|
|
||
Chiesa Cristiana Evangelica di Monza |
|
Storia della Chiesa Evangelica dei Fratelli in Italia Un breve accenno su come sono nate le chiese dei Fratelli. Dio si è rivelato in tre persone: Padre, Figlio e Spirito Santo; Gesù nacque per opera dello Spirito Santo dalla vergine Maria, per essere il nostro Salvatore; lo Spirito Santo ci illumina, ci partecipa la vita di Dio e ci sostiene, affinché possiamo vivere una vita che onora Dio; ogni uomo è per natura un peccatore perduto, deve accettare il perdono che Dio gli ha provveduto in Cristo Gesù e unirsi spiritualmente con il risorto Cristo per vivere insieme a Lui, altrimenti sarà giudicato davanti al trono di Dio a una eterna condanna. La Chiesa di Gesù Cristo non è un'organizzazione umana ma un organismo vivente composto da tutti coloro che consapevolmente hanno accettato Gesù nella loro vita per vivere per sempre insieme a Lui e per Lui. Egli edifica la Sua Chiesa tramite il servizio di anziani e diaconi che costituisce lo Spirito Santo. Alle origini della Chiesa "dei Fratelli" in Italia è la figura del conte fiorentino Piero Guicciardini nato nel 1808. Egli realizzò la salvezza di Cristo tramite dei credenti della Svizzera francese e l'opera degli asili, che Mathilde Calandrini aveva iniziato a Pisa tra il 1831 e il 1846. Guicciardini venne a sapere dalla Calandrini che a Pisa si tenevano riunioni per leggere e meditare la Parola di Dio e ebbe così i primi contatti con gli evangelici. Iniziò a Firenze un'opera analoga a quella degli asili di Pisa. Si cominciarono a tenere delle riunioni familiari in cui si leggeva la Bibbia. Più tardi andò in Svizzera e s'incontrò con alcuni credenti. In un taccuino che teneva con sé al momento in cui fu arrestato per la sua fede, nel 1851, diceva appunto che egli era stato istruito a Ginevra dai fratelli cristiani. Guicciardini dichiarò che la sua conversione a Cristo avvenne nell'anno 1836. Fino ad allora era stato mosso da un generico interesse religioso. A quel tempo vi era a Firenze una dozzina di questi gruppi cristiani evangelici che leggevano insieme la Bibbia. Nel 1846 cominciarono anche a celebrare la S. Cena. Nel 1851 Guicciardini viene arrestato a Firenze ed esiliato. Passa nelle Valli valdesi in Svizzera e più tardi in Inghilterra. Qui trova che le riunioni dei fratelli darbisti erano simili a quelle che avevano luogo a Firenze e si lega con loro. A Londra incontra anche Pietrocola Rossetti, lo evangelizza e lo aiuta ad affidarsi al Signore Gesù. Nel 1854 Guicciardini rientra in Italia e comincia la sua attività a Pietra Ligure e poi in Lombardia. Anche Pietrocola Rossetti torna in Italia e fonda alcune comunità nella zona di Alessandria, dell'Astigiano e del Pavese. Verso il 1870 dei cristiani si organizzarono come "Chiesa libera" i Fratelli non vollero legarsi, sia per il rifiuto di ogni forma di organizzazione, sia perché non approvavano i legami che la Chiesa libera aveva con la massoneria e il suo forte anticlericalismo. Attualmente i Fratelli sono sparsi un po' per tutto il paese. Nuclei più numerosi si trovano in Piemonte, Lombardia, Liguria e Toscana. Altri gruppi sono nelle Marche; infine forti gruppi si trovano in Puglia e in Basilicata. La Chiesa "dei Fratelli" conta circa 250 comunità in Italia, alcune grandi, altre piccole. Per costituire una comunità "di Fratelli" non è necessario avere un minimo di membri. Importante è che vi sia un gruppo di cristiani battezzati che possono rompere il pane insieme e che si radunino regolarmente.
Le assemblee "dei
Fratelli" sostengono vari asili infantili e una casa per anziani. Il culto si svolge in una forma libera. Tutti i fratelli battezzati possono parteciparvi attivamente. Per la preparazione dei bambini ci sono le Scuole domenicali e dei campi estivi. La Chiesa "dei Fratelli" è stata riconosciuta nel 1891 come Ente Morale, che amministra i locali di culto. Per quanto riguarda la responsabilità del cristiano per la vita pubblica e per le questioni sociali, egli l'assolve quando ubbidisce all'Evangelo, quando lo annunzia, quando ama il prossimo, quando vive la sua vita onestamente. |