| Signore, dove sei?
Ti ho cercato in seminario,
ti ho cercato nel sacerdozio.
Ho pregato come mi han detto di fare.
Ho portato la tua Parola,
mi sono sforzato di fidarmi
e ho insistito perchè altri facessero come me.
Ti ho cercato nella musica,
musica sacra, musica per bambini, musica per giovani.
Ho suonato e cantato
per trovarti, per dire agli altri dove ti trovi.
Ti ho cercato tra le stelle,
ho passato notti a guardare le costellazioni,
e studiarne i miti che le hanno dato il nome
Ho goduto per le fasi di Venere, i satelliti di Giove, gli anelli di
Saturno.
Ho comprato un telescopio, riviste e carte stellari
sono rimasto incantato a guardare galassie, ammassi, nebulose.
Mi sono poi messo a studiare,
libri su libri nella mia casa,
da quelli ufficiali a quelli eretici,
cattolici e protestanti, atei e credenti,
romanzieri e saggi, antichi e moderni.
Ho riletto i vangeli tante volte,
ho chiesto ad altri di dirmi cosa loro hanno capito,
ho rispolverato libri che non aprivo da vent'anni,
ho girato per librerie, biblioteche, università,
ho dato e ricevuto riflessioni sul web.
Ho ripreso in mano il breviario, sono tornato in chiesa,
mi sono messo in ginocchio, ho fatto il segno della croce.
Ho guardato da vicino miracoli e miracolati,
sforzandomi di non essere prevenuto.
Ho lavorato. Ho avuto la fortuna di avvicinare
persone molto bisognose.
Ho visto cose rivoltanti, persone odiose,
storie incredibili, dolori che portano alla pazzia.
Ho fatto sport. Prima giocando a calcio, ora sui pedali della bici.
Ho apprezzato la fatica fisica, la sfida con i miei limiti,
la salita contro il sole, la discesa nella pioggia.
Ho amato. Ho legato il mio cuore ad una donna stupenda,
ho lasciato da parte le teorie sull'amore,
ed ho provato a lasciarmi andare.
Ho fatto tutto questo, Signore, senza mai stancarmi.
Non l'ho fatto per gli altri, non l'ho fatto neppure per Te.
L'ho fatto per me, perchè io sono il mio problema.
L'ho fatto per non lasciare nulla di intentato,
per cercarti ovunque, nella speranza di trovarti, finalmente.
Signore, dove sei?
Io non ti ho trovato.
Vedo le tue orme, la tua ombra,
"le tue spalle", come dice Mosè:
ma io ho bisogno di vedere Te.
E mentre qui si continua a nominare invano il tuo Nome,
a uccidere nel tuo Nome,
a creare partiti, confini, separazione, nel tuo Nome,
io provo smarrimento:
Che cosa vuoi da me? Che cosa mi stai dicendo?
Non sono triste e non dispero,
nelle mie domande non c'è paura.
C'è incertezza, ignoranza, ma anche fiducia.
Ho l'impressione talvolta di incontrare
qualcuno che ti ha davvero trovato.
Non si tratta di persone talentuose,
nè colte, nè conosciute.
Si tratta di persone che comunicano serenità.
Questo significa che si può fare, la mia ricerca non è finita. |