psicoanalisi e nosografia psichiatrica

11.00 L’ambiguo rapporto tra psicoanalisi e psichiatria

12.00 Il contributo della psicoanalisi alla diagnosi

13.00 Esempi clinici

14.00 Fine seminario

 

Sabato 27 ottobre 2007

Dal DSM al PDM (Psychodynamic Diagnostic Manual): oltre la diagnosi nosografica

 

10.00 La rivoluzione nosografica: principi organizzatori del DSM dopo il 1980

11.00 Diagnosi e processo diagnostico

12.00 Il recupero della soggettività nella diagnosi: principi organizzatori del PDM

13.00 Esempi clinici

14.00 Fine seminario

 

Sabato 10 novembre 2007

Dalla diagnosi alla formulazione psicodinamica

 

10.00 Diagnosi e Assessment: diagnosi del disturbo e “diagnosi” centrata sulla persona

11.00 I principi della formulazione psicodinamica

12.00 La centralità del vissuto nel processo diagnostico

13.00 Esempi clinici

14.00 Fine seminario

 

 

INFORMAZIONI GENERALI

Sede del Corso di Aggiornamento:

Centro Psicoanalitico di Firenze, Via F. Puccinotti 99, Firenze

 

Iscrizione al Corso di Aggiornamento

Iscrizione: è possibile iscriversi prenotandosi entro il 20 settembre 2007 presso l’agenzia

Quid Communications srl: ilaria@quidcom.com

Pagamento: costo del seminario (composto di tre incontri) è di 240 euro IVA comresa. Ricevuta conferma dall’agenzia Quidcom di accettazione della prenotazione, è possibile pagare tramite bonifico bancario, non prima del 20 settembre e non oltre il 10 ottobre 2007.

 

Segreteria Organizzativa

QUID Communications srl

Via G.C. Vanini, 5-50129 Firenze tel.: 0554633701 fax: 0554633698 info@quidcom.com

Educazione continua in medicina - ECM

Sono stati richiesti al Ministero della Salute i crediti formativi per  un numero massimo di 30 medici individuati fra psichiatri, neuropsichiatri infantili, psicologi, psicoanalisti e psicoterapeuti.

Per acquisire i crediti assegnati, i partecipanti dovranno compilare il questionario di verifica dell'apprendimento e la scheda di valutazione dell'evento. Sono obbligatorie le firme di entrata ed uscita, ed il 100% di presenza al corso.

Attestato di Frequenza

L’attestato con i crediti formativi verrà recapitato direttamente al partecipante dopo la verifica del questionario di valutazione dell’apprendimento.

Variazioni

La Segreteria Scientifica e la Segreteria Organizzativa si riservano il diritto di apportare al programma tutte le variazioni che si rendessero necessarie per ragioni tecniche e/o scientifiche.

PAROLE CHIAVE: 1) diagnosi nosografica 2) psicoanalisi 3) psicodinamica

TIPOLOGIA DELL’EVENTO: f) Seminario

 

SCHEDA DI ISCRIZIONE

da inviarsi alla Segreteria Organizzativa entro il 20 settembre 2007.

L’ammissione deve essere confermata da parte della Segreteria Organizzativa via e-mail;

(COMPILARE IN STAMPATELLO)

Cognome_______________________________Nome__________________________________

 

Nato a_________________________________il________________________________________

 

Codice fiscale personale___________________________________________________________

 

Professione______________________________________________________________________

 

Disciplina_______________________________________________________________________

 

Ente____________________________________________________________________________

 

Indirizzo Ente/Studio Privato_______________________________________________________

 

CAP_________________________Città______________________________________________

 

Telefono____________________________________Fax_________________________________

 

Numero di cellulare_______________________________________________________________

 

e-mail__________________________________________________________________________

 

Esprimo il consenso al trattamento dei miei dati per le finalità consentite dalla legge n. 675/96

 

 

data______________________________________firma__________________________________

 

 

RAZIONALE SCIENTIFICO:

 

Razionale

 

In psichiatria la diagnosi sembra essere diventata un fine in se stesso: il punto di arrivo di un percorso, la meta da raggiungere.

Se la diagnosi è senza dubbio un punto (necessario ed ineludibile) di sintesi, è necessario altresì che questa sintesi non incrini la possibilità di procedere oltre, al di là del disturbo e delle limitazioni che esso sembra imporre. La psichiatria oggi dominante non sembra in grado di procedere oltre la diagnosi, se non ingarbigluiandoi nel gioco (ipocritica) della comorbidità.

La psicoanalisi ha offerto (e può offrire) un approccio diverso alla diagnosi nel campo dei disturbi mentali? Un approccio che eviti alla diagnosi di trasformarsi in letto di Procuste e che viceversa faccia della diagnosi qualcosa che tende a rilanciare un percorso terapeutico?

La psicoanalisi ha preso le mosse dallo studio di quadri clinici appartenenti alla nosografia psichiatrica della fine ottocento e ha assunto nel corso del tempo una posizione ambivalente nei confronti della diagnosi. Dopo averla quantomeno trascurata sembra averne riscoperto l’importanza. Pochi mesi fa è stata pubblicata negli Stati Uniti una integrazione psicodinamica alla diagnosi descrittiva: il Psychodynamic Diagnostic Manual  (2006) che rimette in gioco, nella valutazione diagnostica, quella attenzione alla soggettività programmaticamente bandita dall’approccio descrittivo dei vari DSM.

Il contributo della psicoanalisi alla diagnosi si fonda su una serie di assunti (che saranno oggetto di specifica attenzione nel corso) e soprattutto sull’idea che la psicoanalisi può dare un contribuito ad una diagnosi che non è la diagnosi di malattia in senso medico ma una diagnosi intesa in senso allargato. Una diagnosi che è processo e che rimanda all’assessment o alla formulazione psicodinamica di cui parlano Kassaw e Gabbard (2002). La formulazione psicodinamica non è tanto una "diagnosi" che consente la identificazione di un dato disturbo, ma un processo di valutazione che considera il quadro clinico come esito (più o meno provvisorio) di una continua negoziazione tra più fattori in gioco: in questo senso una formulazione psicodinamica diventa anche un abbozzo di teoria del disturbo.

Dopo avere ricostruito sommariamente la storia del rapporto della psicoanalisi con la diagnosi psichiatrica, intendo mettere in luce gli assunti psicoanalitici che hanno influenzato una visione psicodinamica della diagnosi per poi sviluppare il progetto di andare oltre la diagnosi nosograsfico-categoriale (alla DSM) e procedere per tappe verso una formulazione psicodinamica.

 

 

Roma, 24-25.11.2007 "LA PSICONALISI DIALOGA CON LE ALTRE SCIENZE - I VOLTI DELLA COSCIENZA: UNO SGUARDO CROSS-OVER"; Sede: ROMA - POLO DIDATTICO P.ZZA ODERICO DA PORDENONE, 3; Info:

massimofontana@sipreonline.it  ELE.PATRI@TISCALI.IT  Fees= euro 120,00.

Questo incontro seminariale sulla Coscienza intende accompagnare l’approccio psicoanalitico con alcune angolazioni e letture che altre prospettive del sapere, quali la Scienza cognitiva, il Cognitivismo, la filosofia della mente, la filosofia morale, le neuroscienze cognitive, ci restituiscono.

Psicoanalisi e Coscienza è un binomio storico, ma forse inattuale. Il Conscio ha caratterizzato il cardine della topica della metapsicologia e il fulcro della cura freudiana finalizzata all’insight, ovvero a portare al conscio ciò che è inconscio. Negli ultimi anni, disertato dalla teoria e dalla clinica, il concetto di coscienza sembra essersi oscurato. Ma c’è da chiedersi se sia un concetto ancora applicabile, in quanto operativamente utile nella teoria e nella prassi, se sia un corredo desueto o se piuttosto sia un concetto che, oggetto di rivisitazioni e riletture, ricompare, magari veicolato da altri termini e proposto secondo un’accezione più ampia.

Il Seminario intende sollevare questi interrogativi all’interno di un dialogo interdisciplinare.

 

 

Responsabile:            Dott. Michele Minolli

Presidente della Società Italiana di Psicoanalisi della Relazione

 

Segreteria Scientifica: Daniela De Robertis, Giuseppe Rociola

 

Segreteria Organizzativa: Massimo Fontana, Simonetta Montanari, Salvatore Zito  

 

 

 

Sabato 24 novembre (Mattina)

 

PANEL 1        Il perché della coscienza

 

8.30 – 9.00                 Registrazione

 

9.00 – 9.15                 Introduzione ai lavori

                                   Daniela De Robertis

 

9.15 – 10.00               L’origine intersoggettiva della collaborazione, il linguaggio e la coscienza

Mauricio Cortina (Washington)

 

10.00 – 10.45             Il volto dell’altro:

Il primato delle emozioni sociali nella genesi della coscienza

Giovanni Liotti (Roma)

 

10.45 – 11.15             Dibattito

 

                        Coffee break

 

11.45 -12.30               Mente e coscienza

Michele Di Francesco (Torino)

 

12.30 – 13.00             Dibattito

 

13.00 – 15.30             Lunch (libero)

 

* * * * *

 

Sabato 24 novembre (Pomeriggio)

 

PANEL 2        La coscienza tra neuroscienze cognitive e psicologia

 

15.30 – 16.15             La coscienza nella prospettiva delle neuroscienze

                                   Guglielma Palamara (Roma)

 

16.15 – 17.00             Neuroscienze e psicologia: Il nuovo/vecchio caso della coscienza

                                   Claudio de’Sperati  (Milano)

 

17.00-17.45                La coscienza come luogo d’incontro epistemico

                                   Stefano Fissi (Firenze)

 

17.45– 18.15              Dibattito

 

18. 15                         Chiusura dei lavori

                                   Daniela De Robertis

 

* * * * *

 

Domenica 25 novembre (Mattina)

 

PANEL 3        Coscienza: un rimando tra  filosofia e psicoanalisi

 

9.00 – 9.45                 Attuali rimandi filosofici sul tema della coscienza

Massimo Petrini (Roma)

 

9.45 – 10.30               Coscienza e linguaggio: mente linguistica e mente non linguistica

Iorio Giannoli (Roma)

 

10.30 – 11.00             Dibattito

 

                        Coffee break

 

11.30 – 12.15             Complessità, tempo e coscienza: alcuni spunti per la cura psicoanalitica

                                   Daniela De Robertis (Roma)

 

12.15 – 13.00             La coscienza nell'attuale cornice della clinica psicoanalitica

                                   Susanna Porcedda (Roma)

 

13.00 – 13.30             Dibattito

 

13.30                          Chiusura dei lavori

                                   Daniela De Robertis

 

 

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13.45               Consegna questionario di verifica dell’apprendimento

14.00               Ritiro questionario di verifica dell’apprendimento

 

 

 

 
 
 
 

  Roma,  7.07.2007  "PROSPETTIVE PSICOANALITICHE SUL FUNZIONAMENTO MENTALE INCONSCIO"; Sede: SALA CONFERENZE – PIAZZA DI MONTECITORIO 123/A; Info: segreteria@centropsicoanalisiromano.it

Fees= euro 70,00.

 

Corso di aggiornamento

Giornate aperte del C.d.P.R.

 

PROSPETTIVE  PSICOANALITICHE SUL FUNZIONAMENTO MENTALE INCONSCIO

 

Sabato 7 luglio 2007

 Sala Conferenze – Piazza di Montecitorio 123/A - Roma

 

 

 

ABSTRACT

 

 

Wilma Bucci: The Spectrum of Dissociative Processes; Implications for the Therapeutic Relationship 

 

1. In this talk,  I will first briefly review the basic concepts of multiple code theory as outlined above, focusing on the development of maladaptive emotion schemas.

 

 Emotion schemas are intrinsically relational; they are representations of self in relation to others, stored in autobiographical memory; they are built in the context of the individual's interpersonal world, from the beginning of life. The factors leading to dissociated schemas include not only abuse but also  failure to   acknowledge and recognize the child's experience, ignoring, neglect, denial, avoidance, lack of care - the litany of ways that humans develop to transmit their own emotional pain. 

 

 Different forms of pathology depend on different types of dissociation within and between the emotion schemas, and different forms of spurious attempts at repair.

 

2. Then I will focus on the nature of treatment in terms of the phases of the referential process and the role of the therapeutic relationship in the process of change.

 

We need to recognize and respect the power of the activation of a specific event in memory or enactment.  The activation of a specific memory operates as an emotionally competent stimulus that triggers the playing out of an emotion,  similar to the perception of the actual threat itself.  One cannot bring about change in the emotion schema without such activation, but we need to remember that the  painful arousal that occurs in the session is physical and real.  

 

We also need to recognize the intrinsically relational nature of the maladaptive schema. If the activation of the painful schema, as enactment or memory, occurs in a context that is experienced as similar to the context in which the initial trauma or abuse occurred, the dissociation and the protective devices will be repeated and reinforced. If the schemas are to be changed rather than reinforced, the new interpersonal context must be genuinely new, different from the interpersonal context in which the initial dissociations occurred. 

(This is not to say that the new interpersonal context is sufficient to bring about emotional change, but it is necessary.)

 

Behavioral expression of affect is an intrinsic component of the emotion schema.  It can not be generated veridically in the absence of actual activation of the inner feeling state. In this respect analysts are necessarily 'genuine' in their emotional communication

 

In the remainder of this paper, I will talk about how to work in treatment, recognizing the power of activation of a painful schema; the expectation that the analyst's, like the patient's feelings,  will be communicated on some level; and the implications of this.

 

 
Firenze, 13.09-13.12.2007 "SEMINARI SPI"; Sede: C.P.F. VIA PUCCINOTTI, 99 FIRENZE; Info: info@quidcom.com  Fees= n.d.

CURRICULUM DOCENTI

BERTI CERONI DR. GIUSEPPE

Giuseppe Berti Ceroni

Specialista e libero docente in Clinica delle Malattie Nervose e Mentali, è stato psichiatra dal 1963 con responsabilità primariali fino al 2004. Membro ordinario della Società di psicoanalisi, ne è stato segretario scientifico dal 2001 al 2005. E’ professore a contratto di Psicoterapia nella scuola di specializzazione in Psichiatria, a Bologna. Autore o coautore di più di 100 pubblicazioni su riviste italiane ed estere, ha curato la pubblicazione di 6 libri collettanei, di ipnologia, psicologia del lavoro, psichiatria e psicoanalisi

 

BOLOGNINI  DR. STEFANO

Laureato in Medicina nel 1974 e specializzato in Psichiatria nel 1978, iscritto nell'elenco degli psicoterapeuti all'Ordine dei Medici di Bologna n° 10867. Indirizzo psicoterapeutico: Psicoanalitico

BRECCIA DR.SSA MARINA

 è medico ed è stata psichiatra presso i Servizi Psichiatrici territoriali dell’Emilia Romagna e della Toscana  con funzioni di dirigente, dove si è occupata della costruzione dei Basamenti  Informativi Psichiatrici, tuttora adottati, di Riabilitazione  e soprattutto di Psicosi. .

E’ membro della Società Psicoanalitica Italiana  e dell’International Psychoanalytical Association .

Si è occupata di psicosi  e di grave marginalità conducendo studi sull’Inconscio , l’eclissi  e l’esilio dell’Io, l’originario, il modello transferale e controtransferale  e la discontinuità temporale.

Partecipa ad un gruppo di ricerca nazionale della Società Psicoanalitica Italiana per lo studio dei casi gravi , ad un gruppo di ricerca sull’Inconscio e al gruppo italiano in costituzione su Psicoanalisi e Storia.

Ha condotto per  l’Ateneo Veneto diretto da  Antonio Alberto Semi ,  Didatta della Società Psicoanalitica Italiana, uno studio di ricerca sull’esilio.

Ha scritto un libro Le parole ritrovate , Borla, 2006,recensito su riviste nazionali e sull’International Journal of Psychoanalytical Association.

 

 

CALAMANDREI DR. STEFANO

GRAZIANI DR. GRAZIANO

HAUTMANN DR. GIOVANNI

è medico e psicoanalista con Funzioni di Training, è stato Presidente della Società Psicoanalitica Italiana e Presidente del Centro Psicoanalitico di Firenze.  

Oltre a diversi articoli apparsi sulla Rivista Italiana di Psicoanalisi, ha pubblicato:

Il mio debito con Bion

Psicoanalisi tra arte e biologia

per l’editore Borla

Funzione analitica e mente primitiva

per le edizioni ETS

I seminari analitici di gruppo di Giovanni Hautmann sono stati pubblicati a cura di Antonino Brignone per le edizioni ETS

 

 

 

 

NICASI Dr.ssa STEFANIA

Stefania Nicasi è nata a Valsolda (Como) il 22. 08. 1954. Si è laureata in Filosofia nel 1977. E’ psicologa, psicoterapeuta e, dal 1998, membro associato della Società Italiana di Psicoanalisi.

 

ROCCHI DR. CRISTIANO

 

RUGGIERO DR.SSA IRENE

ABSTRACT DELLE RELAZIONI

 

BERTI CERONI DR. GIUSEPPE

Corpo, Pericorpo, Sensi e Psicoanalisi

Psicoanalisi e la maggioranza delle psicoterapie esigono il convegno di paziente e terapeuta nella stanza di terapia, a scambiarsi parole e stimoli sensoriali. La immagine del Pericorpo da parte della scuola di Parma obbliga a porsi con maggior forza la conoscenza dell’arco dei sensi, dei sistemi di ricezione e di elaborazione e infine di risposta agli stimoli. Divagherò fra questi vari temi, senza poterli affrontare compiutamente.

 

BRECCIA DR.SSA MARINA

Al centro di questo studio si trova l’immagine e la sottile faglia tra la cosa e la rappresentazione  nella quale si colloca , costituendo un’apertura e una via d’accesso alla parola. La psicosi non è l’obiettivo della trattazione,  ma ne costituisce il mezzo, al servizio di uno strumento, quello analitico, che è insieme strumento di indagine e fonte di pensiero. All’interno di questo profilo , vengono tenute in considerazione , per le psicosi, ma anche per gli stati limite, sia   la componente strutturale del binomio pulsione-oggetto, sia la quantità di esperienza con la quale la doppia relazione oggetto originario-oggetto esterno si alimentano ; viene inoltre sottolineata la funzione dell’ oggetto del transfert .

Non dimenticando che la persistenza di una relazione  con l’oggetto originario può avere a che fare anche con le caratteristiche dell’oggetto che veicola il transfert , in quanto può possedere mancanze che ripetono quelle delle prime relazioni,  cercheremo di tracciare un percorso che possa individuare come l’immagine voglia e possa raggiungere l’oggetto e cercheremo di pensare a un senso per questo che evolve in un  passaggio alla parola.

In questo percorso si attraversano gli stadi evolutivi dell’Io, un’io scisso, che viene ipotizzato essere esiliato , e che trova nel percorso analitico una strada di ritorno. Il percorso evolutivo dell’Io è complesso  e il ritorno ad una funzione di sintesi è incerta e comunque precaria. Nei passaggi da una condizione di eccesso di morte e di esperienza di colonizzazione dell’altro, che giustifica appunto l’esilio, si incontra una zona di transizione che stanzia in un presimbolico-simbolico e che introduce alla difficoltà della funzione analitica di stanziare in questa prossimità. 

 

 

.

 

 

FERRO DR. ANTONINO

L'A. descrive i punti chiave del prorpio modello teorico, riassumibili nella teoria del pensiero onirico della veglia, nella teoria del campo e nella teoria dei personaggi in seduta. Il transfert è visto come un continuo esondamento di contenuti e soprattutto di modalità di funzionamento (e disfunzionamento) del paziente. Il progressivo coinfigurarsi di questi contenuti e modalità è codetermintao dallaa qualità del funzionamento mentale del'analista. L'A. propone una scala di valutazione delle turbolenze del campo e delle loro vicissitudini. Il campo svolge un lavoro metabolico doigestivo dei contenuti, un lavoro di restauro degli elementi per pensare  e un lavoro di segnalazione continuo di quanto avviene nel campo stesso.

 

HAUTMANN DR. GIOVANNI

Riassunto: L’autore ritiene che la nascita psichica sia un’esperienza che attraversiamo nella situazione analitica. Propone alcuni punti di questa concettualizzazione e cerca di individuarne una esemplificazione in alcuni passaggi dell’analisi di richard. Sottolinea in particolare il ripetersi di tracce di gemellarità, di doppio, da ascriversi al formarsi di aspetti primitivi della mente. Sul crinale tra possibilità di nascita psichica e rischio del suo venir meno viene riferita una seduta che sottolinea l’intima connessione tra paziente e mente dell’analista a tutti i suoi livelli.

 

RUGGIERO DR.SSA IRENE

Titolo:Pazienti difficili, difficoltà dell'analista: riflessioni a partire da una situazione clinica Riassunto: partendo da una situazione clinica impegnativa e difficile, che ha messo a dura prova la tenuta dell'analista del suo funzionamento mentale, l'autore cerca di mostrare come l'analisi del controtransfert, insieme con l'autoanalisi in funzione del paziente, possono rivelarsi fondamentali strumenti per uscire da una situazione di impasse. Sulla scorta del materiale clinico, svolge inoltre alcune riflessioni sul suo alcuni concetti a tutt'oggi controversi, quali quelli di controtransfert, di enactment, inserendosi nel contempo sul dibattito intorno alla soggettività dell'analista.

 

 

 

 

 

 

 

 

 
Bologna, 22.09-13.12.2007 "TERRITORI ATTUALI DELLA RICERCA PSICOANALITICA"; Sede: BOLOGNA, CPB-VIA C. BATTISTI, 24 ; Info: centropsicanalitico_dibologna@fastwebnet.it

Fees= euro 200,00.

 

 

 
Bologna, 21.09-23.09.2007 XXXIX CONGRESSO NAZIONALE SOCIETA' ITALIANA DI PSICOTERAPIA MEDICA: LA RICHIESTA DI PSICOTERAPIA NELLA REALTÀ CLINICA ATTUALE: ASPETTI FORMATIVI CULTURALI E ORGANIZZATIVI; Sede: BOLOGNA AULE UNIVERSITARIE VIA BELMELORO 12; Info: info@mccstudio.org  Fees= euro 100,00.

PROGRAMMA

Venerdì  21 Settembre 2007

 

 

Laboratori e seminari tematici

 Sessioni Parallele

 

Ore 14.00 – 19.00 Laboratori in sessioni parallele

 

L’esperienza del servizio di psicoterapia del Dipartimento di Salute Mentale di Carate-Monza

I. Carta, C. Galvano

 

L’infermiere come supporto psicologico nel lavoro dei servizi psichiatrici pubblici

I. Rossi, S. Stella

 

La formazione psicoterapica nel pubblico e nel privato

G. Pierri, A. Merini

 

La ricerca empirica in psicoterapia

S. Fassino, A. Ferrero

 

L’utilità dell’approccio psicoterapico in situazioni complesse senza richiesta

D. Bollelli, V. Berlincioni

 

Teatro e Psicoterapia

M. Garis

 

Indagine conoscitiva della situazione della psicoterapia in alcune regioni italiane

M. Zuccolin, M. Colafelice

 

Psicoterapia e Immaginario cinematografico. Un percorso di formazione

G. Ballauri, F. Scarsi

 

La terapia integrata della depressione e della schizofrenia: psicofarmaci e psicoterapia

D. La Barbera, M. Guarnirei

 

 

 

 

 

 

 

Sabato 22 Settembre 2007

8.30     Registrazione partecipanti

9.00     Saluto delle Autorità e introduzione ai lavori

            Interviene il Presidente della S.I.P. :M. Bassi

 

I SESSIONE

Moderatori: PM Furlan, I. Carta

 

09.30      Antropofenomenologia e Psicoterapia

E. Borgna

 

10.10   Attualità della competenza e capacità psicoterapica nella psichiatria clinica

            R. Rossi

 

10.50   Discussione

 

 

II SESSIONE

Moderatori: A.Merini, S.Fassino

 

11.30   Supervisione di équipe nel servizio pubblico

D. Bolelli

 

12.10   Richiesta di psicoterapia nel territorio

M. Ruggeri

 

12.50   Discussione

 

 

III SESSIONE

Moderatori: GP Pierri, M.Zuccolin

 

15.00   La psicoterapia in Italia tra storia e attualità

PF Galli

 

15.40   Valutazione di efficienza  della psicoterapia

PM Furlan

 

16.20   Terapia di psicofarmacologia e di psicoterapia nei servizi: setting differenziati e setting  unificati

            S. Stella

16.50   La valutazione dei risultati in psicoterapia

            E. Liendo       

 

17.10   Discussione

 

18.00   Assemblea  dei  Soci  - Elezione del Consiglio Direttivo

 

 

Domenica 23 Settembre 2007

 

9.00     Comunicazioni libere

 

12.00   Sessione plenaria

Relazioni dei conduttori dei gruppi sulle comunicazioni

             

12.45   Questionari di valutazione ECM

 

13.15      Conclusioni e chiusura del Congresso

            D. Berardi

 


 

 

RAZIONALE del CONVEGNO


 La psicoterapia è uno strumento clinico di indiscusso valore per la cura  dei
 disturbi psichici. Come ogni mezzo terapeutico trova indicazioni e  controindicazioni, necessita di verifiche e di valutazioni di efficacia,  muta  ed evolve nella sua applicazione secondo le nuove acquisizioni  scientifiche e  culturali. In particolare i Servizi Psichiatrici Pubblici, da tempo, erogano,  nella complessità delle loro funzioni, trattamenti psicoterapici, sia come scelta strategica unica sia come intervento integrato con altri approcci di  cura; sono pertanto un luogo privilegiato su cui rifletter ed analizzare  tali  strategie terapeutiche. Il XXXIX Congresso Nazionale della Società  Italiana di  Psicoterapia Medica si propone di affrontare, a tutto campo, la materia  con lo  scopo di porre un punto di riferimento sullo stato dell'arte e, al  contempo,  suggerire nuove prospettive.

 

 

 

SEDE CONGRESSUALE:

Complesso Aule Belmeloro

via Belmeloro,12

Bologna

 

 

Segreteria Organizzativa

MCC srl

Via Santo Stefano 57

40125 Bologna

Tel 051263703  fax 051238564

e-mail: info@mccstudio.org

 

 

PRESIDENTE ONORARIO

Dott. Mariano Bassi

Direttore del Dipartimento di Salute Mentale Area Città dell’Azienda USL di Bologna e Presidente della Società Italiana di Psichiatria

 

PRESIDENTI DEL CONGRESSO

Prof. Italo Carta

Università di Milano Bicocca, Facoltà di Medicina e Chirurgia

Prof. Gianpaolo Pierri

Università di Bari

 

COMITATO SCIENTIFICO

Dott. Ilo Rossi

Segretario Sezione Regionale Emilia Romagna della Società Italiana di Psichiatria

Dott. Stelio Stella

Centro di Salute Mentale dell’Area Dipartimentale Est dell’AUSL di Bologna

 

ELENCO RELATORI E MODERATORI

Dott. Giuseppe Ballauri

 Psichiatra, Psicoanalista Genova

 

Prof. Domenico  Berardi

Istituto di Psichiatria «Paolo Ottonello» Bologna

 

Dott.ssa Vanna Berlincioni

ricercatrice  Università di Pavia, membro associato della SPI

 

Daniela Bolelli

Primario Psichiatria Pisa

 

Dott. Eugenio Borgna

Ospedale Maggiore di Novara

Università degli Studi di Milano

 

Prof. Italo Carta

Università di Milano Bicocca, Facoltà di Medicina e Chirurgia

 

Prof. Marco Colafelice

Università degli Studi di Verona

 

Dott. Andrea Ferrero

CSM Unità di Psicoterapia ASL 7 Chivasso (To)

 

Prof. Secondo Fassino

Università degl Studi di Torino

 

Prof. Pier Maria Furlan

Università degli Studi di Torino

 

Dott. Claudio Gesualdo Galvano

Azienda Ospedaliera S. Gerardo, Milano

 

Dott. Pier Francesco Galli

Direttore della rivista “Psicoterapia e scienze umane”

Fondatore Gruppo milanese per lo sviluppo della psicoterapia, Bologna

 

Dott.ssa Maria Gabriella Garis

Dipartimento Universitario di Salute Mentale ASO S. Luigi, Orbassano- ASL 5, Collegno – Torino

 

Dott.Maurizio Guarnieri, Messina

 

Prof. Daniele La Barbera

Clinica Psichiatrica, Università degli Studi di Palermo

 

Dott. Ernesto Cesar  Lindo

Analista Didatta della Società Psicoanalitica Canadese, Campione D’Italia, Svizzera

 

Dott. Alberto Merini

Centro di Psichiatria Multietnica Georges Devereux, Istituto di Psichiatria, Università di Bologna

 

Prof. Gianpaolo Pierri

Università degli Studi di Bari

 

Dott. Ilo Rossi, Ravenna

Segretario Sezione Regionale Emilia Romagna della Società Italiana di Psichiatria

 

Prof. Romolo Rossi

ordinario di psichiatria a Genova e psicoanalista della Spi, Società italiana di psicanalisi

 

Prof. Francesco Jacopo Scarsi

Università di Genova

 

Dott. Stelio Stella

Centro di Salute Mentale dell’Area Dipartimentale Est dell’AUSL di Bologna

 

Prof.ssa Mirella Ruggeri

Università di Verona; Policlinico “G.B. Rossi”

 

Dott.ssa Maria Zuccolin

Psichiatria DSM ASL 4 Torino

 

 

 

 
Milano, 22.09-11.11.2007 "CORE TRAINING IN PSICOTERAPIA DINAMICO-ESPERIENZIALE"; Sede: IEDTA, VIA P.DA VOLPEDO, 12 20149 MILANO; Info: egnudi@tiscali.it 

Fees= n.d.

RELATORI

Diana Fosha, Ph.D. è Professore Associato presso il Clinical Psychology Doctoral Program del Derner Institute of Advanced Psychological Studies, Adelphi University, New York. E’ autrice del libro The Transforming Power of Affect: A Model for Accelerated Change, Basic Books (2000), e di numerosi lavori scientifici sulla PBD-E, fra i quali un capitolo del Comprehensive Handbook of Psychotherapy, Vol 1: Psychodynamic and Object Relations Psychotherapies (John Wiley & Sons, New York, 2002). Il suo interesse scientifico attuale si rivolge in modo privilegiato alla integrazione tra neuroscienza degli affetti, teoria delle emozioni e regolazione diadica dell’affetto, nel lavoro clinico con i pazienti. La Dott.ssa Fosha fa parte del comitato di redazione del Journal of Psychotherapy Integration (SEPI). Ha tenuto corsi di formazione e workshop di PBD-E in USA, Canada, Brasile e Italia. Ha uno studio di consultazione e psicoterapia a New York City. E’ membro del Consiglio Direttivo e Responsabile della Formazione della IEDTA, International Experiential Dynamic Therapy Association.

 

Ferruccio Osimo, Medico Psichiatra, Dirigente di I°livello A.O.Niguarda Ca’ Granda, è Presidente della IEDTA, International Experiential Dynamic Therapy Association, Professore a contratto di psicoterapia presso la Scuola di Specializzazione in Psichiatria dell’Università Statale di Milano, membro del Consiglio Direttivo di OPIFER, Organizzazione di Psicoanalisti Italiani - Federazione e Registro, Fellow dell’American Academy of Psychoanalysis, membro della Tavistock Society of Psychotherapists. E’ co-autore con D.H.Malan di Psychodynamics, Training, and Outcome in Brief Psychotherapy, Butterworth-Heinemann (1992) e autore di Parole, Emozioni e Videotape – Manuale di Psicoterapia Breve Dinamico-Esperienziale, Franco Angeli (2001) e di un capitolo del Comprehensive Handbook of Psychotherapy, Vol 1: Psychodynamic and Object Relations Psychotherapies (John Wiley & Sons, New York, 2002). Ha organizzato numerosi corsi e simposi internazionali in Italia, tra cui quelli con H.Davanloo e D.H.Malan (1987 e 1991) e la 1a Conferenza Internazionale della IEDTA: “Fattori essenziali per un’efficace Psicoterapia Dinamica Breve”, presso l’Ospedale Niguarda Ca’ Granda di Milano (2001).

 

22/09/07 Abstract: Una caratteristica della PBD-E risiede nell’attenzione prestata alla reciproca influenza delle tecniche impiegate sulla relazione e di quest’ultima sulle modalità tecniche stesse. Il rapporto tra terapeuta e paziente viene qui affrontato nella sua duplice valenza di relazione reale e di fenomeno transferale. La presentazione audiovisiva verte sulla prima seduta con un paziente e sulla impostazione della relazione terapeutica secondo questo modello teorico.

 

23/09/07 Abstract: Quello tra alleanza terapeutica e resistenza al cambiamento è un equilibrio variabile in tutto il corso della relazione terapeutica. A seconda se gli aspetti delle vita del paziente che vengono man mano affrontati sono più o meno ansiogeni e dolorosi, la resistenza può aumentare, per poi lasciare il posto a una rinnovata alleanza terapeutica.

Tali sviluppi vengono illustrati teoricamente e attraverso la presentazione audiovisiva.

 

 

6/10/07 Abstract: L’azione trasformativa della psicoterapia può essere meglio spiegata e compresa alla

 luce dello studio dell’interfaccia tra i fenomeni emozionali sia di tipo inibitorio che espressivo e i loro rispettivi correlati funzionali. Ciò è oggi reso possibile in modo sempre più attendibile dallo sviluppo e dai risultati delle neuroscienze. Così come i fenomeni neurochimici cerebrali sono alla base anche delle emozioni umane, anche queste ultime influenzano a loro volta il funzionamento del cervello. La presentazione audiovisiva mette in luce i marker emotivi studiati dalla Dr.Fosha.

 

7/10/07 Abstract: La presentazione audiovisiva riguarda il caso di un paziente caratterizzato da quella che appare inizialmente come una totale anaffettività. Nel corso della terapia e grazie alle tecniche di empatia profonda, la paralisi emozionale del paziente lascia il posto alla nascita dei sentimenti prima malcerti o del tutto inibiti.

 

10/10/07  Abstract: Il paziente con disturbo borderline di personalità presenta in genere una alternanza tra momenti o fasi di espressività impulsiva e fasi di ritiro con vissuti di “vuoto”. Tale caratteristica richiede particolari adattamenti tecnici. Il terapeuta dovrà essere maggiormente flessibile sul piano tecnico, ma, nello stesso tempo, avere un atteggiamento fermo sul contratto e i diritti/doveri del paziente, e mostrare una buona capacità di holding. La presentazione audiovisiva illustrerà particolarmente tali aspetti.

 

11/10/07  Abstract: Attraverso le varie fasi della psicoterapia, comprese quelle “crisi” che spesso caratterizzano la relazione con questa tipologia di pazienti, e che, se superate, hanno una forte valenza terapeutica, si assisterà al dipanarsi di questo caso clinico, fino alle fasi conclusive della psicoterapia.

 

 

 

 

 

 
Firenze, 21.09.2007 "LA PSICOPATOLOGIA DI OGGI: UNA DISCUSSIONE TRA ESPERTI"; Sede: FIRENZE, CENTRO CONVEGNI SAN PAOLO DELLA CROCE; Info: info@quidcom.com  Fees= n.d.

PROGRAMMA DELL’INCONTRO

 

14.00                REGISTRAZIONE PARTECIPANTI

14.15                INTRODUZIONE E SALUTO

                (Ferdinando Galassi)

15.30                I DISTURBI DELL’AFFETTIVITA’

(Pierluigi Cabras)

16.30        LA COSCIENZA E LE SUE ALTERAZIONI

                (Pierluigi Cabras)

17.15                PAUSA

17.45        IL MONDO DELLA PSICOSI

                (Pierluigi Cabras)

18.30        DIBATTITO APERTO CON IL PUBBLICO

20,00        test e CHIUSURA LAVORI

 

 

Coordinatore Scientifico: P.L. CABRAS

Segreteria Organizzativa

Quid Communications srl - Via G. C. Vanini, 5 – 50129 Firenze

tel.: 0554633701 fax: 0554633698 info@quidcom.com  www.quidcom.com

Informazioni sul Corso

Sede del Corso

Firenze, Convitto delle Montalve

ECM

E' stata effettuata la richiesta di attribuzione crediti al Ministero della Sanità L'attestato con i crediti sarà rilasciato soltanto ai discenti che avranno partecipato all’intera giornata, coprendo il 100% della presenza al corso (faranno fede le firme in entrata ed uscita). Il corso è rivolto ad un massimo di 20 medici facenti parte della disciplina di psichiatria, neuropsichiatria infantile, neurologia. Parole chiave: Psicopatologia,depressione, psicosi. Obbiettivo n. 21

La partecipazione al corso è gratuita.

Per informazioni logistiche ed alberghiere si prega di contattare la segreteria organizzativa Quid Communications via mail: info@quidcom.com

 

Razionale ed obbiettivi

LA PSICOPATOLOGIA DI OGGI: UNA DISCUSSIONE TRA ESPERTI

Nell’ambito delle malattie mentali, la schizofrenia, il disturbo bipolare e la depressione, rappresentano patologie estremamente rilevanti per il loro impatto sociale. I tassi di prevalenza della schizofrenia si collocano tra il 2.5 e il 5.6 per 1000 casi e quelli di incidenza su base annua tra lo 0.2 e lo 0.6 per 1000.

Per la depressione i dati più recenti per l’Italia stimano in 5 milioni le persone colpite, con una spesa sanitaria valutabile in 15 miliardi di euro l’anno.   Secondo le stime più recenti, la prevalenza del disturbo bipolare nella popolazione generale raggiunge valori del 5-6% e la patologia rappresenta la sesta causa di disagio sociale nel mondo.

Nel quadro generale delineato, anche la complessità della scelta del trattamento con cui deve misurarsi lo specialista rappresenta un elemento di centrale importanza. E ciò non solo in funzione di mettere in atto trattamenti integrati, ma anche per l’individuazione del più idoneo trattamento farmacologico. Il contesto in cui si declina la pratica clinica non è, infatti, un setting asettico, in quanto gravano sul paziente con disturbo mentale scenari complessi e in continua evoluzione dove le variabili cliniche si intrecciano con quelle extracliniche, legate alla storia, alla vita ed alle relazioni del paziente nel suo contesto.

L’incontro” La psicopatologia di oggi:una discussione tra esperti” è destinato a Specialisti Psichiatri ed ha lo scopo di discutere le strategie di approccio diagnostico-terapeutico della schizofrenia, delle psicosi, del disturbo bipolare e della depressione  attraverso un confronto-dibattito tra specialisti con consistente esperienza clinica .

 

 

 

 

 

 
 

 

Roma, 27.09.2007 "SALUTE MENTALE PER L’INFANZIA E L’ETÀ EVOLUTIVA"; Sede:COMPLESSO SANTA MARIA DELLA PIETÀ, PIAZZA SANTA MARIA DELLA PIETÀ, ROMA ; Info:    presam@virgilio.it  Fees= n.d.

 

 

 

 
 

 

 

 
Milano, 21.09-22.09.2007 "L'ABBRACCIO"; Sede: MILANO, VIA CARDUCCI, 30; Info: formazione.permanente-mi@unicatt.it

Fees= euro 200,00.

Claudio Bernardi

 

L'arte dei corpi.

 

Disagi quotidiani e cure creative del teatro sociale.

 

Il teatro sociale è l'invenzione di trame culturali e relazionali, che traducono in vissuti  quotidiani le esperienze benefiche provate nei diversi sistemi di terapie psicosomatiche. Il teatro sociale mette in connessione quelle persone, quei gruppi, quelle associazioni, quegli enti pubblici e privati che comprendono la necessità di essere soci, parte di un organismo complesso, con vite e stili di vita diversi ma che cooperano e alla formazione del benessere comune . Per la costruzione e ricostruzione delle relazioni e dei legami sociali, il teatro sociale esplora tre ambiti fondamentali di azione, quello del laboratorio, quello dello spettacolo o evento e quello del rituale. Nel primo ambito si mette in atto l'esplorazione del sé, delle proprie potenzialità  e dei propri limiti, si mettono alla prova, si acquisiscono e si incrementano le proprie capacità. Nel contempo il lavoro di gruppo evidenzia conflitti e alleanze, accresce la fiducia reciproca, smussa le spigolosità, crea un ambiente affettivo e un'intimità assai proficua per qualsiasi obiettivo il gruppo intenda raggiungere. L'evento o lo spettacolo nasce da un processo creativo e performativo del gruppo che cerca di affrontare gli  argomenti e i temi più sentiti  dal gruppo e dal contesto in cui il gruppo opera. La comunicazione pubblica del processo laboratoriale, il prodotto, avvia a sua volta un processo comunicativo e relazionale che crea nuovi legami, apre nuove prospettive e coinvolge in modo operativo le altre componenti della rete sociale. L'esito a più ampia estensione dei processi laboratoriali e performativi  è il miglioramento dei vissuti personali e degli ambienti di vita attraverso l'invenzione o la riqualificazione dei riti quotidiani e delle espressioni di condivisione festiva del proprio gruppo e della propria comunità. 

 


 

ABSTRACT

L’EMOZIONE E’ UN CROCEVIA

 

 

L’emozione è un crocevia dove si incontrano istanze differenti: sensazioni viscerali, movimenti muscolari, pensieri e immagini; tutto questo all’interno di una cornice ambientale che ne plasma l’origine e ne sovradetermina il senso.  

Ciò che sente un individuo è cioè sempre incardinato in una rappresentazione di ruolo, reale o fantasmatico; e al tempo stesso ogni decisione di copione, nello stile di vita personale, è costruita in base alle condizioni sensoriali-affettive del soggetto stesso.

Questa circolarità epistemologica mostra la necessità di operare costantemente su un doppio registro: ascoltare e trasformare il vissuto individuale senza mai distaccarsi dalla complessa rete di relazioni sociali.

Ciò è ancora più evidente nelle situazioni di sofferenza emotiva, dove ogni deformazione del Sé individuale è connesso, sempre in modo circolare, ad una sofferenza relazionale.

L’idea di sofferenza emotiva diventa quindi un concetto polisemico, perché comprende al proprio interno sia gli ingredienti individuali che il contenitore sociale, e diventa così cartina al tornasole del grado di deterioramento di quello stesso  filo che ci tiene legati a noi stessi e contemporaneamente agli altri.


 

ABSTRACT

PROF. GHIGLIONE

 

Le nostre ragioni

 

Le persone, le loro vite, le loro relazioni, il loro immaginario, il loro credo, i loro linguaggi. Questo ci interessa. Perché ci siamo dentro. Anche noi parte di un essere mondo diviso, contradditorio, dolente. Un mondo di passioni che ci riguarda.  Perché siamo umani e perché facciamo teatro: le cose ci si mostrano e ci chiamano a vedere se ce le portiamo dentro e come.  Poi, per professione, abbiamo scelto di fare teatro anche con anziani, infermieri, pazienti, migranti. E lì incontriamo come delle condensazioni vitali, dove sono più evidenti le condizioni umane primarie. E proprio lì troviamo più forte che altrove il desiderio di dire e di dire attraverso i linguaggi dell'arte le identità, ma anche i desideri, i sogni, le paure. Le condizioni antropologiche che ci interessano nel fare teatro sono la cura, il  limite e la violenza. Questi sono alcuni nodi per noi centrali.

 

Laboratorio teatrale                   

 

Le vie del corpo

 

Il cambiamento attraverso l'ascolto e la memoria

 

 

Pianificazione delle  6 ore di laboratorio:

 

dalle 9 alle 12:

 

-         una prima fase di training corporeo per valorizzare il lavoro corporeo individuale;

-         una seconda fase in cui il lavoro corporeo viene focalizzato sulla relazione con l’altro: esercizi di fiducia e contatto.

 

 

Dalle 13 alla 14:

 

Dopo questi due momenti si passa alla dimensione performativa attraverso due momenti:

-         l’utilizzo del racconto come luogo per l’espressione di sè;

-         l’utilizzo dell’improvvisazione e della dimensione performativa come luogo dell’esplorazione dei ruoli sociali e delle dinamiche relazionali.

 

L’ultima parte è dedicata alla sperimentazione della dimensione rituale nel setting teatrale (riti di elaborazione della perdita, riti di ricomposizione del conflitto, riti di coesione sociale...) e all’individuazione delle connessioni con la ritualità quotidiana quale spazio del cambiamento.

 

  


 

ABSTRACT BREVE

 

MUSICOTERAPIA CONFERMANTE

 

Nella relazione si proporrà un nuovo modello di musicoterapia denominata Musicoterapia Confermante. Il modello, sperimentato in due decenni di attività e sperimentazione nel trattamento di pazienti con difficoltà, anche gravi, nella comunicazione/relazione (coma, autismo, pluri-disabilità), si basa sulla integrazione delle grandi potenzialità educative e terapeutiche della musica e della comunicazione psicotattile. 

Nel corso della relazione sarà mostrato come esso raggiunge alti livelli di efficacia in quanto agisce contemporaneamente sulla sfera emotivo-affettiva come su quella cognitiva del paziente.

 

 

IN MODO PIÙ AMPIO

 

MUSICOTERAPIA CONFERMANTE

 

Nata e cresciuta nell’ultimo decennio la musicoterapia confermante (definizione coniata dal suo ideatore, Dario Benatti) è una tecnica nuova nell’ambito delle varie metodologie di musicoterapia.

L’idea basilare di quello che sta gradatamente divenendo un modello, è nata dalla necessità del musicoterapeuta di poter essere efficace con quei pazienti che, prima di ogni altro aiuto o progetto riabilitativo, hanno bisogno (ed è un bisogno di primaria importanza) di essere confermati: sentire di esistere, di essere accolti, accettati, compresi. La musicoterapia confermante viene quindi applicata nel trattamento di pazienti in stato di coma o di post-coma grave, nelle lesioni cerebrali infantili, nella pluri-disabilità, nelle sindromi degenerative, e in tante altre patologie o situazioni nelle quali l’urgenza terapeutica può essere, come detto, un’urgenza esistenziale.

Anni di utilizzo ne hanno evidenziato l’efficacia, soprattutto nelle fasi iniziali del trattamento, in molti, diversi progetti terapeutici, ed inoltre,  nel corso degli ultimi dieci anni  la tecnica è stata sperimentata con successo, evolvendosi e raffinandosi, anche laddove gli obiettivi del terapeuta non sono legati ad urgenze o patologie gravi. Importanti esperienze sono state fatte, ad esempio,  nella preparazione al parto per ottimizzare la relazione all’interno della triade madre-padre-nascituro, nelle malattie psicosomatiche e nelle problematiche legate allo stress per favorire il contatto con la propria corporeità, ma anche nelle pratiche educative nei nidi e nelle scuole primarie.

Non ultimo, la musicoterapia confermante ha avuto modo di sperimentare la sua efficacia nell’evoluzione delle risorse umane in campo comunicativo e relazionale durante la formazione di operatori sanitari ed educatori.

 

Riguardo gli aspetti relazionali, il riferimento teorico principale è quello della psicologia umanistica. Questo e altri modelli di musicoterapia (definiti modelli di  musicoterapia umanistica, appunto) hanno infatti importanti presupposti legati alla umanizzazione dei rapporti educativi e terapeutici, nei quali uno dei due, volente o nolente, è spesso, in qualche modo, “dipendente” dall’altro:

·        riconoscimento dell’unicità di ogni persona umana e del valore e della significatività che ogni vita rappresenta (anche quella vicina all’età della morte e quella colpita da malattie devastanti),  

·        visione olistica dell’essere umano nella sua globalità di corpo-mente-anima,

·        attenzione alla qualità della relazione,

·        sostanziale fiducia nelle potenzialità che la persona ha dentro di sé per superare le difficoltà e conseguente ricerca di accordo e condivisione circa gli obiettivi terapeutici e riabilitativi.

 

Il modello di musicoterapia confermante si basa quindi sulla ottimizzazione della relazione, sull’ascolto empatico, sull’accettazione incondizionata dell’altro per come è nel momento presente e sull’utilizzo del suono e della musica come mezzo per scoprire e sviluppare i potenziali e le risorse della persona.

 

Ma ciò che caratterizza e rende definibile in modo preciso il modello è l’utilizzo, assieme al suono e alla musica, della comunicazione psicotattile, detta anche haptonomica, ovvero della comunicazione attraverso il contatto corporeo  attuata dal terapeuta con una metodologia che tiene contemporaneamente  conto degli aspetti psicologici e neurologici della percezione tonico-tattile.

Nelle varie attività della musicoterapia confermante il ritmo, le melodie, gli accenti, l’armonia di musica adeguata (improvvisata dal terapeuta o scelta accuratamente dopo attenta anamnesi dei vissuti musicali del paziente) vengono esperiti nel contatto corporeo in modo sintonico, sinergico, multisensoriale.

La ricchezza e la piacevolezza di queste esperienze integrate di varie modalità rappresentazionali tattile, labirintica, cenestesica, uditiva, unite ai messaggi confermanti di una relazione positiva col terapeuta (che favorisce l’attaccamento sicuro studiato da Bowlby) donano al paziente un vissuto ricco e positivo del proprio corpo e ciò gli permette di “rientrare in sé” vincendo l’alienazione e ridando alla pelle e ai muscoli il ruolo, forse perduto, di contenimento psichico e di coesione del sé.  

 

Un ruolo importante all’interno del modello è anche rivestito dalla voce e, dove possibile dall’uso di strumenti che permettono di utilizzare suono e vibrazione in termini direttamente terapeutici. Il suono è infatti energia, un’energia vibratoria che interagisce con le strutture del corpo, anch’esse vibranti,  attraverso il fenomeno della risonanza (l’interazione di due corpi vibranti a frequenze simili). Siamo infatti composti «di frequenze e di ritmi con densità e velocità diverse in una rete di energia vibrazionale e pulsante che dà forma e vita al corpo, ai pensieri e alle emozioni. Siamo sistemi risonanti in evoluzione anziché masse solide stabili.

  

IL LABORATORIO PRATICO

 

Il laboratorio è organizzato secondo l’accezione originale del termine: un luogo dove si conosce  facendo. Esso è infatti strutturato in modo tale da offrire ai partecipanti la possibilità di sperimentare su di sé e parallelamente fare adeguata pratica delle tecniche di base della musicoterapia e in particolare della Musicoterapia Confermante come tecnica educativa e riabilitativa. Una tecnica  volta a creare opportunità di comunicazione, relazione ed espressione di sé alternative o complementari laddove altre modalità, come il linguaggio verbale, siano limitate da problematiche di vario genere.

Verrà inoltre favorita la scoperta e la gestione di nuove dinamiche espressive non-verbali che favoriscano l’esplicazione delle potenzialità di ognuno, la collaborazione e la comunicazione.

 

Metodologicamente l’incontro prevede un percorso induttivo, nel quale prima si fanno delle esperienze concrete guidate  e solo in un secondo momento queste esperienze soggettive vengono confrontate con il gruppo e con le linee teoriche sottese. 

 

Temi e tecniche trattate

 

 

L’uomo e il suo corpo

Le differenti forme di rappresentazione del corpo

I concetti di tensione e rilassamento autentici

Respiro ed emozioni

Il respiro  come espressione originale della vita e primo soggetto di espressione musicale

La sincronizzazione psicotattile del respiro

Le condizioni indispensabili per un approccio corporeo sano: Prossimità, familiarità e intimità

Il contatto affettivo fra corporeità e musicalità

La vocalità alle origini della comunicazione verbale

La comunicazione corporea e i concetti di conferma, disconferma, rifiuto, nella definizione del sé e dell’altro

Intimità e responsabilità personale; fiducia, fedeltà e lealtà

Guidare ed accompagnare con il corpo

Le tre sorelle per una relazione sana: Presenza, Trasparenza, Prudenza

Sperimentazione dei rapporti suono-movimento nell’espressione corporea

Esperienze di danza e percussioni corporee

 

 
Firenze, 28.08.2007 "UNDERSTANDING AND INTERVENING WITH CHILDREN, FAMILIES AND COMMUNITIES EXPOSED TO TRAUMA AND DISASTER"; Sede: PALAZZO AFFARI /CONGRESSI - P.ZZA ADUA 1; Info: cristina.uzzo@escap-net.org  Fees= euro 250,00.

Title: Understanding and intervening with children, families and communities exposed to trauma and disaster  

 

 

 

Chairs: Professor William Yule and Prof. Nathaniel Laor on August 28th

 

 

 

Speakers
William Yule - Clinical Psychologist, Professor of Applied Child Psychology at University of London (UK).
Nathaniel Laor - Psychiatrist, Professor of Psychiatry and Philosophy at University of Tel Aviv (Israel)
Alexander McFarlane - Psychiatrist, Professor of Psychiatry, Head of the University of Adelaide (Australia)
Robert Pynoos - Psychiatrist, Professor of Psychiatry, University of California at Los Angeles (USA)
Prof. Ernesto Caffo - Child Psychiatrist, Professor of Child Psychiatry at University of Modena and Reggio Emilia (Italy)

 


Agenda
08:45-09:00 Registration
09:00-10:00 Welcome - Introduction to trauma and post traumatic stress disorder in children (W.Yule)
10:00-11:00 Impact and psychological sequalae of children's exposure to traumatic events (E.Caffo, B.Forresi)
11:00-11:30 Coffee and Tea
11.30-12.30 Neurobiology of trauma (A.McFarlane)
12.30-13.00 Plenary Discussion
13.00-14.00 Lunch
14.00-15:00
Psychological First Aid (R.Pynoos)
15.00-16:00 Psychotherapy models for children after trauma and disaster (W.Yule)
16.00-16.30 Coffee and Tea
16.30-17:30 Child-oriented psychosocial and community interventions after mass disaster (N.Laor, L. Wolmer)
17.30-18:00 Plenary Discussion

Abstract  

 

Florence  28/8/2007

 

 

The Neurobiology of Trauma

 

The impact of traumatic events on child development needs to be considered from two perspectives.  Firstly, major traumatic events have the capacity to disrupt a child’s primary attachments and consequent developmental projection as a consequence of the impact of those events on the parent.  Secondly, with the increasing maturation of the child, traumatic events themselves have a significant and direct effect on the child’s pattern of arousal and stress modulation.  The impact of traumatic stress on the parent-child dyad is critical in the early years of development.  Our research indicates that the mother’s trauma history can significantly impact upon the child’s language acquisition, behavioural development, and patterns of stress reactivity. As Yehuda and colleagues (2005) have proposed the mechanism for the intergenerational impact of traumatic stress may occur during fetal development. 

 

Traumatic events directly experienced by the child impact on the neurobiology of the child via different mechanisms.  A critical issue is the degree of initial conditioning to the traumatic stressor and then the subsequent pattern of habituation or sensitisation to subsequent traumatic cues.   These processes embody a critical gene by environment interaction that underpins major shifts in neurohormonal and CNS information processing symptoms that have a series of secondary consequences for the child’s adaptability in the face of future stresses.  Increasingly, evidence suggests that there is a progressive sensitisation of individuals with multiple trauma exposures that leads to a general greater risk of psychiatric disorder as well as posttraumatic stress disorder.

 

Against this developmental perspective, the neurobiological abnormalities associated with posttraumatic stress disorder will be characterised.  In particular, the neuroimaging research which highlights that trauma disrupts the information processing systems of the brain will be described.  These data suggest that individuals with posttraumatic stress disorder not only utilise different neural systems in managing traumatic memories, but also in their capacity to selectively attend and manage day-to-day stimuli in their environment.

 

 

 

 
Firenze, 27.08.2007 "INTERNATIONAL COURSE ON BULLYING AND HEALTH RISKS"; Sede: PALAZZO CONGRESSI/AFFARI - P.ZZA ADUA 1; Info: cristina.uzzo@escap-net.org ; Fees= euro 250,00.

ESCAP-13th International Congress

International Course on Bullying and Health Risks

Chair:Jorge C. Srabstein, MD (USA)

Co-Chair: Bennett Leventhal (USA)

 

8:30                             Registration

9:00                             Introduction

Jorge C. Srabstein, MD

Children’s National Medical Center

Washington, DC USA

 

9:10.                             Morbidity Associated with Bullying: Detection, Intervention and Advocacy

Jorge C. Srabstein, MD

Children’s National Medical Center

Washington, DC USA

 

10:00                            Bullying and Suicidality

                                   Young Shin Kim, MD, MPH, PhD

                                   Child Study Center, Yale University School of Medicine

 New Haven, CT, USA

 

10:50                            Break

 

11:05.                           Bullying and Injuries

                                   Lucie Laflamme, PhD

                                   Karolinska Institutet, Department of Public Health Sciences

                                   Stockholm, Sweden

 

10:55                            Lunch Break

 

13:00.                           Bullying and Psychiatric Symptoms

                                   Kirsti Kumpulainen, MD

                                   Kuopio University Hospital

                                   Kuopio, Finland

 

13:50                           A Whole School Approach to Tackling Bullying in Schools

Helen Cowie, PhD

University of Surrey

Guildford, United Kingdom

 

14:40.                         School as the first work environment for children: Experiences from

Sweden

Ewa Menckel, PhD

National Institute for Working Life

Stockholm, Sweden

 

15:10.                           Break

 

15:25.                           Practical Exercise and Discussion

Bennett Leventhal, MD, University of Illinois at Chicago

Morbidity Associated with Bullying: Detection, Intervention and Advocacy

 

Background;

There is progressive evidence, published in the past 10 years, documenting that children and adolescents who frequently participate in bullying, as bullies and/or victims, are at a significant higher risk of suffering from an array of serious health problems and potential mortality, as compared to their peers who are not involved in bullying.

There is a vital need to enhance the unique role of pediatric practitioners in detecting, intervening and preventing bullying behaviors and their associated serious public health risks.

 

Objectives

At the end of this presentation the participants will be able to:

a)        Discuss the health and educational risks among children and adolescents who participate in bullying as victims and or bullies.

b)        Advocate for public health policy that implements bullying primary prevention.

c)       Promote secondary and tertiary prevention of health problems related to bullying.

Methods: This presentation will analyze the nature of bullying, its prevalence, and socio-ecological factors. It will review cross sectional studies, of national representative samples of adolescents, to ascertain the association of health and educational risks with frequent involvement in bullying. A notion of a syndrome of bullying will be considered. A strong emphasis will be given to the discussion of a systematic routine screening, for all pediatric/psychiatric clinical visits, to ascertain participation in bullying behaviors, and determine associated morbidity. An analysis of anti-bullying legislations, enacted in the United States will follow.

Results: It is estimated that thirty percent of adolescents in the United States participate in bullying behaviors, as a bully and or as a victim. Five percent of American teenagers may experience a syndrome of bullying, characterized by frequent psychosomatic symptoms associated with their frequent participation in bullying. This segment of the population is at a significant higher risk for a range of other health and educational vulnerabilities.

Conclusions: It is strongly recommended that routine screening of bullying participation and health related problems should be conducted in all emergency and routine psychiatric visits.

Child and adolescent psychiatrists and pediatricians should exercise a unique role in advocating for public health policy and legislation, to implement anti-bullying prevention programs.

 

References:

 

1)     Srabstein J et al, Morbidities associated with bullying behaviors in adolescents. Int J Adolesc Med Health 2006;18(4): 387-396

2)     Due P et al Bullying and symptoms among school-aged children: international comparative cross sectional study in 28 countries. Eur J Public Health. 2005 Apr;15(2):128-32. Epub 2005 Mar 8.

3)     Fekkes M Bullying behavior and associations with psychosomatic complaints and depression in victims.J Pediatr. 2004 Jan;144(1):17-22.

4)     Eisenberg ME et al Associations of weight-based teasing and emotional well-being among adolescents.Arch Pediatr Adolesc Med. 2003 Aug;157(8):733-8.

 

 

 


 

 

Bullying and Suicide

 

 

Objective: To understand the potential mortality, due to self-injuries/suicidal ideations or behaviors, among adolescents who participate in bullying behaviors, as bullies and/or victims.

 

Methods:  This presentation will discuss data that demonstrates the significant suicidal risk affecting students who are victims of bullying and/or bully others. It will be based on:

a)      A longitudinal study of 1655 Korean students seventh and eighth grade students who completed the Korean Peer Nomination Inventory and the Korean Youth Self Report

b)      A cross-sectional representative sample of 9,938 American students, grade 6, 8 and 10 who completed the WHO Health Behavior in School Children (HBSC)

c)      A news surveillance of cases of death, associated with bullying, published in 52 worldwide major newspapers over a 20 years span.

Results: American and Korean students who were involved in school bullying, especially victim-perpetrators and female students, had significantly higher risks for suicide ideation and suicidal behavior when compared with individuals who were not involved in school bullying, independent of impacts from depression. In the past 20 years there have been at least 54 reported cases of adolescents with history of having been bullied who committed suicide.

Conclusions; The prevention, detection and treatment of students who participate in bullying behaviors as bullies and/or victims has a significant potential of preventing suicides, one of the leading causes of death in adolescence.

 

References:

1)      Brunstein Klomek A, Marrocco F, Kleinman M, Schonfeld IS, Gould MS. Bullying, depression, and suicidality in adolescents. J Am Acad Child Adolesc Psychiatry. 2007 Jan;46(1):40-9.

2)      Kim YS, Koh YJ, Leventhal B. School bullying and suicidal risk in Korean middle school students. Pediatrics. 2005 Feb;115(2):357-63.

3)      Kaltiala-Heino R, Rimpela M, Marttunen M, Rimpela A, Rantanen P Bullying, depression, and suicidal ideation in Finnish adolescents: school survey. BMJ. 1999 Aug 7;319(7206):348-51.


 

 

 

Bullying and Injuries

 

 

Background:

There is documented evidence that young people who are victims of bullying are more prone to suffer from injuries (1-3).

 

Objective: To understand the potential injury-related mortality among pre-adolescents and adolescents who participate in bullying behaviors, as bullies and/or victims.

 

Method: This presentation will highlight the significant risk for injuries among pre-adolescents and adolescents who exhibit a syndrome of bullying. It will also document the effect of peer victimization as a trigger of accidental injuries and its direct relationship to injuries caused by others. The discussion will be based on:

d)       A study of about 600 school children aged 10 to 15 years, who had been treated at Stockholm County’s Children’s Hospital, Sweden

e)       A cross sectional representative sample of American adolescents, who completed the WHO Health Behavior in School Children. This study focused on students who exhibit a syndrome of bullying (participation in bullying, as a bully and/or as a victim, and suffering from a cluster of frequently occurring psychosomatic symptoms).

f)         A worldwide news surveillance of cases of death, associated with bullying.

 

Results: Pre-adolescents and adolescents, who present with a syndrome of bullying, are at a higher risk than their peers who do not exhibit this clinical presentation, of suffering from accidental or physical violence related injuries. There is an indirect and direct causality between bullying and injuries. There at least 60 cases of reported deaths caused by accidental or violence related injuries, linked to bullying or hazing.

 

Conclusions: Anti bullying programs should have an urgent public health priority in the prevention of serious morbidity and mortality related to injuries in childhood.

 

References:

 

1)       Laflamme L, Engstrom K, Moller J, Alldahl M, Hallqvist J. Bullying in the school environment: an injury risk factor? Acta Psychiatr Scand Suppl. 2002;(412):20-5.

2)       Pickett W, Schmid H, Boyce WF, Simpson K, Scheidt PC, Mazur J, Molcho M, King MA, Godeau E, Overpeck M, Aszmann A, Szabo M, Harel Y. Multiple risk behavior and injury: an international analysis of young people. Arch Pediatr Adolesc Med. 2002 Aug;156(8):786-93.

3)       Laflamme L, Engstrom K, Moller J, Alldahl M, Hallqvist J.  Bullying in the school environment: an injury risk factor? Acta Psychiatr Scand Suppl. 2002;(412):20-5.

Wright J, Stark C.  Bullying in schools. Accident and emergency departments need management guidelines. BMJ. 1995 Apr 22;310(6986):10
 

BULLYING AND PSYCHIATRIC SYMPTOMS

 

Background: Research suggests that bullying is highly distressing and children involved have many psychiatric and/or psychosomatic symptoms and low self esteem

Objective: To understand psychiatric symptoms that can precede and/or be a consequence of participation in bullying, as a bully and/or as victim

Method: Review of a longitudinal study of children involved in bullying at age 8 and 12, to ascertain their psychiatric symptoms at age 8, 12 and 15

Results: Bully/victims exhibit most of the psychiatric symptoms and both externalizing and internalizing behaviors are common among them.  Bullies are prone to have externalizing behaviors while internalizing symptoms are more typical of victims.

About two-thirds of bully-victims and bullies and half of victims have psychiatric disorders. Oppositional/conduct disorder, attention deficit disorder and depression are common among bully/-victims and bullies.. Attention deficit disorder , depression and anxiety are common among victims. The status in regard to bullying can change over years but the probability to be involved over several years exist, especially among children with psychiatric problems.

Being involved in bullying and having concurrently psychiatric symptoms is also a risk factor for later criminality. Among males the probability of various kinds of criminal offending is connected to the bullying status years earlier. The risk applies to various kinds of offending, especially among bully-victims and bullies.

 

Conclusions: Children having bullying problems are more prone to be referred to psychiatric consultation but still a substantial number of them remain not referred for psychiatric evaluation. However, using information concerning frequent bullying during early school years as a screening method could find children at risk in having psychiatric disorders even years later. Procedures leading to early detection of children involved in bullying and having psychiatric problems are warranted in order to minimize the psychological consequences of the individuals involved as well as financial costs of the society.

 

References:

Kumpulainen K, Räsänen E, Henttonen I. Children involved in bullying: psychiatric disturbance and the persistence of the involvement. Child Abuse and Neglect 1999, 23, 1253-1262.

 

Kumpulainen K, Räsänen E. Children involved in bullying at elementary school age: their psychiatric symptoms and deviance in adolescence. An epidemiological sample. Child Abuse and Neglect 2000, 24, 1567-157