Luigi

Chiesa Cristiana Evangelica di Monza

Su Enzo Luigi Ambrogio Gezim Raffaele

 

 

 

Fin dalla adolescenza, non avendo nessun modello morale da seguire, afferrai a piene mani quello che il mondo mi offriva, non privandomi di alcun piacere che mi si presentava.

Verso i 20 anni iniziai a suonare in vari gruppi, spaziando dalle canzoni anni '60 al thrash metal; come si può facilmente immaginare il mio modo di fare era decisamente peggiorato, parlavo in maniera scurrile, bevevo più per spirito di emulazione che per piacere, portavo i capelli lunghi e i jeans stracciati, insomma, mi comportavo da vero ribelle.

Mia madre mi chiese di ricevere il "sacramento della cresima", forse pensando che questo potesse cambiare il mio atteggiamento sia nei confronti della famiglia sia verso la società, ma, davanti al mio rifiuto si mostrò profondamente addolorata; alla fine, solo per accontentarla, mi arresi.

Per un certo periodo dovetti seguire l'insegnamento del catechismo, trovando ciò che mi veniva insegnato estremamente noioso; l'unico fatto positivo di quel periodo era quello di poter leggere nel volto di chi mi aveva dato la vita, una certa serenità dovuta probabilmente alla sua certezza interiore che solo Dio potesse cambiarmi.

Fin da piccolo mia madre, donna estremamente religiosa e cattolica praticante, aveva creduto di darmi quei precetti morali che la chiesa cattolica romana insegna, mandandomi allo stesso tempo nella parrocchia del mio rione.

A quel tempo vivevamo a P. Torres e si occupava di noi ragazzini un sacerdote veramente simpatico, così frequentavo le riunioni con vero piacere, ma quando nell'81 ci trasferimmo a Sassari la situazione cambiò: andammo in un rione "gestito" dai frati, ma non erano altrettanto bravi, così poco alla volta mi allontanai.

Dio era un pensiero vago nella mia mente e Gesù, praticamente, uno sconosciuto, così le uniche persone a cui, anche dopo il mio allontanamento, mi rivolgevo, erano i santi, persone che, essendo simili a me, potevano capirmi e intercedere presso il Creatore del mondo.

A quel tempo non sapevo, così come è scritto nella Parola di Dio, che L'UNICO INTERCESSORE TRA DIO E GLI UOMINI E'  SOLO GESU' CRISTO e per di più egli era morto per pagare sulla croce le colpe di ciascun uomo e quindi anche le mie. Purtroppo  anche con lo studio del catechismo la mia ignoranza sulla Verità rimase profonda, tuttavia qualcosa di buono accadde:  per la mia cresima al posto del classico orologio mi regalarono una Bibbia.

Inizialmente ciò che mi spinse a leggere quel testo fu solo la curiosità, ma in seguito lo trovai alquanto interessante e così decisi di credere non più a quanto mi insegnavano gli uomini, ma solo a quello che Dio mi aveva rivelato nella Sua Parola.

Il Signore non fa mai le cose a metà, EGLI AVEVA PERMESSO CHE IL PROPRIO AMATO FIGLIO MORISSE, PER PAGARE COL SUO SACRIFICIO SULLA CROCE,  PER I MIEI PECCATI. Egli fece in modo che un mio vecchio amico di P. Torres venisse a trovarmi a casa.

Notai che era cambiato e mi parlò di come, attraverso la lettura della Bibbia, avesse scoperto che vi è UN UNICO SALVATORE E SIGNORE E QUESTO è GESU' CRISTO, così, da qualche tempo, mi riferì che faceva parte di una Chiesa Evangelica dove si insegnava la Parola di Dio in modo sistematico.

Le parole che mi furono riferite mi colpirono e rimasero per lungo tempo impresse nella mia mente, tuttavia non era arrivato per me ancora il tempo di accettare il meraviglioso dono che il Signore mi voleva offrire.

Nonostante la cresima, le speranze di mia madre andarono deluse; la mia vita non era cambiata, anzi, alle vecchie amicizie se ne aggiunsero delle nuove che in qualche modo erano peggiori.

Facevo con i nuovi compagni gare senza senso, cercavamo di bere quanto più possibile per vedere chi di noi reggeva meglio l'alcool.

Questa mia specie d'esistenza andò avanti così per altri due anni e nonostante godessi di tutti i piaceri possibili, non ero felice, capivo che qualcosa nel mio modo di vivere non andava bene, ma non capivo cosa fosse quel profondo senso di vuoto che mi accompagnava ogni giorno.

La lettura della Bibbia procedeva ma mi interessava solo dal punto di vista intellettuale. Nonostante il mio stravagante modo di vivere avevo, nella parte più intima del mio essere, dei sentimenti profondamente morali: desideravo sposarmi e formare una famiglia e così cercai una ragazza seria, matura e comprensiva. Questo mio desiderio dopo circa un anno si realizzò; infatti conobbi una ragazza, mi innamorai di lei e per qualche tempo mi parve di aver colmato quel vuoto interiore.

Sembrava tutto bello, come scoprire un nuovo universo in due, ma questo sogno fu di breve durata e mi sembrò di precipitare in un baratro senza fondo quando tre mesi dopo ella mi lasciò: anche in mezzo alla gente mi sentivo profondamente solo e quasi senza rendermene conto mi trovai in un serio stato depressivo.

Stavo proprio male e la sofferenza divenne ancora più intensa quando mio padre fu colpito da un ictus.

Non mi piaceva più niente e trovavo estremamente noiosi persino i vecchi amici; tutto mi sembrava inutile e di conseguenza mi sentivo un fallito.

Come un fulmine a ciel sereno mi tornarono alla mente due parole: UNICO SALVATORE; per tanto tempo mi ero ostinato a chiedere aiuto ai santi, persone morte che non potevano neppure sentirmi, rifiutandomi di rivolgermi alla Sola Persona che poteva darmi aiuto; finalmente realizzai che cosa volevano dire quelle due parole!

Iniziai a piangere e chiesi a Colui che era morto  e risorto per me, di perdonare i miei peccati, di guidarmi e prendersi cura della mia vita, visto che tutto quello che avevo fatto fino a quel momento, agendo di testa mia, aveva prodotto solo guai e ciò che più mi addolorava era il fatto che per tanto tempo non mi ero rivolto a chi veramente può tutto, rifiutandomi di riporre la fiducia solo in Lui.

In breve tempo stetti meglio, mi sentii più leggero, più felice, mi scomparve persino un fastidioso mal di stomaco dovuto probabilmente alla continua tensione.

Riconobbi che lo stato di benessere di cui godevo era proprio una grazia del Signore, così ripresi a leggere la Bibbia che da qualche tempo avevo accantonato sopratutto quando per mezzo del profeta Isaia Egli mi aveva duramente ammonito con le parole: Isaia 5:22 Guai a quelli che sono prodi nel bere il vino, e abili nel tagliare le bevande alcoliche.

Le Sacre Scritture continuarono a parlarmi: Giobbe 1:21 «il SIGNORE ha dato, il SIGNORE ha tolto; sia benedetto il nome del SIGNORE»; queste parole di Giobbe mi colpirono anche perché durante la mia crisi mi identificavo, in qualche modo, in quel personaggio biblico.

Più tardi realizzai che il Signore mi aveva messo alla prova e questa durò fino alla completa sottomissione a Lui e, in modi diversi, questa prova non è ancora cessata.

La lettura della Bibbia mi procura profonda pace e serenità, i versetti che mi hanno dato e continuano a darmi grande consolazione sono proprio tanti; per brevità di spazio ne citerò solo due, il primo si trova in Matteo 11:28 Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo. Il secondo si trova in Luca 12:31 Cercate piuttosto il regno di Dio e la Sua Giustizia e il resto vi sarà dato in aggiunta. Posso testimoniare che, grazie al Signore Gesù Cristo, ho ritrovato la gioia di vivere che, in tutta onestà, non avevo mai avuto prima, nonostante tanti divertimenti.

Sono passati più di dieci anni da quella esperienza col mio Salvatore; anche oggi, come sempre nella vita, sto sostenendo delle prove, ma la certezza che Dio stesso ha tutto nelle Sue mani mi rende ottimista e debbo riconoscere che ormai ho riposto la mia fiducia in Lui e nel Suo amato Figlio.

Sia sempre grandemente benedetto il Suo Nome.

 Su Enzo Luigi Ambrogio Gezim Raffaele