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IL DIRITTO DI TUTTI ALLA CULTURA
La scuola che vogliamo contribuire a costruire

(new!)

 

Caro Diario

 

La Riforma: le ragioni del consenso


Il nostro consenso alla Riforma parte dalla consapevolezza che:

  • le difficoltà croniche ad affrontare i nodi dell'insuccesso scolastico e della dispersione risiedevano, e risiedono, nella discontinuità tra le diverse parti del sistema di istruzione (discontinuità che si è spesso tramutata in vera e propria incomunicabilità) e nella parzialità degli interventi di riforma;

  • la debolezza del sistema di istruzione risiedeva e nella percentuale di ripetenze e abbandoni e nella qualità e nel tipo di istruzione che la scuola forniva.

    Nel bisogno civile di una nuova cultura, nel bisogno di una fruizione culturale che accompagni per tutto l'arco della vita è racchiusa la motivazione più profonda di tutto il processo di riforma.


    Di essa condividiamo:

  • l'idea dei cicli lunghi, di una scuola di base fondata su "buoni saperi", attenta al processo di conoscenza, che potenzia la motivazione, il coinvolgimento emotivo e affettivo verso i saperi

  • il riconoscimento dato alla scuola dell'Infanzia inserita a tutto tondo nel percorso formativo dai 3 ai 18 anni

  • l'idea di un riordino unitario di tutta la scuola

  • il tentativo coraggioso, complesso e complessivo, di costruire un sistema formativo per tutti e per tutto l'arco della vita

  • la riduzione di un anno di scolarità più adeguato ai nuovi tempi della crescita personale degli studenti

  • la proposta di una Secondaria articolata su 4 indirizzi, che offre molteplici occasioni formative nell'ottica di un sistema di educazione permanente, di educazione degli adulti adeguata ad una sfida democratica e culturale essenziale

  • le modalità con cui ha affrontato il nodo culturale della formazione al lavoro: scelta dei saperi di base rispetto alla continua ridefinizione di profili e saperi professionali

  • il nuovo profilo professionale della funzione docente: docente progettista, non più esecutore, a cui viene richiesto non più o meno lavoro, ma un lavoro diverso.


E ancora le ragioni del consenso alla Riforma si trovano

  • nel disegno di una scuola centrata sull'autonomia di ricerca, sperimentazione e sviluppo

  • nell'idea di una scuola democratica secondo Costituzione che salvaguarda il carattere nazionale e unitario del sistema scuola, che valorizza le differenze, che si pone come grande obiettivo sociale quello di essere strumento e sede per l'apprendimento di qualità per tutti.

Un percorso culturale e didattico che può, con la sinergia delle migliori risorse professionali, promuovere le eccellenze e far sì che "nessuno resti indietro".

 

CIDI VALDERA        Simona Sacchini
CRESCERE INSIEME       Sonia Forsi

 

 

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" Caro diario…… "


cronaca volutamente non fedele del Coordinamento nazionale del Cidi
Roma, 16-17 giugno 2001



Guardo Roma dal taxi ed è forse più bella di come la ricordavo.
Le stanze del Cidi nazionale ospitano persone che non conosco, pensate e immaginate prendono forma e corpo, ne misuro le dimensioni e ne aspiro l'odore.
E' la prima volta che vengo e un'infantile curiosità mi distrae.
Scendo a comprare le sigarette e Roma mi sfida a non rientrare.
" Le vergini stolte " di Santa Maria in Trastevere ( si possono ammirare sulla facciata della chiesa ) sono un invito alla disobbedienza, ma subito le " vergini prudenti " con la fiaccola accesa ( mi ricordo d'incanto la parabola e il suo significato ) sono un monito a tornare ed in fretta.
Allora mi lascio catturare dall'intervento di Carlo Fiorentini ( il più citato in assoluto dai relatori che si succederanno ), " mente pensante " del Cidi ( la definizione non è mia, ma la condivido ) e riprendo confidenza con questo coordinamento che mi preclude il sole di Roma.
Gli interventi mi danno il senso di quanto sia stata e sia importante questa presidente che se ne va, che saluta e si commuove, che si prepara per nuove sfide, quelle parlamentari. In bocca al lupo ad Alba Sasso.
Ciascuno porta il suo contributo: io sono venuta per ascoltare, per capire, per avvertire un senso di appartenenza che ancora però non riesco a percepire distintamente.
Giancarlo Cerini lo conosco, è un volto e una voce che ho già avuto modo di apprezzare.
E' deliziosa la sua metafora sportiva..." siamo un lungo treno rosso che tira la volata a Cipollini...." ( da sempre il ciclismo è il mio sport preferito ) e quando inizia a parlare Domenico Chiesa ( che non ha niente di SuperMario ), io comincio a sentire quel senso di appartenenza che andavo cercando.
E' lui il nuovo presidente del Cidi nazionale.
C'è tempo per un saluto e un augurio al Cidivaldera, al "nostro" Cidi.....
Chiesa parla e fa l'elogio della capacità di ascoltare, questa funzione " attiva " che ci permette di " rubare " le idee agli altri per arricchire e modificare le proprie.
E' un buon ascoltatore il presidente: ha prestato attenzione a tutti coloro che lo hanno preceduto e da tutti ( o quasi ) ha rubato qualcosa di importante che rimette in circolo a beneficio degli eventuali distratti.
Non suona falso il suo intento di ascoltare i Cidi, quelli territoriali, anche i più piccoli; gli insegnanti, gli studenti. Ribadisce la centralità del curricolo, che si realizza quando la cultura incontra la soggettività degli studenti. La forza ( anche e soprattutto all'interno del Cidi ) è quella di essere sempre insegnanti e di mantenere questa specificità.
Non deve esistere alcun gap fra il progetto culturale che abbiamo in mente e il fare scuola quotidiano.
Occorre una scuola di qualità per tutti e per ciascuno, che sappia coniugare soggettività e cultura, insegnamento e apprendimento.
Bravo.
Alla fine anch'io, come tutti, mi avvicino per augurargli buon lavoro....

Lascio così il mio primo coordinamento....tanta stanchezza e un leggerissimo vago senso di nostalgia...intanto all'Olimpico la Roma calcistica vince il suo scudetto.

Lucia Falchi
Vice Presidente Cidi Valdera

 

 

 

 

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